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LA VERA STORIA DI SILVIO

 

BERLUSCONITE

(é una malattia?)

 

 

Poiché sono tra gli eroici autori che per primi hanno osato pubblicarne uno ( IL LIBRO AZZURRO DI BERLUSCONI ), nella più che probabile ipotesi che di qui a poco di Berlusconi se ne parlerà sempre meno disperdendo tutto il materiale che ho raccolto in questi ultimi anni, ho deciso non solo di tenere aperto un blog per metterci tutto quanto ha detto, quello che dicono di lui, le barzellette, la satira, i giornali, ma ho raccolto  in un libercolo l'IPSE DIXIT cioè (quasi) tutto quello che ha detto, contraddetto, smentito il giorno dopo e riconfermato il giorno appresso. Così, tanto per ricordare.

Tutto e tutto insieme come tessere di un mosaico senza intenti politici ma solo perché questa massa a forma di Blob renda un'idea non solo del tipo ma anche dei tempi che ha attraversato.

Buon divertimento

 

IPSE DIXIT

 
1. Alla Presidenza della Repubblica non potevamo votare la Russo
Jervolino: come dice il proverbio, anche l'orecchio vuole la sua
parte.
2. Bertinotti dice di amare tanto i poveri: li ama così tanto che li
vuole raddoppiare.
3. Quando Bossi parla di peronismo io credo che si riferisca alla
birra Peroni che é l'unico peronismo che conosce.
4. Se camminassi sull'acqua direbbero che non so nuotare.
5. L'europeismo è nel sangue degli italiani, risale ai tempi
dell'Impero romano.
6. Forza Italia potrebbe ragionevolmente perfino essere descritta come un partito di centrosinistra. (al Times)
7. Sono dalla parte dell'America prima di sapere da che parte sta
l'America.
8. I fondatAri di Roma sono Romolo e REMOLO! 
 (al vertice della NATO a Roma, nel maggio 2002)
(E Brontolo, Mammolo, Pisolo, Eolo, Cucciolo... Gongolo?)
9. Vi presento l'on. Giuseppe Palumbo, di Forza Italia. Ecco un uomo
che ha le mani in pasta: fa il ginecologo.
10. Nel 1988 Silvio Berlusconi é ricevuto da papa Wojtyla, insieme ad
altri colleghi, come Presidente del Milan. Quando é davanti al
pontefice dice: "Cara Santità, mi lasci dire che lei assomiglia al
mio Milan. Infatti, lei, come noi, é spesso all'estero, cioè in
trasferta, a portare in giro per il mondo un'idea vincente. Che è
l'idea di Dio".
11. L'unico conflitto di interessi, in Italia, è quello della sinistra
con la verità.
12. Noi non siamo qui per governare, per l'ordinaria amministrazione. (marzo 2002) 
13. Sei povero? Colpa tua! (05/09/01) 
14. Siamo pronti ad eliminare il Comunismo in Italia. (13/06/01) 
15. Nella vita, senza fortuna, non si combina nulla.
16. L'anticomunismo è un dovere morale. 
 (Discorso al meeting di C.L. Rimini 2000)
17. La gente deve spendere. Non deve risparmiare, deve spendere.
18. Cinquecento cubani scappati negli Stati Uniti guadagnano di più
di novemila cubani rimasti a Cuba. Ricordatevelo quando D'Alema dice che nell'Ulivo non ci sono più comunisti. (13/4/96)
19. Non capisco la ragione di tanta urgenza in Parlamento per
l'approvazione del legittimo sospetto. (ANSA, 31 luglio 2002)
20. Prodi, quello che dovrebbe essere il leader delle opposizioni, l’ho sentito parlare della sua ricetta economica. Risibile. Siamo a
livelli di comicità pura (Silvio Berlusconi, 10 marzo 1995)
21. Io sono unto dal Signore.
22. é difficile non andare d'accordo con me, perché quando c'è
qualcuno che ha delle punte mi faccio concavo, quando c'è qualcuno che si ritrae mi faccio convesso. (24/1/96) 
23. Il conflitto di interessi riguarda quei partiti che in questi
decenni hanno profittato del loro peso per distribuire pensioni. (19/3/96)
24. Quando mi arrivò la tessera della P2 rimasi offeso perché sopra
c'era scritto "apprendista muratore" : ma come, io ero un costruttore
affermato! (19/1/96) 
25. Par condicio? Solo a sentir parlare di queste cose mi viene
l'orticaria. (18/2/96)
26. Quando tornerò a Palazzo Chigi, vi prometto che mi abbronzerò di
meno, ma voi lo sapete che in una giornata io lavoro 27 ore. (18/4/96)
27. Prodi è la protesi di D'Alema. (15/4/96)
28. Siamo sicuri che, se l'Ulivo vince, il 21 aprile avremo ancora la
possibilità di elezioni veramente libere? Io non rispondo, fatevi voi
questa domanda. (17/4/96)
29. No, non ho parlato di pena di morte con i leader cinesi. D'altra
parte bisogna pensare al rapporto col numero degli abitanti. I cinesi
sono talmente tanti.  (Radio Radicale, 2 settembre 2002)
30. Ah, finalmente siete in gabbia giornalisti, siete nel posto
giusto, così capite cosa vi sarebbe successo se fosse andato in porto
un certo disegno... (17/1/96)
31. Il gruppo Fininvest, di cui non mi occupo più, è stato costretto a
vendere gli Euromercati perché i compagni avevano smesso di
frequentarli. (25/3/96)
32. Nel frattempo i più volenterosi anche se in Cassa Integrazione
troveranno un lavoro, magari non ufficiale, dal quale deriverebbero
entrate in più in famiglia. (in un'intervista di Fede riferendosi ai
cassaintegrati Fiat)
33. Sono quasi un santo. (Silvio Berlusconi 5/12/2002)
34. Per fortuna che ci sono qui io. (Silvio Berlusconi a Vespa)
36. "Pagare moneta, vedere cammello." (Silvio Berlusconi a Chirac
sull'affare Airbus)
37. Il governo non è bello se non è litigarello. (al vertice europeo
di Laeken.
38. Erano non più di 700.000. C'era tanta gente che ha fatto una
scampagnata per il semplice motivo che gli è stato offerto il viaggio
gratis, la colazione gratis e di visitare i musei la domenica
pomeriggio.  (parlando della mega manifestazione della Cgil a Roma)
39. Arafat mi ha chiesto di dargli una TV per la striscia di Gaza; gli
manderò Striscia la notizia. (7 marzo 1997 sul 'Corriera della Serà)
40. Non é vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo
fa... Io invece uso delle storielle per scolpire meglio dei concetti.
(27 sett. 2002)
41. Non leggerò il mio discorso, tanto ce lo avete già scritto. (22
nov. 2002 sul Venerdì di Repubblica)
42. Io sono una persona moderata, ma il 62 % dei miei elettori è di
sinistra. (su 'El Mundò, 21 lug. 2002)
43. Sono incapace di dire no. Per fortuna sono un uomo e non una
donna. (ANSA, 22 aprile 1999)
44. Non é vero che dopo tutte le interviste mi è venuta una voce
più sexy?  (Corriere della Sera, 23 aprile 1996)
45. Sono un lupo solitario che però vive nel sistema.  (da
"Repubblicà, 28-nov-1991)
46. Accusare di corruzione me è come arrestare madre Teresa di
Calcutta perché' una bambina del suo istituto ha rubato una mela. (da "La Stampà, 28-ott-1995)
47. Io ho sempre fiducia, perché' ho la fiducia incorporata.
 (ANSA, 24-ott 1997)
48. Mi sono accorto che l'Italia era poco considerata. Ho telefonato
ai leader degli altri paesi e gli ho detto: se fate così non contate
più sull'Italia! L'atmosfera da quel momento cambiò.
(da 'L'Unità, 25 ago-2002)
49. Guardando in giro vedo che non c’è un governo migliore: ho un
complesso di superiorità che devo frenare.
(da 'La Stampà, 22-lug-1994)
50. Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio.
(ANSA, 23-mar-2001)
51. Mi si accusa di aver detto che i comunisti mangiano i bambini. Ma
se volete posso organizzare un convegno in cui dimostrerò che i
comunisti hanno realmente mangiato i bambini e fatto anche di peggio. (ANSA, 20-ott-2000)
52. Chi salvo fra Dini, D'Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li
butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace. (da 'La
Stampà, 30-ott-1995)

"Io non mi siederò mai più a un tavolo in cui ci sia il signor Bossi".  (Berlusconi nei confronti di Bossi)
 "Bossi é un criminale. Con lui non sono disposto a prendere piu'
nemmeno un caffè ". (Gianfranco Fini, dicembre 1994)

La mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia
storia, gli altri se la sognano. Sono loro che devono dimostrare a me
di essere bravi... («ANSA», 7 marzo 2001) (Silvio Berlusconi)

 

Gli editori dei quotidiani si illudono di prendere la pubblicità della tivù, che invece non finirebbe mai sui giornali perché destinata a un pubblico di massaie. Le massaie guardano la tivù, giusto? Non leggono mai i giornali perché i giornali sono fatti per le élites, il 70 per cento degli articoli vengono letti soltanto dall'autore. A cosa serve sui giornali la pubblicità dei pannolini, del detersivo, del prodotto di bellezza? La carta stampata fa parte di un momento dello sviluppo della tecnologia, oggi è diventata obsoleta. Chi la difende assomiglia a quei produttori di carrozze che in Inghilterra chiesero al Parlamento di vietare la produzione di automobili.

risposta a una domanda di Marcello Sorgi, direttore della stampa, alla presentazione del libro di Bruno Vespa "Il cavaliere e il professore"; 11/12/03

 

"é stato legittimamente sollevato il problema del conflitto d'interessi che può sorgere nell'attività di governo, in ragione dello status di imprenditore nel campo della comunicazione di chi questo governo presiede. Ci impegniamo a trasformare in disegni di legge le proposte che verranno entro settembre dalla commissione di esperti nominata dal governo"

(Silvio Berlusconi, presentando il suo primo governo alla Camera, 16 maggio 1994).

 

"Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003).

 

«Me ne sono sempre tenuto lontano e continuo a tenermene lontano, ho lasciato la cosa a Gasparri, non ho letto e non leggerò i rilievi dei tecnici del Quirinale, non è vero che mi infurio, l’ira è un sentimento che non mi appartiene, io sono una persona dolce, riflessiva, estroversa, al massimo mi dispiaccio, mi addoloro di certe cose».

 (16/12/03)

 

«Trovatemi una segretaria o un telefonista che possa dire che a Palazzo Chigi mi sono occupato della Fininvest». E ridetto ancora: «Non oso telefonare al mio gruppo perché un solo operatore telefonico potrebbe dire "Berlusconi sta chiamando"». L'ha giurato: «Io, uomo delle tivù, sono per essenza l'uomo della democrazia». Rigiurato: «Ci sono le mie garanzie personali: non compirò mai un gesto che avvantaggi gli interessi del mio gruppo». Rigiurato ancora: «La miglior garanzia è quella che può venire dall'impegno, dalla passione civile, dal disinteresse personale che io mi accingo a mettere in questo incarico».

 

«Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano. La mia vita di imprenditore si sta concludendo». «Non venderò mai le mie televisioni». «Oggi vi annuncio che ho deciso di vendere le mie aziende». «Vendere la Fininvest? Non ci penso nemmeno». «Della Fininvest terrò solo il 30%, una quota di minoranza. S'era pensato anche di vendere tutto ma si sono opposti i miei figli». E tutti lì, a fargli le pulci: e il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? Un assedio. Eppure, appena eletto, era stato chiaro: «Ho preso un impegno a dare una soluzione entro i primi cento giorni, cosa che faremo sicuramente. Immagino di poterlo fare addirittura prima delle ferie estive». Mica aveva specificato di che anno.

(Gianantonio Stella, Corriere 17/12/03)

 

 

"Spero di finire il vertice in tempo per il Milan"

(Costituzione europea 14/12/2003)

 

"Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani"
 (Berlusconi Silvio, 17/06/2003, dichiarazioni spontanee al tribunale di  Milano)

«Sono stato costretto dal popolo italiano a entrare in politica, la gente veniva da me a migliaia, alle mie finestre, a casa mia, continuavano a chiedermi di candidarmi»

Berlusconi al settimanale New Yorker    (Corriere della Sera3 novembre 2003)

"Adesso è il momento del presidente operaio che con l'elmetto in testa avrà il piacere di recarsi là dove si aprono i cantieri" (da: "Una lettera agli italiani per parlare di pensioni")

 

"Questo sacrificio (i carabinieri morti a Nassirya) ci consente di
> presentarci sulla scena internazionale con più rispetto"
(S.B. Nov. 2003)

 

Ho ricevuto nell’ultimo anno 37 minacce di morte», frutto di un odio della sinistra talmente intenso, che «per capirlo basta sfogliare un giorno qualsiasi l’Unità , quotidiano che fa capo ai gruppi parlamentari dei Ds». (Bruno Vespa – Il Cavaliere e il Professore - )

 

Berlusconi rivela a Vespa di avere l’intenzione di rivedere il codice di procedura penale e di abolire «quella stortura inaccettabile per uno Stato di diritto che è il concorso esterno in associazione mafiosa», una fattispecie giuridica «che non è neppure prevista dal diritto positivo».
Nel libro il premier insiste nei giudizi assai critici verso una parte della magistratura. «La sinistra - osserva - tramite Magistratura democratica ha infiltrato i suoi uomini in tutta la magistratura, anche in quella giudicante. Il virus politico ha fatto sì che la legge, che dovrebbe essere uguale per tutti, per qualcuno lo fosse di più».

 

 

Basta lasciare stare le sortite che ormai sono nella leggenda (“l’Unto del Signore”), e avvicinarsi a quelle meno note per ritrovare lo stesso e rinnovato stupore. L’approccio con gli interlocutori, intanto. Su Eltsin: “Assolutamente in palla”. Sulla Thatcher: “L’ho trovata molto in palla”. Su Kohl: “Sapete, la mamma l’ha fatto senza risparmi”. Al direttore della Fao, il senegalese Jacques Diouf: “Dovreste dimagrire un po”. Al presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro: “Avete visto come è dimagrito? Ora non ha più ritenzione idrica”. Sul Papa: “Un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol. Ha la stessa idea vincente del mio Milan, che è poi l’idea di Dio, la vittoria del bene sul male”. Al Papa: “Santità, l’ammiro molto perché Lei porta in giro per il mondo, cioè in trasferta, un’idea vincente, l’idea di Dio”. Alle figlie di Putin: “Chiamatemi zio”.

Agli albanesi: “Manderò qui la Rai a riprendere le vostre magnifiche coste, così gli italiani verranno in vacanza”. A San Giuliano di Puglia: “Guardate che belli chalet…”. A se stesso: “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”. A Clinton (una barzelletta): “Un tale dice all’altro: mi sono fatto disegnare un neo sul pene…”. Ai ministri: “Non mi va di partire per Bruxelles e lasciarvi con questi volti tesi. Ora vi racconto una barzelletta così vi metto di buon umore…”. Agli industriali turchi: “Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”. Agli schizzinosi d’Oltralpe: “Con i francesi sono popolarissimo, basta contare le fidanzate che ho avuto lì”. Alla folla, illustrando le virtù di un candidato senatore: “Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”. Sul fratello Paolo: “é un ragazzo low profile, per natura”. Certo non di ipocrisia pecca il Cav. Tutte quelle ville in Sardegna? “Ma ho cinque figli: devo pur pensare al loro futuro”. Ai torinesi: “Discutibili decisioni prese per la zona vicino al porto”. Di Bossi: “é un pò la Wanna Marchi della politica italiana”. Di se stesso: “Visto come mi ha ridotto la politica? ‘Che bel fiol che xerì, come dice la mia mamma”. Oppure: “Sono un miracolo che cammina”. Trucco in tv: “Qui sul naso ho un riflesso che non mi piace”. Sul beauty case: “Vorrei vedere se ciascuno di voi quando si sposta, viaggia, non si porta dietro lo spazzolino da denti, una lavanda, un pettine…”. Giornalista: “Che ci fa col pettine?”. Il Cav. “é proprio quando si comincia a chiamare per nome i capelli che il pettine deve essere ancora più raffinato, con i denti ben fitti”. Gli impegni: “Sto filmando i bulbaggi di molte piante”. Infine: “Adesso

modello? “No. Berlusconi mi basta e mi avanza”.

(Il Foglio)

 

 

 

HO AVUTO UNA FIDANZATA TURCA

Capitolo tratto dal libro “Berlusconate” di Alessandro Corbi e Pietro Criscuoli - prefazione di Paolo Rossi.

Per gentile concessione della casa editrice Nutrimenti (www.nutrimenti.net)

 

1 - “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”.

(Ansa, 22 aprile 1999, ore 12.37)

 

2 - “Dicono che io sia un donnaiolo? Sì, lo dicono. Che dicano…”.

(La Repubblica, 29 aprile 1994)

 

3 - Berlusconi non nasconde le sue storie d’amore. Le rivela anche agli industriali turchi, che incontra a Roma:

Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”.

(La Repubblica, 13 novembre 2002)

 

4 - Qualche mese prima, rispondendo a chi gli chiedeva perché non fosse popolare in Francia, racconta:

Non sono popolare con i vostri colleghi e con coloro che ne subiscono il fascino, ma con i francesi sono popolarissimo; basta contare le fidanzate che ho avuto lì”.

(Ansa, 18 aprile 2002, ore 20.00)

 

5 - Catania, comizio, presentando l’onorevole Palumbo alla folla:

Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”.

(Corriere della Sera, 4 aprile 2000)

 

Luglio, Transatlantico di Montecitorio, caldo torrido. Rivolto ad una giornalista:

Ha l’ombelico scoperto, stia attenta che prende freddo”.

(Agi, 11 luglio 2002, ore 11.16)

 

6 - Avvocato Prisco:

La politica e il sesso dopo 50 anni possono far male”.

Silvio Berlusconi:

Sarà forse che lui è incappato in defaillance che invece io non conosco”.

(La Repubblica, 21 dicembre 1993)

 

7 - Domanda:

Interromperebbe di fare l’amore per guardare uno spot pubblicitario?

Risposta:

Che razza di domanda è questa? Certamente no”.

(Il Messaggero, 20 novembre 1986)

 

8 - Vertice FAO, Roma:

Ringrazio tutti voi, ma in particolare le belle delegate”.

(Ansa, 13 giugno 2002, ore 17.57)

 

9 - Saxa Rubra, Roma, atrio palazzina B, rivolto a due truccatrici Rai che lo accolgono:

Volevo portarvi una scatola di cioccolatini ma Marinella, la mia segretaria, dice che non fa fine. La prossima volta però le disobbedisco”.

(La Stampa, 10 giugno 1994)

 

10 - Rivolto a due donne sindaco del centrosinistra, Paola Pessina (Rho) e Angela Fioroni (Pero):

Anche se siete espressioni di giunte di sinistra, io, da Presidente del Consiglio, vi ho baciato”.

(Ansa, 6 ottobre 2002, ore 16.22)

 

11 - Visita a Santa Venerina (Catania), una poliziotta del servizio d’ordine rischia di essere travolta dalla folla, Berlusconi l’abbraccia:

Io, che difendo la polizia…”.

(Ansa, 27 dicembre 2002, ore 15.49)

 

12 - Dialogo con la pianista Rita Forte, allora a TMC:

Lei è troppo brava! Perché non viene da noi?”.

Ma se lei non mi chiama…”.

Quando ci vediamo?”.

Quando vuole lei”.

(La Stampa, 30 ottobre 1995)

 

13 - Confidenze:

Dopo una vita da peccatore, ho dovuto imparare a vivere nella trasparenza. Vivo circondato da guardie, non ho più segreti, non mangio al ristorante da due anni. A parte, forse, un pranzo… con Tatarella, si figuri!”.

(La Repubblica, 12 luglio 1997)

 

Ci sono meccanismi di resistenza e di rigetto delle novità. Erasmo da Arcore: la vera saggezza non sta nella prudenza e nella moderazione, ma nella visionaria lungimirante follia.

 

 

I comunisti o chi è stato comunista non potranno mai più tornare al governo. Siamo stati eletti anche per questo: per difendere la libertà.

 

La sinistra agisce grazie al collaborazionismo di un manipolo di magistrati combattenti. Questi signori dell’opposizione sono irresistibilmente attratti da tutto ciò che democratico non è.

 

La Cirami é una legge sacrosanta che consente di trasferire i processi, perché magari uno ha fregato la fidanzata al presidente del tribunale, e a noi succede, dal momento che siamo tombeurs de famme.

 

Non esiste alternativa democratica al centrodestra.

 

Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto un uso criminoso della tivu. é dovere della dirigenza Rai di non permettere che ciò avvenga ancora ( Bulgaria 18/4/2002)

 

Scaiola ha dovuto dimettersi per una parola dal sen fuggita, che non era campata in aria…( aveva dato del rompicoglioni al povero Biagi)

 

D’Antona: vittima di un regolamento di conti della sinistra.

 

18/5/2003 IL MANIFESTO: Uno stralcio d’uomo ( dopo lo stralcio nel processo di Milano)

 

Operazione dentiere gratis. Lo slogan: regala un sorriso a chi porta i capelli grigi

 

perché il mio, il nostro paese è in pericolo…

La difesa della libertà è l’impresa più nobile che ci sia e io mi congratulo con voi che siete apostoli missionari, anzi guerrieri della libertà.

(Repubblica, lunedì 19-3-2003)

 

Anche se mi condannano, non mi dimetto. (Porta a Porta 23/5/03)

 

(dichiarazione di Massimo D’Alema) «il Paese è nelle mani di una persona totalmente inadeguata sotto ogni profilo».

 

Vengono in mente gli anni di scuola quando gli insegnanti dicevano ai genitori dei ragazzi in difficoltà: «Gli mancano le basi», ed è un inconveniente in più per uno che ha già l’ossessione dell’altezza oltre a quella delle inchieste giudiziarie. «Excalibur», si sa, è tutt’altra cosa: intanto c’è l’aiuto di un copione, col finale previsto e ottimista. (Enzo Biagi, Il Corriere 25/5/03)

 

«Dalle toghe false prove, andrò in aula e sulla Sme ci divertiremo». (Bruxelles 24/5)

 

Venite a morire in Italia! ( discorso a Wall Street) «Ora ci sono meno comunisti e imprenditrici e segretarie sono bellissime».

 

«Vi dò due motivi in più per venire a investire in Italia. Il primo è che oggi abbiamo meno comunisti. Sono soltanto il 16 per cento e i leader dicono: "Non siamo più comunisti"». Pausa con parentesi: secondo certi dati in suo possesso, il Pci da solo assorbiva il 60 per cento dei fondi destinati dal Kgb ai partiti fratelli. Incassata questa preziosa informazione, i banchieri americani ricevono il secondo motivo per cui devono correre a investire in Italia: «Il presidente del Consiglio ha messo lì tutti i suoi soldi. Anzi, i miei oppositori dicono che sono troppi». La battuta consente di lodare la mancanza di invidia degli Stati Uniti dove un self made man viene apprezzato: «In Europa purtroppo non è così. Si chiedono subito: "Chissà come ha fatto i soldi"».


  “Questo fatto che riguarda regolamenti di conti tutto interno delle sinistre…

(Conferenza stampa in occasione del delitto Biagi)  

 

 

 

 

 

 

BUFALE

Per ragioni di spazio, ecco qui solo l'elenco delle 44 bufale migliori.

1. Interessi sì, conflitto no - 1 "Il conflitto d'interessi sarà
risolto nei primi cento giorni del mio governo" (5-5-2001). "Il
conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (19-12-2003). A
tre anni dalla promessa, la legge sul conflitto d'interessi non è
stata ancora approvata.

2. Interessi sì, conflitto no - 2 "Il conflitto d'interessi esiste
solo nel senso che le mie aziende ci hanno rimesso da quando sono
entrato in politica al servizio del Paese" (21-12-2001). "Il conflitto
d'interessi è una scusa. Tutti vedono bene che non c'è nessun
conflitto d'interessi. Anzi, io non posso fare che cose sfavorevoli al
mio gruppo. Non c'è stata una sola decisione assunta da questa
maggioranza e da questo governo che abbia portato cose a mio favore.
Da quando sono sceso in politica, il mio gruppo ha subìto soltanto
danni enormi" (7-5-2003). In realtà, Mediaset e le altre aziende del
premier hanno guadagnato milioni di euro dai vari condoni fiscali,
dalla legge Tremonti, dalla legge salva-Rete4, dall'accordo
Mediolanum-Poste, dalla pubblicità istituzionale sulle reti del
Biscione, senza contare i continui rialzi in Borsa del titolo Mediaset
a ogni stormir di fronda governativa.

3. Dipendenti Mediaset "Ho messo su un'azienda da 50 mila dipendenti"
(conferenza stampa di fine mandato europeo, 13-12-2003). Ma dal
rapporto R&S 2003 di Mediobanca si apprende che alla fine del 2002 i
dipendenti dell'intera galassia Fininvest erano appena 10.095.

4. Solo 3 leggi ad personam Dice a Strasburgo il 2 luglio 2003 che si
è fatto solo "in tre casi" leggi per lui, mentre invece sono almeno
sette: rogatorie, falso in bilancio, Cirami, lodo Maccanico, tassa
successioni e sulle donazioni, Gasparri, decreto salva Rete 4.

5. Ciampi d'accordo su Gasparri Berlusconi, uscendo dal Quirinale,
annuncia che Ciampi è d'accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale
smentisce: "Non ne abbiamo mai parlato" (2-8-2003), lui deve
rettificare dando la colpa ai giornalisti.

6. Lodo senza padri "Sul Lodo non ho dato parere positivo, ma ci sono
insistenze..." (al Tribunale di Milano, 17-6-2003). "Io non c'entro
nulla con questo Lodo: è stata un'iniziativa autonoma del Parlamento,
sostenuta dal presidente della Repubblica" (30-6-2003). Immediata la
smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario
Paolo Bonaiuti: "Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a
questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo".

7. I pari del Cavaliere "In una democrazia liberale chi governa per
volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e
dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari... Succede così nel
mondo, ma non nel nostro Paese" (29-1-2003). Non è vero. Non accade in
nessuna parte del mondo a partire dagli Usa dove l'ex presidente Bill
Clinton, quando era in carica, finì sotto inchiesta per il caso
Lewinsky.

8. Legge Cirami "Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami
sul legittimo sospetto" (31-7-2002). "La legge sul legittimo sospetto
è una priorità per il governo" (30-8-2002). Senza parole.

9. Rai questa sconosciuta "Dalla Rai io me ne sto fuori come ho sempre
fatto" (1-12-2002). Ma il 26 febbraio 2003 Berlusconi riunisce i
leader della Cdl nella sua casa in via del Plebiscito per decidere il
nuovo Cda Rai. Pera e Casini non ne sanno nulla e vanno su tutte le
furie. Il presidente della Rai, Lucia Annunziata, poi rivela: "So per
certo che Berlusconi alza il telefono e chiama i consiglieri di
amministrazione per suggerire nomine ed influenzare i programmi"
(2-2-2004).

10. Mediaset questa sconosciuta "Da quando sono in politica, non mi
occupo più delle mie aziende" (10-5-1996). "Da dieci anni non mi
interesso più di affari" (15-10-2003). Maurizio Costanzo, in lite con
Mediaset, dichiara: "Mercoledì ho incontrato Berlusconi. Tutto bene,
solo qualche rottura di scatole" ('la Repubblicà, 18-1-2003).

11. Condono per gli altri "Mediaset non farà alcun ricorso al condono
fiscale" (30-12-2002). Cinque mesi dopo 'L'espressò scopre che
Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa
120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

12. Il Milan è tutto mio "Si parla del Milan di Sacchi, di Zaccheroni
e di Ancelotti e non si parla mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono
io che da 18 anni faccio le formazioni, detto le regole e compero i
giocatori" (16-4-2004). "Il Milan non vince più perché, da quando è in
politica, il suo presidente non se ne occupa più" (Ansa, 6-2-1998).
"Il problema del Milan è che io non me ne occupo più di persona"
('Setté, 2-3-2001).

13. Nesta mai "Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più
nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora
basta"(23-8-2002). L'indomani il Milan di Berlusconi annuncia
l'acquisto di Nesta, avvenuto da almeno una settimana.

14. Per il bene di tutti "Nel 1994 sono sceso in campo per salvare
l'Italia da un futuro illiberale" (Ansa, 27-1-2004). Ma Marcello
Dell'Utri, che inventò Forza Italia da una costola di Publitalia, lo
smentisce: "Berlusconi (...) mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un
partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni.' C'era
l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5 mila
miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore
delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo
portare i libri in tribunalé... Oggi posso dire che senza la
decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non
avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con
l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda" (intervista
ad Antonio Galdo per il libro 'Saranno potenti?', Sperling & Kupfer,
2003).

15. Unto e bisunto "Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa
sciocchezza" (9-3-2004). "Quando si assume un ruolo come questo, la
vita cambia. I cattolici la chiamano la 'Grazia dello status'. È una
cosa che ti fa diventare una persona diversa senza che tu te ne
accorga. Già stanotte ho dormito da persona diversa, anche se con lo
stesso pigiama" (30-4-1994). "Io sono l'unto del Signore, c'è qualcosa
di divino nell'essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno
che è stato scelto dalla gente, l'unto del Signore, possa pensare di
tradire il mandato dei cittadini" (25-11-1994).

16. Piduista col trucco "Essere piduista non è un titolo di demerito"
(Telelombardia 6-3-2000). "Neanch'io vorrei un piduista al governo. Ma
io non mi considero legato alla P2. Mi hanno dato la tessera, ma io
l'ho rispedita indietro" (8-3-1994). Berlusconi non rispedì la sua
tessera a Licio Gelli, ma anzi versò regolarmente la quota
d'iscrizione.

17. Le off-shore "Non ci sono stati nomi di copertura né ricorso a
società estere. Tutto si è svolto in Italia alla luce del sole con
operazioni sulle quali sono state pagate tante tasse..." (16-3-2001).
"Le società estere sono cose assolutamente legittime che il mio gruppo
ha poi abbandonato, ma che in un certo momento, affidandosi alla
responsabilità di chi gestiva il sistema estero, si facevano perché si
doveva trovare un modo in Europa per pagare tasse più convenienti"
(Ansa, 3-5-2001).

18. Cecenia, un paradiso Il 6 novembre 2003, in conferenza stampa con
Putin, in visita a Roma, Berlusconi risponde al posto del collega
russo a una domanda sulla Cecenia. E spiega: "In Cecenia c'è stata
un'attività terroristica con molti attentati contro cittadini russi"
senza che ci fosse "una risposta corrispondente della federazione
russa". Tutti gli organismi europei condannano l'affermazione,
ricordando che in Cecenia i russi hanno sterminato 200 mila persone su
un milione di abitanti, radendo al suolo Grozny.

19. Partiam partiam "Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya,
sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica" (26-3-2004). Il
10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

20. Scontro di civiltà "Noi dobbiamo essere consapevoli della
superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due
civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano... La
nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400
anni nella storia i benefici e le conquiste che l'Occidente conosce."
(26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una
serie di governi arabi dice al giornale 'Asharq al-Awsat':"Perché
dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla
di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire
qualche cosa che non ho detto". (2-10-2001)

21. Armi sì, armi no "Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di
distruzione di massa" (16-10-2002). "Non ho mai detto che Saddam non
ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di
distruggerle o di metterle da qualche altra parte" (17-10-2002).

22. Guerra senza Onu "Se Saddam non cede, l'attacco sarà a gennaio e sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia,
sarebbe un nonsenso" (14-9-2002). "Siamo per una risoluzione dell'Onu che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l'intervento militare se Saddam non dovesse accettare la risoluzione" (25-9-2002). "Con realismo bisogna dire che non c'è alternativa alle due risoluzioni dell'Onu, vista la posizione di Francia, Cina e Russia" (16-10-2002).

23. L'ordine regna a Baghdad - 1 "In Iraq c'è l'assoluta volontà di
continuare e c'è anche un certo ottimismo. Nel paese molte cose vanno bene... Dobbiamo far sapere che le scuole funzionano, che gli ospedali funzionano, che c'è l'elettricità, che l'amministrazione comincia a svolgere il suo compito... Il paese ricomincia a funzionare"
(29-10-2003).

"La situazione in Iraq sta migliorando molto" (Cnn Italia, 1-11-2003). "Si sono fatti molti passi avanti per la normalizzazione dell'Iraq" (Adnkronos, 5-11-2003).
Il 12 novembre vengono uccisi 19 italiani a Nassiriya.

24. L'ordine regna a Baghdad - 2 " Oggi l'Iraq è una nazione che sta
progredendo verso la democrazia, verso la normalità. È un paese dove le scuole, gli ospedali, l'amministrazione pubblica e il governo
provvisorio funzionano" (Ansa, 4-3-2003). Un mese dopo si scatena la battaglia di Nassiriya e vengono sequestrati decine di occidentali. Un ostaggio italiano viene assassinato.

25. Ostaggi "Siamo in fiduciosa attesa di eventi che dovrebbero
verificarsi nelle prossime ore" (20-4-2003). Due giorni dopo, davanti
alla mancata liberazione, invita i componenti del suo governo a "un
maggior riserbo". Il 3 maggio chiede il silenzio stampa.

26. Verifica di governo "Il chiarimento c'è stato e non serve alcuna
verifica. Quella è roba da vecchia politica" (15-10-2003). La verifica
si trascina per mesi: la risoluzione è rinviata a dopo le europee.

27. Ok dall'Europa "Ho fatto un'esposizione sommaria della legge
finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia da Prodi sia dal
commissario Pedro Solbes" (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole: "Non ne abbiamo neanche parlato". Anche Solbes lo smentisce. Berlusconi fa retromarcia: "Io ho illustrato l'azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio. Ma il club della menzogna della,sinistra mi attribuisce cose mai dette".

28. Riforma della giustizia "Entro tre mesi presenteremo la riforma
della giustizia al Parlamento" (21-12-2001). Lo ha fatto tre anni
dopo.

29. Fiducia, anzi no "Ho assoluta fiducia nella Cassazione, fiducia
che non è mai mancata. Altra cosa sono certi pm che vogliono un ruolo
particolare e imbastiscono processi che finiscono nel nulla"
(26-1-2003). L'indomani la Cassazione gli dà torto e non sposta i suoi
processi da Milano. Allora il premier perde la fiducia e tuona contro
la "magistratura golpista".

30. Persecuzione giudiziaria "Le inchieste sul mio gruppo sono
iniziate soltanto dopo il mio impegno in politica. Prima non avevo mai
subito nulla del genere" (17-6-2003). È vero il contrario: prima
nascono le inchieste sulla Fininvest di Berlusconi, poi Berlusconi
scende in campo. La prima indagine sul Berlusconi imprenditore (per
traffico di droga) fu aperta a Milano nel lontano 1983 e poi
archiviata. Nel 1989 Berlusconi viene processato a Venezia per falsa
testimonianza sulla loggia P2: la Corte d'appello ritiene il reato
dimostrato, ma estinto per amnistia. Quanto a Mani pulite ecco cosa
scrive il gip di Brescia Carlo Bianchetti il 15 maggio 2001: "Risulta
dall'esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle
prospettazioni del denunciante (Berlusconi, ndr), le iniziative
giudiziarie (.) avevano preceduto e non seguito la decisione di
'scendere in campò...".

31. Improrogabili impegni "Un impegno istituzionale improvviso e
improrogabile mi impedisce di essere presente all'interrogatorio" (al
Tribunale di Palermo davanti al quale Berlusconi dovrebbe testimoniare
sulle origini delle sue fortune e sulla presenza del boss Vittorio
Mangano nella villa di Arcore, 11-7-2002). Ma all'ora indicata per
l'audizione il premier passeggia per il Transatlantico raccontando
barzellette ai giornalisti.

32. Sempre assolto "Sono sempre stato assolto in ogni processo"
(19-1-2002). In realtà, non è stato quasi mai assolto. L'ha fatta
franca grazie ad amnistie, prescrizioni, condoni, depenalizzazioni,
leggi di impunità.

33. Telekom bufala "La vicenda Telekom Serbia è tutta una tangente"
('Porta a Portà, 22-5-2003). La Procura di Torino appurerà che
nessuna tangente è stata dimostrata nell'affare Telekom Serbia e
arresterà i sedicenti testimoni Marini, Volpe e Romanazzi che ne
avevano parlato.

34. Povertà percepita A 'Porta a Portà: "Il ceto medio consuma più di
prima ed è più ricco di prima... 800 mila italiani sono usciti dalla
soglia di povertà... c'è stato un arricchimento generale del Paese",
che però "si percepisce più povero" a causa della disinformazione
comunista (11-2-2004). Ma tutti i dati di tutti gli istituti di
rilevamento economico e statistico indicano un impoverimento del
Paese. Secondo l'Eurispes alle già note 2.500.000 famiglie povere
(circa 8 milioni di persone), va aggiunto un altro 10 per cento di
nuclei a rischio che in valori assoluti vuol dire altre 2.400.000
famiglie. Basti pensare - rileva l'Eurispes nel rapporto 'Italia 2004'
- che, nel biennio 2001-2003, la perdita del potere d'acquisto delle
retribuzioni è stata pari al 19,7 per cento per gli impiegati, al 16
per gli operai, al 15,4 per i dirigenti e al 13,3 per i quadri.

35. Fascismo buono "Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli
oppositori li mandava in vacanza al confino" ('The Spectator',
4-9-2003). In realtà le squadracce del duce uccisero Giacomo
Matteotti, mentre Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci,
don Minzoni morirono in seguito alle percosse e ai maltrattamenti.

36. Colpa dell'alcol Berlusconi smorza l'intervista allo 'Spectator':
"Eravamo alla seconda bottiglia di champagne" (17-9-2003). Gli
intervistatori lo smentiscono: "Abbiamo bevuto solo tè freddo"
(19-9-2003.).

37. Meno sbarchi per tutti "Gli sbarchi di clandestini sono diminuiti
del 247 per cento" (21-12-2001). A parte l'iperbolicità della cifra
(superare il 100 per cento significa inviare gli immigrati residenti
in Italia all'estero), gli sbarchi sono aumentati, anche con episodi
drammatici, sulle coste siciliane. "Durante il 2002", scrive il
Viminale nella relazione sull'attività delle forze dell'ordine, "si è
assistito a un aumento del 23 per cento del flusso di clandestini
diretti alle coste della Sicilia (5.504 persone sbarcate nel 2001,
18.225 nel 2002)".

38. San Giuliano 2 "Ricostruiremo San Giuliano di Puglia (rasa al
suolo dal terremoto in Molise, ndr) con gli architetti di Milano 2:
parchi, case moderne e verde pubblico entro due anni" (4-11-2002). Non si è visto nulla di tutto questo.

39. Lifting forzato "Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato
tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting"
(27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: "Il lifting è stata un'idea
sua".

40. Meno tasse per tutti "Abbattimento della pressione fiscale" (punto
1 Contratto con gli italiani). Un anno e mezzo dopo il premier ammette che non esistono i presupposti per mantenere la promessa: "Dobbiamo fare tutti dei sacrifici, non possiamo prendere in giro i cittadini"
(27-9-2002). Poi però comincerà a ripetere che "la pressione fiscale è
diminuita". L'11 febbraio, a 'Porta a Portà, parla di "pressione
fiscale globale ridotta del 7.5 per cento". Ma, come scrive sul 'Sole
24 oré l'economista Fiorella Padoa Schioppa citando il Sistan
(Sistema statistico nazionale), "nel 2003 la nostra pressione fiscale,
lungi dall'essere diminuita, è sensibilmente aumentata (al 42.1 per
cento dal 41.7 per cento del 2002, mentre stava al 42.3 nel 2001, al
42.5 nel 2000).

41. Più sicurezza per tutti "Attuazione del 'Piano per la difesa dei
cittadini e la prevenzione dei criminì (...) con il risultato di una
forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni
(falso, i reati nel 2000 erano 2.563.000, ndr)" (punto 2 del
Contratto). Il 30 marzo 2004, all''Alienò, Berlusconi assicura che "i
reati da strada sono diminuiti del 40 per cento", mentre le denunce
per tutti i reati "sono calate del 12 per cento rispetto al 2001". Ma
la relazione Ordine e sicurezza pubblica del 2002, presentata al
Parlamento il 6 ottobre 2003 dal ministro dell'Interno, evidenzia che
i delitti denunciati sono saliti del 3.13 per cento, in particolare i
furti (+ 0,14), le rapine (+ 5,12) e i tentati omicidi (+ 6,94).
Aumentato anche il totale dei delitti commessi: 70 mila in più fra il
2001 e il 2002.

42. Furti in casa Secondo i poster elettorali di Berlusconi sarebbero
diminuiti del 17 per cento. In realtà, i dati dicono che nel 2003,
dopo cinque anni di calo, sono aumentati dell'1,5 per cento rispetto
al 2002.

43. Pensioni più dignitose "Innalzamento delle pensioni minime ad
almeno 1 milione di lire al mese" (punto 3 del Contratto). Il 29
settembre 2003 il premier proclama che ormai è cosa fatta "l'aumento
delle pensioni sociali a 516 euro al mese". Non dice però che destina tari dell'aumento sono una piccola quota di pensionati, appena il 24 per cento degli aventi diritto (1 milione e 700 mila su 9 milioni).

44. Più cemento per tutti Nei manifesti preelettorali Berlusconi
esagera: "Grandi opere attivate per 93 mila miliardi di lire". A oggi
ne sono state finanziate per appena 9,8 miliardi di euro. I soli
cantieri aperti fra le opere previste dalla legge sono quelli per la
terza corsia su 18 km del raccordo anulare di Roma e per un lotto di
28 km della Salerno-Reggio Calabria. Il resto è posa di prime pietre e
seconde pietre, inaugurando opere avviate da precedenti governi
(grottesca la quarta inaugurazione della variante di valico in
Toscana, avviata nel '96 dal ministro Di Pietro).

--
Leftorium, Il blog Riformista -
http://clik.to/leftorium
Sinistra liberal -
http://www.sinistraliberal

 

 

 

 

 

Storia del BERLUDIXIT

Mi rendo conto, coniglietti miei, che in questa campagna elettorale soporifera ed ingannevole, tenere dietro alle dichiarazioni di $ua Emittenza risulterebbe arduo pure ad un certosino. Tanto più che queste elezioni-imbroglio hanno delineato un solo vincitore: i partiti che si fotteranno 500 milioni di Euro in rimborsi elettorali. Poi verrà il referendum e li spazzerà via tutti. Ma loro imperterriti, si fotteranno altri 500 milioni di rimborsi elettorali, che fra i due anni passati e quello che ci sta davanti, fanno circa due miliardi. Però ci sono inguaribili ottimisti, ed io lo fossi.

Ricorderete che tenni una rubrichina con tutte le dichiarazioni del Berlusca, che sospesi di aggiornare, oh me meschino! credendo che il nostro Belpaese avesse finalmente archiviato il Berlusconismo.

E invece Lui, no. Lui riciccia come le patate e ricomincia con le sue puttanate, dice: per tenere l’attenzione sui discorsi. Dice pure che l’ha imparato nei corsi per venditori dimostrando di considerarci massaie da circuire con la sua vendita porta a porta (ogni riferimento…).

 

Vabbè, faccio un ultimo sforzo e vi metto qualche dichiarazione del Nostro, un pò alla buona, senza altra presunzione, sperando che questo elenco capiti sotto gli occhi di qualche indeciso che spera ancora che l’avvento del nuovo Berlusconismo riporterà nel nostro Belpaese qualche nuova telenovela o Ronaldino. Cià

 

 

 Aldo Vincent

GODERE CON LA LINGUA

Viaggio attraverso i neologismi dei nostri quotidiani

(Tu, invece, cos’avevi capito, porcellino?)

http://www.giornalismi.info/aldovincent

http://guide.dada.net/satira/

 

 

 

 

BERLUSCONI: QUESTA SARÀ UNA STAGIONE DI LOTTA

 

“Le soubrettes? Io non le candido perchè con loro ci farei altre cose..”

 Berlusconi: se mi intercettano ancora, cambio Paese

 

BERLUSCONI: ASSICURO CHE CIARRAPICO NON L'HO VOLUTO IO…

(Apcom) - "Posso assicurare che Ciarrapico non l'ho voluto io. Ma non posso dire altro". Lo ha detto il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi parlando con i giornalisti alla festa di compleanno del capogruppo alla Camera della Lega Roberto Maroni.

 

BERLUSCONI: SONO IL MESSIA

«Voglio essere chiaro: lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra»

 

Mi metto a capo del movimento per bloccare le torri che infamano Milano”

 

L’offerta Alitalia è inaccettabile. Se vado al governo, non vendo”

 

Mi rivolgo ai miei colleghi imprenditori, per salvare l’Alitalia basterebbe una fiche

"Se il capo dello Stato lasciasse prendendo atto della nuova situazione, allora potremmo dare il Senato alla sinistra". Bertinotti: "Irrispettoso verso Napolitano". Poi il Cavaliere fa dietrofront: "Lunga vita a Napolitano". Intanto fra i due candidati premier si accende lo scontro sui brogli

"Mi devi dire come fa uno che parla da dieci ore a concentrarsi se tu gli rompi i coglioni”

Così Silvio Berlusconi si è rivolto a un fan che da sotto al palco di Chieti, eccedeva nella grida di entusiasmo rivolte al Cavaliere. Il simpatizzante si è subito zittito e Berlusconi ha continuato il suo discorso.

 

"Dovunque vada vengo trattato come una rock star. A Pescara c'erano più di 15mila persone". Cosi Silvio Berlusconi.

 

'Pensi invece a garantire agli italiani che non ci saranno ancora quei brogli che ci sono stati in passato e che le elezioni rappresentino con i loro risultati la vera volontà dei cittadini" afferma Berlusconi, nel corso di un'intervista al Tg1, commentando la lettera di Veltroni.

 

"C'è la mentalità della sinistra che chi commette reati non è il vero colpevole, ma è colpevole la società". Lo afferma Silvio Berlusconi a Pescara.

 

"Per Veltroni è impossibile dire la verità: se dovesse dire due verità insieme, cioè Silvio e Berlusconi, potrebbe venirgli un colpo".

 

Napolitano è un uomo di parte? "é stato eletto dalla sinistra" dice Berlusconi risponde al tg 3, precisando che "esiste oggi nel nostro paese un regime che non è di piena democrazia".

 

Sulla costruzione di nuove case voglio superare il piano voluto da Amintore Fanfani. Voglio chiamarlo piano Berlusconi"

 

"Non c'è alternativa al sottoscritto. Ormai per la sinistra la festa è finita".

 

Marcello Dell'Utri ha ragione, Mangano è stato un eroe".

 

L'appello a partecipare al salvataggio di Alitalia "è stato accolto da una quantità incredibile di imprenditori italiani". Una compagine che si farà viva "non appena si chiuderà in modo negativo la trattativa con Air France". "Nessuno si è tirato indietro",

 

"Bisogna avere molto coraggio nell'andare al governo" ed "io sento il dovere e la responsabilità di doverlo fare", conclude Berlusconi.

 

Gen 2007

Finalmente ho scoperto una cosa che Berlusconi non è. Non è fungibile, almeno così dichiara e l’ammissione di una sua carenza mi fa sospettare che il Cavaliere sia stanco e annoiato.  Infatti fungibile significa privo di individualità e sostituibile con altro oggetto equivalente. Nella stessa dichiarazione si è detto pure disposto a morire.

Una concessione insperata, dopo le dichiarazioni di Scapagnini...

 

 

 

 

E VENIAMO A QUESTO MESE

 

«Daremo una Camera all'opposizione se Napolitano si dimette».

La libertà? «Un mese senza tasse»

Imprenditori disposti a salvare Alitalia: «Un artigiano mi ha dato 150 euro».

 

BOSSI MALATO? BERLUSCONI SI SMENTISCE ANCORA

«Bossi ministro? Sta male». Lo aveva detto ieri, lo smentisce oggi. È il solito Silvio Berlusconi che smentisce se stesso. Sui fucili della Lega parla di marachelle, mentre non conferma il ministero per il Senatùr. Borghezio gli dà l'ultimatum: «Bossi ministro o sarà secessione».

In Sardegna, affaticato, attacca Soru

 

VOTO, BATTUTA BERLUSCONI SCATENA POLEMICA SU QUIRINALE

martedì 1 aprile 2008    

ROMA (Reuters) - Una battuta infelice del candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi, nel corso del forum del Tempo di questa sera, sulle "forche caudine" del Quirinale che impedirebbero al presidente del Consiglio di operare come vuole, ha scatenato una nuova bufera politica

 

[08.04.08]  

. «Io non credo che ci sia mai stato conflitto d’interessi: dal ’94 in poi non mi sono più occupato delle vicende del mio gruppo, che ho avuto la fortuna di mettere nelle mani di ottimi manager. E poi se ne occupano i miei figli, ho avuto anche la fortuna di avere figli bravissimi»

 

2 - BERLUSCONI: GIUDICI INFERMI DI MENTE CONTINUANO AD OPERARE…

(Adnkronos) - "Sono accaduti degli episodi incredibili di giudici che sono stati condannati per infermità mentale che sono rimasti a fare i giudici". Lo ha denunciato Silvio Berlusconi ospite di ’Radio anch’iò, ribadendo la necessità di test psicoattitudinali e ricordando la proposta di Francesco Cossiga che prevede per i magistrati la possibilità di "perizia psichiatrica".

 

3 - BERLUSCONI: PRONTO A SOTTOPORMI A TEST…

(Adnkronos) - "Mi sottoporrei volentieri ad un test" psicoattitudinale se fosse previsto per i politici. Lo ha affermato Silvio Berlusconi ospite di ’Radio anch’iò.

 

7 - BERLUSCONI: CASINI CI HA FATTO PERDERE DUE VOLTE…

(Adnkronos) - "La Lega non credo sia così scontato che abbia la ’golden sharé del nostro governo, tuttavia nei cinque anni di governo la Lega non si é mai opposta ad una decisione che il resto della maggioranza volesse portare avanti. Questo invece è stato fatto da Casini, con i suoi Buttiglione e con i suoi Follini, che ha costituto la vera spina nel fianco nella maggioranza e nella squadra di governo". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, ospite di ’Radio anch’iò.

 

"Casini ci ha fatto perdere le elezioni del ’96 -ha sottolineato il Cavaliere- quando ha preteso di non aderire alla mia proposta di governo Maccanico per darmi il tempo di recuperare la Lega che mi aveva lasciato e chiedevo sei mesi di tempo per poter riportare Bossi con noi. Stessa storia nel 2006: perdemmo le elezioni ancora per Casini, perché attraverso Follini, qualche mese soltanto prima delle elezioni, dichiarò che c’era bisogno di discontinuità".

 

 

8 - VELTRONI: ALTRA BUGIA BERLUSCONI SU DATI UNIVERSITÀ SIENA…

(Adnkronos) - Walter Veltroni a ’Porta a Portà:” Quella sui dati forniti dall’Università di Siena sull’azione di governo di Silvio Berlusconi “ é ’una delle tante cose non veré che dice il Cavaliere. legge un passaggio dello studio dell’Università toscana piu’ volte citato da Berlusconi: ’Qui si dice che l’80% del programma é stato fatto come proposta di legge. Dire che l’80% é stato realizzato é un altro paio di maniche...’.

 

9 - BERLUSCONI: APERTO SU PRESIDENZA CAMERE MA ISTITUZIONI IN MANO A SINISTRA…

(Adnkronos) - "Sono sempre stato aperto" ad assegnare una presidenza delle Camere all’opposizione in caso di vittoria. "Osservo soltanto quello che mi hanno fatto osservare i miei alleati e miei collaboratori, che siamo in una situazione che la scienza di politologia anglosassone giudica di non democrazia, perché siamo per la prima volta nella storia della Repubblica italiana con tutte, tutte le Istituzioni che sono nelle mani della sinistra". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, ospite di ’Radio anch’iò.

 

11 - BERLUSCONI: VELTRONI PROMETTA DI NON FARE BROGLI…

(Adnkronos) - ’Voglio chiedere a Veltroni se lui mi dà una promessa e la dà agli italiani: la sinistra rinunci in questa campagna elettorale a utilizzare le schede bianche e a commettere quei brogli che vengono da un’antica professionalità della scuola delle Frattocchìé. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, in un’intervista ad ’Omnibus’, su La7, che andrà in onda domani. ’Si impegna il signor Veltroni -ha proseguito il Cavaliere- a dire ai suoi scrutatori di non rovesciare tutte le schede sul tavolo e come dice la legge di fare lo spoglio scheda per scheda? Se si impegna di fronte all’Italia potremo cominciare a pensare un pò meno male di luì.

 

 

13 - TELEGRAPH: BERLUSCONI, UN ALTRO TURNO COMICO AL POTERE…

(Apcom) - "Tutti i sondaggi indicano che il sempreverde Silvio Berlusconi, all’età di 71 anni, comincerà il suo terzo mandato come primo ministro italiano dopo le elezioni di domenica". E per il britannico Telegraph, come dice fin dal titolo, sarà "un altro turno comico al potere". Solo un anno fa, secondo il quotidiano, Berlusconi appariva "finito", ma a farlo emergere dal suo "coma politico" è arrivata "la improvvisa realizzazione del fatto che il governo Prodi gli faceva male alla ricchezza. In 20 mesi, il valore delle azioni del suo impero mediatico si è dimezzato".

 

Inoltre "c’erano i processi in tribunale", perché "ne ha affrontati una dozzina e se l’è scapolata da due verdetti di colpevolezza. Ma in due casi, incluso uno con il marito separato di Tessa Jowell, David Mills, stanno caracollando avanti ed è sempre utile avere l’immunità, un comodo bonus della poltrona di premier". D’altronde Malcolm Moore sul Telegraph non è tenero con nessuno, e infatti Berlusconi "è stato favorito fin dall’inizio" perché "Il letale governo di Romano Prodi è riuscito a succhiar via tutta ’la dolce vità dall’Italia".

 

Poche parole per Walter Veltroni, "che lotta per produrre altrettanto zucchero filato" ma la cui campagna "non ha mai avuto altrettanto impeto". Il meglio che può sperare "è una situazione di stallo" al Senato. E allora molti italiani sarebbero contenti "di vedere Berlusconi vincitore ma senza il potere di governare; è la situazione in cui si trovò Romano Prodi due anni fa".

Sarebbe, conclude il Telegraph, "una farsa appropriata per coronare la carriera del politico più comico dei tempi moderni".

 

 

14 - BERLUSCONI: GLI INGLESI SONO SEMPRE LA 'PERFIDA ALBIONé…

(Adnkronos) - Se gli inglesi hanno una bassa opinione della politica italiana "un pò ce lo meritiamo, con una politica e un assetto anche parlamentare con 24-25 partiti" che "é francamente ridicolo. E poi sono comunque sempre la ’perfida Albioné di antica memoria". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, ospite di ’Radio anch’iò, commentando un articolo pubblicato oggi dal ’Telegraph’.

 

15 - BERLUSCONI: VELTRONI A ROMA LO CHIAMANO 'SOR BUGIÀ…

(Adnkronos) - Walter Veltroni "al Comune di Roma lo chiamano ’sor bugià", risulta da "fonti plurime ed autorevoli". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, ospite di ’Radio anch’iò. Il Cavaliere ha poi sottolineato che il leader del Pd "ha detto recentemente che il comunismo, tutto sommato, é un’ideologia positiva, un’utopia positiva, che é stata semplicemente male realizzata, quando la storia ha chiaramente dimostrato che il comunismo é stato ed é ancora, laddove é al potere, la impresa piu’ sanguinosa, piu’ criminale, piu’ disumana di tutta la storia".

 

16 - BERLUSCONI: NOI EREDI DI FERMI ABBIAMO RINUNCIATO A NUCLEARE…

(Adnkronos) - Silvio Berlusconi torna a criticare la rinuncia al nucleare da parte dell’Italia: "Eravamo all’avanguardia -dice durante ’Unomattinà- avevamo due centrali pronte, siamo gli eredi di chi ha inventato la produzione di energia nucleare, Enrico Fermi, e invece dobbiamo comprare l’energia all’estero".

 

17 - BERLUSCONI: HO INNOVATO COMIZI ORA SONO CONVERSAZIONI…

(Adnkronos) - Silvio Berlusconi, ospite di ’Unomattinà, rivendica di "aver innovato la politica" per quanto riguarda "quelli che una volta erano i comizi" e che "oggi sono conversazioni piene di humor, di battute estemporanee, di risposte che vengono direttamente dalle esclamazioni e dalle domande del pubblico. Il pubblico se ne va via entusiasta e credo assolutamente informato di quelle che sono le reali difficoltà del Paese e le soluzioni che noi intendiamo dare".

 

2 - BERLUSCONI: ESAMI SANITÀ MENTALE PER MAGISTRATI…

(Agi) - "Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale". Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di un comizio durato oltre 2 ore a Savona. Berlusconi ha anche ripetuto l'intenzione da presidente del Consiglio di adottare un provvedimento sulle intercettazioni che adegui il nostro Paese alle altre nazioni europee.

 

 

9 - IL CAVALIERE: PIÙ BELLE LE NOSTRE DONNE, LITE CON LA SANTANCHÉ…

Da “IL Messaggero” - Le donne del centrodestra sono «certamente più belle» di quelle del centrosinistra. A introdurre una nuova categoria nella competizione elettorale, quella della bellezza femminile, è Silvio Berlusconi in un’intervista a ”Radio Radio”. Le avversarie non gradiscono molto la battuta. Dietro quelle parole, dice il ministro Melandri, «c'è un'idea della donna molto diversa dalla nostra. Le loro proposte sono per una donna che sta a casa, le nostre per una che riesca a conciliare lavoro e famiglia». Scherza, ma non troppo, il ministro Pollastrini: «Son tutte belle le donne del mondo. Berlusconi cerca di dividere anche su questo».

Ma la vera polemica al vetriolo il Cavaliere la inscena con Daniela Santanché. «I voti a lei solo perché è una bella “sberla”», dice. «Le sberle te le daranno gli elettori», è la pronta replica della candidata premier della Destra.

 

 

 

“FT”: PROFONDAMENTE DEPRIMENTI PROSPETTIVE RIFORME IN ITALIA…

(Adnkronos) - ’Profondamente deprimenté. Così il ’Financial Times’ descrive le prospettive aperte in Italia dalle elezioni del prossimo fine settimana, ovvero il possibile reinsediamento di ’un altro inefficace governo guidato da Berlusconì e della ’stessa irredimibile castà di politici che rifuggono dalle riforme.

’L’Italia é in relativo declino. "Sta affondando sotto un settore pubblico esagerato, regolamentazioni eccessive e infrastrutture in via di sgretolamentò, si legge in un editoriale pubblicato oggi dal quotidiano britannico in cui si denuncia ’la necessità di riforme strutturali decise dell’economia e di un rinnovamento politicò che, si conclude amaramente, l’Italia ’non sembra avrà’. ’La coalizione di centrosinistra uscente di Romano Prodi, rimasta al potere meno di due anni, ha fatto progressi modesti, in modo particolare nel migliorare le disastrose finanze pubbliche italiané, si precisa sul Financial Times’.

 

 

IN PRINCIPIO C’ERA IL MIO BLOG CON LE DICHIARAZIONI DI BERLUSCONI CHE HO INTERROTTO QUANDO LUI HA PERSO LE ELEZIONI.

QUESTO, INVECE, HA CONTINUATO IMPERTERRITO A REGISTRARLE QUI:

http://silvioberlusconi.splinder.com/

 

ONORE AL MERITO

 

 

mercoledì, aprile 09, 2008

Ho trovato in giro una passione, un entusiasmo, una partecipazione straordinari. Sono 'assediatò dai giovani e dagli anziani, c'è una sorta di fanatismo nei miei confronti che mi imbarazza. La gente fa la lotta per stringermi la mano e farmi i complimenti. Non vorrei avere la sindrome del candidato, ma se dovessi giudicare da questo entusiasmo dovrei dire che saranno confermati i sondaggi che ci danno vincenti con ampio margine...

affermato da Silvio Berlusconi alle 12:55

 

martedì, aprile 08, 2008

Io al Quirinale? Non mi interessa. Mi considero una persona riuscita in tutti i settori: ho fatto bene l'imprenditore; avevo il sogno di fare il presidente del Milan e sono diventato il presidente che nel mondo ha vinto di più con una squadra di calcio. Se sono in politica è perché tutti pensano che io sia l'unico che può tenere insieme il centrodestra. Ma al Quirinale non ho mai pensato.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 20:14

 

lunedì, aprile 07, 2008

Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...

 affermato da Silvio Berlusconi alle 20:01

 

Eccolo qui, vivo e vegeto, solo con un pò di abbassamento di voce. Non vorrei che vi avessero detto che sarebbe arrivato il Papa. Il Papa arriverà a settembre e quando verrà vuol dire che tornerò anch'io, ci faremo benedire per averci ridato la Sardegna e l'Italia!

 affermato da Silvio Berlusconi alle 20:00

 

 

Il fatto che vi siano quattro simboli con la falce e il martello sulla scheda e che invece sia stato escluso proprio il simbolo della Democrazia cristiana indica che "c'è stato un ordine dall'alto e la chiara volontà di fare un favore a qualcuno.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 19:59

 

La loro cultura rende invincibile l'ostilità nei confronti degli imprenditori. L'edilizia privata per loro sembra un atto di ruberia. Sono arrivato alla conclusione che sono antropologicamente diversi da noi, sono geneticamente diversi.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 19:00

 

Io non credo che ci sia mai stato conflitto d'interessi: dal '94 in poi non mi sono piu' occupato delle vicende del mio gruppo, che ho avuto la fortuna di mettere nelle mani di ottimi manager. E poi se ne occupano i miei figli, ho avuto anche la fortuna di avere figli bravissimi.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 18:59

 

Il partito democratico è l'ultima mimetizzazione del vecchio Pci, che ha altre volte cercato di mimetizzarsi cambio sigla e nome, prima Pds, poi Ds e ora Pd. Ma è formato dalla stessa nomenclatura di allora, ha le stesse idee e gli stessi modi di condotta.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 18:59

 

martedì, aprile 01, 2008

Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 11:45

 

mercoledì, marzo 26, 2008

Di Pietro si è laureato grazie ai servizi, perché non è possibile che l'abbia presa uno che parla così l'italiano. é il peggio del peggio del peggio. Ai tempi miei ogni volta che andavo a fare un esame lo sapeva tutto il palazzo. Quando prendevo 30 e lode mia madre invitava tutti a mangiare le frittelle e quando facevo gli ultimi esami c'era il coprifuoco televisivo perché tutti dicevano che Silvio doveva studiare. Di Pietro invece ha fatto esami dopo tre giorni, roba che io ci mettevo mesi e a Montenero di Bisaccia nessuno sapeva che si stava laureando, nemmeno i suoi genitori. Mi fa orrore non tanto perché ha problemi con i congiuntivi ma perché non rispetta gli altri, ha mandato in galera italiani senza prove.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 21:08

 

Io sono in grado di stracciare qualunque avversario, perché nella vita ho fatto tutto ciò che gli altri non hanno fatto.

Io sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole, ed i fatti vincono sulle parole

affermato da Silvio Berlusconi alle 19:29

 

giovedì, marzo 13, 2008

Com'è possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un reddito fisso? Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere!

affermato da Silvio Berlusconi alle 14:27

 

mercoledì, marzo 12, 2008

Ciarrapico è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe, che è anticomunista, antifascista e antitotalitario. Ciarrapico è solo uno dei mille candidati del Popolo delle libertà.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 15:28

 

giovedì, marzo 06, 2008

Gli allibratori inglesi, che sono solitamente molto ben informati, ci danno vincenti solo con un piccolissimo dubbio, tanto è vero che chi punta un euro su di noi in caso di vittoria avrà soltanto 31 centesimi di euro in più. Sono sicuro che vinceremo, mentre chi punta un euro su Veltroni avrebbe addirittura il 310% in più, il che significa che la vittoria di Veltroni viene considerata 10 volte meno probabile della nostra.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 20:12

 

Sono pronto a firmare un nuovo contratto con gli italiani. Per firmare promesse che realizzerò senza se e senza ma. Ma stavolta realizzeremo tutto, non all'85% ma al 100% perché non ho più un alleato che mi disse di no in tante occasioni.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 12:48

 

martedì, marzo 04, 2008

Se fossi in Veltroni avrei terrore a confrontarmi con me. Io comunque sono disponibilissimo.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 15:18

 

I dieci punti di Confindustria sono tutti nel nostro programma di governo.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 15:17

 

lunedì, marzo 03, 2008

Dalla nostra parte vedo un grande entusiamo e una grande passione, dall'altra vedo che è iniziato il tempo dei falsi sondaggi perché tutti quelli veri ci danno in vantaggio di 10 punti.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:54

 

Nel Pd ci sono candidature spot tirate fuori per blandire la borghesia. Queste candidature per la sinistra sono come il bikini: lasciano scoperto molto ma coprono le parti essenziali che sono il 70 per cento dei ministri, viceministri e sottosegretari che sono ancora al governo con Prodi.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:54

 

Quelli a La Destra e all'Udc sono voti gettati che possono solo contribuire a rendere meno evidente la vittoria del Popolo delle Libertà.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:53

 

domenica, marzo 02, 2008

Sarò vecchio ma non sono ancora rincoglionito.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 17:29

 

Nel 2006, nelle ultime elezioni, la sinistra ha vinto in una notte di spogli e di brogli. Ricordiamocelo sempre.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 17:28

 

Abbiamo consegnato alle pubbliche galere migliaia di delinquenti che purtroppo il buonismo e il lassismo di certi magistrati di sinistra ha fatto trovare ancora in giro a commettere delitti anche gravi.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 17:25

 

venerdì, febbraio 29, 2008

Ci vuole coraggio per succedere a questo governo che ha fatto tanti danni, ma se uno sente di dover fare una cosa deve trovare il coraggio di farlo.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:15

 

Una molla ideologica ha fatto scattare i tagli alle risorse per le forze dell'ordine. La sinistra li considera dei traditori della classe proletaria, che per soldi si sono venduti allo stato borghese.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:09

 

 

 

 Una molla ideologica ha fatto scattare i tagli alle risorse per le forze dell'ordine. La sinistra li considera dei traditori della classe proletaria, che per soldi si sono venduti allo stato borghese.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:09

 

Non ci deve essere quell' atmosfera di minaccia e di terrore che Prodi e Visco hanno introdotto nel nostro Paese. Prodi e Visco che sono ancora protagonisti nel Pd.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 13:01

 

Ho fatto disinformazione anch'io. Avevamo detto che la conferenza stampa era per le ore 12 e invece era fissata alle 12.30.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 12:54

 

Lievi malori? Ma se ho lavorato come un giovanotto... é cominciata la campagna della disinformazione, sono i frutti della menzogna. Ieri non sono andato al Tg5 perché ero ancora impegnato nella stesura del programma. Abbiamo finito a mezzanotte!

 affermato da Silvio Berlusconi alle 12:49

 

Bisogna che gli elettori prima di andare a votare si ricordino che non è vero che Prodi è sparito, che non c'è stato, che il comunismo non è esistito, che loro stessi non sono mai esistiti e che gli italiani si devono fidare di loro che per decenni hanno sbagliato e adesso sono il nuovo, l'innovazione e il futuro.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 11:11

 

I programmi della sinistra hanno il valore di uno specchietto per le allodole perché mai la sinistra giunta al potere ha tenuto conto del programma che aveva presentato agli elettori.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 10:39

 

 

mercoledì, febbraio 27, 2008

Io ho orrore di Di Pietro e lo dico alto e forte: il leader dell’Idv è il campione delle manette.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 23:27

 

sabato, febbraio 23, 2008

Fà l'attrice? Deve farsi assumere da Veltroni... è lui che ha il diploma in cinematografia, io sono semplicemente laureato con 110 su 110, non può venire da me. Io non posso più telefonare a Saccá, prometto che andrò a casa di Saccá e userò il citofono.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 21:19

 

 

lunedì, febbraio 18, 2008

A Veltroni auguro di non prendere troppo freddo e di non stancarsi troppo, anche se poi, all'opposizione, avrà molto tempo per riposarsi...

 affermato da Silvio Berlusconi alle 12:16

 

E chi lo voleva comprare? Io penso che l'addio di Casini sia come l'addio di Follini: non sposta nulla.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 11:56

 

sabato, febbraio 16, 2008

Mi sono battuto perchè Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato.

affermato da Silvio Berlusconi alle 19:21

 

giovedì, febbraio 14, 2008

I piccoli partiti non sono solo colpa dei singoli politici che vogliono soddisfare le proprie ambizioni, ma anche dei cittadini che li votano. Quindi il voto ai piccoli partiti è un voto che non serve, inefficace e sprecato. Votate per me oppure votate per Veltroni, la situazione è questa.

 

giovedì, novembre 08, 2007

Non c'è mai stato un editto bulgaro, né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione.

Tutto é stato sconvolto, la verità è che io criticai, e la critica è ancora valida, come veniva usata la tv, soprattutto quella pubblica, pagata con i soldi di tutti e dissi che i dirigenti nuovi che verranno dovranno evitare che ciò si ripeta. Non c'era nessuna intenzione di far uscire dalla televisione e neppure di porre veti alla permanenza in tv di chicchessia. Quindi ancora una volta è stato tutto deformato dalla sinistra.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 11:45

 

 

lunedì, ottobre 29, 2007

In politica chi manca di parola é considerato un vero politico. L'amicizia é una cosa che non esiste in politica. In politica si fanno le promesse e si devono fare e si mantengono quelle che si possono, questa é la politica dei politicanti. Io ho portato una moralità nuova in politica che non é solo non rubare, ci mancherebbe altro, ma mantenere gli impegni che si prendono con gli elettori. Io nei cinque anni di governo ho realizzato il programma per l'80-85%.

La politica dovrebbe essere la missione piu' nobile, il piu' alto atto di carità che si dovrebbe fare verso gli altri.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 22:00

 

 

DELL'UTRI: MANGANO UN EROE USATO CONTRO ME E BERLUSCONI…

(Agi) - "Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, é morto per causa mia", ha dichiarato il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klaus Davi nell'ambito del programma Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell'Utri ha rivelato: "Mangano era ammalato di cancro quando é entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il Presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. é un eroe, a modo suo".

 

 

6 - DELL'UTRI: RETORICA RESISTENZA CONDIZIONA LIBRI STORIA…

(Agi) - "I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Lo ha dichiarato il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per 'Klauscondiciò, il primo contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube. Dell'Utri ha proseguito: "La Sinistra ha ancora in mano le università e le case editrici. é anche un luogo comune che la cultura sia a sinistra, ma non tanto poi comune se si considera come stanno le cose. Sono dappertutto e impediscono che ci possano essere delle novità che non arrivino dalla loro parte".

 

IPSE DIXIT DUE

 

 

 Credo di essere stato tra i primi ad aver scritto un libro su Berlusconi. L’ho fatto quando l’italico popolo dei formaggini e della carta igienica alla camomilla, era ancora incantato ad ammirare le straordinarie imprese del Cavaliere, senza accorgersi che quelli che lui chiamava miracoli in realtà erano squallidi giochi di prestidigitazione.

D’altronde cosa pretendi da un popolo, quello italiano, che ha comprato da Telemarket 270.000 Cascella autentici e da Vanna Marchi  miliardi di sale da cucina contro il malocchio? (Questa non è satira,  l’hanno detto i Carabinieri).

Il libro lo pubblicò Scipioni Editore e forse, lo si trova ancora in offerta qui:

 

www.leggendogodendo.com

 

 

 

 

La cosa incredibile del libro e del suo successo di vendita, é che io ci ho scritto sopra poche parole riportando solamente QUELLO CHE AVEVA DETTO LUI !!

Ora, per non perdere la sana abitudine, continuo a registrare le frasi dell’Unto anche se so per certo che non verranno pubblicate come eventuale aggiornamento, perché’ la gente ha capito il trucco e adesso fa bene attenzione a quello che dice il Cavaliere, senza bisogno di interpreti o di intermediari.

Indro Montanelli disse che Berlusconi per l’Italia é come una malattia esantematica, che bisogna esserne affetti, almeno per un pò per poi guarirne definitivamente e non correre più rischi.

Come una vaccinazione.

 

 

 

 

 

La mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano. Sono loro che devono dimostrare a me di essere bravi...

(«ANSA», 7 marzo 2001) (Silvio Berlusconi)

 

"Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana"

(Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003).

 

«Me ne sono sempre tenuto lontano e continuo a tenermene lontano, ho lasciato la cosa a Gasparri, non ho letto e non leggerò i rilievi dei tecnici del Quirinale, non è vero che mi infurio, l’ira è un sentimento che non mi appartiene, io sono una persona dolce, riflessiva, estroversa, al massimo mi dispiaccio, mi addoloro di certe cose».

 (16/12/03)

 

"Spero di finire il vertice in tempo per il Milan"

(Costituzione europea 14/12/2003)

 

"Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani"
 (Berlusconi Silvio, 17/06/2003, dichiarazioni spontanee al tribunale di  Milano)

«Sono stato costretto dal popolo italiano a entrare in politica, la gente veniva da me a migliaia, alle mie finestre, a casa mia, continuavano a chiedermi di candidarmi»

Berlusconi al settimanale New Yorker    (Corriere della Sera3 novembre 2003)

 

"Adesso è il momento del presidente operaio che con l'elmetto in testa avrà il piacere di recarsi là dove si aprono i cantieri" (da: "Una lettera agli italiani per parlare di pensioni")

 

"Questo sacrificio (i carabinieri morti a Nassirya) ci consente di presentarci sulla scena internazionale con più rispetto"
(S.B. Nov. 2003)

 

Ho ricevuto nell’ultimo anno 37 minacce di morte», frutto di un odio della sinistra talmente intenso, che «per capirlo basta sfogliare un giorno qualsiasi l’Unità , quotidiano che fa capo ai gruppi parlamentari dei Ds». (Bruno Vespa – Il Cavaliere e il Professore - )

 

5 NOVEMBRE 2003-

L’affondo di Putin

«L’impressione è che la Cecenia sia utilizzata come mezzo di influenza per fini diversi. Alle elezioni locali c’erano solo osservatori della Lega Araba e dell’organizzazione della Conferenza islamica. Se si vuol essere più islamici degli islamici, non è l’approccio giusto»

6 NOVEMBRE

La difesa  di Berlusconi

«La verità è che ci sono delle realtà che, in Italia come all’estero, vengono spesso distorte dalla stampa. Per quanto riguarda la Cecenia, il caso Yukos, è la stessa cosa. So di certo, perché mi sono informato con fonti italiane che conoscono bene la realtà russa, che le due questioni sono distorte dai giornali»

6 NOVEMBRE

La critica di Prodi

«Mi auguro che Berlusconi sia informato sulla situazione russa meglio di quanto lo è sulla situazione della stampa in Italia»

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"Sono menhir, alti 8 metri, li ho acquistati da vari proprietari e li ho disposti qui"".

Tanto poi arriva il condono edilizio.

Quando ho visto di recente Bush mi ha abbracciato e mi ha detto di aver discusso con teologi protestanti delle tesi che avevo esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia".
"La vista è impareggiabile e stavolta il cavaliere, vestito di bianco sembra un beduino appena sceso da cavallo. Si abbandona al canto che intona il suo amico Mariano Apicella. Berlusca mette giù i testi ("in due minuti"), l'altro li palpa, li vellica, li musica"

"Berlusconi con la maglietta blu e i calzoncini bianchi è del 1936. Ha le gambe che sembrano la réclame del borotalco dei bambini, non oso chiedergli se si depila"

(Reportage da Villa Certosa di Renato Farina su Libero 24/8/2003 )

Lettera (VERA!! ) di Paolo Bonaiuti (Portavoce del Presidente del Consiglio)
al Financial Times

Signore, leggo sempre con grande piacere l'articolo della rubrica Observer e
mi fa piacere che citi con tanta frequenza Silvio Berlusconi. Ammetterà che
è per voi un grande vantaggio che il primo ministro italiano (e attuale
presidente dell'Unione Europea) sia così popolare e che, viste le sue
origini da non-politico, abbia mantenuto il suo senso dell'umorismo e la
capacità di ridere di sé. Volevo solo farvi sapere che il "cuscino bianco",
menzionato nell'articolo del 20 ottobre scorso, fu collocato durante la
conferenza stampa non per farlo sembrare più alto, ma per attenuare le
ripercussioni di un incidente capitato il giorno prima (così come riportato
dal Financial Times).

 discorso:

Forse non avete la conoscenza del fatto che in Italia i giornali ma soprattutto le televisioni che ancora appartengono al mio gruppo e alla mia famiglia sono tra i nostri più decisi critici.

( risa te da vasti settori del Parlamento)

Evidentemente vi manca il sole d'Italia e non avete mai acceso la televisione italiana. Dovreste sapere che ogni giornalista ha come massima sua preoccupazione quella di apparire indipendente nei confroti dei suoi colleghi e questa indipendenza lo porta ad essere ogni giorno critico nei confronti di colui che considera il padrone.

( gli eurodeputati socialisti battono con le mani sui banchi)

Se questa è la forma di democrazia che volete usare per chiudere le parole del presidente del consiglio europeo vi posso dire che potreste venire come turisti in Italia ma che qui sembrate turisti della democrazia. Sono stato capo dell'opposizione per sei anni e non mi fanno paura questi interventi, ho l'abitudine ad essere contraddetto

Se non siete in grado di capire l'ironia mi dispiace ma non ritiro, non ritiro quello che ho detto

Ai nostri avversari vorrei dire con un sorriso che non devono fare una tragedia di questa nostra presidenza, sei mesi passano molto in fretta. Stamattina abbiamo cominciato a divertirci.

 


. Siamo sicuri che, se l'Ulivo vince, il 21 aprile avremo ancora la possibilità di elezioni veramente libere? Io non rispondo, fatevi voi questa domanda. (17/4/96)


I comunisti o chi é stato comunista non potranno mai piu’ tornare al governo. Siamo stati eletti anche per questo: per difendere la libertà.

 

La sinistra agisce grazie al collaborazionismo di un manipolo di magistrati combattenti. Questi signori dell’opposizione sono irresistibilmente attratti da tutto ciò che democratico non é.

 

La Cirami é una legge sacrosanta che consente di trasferire i processi, perché magari uno ha fregato la fidanzata al presidente del tribunale, e a noi succede, dal momento che siamo tombeurs de famme.

 

Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto un uso criminoso della tivu. é dovere della dirigenza Rai di non permettere che ciò avvenga ancora ( Bulgaria 18/4/2002)

 

Scaiola ha dovuto dimettersi per una parola dal sen fuggita, che non era campata in aria…( aveva dato del rompicoglioni al povero Biagi)

 

D’Antona: vittima di un regolamento di conti della sinistra.

 

perché il mio, il nostro paese è in pericolo…

La difesa della libertà é l’impresa più nobile che ci sia e io mi congratulo con voi che siete apostoli missionari, anzi guerrieri della libertà.

(Repubblica, lunedì 19-3-2003)

 

«Dalle toghe false prove, andrò in aula e sulla Sme ci divertiremo». (Bruxelles 24/5)

 

«Mussolini non ha mai ammazzato nessuno»

«Non ci sono paragoni con Saddam. Il regime fascista non era così feroce. Il Duce mandava la gente in vacanza al confino»

Venite a morire in Italia! ( discorso a Wall Street) «Ora ci sono meno comunisti e imprenditrici e segretarie sono bellissime».

 

«Vi dò due motivi in più per venire a investire in Italia. Il primo è che oggi abbiamo meno comunisti. Sono soltanto il 16 per cento e i leader dicono: "Non siamo più comunisti"».

 

IL PIANO DI RINASCITA DI LICIO GELLI: "Berlusconi sta attuando il mio Piano di Rinascita Democratica alla perfezione…mi dovrebbero almeno dare il copyright!" (Licio Gelli intervista all'Indipendente,1996)

 

 

 

 

  Da silvioberlusconi.splinder.it

 

martedì, marzo 09, 2004

Ventotto milioni e 622 mila italiani pagano meno tasse.

affermato da Silvio Berlusconi alle 23:44

 

Non facciamo lo stesso mestiere, non siamo colleghi. Lei farà anche un lavoro utile per l'economia, ma io non sono un imbonitore di piazza, il mio lavoro è governare il paese.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 10:36

 

 

Non ho mai proclamato questa sciocchezza. Di essere unto dal Signore. Ho detto una volta durante una conversazione che gli uomini che avevano responsabilità di governo in passato erano considerati unti dal Signore. Ma con la democrazia il potere del governo è nella sovranità del popolo, e quindi potremmo dire che sono unti dagli elettori.

affermato da Silvio Berlusconi alle 10:35

 

 

Ricordo, come ha detto il sindaco di Catania Scapagnini, che sono immortale...

affermato da Silvio Berlusconi alle 10:33

 

 

Posso garantire tutti che Forza Italia con me non lascerà l'opera a metà ma continuerà a fare il suo lavoro per cambiare l'Italia e che per fare questo servirà un'altra legislatura.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 10:33

 

lunedì, marzo 01, 2004

Non mi risulta sia mai stata avanzata dalla Casa delle Libertà nessuna ipotesi di abolire il regime dell'otto per mille, mai i rapporti tra il governo italiano e la Santa Sede e la Cei sono stati così buoni.

affermato da Silvio Berlusconi alle 13:23

 

venerdì, febbraio 27, 2004

Ci stiamo avviando allegramente verso uno Stato di polizia.

affermato da Silvio Berlusconi alle 19:47

 

lunedì, febbraio 23, 2004

Perché a lei piacerebbe un presidente del Consiglio che non approfittasse delle occasioni?

affermato da Silvio Berlusconi alle 12:14

 

 

Ancelotti deve essere spinto ad osare di più.

affermato da Silvio Berlusconi alle 11:35

 

giovedì, febbraio 19, 2004

Dio ci deve proteggere dalla sinistra perché sono profeti di sventura, fanno male al paese e da quando l'Italia non obbedisce ai loro stimoli, da quando ha deciso di cambiare, hanno smesso del tutto di amarla.

affermato da Silvio Berlusconi alle 14:26

 

Ci sono tanti signori che sento, che vanno, che hanno la casa al mare, che hanno la casa in città, che hanno la casa ai monti, che hanno la barca e io, guardando quello che guadagnano ogni mese e quello che anche devono dare, qualcuno di loro, ai loro partiti, dico: come hanno fatto a farsi tutte queste proprieta? Sono soldi rubati. Soldi rubati!

affermato da Silvio Berlusconi alle 14:23

 

martedì, febbraio 17, 2004

La par condicio è una legge illiberale, liberticida, che dobbiamo abrogare in coerenza con quanto fatto quando eravamo all'opposizione. Non ritengo logico tenerla in piedi.

affermato da Silvio Berlusconi alle 19:54

 

 

L'Europa non sopporta e non ha bisogno di nessun direttorio a tre. A me questo incontro pare soltanto un pasticcio e questa mia opinione è condivisa dalla quasi totalità dei paesi europei, al di fuori di quelli interessati.

affermato da Silvio Berlusconi alle 19:53

 

sabato, febbraio 07, 2004

Io non sono uno che si fa bollire. Se pensate di farmi cucinare a fuoco lento, allora sappiate che sarò io far bollire voi. E comunque io non sono più disposto a continuare così.

affermato da Silvio Berlusconi alle 12:06

 

giovedì, febbraio 05, 2004

Credo che in questi giorni si sia toccata quasi la percentuale più alta di fantasia sia sulle questioni riguardanti la verifica e più in generale su tutto

affermato da Silvio Berlusconi alle 11:05

 

Che cos'è la verifica?

affermato da Silvio Berlusconi alle 11:05

 

giovedì, gennaio 29, 2004

Credo che ora Barbara voglia fare una professione molto più impegnativa. Si è innamorata dell'editoria. Spera di potere entrare in Mondadori dove ha fatto uno stage al marketing periodici, mi pare, cominciando dai livelli più bassi.

affermato da Silvio Berlusconi alle 20:50

 

E per finire sempre gelato. Bush mi dice sempre: Silvio, remember, I want Italian ice cream. Anzi: ormai lo chiama Silviòs ice cream! Se non glielo faccio trovare si arrabbia.

affermato da Silvio Berlusconi alle 16:37

 

Qui non litighiamo mai perché qui presiedo io, e io sono il più muscolarmente dotato dei ministri.

affermato da Silvio Berlusconi alle 16:36

 

mercoledì, gennaio 28, 2004

Vi racconto una barzelletta su di me e mia moglie: "Uno dice all'altro Sai, ho visto Veronica al funerale di Silvio. E uno di sinistra dice: Fermati qui, è già stupenda!".

affermato da Silvio Berlusconi alle 21:51

  

Rifarei tutto quello che ho fatto, nonostante le sofferenze sono convinto che non ci sia nulla di più bello che battersi per il proprio paese e per la libertà. E sono fiero di farlo con voi.

 affermato da Silvio Berlusconi alle 15:31

 

 

Ho deciso di visitare ogni 15 giorni i cantieri delle nuove grandi opere che si stanno aprendo, con la speranza di avere almeno una tv al seguito.

affermato da Silvio Berlusconi alle 15:31

 

 

Per far capire quanto sia stato importante il nostro lavoro, io vi faccio una domanda: cosa sarebbe accaduto se al nostro posto fosse stata al governo la sinistra, quanti disoccupati in più ci sarebbero stati, quanto sarebbe aumentata l'inflazione?

affermato da Silvio Berlusconi alle 15:30

 

 

L'anomalia non siamo noi, ma è la sinistra, l' uso che loro fanno della giustizia come metodo di lotta politica. La sinistra prova a spezzare il nostro filo di Arianna della libertà.

affermato da Silvio Berlusconi alle 15:29

 

Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana"

(Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003)

 

 

BERLUMINCHIATE

 

Non avrei mai pensato di riaprire il file con le minchiate di Berlusconi, che tante soddisfazione mi diede in passato, compreso il primo (credo) libro pubblicato in Italia per i tipi di Scipioni.

http://guide.dada.net/satira/interventi/2006/03/247100.shtml

In realtà, escluso LA BERLUBIBBIA, non avevo fatto nient’altro che riportare le cose che ha detto o fatto, perché $ua Emittenza fa tutto da solo e non c’è nemmeno bisogno di scrivergli contro, perché Lui é LA SATIRA.

 

Adesso che in nome del rinnovamento si presenta per la quinta volta alle elezioni (caso unico nelle democrazie contemporanee) riapro la raccolta ben sapendo che la Storia si presenta sempre due volte: la prima come comica finale, la seconda come tragedia.

 

Poichè il popolo italiota ha la tendenza a dimenticare, mi permetto un piccolo riepilogo, tanto per rinfrescare la memoria:

 

 

 

 

 

 

 

 

SMENTITE:

 

 

La casa agli italiani.

Sorrento, 11 novembre 2005, Berlusconi lancia il suo progetto davanti ai giovani di Forza Italia: “Daremo una casa a tutti gli italiani in difficoltà. Sono il 19% della popolazione, ma abbiamo un piano fattibile”. Ieri ha precisato: “Non ho detto a tutti gli italiani, ma solo a quelli sfrattati”

 

Pensione a 68 anni.

3 novembre 2005: “Un orizzonte che non dobbiamo precluderci, l’innalzamento dell’età pensionabile a 68 anni”. Il 15 novembre spiega: “Io non ho proposto di spostare l’età pensionabile a 68 anni”

 

Bush e le elezioni italiane.

31 ottobre 2005. A Washington, parlando con i giornalisti dopo l’incontro con il presidente Usa, dice: “Bush teme un cambio di governo in Italia”. Vittorio Zucconi di Repubblica, gli chiede: “Presidente, a scanso di equivoci, lei ci sta dicendo che il presidente Bush ha espresso a lei una preferenza elettorale contro il centro sinistra?”. Il premier, allora, precisa: “Non mi ha detto esattamente così Bush, ma è evidente che sentendo le dichiarazioni dei leader della sinistra che affermano che se vincessero le elezioni farebbero come Zapatero ritirando le truppe dall’Iraq, basta fare uno più uno per capire come la pensa il presidente americano. Come sempre gli Stati Uniti non interferiscono nei problemi interni di altri paesi, specialmente nei periodi elettorali e pre-elettorali”.

 

Centristi traditori.

16 agosto 2005. Intervistato dalla Stampa, riferendosi ai centristi della Cdl, dice: “C‘è chi pensa di salvarsi offrendosi al vincitore, ma parte da una valutazione errata”. Immediata la reazione di Follini: “L’evocazione di doppi giochi, tradimenti e passaggi di campo nei confronti di un partito coerente e sicuro come l’Udc è semplicemente miserevole. Ci aspettiamo dal presidente del Consiglio una smentita chiara e netta”. E la smentita arriva puntuale, affidata a Boniauti: “Nessuno in Forza Italia, tantomeno il presidente Berlusconi, ha pronunciato parole legate al concetto di tradimento o di traditore nei confronti dei nostri alleati”.

 

Risanamento Alitalia.

29 aprile 2005: Berlusconi annuncia che il piano di risanamento dell’Alitalia è stato accettato dalla Commissione europea. Immediata la smentita di Bruxelles: “Nessuna decisione è stata presa”.

 

Andare a Nassiriya.

“Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya, sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica” (26-3-2004). Il 10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

 

Unto e bisunto.

“Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa sciocchezza” (9-3-2004). “Io sono l’unto del Signore, c‘è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l’unto del Signore, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini” (25-11-1994).

 

Lifting forzato.

“Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting” (27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: “Il lifting è stata un’idea sua”.

 

Fascismo buono.

“Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino” (intervista a ‘The Spectator’, 4-9-2003). Il 17 Berlusconi cerca di smorzare l’intervista allo ‘Spectator’: “Eravamo alla seconda bottiglia di champagne”. Ma gli intervistatori lo smentiscono: “Abbiamo bevuto solo tè freddo” (19-9-2003.).

 

Giudici matti.

Nella stessa intervista a “Spectator”, il premier disse anche che i magistrati: “Per fare i giudici bisogna essere dei disturbati mentali”. Protestarono un pò tutti: dall’Anm, alle sorelle di Falcone e Borsellino. Fini parlò esplicitamente di “gaffe”. Allora spiega: “Io non sono un politico, non bado alle critiche. Dico quello che pensa la gente”.

 

Legge Gasparri.

Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d’accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale smentisce: “Non ne abbiamo mai parlato” (2-8-2003). Berlusconi deve rettificare dando la colpa ai giornalisti.

 

Lodo Maccanico.

 “Io non c’entro nulla con questo Lodo: è stata un’iniziativa autonoma del Parlamento, sostenuta dal presidente della Repubblica” (30-6-2003). Immediata la smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario Paolo Bonaiuti: “Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo”.

 

Conflitto di interessi.

“Il conflitto d’interessi sarà risolto nei primi cento giorni del mio governo” (5-5-2001). “Il conflitto d’interessi è una leggenda metropolitana” (19-12-2003). La legge sul conflitto d’interessi non è stata ancora approvata.

 

Condono per gli altri.

“Mediaset non farà alcun ricorso al condono fiscale” (30-12-2002). Cinque mesi dopo ‘L’espressò scopre che Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa 120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

 

Armi sì, armi no.

 “Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di distruzione di massa” (16-10-2002). “Non ho mai detto che Saddam non ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di distruggerle o di metterle da qualche altra parte” (17-10-2002).

 

Guerra senza Onu.

“Se Saddam non cede, l’attacco sarà a gennaio e sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia, sarebbe un nonsenso” (14-9-2002). “Siamo per una risoluzione dell’Onu che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l’intervento militare se Saddam non dovesse accettare la risoluzione” (25-9-2002). “Con realismo bisogna dire che non c‘è alternativa alle due risoluzioni dell’Onu “ (16-10-2002).

 

Nesta mai.

“Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora basta”(23-8-2002). L’indomani il Milan annuncia l’acquisto di Nesta.

 

 

Legge Cirami.

“Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami sul legittimo sospetto” (31-7-2002). “La legge sul legittimo sospetto è una priorità per il governo” (30-8-2002).

 

Ok dall’Europa.

 “Ho fatto un’esposizione sommaria della legge finanziaria e ho trovato un’ottima accoglienza sia da Prodi sia dal commissario Pedro Solbes” (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole. Solbes lo smentisce. Berlusconi fa retromarcia: “Io ho illustrato l’azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio”.

 

Scontro di civiltà.

“Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano… La nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400 anni nella storia i benefici e le conquiste che l’Occidente conosce.” (26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una serie di governi arabi dice al giornale ‘Asharq al-Awsat’:“Perché dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire qualche cosa che non ho detto”. (2-10-2001)

 

(Pubblicato su www.repubblica.it il 15 novembre 2005)

 

 

 

 

Gaffes

 

Tutto questo nel 2003 gli ha fatto vincere il premio «Miscommunicator of the Year», conferito dalla Foreign Press Association; per meriti acquisiti durante il semestre di presidenza italiana. Un semestre spettacolare, iniziato al Parlamento europeo con la sua risposta a Martin Schulz, deputato socialdemocratico tedesco che gli aveva fatto due domande provocatorie: «In Italia c’è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò». Scandalo internazionale, complessa marcia indietro, in margine sdoganamento del vicepremier ex missino Gianfranco Fini: la sua faccia sofferente mentre sedeva accanto al premier valeva quanto il successivo pellegrinaggio in Israele, per chi la ricorda.

 

Perché molti alleati di Berlusconi hanno sofferto per certe sue uscite. Gli alleati attenti alle buone maniere coi francesi: il premier ha cantato davanti a Jacques Chirac, si è vantato di aver messo fuori gioco i comunisti con Lionel Jospin che aveva cinque ministri comunisti nel governo, e altro. Gli elettori del Polo non proprio su posizioni leghiste: due settimane dopo l’attentato alle Twin Towers, in visita a Berlino, dichiarò che l’Islam è inferiore, «quelli sono rimasti indietro di 1400 anni». E poi: al matrimonio della figlia del premier turco Erdogan baciò la mano alla sposa, e non si fa secondo le regole islamiche. Durante un’intervista allegra con due giornalisti dello Spectator spiegò agli inglesi che «Mussolini non ha mai ammazzato nessuno»; al massimo «mandava la gente a fare vacanza al confino». In visita a Wall Street, dove molte donne hanno ormai posti importanti, invitò a investire in Italia «dove ci sono le segretarie più belle»; aggiungendo, «il mio governo ha abolito l’imposta di successione», per cui «l’invito potrebbe essere: venite a morire in Italia».

 

Più seria la gaffe (una delle molte, i due si sono visti spesso) sulla politica di Vladimir Putin. Nel novembre 2003, durante una conferenza stampa congiunta, disse che la Russia era un modello di diritti umani, che in Cecenia non era successo granché, «ci sono attentati della guerriglia ma Mosca non ha mai risposto». Seguiva condanna della Commissione e del Parlamento europei, seguivano altre gaffes meno gravi. Fino a ieri, al capolavoro di Mosca.

Non è finita, probabilmente. Le esternazioni di Silvio B. hanno un ritmo ciclotimico, a volte tace per settimane o mesi, poi parla a ruota libera per periodi più o meno lunghi. Ora sembra in forma: un giorno ha ammirato la bellezza di Tony Blair, quello dopo si è esibito sulla Piazza Rossa. Forse vincerà un altro premio, prima del 2006.

 

Maria Laura Rodotà

www.corriere.it/rodota

11 maggio 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito vengono riportate alcune delle sue battute memorabili in questi anni di governo:

 

APR 2006 -- "Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi", ha detto commentando la proposta della Cdl di abolire l'Ici sulla prima casa se vincerà le elezioni.

 

MAR 2006 -- "Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi", ha detto parlando ad un comizio elettorale a Napoli.

 

GEN 2006 -- Berlusconi promette di astenersi dal sesso fino alle elezioni generali di aprile. "Grazie Padre Massimiliano" dice ad un predicatore televisivo che lo ha elogiato per la difesa dei valori della famiglia . "Cercherò di non deluderla e le prometto due mesi e mezzo di completa astinenza sessuale fino al 9 aprile".

 

AGO 2005 -- "Neanche l'economia va così male. Dalla mia villa ho una vista panoramica che si distingue anche quest'anno per i numerosi yacht... Nessuno può vantare più cellulari, più automobili, più televisioni degli italiani. Sapete quante delle nostre donne possono permettersi dei trattamenti di bellezza?" dice Berlusconi in un'intervista al "La Stampa".

 

GIU 2005 -- Berlusconi dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea sulla sicurezza alimentare.

"Ho dovuto ricorrere alle mie capacità di playboy, anche se era da un pò che non le usavo" dice. L'ambasciatore finlandese ha protestato ufficialmente.

 

SET 2004 -- "Mussolini non ha mai ucciso nessuno. Mussolini mandava la gente in vacanza al confino" dice Berlusconi alla rivista Spectator, rispondendo "sì" quando gli viene chiesto se pensava che il dittatore fascista fosse stato "mite".

 

LUG 2003 -- "Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La proporrò nel ruolo di kapò. Sarebbe perfetto" dice Berlusconi al parlamentare socialista tedesco Martin Schulz che l'aveva attaccato nel corso della presentazione della presidenza italiana dell'UE di fronte al parlamento europeo.

 

GIU 2003 -- "Tutti i cittadini sono uguali (davanti alla legge) ma forse il sottoscritto è un pò più uguale degli altri, visto che il 50 % degli italiani gli ha dato la responsabilità di governare il Paese" dice in un'udienza del processo per corruzione a Milano.

 

MAG 2003 -- "Ho una barca, ma negli ultimi due anni l'ho usata una sola volta per riportare la mia famiglia a casa. E non vado più nella mia casa alle Bermuda da circa due o tre anni... La mia vita è cambiata, la qualità è diventata terribile. Che lavoro tremendo" dice in un'intervista al New York Times.

 

DIC 2002 -- "I più svegli riusciranno sicuramente a trovare un secondo lavoro, anche non regolare" dice Berlusconi, incoraggiando i lavoratori licenziati della Fiat a cercare un lavoro in nero.

 

OTT 2002 -- "Rasmussen non è solo un grande collega, ma anche il primo ministro più bello d'Europa" ha detto Berlusconi della sua controparte danese, Anders Fogh Rasmussen, in una conferenza stampa congiunta. "é così bello che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie", riferendosi ad un pettegolezzo secondo cui sua moglie aveva una relazione extraconiugale.

 

SET 2002 -- "In certi casi i pedalò sono utili. Nessuno (dei cadaveri) si è lamentato" ha risposto alla domanda sul perché la polizia avesse usato delle imbarcazioni a pedali per recuperare gli immigrati affogati.

 

FEB 2002 -- Durante una fotografia di gruppo al termine di un vertice informale dell'Ue in Spagna, Berlusconi fa le corna dietro la testa di Josep Pique, ministro degli Esteri spagnolo.

 

OTT 2001 -- Berlusconi fa scoppiare una polemica nel mondo islamico quando dichiara che l'Occidente dovrebbe essere conscio della sua "superiorità".

"Dovremmo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione" ha detto.

"Questo rispetto certamente non esiste negli Stati musulmani.

 

 

Fonte originale: CaniSciolti.info

 

 

 

 

 

 

Il Cavalier gaffe: sciocchezzario del 2003

di Marco Travaglio – da «Avvenimenti» nr.50 gennaio 2004

 

Chiamarle gaffes sarebbe sbagliato. Lui pensa davvero come parla. «Berlusconi è l’unico bugiardo sincero che io conosca», diceva di lui Indro Montanelli, che lo conosceva bene: «Crede davvero alle scempiaggini che dice e che fa». Spesso si tratta di parole in libertà, pronunciate soprattutto all’estero, quando l’uomo sfugge al controllo dei suoi consiglieri e parla a braccio, lontano dai ghost writer.

Più spesso ancora sono forzature volute, per alzare il livello dello scontro e abbassare sempre più quello di reazione. O magari per minacciare vergogne impossibili allo scopo di farne accettare di un pochino meno impossibili. In ogni caso, quest’anno il Cavaliere ha superato se stesso. E non era facile.

 

Gennaio. Comincia bene, il 2003. La legge Lunardi sulle opere pubbliche, all’articolo 28 (edificabilità nelle zone limitrofe ad aree cimiteriali), riforma la legge napoleonica che vietava di seppellire i morti fuori dai cimiteri: Berlusconi potrà finalmente dare degna sepoltura ad amici, parenti e infine a se stesso nel celebre mausoleo del Cascella, liberamente ispirato alla tomba di Tutankamen nel giardino della sua villa di Arcore. Il premier ipotizza un “condono creativo” per gli abusi edilizi: anziché abbattere gli eco-mostri, basterà abbellirli con «giardini e parchi giochi». Ai funerali di Gianni Agnelli, Berlusconi si presenta a bordo di una fiammante Mercedes e protesta perché non gli hanno riservato una poltrona in prima fila nel Duomo di Torino: fischi dalla folla. Solo il Tg3 dà la notizia. La Cassazione respinge la richiesta di trasferire i processi “toghe sporche” da Milano a Brescia e condanna Berlusconi e Previti a pagare 1500 euro di spese processuali; il giorno prima il Cavaliere aveva assicurato «assoluta fiducia nella Suprema Corte»; il giorno dopo appare in tv a reti unificate per attaccare la Cassazione e la magistratura tutta («si giudica da sé e si autoassolve in ogni sede»), chiedere di essere giudicato solo dai suoi “pari”, invocare il ritorno all’immunità parlamentare.

 

Febbraio. Ultimi preparativi per la guerra all’Iraq. Berlusconi incontra Bush e, uscendo dalla Casa Bianca, preannuncia una «terribile strage con le armi di Saddam Hussein». Imbarazzo al Pentagono. «L’Italia è perfettamente allineata a Washington», garantisce il premier. Poi concede agli Usa basi aeree, strade, porti e ferrovie per trasportare armamenti e uomini in Iraq. I pacifisti manifestano a Roma in 2 milioni, ma la Rai oscura l’evento («potrebbe influenzare il voto del Parlamento», spiega il dg Rai, Agostino Saccà). Per Berlusconi, «i pacifisti fanno il gioco di Saddam». E per il ministro della Difesa Antonio Martino «l’Italia è con gli americani anche fuori dall’Onu». Ma il premier, alla Camera, riesce a schierarsi contemporaneamente con Bush, il Papa, l’Onu, l’Europa e Pannella (che chiede l’esilio di Saddam). Il governo vara un decreto per sanare i debiti delle società di calcio (fra le quali il suo Milan), fra le proteste dell’Unione europea. Berlusconi riunisce in casa sua i leader della Cdl per decidere il nuovo Cda Rai. Ma poi Pera e Casini ne nominano un altro.

 

Marzo. Fuoco di sbarramento polista contro Paolo Mieli presidente della Rai. Alla fine la spunta Lucia Annunziata. Maggioranza spaccata alla Camera sull’indultino: Lega e An contro, Fi e Udc a favore. Berlusconi annuncia il lodo Maccanico per abolire i suoi processi. Gli angloamericani invadono l’Iraq: l’Italia di Berlusconi è “non belligerante” e viene esclusa sia dal vertice dei paesi pro-guerra sia da quello degli anti-guerra.

 

Aprile. La Corte dei Conti boccia come «irrealistiche» le previsioni di crescita

formulate dal governo. Berlusconi si presenta il Venerdì Santo in tribunale per chiedere di essere sentito e interrompere la contumacia: ma manca un avvocato, e prima che venga sostituito il premier se ne va: «Ho un impegno a Roma». Dopo la Santa Pasqua e un’ultima raffica di ricusazioni, Previti viene condannato a 11 anni per corruzione dei giudici nel processo Imi-Sir/Mondadori. Il Cavaliere la prende male e strilla ai «giudici golpisti» e alla «sentenza politica».

 

Maggio. Berlusconi torna in tribunale e stavolta parla, per accusare Prodi di «svendita della Sme» e addirittura di tangenti da De Benedetti. Poi, nervosissimo, chiede ai carabinieri di identificare un cittadino che in tribunale gli ha detto: «Buffone, fatti processare». Berlusconi annuncia che chiunque lo contesterà sarà denunciato da Palazzo Chigi per vilipendio delle istituzioni: subito i casi di contestazione si moltiplicano in tutta Italia. La commissione Telekom Serbia estrae dal cilindro Igor Marini e manda una delegazione a Lugano, subito arrestata in blocco appena passata la frontiera. Berlusconi inventa gli «impedimenti istituzionali» più impensati (compreso un vertice col prefetto di Belluno sulla criminalità nel Mare Adriatico e la finalissima di Champions League) per disertare il Tribunale. Poi invita i suoi a insidiare le mogli dei magistrati. Persino gli avvocati delle Camere penali scioperano contro il governo.

 

Giugno. Nuovi disperati tentativi del premier di fuggire al processo, compresa una visita a sorpresa in Lussemburgo, seguita da un lungo incontro con la stampa e da un’imbarazzante ammissione: «Non scappo dalla giustizia, semmai dall’ingiustizia». Comunque scappa. Il giorno 9 la Cdl tracolla alle amministrative, dal Friuli a Brescia. Il 17 Berlusconi torna finalmente in aula, seconda puntata delle dichiarazioni spontanee (85 bugie in 115 minuti). Il 18 passa il lodo Maccanico che abroga il processo. Il 19 Berlusconi comunica: «Io ero contrario il lodo, l’ha voluto Ciampi». Imbarazzo al Quirinale.

 

Luglio. Comincia bene il semestre europeo a presidenza italiana: nella seduta inaugurale a Bruxelles, Berlusconi insulta il socialdemocratico tedesco Shulz che aveva osato porgli due domande («la proporrò per il ruolo di kapò nazista») e l’intero europarlamento: «Siete dei turisti della democrazia». Proteste corali di tutte le cancellerie e dell’intera stampa continentale. Altre proteste per un’uscita del sottosegretario al Turismo Stefano Stefani sui tedeschi «famosi per la birra e le gare di rutti». Stefani si dimette. Berlusconi è costretto a scusarsi con Schroeder. Poi annuncia che la mafia è sconfitta perché «tutti i mafiosi sono in carcere». I giudici antimafia smentiscono. Dossier dell’Economist con le domande a cui il premier italiano non risponde: lo staff del premier parla di «spazzatura» e annuncia una querela al settimanale britannico.

 

Agosto. Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d’accordo sulla legge Gasparri. Ciampi smentisce: «Non ne abbiamo mai parlato». Il Tribunale di Milano deposita la sentenza Imi-Sir/Mondadori e parla del «più grave caso di corruzione della storia d’Italia e forse non solo». La commissione Telekom si riconvoca d’urgenza per ridare la parola a Igor Marini, che accusa anche Rutelli, Veltroni, Mastella, Bordon. Il premier diserta la “prima” dell’Arena di Verona, dove avrebbe dovuto incontrare Prodi e Schroeder, perché corre voce che i “disobbedienti” vorrebbero contestarlo armati di terribili fischietti. In compenso partecipa alle nozze del figlio del premier turco e si produce in un baciamano della sposa che, essendo musulmana, è coperta di veli e non può essere neppure sfiorata. Imbarazzo ad Ankara.

 

Settembre. Intervista a puntate a due giornalisti dello Spectator. Berlusconi afferma che i giudici italiani sono «matti, mentalmente disturbati, antropologicamente estranei alla razza umana»; che Montanelli e Biagi l’hanno criticano perché «sono invidiosi di me»; e che «Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino». Ciampi esprime «piena fiducia nella magistratura», ricorda gli orrori del fascismo e rammenta che la Repubblica è nata dalla Resistenza. L’Italia viene esclusa dal vertice Francia-Gran Bretagna-Germania-Spagna sull’Iraq. Berlusconi parla a Wall Street e invita a investire in Italia dove «non ci sono più comunisti», ma in compenso «abbiamo segretarie bellissime». Poi tiene un messaggio a reti unificate per magnificare la sua riforma delle pensioni, che non piace e nessuno, nemmeno agli alleati.

 

Ottobre. Mentre Giuliano Ferrara definisce «omicida» l’Unità e accusa Furio Colombo e Antonio Tabucchi di essere i «mandanti linguistici del mio prossimo assassinio», Berlusconi minaccia le elezioni anticipate per sedare le risse ormai quotidiane fra Lega da una parte e An e Udc dall’altra. Fini propone di far votare gl’immigrati e la Lega minaccia la crisi. Attacchi al governo anche da Bankitalia e Confindustria. Un telesondaggio di Domenica In chiede agli italiani a che cosa dicono basta. Vince la risposta «Basta con Berlusconi e con i politici che dicono e poi non fanno». Ma viene letta in diretta una sola volta: dalla domenica successiva la Rai cambia la domanda e proibisce quelle politiche.

 

Novembre. Previti condannato ad altri 5 anni di galera (totale: 16 anni, in primo grado) per corruzione dei giudici nel processo Sme-Ariosto. Condannato anche Squillante, assolto il giudice Verde: il centrodestra, incredibilmente, esulta. La Rai censura RaiOt di Sabina Guzzanti per aver raccontato la legge Gasparri. La Rai vieta a Bonolis di intervistare Enzo Biagi e Paolo Rossi, che vorrebbe leggere un passo di Tucidide sulla democrazia ateniese. Riesplodono in tutte le piazze d’Italia i girotondi. Berlusconi, reduce da un imbarazzante viaggio in Cina, comunica: «La situazione in Iraq sta migliorando molto. Si parla molto di attentati terroristici che prevalgono sulla immagine globale della situazione. Ormai l’Iraq sta andando verso la normalità e la democrazia». Pochi giorni dopo, a Nassiriya, la guerriglia irachena fa strage di carabinieri italiani. Il Cavaliere riceve l’amico Putin e, in conferenza stampa, risponde per lui: giurando che la Russia è un modello di diritti umani, in Cecenia non è successo niente di grave, «ci sono attentati della guerriglia, ma Mosca non ha mai risposto». Cancellati 200mila morti per i bombardamenti russi su un milione di abitanti. L’indomani la commissione e il parlamento europei condannano quei deliri, ma i telegiornali oscurano la notizia. Berlusconi annuncia al New York Times che bisogna abbattere tutti i regimi non democratici nel mondo, anche con le armi, modificando il concetto di sovranità nazionale. Poi dice che l’hanno frainteso.

 

Dicembre. «Se fossi un dittatore, sarei il più sfigato», spiega il Cavaliere a fine anno. In effetti, nel giro di pochi giorni, gli tornano sul muso tutti i boomerang lanciati durante l’anno: Igor Marini incriminato per calunnia ai danni di Prodi, Fassino & C; archiviata l’inchiesta di Brescia sui pm Colombo e Boccassini per il fascicolo 9520/95; fallita miseramente la convenzione europea, ultima debacle del semestre italiano; contestata da un milione di persone a Roma la riforma delle pensioni; bocciata financo da Casini la legge finanziaria, parzialmente priva di copertura finanziaria; colossi come Parmalat e Cirio che affondano nei trucchi contabili dopo la depenalizzazione del falso in bilancio; prezzi più alti che nel resto d’Europa; crescita ridotta allo zero virgola qualcosa; un paese che si sente sempre più povero (fonte Istat); scioperi selvaggi nel settore dei trasporti; bocciata da Ciampi la legge Gasparri per manifesta incostituzionalità; rischi analoghi per il lodo Maccanico, trascinato dinanzi alla Consulta dal Tribunale di Milano. Sempre più nervoso e impopolare, Berlusconi se la prende con la carta stampata («è obsoleta, superata da internet, e pende per l’85 per cento a sinistra: il vero regime è quello»). Poi, alla conferenza stampa di fine anno, si supera: «Il conflitto d’interessi è una leggenda metropolitana... Ciampi non ha firmato la Gasparri per le pressioni dalla lobby degli editori... Gli aumenti dei prezzi sono colpa dell’euro... Chi lavora all’Unità dovrebbe vergognarsi...». E minaccia: «Governerò per altri 10-15 anni». Il suo augurio per un sereno Natale a tutti gli italiani.

 

……………….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BERLUSCONI DÀ DEL ''KAPÒ'' AL LEADER SPD

STRASBURGO - Semaforo giallo per il semestre italiano alla Ue. A poche ore dal discorso inaugurale di Silvio Berlusconi, infatti, sulla guida tricolore dell'Unione europea sorge la minaccia di una "crisi istituzionale".

 

 

BERLUSCONI DÀ DEL ''KAPÒ'' AL LEADER SPD

 

STRASBURGO - Semaforo giallo per il semestre italiano alla Ue. A poche ore dal discorso inaugurale di Silvio Berlusconi, infatti, sulla guida tricolore dell'Unione europea sorge la minaccia di una "crisi istituzionale".

 

"La vicenda", che ha già accalorato l'aula dell'Europarlamento e scatenato reazioni internazionali, sta nella risposta che il premier italiano ha dato al capodelegazione della Spd tedesca, Martin Schulz, che aveva giudicato inaccettabili le parole di Bossi contro l'Europa invitando Berlusconi a difendere i "diritti dei cittadini europei". Durissima la replica del nostro presidente del Consiglio: "In Italia stiamo preparando un film sui campi di concentramento nazisti - ha detto Berlusconi - la proporrò per il ruolo di kapò".

L'ambasciatore italiano in Germania, Silvio Fagiolo, è stato convocato dalla Cancelleria di Berlino.

 

(Ilnuovo.it)

 

RGO lunedì 10 dicembre 2007

La gaffe di Berlusconi di Mercoledì 2 luglio 2003

Schutz contestò le affermazioni di Bossi sulla politica per l’immigrazione. Secondo l’europarlamentare tedesco quelle idee non erano conciliabili con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Invitò Berlusconi come Capo di Governo a prendere posizione davanti a queste esternazioni di Bossi.

Dopo mise in risalto davanti a Silvio Berlusconi l’enorme conflitto di interessi che c’era (e c’è ancora) in Italia di cui il maggiore esponente ne è lo stesso ex capo del Governo.

In effetti il ragionamento offerto dal tedesco è logico: Come si può parlare dell’operato di Berlusconi nel Parlamento Europeo se non si può parlare dell’Italia? L’Italia pare che sia in Europa.

Schutz gli pose tre domande molto chiare e senza alcun accento di politichese:

 

1) “Cosa pensa di fare per accelerare l’istituzione di una Procura europea?”

 

2) “Che cosa pensa di fare per accelerare l’entrata in vigore del mandato di cattura europeo?”

 

3) “Che cosa pensa di fare per il reciproco riconoscimento di documenti nei procedimenti penali che varcano i confini delle singole nazioni?”

 

Poi concluse:

"Nonostante tutto, mi rallegro di poter discutere con Lei. Questo lo dobbiamo all'ex presidente del Parlamento europeo Nicole Fontaine: se lei non fosse riuscita a ritardare tanto il procedimento concernente l'immunità sua e del suo assistente Dell'Utri, oggi Lei non avrebbe più l'immunità di cui ha tanto bisogno. Anche questa é una verità che deve essere detta".

 

 

E Berlusconi?

 

Non rispose a nessuna delle tre domande, parlò usando la più dotta retorica e offese Schutz e tutti gli altri parlamentari europei.

Retoriche e slogan: Questo è quello che riesce a fare meglio Berlusconi.

Le prime cose che disse furono che la rappresentazione che fanno gli altri parlamentari dell’Italia è falsa e caricaturale, poi elogiò l’Italia con una serie di luoghi comuni.

Non contento, insulta gratuitamente l’europarlamentare tedesco:

 

"Signor Schulz, in Italia cé un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò”

 

Della Procura europea, del mandato di cattura europeo e reciproco riconoscimento di documenti nei procedimenti penali non gliene frega niente, ma del suo conflitto d’interessi sì e per questo rispose vantando l'indipendenza dei giornalisti delle proprie televisioni, ha infatti chiesto di ampliare le loro frequentazioni al di là dei colleghi italiani e le loro letture al di là dei giornali di estrema sinistra.

 

L’insulto finale però, è stato rivolto a tutto il Parlamento Europeo:

"Se questa é la forma di democrazia che intendete usare per chiudere la parola al Presidente del Consiglio europeo, dovreste andare in Italia come turisti, ma qui sembrate turisti della democrazia".

 

Ecco quanto accadde Mercoledì 2 luglio 2003. I giornali e i TG italiani non approfondirono bene la vicenda, facendo vedere solo quello che faceva loro comodo. Di fatto, l’intervento precedente di Schutz fu spesso e volentieri completamente ignorato e, di conseguenza, non fu fatto notare che Berlusconi non risponde a nessuno dei punti del discorso del politico tedesco, confermando il fatto che l’informazione italiana è cane da riporto del potere.

 - Semaforo giallo per il semestre italiano alla Ue. A poche

Berlusconi parla di "ottima accoglienza" della Finanziaria

da parte di Prodi e Solbes, ma i due smentiscono

 

La "gaffe" di Bruxelles

e il calvario del Cavaliere

Una conferenza stampa burrascosa per il premier italiano

 

dal nostro inviato ANTONIO POLITO        

 

________________________________________

BRUXELLES - L'Italia ha un problema. A dire la verità ce l'ha Berlusconi, ma siccome è l'unico primo ministro che abbiamo il problema è anche nostro, e non c'è da compiacersene. Con sconcertante puntualità, i viaggi del nostro premier si trasformano in disastri diplomatici. Ieri l'ultimo: Berlusconi incontra Prodi e la Commissione Europea.

 

Poi, rientrato nella pace del suo albergo per rimettersi in giubbotto e scarpe da ginnastica, lascia cadere una confidenza ai cronisti italiani: "Ho fatto un'esposizione sommaria della Finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia di Prodi che di Solbes". La notizia non è da poco: il giudizio dell'Europa sul budget italiano sarà il punto cruciale di un confronto aspro e sotterraneo sul Patto di Stabilità. Possibile che la Commissione abbia già dato il via libera? No, dice Prodi: "Non ne abbiamo parlato affatto". No, dice Solbes: "Non ho espresso alcun giudizio sulla Finanziaria italiana, che valuterò insieme al programma di stabilità". Delle due l'una: o Berlusconi ha mentito, anzi, pardon, è stato mal interpretato. O mentono Prodi e Solbes. Un retroscena della visita chiarisce il "giallo". La settimana scorsa Palazzo Chigi aveva fatto sapere che Tremonti avrebbe accompagnato Berlusconi e Ruggiero. La notizia era stata accolta con una certa sorpresa a Bruxelles. A questi incontri ieri era dedicato all'Europa e al Medio Oriente di solito vanno solo il premier e il ministro degli Esteri. Che c'entrava Tremonti? Annusando qualcosa, la Commissione fa sapere a Roma che quella non è la sede per parlare di Finanziaria. Tremonti resta a casa. Ma qualche demone inconscio che ormai Berlusconi non riesce più a controllare lo spinge a tentare comunque l'operazione: forzare la mano alla Commissione. Prodi e Solbes sono costretti a negare, istillando un altro fondato sospetto sull'attendibilità del nostro primo ministro. Che, a fine giornata, si corregge: "Io ho illustrato l'azione di governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio".

 

Del resto, l'incontro con i Commissari aveva già avuto un momento di tensione. Pare che Kinnock, vice presidente inglese della Commissione, abbia rivolto a Berlusconi una vera e propria requisitoria sull'Islam, e alcune cortesi ma puntigliose domande sul conflitto d'interessi. Prodi si è chiuso in un eloquente silenzio. Con l'amaro in bocca, Berlusconi è arrivato in conferenza stampa. La visita era stata progettata anche per riconquistare un'agibilità internazionale, seriamente compromessa dall'ultima uscita di Berlino. Purtroppo, l'ostilità della stampa straniera l'ha trasformata in un calvario. La solitamente sonnacchiosa sala della Commissione ieri aveva l'aria di un Colosseo, stracolma di cronisti ansiosi di un combattimento gladiatorio. Solo il suono del gong ha evitato che finisse in rissa. La raffica di domande rivolte a Berlusconi era un catalogo di tutti i sospetti e le fobie con cui storicamente si guarda all'Italia, e che ahinoi sono stati eccitati dalle recenti polemiche. "Perché volete fare un monumento a Mussolini a Salò?". "Ci dice che cosa pensa veramente dell'Islam?". "Ha sentito le voci che circolano a Bruxelles secondo le quali si dovrebbe dimettere perché indegno di guidare un grande paese?". "Presidente Prodi, ha spiegato a Berlusconi che le sue dichiarazioni sono state un danno all'Europa?". "é vero che un solo aeroporto italiano ha il radar di terra in funzione?".

 

Domande dure, spesso provocatorie, talvolta persino preconcette. Ma questo fanno di solito i giornalisti, tentato di colpire nel punto debole. E di punti deboli l'Italia ne ha scoperti molti di recente. Le risposte non hanno certo rilassato l'atmosfera. A un certo punto, tra un brusìo di disapprovazione per le affermazioni di Berlusconi, è partito anche un fischio isolato, neanche fossimo allo stadio. Sgradevole spettacolo, per un italiano. Le domande e le risposte. Per grazia di Dio e della nazione, qualcuno metta un freno a questo "cupio dissolvi".

 

(11 ottobre 2001)

       

 

dal discorso lunedì 10 dicembre 2007

ROMA — Affermazioni importanti seguite da immediata autosmentita. A Berlusconi, in cinque anni di governo, è successo molto spesso. Le ultime (sulla casa e sulle pensioni) sono degli recentissime. A volte il premier assicura di essere stato male interpretato, a volte fa proprio marcia indietro, in altre occasioni sono i diretti interessati a smentire. Una rapida ricerca in archivio ha prodotto questo elenco. Sicuramente incompleto.

 

La casa agli italiani. Sorrento, 11 novembre 2005, Berlusconi lancia il suo progetto davanti ai giovani di Forza Italia: “Daremo una casa a tutti gli italiani in difficoltà. Sono il 19% della popolazione, ma abbiamo un piano fattibile”. Ieri ha precisato: “Non ho detto a tutti gli italiani, ma solo a quelli sfrattati”

 

Pensione a 68 anni. 3 novembre 2005: “Un orizzonte che non dobbiamo precluderci, l’innalzamento dell’età pensionabile a 68 anni”. Il 15 novembre spiega: “Io non ho proposto di spostare l’età pensionabile a 68 anni”

 

Bush e le elezioni italiane. 31 ottobre 2005. A Washington, parlando con i giornalisti dopo l’incontro con il presidente Usa, dice: “Bush teme un cambio di governo in Italia”. Vittorio Zucconi di Repubblica, gli chiede: “Presidente, a scanso di equivoci, lei ci sta dicendo che il presidente Bush ha espresso a lei una preferenza elettorale contro il centro sinistra?”. Il premier, allora, precisa: “Non mi ha detto esattamente così Bush, ma è evidente che sentendo le dichiarazioni dei leader della sinistra che affermano che se vincessero le elezioni farebbero come Zapatero ritirando le truppe dall’Iraq, basta fare uno più uno per capire come la pensa il presidente americano. Come sempre gli Stati Uniti non interferiscono nei problemi interni di altri paesi, specialmente nei periodi elettorali e pre-elettorali”.

 

Centristi traditori. 16 agosto 2005. Intervistato dalla Stampa, riferendosi ai centristi della Cdl, dice: “C‘è chi pensa di salvarsi offrendosi al vincitore, ma parte da una valutazione errata”. Immediata la reazione di Follini: “L’evocazione di doppigiochi, tradimenti e passaggi di campo nei confronti di un partito coerente e sicuro come l’Udc è semplicemente miserevole. Ci aspettiamo dal presidente del Consiglio una smentita chiara e netta”. E la smentita arriva puntuale, affidata a Boniauti: “Nessuno in Forza Italia, tantomeno il presidente Berlusconi, ha pronunciato parole legate al concetto di tradimento o di traditore nei confronti dei nostri alleati”.

 

Risanamento Alitalia. 29 aprile 2005: Berlusconi annuncia che il piano di risanamento dell’Alitalia è stato accettato dalla Commissione europea. Immediata la smentita di Bruxelles: “Nessuna decisione è stata presa”.

 

Andare a Nassiriya. “Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya, sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica” (26-3-2004). Il 10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

 

Unto e bisunto. “Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa sciocchezza” (9-3-2004). “Io sono l’unto del Signore, c‘è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l’unto del Signore, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini” (25-11-1994).

 

Lifting forzato. “Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting” (27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: “Il lifting è stata un’idea sua”.

 

Fascismo buono. “Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino” (intervista a ‘The Spectator’, 4-9-2003). Il 17 Berlusconi cerca di smorzare l’intervista allo ‘Spectator’: “Eravamo alla seconda bottiglia di champagne”. Ma gli intervistatori lo smentiscono: “Abbiamo bevuto solo tè freddo” (19-9-2003.).

 

Giudici matti. Nella stessaintervista a “Spectator”, il premier disse anche che i magistrati: “Per fare i giudici bisogna essere dei disturbati mentali”. Protestarono un pò tutti: dall’Anm, alle sorelle di Falcone e Borsellino. Fini parlò esplicitamente di “gaffe”. Allora spiega: “Io non sono un politico, non bado alle critiche. Dico quello che pensa la gente”.

 

Legge Gasparri. Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d’accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale smentisce: “Non ne abbiamo mai parlato” (2-8-2003). Berlusconi deve rettificare dando la colpa ai giornalisti.

 

Lodo Maccanico. “Io non c’entro nulla con questo Lodo: è stata un’iniziativa autonoma del Parlamento, sostenuta dal presidente della Repubblica” (30-6-2003). Immediata la smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario Paolo Bonaiuti: “Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo”.

 

Conflitto di interessi. “Il conflitto d’interessi sarà risolto nei primi cento giorni del mio governo” (5-5-2001). “Il conflitto d’interessi è una leggenda metropolitana” (19-12-2003). La legge sul conflitto d’interessi non è stata ancora approvata.

 

Condono per gli altri. “Mediaset non farà alcun ricorso al condono fiscale” (30-12-2002). Cinque mesi dopo ‘L’espressò scopre che Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa 120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

 

Armi sì, armi no. “Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di distruzione di massa” (16-10-2002). “Non ho mai detto che Saddam non ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di distruggerle o di metterle da qualche altra parte” (17-10-2002).

 

Guerra senza Onu. “Se Saddam non cede, l’attacco sarà a gennaio e sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia, sarebbe un nonsenso” (14-9-2002). “Siamo per una risoluzione dell’Onu che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l’intervento militare se Saddam non dovesse accettare la risoluzione” (25-9-2002). “Con realismo bisogna dire che non c‘è alternativa alle due risoluzioni dell’Onu “ (16-10-2002).

 

Nesta mai. “Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora basta”(23-8-2002). L’indomani il Milan annuncia l’acquisto di Nesta.

 

Legge Cirami. “Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami sul legittimo sospetto” (31-7-2002). “La legge sul legittimo sospetto è una priorità per il governo” (30-8-2002).

 

Ok dall’Europa. “Ho fatto un’esposizione sommaria della legge finanziaria e ho trovato un’ottima accoglienza sia da Prodi sia dal commissario Pedro Solbes” (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole. Solbes lo smentisce. Berlusconi fa retromarcia: “Io ho illustrato l’azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio”.

 

Scontro di civiltà. “Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano… La nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400 anni nella storia i benefici e le conquiste che l’Occidente conosce.” (26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una serie di governi arabi dice al giornale ‘Asharq al-Awsat’:“Perché dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire qualche cosa che non ho detto”. (2-10-2001)

 

(Pubblicato su www.repubblica.it il 15 novembre 2005)gaffe di Berlusconi di Mercoledì 2 luglio 2003

Schutz contestò le affermazioni di Bossi sulla politica per l’immigrazione. Secondo l’europarlamentare tedesco quelle idee non erano conciliabili con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Invitò Berlusconi come Capo di Governo a prendere posizione davanti a queste esternazioni di Bossi.

 

Dopo mise in risalto davanti a Silvio Berlusconi l’enorme conflitto di interessi che c’era (e c’è ancora) in Italia di cui il maggiore esponente ne è lo stesso ex capo del Governo.

……

 

Poi concluse:

"Nonostante tutto, mi rallegro di poter discutere con Lei. Questo lo dobbiamo all'ex presidente del Parlamento europeo Nicole Fontaine: se lei non fosse riuscita a ritardare tanto il procedimento concernente l'immunità sua e del suo assistente Dell'Utri, oggi Lei non avrebbe più l'immunità di cui ha tanto bisogno. Anche questa é una verità che deve essere detta".

 

 

L’insulto finale però, è stato rivolto a tutto il Parlamento Europeo:

"Se questa é la forma di democrazia che intendete usare per chiudere la parola al Presidente del Consiglio europeo, dovreste andare in Italia come turisti, ma qui sembrate turisti della democrazia".

 

Ecco quanto accadde Mercoledì 2 luglio 2003. I giornali e i TG italiani non approfondirono bene la vicenda, facendo vedere solo quello che faceva loro comodo. Di fatto, l’intervento precedente di Schutz fu spesso e volentieri completamente ignorato e, di conseguenza, non fu fatto notare che Berlusconi non risponde a nessuno dei punti del discorso del politico tedesco, confermando il fatto che l’informazione italiana è cane da riporto del potere.

 

di Silvio Berlusconi, infatti, sulla guida tricolore dell'Unione europea sorge la minaccia di una "crisi istituzionale".

 

 

 

 

Berlusconi, gaffes e frasi storiche

di Diego Gabutti - «Il Nuovo» 17 settembre 2003

 

L'una s'affida all'effimero della cronaca

L'altra proietta la sua ombra nei secoli

Ma occhio: la gaffe non è involontaria

Il premier se le studia tutte a tavolino

 

Prima delle gaffes, che oggi sembrano danneggiare l’immagine del nostro Presidente del Consiglio, c’erano le “frasi storiche”, che un tempo invece alimentavano la leggenda dei grandi uomini di stato, dei generalissimi, dei re e degl’imperatori.

Naturalmente le gaffe, esattamente come le frasi storiche, non danneggiano nessuno. Sono biglietti da visita col botto: sentite questa, eccomi qua. Gaffe e frasi storiche sono abiti tagliati su misura dei potenti in una stessa sartoria, dove si cuciono insieme vanagloria e mezze verità. Sono abiti esagerati, sempre di due o tre misure troppo grandi.

Sono anzi abiti spropositati. Alla lettera: ogni frase celebre nasconde uno sproposito. Forse hanno destinazioni diverse: mentre la gaffe s’accontenta d’un posto al sole nella cronaca quotidiana, tra le barzellette e i boatos strillati dalla stampa, la frase storica si sforza d’allungare la sua ombra nei secoli.

E non sono esattamente la stessa cosa: la gaffe è soltanto la caricatura della frase storica. Ma tra loro c’è una parentela stretta: sia il grande gaffeur di Palazzo Chigi (“Mussolini non ammazzava nessuno, i magistrati sono disturbati mentali”) che Giulio Cesare sul Rubicone (“il dado è tratto”) o Garibaldi a Teano (“obbedisco”) affidano il proprio messaggio politico e la propria immagine pubblica a un motivetto orecchiabile, a una massima da cioccolatino. Vogliono farsi apprezzare dai tifosi e mettere in allarme gli avversari. Gaffe e frase storica sono l’essenza stessa della demagogia: calcolo puro, raro il lapsus, rarissima l’improvvisazione.

Berlusconi, del resto, non è il solo grande gaffeur sulla piazza italiana. Oggi i politici, per ottenere udienza dai media, ricorrono sistematicamente alla gaffe. C’è un grande gaffeur dietro Lamberto Dini che accusa Israele d’essere “uno stato terrorista” e dietro Piero Fassino quando accusa Berlusconi d’essere “il burattinaio” segreto del caso Telekom-Serbia.

Naturalmente è significativo che i politici moderni, un pò per farsi capire e un pò per tenere banco nei notiziari televisivi, debbano ricorrere al rullo di tamburi della gaffe. Cioè non all’arte della madre dei Gracchi o di Riccardo III ma a quella di Mike Bongiorno. Meglio così: il moderno politico occidentale, grazie al cielo e alle disgrazie che la storia ci ha tirato addosso, non si fa troppe illusioni su se stesso, a differenza dei suoi predecessori, molto più pericolosi e megalomani di lui. Sa di non essere stato inviato dalla Provvidenza e che lo Spirito Assoluto può fare benissimo a meno di lui.

Ancora al tempo di Mussolini — prima che tutti gli uomini del destino andassero incontro al loro meritato destino — il potente occidentale aveva un’alta opinione di sé e del proprio ruolo storico. Per questo Mascellone si sforzava di parlare, poveretto, come le illustrazioni dei sussidiari scolastici: “Se avanzo seguitemi, li fermeremo sul bagnasciuga, se indietreggio uccidetemi”. Non erano ancora gaffe nel senso di Berlusconi e Fassino ma già non erano più frasi storiche.

Nel corso del XX secolo la frase storica è definitivamente passata al nemico: l’umorismo involontario, il balbettio, il discorso a pera. Nella gaffe, invece, sopravvive qualcosa dell’antica eloquenza e l’umorismo è quasi sempre volontario, come quando Mike Buongiorno, un maestro di modernità, strepita in diretta televisiva, con finta ingenuità: “La signora mi è caduta sull’uccello”. A questo modello insuperato e forse inimitabile s’ispirano Berlusconi e tutti gli altri.

 

www.disinformazione.it

 

 

 

 

 

 

Silvio Berlusconi e la diplomazia della barzelletta e dei sorrisi

Slanci e gaffe del premier «gran simpatico»

L'uscita di Mosca («Bush e Putin? Li ho messi d'accordo io») è solo l'ultima di mosse e esternazioni che lasciano perplessi i Grandi    

 

Berlusconi e Bush (Ansa)

 

La lieta disinvoltura del premier, insomma le sue gaffes, negli anni del suo secondo mandato hanno avuto risonanza internazionale. Fino alla trionfale esternazione di ieri: appoggiato ai microfoni, sfoggiando la sua più simpatica faccia tosta, spiegando che Bush e Putin li aveva fatti metter d’accordo, elencando baci e abbracci tutti dovuti a lui, eccetera. È stata una bella scena in fondo: il Berlusconi migliore, quello che Indro Montanelli definiva «l’unico bugiardo sincero che conosca». Quello con l’aria da imprenditore milanesone che ha fatto un buon affare o che se non l’ha fatto se ne vanta comunque, qualcosa di buono ne verrà. Quello che ai vertici internazionali a volte si comporta come un g.o. (gentil organisateur) da villaggio vacanze e vuol divertire tutti: complimenta le signore, racconta barzellette, anche se poi son fiorite leggende su signore indignate quando le barzellette sono state tradotte dagli interpreti; che vorrebbe cantare, poi, ma raramente trova compagni. Quello che quando uno o più guastafeste mostravano di non gradire l’atmosfera festosa, maltrattava senza pietà. Lui era il primo a restare male, però, di sicuro.

 

 

 

Francesco Bonazzi e Marco Damilano per “L'espresso”:

 

 

BOCCIATI

"Il dado è tratto: Rivoluzione Italiana confluisce nel Popolo delle libertà". Con queste parole, il 9 febbraio, il senatore Paolo Guzzanti ha annunciato ai seguaci del suo blog (Rivoluzione Italiana, 'www.paologuzzanti.it') il fidanzamento con il movimento dell'altra rosso-crinuta Michela Brambilla. Un aggancio che imbarazza la super-nuovista Brambilla, preoccupata dall'effetto muffa dell'ex presidente della Commissione Mitrokhin, simbolo di una stagione tutta bufale e complotti-spazzatura.

 

La spazzatura vera, invece, è quella che ha distrutto la credibilità di Antonio Bassolino e Alfonso Pecoraro Scanio. Le immagini della maxi-pattumiera napoletana hanno fatto il giro del mondo, ma nessuno dei due politici campani è stato sfiorato dall'idea delle dimissioni. Così, tanto il presidente della Regione quanto l'ex ministro dell'Ambiente sono pronti a regalarsi un nuovo giro in Parlamento.

 

 

Stessa scelta per un altro eletto che ha fatto parlare di sé in tutto il globo, il mastelliano Tommaso Barbato. Il filmato della sua tentata aggressione al compagno di partito Nuccio Cusumano, 'colpevolé di non revocare la fiducia a Prodi, spopola ancora su Internet e il suo presunto sputo è un giallo insoluto. Il fotogramma in cui senatori e questori tentano di placcare Barbato è diventato l'ultima pubblicità di Ryanair, sotto lo slogan 'Calma! Calma! C'è posto per tuttì. Barbato compreso. Un comodo seggio senatoriale aspetta anche il sindaco azzurro di Catania Umberto Scapagnini.

 

L'ex medico di Berlusconi è ansioso di abbandonare la città prima che venga certificato lo stato d'insolvenza del Comune. Mentre il più fido scudiero di Massimo D'Alema, Nicola Latorre, non vede motivi per abbandonare il Palazzo, nonostante le sue telefonate pro-Unipol abbiano sconcertato migliaia di elettori del centrosinistra durante la folle estate delle scalate bancarie.

 

GIURASSICI

José Luis Rodríguez Zapatero non aveva compiuto tre anni, Barack Obama era nato da appena 20 mesi quando Luigi Ciriaco De Mita entrò per la prima volta alla Camera. Salvo una breve interruzione tra il 1994 e il 1996, non ha più trovato l'uscita. Classe 1928, la stessa di Ernesto Che Guevara, da 45 anni trascina giornalisti e colleghi deputati sottobraccio per il Transatlantico, manco fosse la Selva Lacandona.

 

Ma guai a fargli notare l'età: "Ieri, per la prima volta, mi sono sentito vecchio", ha confessato al compimento degli ottant'anni. E ora è in corsa per la dodicesima ricandidatura, questa volta nel Pd. Il segretario campano Tino Iannuzzi ha già annunciato di voler chiedere la deroga per il suo maestro politico. Lo stesso vuole fare il segretario provinciale di Avellino: Giuseppe De Mita, il nipote. Sembra un'anomalia, ma non lo è. Spera di rientrare, ancora una volta, il senatore Francesco D'Onofrio, capogruppo dell'Udc.

 

 

 

Una ex giovane promessa: a lanciarlo fu proprio De Mita, un quarto di secolo fa. C'è il neo-Udc Angelo Sanza (ex demitiano, ex cossighiano, ex buttiglioniano, ex berlusconiano), deputato dal 1972, lo stesso anno che vide l'esordio in Parlamento di Giuseppe Pisanu. C'è il forzista Alfredo Biondi, eletto la prima volta nel 1968.

 

C'è il socialista Valdo Spini, simpaticamente parlamentare da quasi trent'anni, come il verde ex Lotta Continua Marco Boato (salvo un'interruzione negli anni Ottanta) che tenta il ripescaggio nella Cosa rossa. Lì, nell'area della sinistra radicale, si gioca il futuro di un'autentica istituzione come Armando Cossutta e di un veterano delle aule come Cesare Salvi. In fondo, il candidato premier Fausto Bertinotti, imbalsamato nella carica di leader dal 1994, è ormai anche lui un monumento vivente. A se stesso.

 

LAVATIVI

Giuliano Amato ha già annunciato che non si ricandiderà, a Montecitorio non avvertiranno la differenza: nell'ultima legislatura non l'hanno praticamente mai visto. In 20 mesi e su 4.693 votazioni ha pigiato il pulsante solo 21 volte, lo 0,45 per cento del totale. Certo, da ministro dell'Interno aveva altro da fare e si è fatto mettere in missione nel 97 per cento dei casi.

 

Ma che dire di altri illustri assenti? Senza giustificazioni, per esempio, risulta il presidente della commissione Attività produttive Daniele Capezzone: infaticabile quando c'è da dichiarare al tg, un forzato dei talk-show televisivi, e dove trova il tempo di partecipare al lavoro legislativo? E infatti si è affacciato in aula per 119 volte, il 2,54 per cento delle votazioni, risultando assente senza scusanti nel 67 per cento dei casi.

 

Peggio di lui hanno fatto solo i ministri Antonio Di Pietro, Pierluigi Bersani e Alfonso Pecoraro Scanio, che però figurano quasi sempre in missione. A differenza dell'ex segretario Ds Piero Fassino, assente nell'89 per cento dei casi, presente in dieci votazioni su cento, stessa misera performance del collega di Rifondazione Franco Giordano. Deve essere il duro tran tran del capopartito.

 

Tre big di Forza Italia, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto e Denis Verdini, non si sono quasi mai fatti vedere a Montecitorio. Bondi ha saltato l'87 per cento delle sedute, Cicchitto l'89. Il toscano Verdini, estenuato da 291 votazioni su 4.693 (il 6 per cento), ha trovato miracolosamente il tempo di mettere la firma su tre proposte di legge e su un'interrogazione: stipendio ben guadagnato. Ma è in ottima compagnia: il deputato Berlusconi Silvio ha mancato il 98,51 per cento delle votazioni. E nessuno lo rimprovererà per questo.

 

 

 

 

VOLTAGABBANA

"Si sentiva bene il discorso? Avevo la voce ben impostata?", ha chiesto appena finito di parlare. Si cambia schieramento per molte ragioni: per opportunismo, per convenienza, per calcolo. Il senatore-professore Domenico Fisichella l'ha fatto per ben due volte (da destra a sinistra e da sinistra a destra) per un ben più nobile motivo: la vanità.

 

Quando lasciò An per traslocare nella Margherita era inviperito per la mancata presidenza del Senato che, secondo lui, gli spettava come una laurea, honoris causa. Quando il 24 gennaio ha pugnalato il governo Prodi, provocando la fine della legislatura, ha tenuto a precisare, la voce ben impostata, ci mancherebbe, che lui non era "uno qualunque". Basta sfogliare la sua monumentale produzione bibliografica, 18 volumi, da 'Elogio della monarchià a 'Le ragioni del tortò, tradotti in inglese, francese, spagnolo, ungherese e rumeno.

 

Ora giura di voler tornare a studiare, ma è disponibile a candidarsi nel Pdl, "se il mio contributo è considerato utile". Lo stesso vale per Lamberto Dini: ma lui, più che utile, si ritiene indispensabile. Pronto a candidarsi con Berlusconi, dopo averlo mollato nel 1995 per fondare un partitino di transfughi dal berlusconismo, tra accuse di tradimento e insulti.

 

Lo stesso percorso di Clemente Mastella (in comune i due hanno anche una moglie in guai giudiziari): "Resterò nella posizione in cui mi troverò, lealmente, come sempre", garantisce l'ex guardasigilli. I suoi compagni di partito, conoscendone la lealtà, si sono affrettati a cercare posizioni in proprio.

 

Uno che una candidatura l'ha spuntata è l'ex ministro della Lega Giancarlo Pagliarini: nel '96 fu candidato premier di Umberto Bossi e predicava il secessionismo della Padania, oggi si ritrova con la destra tricolore di Francesco Storace, un bel salto tra gli arditi. Più modesto appare il valzer di Marco Follini, passato in 20 mesi dai pranzi di palazzo Grazioli alle merende nel loft del Pd: l'importante, per lui, è non imbattersi in Casini.

 

IN FUGA DALLA GIUSTIZIA

Eletto con l'Italia dei valori, passato all'opposizione con il movimento fai-da-te Italiani nel mondo e ora pronto all'ingresso nelle liste del Pdl, il senatore campano Sergio De Gregorio non è soltanto un politico che si muove veloce. È anche un uomo bisognoso di trovare un riparo sicuro da un'inchiesta della Procura antimafia di Napoli che lo vede indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra.

 

 

 

ede l'ora di sbarcare in Senato anche l'udiccino Salvatore Cuffaro, che da presidente della Regione Sicilia si è appena beccato una condanna in primo grado a cinque anni di reclusione. Anche in Calabria andrà in scena il film 'Governatori in fugà, con Agazio Loiero che preferirebbe attendere il suo processo per gli appalti della sanità da uno scranno di Montecitorio. Bisognoso d'immunità varie anche il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

 

Già salvato dalla prescrizione ai tempi di Tangentopoli, quando ammise di aver preso soldi per appalti truccati, ora è indagato a Catanzaro per truffa all'Unione europea e associazione a delinquere. Non mollerà facilmente Palazzo Madama neppure il forzista Luigi Grillo, rinviato a giudizio per aggiotaggio nella vicenda delle scalate Rcs e Bnl. Seggio blindato anche per l'ex governatore pugliese Raffaele Fitto, che sotto Natale è diventato imputato per corruzione e finanziamento illecito.

 

Un altro ex presidente eccellente, Francesco Storace, dovrà difendersi nel processo Laziogate dall'accusa di 'cospirazione informaticà ai danni della rivale Alessandra Mussolini. L'ex comandante della Finanza, Roberto Speciale, attenderà in Parlamento sotto le bandiere del Pdl l'inchiesta della magistratura per l'uso 'privatò di aerei ed elicotteri delle Fiamme gialle.

 

Al fianco di Speciale troverà riparo anche la first lady di Ceppaloni Sandra Lonardo Mastella, indagata per tentata concussione. Mentre sotto i colori della Sinistra arcobaleno troveranno usbergo anche i 'disobbedientì Francesco Caruso e Luca Casarini, per i quali la Procura di Genova ha appena chiesto sei anni al processo per il G8. Caruso ha già sulle spalle una condanna in primo grado a 40 mesi per la violenta 'spesa proletarià all'Ipercoop di Afragola.

 

 

 

DEFINITIVI

Neppure nella prossima legislatura si assottiglierà il plotone dei condannati in via definitiva. Anzi, sono previsti grandi ritorni. Il leader morale di questi forzati del Parlamento è l'azzurro Marcello Dell'Utri, che ha una condanna passata in giudicato a due anni per frode fiscale e false fatture, mentre ha impugnato in appello una sentenza a nove anni per mafia. Intoccabile anche un altro eroe della prima Fininvest come Massimo Berruti, otto mesi definitivi per favoreggiamento nel processo per le tangenti alla Guardia di finanza.

 

Riavranno il loro bravo posto in lista anche il democratico Enzo Carra (un anno e quattro mesi per false dichiarazioni al pm nel processo Enimont), l'azzurro Alfredo Vito (due anni patteggiati per corruzione), il berlusconiano Giorgio La Malfa (sei mesi per finanziamento illecito nella vicenda Enimont), il diessino Vincenzo Visco (abuso edilizio) l'azzurro Antonio Del Pennino (due mesi per Enimont, un anno e otto mesi per la metropolitana di Milano), l'eterno dc Paolo Cirino Pomicino (un anno e otto mesi per Enimont e e due mesi per i fondi neri Eni), i forzisti Gianpiero Cantoni (due anni per corruzione e bancarotta), Egidio Sterpa (sei mesi per Enimont) e Antonio Tomassini (tre anni per falso).

 

Continueranno a scontare con le noie parlamentari una gioventù troppo vivace il radicale Sergio D'Elia (25 anni per banda armata e concorso in omicidio) e i finiani Domenico Nania (condanna per lesioni volontarie) e Marcello De Angelis (cinque anni per banda armata). Mentre si preparano a tornare nel Palazzo, dopo essere stati fermi qualche giro, anche Umberto Bossi (otto mesi per Enimont), l'udiccino Vito Bonsignore (due anni per tentata corruzione) e il socialista Gianni De Michelis (due anni per corruzione e tangente Enimont). Tra sputatori ed ex picchiatori, non sfigureranno neppure loro.

 

 

Falsa copertina dopo l’uscita di L’ITALIA CHE HO IN MENTE di Silvio

 

 

 

 

DICEVANO DI LUI

 

«Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano. La mia vita di imprenditore si sta concludendo». «Non venderò mai le mie televisioni». «Oggi vi annuncio che ho deciso di vendere le mie aziende». «Vendere la Fininvest? Non ci penso nemmeno». «Della Fininvest terrò solo il 30%, una quota di minoranza. S'era pensato anche di vendere tutto ma si sono opposti i miei figli». E tutti lì, a fargli le pulci: e il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? Un assedio. Eppure, appena eletto, era stato chiaro: «Ho preso un impegno a dare una soluzione entro i primi cento giorni, cosa che faremo sicuramente. Immagino di poterlo fare addirittura prima delle ferie estive». Mica aveva specificato di che anno.

(Gianantonio Stella, Corriere 17/12/03)

 

 

 

 

1

 

 

ELILIO FEDE:

«Il presidente, scriva così perché io non lo chiamo mai Silvio, è l’unico che non ha chiamato in queste ore. Di tv non si occupa più»,

«Le dico che non ha telefonato. Non ci crede? L’ho chiamato io la notte scorsa, me l’hanno passato anche se era in riunione, gli ho detto solo: presidente, ti ringrazio come giornalista e come cittadino per quel che hai fatto per l’Europa».

 

«Non finirà così. Tutto nella vita è perfettibile, pure la legge Gasparri. La miglioreranno, e Ciampi firmerà. Ho per lui rispetto istituzionale e simpatia umana. Ricambiata. Lo conosco da più di vent’anni, lui era governatore della Banca d’Italia e io direttore del Tg1 . Ci diamo del tu. …Ciampi non è uno da lasciare a casa mille lavoratori».

 

Francesca Senette dice «polisinfonia». Al suo direttore dà del lei e un casto bacio sulla guancia, poi dichiara: «Rispetto le prerogative del capo dello Stato, però insomma mica lasceranno senza lavoro i tecnici e le segretarie. Ci considerano una "reterentola", ma abbiamo una nostra complessità, ci sono pure colleghi di sinistra».

«Il nostro pubblico è molto fedele, perché attratto dal codice prossemico del direttore».

 

Fede: «Li ho presi dalla strada. La Senette me la segnalò Berlusconi…

... Se non si trova una soluzione, non sono io che metto la tuta spaziale per andare sul satellite, sono loro che tornano per strada».

 

Avevo vent’anni, facevo Il circolo dei castori con la mia fidanzata Enza Sampò, che mi lasciò per Umberto Eco perché mi ero innamorato della regista, Dada, una donna meravigliosa. Pavese si suicidò per lei, non per la ballerina americana...».

 

……

 

“Ho ricevuto nell’ultimo anno 37 minacce di morte», frutto di un odio della sinistra talmente intenso, che «per capirlo basta sfogliare un giorno qualsiasi l’Unità , quotidiano che fa capo ai gruppi parlamentari dei Ds». (Bruno Vespa – Il Cavaliere e il Professore - )

 

Berlusconi rivela a Vespa di avere l’intenzione di rivedere il codice di procedura penale e di abolire «quella stortura inaccettabile per uno Stato di diritto che è il concorso esterno in associazione mafiosa», una fattispecie giuridica «che non è neppure prevista dal diritto positivo».
Nel libro il premier insiste nei giudizi assai critici verso una parte della magistratura. «La sinistra - osserva - tramite Magistratura democratica ha infiltrato i suoi uomini in tutta la magistratura, anche in quella giudicante. Il virus politico ha fatto sì che la legge, che dovrebbe essere uguale per tutti, per qualcuno lo fosse di più».

 

12/11/03

MASSACRO DI CARABINIERI IN IRAQ

La risposta di Oliviero Diliberto in Parlamento è stata durissima: il segretario dei Comunisti italiani ha definito la politica del Governo "preoccupante" e lo ha accusato di aver mandato i soldati italiani allo sbaraglio senza la necessaria copertura politico-diplomatica. "La politica estera di questo governo è quella delle cene nelle ville della Costa Smeralda, delle pacche sulle spalle e delle canzoni di Apicella. Tutto è sfuggito al controllo, in una politica estera fondata sulla guerra e sulla cancellazione del diritto internazionale". "Signori del Governo - ha concluso Diliberto -voi dovreste soltanto vergognarvi".

 

5 NOVEMBRE 2003-

L’affondo di Putin

«L’impressione è che la Cecenia sia utilizzata come mezzo di influenza per fini diversi. Alle elezioni locali c’erano solo osservatori della Lega Araba e dell’organizzazione della Conferenza islamica. Se si vuol essere più islamici degli islamici, non è l’approccio giusto»

 

6 NOVEMBRE

La difesa  di Berlusconi

«La verità è che ci sono delle realtà che, in Italia come all’estero, vengono spesso distorte dalla stampa. Per quanto riguarda la Cecenia, il caso Yukos, è la stessa cosa. So di certo, perché mi sono informato con fonti italiane che conoscono bene la realtà russa, che le due questioni sono distorte dai giornali»

 

6 NOVEMBRE

La critica di Prodi

«Mi auguro che Berlusconi sia informato sulla situazione russa meglio di quanto lo è sulla situazione della stampa in Italia»

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Nel parco, i piloti dell'elicottero presidenziale giocano a pallone. Daini. Cavalli. Due molossi divoratori di caprette, discendenti da avi africani addestrati alla lotta contro il leone, che un giorno, racconta Bondi camminando a mani giunte, si pararono di fronte a Dell'Utri e a Berlusconi, «che li ammansì con un grido».

(Sandro Bondi, coordinatore di F.I. al Corriere 25/10/03 )

 

 

 

Lettera (VERA!! ) di Paolo Bonaiuti (Portavoce del Presidente del Consiglio) al Financial Times

Signore, leggo sempre con grande piacere l'articolo della rubrica Observer e mi fa piacere che citi con tanta frequenza Silvio Berlusconi. Ammetterà che è per voi un grande vantaggio che il primo ministro italiano (e attuale presidente dell'Unione Europea) sia così popolare e che, viste le sue origini da non-politico, abbia mantenuto il suo senso dell'umorismo e la capacità di ridere di sé. Volevo solo farvi sapere che il "cuscino bianco", menzionato nell'articolo del 20 ottobre scorso, fu collocato durante la conferenza stampa non per farlo sembrare più alto, ma per attenuare le,ripercussioni di un incidente capitato il giorno prima (così come riportato dal Financial Times).


TESTO ORIGINALE
LETTERS TO THE EDITOR: Italy's leader out to cushion a
blow
By Paolo Bonaiuti
Financial Times; Oct 24, 2003
From Mr Paolo Bonaiuti.

Sir, I have always read the Observer column with pleasure and I am pleased that it cites Silvio Berlusconi so often. You will admit that it is a great advantage for the column that the Italian prime minister (and currently president in office of the European Council) is so popular and, given his non-political origins, has preserved his sense of humour and ability to laugh at himself. I would only like to note that the "white cushion" mentioned in the column of October 20 ("Berlusconi reaches new heights") was put there during the press conference not to make him seem taller but rather to attenuate the repercussions of an accident that occurred the previous day
(as reported by the Financial Times itself).

 

 

 

Bancoberluska

BERLUSCONI PAROLAIO
Massimo Gramellini per La Stampa

Non sarà Mogol, ma neanche Apicella è Battisti. Non sarà De André, però cerchiamo per una volta di non essere noi i soliti comunisti: forse che De André ha mai fatto il presidente del Consiglio o vinto la Coppa dei Campioni e la Scempionlig? Il Berlusconi paroliere, col disco in uscita a inizio ottobre e il testo dell'ultima canzone rivelato ieri in prima pagina da «Libero», si colloca fra l'Amedeo Minghi di «Trottolino amoroso dududù dadadà» e i Ricchi e Poveri di «Sarà perché ti amo». 20.000 copie vendute

Più Ricchi e Poveri, va detto, per l'originalità della forma espressiva che emerge fin dal titolo, «Col cuore in gola», e prosegue in versi apprezzabili a un concorso di terza elementare, come «senza di te io non so più vivere».
Raggiungendo poi vette himalaiane in «se tu come una volta sei sincera – se ancora mi aspetti quando è sera». Passando la cera mentre mangi una pera? No, ma solo perché si rischiava un conflitto col presidente del Senato.

La canzone racconta le pene di un innamorato. Teme che la sua donna lo ami a parole, ma mediti di abbandonarlo. Si sprecheranno le dietrologie: la donna sfuggente è Bossi o Casini? (io mi giocherei Pierferdi). Più illuminante il finale, romantico in apparenza, minaccio-so nella realtà: «Però io non ti lascerò partire - anche se dovrò lottare - fino alla fine t'amerò». Non s'illudano amici, alleati, dipendenti e italiani tutti. Questo non molla la presa. Fino alla fine ci amerà. Agli altri non resta che starlo ad ascoltare. Col cuore in gola.




 - GIORNALE COGNATO, FOGLIO CORNUTO
Lettera di Filippo Facci a Il Foglio

Al direttore - Sul Foglio ogni tanto compaiono dei divertimenti che sono simpatici per tre minuti e noiosi per i successivi trent'anni. Ci sono eccezioni, ma sono tali. Per quanto riguarda la cosa sul Giornale cognato, come dire: abbiamo letto, abbiamo capito, va bene. Ora però la prego, ci restituisca il talento di Mattia Feltri e lo sottragga alle stronzate del parentado. Oppure, qualora volesse proseguire per altri sessant'anni (tipica reazione da Elefantino) faccia subentrare qualcun altro. Il gioco e il divertimento piacciono ai ragazzini come agli adulti, purché non li s'imponga loro.

Risposta di Giuliano Ferrara

Quando si sia stanchi di una rubrica pubblicata da un quotidiano, le opzioni sono tre: a) si smette di leggerla; b) si smette di comprare il giornale; c) se ne assume la direzione responsabile e si decide per il meglio. Che cosa preferisce?
Dagospia.com 4 Settembre 2003

 

 

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"ECONOMIST" DOMANDA, "DIARIO" RISPONDE - LA MARCHESINA CASATI STAMPA NON FU TRUFFATA MA PAGATA IN NERO.


A inizio agosto, il settimanale "The Economist" poneva a Silvio Berlusconi 28 dettagliate domande. Il presidente del Consiglio non ha risposto. Lo fa il settimanale "Diario", diretto da Enrico Deaglio, in edicola. Ecco una risposta. A cura di Gianni Barbacetto. («ANSA», 5 ottobre 2002)



“Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina.”

 

 

 

 



CASINO CASATI STAMPA

Enrico Porrà, un invalido di 75 anni colpito da ictus, risulta essere il
titolare di sei o sette società, tra cui la Palina srl, una società fondata
il 19 ottobre 1979 da lui e da Adriana Maranelli, una colf emiliana: altri prestanome, come il meccanico Maltempo, come la casalinga Crocitto... Porrà, quando c'è da firmare qualche documento, va dal notaio su una carrozzella spinta dai Suoi consulenti. Maranelli invece, nel 2000 ha dichiarato: "Fu la signora Itala Pala, presso cui ero a servizio, a chiedermi di firmare quelle carte nello studio del suo amico, il ragionier Marzorati, un consulente di Berlusconi. Mi dissero che non c'era niente di illecito e mi pagarono per farlo".

Presso l'abitazione della signora Pala erano domiciliate molte società, tra cui, appunto, la Ponte e la Palina (in onore alla padrona di casa?). Proprio la Palina il 19 dicembre 1979 è al centro di una delle operazioni più misteriose e ricche della storia berlusconiana. Quel giorno infatti Palina versa 27,68 miliardi di lire (oggi sarebbero circa 120 miliardi) alla Saf, che li trasferisce alle Holding 1-5 e 18-23, che li passano alla Finivest, che li paracaduta alla Milano 3 srl, che li restituisce alla Palina.

Un giro completo, e apparentemente vizioso. Con quale scopo? Anche in questo caso, è un circolo contabile chiuso. Rispetto ad altre operazioni circolari (quella del 7 dicembre 1978, quella della Ponte...), l'operazione Palina ha però una particolarità: abbiamo a disposizione qualche informazione in più.
Sappiamo che i 27,68 miliardi dati alla Palina dalla Milano 3 risultano
essere il pagamento di 2 mila azioni della Cantieri Riuniti Milanesi,
amministrata da Marcello Dell'Utri. Una bella cifra, se si pensa che quelle stesse azioni erano state pagate dalla Palina, poche settimane prima, soltanto 4,26 miliardi: in pochi giorni, una gigantesca plusvalenza fatta in casa.

Le azioni erano state acquisite in parte (400 mila azioni) dall'Unione
Fiduciaria, in parte (800 mila azioni) da una fiduciaria di nome Siraf, in parte (altre 800 mila azioni) da Anna Maria Casati Stampa, la marchesina chemLe aveva venduto, grazie ai buoni uffici di Cesare Previti, la villa SanmMartino di Arcore e grandi terreni a Cusago. Proprio per quei terreni, la marchesina era stata pagata con le azioni della Cantieri Riuniti e, quando aveva chiesto di essere liquidata, nel novembre 1979, Palina le aveva pagato 1,7 miliardi di lire e poi aveva girato quelle azioni, insieme alle altre acquisite dalla Siraf e (per 860 milioni) dall'Unione Fiduciaria, alla Milano 3, realizzando una prodigiosa moltiplicazione del loro valore, almeno sulla carta.

Non ci sono sicurezze su chi ci sia dietro la Siraf, né dietro l'Unione
Fiduciaria, società delle Banche Popolari. Si sa soltanto che i fissati
bollati siglati da Giorgio Bergamasco, il tutore della marchesina Casati
Stampa, fanno riferimento a passaggi d'azioni per 2,56 miliardi: la somma di quanto pagato ufficialmente alla marchesina più quanto dato all'Unione Fiduciaria. Ciò apre un'ipotesi: se anche le azioni vendute dall'Unione Fiduciaria fossero della marchesina, il pagamento reale dei terreni di Cusago sarebbe un pò meno giugulatorio di quello che appare, perché ci sarebbe un'aggiunta di "nero". L'alternativa è che Anna Maria Casati Stampa, nelle mani del tutore ufficiale Giorgio Bergamasco e del tutore di fatto Cesare Previti, sia stata truffata. Come accadrà con la Sua Villa di Arcore, pagata soltanto 500 milioni: a meno che anche qui non ci fosse una consistente parte in nero.

Signor presidente del Consiglio, c'è qualcosa che vorrebbe smentire,
correggere, specificare, aggiungere?

raynair

 

Il signore che rubò una televisione, anzi due.
Tratto dal sito di Dario Fo

Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che
trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi. Era una furbata che permetteva di violare la legge, visto che allora era vietato a soggetti privati di possedere televisioni nazionali.
Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto legge
apposta
E fin qui, lo sapevamo già.
Così Berlusconi ha finalmente tre televisioni nazionali vere.
Ma molti storcono il naso perché, essendo possibili solo 11 reti nazionali, é un pò anomalo che un solo imprenditore se ne prenda tre. Non siamo nel Far West che il primo che arriva si prende tutto.
Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali, concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al legislatore per una soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996.
Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della Corte
Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.
Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non potesse detenere piu' di due reti, e che, finché non ci fosse stato un "congruo sviluppo" via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto
continuare a trasmettere via etere, quest'ultima decisione in palese
contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per un termine definitivo entro l'agosto 1996.
D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di risolvere la
questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti nazionali. La commissione nominata dal Ministero é presieduta da un avvocato di Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa detenere legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, le sue tre reti e relative frequenze. Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per partecipare si richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno riuscirà a scombinare i giochi.
Invece, colpo di scena.
Arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti e dice: "Buon giorno sono Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei due reti nazionali, grazie."
Panico! E chi é questo? é pazzo?
No, non é pazzo, é il loro peggior incubo.
Iniziano a mettergli i bastoni tra le ruote: "Le manca il certificato 3457!"
"No é qui!"
"Il modulo 13 bis compilato in 8 lingue?"
"Ne ho due, bastano?"
Ma poi trovano la furbata: "Il bando di gara richiede di avere 12 miliardi di capitale versato per rete, lei ne ha solo 12, può chiedere una sola tv."
"Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "12 miliardi sono per concorrere, non per ognuna delle due frequenze".
Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato e vince.
Insomma alla fine gli devono dare una concessione per una rete nazionale e presto anche una seconda perché ne ha diritto e a Berlusconi ne tolgono una. Non che la debba chiudere, deve traslocarla sul satellite, che ormai é ricevuto da 18 milioni di italiani.
Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente.
Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad abbattere i muri con la cerbottana perché avvia una serie di procedimenti giudiziari spaventosa.
Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, Commissione Europea.
E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le perizie.
E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che:
- Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovrà emigrare sul satellite
- le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate a Di Stefano! L'avete sentito dire al telegiornale?
Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa storia e ci ha
risposto con un lieve sorriso: "Nonostante siano trascorsi ben nove anni dalla decisione della Corte Costituzionale, Mediaset continua a detenere e utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai).
Il fatto che un soggetto, a cui é stata data una concessione (in
concessione si dà un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non riceva poi materialmente il bene é un avvenimento che non ha precedenti al mondo.
Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni, una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'é stato un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito del capitale sociale.
Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto esistente il requisito del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda concessione, anche se il Ministro Gasparri prende tempo.
Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni, si é dotata di una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di registrazione per le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di programmi e di tutto ciò che é necessario per una rete televisiva nazionale con 700 dipendenti.
Questa preparazione é stata necessaria poiché' la legge stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni.
Attualmente Centro Europa 7 é una società praticamente ferma, non ha alcun introito, poiché' non é stata messa in condizione di operare, ma ha avuto, e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione della struttura, l'adeguamento della library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi dei dipendenti..."
Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo per salvare Rete 4.
Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1, realizza in pratica un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di titolo" che occupano frequenze in virtu' di provvedimenti temporanei, discriminando così le imprese come Europa 7 che hanno legittima concessione, il tutto sempre al fine di salvaguardare Retequattro.
Infatti, quest'ultima potrà continuare a trasmettere, in barba alla
sentenza del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e della legge 249/97, pur non avendo ormai da quasi quattro anni la concessione, mentre Europa 7 non potrà mai trasmettere, dimenticando che nel luglio 1999 c'é stata una regolare gara dello Stato per assegnare le concessioni, gara persa da Retequattro e vinta da Europa 7.
Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto.
In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) può continuare
tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde
definitivamente tale diritto.
Non vi sembra straordinario?
Travolti da un miracoloso afflato civico i deputati del Polo bocciano alla Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove vuol tagliare la gola a Europa 7.
é chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono anche per
ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso...
Ora bisogna vedere cosa fa il Senato, e poi la legge deve tornare alla
Camera.
E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere.
Saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di diritto.
Un conto é fare una legge per non finire in galera, un conto é fare una legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro.
Si comincia così e poi si pretende il Jus Primae Noctis.
Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo momento si sta giocando una partita incredibile.
Se questa legge passa, quel che é tuo é suo.
Vedi tu se riesci a far girare questa mail
Che secondo me, anche solo se si sa in internet un pò li rende nervosi.
Che poi casomai gli viene di fare un altro passo falso.
Che internet non conta niente in borsa ma siamo comunque una decina di milioni.

impegno_concreto

 

 

BANANAS
Brevi amori a Villa La Certosa
di marco travaglio

é stato finalmente liberato e restituito all'affetto dei suoi cari Renato
Farina, l'inviato di Libero sequestrato da Silvio Berlusconi allo stadio di San Siro e tenuto vilmente in ostaggio per ben sei giorni in Sardegna, fra i cactus e i menhir di Villa La Certosa, con trattamenti disumani vietati dalla convenzione di Ginevra. Per la vittima si preannuncia però un lungo periodo di riabilitazione, a causa di una nuova forma di sindrome di Stoccolma che l'ha fatto perdutamente innamorare del rapitore: gli specialisti la chiamano Lingua della Costa Smeralda, a causa di un antipatico effetto collaterale: l'ipersalivazione. Le corrispondenze dalla reggia del Cavaliere, firmate da questo nuovo esemplare del giornalismo "embedded", vagamente ispirate a Mario Appelius e pubblicate da Libero il 19 e il 24 agosto, parlano da sole.
Tre cuori, una capanna. "Gli chiedo se posso passare da lui per un saluto. "Buona idea, organizzo". Ha organizzato. "Venga allo stadio per Milan-Juve.
Poi viene con me in Sardegna". Ho la poltroncina dietro la sua. Faccio
coppia con Fedele Confalonieri. Ci saremo soltanto il presidente di
Fininvest ed io, ospiti a Villa Certosa". Ecco: serviva giusto un cameriere.
La salita al calvario. "Si salta la cena? Si parte con l'aereo di Stato dopo mezzanotte? Si addormenta placido, con un dolore al costato. Gli offro un antidolorifico. "No, grazie, i dolori preferisco sopportarli. So che morirò lavorando. Un ictus, un infarto?". Confalonieri annuisce. Lo contraddico:
ideale è un mese di preparazione alla morte". Serviva pure un infermiere e un portafortuna.
Asterix e Obelix. "Si sale su uno Shuttle con il motore elettrico. é lui al volante. Mostra il parco: sono 700 metri quadri. "Questo territorio l'ho sottratto agli incendi estirpando i rovi? Questa sarà l'agorà". Ora è brullo, ma già una decina di grandi pietre puntate verso il cielo creano un anfiteatro di misticismo ancestrale. "Sono menhir, alti 8 metri, li ho acquistati da vari proprietari e li ho disposti qui"". Tanto poi arriva il condono edilizio.
Cinegiornale Luce. "Racconta (Lui, ndr) come preveda una sorta di teatro, con tre piazze che si sovrappongono e si distendono dinanzi a questi ulivi?
C'è qualcosa di pionieristico in tutto questo. L'uomo che doma la
selvatichezza della natura, magari anche un pò troppo, ma Berlusconi è così. Gli chiedo se ci sono paragoni con qualche parco. Non ce ne sono -dice". Torna finalmente a splendere il sole sui colli fatali di Roma.
Il Presidente del Cactus. "Una visione confonde persino Confalonieri. "é il museo delle piante grasse e dei cactus". C'è una piscina intorno, Berlusconi premendo un bottone illumina soffusamente una foresta incredibile di gonfi rigogli vegetali tra rossastre pietre laviche e bouganvillee addormentate.
Sono duemila esemplari di cinquecento specie. "Accarezzi quella pianta sudafricana". Il dito va giù come su una levigatissima pelle eburnea, un burro perlaceo". Sono momenti delicati: fu così che l'ingenuo Farina, fra il lusco e il brusco, scoprì il sesso.
Il Presidente Creatore. "Perché ha deciso di impegnarsi in questo immenso cantiere? Non può farne a meno. "Volevo dimostrare a me stesso che non sono del tutto rincoglionito dal governo. Quando non ho intralci, realizzo, umanizzo la realtà al meglio, valorizzo le energie italiane". La parola d'ordine è una sola, perentoria e imperativa per tutti: realizzare, umanizzare, valorizzare.
Il Presidente Usignolo. "La vista è impareggiabile e stavolta il cavaliere, vestito di bianco sembra un beduino appena sceso da cavallo. Si abbandona al canto che intona il suo amico Mariano Apicella. Berlusca mette giù i testi ("in due minuti"), l'altro li palpa, li vellica, li musica". Ecco: anche palpare, vellicare, musicare.
Silvio Manidiforbice. "Il presidente operaio lavora. Persino la passeggiata la fa con le cesoie in mano. Il telefono nella sinistra, e la forbiciona nella destra. Un passo pota qua, il successivo telefona là. Controlla il ghiaietto, le pale del ventilatore sotto un gazebo azionate da un telecomando, le cinque piscine per la talassoterapia. Visto sia siamo gente colta, cito Rimbaud: che ci faccio qui?>. Citando Montanelli, invece, si potrebbe dire: gente colta, ma mai sul fatto.
Il Presidente Pallonaro. ""Mi tocca sistemare anche il calcio", mi dice. "Ho telefonato a Ignazio La Russa. é svelto. Ha capito tutto. Telefonerà al presidente del Catania Gaucci. In serie B rimarrà il Catania. Sarà un campionato a 21 squadre. E anche Genoa e Venezia non dovranno lamentarsi"".
Parole profetiche. Alla fine la serie B sarà a 24 squadre e si sono
lamentati tutti. Ma l'importante è che La Russa abbia telefonato a Gaucci.
é svelto. Ha capito tutto.
Il Presidente Fecondatore. "Qualcuno si è arrampicato sugli scogli dinanzi alla tenuta. Compare lui in maglietta blu e calzoncini bianchi sul davanzale a picco sul golfo di Marinella. Le signore si coprono il seno. Lui saluta con la mano". Fanno bene, le signore, a coprirsi. L'ultima che non lo fece, appena Lui la salutò con la mano dal davanzale a picco, rimase incinta.


Brevi amori a Villa La Certosa/2
di marco travaglio


Proseguiamo nella pubblicazione del drammatico diario scritto con mezzi di fortuna dal giornalista "embedded" di Libero, Renato Farina, durante i lunghi giorni della sua prigionia a villa La Certosa, la sobria residenza estiva di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda. Per la crudezza delle scene descritte, se ne sconsiglia la lettura se non a un pubblico adulto.
Made in Italy. "La vita, a Villa La Certosa, comincia presto. é martedì.
Berlusconi guarda gli zampilli che irrorano un prato che sembra di essere in Canada a maggio, e il paragone gli fa venire voglia di camminare per i suoi sentieri insieme frondosi e caraibici che percorrono questo parco di 70 ettari sospeso sul mare". Le discese ardite e le risalite, sul nel cielo aperto, e poi giù il deserto. I prati come li fa Lui non li fa nessuno, salvo in Canada. I sentieri come li fa Lui non li fa nessuno, salvo ai Caraibi. Se non fosse per la saliva del giornalista al seguito, parrebbe quasi di stare all'estero.
Una lacrima sul viso. "Berlusconi si commuove per l'amico che ha perso il figlio. Guarda le sperdutezze del mare. "Che cosa devi dire? Le parole non servono. L'uomo è 'pulvis et umbrà. Chi è che lo ha scritto, Fedele?". Sai, Fedele, non leggo un libro da vent'anni.
Il Presidente Teologo. "A questo punto inizia una vigorosa discussione
sull'aldilà, sull'esistenza o meno dell'inferno. Ve la risparmio. E su che
cosa sia il peccato. Berlusconi dice: "Ho studiato dai salesiani, ero il
loro oratore. Ora le mostro dove farò una chiesa, dove la domenica dir messa". Non una discussione qualunque: una discussione vigorosa.
Nuovi posti di lavoro. "Si va all'agorà dei menhir, le pietre modellate da uomini primitivi. Ferve il lavoro. In tutto il parco ci lavorano in 50 tra tecnici e muratori. Le guardie del corpo hanno una divisa coloniale, e mentre noi evitiamo con abilità gli zampilli rotanti per l'innaffiatura, loro per lavoro non possono, e si fanno docce ogni due minuti". Lui li vuole tutti così: pirla.
I forum del guru. . Magari smettendola di trattare affari con i mafiosi.
Faccia da perno. "A Genova, l'ultima sera del G8, ho visto i grandi capi delle nazioni fare davvero amicizia? Però io posi una premessa: il bene più prezioso è la libertà? Bush fu molto colpito, accettò questo ragionamento.
Dopo l'11 settembre questo è stato il suo perno ideologico". Bush che impara la dottrina della democrazia da lei, non è un pò troppo? "é andata così"".
Ora si capiscono molte cose.
La volpe di Baghdad. "Saddam ha dimostrato di essere debole, con un esercito scarso. Le armi di distruzione di massa non si trovano, le hanno trasferite all'estero". Astuto, questo rais: accumula armi di distruzione di massa per vent'anni e poi, quando finalmente lo attaccano, che fa? Non le usa, le nasconde all'estero e si lascia spodestare senza sparare un colpo. Geniale.
Il Presidente Mosè. "I dittatori se ne devono andare. Altrimenti si può
minacciare l'uso della forza. Quando ho visto di recente Bush mi ha
abbracciato e mi ha detto di aver discusso con teologi protestanti delle tesi che avevo esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia". L'hanno assicurato i teologi protestanti a Bush. Che poi ha abbracciato Berlusconi. Quindi dev'essere vero.
Un Uomo, un calzino. "L'uomo pensa a tutto. Ghe pensi mi. Proprio così. Berlusconi guarda i miei piedi e dice: "Mi aspetti. Le do un paio delle mie calze, le sue non vanno bene". E dire che erano di lusso, marca Gallo.
"Provi queste". Eccomi dunque a passeggiare con le calze di Berlusconi. Le conversazioni, giuro, vengono meglio". Soprattutto per chi parla coi piedi.
Comunque, da quel giorno, non le ha più lavate.
Un Uomo, un toupè. "A un certo punto Berlusconi nota che ho pochi capelli, ma sparati in su: "Faccia come me, li tenga giù. Vendono un prodotto della?". Non dico la marca, non vorrei che la boicottassero". Noi siamo in grado di rivelare almeno il prodotto: è il pennarello con cui Carlo Rossella, nel dopo-lavoro, arrotonda lo stipendio dipingendo i capelli al principale.
Un Uomo, una scarpa. "Sulle scarpe invece c'è scritto 'Silviò. Ma si
capisce lo stesso che è lui: sta sempre davanti, come nella famosa foto delle Bermude". Si capisce lo stesso.
La giovane marmotta. "Tremonti, che si aggiungerà a Confalonieri e al
sottoscritto il giorno dopo, è arrivato con i calzoni a mezza gamba da
esploratore tropicale. Veniva giù dalle Alpi e qui per lui è un pò Africa".
E Farina subito lì pronto con le valigie: "Sì, buana".
Gambe di velluto. "Berlusconi con la maglietta blu e i calzoncini bianchi è del 1936. Ha le gambe che sembrano la réclame del borotalco dei bambini, non oso chiedergli se si depila". A questo punto, per pudore e discrezione, non resta che il silenzio. Spegniamo le luci e lasciamoli soli.

 



Un tempo accadeva con Andreotti: appena apriva bocca e proferiva un monosillabo accompagnato dal sorrisetto d'ordinanza, tutti i giornalisti al seguito scoppiavano a ridere, anche quando (quasi sempre) la battuta non faceva ridere. Questa gara di servilismo è durata cinquant'anni. Ora che si sperava fosse finita, ricomincia con Berlusconi. Ieri il Corriere ha dedicato gran parte di un lungo articolo a una sua frase che non fa ridere:
«Vedo che qui c'è ancora qualcuno con i capelli ». Chissà le risate.
Eppure - avverte il Corriere - «la battuta evidentemente autoironica con cui il premier ha accolto la delegazione dell'Udc, dove peraltro l'unica testa calva era quella del segretario Follini, aveva un bersaglio preciso: cioè la capigliatura fluente di Sergio D'Antoni». Perbacco, che sense of humour. Da scompisciarsi.

Berlusconi. Prima il premier ha scherzato con i giornalisti al seguito:
«Attenti, sono il Duce...» (risate a crepapelle). Poi ha aggiunto: «Bondi sarà nominato coordinatore di Forza Italia. Le nomine le decido io». Se qualcuno trova un altro partito, escluso il Partito nazionale fascista, che in dieci anni è riuscito a tenere un solo congresso e in cui gli organismi dirigenti li decide uno solo, ce lo faccia sapere.

(Marco Travaglio   L'Unità )

 

 



Dalla famosa intervista a "The Spectator", una frase di Silvio
Berlusconi: "Vi dico la verità, se vivessi in un paese dove non ci fossero le elezioni, diventerei un rivoluzionario, se non un terrorista..."

«Sono un musicista, non un politico - ha detto al termine del suo breve intervento - ma di recente ho letto questo testo dello scrittore tedesco Peter Schneider: "Ci chiediamo se sia compatibile con i valori costitutivi dell’Europa il fatto che, proprio nella sua parte più bella e antica, una persona controlli l’80% dei media e sia per inciso anche presidente del Consiglio". Trovo che queste cose siano importanti e vadano conosciute nel mondo».

«Ho parlato di un dato di fatto innegabile che ciascuno può interpretare come vuole. Ci sono cose giuste, che non sono né di destra né di sinistra, e che vanno dette perché sono fatti importanti, non solo per l’Italia, ma per il mondo».
Ha poi aggiunto che «nel nostro governo abbiamo ministri che non conoscono la ricchezza delle culture fuori e dentro l’Italia; ci sono poi persone che magnificano la guerra umanitaria, che è un controsenso; capita inoltre che da un Paese come gli Stati Uniti, con valori altissimi come la ricerca scientifica, ci siano persone che importano pubblicità e soap opera in Italia propinandole a tutti grazie al possesso delle reti tv. Dalle quali però scompare gradualmente la cultura e la musica, sommerse da spot pubblicitari e altro».

(Claudio Abbado, Tokio 22/10 )

 

«La mafia oggi non ha paura e non per responsabilità delle forze dell’ordine, ma per responsabilità del presidente del Consiglio». (Luciano Violante 14/10/03)

 

C’era un’organizzazione che fungeva da banca e che serviva tutti coloro che frequentavano il palazzo di giustizia di Roma (Ansa 24 maggio 2003)

 

Ad un certo punto la Fininvest ha continuato a pagare le parcelle allo studio Previti. Quei 500 milioni sono stati uno dei tanti pagmenti…NOI abbiamo versato ad una banca

(All Iberian? Mai conosciuta… 7’12’2000 )

 

I retori del berlusconismo sono impegnati a sostenere presunti privilegi di un governo senza opposizione ( Mario Pirani Repubblica 26-5-2003)

 

L’emergenza terrorismo non ci coglierà impreparati: abbiamo due anni di governo Berlusconi. Siamo ben allenati. (Ellekappa)

 

Comizio virtuale di Berlusconi. Si rivolgeva al popolo dei pannoloni e dentiere gratuite, ma nei controcampi faceva vedere un pubblico di giovani yuppies applaudenti. Che sia arrivato il fratello piccolo del Grande Fratello? (Vincent)

 

Sciopero dei penalisti se il Presidente del Consiglio non fornirà risposte adeguate. Un pò come quel tale che si tagliò il pisello per far dispetto alla moglie. (Vincent)

 

Portate pazienza. Il governo Berlusconi sarà ricordato dai posteri come l’inserto satirico de La Repubblica ( Italiana).  Vincent

 

é ora che ognuno si assuma le sue responsabilità. Che avete capito? Le Sue, di Berlusconi.

(Vincent)

 

Riflettere prima di esprimere il proprio pensiero politico ha rovinato il carattere di molti nostri leader, ne seppero qualcosa Berlinguer, La Malfa, e persino il povero Andreotti.

Fa impressione vedere com’è sempre gioviale Berlusconi, trova persino il tempo per raccontare barzellette! D’altronde dire scemenze mentre tutti gli altri fanno attenzione a quello che dicono è una bella manifestazione di libertà e indipendenza di pensiero.

 

Dicono che abbia collusioni con la Mafia. Assolutamente falso. Semmai è vero il contrario!!

 

Ha dichiarato che ora che arrivano le prossime elezioni avrà fatto tante di quelle grandi opere da poter abolire la sua campagna elettorale. Speriamo solo la sua.

 

Non è detto che la maggioranza degli italiani abbia sempre torto.

 

Silvio, what the fuck have you done

Pat Cox, Presidente del Parlamento Europeo 2/7/03

 

Quei tre disegni di legge sono stati la risposta, con gli strumenti della democrazia, un voto parlamentare, a chi invece profitta del suo ruolo di funzionario di giustizia per attaccare con la giustizia dei nemici politici. Comunque è stato fatto soltanto in tre casi.

 

Probabilmente gli amici e colleghi socialdemocratici dovrebbero ampliare le loro frequentazioni aldi là dei colleghi italiani che trovano qui in parlamento e dovrebbero ampliare le loro letture al di là dei giornali di estrema sinistra che evidentemente hanno formato i loro convincimenti.

 

Forse i signori verdi non sanno che l'hobbyprincipale del presidente Berlusconi è quello dei fiori, del verde, dei giardini, dei parchi..

 

Forse non avete la conoscenza del fatto che in Italia i giornali ma soprattutto le televisioni che ancora appartengono al mio gruppo e alla mia famiglia sono tra i nostri più decisi critici.

( risa te da vasti settori del Parlamento)

Evidentemente vi manca il sole d'Italia e non avete mai acceso la televisione italiana. Dovreste sapere che ogni giornalista ha come massima sua preoccupazione quella di apparire indipendente nei confroti dei suoi colleghi e questa indipendenza lo porta ad essere ogni giorno critico nei confronti di colui che considera il padrone.

 

( gli eurodeputati socialisti battono con le mani sui banchi)

 

Se questa è la forma di democrazia che volete usare per chiudere le parole del presidente del consiglio europeo vi posso dire che potreste venire come turisti in Italia ma che qui sembrate turisti della democrazia. Sono stato capo dell'opposizione per sei qanni enon mi fanno paura questi interventi, ho l'abitudine ad essere contraddetto

 

Se non siete in grado di capire l'ironia mi dispiace ma non ritiro, non ritiro quello che ho detto

 

Ai nostri avversari vorrei dire con un sorriso che non devono fare una tragedia di questa nostra presidenza, sei mesi passano molto in fretta. Stamattina abbiamo cominciato a divertirci.

 

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Da Il Foglio


Felice Cav. Una spanna sopra il Bagaglino, molto al di là di Zelig, da tenutario del marchio ben oltre l’Ottavo nano. Ora un libro (“Berlusconate”, di Alessandro Corbi e Pietro Criscuoli, edizioni Nutrimenti) rende onore al Cav. show man, perché “di tutto lo si può accusare, meno di essere un gufo impagliato”. é una dettagliatissima raccolta di battute, gaffe, barzellette e, diciamo così, aforismi del capo del governo. Ovviamente, siccome la selezione è crudele e l’occhio felice, tutto si trasforma contemporaneamente in una presa per il culo in una sorta di inespressa ammirazione. Se il grande battutista sia pure un grande statista, è questione che si discute. Ma intanto sui meriti del primo non si transige. Basta lasciare stare le sortite che ormai sono nella leggenda (“l’Unto del Signore”), e avvicinarsi a quelle meno note per ritrovare lo stesso e rinnovato stupore. L’approccio con gli interlocutori, intanto. Su Eltsin: “Assolutamente in palla”. Sulla Thatcher: “L’ho trovata molto in palla”. Su Kohl: “Sapete, la mamma l’ha fatto senza risparmi”. Al direttore della Fao, il senegalese Jacques Diouf: “Dovreste dimagrire un po”. Al presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro: “Avete visto come è dimagrito? Ora non ha più ritenzione idrica”. Sul Papa: “Un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol. Ha la stessa idea vincente del mio Milan, che è poi l’idea di Dio, la vittoria del bene sul male”. Al Papa: “Santità, l’ammiro molto perché Lei porta in giro per il mondo, cioè in trasferta, un’idea vincente, l’idea di Dio”.
Alle figlie di Putin: “Chiamatemi zio”.

 


Agli
albanesi: “Manderò qui la Rai a riprendere le vostre magnifiche coste, così gli italiani verranno in vacanza”. A San Giuliano di Puglia: “Guardate che belli chalet…”. A se stesso: “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”. A Clinton (una barzelletta): “Un tale dice all’altro: mi sono fatto disegnare un neo sul pene…”. Ai ministri: “Non mi va di partire per Bruxelles e lasciarvi con questi volti tesi. Ora vi racconto una barzelletta così vi metto di buon umore…”. Agli industriali turchi: “Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”. Agli schizzinosi d’Oltralpe: “Con i francesi sono popolarissimo, basta contare le fidanzate che ho avuto lì”. Alla folla, illustrando le virtù di un candidato senatore: “Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”. Sul fratello Paolo: “é un ragazzo low profile, per natura”. Certo non di ipocrisia pecca il Cav. Tutte quelle ville in Sardegna? “Ma ho cinque figli: devo pur pensare al loro futuro”. Ai torinesi: “Discutibili decisioni prese per la zona vicino al porto”. Di Bossi: “é un pò la Wanna Marchi della politica italiana”. Di se stesso: “Visto come mi ha ridotto la politica? ‘Che bel fiol che xerì, come dice la mia mamma”. Oppure: “Sono un miracolo che cammina”. Trucco in tv: “Qui sul naso ho un riflesso che non mi piace”. Sul beauty case: “Vorrei vedere se ciascuno di voi quando si sposta, viaggia, non si porta dietro lo spazzolino da denti, una lavanda, un pettine…”. Giornalista: “Che ci fa col pettine?”. Il Cav. “é proprio quando si comincia a chiamare per nome i capelli che il pettine deve essere ancora più raffinato, con i denti ben fitti”. Gli impegni: “Sto filmando i bulbaggi di molte piante”. Infine: “Adesso scusatemi, vado a raccogliere un pò di voti”. Un momento: ha un modello? “No. Berlusconi mi basta e mi avanza”.

 

 

 

 

LA BERLUBIBBIA

Le sacre scritture riscritte da destra

 

 

 

Fratelli prediletti,

écominciato tutto da Vespa, quando $ua Emittenza aveva espresso il desiderio di

stringere la mano al padre dei fratelli Cervi, che era morto da un pezzo.

Così ho  riscritto LAZZARO e poi la storia dei Talenti.

 

 

DAL VANGELO SECONDO FEDELE (Confalonieri)

 

Silvio, la Resurrezione e la vita.

 

Decise di andare allora in Credulonia, il paese di Siano e di sua

sorella Vespa. Sentito che Silvio veniva a Credulonia, il popolo tutto gli

andò incontro con rami di palma cantando

Osanna Osanna tu che vieni dall'alto dei cieli e visto il Silvio che il

popolo lo chiedeva, decise di librarsi per un poco al di sopra delle loro teste.

"Anvedi, il Silvio vola!" disse la folla in Giubilo  "E te credo, ci ha

l'elicottero!" e la folla:" Ma che strano, lui ci ha l'elicottero e le pale ce

le fa girare a noi!.

 

Vespa&Siano gli andarono incontro e gli dissero: "Vedi o Signore, che

l'incontro che tanto hai anelato, non puotesi"

 "Ma come pavlano?" chiese un pastore col mantello di cachemire che si era

fatto tessere dagli operai usando la lana pregiata del suo gregge.  "Come ti

chiami?" gli chiese il Silvio l'unto e il bisunto. "Sono Bevtinotti" gli

rispose il cachemirista

"Vade retro comunista" gli disse il Silvio "che devo stringere la mano al

padre dei fratelli Cervi, ma solo se qualcuno mi dice che sono parenti certi,

altrimenti il Bossi s'incazza."

"Ma é morto da tempo" gli disse Vespa

"Ma cosa dite? Il nostro amico dorme e si risveglierà ve lo giuro sulla testa dei miei figli. E ci saranno 400.000 nuovi posti di lavoro all'anno, e taglierò le tasse di 300.000

miliardi, e venderò tutte le mie televisioni e mi ritirerò a fare vita ascetica..."  parlava mentre si allontanava e la folla di Credulonia lo seguiva con le palme mentre Tajani lo precedeva pulendo la strada polverosa con la lingua.

"Ma da dove vieni, Maestro?" gli chiese Vespa che era una prostituta che sapeva

fare le domande giuste al momento giusto

"Da Cana" rispose il Slvio barcollando

"Ecco, il Maestro é ancora ubriaco."

 I TRIBUTI A CESARE

Secondo Matteo

 

In illo tempore Silvio vagava per Credulonia portando il giro il Verbo e

prendendo in giro la gente.

Incontrò uno storpio della gamba sinistra e gli fece conoscere uno storpio

della gamba destra poi li mandò ad una telepromozione per comprare un paio di

scarpe.

Incontrò un paralitico sulla carrozzina e gli fece le gomme nuove,

Incontrò un cieco e gli disse:"Vedrai, vedrai" e il cieco:"Sì?" "Se non mi

voti vedrai che culo che ti faccio!"

 Si sparse la voce fino al Sinedrio e venne il Cardinale Biffi per metterlo

alla prova. Quando l'Unto lo riconobbe gli disse: "Sei tu quello che predica

contro gli altri figli di Dio?" "Io no" rispose l'alto prelato. E il Silvio: "Ma

non sta scritto: 'ama il tuo prossimo?' "Certo" rispose l'alto prelato "Ma non

questo, il prossimo"  E il Silvio lo incalzò: “Predichi dunque contro i tuoi

fratelli?" Al che rispose l'altro pelato ( Sì, perché' erano in due: l'alto

prelato e l'altro che aveva chiesto di essere guarito dalla forfora e il Silvio

lo aveva ridotto in quelle condizioni)

"Ma che dici? Per noi sono tutti fratelli! Sono LORO che sono Musulmani!

 

 Dopo una pausa di riflessione fu la volta dell'altro pelato che volle

metterlo alla prova e gli chiese: "Secondo te, é buona cosa pagare i tributi a

Cesare?

al che il Silvio che su questo tema era molto sensibile, per non cadere nella

loro trappola chiese:

"Avete una moneta da cinquanta lire? Sì? Ebbene mostratemela!" Vedete qui

nel retro quest'uomo nudo che lavora? Questo rappresenta l'italiano medio che

lavora, lavora, e non ha nemmeno i soldi per vestirsi ma non ci bada e per fare

un dispetto al Governo si martella le palle sull'incudine!

Date a Cesare quel che é di Cesare!"

 

I prelati se ne tornarono al Sinedrio perplessi, perché' secondo loro

l'unico Cesare che Silvio riconosceva era quel Previti che se gli devi dare quel

che si merita, allora ci vogliono almeno undici anni di galera. oppure si

trattava di Romiti...

 

Invece i Romani avevano capito tutto ben cinquant’anni prima: erano le Idi di

Marzo e quando arrivò Cesare in Senato, gli diedero ventun coltellate.

Cadde Cesare ma quando gli venne incontro il suo figlioccio Quoque per

dargli l'ultimo definitivo colpo, Cesare lo guardò e disse la frase storica:

"Ah Quoque, pure tu bruto figlio di...." E cadde come corpo morto cade*

 

 

*Sì, lo so. La storia ha tramandato una traduzione diversa della frase di

Cesare, riferita a Bruto e Cassio ma qui non ci sono Cassi, la vera traduzione

é questa.

 

 

LA BERLUBIBBIA

Ovvero le sacre scritture riscritte da Forza Italia

ad uso e consumo del popolo dei formaggini.

Letta da Confalonieri

(Che hai capito? Letta é andato da Confalonieri e l’hanno approvata)

 

Volume primo

IL PENTATEUCO

 

 

premessa:

 

Si chiama il Foglio e già dal nome capisci subito che ci potresti avvolgere

l'insalata senza nemmeno leggerlo. é il giornale di Ferrara, che non é una località

amena bensì un intellettuale come Arlecchino ( servitore di due Berlusconi ).

Per sottolineare la leggerezza con cui interviene nel dibattito politico su

quelle pagine, si firma con la silhouette di un ippopotamo. Grande uomo Ferrara

in tutti i sensi. Dotato anche di grande coerenza politica, pensa che é stato a

scuola a Mosca, si é formato al Cremlino, é sceso a Botteghe oscure, si é

imbarcato con Craxi per finire in un governo Berlusconi e poi (dietro congruo

finanziamento per l'editoria )  alla corte della biondissima moglie. Un pò,

nella mole e nella sostanza come quelle corriere di montagna col conducente

ubriaco che segnalano per tutto il percorso di voler andare a sinistra e poi

svoltano a destra e ti mandan fuori strada

.

Ha pubblicato recentemente la notizia di un significativo ritrovamento

archeologico pari per importanza ai papiri del Mar Morto.

Ecco, lo scoop sarebbe questo ed io sono in grado, grazie alle mie conoscenze di

aramaico ( avevo uno zio farmacista e con lui ho imparato la decrittazione delle

ricette scritte dai medici) che nelle Antiche Scritture, tra i profeti, c'erano

già accenni alla figura del padrone di Ferrara. Ma la sinistra ne contesta l’autenticità.

Io ve ne invio qualche stralcio:

 

 

SILVIO

PARTE PRIMA

(Peccato, perché se partiva in orario forse ci andavo anch'io)

 

 

1- SILVIO

 

In principio era un casino.

La Terra era deserta e Silvio vagava sulle acque.

Allora disse: FIAT LUX ma non successe niente.

Allora ripeté: "Fiat! Fiat Lux!" e sentì dall'alto la voce dell'Avvocato buonanima

che gli diceva:

"Ehi,  nanevottolo! Guavda che la FIAT non si tocca! Che se pev Fiat Lux intendi

invece il nuovo modello di lusso della Duna che fabbvichiamo in Etiopia, allova

te ne favò aveve un esemplave"

A sentire questa frase al Silvio girarono tanto le palle che inventò la dinamo.

E allora Silvio si accorse che poteva avere la luce addirittura prima del

firmamento e del Sole, vide che quella luce era buona, e la chiamò Luce

Elettrica.

Se ne jette a cuccà e passò il primo giorno.

 

 

Il secondo giorno Silvio voleva costruire un quartiere ideale dove tutti gli

abitanti potessero usufruire dei servizi migliori, strade pulite, fogne inodori,

verde e giardini.

E fece l'Edilnord.

Tutti gli altri abitanti dell'Inter-land milanese vennero a lamentarsi perché

non era giusto che in quella zona acquitrinosa, insana, nebbiosa, lombarda

insomma, vi fosse un luogo che assomigliasse al Paradiso Terrestre e allora il

Silvio che capiva i desideri della gente, decise di fare giustizia e per ristabilire l’equilibrio col resto del mondo disgraziato, all' Edilnord ci mise ad abitare

i giornalisti.

 

Il terzo giorno separò le acque, fece emergere la terra dal mare, poi fece

crescere la verdura e gli alberi da frutto, mise gli uccelli in cielo e i pesci

nel mare, vide che ciò era buono e fece pure gli altri animali e disse:

- Cazzo! Ma qui sto a lavorare solo io! é ora che mi inventi almeno

quattrocentomila nuovi posti di lavoro all'anno altrimenti non lo so.-

 

E volle plasmare un Uomo a sua immagine e somiglianza prese un pò d'argilla ma

l'Uomo veniva argillino, allora prese la mota ma veniva motino, finalmente prese

la creta, vide che veniva cretino e che era cosa buona. Gli sputò in faccia e

disse:

-         Fedele -

L'uomo si dette una pulita e da quel grande leccaculo che era non reagì ma

rispose:

-         Sì mio signore io sarò nei secoli fedele - perché' si sentiva

citrullo e credeva di essere stato promosso carabiniere

-         No, cosa hai capito. Tu sei Fedele, Fedele Confalonieri, guarda un pò

che casino c'é qui intorno, vai e dà il nome a tutte le cose.

Poi visto che era già sei giorni che lavorava e che un certo Di Maio non aveva

lavorato nemmeno uno, si inventò la domenica e se ne andette a cuccà.

 

 

 Passa un giorno e passa un'altro, sta di fatto che il povero Fedele a furia

di dare il nome a tutte le cose si era un pò stancato e gli era preso un certo

non so che, e così aveva deciso di astenersi dal lavoro e la prima volta che

vide Silvio glie lo disse:

-         Tu mi hai rapito per portarmi qui a lavorare, e ti ringrazio.

Mi hai dato il primo contratto della storia come bracciante e sono contento, mi

hai promesso la pensione a duecentoventicinque anni e te ne sono grato, ma "di

non solo pane vive l'uomo", bella frase, eh? Si, insomma avrei qualche richiesta

sindacale da fare: vorrei un contratto di mezzadria, eppoi sento la mancanza di

una compagna, un esserino tutto rosa che mi tenga compagnia e mi rilassi durante

le pause di riposo. -

Silvio lo guardette e dicette: "Capisco, ma purtroppo ho finito la creazione. Potrei

trasformare qualcosa di già esistente, ma creare ex novo, proprio non me la

sento "

-Va bene - disse Fedele - cosa vorresti trasformare?

"Potrei darti una magnifica compagna se tu fossi disposto a rinunciare chessò

ad un braccio ad una gamba, ad un piede"

Fedele non si immaginava come potesse vivere senza la simmetria

" Potresti rinunciare al pisello? "

-         No - disse Fedele deciso, che non sapeva ancora precisamente cosa

farsene del pisello, ma nei momenti di solitudine aveva cominciato a

titillarselo con discreto sollazzo. Ci pensò su e disse:

-         Cosa mi potresti dare per una costola? -

"Una costola?" disse Silvio perplesso. "Vediamo, " disse e lo addormentò, prese

la costola e gli condusse davanti la donna:

"Che ne pensi?" gli chiese soddisfatto?

-         Ma non so. Io veramente quando dicevo che sentivo la mancanza di una

compagna rosa, che mi tenesse compagnia, avevo pensato alla Gazzetta dello

Sport, ma visto che non c'é di meglio... - e cominciò a guardarsela tutta nuda

senza provare piacere. Solo quando lei si chinava, lui guardandola da

dietro sentiva un formicolio e cominciava a sudare e a sentirsi le gambe e la

testa molli ma duro tutto il resto.

 

Ora il serpente era la più astuta di tutte le bestie e quando Eva si

avvicinò all'albero del bene e del male lui le disse:

-Ma dove vai tutta nuda? Ma perché' non ti copri con un pò di foglie?

Vieni che qui c'é tutta la collezione autunno-inverno.-

Eva si avvicinò e non solo trovò un modello tanto carino e a poco prezzo, ma

imparò che per avere il piacere da Fedele, bastava girarsi...

 

Così, Fedele ed Eva se ne stavano lì a passare il tempo infrattati a godere

dei frutti... del loro amore quando arrivò Silvio che lo chiamò:

"Fedeleeeee, aho, ma dove siete? Ma che fate lì tutti infrattati?

E il contratto collettivo di lavoro?

Ma tu Eva, non ti sarai cuccata la mela proibita? -

-Altro che mela! Qui mi é toccata una banana tanta! -

Mele gliene incolse, perché' queste furono le ultime parole che lei riuscì a

dire perché' poco dopo Silvio le dette lo sfratto:

-         E tu Eva ti guadagnerai da vivere col sudore della fronte -

-         Guarda che se lasci fare a lei, quella é un tipo dalla fronte bassa!

disse Fedele.

-         Davvero? Allora sfruttiamo il suo talento!

-         Si può fare - disse Fedele- basta trovare un serraglio dove metterla

dentro a mostrare le sue grazie e la sua lascivia!-

Silvio, che quando sentiva la parola lascivia gli veniva in mente il sapone per

il bucato con il quale si masturbava da piccolo, disse:

-         Ve bene, inventiamo il casino! - e fondarono la Fininvest

 

 

 

 

SILVIO PARTE SECONDO

 

E così alla Fininvest Fedele conobbe Eva ed ebbero due figli poi il terzo lo

chiamarono Set, così per vere un Set completo di figli ma Caino

sparigliò il Set spiaccicando il capoccione di Abele, il buono.

Fedele mise i figli a lavorare e inventò così il proletariato.

- Svelti! - disse - che qui bisogna occupare quattrocentomila nuovi posti di

lavoro e per farlo bisogna scopare come pazzi! - e si dettero da fare.

 

Allora Caino gemerò Enoch, da cui venne Irad e Irad gemerò Mecuiaiel che

gemerò Matusael che gemerò Lamech che fece Iabal e Tublaikan da cui venne

Kenan da cui venne Malaleel che fece Iared, che ebbe Enoch il quale non appena

venne al mondo si chiese: Ma io non ero già passato di qui?

E poi é mai possibile che non ce ne sia uno con un nome da cristiano?

 

E finalmente venne Mike Bongiorno che si portò Corrado che prese la Carrà

dalla quale derivarono la Cuccarini la Brigliadori e le ragazze del Drive In

che generarono i Trettre, Faletti Boldi Teocoli e Tajani (che non era un comico

ma faceva ridere lo stesso)

 

 

 L'ARCA

 

Ora la Terra era corrotta e Silviòé andò in paese e disse:

-         Qui lo dico e qui lo annego! Costruiamo una barca di trecento cubiti

di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza -  ma in paese nessuno

sapeva quanto era lunga una barca di trecento cubiti:

-         Silviòé é ancora ubriaco - dissero, senza sapere che non era ancora

stato inventato il vino. Così non se ne fece niente e persero un'occasione

storica: quella di costruire navi senza profitto come la Fincantieri..

 

Ma la voce di Bettino squarciò le nuvole e disse a Silviòé:

" Guarda che qui é un casino. Se nessuno fermerà il Pool, pioveranno mandati

di cattura per giorni e giorni.

Entra nell'arca con tutta la famiglia e porta con te chi ti é più fedele".

 

Silviòé, che nel frattempo aveva inventato il vino ed era ubriaco come una

cucuzza capì di portare Fedele con tutta la famiglia, così si imbarcò nell'

avventura politica con questo popò di Corte dei Miracoli al seguito,  con

le conseguenze che ormai tutti sappiamo.

E piovvero magistrati per quaranta giorni e quaranta notti e tutti a guardare

fuori dall'Arca e a dire, ma che Pasqua di merda quest'anno, ma quando finirà.

Finché finalmente se ne andò Di Pietro, arrivò Colombo con un ramoscello

d'ulivo nel becco e ritornarono tutti a scopare con l'intento di generare quei

famosi quattrocento mila che andassero a lavorare.

 

 

 SILVIÒÉ

 

I discendenti di Silviòé.

Sem Cam Jafet.

I discendenti di Jafet:

Gomer, Magog,  Madai,

Al centrocampo Iavan, Tubal, Mesech e Tiras all'ala destra.

Askenaz, Rifat mediani di spinta e due punte: Rifat e Togarma.

La squadra di Cam invece giocava col quattro due quattro:

Etiopia, Egitto, Put e Canan, in linea.

Al centro Seba Avila Sabra Raama e Sabteca

Le punte: Saba e Dedan.

Sem invece schierò:

Elam,  ,  Arpacsad

Lud,  Aram,  Uz

Cul Ghester e Maz

E due oriundi all'attacco.

Presero un allenatore che aveva un Diavolo per Capello e vinsero tutto.

Avevano inventato il Milan.

 

 

 

 

 

LA BABELE

 

Ora tutta la terra era un labbro solo e uguali imprese.

Nel senso che tutti parlavano la stessa lingua e guardavano la stessa

televisione, e quando nella pianura del Sennaar, dalle parti di via Teulada,

capirono che l'impero del Silvio stava diventando pericoloso, i dirigenti della

RAI vollero costruire una torre di mattoni e bitume, per dimostrare il loro

talento,  furono tutti d'accordo e fondarono la prima cooperativa del lavoro.

 

I problemi sorsero quando la torre si alzò un pochino perché' la fornace dove

cuocevano i mattoni si trovava in via del Babuino mentre gli ordini del

capomastro arrivavano da Piazza Mazzini, così le cose andavano a rilento

perché' allora non c'erano i telefonini.

Inventarono allora il tubofono. Questo consisteva in un tubo lungo un paio di

metri che andava da uno schiavo all'altro per ripetere gli ordini, da cui

derivò il famoso gioco: il telefono senza fili.

Alla RAI capirono presto che le frasi da ripetere non dovevano essere lunghe

perché' un giorno che il capomastro dall'alto della torre disse nel tubofono:

-         Dobbiamo alzare il muro, portateci la calce - il tubofono cominciò a

ripetere questa frase di bocca in bocca, distorcendosi un pochino ogni volta che

scendeva verso gli uomini che aspettavano a terra. A metà percorso sembrava di

capire: - Dobbiamo ammazzare il mulo, portateci un calice - poi via via la frase

si trasformò e gli uomini a terra ricevettero il messaggio: - Andiamo a fare in

culo, prendeteci a calci -

Quando l'Ufficio Stampa di via Mazzini diramò il comunicato, il Governo di

allora credendo di fare cosa buona e giusta, cambiò tutto il Consiglio

d'Amministrazione, così il Silvio da quel gran cuore che era, ci mise i suoi

amici, e cominciò a gridare al complotto, ma adesso lo faceva a reti unificate,

cosa che al Presidente della Repubblica era concesso una sola volta all'anno

invece a lui, un giorno sì e l'altro pure.

Allora decisero di usare il tubofono solo per la richiesta di strumenti per

il lavoro. Fu così che in un passaggio difficile della costruzione il

capomastro chiese un martello grosso.

-         -Una pala .... Una pala ... Una pala... - riecheggiò la richiesta fino di sotto.

-          Ecco la pala... ecco la pala... ecco la pala... -

Arrivò la pala, e il capo mastro chiese:

-         Cazzuola... cazzuola... cazzuola... - riecheggiò l'ordine fino di sotto e

tornò la voce di bocca in bocca con lo strumento adatto alla bisogna:

-         La cazzuola... la cazzuola... la cazzuola... - e arrivò lo strumento.

Fu allora che il capomastro si accorse che bisognava tagliare una grossa trave e

poi inchiodarla, cosi ‘chiese attraverso il tubofono:

- Martelli e sega... martelli e sega... martelli e sega... - ma da qui in poi l'ordine

degenerò fino a diventare:

-Martelli é sega?, ...Martelli é una mezza sega... mezza sega a chi?... allora Craxi

écretino... Bobo Pirla!...Cossiga mammutone col piccone!- fino a culminare in

una rissa gigantesca. Praticamente, la prima discussione fra deputati socialisti.

Una Babele, apputo.

 

 

 

SILVIO PARTE TERZO

 

Silvioabramo

 

10- Silvio aveva settantacinque anni quando partì insieme a Paolo verso il

Negreb. Veronica ne aveva una sessantina e quando il Faraone la vide ancora

avvenente, lui che era gerontofilo, con una tendenza feticistica per le gengive

vuote e la pelle flaccida, disse:

-  Ma che bella fighetta - al che Silvio in un impeto di virile coraggio e con

grave sprezzo cel pericolo gli disse:

-  Ti piace? é mia sorella. Prendila é tua! -

Dopo un poco che la conosceva al Faraone vennero delle piaghe proprio lì e

chiamò Silvio e gli disse:

-Ma che mi hai fatto? Ma perché' non mi hai detto che era impestata? -

poi gli ridiede indietro Veronica e tutto il suo avere e gli disse:

-         Mboccassorata - e lo accomiatò

 

Arrivati giù a valle Silvio e Paolo si domandarono:

-         Non sarà mica la Valle degli Orti?

-         Ma no, non li vedi gli spot sulle nostre televisioni?

-         Non sarà mica Valleverde, quella delle scarpe?

-         Ma và?

-         Il galletto Vallespluga?

-         No.

-         Non sarà mica Anna Valle?

-         Ma se non ci ha nemmeno le tette...

-         Questa o quella?

Finalmente domandarono e seppero che quella era la valle del Giordano e 

domandarono:

-         C'é Giordano? -

-         No -

-         E la cremeria? -

 

Si divisero, Silvio andò a Canaan e Paolo andò nel paese dei sodomiti e

gomorriti, che i gomorriti non so, ma i sodomiti ci avevano una brutta fama e

lui sospettava che qualcuno glie lo avrebbe messo in quel posto una volta o

l'altra. Sospirò e disse:

-Andiamo, che l'Estrada é lunga! -

 

Intanto Silvio, da buon padrone, aveva messo incinta la serva e scoppiò un tale

casino in casa che lui, per dimostrare di amare tanto la famiglia, da quel

giorno ne ebbe due.

 

A questo punto scese dall'alto dei Cieli, Bettino che non ci aveva un cazzo da

fare  e gli chiese:

"Ma che ci fai così lontano da casa?"

"Parli tu che stavi ad Hammamet?"

"Insomma, in attesa di tempi migliori allenati qui con una bella campagna di

consensi e vedi di fare pratica con questi Ebrei.

"Hai ragione" disse Silvio e stabilì un'alleanza con Bettino, ma come fare per

farsi ricordare dagli ebrei per omnia secula e seculorum?

"Mettiamogli tre televisioni" disse il primo " No, facciamogli la telefonia

mobile" propose il secondo "Invece mettiamogli l'assicurazione Mediolanum

obbligatoria!" disse il terzo, perché' erano in due, ma come sai Bettino da solo

ne valeva Tre.

Pensa che ti ripensa, andò a finire che come segno tangibile istituirono  la

circoncisione.

Così da quel giorno, in segno di una antica alleanza, agli ebrei, come nascono,

gli rompono il cazzo.

 

Dopo qualche tempo Bettino tornò da Silvio per mangiare qualcosa e mise

incinta Veronica che disse:

-Non ho riso - 

-Nemmeno io! - le rispose Silvio che trovando la moglie incinta non capiva cosa

ci fosse da ridere.

-Ma cosa hai capito, non ho riso vi faccio due spaghetti!-

Mangiarono vitello in latte acido, poi Bettino uscì dalla tenda e mostrò a

Silvio Sodoma e Gomorra:

-         Quasi quasi questi qui, li brucio. - disse, anticipando di molto quel

buontempone di Hitler, al che Silvio rispose:

-         Per i sodomiti sono d'accordo perché' non bisogna avere pietà per chi

te lo mette in quel posto, ma i Gomorrei, cosa ti hanno fatto i gomorrei? -

-         Niente, mi hanno fatto, ma mi fa schifo a pronunciare il loro nome -

-         Separiamo l'empio dal giusto. - E Silvio mandò gli ex finanzieri Berruti

e Fratello, da Paolo per portarlo via prima del patatrac.

Arrivarono i finanzieri a Sodoma e trovarono Paolo che prudentemente ne ne stava

seduto per terra per non esporsi a rappresaglie, e i Sodomiti  gli chiesero di

mandargli giù i finanzieri che se li volevano inchiappettare.

Paolo da quel gran generoso che era disse loro:

-Ma perché' inchiappettarvi Berruti? Aspettate e vedrete che quello se lo

inchiappettano i giudici. Prendete invece le mie due figlie vergini che vi

divertite di più, -  ma loro niente.

Allora Paolo, che aveva capito che non era cosa,  se ne scappò con la moglie

mentre veniva giù un'ira di Dio.

A sentire tanto bordello la moglie di Paolo si girò e non fece in tempo nemmeno

a dire:

-Anvedi che casino...- che ci rimase di sale.

 

 

 

 

Veronica generò Isacco,  allora Silvio, da quel gran generosone che era,

diede un pezzo di pane e un'otre d'acqua a quell'altra e la cacciò di casa.

 

Un giorno che Bettino aveva voglia di pazziare disse ad Silvio, prenditi

Piersilvio e portalo in montagna dove si respira l'aria buona.

Silvio chiamò Piersilvio e gli disse che andavano là sopra per fare una

scampagnata con sorpresa.

Arrivati che furono, lo mise sulla scrivania e gli disse:

-Sta calmo e guarda da quella parte che ti faccio vedere l'anteprima del

Bagaglino - Aveva alzato il pugnale per colpirlo, quando Bettino gli fermò il

braccio e gli disse:

-A sciroccato! Ma con voi non si può mai scherzare ! -

-Eh no, che non si può! Non lo sai? Scherzo da umano, scherzo da villano -

 

 

 Passò un pò di tempo e a Piersilvio, che non era ancora andato a lavorare

alla Fininvest, raccontarono di come Rebecca  dava da bere ai cammelli e lui

la volle sposare. Così per dirti quali erano le cose che facevano arrapare i

Patriarchi di una volta.

Al che il padre lo chiamò e gli disse:

-           Mettimi una mano sotto la coscia, figlio mio. Un giorno tutto questo

sarà tuo (Ma al Piersilvio che stava tastando un par di palle, la cosa non

fece impressione) vai un poco a lavorare, si fa per dire, alla Fininvest così ti

sollazzi un poco! Poi, a suo tempo, ti sposerai -

-         Alla Fininvest no, perché' é un casino!

-         Va bene, allora la chiameremo Mediaset -

-         Sarà come andare a squola! - disse il Piersilvio che già gli veniva

duro

-         Speriamo che tu non Marini!

-         Ma la Estrada é tortuosa

-         E la paura fa Noventa

-         Per prima cosa farò pulizia della corruzione e dei bilanci

-         Bravo, comincia a scopare!

Così il Piersilvio prese il coraggio (si fa per dire) a due mani ed entrò a

lavorare (si fa sempre per dire) in Mediaset facendo una brillante e rapida

carriera, tanto che quando passava lui la gente mormorava ammirata:

- Pensa, cià solo trent'anni ma é già figlio del Silvio!

 

La storia con Rebecca poi é cosa risaputa.

Lei partorì due gemelli, Esau' e Giacobbe.

Se vuoi sapere il seguito, vai a leggerti l'Artusi alla voce: Lenticchie.

 

 

 

 

 

 

SILVIOGIUSEPPE

 

Silvio, detto il sognatore, all’età di diciassette anni pascolava il gregge

coi suoi fratelli. Il papà Israele gli aveva fatto una tunica con le maniche

lunghe e lui se l'era messa sotto la testa e si era addormentato.

Sognò di alcuni covoni che si chinavano davanti a un altro covone e quando

tornarono i fratelli e videro che dormiva invece di badare al gregge gli

chiesero:

-Ma che fai, dormi? - e lui rispose: -Si - e si rigirò.

Fece un altro sogno e vide la luna e le stelle che si inchinavano davanti a una

stella più grande. I fratelli arrivarono il mattino dopo e lo trovarono che

ancora dormiva e allora gli chiesero:

-Ma Silvio, che fai, dormi? - e lui rispose:

-         Già - e si rigirò fino al pomeriggio.

-         Arrivati che furono al pomeriggio i fratelli lo svegliarono e gli

chiesero:

-         Ma che fai, Silvio, dormi? -

-         Eccheccazzo, - disse Silvio - certo che dormo, ma se continuate con

queste lunghe conversazioni, non posso certo riposare! - e allora i fratelli

tolleranti, presero amorevolmente Silvio per le corna e lo gettarono in una

cisterna che purtroppo era senz'acqua. Allora inteneriti dalla vista di Silvio

che si era un pochino fatto male precipitando di sotto, lo presero, lo

spogliarono della tunica e lo vendettero ad una carovana di schiavi.

 

Silvio, che ci aveva culo, in un primo tempo venne comprato da Potifarre, famoso

eunuco che ci aveva la moglie bbona ma lui non esercitava. Allora lei andava ai

matti per Silvio ma non c'era trippa per gatti così  lo fece arrestare.

Il carcere della regione si trovava in un luogo malsano e acquitrinoso che la

gente chiamava con disprezzo Milanodue. Le zanzare erano così grosse che le

facevano atterrare direttamente nel vicino aeroporto di Bresso.

Ma Silvio ci aveva culo e pure qualche soldo che aveva racimolato cantando

canzoni al pesto alla moglie di Putifarre (Veramente erano canzoni di Trenet, ma

si sa che Trenet col pesto sono la morte sua...)

Il direttore del carcere lo trattò bene anche perché il Silvio gli passava

uno stipendio ogni volta che lo vedeva.

Finché il coppiere del Re fece un sogno e Silvio gli predisse un futuro radioso

vestito di raso, mentre suonava il piano al Costanzo Sciò.

Dopo due anni anche il Faraone fece un sogno e il coppiere si ricordò di quello

zuzzurellone che interpretava i sogni e così Silvio poté predire i famosi

sette anni di vacche Mediaset seguiti da sette anni di vacche RAI e il Faraone

rimase così impressionato che lo mise a capo di tutte le vacche della

televisione italiana.

Fu così che Silvio, che ci aveva un culo così ma anche gli sghei, divenne

l'amministratore del regno e per sette anni si fece dare una parte dei raccolti

perché diceva sarebbero serviti a tutti per i tempi grami.

Aveva inventato le tasse.

La differenza era che le incassava tutte lui!

E quando venne la carestia si fece pregare un poco dai suoi fratelli ma poi li

fece assumere tutti al Giornale.

 

 

ESODO

Parte prima

Silviomosé e la Terra Promessa

 

Era successo che quest'anno per l'esodo estivo avevano deciso di partire prima,

secondo i dettami delle partenze intelligenti, quelle partenze che invece che

stare in fila per ore al casello dalle nove alle undici, ti alzi prima,  meglio

se non vai a letto, e così te ne puoi stare tranquillo e beato a fare la fila

al casello dalle quattro e mezza alle sei e mezza, sentendoti come uno che ha

mangiato pane e volpe a colazione.

 

Erano passati gli anni e i figli di Israele erano entrati tutti in Egitto, con

Giacobbe, Ruben, Simeone, ai fiati: Levi, Giuda, Issacar, Chitarra solista

Zabulon, pianoforte: Beniamino, agli ottoni: Dan, Neftali, alle percussioni Gad

e Aser.

 

Ma la musica cambiò e il Faraone disse:

-Ma che ebrei d'Egitto! Affogateli tutti -

E un'ebrea che la sapeva lunga invece che affogare il suo bambino lo spedì in

una cesta fino alla figlia del Faraone che la chiamò e la pagò per allattare

il bambino in vece sua.

Roba che solo gli ebrei sanno fare.

Non allattare. Ma farsi pagare per allattare il proprio bambino!

 

Insomma Silviomosé crebbe alla corte del Faraone e poi scappò nel deserto dove

vide un rovo che bruciava ma non si consumava.

-Che sia il metano? - si chiese avvicinandosi ma una voce lo fermò:

"Togliti le scarpe che mi sporchi tutta la moquette" Silviomosé eseguì e

Bettino gli disse:

"Il grido dei figli dello Stivale é giunto fino a me e ho visto pure

l'oppressione. Và fanciullo e porta la buona sorte! "

Silviomosé che aveva capito: "Vaffanculo e porta pure a ssorata" si ribellò e

chiese:

-Ma perché proprio io? -

-Perché si -

-Già adesso io vado dal popolo dello Stivale e gli dico " Scendo in campo!" sai

che risate? -

Allora Bettino gli insegnò un paio di trucchetti  e lo spedì in Egitto dal

Faraone.

Silviomosé ci andò con Confalonieri e gli dissero:

-         A Faraò, beccate ste piaghe! -

E gli fecero arrivare nove terribili pestilenze, un fiotto di sangue, l'ulcera e

la moria del bestiame. Poi gli fecero mangiare le rane, le cavallette e i

mosconi, lo fecero pungere dalle zanzare. Lo colpirono con la grandine, e

l'uccisione dei primogemiti, ma quando minacciarono di cantargli lì su due

piedi il loro repertorio da crociera, allora il Faraone terrorizzato da quei due

portasfiga, li mandò a quel paese.

 

Partirono per l'esodo di Pasqua e già c'era una coda di prima mattina,

seicentomila a piedi, solo gli uomini senza contare i figli, poi gli armenti e

gran quantità di bestiame, insomma un ingorgo micidiale:

-Ma che Pasqua d'Egitto! - dissero gli ebrei a Silviomosé ma lui disse:

-E noi tireremo sempre dritto! - e gli sembrò che quella frase non fosse

proprio originale, ma non ci fece caso e partirono tutti verso il mare.

 

Ma il Faraone, che era un gran fijo de 'na mignotta, si pentì e volle

raggiungerli al mare ma Silviomosé ed i suoi seguaci ormai erano passati con il

Rosso, così quando arrivarono i carri degli egizi vennero travolti nel piu'

spaventoso incidente stradale della storia.

Perché Silviomosé e i suoi venivano da Destra.

Poi finalmente, manna e quaglie, manna e quaglie si attraversarono tutto il

deserto in cerca della Terra Promessa detta anche Campacavallo.

 

 

 

DEUTERONOMIO

Non ne parliamo nemmeno.

 

 

I GIUDICI

Silvione e Dalila

 

Si comincia con Giosué. Poi viene Otniel, Eud, Debora e Barak, Sisara e

Gedeone.

Poi vennero senza lasciare traccia Abimelech, Iotam, Gaal, Tola, Jair e Iefte,

Efraim e Galaad. Poi Ibsan, Elon, Abdon, e finalmente arrivò Silvione.

Questo era un tipo da prendere con le molle. Innamorato di una popolana, sulla

strada per andare a sposarsi squartò vivo un leone e poi bruciò il villaggio

dei Filistei che secondo lui erano un poco comunisti.

I Filistei non se la presero e come segno distensivo gli bruciarono la moglie

Lui ragì all'inglese e ne massacrò un casino, finché si ritirò in una

grotta.

Qui arrivarono tremila bergamaschi in assetto di guerra comandati da un certo

Bossi che lo legarono e lo portarono al campo dei Filistei che ne avevano

ordinato il rapimento.

 

Nota.

Naturalmente i fatti che qui stiamo narrando si riferiscono al Periodo

Intermedio tra Silvio Primo (Quello della calza di seta nera) e il Silvio

Secondo (Quello del cranio dipinto come la Ferrari Testarossa), quando il Bossi

dichiarava su tutte le piazze d'Italia: -Mai e poi mai un'alleanza con quel

fascista di Fini e quel mafioso di Berlusconi! -

 

Allora Silvione che non ci vide piu' prese la mascella di un buttiglione morto e

ne ammazzò piu' di mille.

Un giorno che andò al casino, gli chiusero le porte della città e lui le

divelse caricandosele sulle spalle.

Finché non trovò Dalila, quella fetentona che lo servì di barba e capelli.

-Che te possino accecà - gli dissero i Filistei e lui si fece portare a

Montecitorio e lo distrusse facendo un altro dei suoi famosi sfracelli.

 

Poi non successe niente fino a Ruth e Samuele che consacrò Saul Re d'Israele ma

poi si pentì e consacrò anche Davide che amò Betsabea che era la moglie di

un'altro...

 

Ma facciamo un passo indietro.

 

 

 

 

LA LEGGE

Ovvero: dai libri apocrifi

il Mosé secondo i comunisti

 

Dopo anni che quei disperati vagavano per il deserto senza meta e senza

speranza, Veltroné li fece accampare sotto il Monte Sinai e disse loro:

-Adesso lavatevi e pulitevi che andiamo a far visita - e il popolo rispose:

-Ma con che cosa ci laviamo, se siamo nel deserto? -

Mosé che ormai era ispirato disse:

-         E per tre giorni non toccate una donna -

Poi salì sul Sinai che nel frattempo si era riempito di tuoni, lampi, nuvole

nere che incombevano e il monte fumava e tremava tutto:

-         Un'altra Pasqua di merda - dissero i lavoratori che ormai si erano

rassegnati.

Però visto che Veltroné se ne era andato, visto che non dovevano toccare una

donna per tre giorni, decisero tutti insieme di fare un gioco, una specie di

tuca-tuca dove loro non toccavano una donna ma erano le donne che toccavano

loro!

Geniale.

Però, sai come vanno queste cose, una ciliegia tira l'altra e si ritrovarono ad

aver fondato una comunità senza capi, dove ognuno poteva fare quello che gli

pareva, sesso a gogò e quando avevano fame, andavano un pò piu' in là e si

prendevano quaglie e manna a seconda del bisogno.

L'anarchia.

Uno ci aveva fame? Quaglie e manna.

Uno non ci aveva fame? Quaglie e manna, ma di meno.

Poiché con questo sistema non c'era piu' bisogno nemmeno dei soldi, si

liberarono di tutti gli oggetti d'oro e li diedero da custodire ad Aronne che

non sapendo cosa farne, li buttò sul fuoco e col ricavato si fece un

autoritratto che gli venne bene per via delle corna.

Quando tornò Veltroné, addavedé che casino che fece!

Ruppe le tavole che si era portato da leggere e:

-Grandissimi figli di una gran cooperativa - gli disse - ma come, io vado a

scalare una montagna per voi e voi così mi ripagate? -

-Ahò, - gli risposero - ma se a te piace fare dell'alpinismo a noi che ce ne

cale? -

-         Ma che alpinismo e alpinismo, io qui sto a darvi la Legge -

-         Ma a che serve la legge? - gli chiesero

-         Serve a fondare lo Stato - disse Veltroné

-         E a che serve lo Stato? - gli chiesero ancora

-         Ma come a che serve lo Stato - ripeté Veltroné per prendere tempo,

perché per la verità era una domanda che non si era mai posta, ma poi disse:

-         Serve, per regolare le relazioni tra le persone che appartengono ad

una stessa Terra, serve a regolare i rapporti di proprietà, ad allevare i

figli, a garantire la famiglia...-

-         Ma a noi checcé frega? - disse il piu' ubriaco del gruppo - La terra

é di nessuno, i figli sono di tutti e vengono allevati da tutti come una

proprietà comune, non abbiamo bisogno di lavorare perché non desideriamo

niente, e quando abbiamo fame mangiamo e poi  facciamo sesso come e quando ci

pare. Perché fondare uno Stato? -

Allora Veltroné si consultò prima con Cofferatonne e poi col suo Dio, che

benigno e misericordioso gli ordinò:

-         Chiama i figli di Levi e con la spada falli passare da porta a porta,

e uccidano a caso a chi il fratello, a chi il figliolo, affinché un pò tutti

abbiano a soffrire e poi abbiatevi la mia investitura come popolo di Dio. Il

vostro Dio degli eserciti.

Fu così che quel giorno, Veltroné a mò di aperitivo, fece ammazzare tremila

uomini tra il suo popolo e poi gli disse:

-Ragazzi, non fatemi incazzare, o qui fondiamo uno Stato o faccio una strage

E inventarono lo Stato.

 

Ma uno Stato aveva bisogno di un territorio e così Cofferatonne da buon

sindacalista, promise che se avessero camminato per altri quarant'anni,

avrebbero visto la Terra del latte e miele, ma per raggiungerla, dovevano

camminare di giorno, poi la sera avrebbero piantato una tenda fuori

dall'accampamento dove era depositata la Legge e chiunque cercava conforto

poteva uscire dall'accampamento e andare da solo davanti alla tenda a pregare.

Solo Veltroné poteva entrare nella tenda, perché diceva che da lì parlava con

Dio a faccia a faccia. Che poi la faccia del suo Dio era un pò così. Ci aveva

il ciuffo alla Kennedy e il pizzetto alla Lenin, pelato come Ghandi e con una

voglia di Cocacola sulla fronte come Gorbachov.

Quando Veltroné entrava nella tenda di prostravano tutti, e quando Veltroné

usciva dalla tenda tutti ringraziavano.

E tutti dovevano dare il loro contributo per mantenere la tenda e tutti gli

addetti alla tendatura.

Avevano inventato la Libera Chiesa in Libero Stato.

 

L'ALLEANZA

Ovvero: dai libri apocrifi

il Mosé secondo i radicali

 

Ogni volta che Pannellé entrava nella tenda, bruciava ogni sorta di spezia

profumata che aveva trovato da quelle parti e così si inebriava di fumo e di

incensi, poi usciva un pò fumato e declamava un articolo di quello che secondo

lui era il decalogo, che tutti insieme facevano pressapoco così:

 

Primo: Non contrarre alleanze né col governo né con le opposizioni

Secondo: Libera droga in libero Stato

Terzo: Mangerai pane azzimo altrimenti l'altro

Quarto: I primogeniti son belli e tutti gli altri son rutelli

Quinto: Riscatterai con un obolo radioradicale

Sesto: Lavorerai sei giorni e il settimo ciccia

Settimo: Fonderai un partito transalpino, transnazionale, transessuale

Ottavio: Porterai al partito le primizie del tuo lavoro

Nonno : Non farai alleanze con le forze plutocratiche antilibertarie

antiliberiste liberticide, liberticole e libertali

Decimo: I versamenti vanno fatti sul c/c numero....

 

Al che i radicali cominciarono a chiedersi:

-Ma non é una stronzata? E noi tanti sacrifici abbiamo fatto per queste

pinzillacchere? Ma abbiamo bisogno di qualcosa di forte, di leggi che restino

nella storia dell'umanità, via Pannellé, facci sognare!-

 

Al che Pannellé si ricordò delle tavole che aveva spaccato in un momento di

rabbia sul monte Sinai e disse:

- Oddio Bonino! Andatele a riprendere! - E fece tornare indietro Negri e la

Faccio che alla vista delle tavole e della gran strada che avrebbero dovuto

percorrere per tornare indietro, si misero in equilibrio su di esse e

scivolarono fino a valle inventando il Surf.

Quando glie le riportarono, Mosé si ritirò nella sua tenda a leggere il

Levitico e poi dette i Numeri e infine morì di per una trombata, a Gerico.

 

 

 

 

 

 

GIOSUé

Potremmo dire senza ombra di smentite che questo sia il personaggio biblico a

cui si ispira Berlusconi. Infatti questo si può definire il primo leader

politico della storia. Aveva ereditato un popolo allo sbando, che non sapeva

dove stava andando, e gli aveva fatto vedere la meta che stava al di là dal

guado. Proprio come Craxi e i socialisti!

Quando il popolo ebbe attraversato il Giordano, prese un coltello di pietra e

mentre faceva il suo discorso programmatico li circoncise TUTTI! Provocando

con il suo discorso la piu' grande rottura di cazzo nella storia di un congresso di

partito, dopo di che celebrarono la Pasqua che come tempo metereologico era

così così ma che agli uomini bruciava non poco.

 

Poi Giosué ispirato dal suo Dio, fece fare un giro delle mura di Gerico per

ogni giorno per sei giorni e poi il settimo giorno fece fare sette giri delle

mura di Gerico suonando le trombe e così con sole tredici trombate le mura

crollarono, Gerico venne conquistata e tutti gli abitanti massacrati, compresi

muli e cavalli.

Poi dopo aver maledetto gli abitanti e chi avrebbe ricostruito Gerico, Giosué

si fece proclamare Giudice e con i suoi buontemponi se ne andò ad occupare la

Palestina.

Morale: Se vuoi farti una posizione nella vita non basta rompere il cazzo alla

gente ma bisogna farsi anche qualche sana trombata.

Vedi anche alla Voce: Canale 5.

 

 

 

 

 

SILVIEDEONE

 

Un giorno Silviedeone, figlio di Ofra, stava contando il grano nel suo Paradiso

fiscale, quando si chiese:

-Ma se Dio é con noi, che tradotto in tedesco si dice "Got mit uns", chi me lo

fa fare di lavorare come un cretino?

Ma se io sono venuto fino a qui, ho visto la situazione, perché non vinco, che

in latino si dice: "Veni vidi & WC" ?

Ma perché se non ho voglia di lavorare gli altri devono pensare male che in

francese si dice: " Honi soit qui mal y pense " ?

Insomma pensati che ti ripensa, sta di fatto che in sei e sei dodici Silviedeone

si fece eleggere Monarca dal popolo ed emise la sua Magna Carta dei Diritti dei

Lavoratori, che era costituita da due soli articoli semplicissimi:

 

Primo: Lo Stato sono me

Secondo: Bisogna lavorare per lo Stato

 

Che però faceva nascere un problema non da poco:

"Se lo Stato sei te, quando muori tu, perché non io?"

E Silviedeone rispose benevolo, va bene, allora muori tu.

E ammazzò tutti i dissidenti politici.

 

Passarono un pò di generazioni e la Monarchia ormai si era consolidata. Alla

morte di un monarca infatti, il popolo sorteggiava il suo prossimo Re e questo

durò fino alla venuta di Samuele che si  inventò la formula: paghi due e

prendi tre, che consisteva nel:

Uno: prendere l'obolo dal popolo.

Due: ungere il Re.

Tre: prendere l'obolo dal Re.

E le cose andarono bene per un pò, finché Samuele, che in un primo momento

aveva unto Saul, poiché si era pentito, in seguito aveva unto anche Davide,

scatenando un conflitto che levati, dovuto anche al fatto che Saul, poveretto,

dalla sua parte aveva quel porta sfiga di Gionata, suo figlio, che non passava

giorno che non glie ne combinava una delle sue.

Insomma, era nato il primo Conflitto di interessi tra Samuele e Davide tutti e

due che si ritenevano gli Unti del Signore ma che invece erano solo sporchi.

 

***

 

 

Questo che segue é invece il seguito della Bibbia senza Berlusconi.

Lo so, é una bestemmia, ma io ci ho provato lo stesso.

é la Bibbia raccontata da un sindacalista scoppiato:

 

***

 

DAVIDE

 

Arrivato Davide al Trono,  perfezionò la Monarchia emanando la seguente

modifica:

Primo, lo Stato sono me

Secondo, tutti devono lavorare per lo Stato

Terzo, allo Stato devi dare anche il culo, se non il tuo almeno quello di tua

moglie

e a Uria l'Hittita che obiettava, Davide disse benevolo:

-Ma và ammorì ammazzato! - e così fu.

 

E così Davide, che era un ruttino, ciòé il discendente di Ruth, generò con

Betsabea un figlio che in un primo momento volevano chiamare

"Contemporaneamente" perché ci aveva il padre morto che era cornuto e

contemporaneamente era figlio di puttana, però poi ci ripensarono e lo

chiamarono Salomone.

 

Davide aveva altri due figli, Assalonne e Tamar, che erano stati generati da

altre due mogli all'insegna del "volemoseme bene" e fedeli al motto di famiglia,

Tamar si era scopato la sorella e Assalonne, che  l'aveva presa bene, prima lo

aveva fatto sgozzare e poi addirittura si era rivoltato contro il padre che

fuggì credendo che il giovane volesse prendergli il trono. Invece lui, appena

arrivato a Gerusalemme, da fine intenditore, si prese tutte le sue concubine.

Ma qualcosa non dovette andare per il verso giusto, perché nella seguente

battaglia Assalonne prese la fuga ma gli si impigliarono le corna tra i rami di

una grossa quercia e rimase lì sospeso finché non lo trafissero come un tordo.

 

Passata la paura, Davide ci pensò su  decise di prendere provvedimenti per la

successione al trono e per il mantenimento delle proprietà anche dopo la morte

del legittimo proprietario.

Allora fece impiccare tutti i figli di Saul e visto che era rimasto solo il suo

Salomone,  inventò l'eredità, dopo di che si mise a cantare:

"Il signore é la mia roccia

la mia fortezza,

il mio rifugio,

la mia rocca,

il mio scampo,

il mio salvatore

il mio scudo

e via così per salmi e salmi, finché il suo Dio, benevolo e misericordioso, si

accorse del suo umile servo, gli si accostò e gli disse:

" Ma lo sai che sei proprio un bravo figliolo? Ma lo sai che quasi quasi io ti

tolgo qualche peccatuccio di cui ti sei macchiato come per esempio, l'omicidio,

la strage, il concubinaggio, il tradimento, la bigamia, il furto e

l'usurpazione? Ma lo sai che quasi quasi io nell'immensa mia benevolenza ti

cancello queste colpe? "

Al che Davide ripartì col panegirico:

Il signore é il mio pastore e nulla mi mancherà  e via per altri duecento

salmi.

Allora Lui, sorridendo benevolo gli disse: "Va bene, ma una piccola

penitenziuccia la vogliamo fare, sì o no?"

-Ma si,- disse Davide - e facciamo questa penitenzuccia! -

" Allora scegli: dire, fare, baciare, lettera o testamento? "

Davide scelse "fare" e Silvio gli chiese:

" Preferisci patire sette anni la fame, fuggire per tre mesi dal tuo nemico che

ti inseguirà senza darti tregua oppure tre bei giorni di peste per il tuo

popolo?"

E Davide che quando c'era da fare l'altruista non lo batteva nessuno disse:

-Ma facciamo tre giorni di peste, e che non se ne parli piu' -

E così Silvio fece una strage, facendo morire settantamila innocenti.

E alla fine Davide, tutto contento eresse un altare sul Monte di Sion.

Questo per dirti che anche Silvio ormai era diventato monarchico.

 

 

 

SALOMONE

 

Quando un uomo invecchia e comincia ad avere così freddo che non riesce piu' a

scaldarsi, di solito in famiglia i parenti cominciano a mormorare " bisogna

ricoverare il nonno". A Davide invece successe che gli misero nel letto una

verginella calda calda ma lui si lamentava lo stesso per il suo destino troppo

duro, ma solo quello.

Dopo una sventata congiura di palazzo, finalmente Salomone salì al potere e

fece fuori il fratello Adonia e Gioab che avevano tutti e due invocato la

clemenza toccando l'altare nella tenda del loro Dio.

Affinché il sangue di questi due innocenti non ricadesse sul suo capo, il gran

figlio di una Betsabea li fece uccidere da Benaià, inventando così il sicario

prezzolato, figura benemerita nella storia della monarchia.

Dopo questo misfatto rimasto impunito, Salomone sposò la figlia del Faraone per

non avere problemi ai confini del regno e cominciò la costruzione del Tempio.

 

Un giorno gli vennero portate davanti due prostitute che litigavano perché si

contendevano un bambino. Ognuna di loro diceva di essere la legittima madre e

cioccavano e gridavano e si tiravano i capelli disturbando Salomone che era

tutto preso coi progetti per la costruzione del Tempio.

Lui si infastidì di tutto quel casino e allora ordino:

-Smettetela di rompermi il cazzo con queste due troie, tagliate il bambino in

due e dategliene un pezzo ad ognuna così imparano -

Al che una delle due si calmò mentre l'altra gridò di non fare del male al

bambino che non lo voleva piu', ma che lo dessero a quell'altra. Al che Salomone

capì che l'amministrazione della giustizia é un'arma micidiale, così lui

diede il bambino a quell'altra e  rinforzò il suo potere avocando a sé la

giustizia.

Così da quel giorno, chiunque volesse mantenere un privilegio aveva bisogno di

una legge promulgata dal Re, per far applicare la legge aveva bisogno dei

soldati al servizio del Re e per quelli che violavano la legge c'era la chiamata

a giudizio, naturalmente dal Re.

E la madre legittima del bambino conteso? Vi chiederete voi.

Tutto é bene quel che finisce in bene.

Voleva giustizia e venne giustiziata.

 

 

 

IL MEROLONE DI SALOMONE

 

Piu' il tempo passava e piu' la fama di Salomone varcava ogni confine.

E si parlava delle ricchezze del Re Salomone, favolose.

E le miniere del Re Salomone, infinite.

E le donne di Re Salomone, bellissime

E il Tempio del Re Salomone, inimitabile.

Ma la cosa che a quei tempi lo rese maggiormente famoso, fu l'anello del Re

Salomone che altri non era che un cerchietto d'oro con cui lui aveva fatto il

"piercing" al suo membro e che teneva imprigionato quello scatenato, tanto che

le donne un pò per celia e un pò per non morire, lo maneggiavano tenendolo per

l'anello così come il fattore afferra il naso del toro per portarlo alla monta.

 

La regina di Saba, che era una bbona, avendo udito parlare della fama del Re

Salomone si precipitò per metterlo alla prova e quando finalmente poté toccare

con mano tanta opulenza disse:

-         Era proprio tutto vero quanto ho udito al mio paese, ma non l'ho

creduto finché non sono venuta. - e se ne andò soddisfatta non senza aver

lasciato l'obolo di diamanti, cammelli, tessuti, perché a quei tempi, erano le

donne che pagavano.

Salomone ebbe per mogli settecento principesse e trecento concubine e regnò per

quarant'anni in mezzo a tutte queste donne beato e felice, perché tutte quelle isteriche

intorno a lui gridavano dalla mattina alla sera sì che sembrava di essere al mercato

del pesce, e lui serafico che diceva a tutte:

- Sì, cara - e sorrideva, perché il suo Dio degli eserciti, lo aveva benevolmente fatto

diventare sordo.

 

Dopo Salomone il regno venne diviso in due tra Roboamo e Geroboamo, poi venne

Abian, Asa Nabad, Baasa, Ela, Zimri, Omri, Acab e Elia ma le cose per il popolo,

ormai restarono sempre le stesse anzi, se si può dire, peggiorarono perché con

la costruzione del Tempio si formò attorno a Davide e poi a Salomone e a tutti

gli altri Re, una cosiddetta "classe dirigente" che era costituita da

ventiquattromila leviti che dirigevano i lavori del tempio, seimila scribi,

quattromila portieri e quattromila che durante la costruzione lodavano il

Signore.

 

Poi vi erano i Ghersoniti, i Ladaniti e i Simeniti che coi figli della tribu' di

Aronne, furono scelti per consacrare le cose sacrosante loro e i loro figli e i

figli dei figli, grazie all'istituto dell'eredità tanto benevolmente messo in

pratica da Davide e mantenuto dai Re seguenti.

Poi a questa classe dirigente si affiancarono le classi dei sacerdoti, dei

cantori, dei portieri, i militari, i capi delle tribu' e i loro aiutanti, gli

incaricati alla custodia del tesoro, all'agricoltura, alle vigne, al bestiame, e

alle vendite. Praticamente con la costruzione del Tempio vennero istituiti i

Ministeri, i sottosegretari e i portaborse.

Ma a lavorare, ci andavano sempre gli stessi

 

.

 

L'IMPERO PERSIANO

 

Le cose andarono avanti un bel pò di anni e anche gli altri popoli che non

erano micchi, invece di starsene in pace a godersi i frutti del loro lavoro, si

fecero tutti piu' o meno assoggettare da un Re o Principe o qualcuno insomma che

li proteggesse mentre loro si facevano un culo così,  producevano ricchezza per

tutti ma chi se la godeva erano solo i nobili perché quelli che lavoravano non

avevano tempo ma i nobili di tempo ce ne avevano a iosa, tra una guerra e

l'altra, perché ogni tanto, per ragioni piu' o meno futili, un Re dichiarava

guerra ad un altro Re e allora diceva alla gente:

-Popolo! - perché quando la gente la devi intortare é meglio che la chiami

popolo - Popolo, i nostri vicini vogliono le nostre terre,  smettetela di

lavorare e prendete in mano i bastoni per difendere la nostra Patria.-

E capirete che questo discorso andava bene per tutti, sia per il Re dei bianchi

contro i neri, che per il Re dei neri contro i bianchi e così il popolo

prendeva in mano i bastoni ed andava a farsi massacrare dai soldati tutti

vestiti di ferro e con lame affilate che li tagliuzzavano come tanti spezzatini.

Finché i due Re facevano pace e il popolo piangeva i suoi morti.

Poi tornavano tutti a lavorare.

Meno i nobili che andavano a caccia con il Re.

 

Invece successe che Nabuccodonosor che era una lenza, fece una bella pensata:

Perché, si disse, debbo ammazzare gli ebrei quando posso derubarli di ogni loro

avere e deportarli a Babilonia per farli lavorare gratis?

E inventò il bottino di guerra.

 

Quando salì al potere Ciro il Grande di Persia, chiamò Mitridate il suo

tesoriere e si fece contare il bottino di guerra degli ebrei che era costituito

da:

Trenta bacinelle d'oro, mille d'argento, ventinove coltelli, trenta coppe d'oro,

quattrocentodieci coppe d'argento e altre mille suppellettili.

Allora Ciro si disse: - Ma io per queste quattro cianfrusaglie devo mantenere

quarantatremila persone, seimila asini, milleduecento tra cavalli e cammelli e

cantori, sacerdoti, schiave e puttane? Ma andassero tutti a quel paese! - e li

rimandò tutti a casa loro.

Quello che può sembrare un passo indietro per la Monarchia si rivelò invece

una mossa astuta, perché una volta tornati a casa loro, gli ebrei nel loro

territorio, dovevano lavorare per il Re di Persia il quale aveva imposto il

cambio della moneta persiana per il doppio della moneta israelita, e così con

le ricchezze che il popolo israelita gli versava, il Re di Persia comprava da

Israele le materie prime pagandole con la moneta locale, invece vendeva

manufatti e servizi accettando solo moneta persiana.

Aveva inventato l'Impero e l'imperialismo.

 

Ora a rigor di logica, questo andazzo non avrebbe potuto durare per molto,

perché il popolo unito avrebbe potuto ribellarsi in mille modi all'oppressore

straniero, e se non proprio al tempo di Ciro, almeno durante il regno di

Artaserse o almeno a quello successivo di Dario, avrebbero potuto prima o poi

approfittare di un momento di debolezza politica di uno dei Re di Babilonia per

rompere le catene, e invece no. E sapete perché? Perché Ciro, non per nulla

detto il Grande, nel mandarli a quel paese, ciòé il loro, gli disse:

-Ma perché non vi ricostruite il Tempio distrutto da quel buontempone di

Nabuccodionosor? -

E fu così che di fazione in fazione, di opposizione ai lavori, di lotte tra

tribu' che volevano essere le uniche depositarie della costruzione del Tempio,

il Tempio sta ancora lì con tutte le sue belle rovine e Bagdad ha fatto in

tempo a mangiarsi tutto il capitale con Saddam Hussein, senza che si facessero

concreti passi avanti in nessuna direzione.

Perché Ciro aveva inventato il confronto politico.

 

E finalmente arrivò Alessandro Magno, figlio di Filippo il Macedone che dopo

aver battuto Dario, regnò su un impero che dalla Grecia si estendeva su tutto

il mondo allora conosciuto.

Ammalatosi giovane, capì subito che non avrebbe potuto mantenere da solo tutto

quel ben di Dio e così ebbe un colpo di genio: all'insegna del "Divide et

impera" prese alcuni dei suoi ufficiali piu' illustri che erano stati educati

con lui fin dalla fanciullezza e divise con loro il Grande Impero MENTRE ERA

ANCORA VIVO!.

Che cosa aveva inventato Alessandro Magno?

Aveva inventato il Governo di coalizione.

 

Ma dall'altra parte del Mare Nostrum un'altra Civiltà avanzava.

I Romani, un gruppuscolo di violenti e poco acculturati, dopo aver distrutto le

popolazioni pacifiche dell'Italia centrale, si misero in testa di moltiplicarsi

senza pagare la dote per le legittime mogli e rapirono le Sabine. Poi

distrussero tutto quello che incontrarono sul loro percorso e sui loro commerci

fino a Cartagine.

Dopo di che instaurarono il monopolio.

Alla fine però si dissero: ma perché distruggere gli altri commerci quando

invece possiamo esportare la nostra tecnologia e costringerli a produrre per

noi?

Così ogni soldato romano si mise nello zaino un badile, il filo a piombo e

squadra, e dopo aver combattuto e conquistato nuove terre, insegnava alle

popolazioni locali a costruire le strade, a fare case in muratura, acquedotti et

similia. Poi organizzava i commerci e Roma incassava i tributi.

Avevano inventato il colonialismo.

 

 

 

 

 

 

PARTE SECONDA

 

A questo punto devo ringraziare la mia buona stella per essere arrivato a questa

parte che come sapete, parte seconda.

Perché se partiva prima, mi avrebbero già bruciato su un rogo alto così per

poi spargere le mie ceneri ai quattro venti.

Perché arriva adesso la parte difficile da spiegare.

Innanzi tutto una premessa:

Siamo tutti qui ad analizzare l'organizzazione sociale degli ultimi due millenni

e non certo a contestare tutto ciò che é materia di fede, ma é arrivato il

momento di parlare di Gesu' Cristo e capirete che adesso ci inoltriamo in un

terreno così minato che per una parola in piu' o in meno, l'Inquisizione ha

pure garrotato gente migliore di me, che non era poca.

Allora, noi crediamo a tutto quello che appartiene alla nostra Religione, e non

contestiamo affatto che Gesu' Cristo sia figlio di Dio, anche se lui non l'ha

mai detto (Massì, una volta l’ha detto, ma sotto tortura).

Accettiamo che sia nato da una donna che aveva fatto solo il "petting" col

fidanzato e che fosse rimasta incinta senza penetrazione. Non contestiamo che

Lui  camminasse sulle acque, moltiplicasse derrate, che maledisse un fico che

non faceva frutti fuori stagione, che si alzasse con il corpo e uscisse

dall'orbita terrestre dopo aver superato il punto G.

Ma per continuare la nostra storia abbiamo bisogno di lavorare sull' ipotesi che

Cristo fosse umano, bravo, furbo, appassionato, buono.

E qui casca l'asino. Perché sono secoli che ci riempiamo tutti la bocca con la

bontà e con la necessità di essere piu' buoni, e poi andiamo in giro per il

mondo a sbudellare, torturare, opprimere, con crocifissi e Bibbie in mano.

E se capita poi qualcuno che é buono davvero, tutti a guardarlo un poco in

cagnesco, ma se lui insiste, alla fine lì a dargli un premio, la caramella, la

pacca sulla spalla,  l'Ambrogino, il Nobel per la Pace...

Ma se per caso capita che sei buono, ma proprio buono, allora dicono di te  che

non é possibile, che non sei normale, e allora ti fanno Santo.

Ma se anche da Santo sei buono ma buono allora diranno di te che non é

concepibile che così buono tu possa essere umano, e allora diranno che sei

figlio di Dio.

Quindi per concludere, la prima considerazione: meno male che Gesu' Cristo é

figlio di Dio e non si mette in dubbio altrimenti, andava a finire che mettevano

in giro la voce.

 

Anche se a pensarci bene, a quei tempi, dopo che i sacerdoti del Tempio ti

avevano estorto i contributi con l'inganno perché dicevano di essere al

servizio del loro Dio, dopo che Mosé aveva istituito i tributi per la Chiesa

dicendo che lui parlava col vero Dio faccia a faccia, dopo che i Re si facevano

mantenere dalla comunità perché dicevano di essere unti del Signore, a un

povero Cristo che arrivava da quelle parti, non rimaneva piu' nulla da dire, e

se voleva veramente attirare l'attenzione sui suoi discorsi, cos'altro poteva

inventarsi?

 

Ma continuando le nostre considerazioni, diciamo che Gesu' Cristo non ha affatto

tentato di cambiare la struttura sociale che gli stava intorno:  venne

circonciso, cacciò i commercianti dal Tempio, insultò i preti di allora, ciòé

gli scribi e i farisei, e anche quando gli chiesero se bisognava pagare le tasse

lui rispose:

-Date a Cesare quel che é di Cesare - e i Romani capirono ventun coltellate e

aspettarono le Idi di Marzo per dargliele in Senato.

 

Di fatto, la rivoluzione cristiana si può sitetizzare in:

1) Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, che significa

fai un pò quello che ti pare ma fallo con grazia.

2) Ama il tuo prossimo, non questo, il prossimo.

 

Successe tutto il giorno di Pasqua del 33.  Cominciarono fulmini, tuoni, lampi e

tempesta e Gesu' Cristo, che uscì dal sepolcro, avviandosi verso casa, disse: -

Non ci sono piu' le stagioni di una volta - e andò a quella famosa cena che era

da venerdì che la rimandavano.

 

Furono gli Apostoli che nel costituire l'idea di una nuova società pensarono a

una comunità di tutti uguali, dove tutti si amavano e dove ognuno dava alla

società secondo le proprie capacità e prelevava a seconda dei bisogni.

Avevano inventato il socialismo reale.

 

 

L'IMPERO ROMANO

 

Le cose funzionavano così: Roma aveva un esercito imbattibile che se ne stava

in giro per il mondo conosciuto a fare sfracelli, a conquistare province, a

sedare rivolte.

Una parte di tutti i beni prodotti nell'Impero veniva convogliata a Roma che

esportava la sua tecnologia, le strade, l'esercito, la lingua latina, la

scrittura.

Un rigido e complicato codice di diritto che é arrivato pressocché intatto

fino ai nostri giorni, regolava e difendeva le proprietà dei pochi eletti,

mentre la stragrande maggioranza degli abitanti dell'impero non aveva e non

contava un cazzo.

In pratica però a Roma a lungo andare non si produceva piu' nulla e questo

portò la decadenza e la rovina dell'impero.

Se ci fate caso, assomiglia brutalmente all'Impero Americano dei nostri giorni.

 

Le due cause principali della caduta dell'impero Romano, furono, a detta degli

esperti,  la perdita dell'Egitto e di conseguenza la mancanza di un supporto per

la scrittura quale il papiro, e la corruzione che venne dalla Grecia, prima di

tutto con le sette segrete che di nascosto diffondevano una strana dottrina

degli schiavi chiamata Cristianesimo, in cui si diceva, udite udite, che siamo

tutti uguali !

Poi perché perduti i vasi greci, che oltre tutto costituivano un altro prezioso

supporto per la scrittura, cominciarono a stipare il vino in recipienti di

metallo con leghe al piombo e zinco che minarono la salute della popolazione.

 

Poi ci furono altre mille concause, quali l'emigrazione clandestina di popoli

che cercavano climi piu' miti e condizioni di vita migliori, la corruzione della

classe politica, la mancanza di giustizia, insomma uguale uguale a noi, adesso,

qui.

 

Successero molte cose, dalla caduta dell'Impero Romano, la piu' importante delle

quali fu che tale caduta si trascinò dietro un casino di cose, di fatti, di

strutture, di idee.

Ma la cosa piu' importante di quel periodo e di tutto il Medio Evo, la scintilla

che tenne acceso l'ingegno, il collante che tenne insieme l'Italia e l'Europa,

fu l'odio e la paura.

 

La paura fece sì che intere popolazioni si chiudessero tra le mura di città

fortificate, sotto castelli inespugnabili, e l'odio fece in modo che tali città

si facessero continuamente la guerra tra di loro, mai andando d'accordo su

niente, e se tu eri nemico del mio vicino allora eri mio amico con cui si

potevano costruire alleanze da tradire alla prima opportunità.

 

I due imperi limitrofi all'Europa, quello Islamico e quello Mongolo/Cinese,

invece, all'insegna del volemose bbene e siamo tutti figli di dio e

dell'Imperatore, a dispetto di tutta la tecnologia che disponevano, non fecero

molti progressi ed é facile capire il perché.

Un giorno l'imperatore della Cina, che per ragioni religiose, voleva tenere il

suo popolo legato alla sua terra, promulgò un editto con cui

ordinava a tutto l'impero di distruggere la flotta, e tutta la flotta cinese

venne distrutta in un giorno!

Capirete che se per esempio la stessa cosa fosse successa in Europa,

difficilmente si sarebbe potuto far eseguire lo stesso ordine a Genova, Pisa,

Livorno, Venezia, Amalfi, Londra, Madrid, Oporto, Oslo, Anversa, Edimburgo,

Cipro e Gibilterra.

E così quando l'Islam proibì le arti figurative, alcune forme di scrittura, e

contatti commerciali con l'Europa tutti obbedirono, chiudendosi in un'autarchia

alla lunga dannosa e improduttiva.

L’Occidente invece odiava, e sopravvisse.

Ma andiamo oltre

 

Diciamo che per lunghi secoli, le cose per il popolo bue non cambiarono di

molto, ci fu l'editto di Costantino per liberalizzare il culto, e qualche

Concilio per dire se Gesu' fosse transustanziale con il Padre o per stabilire se

il Vescovo di Roma fosse superiore a tutti gli altri, ma per la povera gente ci

fu solo  una Carta dei diritti dell'Uomo del 1200 promulgata in Inghilterra, che

non é molto, ma che fece da riferimento per i Padri fondatori degli Stati Uniti

che la misero nella Costituzione. Poi fino alla Rivoluzione Francese non successe

un bel niente.

 

 

 

LA REVOLUTION

 

La Rivoluzione Francese insegnò all'umanità un casino di cose, ma le

fondamentali sono solo un paio:

Primo, appena arrivi al potere con un atto rivoluzionario, taglia la testa a

tutti i perdenti altrimenti, si nascondono sotto terra come le patate e al primo

sole della controriforma, ricicciano.

Secondo: già che ci sei, taglia la testa anche ai primi vincitori che si

insediano al potere, così quelli che vengono dopo, ci pensano un pò su prima

di farsi corrompere.

 

Fu così che il vento della rivoluzione spazzò via tutto il vecchio, dai nomi

delle cose, ai concetti filosofici, e il popolo era sovrano, e tutti potevano

votare per eleggere i propri amministratori meno  le donne, e i palazzi

sequestrati ai nobili diventavano di proprietà del popolo prendendo ognuno una

funzione sociale, uno dove si andava a scuola, uno per fare l'ospedale, uno per

l'amministrazione. Insomma, c'era da non crderci, il popolo finalmente respirava

una ventata d'aria nuova. Respirò così tanto che arrivò Napoleone e restaurò

tutti i privilegi della tirannia.

 

Si fa in fretta adesso a dire che Napoleone era un fetentone, perché forse non

lo era del tutto. Ma Bonaparte, sì.

Lui voleva un'Europa unita sotto la sua corona, che poi era quello che vollero

Hitler da una parte del mare e Lincoln dall'altra, e tutti e tre sapevano che

unificazioni così drastiche si possono ottenere soltanto tramite una guerra e

così chiamarono il popolo e gli dissero:

-Armiamoci e partite! - e via, coi macelli culminati con le due guerre mondiali

che a tutt'oggi hanno lasciato una situazione che si può facilmente

sintetizzare in poche parole:

 

- Non ci sono risorse per tutti

- Allora é meglio che quelle poche ce le teniamo noi

- E agli altri, ciccia

 

Ma nuovi cataclismi si profilano all'orrizzonte. Nuove orde barbariche bussano

ai confini dell'impero e a noi e alle nostre coscienze si pone di nuovo la

domanda:

é meglio cacciarli via, a rischio che diventino pericolosi e improduttivi o non

é meglio accettarli ed emarginarli in lavori umilianti che tanto non vuole fare

piu' nessuno, finché non imparano a stare in fabbrica a produrre beni a basso

costo?

é meglio che stiano a casa loro a fabbricare maglioncini e palloni da football

per un pugno di riso o é meglio che vengano a farli qui così possiamo

togliergli una parte dei guadagni con affitti esosi, cibo esotico importato ad

alto costo esclusivamente per loro, imposte e tasse ?

é meglio che loro stiano lì e noi andiamo lì in vacanza coi villaggi Alpitour

a fotografarli e adire "pittoresco!" o non é forse meglio che loro si

accalchino tutti qui così noi poi ci trasferiamo lì dove troviamo tutto pulito

e poco inquinato?

Ai posters l'ardua sentenza.

 

 

FINE ?

 

 

 

 

 

ATTI DEGLI APOSTOLI, dei PISTOLA, di APICELLA

 

 

Lettera ai nuovaiorchesi

 

Berlusconi in un´intervista al New York Times: "Non mi diverto proprio. Ho una barca a vela ma in due anni ci sono andato soltanto un giorno. Sono due o tre anni che manco dalla mia casa alle Bermude. Lo stesso per la mia casa a Portofino, dove negli ultimi nove mesi ho messo piede soltanto una volta. La mia vita é cambiata. La qualità della mia vita é diventata pessima. Che lavoro brutale".
E alla domanda "Perché lo fa?" risponde: "se in questo momento lasciassi la politica, l´Italia cadrebbe nelle mani dei comunisti"

 

 

Lettere ai cerebrolesi:

 

"é finito il semestre europeo, mi dedico al governo, e vi assicuro che alle elezioni europee stravinceremo" (Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 19-12-2004).

"Berlusconi le vincerà, queste elezioni"
(Sandro Bondi, La Stampa, 21-12-2003).

"Abbiamo vinto le elezioni con il 49.8 per cento, oggi siamo al 48.3 nella fase più delicata della vita di ogni governo. Sono il leader europeo di gran lunga con il maggior sostegno"
(Silvio Berlusconi, Ansa, 20-12-2003).

"Prenderemo il 25%, anche di più. Siamo già nella Storia e continueremo a starci da protagonisti" (Silvio Berlusconi, congresso di Assago, 29-5-2004).

"Perdere le elezioni? é una ipotesi della irrealtà, e io non faccio commenti all'irreale. Lo dicono i giornali, ma quelli sono controllati all'85% dalla sinistra. Mitterrand ha governato 14 anni, Kohl 16, io sono più veloce, me ne bastano 10"  (Silvio Berlusconi, 25-5-2004).

"Forza Italia quelli del Triciclo li batterà da sola. Manterremo i voti delle politiche, cioè il 29.8%, dieci punti in più della sinistra sotto la bandiera prodiana. Faremo una campagna come si deve"  (Silvio Berlusconi, 15-2-2004).

 

"Ragazzi, nei sondaggi siamo poco sopra il 23.5%, ma sono certo che alla fine arriveremo oltre il 25%" (Silvio Berlusconi, 18-3-2004).

"Alla fine tutti i partiti del Polo potranno dirsi soddisfatti: Forza Italia raggiungerà il 25%, manca un pelo per arrivarci. L'Udc è intorno al 4 per cento. An al 10.5. Insomma, le elezioni europee non
dovrebbero andare male"  (Silvio Berlusconi, La Stampa, 4 -6-2004)

 

Sesto S.Giovanni (Milano), 21 giu. (Apcom) - "È una cosa indegna la cancellazione di schede a nostro favore che avviene quotidianamente nei nostri seggi e che mette voti in più sul loro conto e meno nel nostro. Una cancellazione che avviene a opera dell'esercito di professionisti
del centro sinistra rispetto ai nostri dilettanti che vengono fatti fessi".

 

«Quando io prendo una decisione inizia il confronto con gli alleati e poi bisogna andare in commissione e poi in aula alla Camera. Tutto ciò richiede molto tempo. Poi tocca ai senatori che devono dimostrare di non venire a Roma solo per avere un'amante. Datemi il 51 per cento e risolvo tutto». Silvio Berlusconi, AdnKronos, 24 maggio 2004



Lettere agli Assaghesi:

 

PER LA SERIE: MA DOVE VIVE IL CAVALIERE?

Ecco l’ultima dal Tendone di Assago dove si é esibito il nostro Hudini liftato:

"Dopo avere lungamente combattuto in Parlamento per introdurre una nuova
legge per il settore delle opere pubbliche, abbiamo cominciato a
realizzare le grandi opere che ci mancavano: trafori alpini, autostrade,
ferrovie, metropolitane, reti idriche. Basta guardarsi attorno per
accorgersi che non accadeva da 40 anni che l'Italia fosse così ricca di
cantieri".

 

 

Erano tutti molto distratti, ad Assago. Ma in un intervento Silvio Berlusconi ha letto una poesia di Umberto Saba, dicendo di averla studiata quando faceva “arte filodrammatica”. E sapete dove? “Alla Scala”…

 

BERLUSCONI, SENATORI CON AMANTE? OLTRE 400 KM NON é PECCATO
Avere l'amante oltre i 400 km di distanza ''non é peccatò', neanche per un
senatore. Risate in sala a questa battuta di Silvio Berlusconi, a Palazzo
Isimbardi. Il premier l'ha buttata lì, nel mezzo di un ragionamento sulla
difficoltà di fare leggi e riforme in Italia a causa del complesso iter
parlamentare. ''Io inizio e prendo una decisione - ha spiegato -. Poi
comincia il confronto con gli alleati, e alla fine di una lunga discussione
la coalizione decide. Allora il disegno va in commissione alla Camera, e si
discute, e poi si va in aula, si cambia qualcosina e tutto ricomincia da
capo. Se va bene, passano sei mesì'. Poi si ricomincia in Senato, ''e i
senatori - ha detto Berlusconi - cambiano ancora qualcosina, per dimostrare
a moglie e figli che non vanno a Roma solo perché hanno l'amante. Basta
cambiare una norma, e bloccano tuttò'. Però, ha riflettuto sorridendo
Berlusconi a proposito dell'amante, ''oltre i 400 km di distanza, l'amante
non conta. Come si dice a Napoli, in questi casi 'a commare nun é
peccatò'.  24/05/2004 17:30

 

 

Lettere ai neozelandesi:

 

Visita a Roma del primo ministro della Nuova Zelanda. Il Cavaliere le ha fatto capire di puntare a un ruolo di mediazione per l’Italia, ponte tra Stati Uniti ed Europa, tra Stati Uniti e paesi arabi. «Dopo le elezioni, vorrei tornare in Medio Oriente», ha fatto sapere.

Silvio, forse non te ne rendi conto, ma sapessi quanti italiani dopo le elezioni ti ci manderebbero!

 

"Sono un pò occupato. Sto facendo 24 riforme per cambiare ed ammodernare il mio Paese. Appena avrò un pò di tempo libero verrò nella vostra terra" ha anche detto il Nostro a Helen Elisabeth Clark, primo ministro della Nuova Zelanda che ha cortesemente replicato all'inquilino di Palazzo Chigi: "Venga pure quando avrà finito”

 

 

Lettere Ai waschingtonesi:

 

Cena di Berlusconi alla loggia dei «Sons of Italy», a Washington. Per la
prima volta un presidente americano e uno italiano insieme in campagna
elettorale. Durante il discorso di prammatica il Nostro ha chiamato la bandiera
americana «strip and stripes» (tutti questi strip saranno freudiani? ).

Ha detto che combattiamo «perché alcuni vogliono un Iraq fondamentalista»  ( quello era l'Afghanistan). Poi il gran finale: «Quando i comunisti hanno attaccato le Due Torri....». Questa l’ha pubblicata persino il Washington Post.

 

 

ATTI PROCESSUALI:

 

(ANSA)ROMA, 20 MAG 2004 - La Cassazione conferma la prescrizione per Berlusconi in relazione all'accusa di falso in bilancio riguardo ai bilanci Fininvest. I supremi giudici spiegano di aver convalidato la decisione del Gip di dichiarare prescritto il reato. La Procura di Milano, nel ricorrere, aveva invece sostenuto che il reato non era
prescritto perché era stato reiterato fino al 1996 e successivamente.
Piazza Cavour ha risposto che la contestazione 'é troppo genericà.

 

Berlusconi effettivamente è in affari con Cosa Noistra lo dice la
SENTENZA del 23 giugno 2001 della Corte di assise di appello di
Caltanissetta composta dai giudici togati Giancarlo Trizzino e il
relatore Vincenzo Pedone più sei giurati popolari: condannano 37
persone , di cui 29 all'ergastolo, e ne assolvono 3 per la strage di
Capaci e l'assassinio di Giovanni Falcone.
é una sentenza clamorosa, per questo passata sotto silenzio!
In essa si afferma che "sono provati rapporti fruttuosi, quanto meno
sotto il profilo economico, fra Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri
da una parte e Cosa Nostra dall'altra".
Non solo, ma conclude che si debbono approfondire le indagini su
Fininvest allo scopo di chiarire quali potrebbero essere i mandanti
occulti di quella strage!
Del resto lo dice anche che
Il DECRETO DI ACHIVIAZIONE  contro Berlusconi-Dell'Utri
nonostante le accuse di sei pentiti sui "mandanti esterni"
all'omicidio di Borsellino indicassero i nomi dei due compari:
si archivia in quanto i picciotti essendo al corrente degli affari
intercorrenti tra i loro boss e Dellutri e Berlusconi, hanno potuto
supporre che la morte di Borsellino facesse comodo a entrambe le
parti.

Che il Puppetmaster avesse poi rapporti con Cosa Nostra è cosa
notissima: egli stesso confessò di aver cominciato a pagare un pizzo
già negli anni 80, Galliani comprò le TV locali dalla mafia, il killer
Vittorio Mangano ergastolano abitò per quasi tre anni a Arcore e cenò
ogni sera col piduista e il pregiudicato Dellutri. Borsellino lo
indico, una settimana prima di essere ucciso, Mangano quale
terminatore del lavaggio del denaro sporco a Milano.
E tutti sanno che in quegfli anni fiumi di miliardi ANONIMI E CONTANTI
piovvero sulle 38 holding della neonata Fininvest presso la Banca
Rasini, detta la Banda dela Mafia, diretta da don luigi Berluscon,
padre di contanto Silvio.

 

 

TESTIMONIANZE:

 

« Berlusconi? Un adorabile mattocchio che non conosce i confini tra i soldi, la politica, la legge e il teatro».  Giuliano Ferrara

 

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto.
Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo"
(I. Montanelli)

 

Berlusconi si è iscritto alla P2 il 26 gennaio del 1978 (stessa data di iscrizione di Roberto Gervaso), il suo numero di iscrizione è ormai ultranoto: 1816, codice E19.78, gruppo 17,
fascicolo 0625. Non solo, il suo versamento della quota, di lOOmila lire, con ricevuta numero 104 è del 5 maggio del 1978 stesso.

 

Il burattinaio dei falsi dossier è a palazzo Chigi, così disse Fassino. Ovvio.
Chi ricorda il caso DiPietro coi falsari galeotti Strazzèera e Corticchia lo sa da tempo.
Telekom Serbia è una seconda clamorosa prova: i Marini, i Pazienza, i Volpe, i Vito... sono tutti pregiudicati e falsari (anche se Vito è stato promosso a giudice dalla gang di Forza Italia!!!!!).

 

Ben Hammar in un'intervista al quotidiano francese Le Monde: "Bettino Craxi mi invita a una serata molto vip ad Hammamet e mi chiede di portarmi delle attrici. Scelgo le più carine e quelle che riescono a spiccicare due parole. Berlusconi, molto impressionato, canta e balla per tutta la notte prima di annunciare che, a sua volta, darà una grande festa per ringraziare il nostro ospite. Mi dice di tornare con le mie amiche. Lui, da parte sua, farà venire da Roma un aereo con le più belle ragazze che lavorano a Canale 5. é dopo questa sfida che siamo diventati amici".

 

PAX VOBISCUM

 

"Continueremo a fare quello che riteniamo essere il nostro dovere. E continueremo a farlo senza esitazione, anche se costa,come è costato a voi".é quanto ha affermato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi rivolgendosi ai parenti delle vittime italiane di Nassirya

 

"Le nostre truppe non sono occupanti, ma portano la pace e la libertà; invitiamo tutti gli irakeni a lavorare insieme a noi". "Rimaniamo per garantire le condizioni di sicurezza". Silvio Berlusconi, Londinium 27/4/2004

 

“CHI VOTA A SINISTRA é STUPIDO…”

 

E PER FINIRE VENIAMO ALLA SATIRA

 

Il genio di Silvio si è rivelato proprio nella Satira. Non per niente si è laureato con 110 e lode ( ma volevano dargli di più, dice lui) con una tesi sulla pubblicità e la comunicazione. In realtà la Satira su Berlu-sconi c’era già molto prima di Silvio, l’aveva portata nell’ avan-spettacolo Tino Scotti, al cinema Besozzi, Nicheli, poi in televisione Bramieri, Ric & Gian e molti altri. Insomma quando è arrivato IL Silvio con la sua aria del Baùscia, tutto il popolo televisivo lo ha riconosciuto e ha riso di gusto. Così lui ridendo ridendo, facendoli ridere si è fregato il piatto.

Capito com'è andata?

 

Noi Satiri del Web, cani sciolti senza greppia di carta dove mangiare e liberi da qualsiasi guinzaglio dei direttori di giornale, ci siamo scatenati sui social, prendendolo per il naso (diciamo così) a sangue.

Riporto alcune vignette degli esordi, di alcuni famosi sconosciuti.

Chiedo scusa per lo scippo, ma se qualcuno ha da recriminare, me lo scriva e provvedo.

 

 

 

 

 

 

Il caso più  clamoroso, e costituì un precedente, si verificò con le vignette che prendevano in  giro la campagna elettorale di Berlusconi. Ci scrisse un tale pregandoci di postare sul suo sito le caricature che avevamo inventato. E così feci pure io…

 

 

 

Successe dopo qualche tempo, che ricevetti una lettera dall’editore Mursia (credo fosse una circolare diretta a tutti gli autori di quelle manipolazioni) in cui diceva che poiché dette vignette erano state pubblicate in un libro, adesso avevano un copyright e non potevano essere riprodotte.

Cioè l’avevano scritto a me, che ero l’autore!!

Imparammo così, che tutto quello che passa sul Web viene considerato dominio pubblico mentre solo la stampa ha diritti esclusivi.

Da lì partirono furti sistematici anche di brani e articoli che poi abbiamo trovato in libri di celebrati autori. Molte battute vennero riciclate in famose trasmissioni da rinomati comici. Il tutto fino allo smascheramento del copia/incolla da parte di Luttazzi che anche per altre ragioni, scomparve dal panorama televisivo…

Insomma con la Satira pochi si arricchirono (escluso Berlusconi, naturalmente)

Ma ci facemmo tutti grasse risate…

 

…e adesso ritorna….

 

 

 

LO SPETTACOLO CONTINUA….

 

 

 

 

 

 

 

Le mie vignette

le trovate qui

www.amazon.it

poi CERCA

Vincent

Aldo

V

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

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