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LA BERLUBIBBIA E ALTRE SACRE SCRITURE

 

 

 

LA BERLUBIBBIA

E ALTRE SCRITTURE

 

 

 

Fratelli prediletti,

E' cominciato tutto da Vespa, quando $ua Emittenza aveva espresso il desiderio di stringere la mano al padre dei fratelli Cervi, che e' morto da un pezzo.

Cosi' ho  riscritto LAZZARO e poi la storia dei Talenti.

 

 

LA CAMPAGNA ELETTORALE

SECONDO GIOVANNI (11)

 

11. Silvio, la Resurrezione e la vita.

 

      Decise di andare allora in Credulonia, il paese di Siano e di sua sorella Vespa.  Sentito che Silvio veniva a Credulonia, il popolo tutto gli ando' incontro con rami di palma cantando Osanna Osanna tu che vieni dall'alto dei cieli  e visto il Silvio che il popolo lo chiedeva, decise di librarsi per un poco al di sopra delle loro teste.

 "Anvedi, il Silvio vola!" disse la folla in Giubilo 

"E te credo, ci ha l'elicottero!" e la folla:" Ma che strano, lui ci ha l'elicottero e le pale ce le fa girare a noi!.

 

    Vespa&Siano gli andarono incontro e gli dissero: "Vedi o Signore, che l'incontro che tanto hai anelato, non puotesi"

"Ma come parlano?" chiese un pastore col mantello di cachemire che si era fatto tessere dagli operai usando la lana pregiata del suo gregge.

 "Come ti chiami?" gli chiese il Silvio, l'unto e il bisunto. "Sono Bertinotti" gli rispose il cachemirista

 "Vade retro comunista" gli disse il Silvio "che devo stringere la mano al padre dei fratelli Cervi, ma solo se qualcuno mi dice che sono parenti certi, altrimenti il Bossi s'incazza."

 "Ma e' morto da tempo" gli disse Vespa  "Ma cosa dite? Il nostro amico dorme e si risvegliera' ve lo giuro sulla testa dei miei figli. E ci saranno 400.000 nuovi posti di lavoro all'anno, e tagliero' le tasse di 300.000 miliardi, e vendero' tutte le mie televisioni e mi ritirero' a fare vita ascetica..."  parlava mentre si allontanava e la folla di Credulonia lo seguiva con le palme mentre Tajani lo precedeva pulendo la strada polverosa con la lingua.

"Ma da dove vieni, Maestro?" gli chiese Vespa che era una prostituta che sapeva fare le domande giuste al momento giusto ;-))

"Da Cana" rispose il Slvio barcollando

"Ecco, il Maestro e' ancora ubriaco."

 

 

 

I TRIBUTI A CESARE

Secondo Matteo

 

 In illo tempore Silvio vagava per Credulonia portando il giro il Verbo e prendendo in giro la gente.

Incontro' uno storpio della gamba sinistra e gli fece conoscere uno storpio della gamba destra poi li mando' ad una telepromozione per comprare un paio di scarpe.

 Incontro' un paralitico sulla carrozzina e gli fece le gomme nuove.

Incontro' un cieco e gli disse:"Vedrai, vedrai" e il cieco:"Si'?" "Se non mi voti vedrai che culo che ti faccio!"

 Si sparse la voce fino al Sinedrio e venne il Cardinale Biffi per metterlo alla prova. Quando l'Unto lo riconobbe gli disse: "Sei tu quello che predica contro gli altri figli di Dio?" "Io no" rispose l'alto prelato. E il Silvio: "Ma non sta scritto: 'ama il tuo prossimo?' "Certo" rispose l'alto prelato "Ma non questo, il prossimo"

E il Silvio lo incalzo':"Predichi dunque contro i tuoi fratelli?" Al che rispose l'altro pelato ( Si', perche' erano in due: l'alto

prelato e l'altro che aveva chiesto di essere guarito dalla forfora e il Silvio lo aveva ridotto in quelle condizioni)

"Ma che dici? Per noi sono tutti fratelli! Sono LORO che sono Musulmani!

 

 Dopo una pausa di riflessione fu la volta dell'altro pelato che volle metterlo alla prova e gli chiese: "Secondo te, e' buona cosa pagare i tributi a Cesare?

Al che il Silvio che su questo tema era molto sensibile, per non cadere nella loro trappola chiese:

"Avete una moneta da cinquanta lire? Si'? Ebbene mostratemela!" Vedete qui nel retro quest'uomo nudo che lavora? Questo rappresenta l'italiano medio che lavora, lavora, e non ha nemmeno i soldi per vestirsi ma non ci bada e per fare

un dispetto al Governo si martella le palle sull'incudine!

Date a Cesare quel che e' di Cesare!"

 

 I prelati se ne tornarono al Sinedrio perplessi, perche' secondo loro l'unico Cesare che Silvio riconosceva era quel Previti che se gli devi dare quel che si merita, allora ci vogliono almeno tredici anni di galera.

Oppure si  trattava di Romiti...

 Invece i Romani capirono la lezione al volo e rientrarono immediatamente nella Capitale per dare a Cesare quel che era di Cesare. Infatti erano le Idi di Marzo e quando arrivo' Cesare in Senato, gli diedero ventun coltellate.

 Cadde Cesare ma quando gli venne incontro il suo figlioccio Quoque per dargli l'ultimo definitivo colpo, Cesare lo guardo' e disse la frase storica: "Ah Quoque, pure tu bruto figlio di...." E cadde come corpo morto cade*

 

 

*Si', lo so. La storia ha tramandato una traduzione diversa della frase di

Cesare, riferita a Bruto e Cassio ma qui non ci sono Cassi, la vera traduzione

e' questa.

 

 

 

LA BERLUBIBBIA

 

Mi sono fatto prendere la mano e ho riscritto un po' tutta la Bibbia ma ho

smesso perche' mi hanno accusato di accanimento elettorale.

Peccato.

Comunque, a futura memoria, eccoti i primi capitoli del Pentateuco.

 

 

Si chiama il Foglio e gia' dal nome capisci subito che ci potresti avvolgere

l'insalata senza nemmeno leggerlo. E' il giornale di Partito del Ferrara, che

per sottolineare la leggerezza con cui interviene nel dibattito politico su

quelle pagine, si firma con la silouette di un ippopotamo. Grande uomo Ferrara

in tutti i sensi. Dotato anche di grande coerenza politica, pensa che e' stato a

scuola a Mosca, si e' formato al Cremlino, e' sceso a Botteghe oscure, si e'

imbarcato con Craxi per finire in un governo Berlusconi ed ora (dietro congruo

finanziamento per l'editoria ) e' alla corte della biondissima moglie. Un po',

nella mole e nella sostanza come quelle corriere di montagna col conducente

ubriaco che segnalano per tutto il percorso di voler andare a sinistra e poi

svoltano a destra e ti mandan fuori strada

.

Ha pubblicato recentemente la notizia di un significativo ritrovamento

archeologico pari per importanza ai papiri del Mar Morto.

Ecco, lo scoop sarebbe questo ed io sono in grado, grazie alle mie conoscenze di

aramaico ( avevo uno zio farmacista e con lui ho imparato la decrittazione delle

ricette scritte dai medici) che nelle Antiche Scritture, tra i profeti, c'erano

gia' accenni alla figura del padrone di Ferrara.

Te ne spedisco qualche stralcio.

 

 

SILVIO

PARTE PRIMA

(Peccato, perche' se partiva in orario forse ci andavo anch'io)

 

 

1- SILVIO

 

In principio era un casino.

La Terra era deserta e Silvio vagava sulle acque.

Allora disse: FIAT LUX ma non successe niente.

Allora ripete': "Fiat! Fiat Lux!" e senti' dall'alto la voce dell'Avvocato che

gli diceva:

"A nanevottolo! Guavda che la FIAT non si tocca! Che se pev Fiat Lux intendi

invece il nuovo modello di lusso della Duna che fabbvichiamo in Etiopia, allova

te ne favo' aveve una copia"

A sentire questa frase al Silvio girarono tanto le palle che invento' la dinamo.

E allora Silvio si accorse che poteva avere la luce addirittura prima del

 

 

firmamento e del Sole, vide che quella luce era buona, e la chiamo' Luce

Elettrica.

Se ne jette a cucca' e passo' il primo giorno.

 

 

2- Il secondo giorno Silvio voleva costruire un quartiere ideale dove tutti gli

abitanti potessero usufruire dei servizi migliori, strade pulite, fogne inodori,

verde e giardini.

E fece l'Edilnord.

Tutti gli altri abitanti dell'Hinterland milanese vennero a lamentarsi perche'

non era giusto che in quella zona acquitrinosa, insana, nebbiosa, lombarda

insomma, vi fosse un luogo che assomigliasse al Paradiso Terrestre e allora il

Silvio che capiva i desideri della gente, decise di fare giustizia e

all'Edilnord ci mise ad abitare i giornalisti.

 

 

3- Il terzo giorno separo' le acque, fece emergere la terra dal mare, poi fece

crescere la verdura e gli alberi da frutto, mise gli uccelli in cielo e i pesci

nel mare, vide che cio' era buono e fece pure gli altri animali e disse: -

Cazzo! Ma qui sto a lavorare solo io! E' ora che mi inventi almeno

quattrocentomila nuovi posti di lavoro all'anno altrimenti non lo so.-

 

E volle plasmare un Uomo a sua immagine e somiglianza prese un po' d'argilla ma

l'Uomo veniva argillino, allora prese la mota ma veniva motino, finalmente prese

la creta, vide che veniva cretino e che era cosa buona. Gli sputo' in faccia e

disse:

-         Fedele-

L'uomo si dette una pulita e da quel grande leccaculo che era non reagi' ma

rispose:

-         Si' mio signore io saro' nei secoli fedele - perche' si sentiva

citrullo e credeva di essere stato promosso carabiniere

-         No, cosa hai capito. Tu sei Fedele, Fedele Confalonieri, guarda un po'

che casino c'e' qui intorno, vai e da' il nome a tutte le cose.

Poi visto che era gia' sei giorni che lavorava e che un certo Rutelli non aveva

lavorato nemmeno uno, si invento' la domenica e se ne andette a cucca'.

 

4- Passa un giorno e passa un'altro, sta di fatto che il povero Fedele a furia

di dare il nome a tutte le cose si era un po' stancato e gli era preso un certo

non so che, e cosi' aveva deciso di astenersi dal lavoro e la prima volta che

vide Silvio glielo disse:

-         Tu mi hai rapito per portarmi qui a lavorare, e ti ringrazio.

Mi hai dato il primo contratto della storia come bracciante e sono contento, mi

hai promesso la pensione a duecentoventicinque anni e te ne sono grato, ma "di

non solo pane vive l'uomo", bella frase, eh? Si, insomma avrei qualche

 

 

 richiesta

sindacale da fare: vorrei un contratto di mezzadria, eppoi sento la mancanza di

una compagna, un esserino tutto rosa che mi tenga compagnia e mi rilassi durante

le pause di riposo. -

Silvio lo guarda e dice: "Capisco, ma purtroppo ho finito la creazione. Potrei

trasformare qualcosa di gia' esistente, ma creare ex novo, proprio non me la

sento "

-Va bene - disse Fedele - cosa vorresti trasformare?

"Potrei darti una magnifica compagna se tu fossi disposto a rinunciare chesso'

ad un braccio ad una gamba, ad un piede"

Fedele non si immaginava come potesse vivere senza la simmetria

" Potresti rinunciare al pisello? "

-         No - disse Fedele deciso, che non sapeva ancora precisamente cosa

farsene del pisello, ma nei momenti di solitudine aveva cominciato a

tintillarselo con discreto sollazzo. Ci penso' su e disse:

-         Cosa mi potresti dare per una costola? -

"Una costola?" disse Silvio perplesso. "Vediamo, " disse e lo addormento', prese

la costola e gli condusse davanti la donna:

"Che ne pensi?" gli chiese soddisfatto?

-         Ma non so. Io veramente quando dicevo che sentivo la mancanza di una

compagna rosa, che mi tenesse compagnia, avevo pensato alla Gazzetta dello

Sport, ma visto che non c'e' di meglio... - e comincio' a guardarsela

tutta nuda senza provare piacere. Solo quando lei si chinava, lui guardandola da

dietro sentiva un formicolio e cominciava a sudare e a sentirsi le gambe e la

testa molli ma duro tutto il resto.

 

5- Ora il serpente era la piu' astuta di tutte le bestie e quando Eva si

avvicino' all'albero del bene e del male lui le disse:

-Ma dove vai tutta nuda? Ma perche' non ti copri con un po' di foglie?

Vieni che qui c'e' tutta la collezione autunno-inverno.-

Eva si avvicino' e non solo trovo' un modello tanto carino e a poco prezzo, ma

imparo' che per avere il piacere da Fedele, bastava girarsi...

 

Cosi', Fedele ed Eva se ne stavano li' a passare il tempo infrattati a godere

dei frutti... del loro amore quando arrivo' Silvio che lo chiamo':

"Fedeleeeee, aho, ma dove siete? Ma che fate li' tutti infrattati?

E il contratto collettivo di lavoro?

Ma tu Eva, non ti sarai cuccata la mela proibita? -

-Altro che mela! Qui mi e' toccata una banana tanta! -

Mele glie ne incolse, perche' queste furono le ultime parole che lei riusci' a

dire perche' poco dopo Silvio le dette lo sfratto:

-         E tu Eva ti guadagnerai da vivere col sudore della fronte -

-         Guarda che se lasci fare a lei, quella e' un tipo dalla fronte bassa!

disse Fedele.

 

 

-         Davvero? Allora sfruttiamo il suo talento!

-         Si puo' fare - disse Fedele- basta trovare un serraglio dove metterla

dentro a mostrare le sue grazie e la sua lascivia!-

Silvio, che quando sentiva la parola lascivia gli veniva in mente il sapone per

il bucato con il quale si masturbava da piccolo, disse:

-         Ve bene, inventiamo il casino! - e fondarono la Fininvest

 

 

 

SILVIO PARTE SECONDO

 

6- E cosi' alla Fininvest Fedele conobbe Eva ed ebbero due figli poi il terzo lo

chiamarono Set, cosi' per vere un Set completo di figli ma Caino

spariglio' il Set spiaccicando il capoccione di Abele, il buono.

Fedele mise i figli a lavorare e invento' cosi' il proletariato.

- Svelti! - disse - che qui bisogna occupare quattrocento mila nuovi posti di

lavoro e per farlo bisogna scopare come pazzi! - e si dettero da fare.

 

Allora Caino genero' Enoch, da cui venne Irad e Irad genero' Mecuiaiel che

genero' Matusael che genero' Lamech che fece Iabal e Tublaikan da cui venne

Kenan da cui venne Malaleel che fece Iared, che ebbe Enoch il quale non appena

venne al mondo si chiese: Ma io non ero gia' passato di qui?

E poi e' mai possibile che non ce ne sia uno con un nome da cristiano?

 

E finalmente venne Mike Bongiorno che si porto' Corrado che prese la Carra'

dalla quale derivarono la Cuccarini la Brigliadori e le ragazze del Drive Inn

che generarono i Trettre, Faletti Boldi Teocoli e Tajani (che non era un comico

ma faceva ridere lo stesso)

 

 

 L'ARCA

 

7- Ora la Terra era corrotta e Silvioe' ando' in paese e disse:

-         Qui lo dico e qui lo annego! Costruiamo una barca di trecento cubiti

di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza -  ma in paese nessuno

sapeva quanto era lunga una barca di trecento cubiti:

-         Silvioe' e' ancora ubriaco - dissero, senza sapere che non era ancora

stato inventato il vino. Cosi' non se ne fece niente e persero un'occasione

storica: quella di costruire navi senza profitto come la Fincantieri..

 

Ma la voce di Bettino squarcio' le nuvole e disse a Silvioe':

" Guarda che qui e' un casino. Se nessuno fermera' il Pool, pioveranno mandati

di cattura per giorni e giorni.

Entra nell'arca con tutta la famiglia e porta con te chi ti e' piu' fedele".

 

Silvioe', che nel frattempo aveva inventato il vino ed era ubriaco come una

 

 

cucuzza capi' di portare Fedele con tutta la famiglia, cosi' si imbarco'

nell'avventura politica con questo popo' di Corte dei Miracoli al seguito,  con

le conseguenze che ormai tutti sappiamo.

E piovvero magistrati per quaranta giorni e quaranta notti e tutti a guardare

fuori dall'Arca e a dire, ma che Pasqua di merda quest'anno, ma quando finira'.

Finche' finalmente se ne ando' Di Pietro, arrivo' Colombo con un ramoscello

d'ulivo nel becco e ritornarono tutti a scopare con l'intento di generare quei

famosi quattrocento mila che andassero a lavorare.

 

I discendenti di Silvioe'.

Sem Cam Jafet.

I discendenti di Jafet:

Gomer, Magog,  Madai,

Al centrocampo Iavan, Tubal, Mesech e Tiras all'ala destra.

 Askenaz, Rifat mediani di spinta e due punte: Rifat e Togarma.

La squadra di Cam invece giocava quattro due quattro:

Etiopia, Egitto, Put e Canan, in linea.

Al centro Seba Avila Sabra Raama e Sabteca

Le punte: Saba e Dedan.

Sem invece schiero':

Elam,  ,  Arpacsad

Lud,  Aram,  Uz

Cul Ghester e Maz

E due oriundi all'attacco.

Presero un allenatore che aveva un Diavolo per Capello e vinsero tutto.

Avevano inventato il Milan.

 

 

 

 

LA BABELE

8- Ora tutta la terra era un labbro solo e uguali imprese.

Nel senso che tutti parlavano la stessa lingua e guardavano la stessa

televisione, e quando nella pianura del Sennaar, dalle parti di via Teulada,

capirono che l'impero del Silvio stava diventando pericoloso, i dirigenti della

RAI vollero costruire una torre di mattoni e bitume, per dimostrare il loro

talento,  furono tutti d'accordo e fondarono la prima cooperativa del lavoro.

 

I problemi sorsero quando la torre si alzo' un pochino perche' la fornace dove

cuocevano i mattoni si trovava in via del Babuino mentre gli ordini del

capomastro arrivavano da Piazza Mazzini, cosi' le cose andavano a rilento

perche' allora non c'erano i telefonini.

Inventarono allora il tubofono. Questo consisteva in un tubo lungo un paio di

metri che andava da uno schiavo all'altro per ripetere gli ordini, da cui

derivo' il famoso gioco: il telefono senza fili.

Alla RAI capirono presto che le frasi da ripetere non dovevano essere lunghe

perche' un giorno che il capomastro dall'alto della torre disse nel tubofono:

 

 

-         Dobbiamo alzare il muro, portateci la calce - il tubofono comincio' a

ripetere questa frase di bocca in bocca, distorcendosi un pochino ogni volta che

scendeva verso gli uomini che aspettavano a terra. A meta' percorso sembrava di

capire: - Dobbiamo ammazzare il mulo, portateci un calice - poi via via la frase

si trasformo' e gli uomini a terra ricevettero il messaggio: - Andiamo a fare in

culo, prendeteci a calci -

Quando l'Ufficio Stampa di via Mazzini diramo' il comunicato, il Governo di

allora credendo di fare cosa buona e giusta, cambio' tutto il Consiglio

d'Amministrazione, cosi' il Silvio da quel gran cuore che era, ci mise i suoi

amici, e comincio' a gridare al complotto, ma adesso lo faceva a reti unificate,

cosa che al Presidente della Repubblica era concesso una sola volta all'anno

invece a lui, un giorno si' e l'altro pure.

 

9- Allora decisero di usare il tubofono solo per la richiesta di strumenti per

il lavoro. Fu cosi' che in un passaggio difficile della costruzione il

capomastro chiese un martello grosso.

-         -Una pala .... Una pala ... Una pala... - riecheggio' la richiesta fino di

sotto.

-          Ecco la pala... ecco la pala... ecco la pala... -

Arrivo' la pala, e il capo mastro chiese:

-         Cazzuola... cazzuola... cazzuola... - riecheggio' l'ordine fino di sotto e

torno' la voce di bocca in bocca con lo strumento adatto alla bisogna:

-         La cazzuola... la cazzuola... la cazzuola... - e arrivo' lo strumento.

Fu allora che il capomastro si accorse che bisognava tagliare una grossa trave e

poi inchiodarla, cosi'chiese attraverso il tubofono:

- Martelli e sega... martelli e sega... martelli e sega... - ma da qui in poi l'ordine

degenero' fino a diventare:

-Martelli e' sega?, ...Martelli e' una mezza sega... mezza sega a chi?... allora Craxi

e'cretino... De Mita Pirla!...Cossiga mammutone col piccone!- fino a culminare in

una rissa gigantesca. Praticamente, la prima discussione fra deputati.

Una Babele, apputo.

 

 

SILVIO PARTE TERZO

Silvioabramo

 

10- Silvio aveva settantacinque anni quando parti' insieme a Paolo verso il

Negreb. Veronica ne aveva una sessantina e quando il Faraone la vide ancora

avvenente, lui che era gerontofilo, con una tendenza feticistica per le gengive

vuote e la pelle flaccida, disse:

-Ma che bella fighetta - al che Silvio in un impeto di virile coraggio e con

grave sprezzo cel pericolo gli disse:

 

 

-Ti piace? E' mia sorella. Prendila e' tua! -

Dopo un poco che la conosceva al Faraone vennero delle piaghe proprio li' e

chiamo' Silvio e gli disse:

-Ma che mi hai fatto? Ma perche' non mi hai detto che era impestata? -

poi gli ridiede indietro Veronica e tutto il suo avere e gli disse:

-         -Mboccassorata - e lo accomiato'

 

Arrivati giu' a valle Silvio e Paolo si domandarono:

-         Non sara' mica la Valle degli Orti?

-         Ma no, non li vedi gli spot sulle nostre televisioni?

-         Non sara' mica Valleverde, quella delle scarpe?

-         Ma va'?

-         Il galletto Vallespluga?

-         No.

-         Non sara' mica Anna Valle?

-         Ma se non ci ha nemmeno le tette...

-         Questa o quella?

Finalmente domandarono e seppero che quella era la valle del Giordano e 

domandarono:

-   C'e' Giordano? -

-   No -

-         E la cremeria? -

 

11- Si divisero, Silvio ando' a Canaan e Paolo ando' nel paese dei sodomiti e

gomorriti, che i gomorriti non so, ma i sodomiti ci avevano una brutta fama e

lui sospettava che qualcuno glie lo avrebbe messo in quel posto una volta o

l'altra. Sospiro' e disse:

-Andiamo, che l'Estrada e' lunga! -

 

Intanto Silvio, da buon padrone, avva messo incinta la serva e scoppio' un tale

casino in casa che lui, per dimostrare di amare tanto la famiglia, da quel

giorno ne ebbe due.

 

A questo punto scese dall'alto dei Cieli, Bettino che non ci aveva un cazzo da

fare  e gli chiese:

"Ma che ci fai cosi' lontano da casa?"

"Parli tu che stai ad Hammamet?"

"Insomma, in attesa di tempi migliori allenati qui con una bella campagna di

consensi e vedi di fare pratica con questi Ebrei.

"Hai ragione" disse Silvio e stabili' un'alleanza con Bettino, ma come fare per

farsi ricordare dagli ebrei per omnia secula e seculorum?

"Mettiamogli tre televisioni" disse il primo " No, facciamogli la telefonia

mobile" propose il secondo "Ivece mettiamogli l'assicurazione Mediolanum

obbligatoria!" disse il terzo, perche' erano in due, ma come sai Bettino da solo

ne valeva Tre.

Pensa che ti ripensa, ando' a finire che come segno tangibile instituirono  la

circoncisione.

Cosi' da quel giorno, in segno di una antica alleanza, agli ebrei, come nascono,

gli rompono il cazzo.

 

 

12- Dopo qualche tempo Bettino torno' da Silvio per mangiare qualcosa e mise

incinta Veronica che disse:

-Non ho riso - 

-Nemmeno io! - le rispose Silvio che trovando la moglie incinta non capiva cosa

ci fosse da ridere.

-Ma cosa hai capito, non ho riso vi faccio due spaghetti!-

Mangiarono vitello in latte acido, poi Bettino usci' dalla tenda e mostro' a

Silvio Sodoma e Gomorra:

-         Quasi quasi questi qui, li brucio. - disse, anticipando di molto quel

buontempone di Hitler, al che Silvio rispose:

-         Per i sodomiti sono d'accordo perche' non bisogna avere pieta' per chi

te lo mette in quel posto, ma i Gomorrei, cosa ti hanno fatto i gomorrei? -

-         Niente, mi hanno fatto, ma mi fa schifo a pronunciare il loro nome -

-         Separiamo l'empio dal giusto. - E Silvio mando' ex finanzieri, Berruti

e Fratello, da Paolo per portarlo via prima del patatrac.

Arrivarono i finanzieri a Sodoma e trovarono Paolo che prudentemente ne ne stava

seduto per terra per non esporsi a rappresaglie, e i Sodomiti  gli chiesero di

mandargli giu' i finanzieri che se li volevano inchiappettare.

Paolo da quel gran generoso che era disse loro:

-Ma perche' inchiappettarvi Berruti? Aspettate e vedrete che quello se lo

inchiappettano i giudici. Prendete invece le mie due figlie vergini che vi

divertite di piu', -  ma loro niente.

Allora Paolo, che aveva capito che non era cosa,  se ne scappo' con la moglie

mentre veniva giu' un'ira di Dio.

A sentire tanto bordello la moglie di Paolo si giro' e non fece in tempo nemmeno

a dire:

-Anvedi che casino...- che ci rimase di sale.

 

 

 

13- Veronica genero' Isacco,  allora Silvio, da quel gran generosone che era,

diede un pezzo di pane e un'otre d'acqua a quell'altra e la caccio' di casa.

 

Un giorno che Bettino aveva voglia di pazziare disse ad Silvio, prenditi

Piersilvio e portalo in montagna dove si respira l'aria buona.

Silvio chiamo' Piersilvio e gli disse che andavano la' sopra per fare una

scampagnata con sorpresa.

Arrivati che furono, lo mise sulla scrivania e gli disse:

-Sta calmo e guarda da quella parte che ti faccio vedere l'anteprima del

Bagaglino - Aveva alzato il pugnale per colpirlo, quando Bettino gli fermo' il

braccio e gli disse:

-A sciroccato! Ma con voi non si puo' mai scherzare ! -

 

 

 

-Eh no, che non si puo'! Non lo sai? Scherzo da umano, scherzo da villano -

 

 

14- Passo' un po' di tempo e a Piersilvio, che non era ancora andato a lavorare

alla Fininvest,   raccontarono di come Rebecca  dava da bere ai cammelli e lui

la volle sposare. Cosi' per dirti quali erano le cose che facevano arrapare i

Patriarchi di una volta.

Al che il padre lo chiamo' e gli disse:

-         Mettimi una mano sotto la coscia, figlio mio.

    Un giorno tutto questo sara' tuo (Ma al Piersilvio che stava tastando un    

par di palle, la cosa non fece impressione) vai un poco a lavorare, si fa per

dire, alla Fininvest cosi' ti sollazzi un poco! Poi, a suo tempo, ti sposerai -

-         Alla Fininvest no, perche' e' un casino!

-         Va bene, allora la chiameremo Mediaset -

-         Sara' come andare a squola! - disse il Piersilvio che gia' gli veniva

duro

-         Speriamo che tu non Marini!

-         Ma la Estrada e' tortuosa

-         E la paura fa Noventa

-         Per prima cosa faro' pulizia della corruzione e dei bilanci

-         Bravo, comincia a scopare!

Cosi' il Piersilvio prese il coraggio (si fa per dire) a due mani ed entro' a

lavorare (si fa sempre per dire) in Mediaset facendo una brillante e rapida

carriera, tanto che quando passava lui la gente mormorava ammirata:

- Pensa, cia' solo trent'anni ma e' gia' figlio del Silvio!

 

La storia con Rebecca poi e' cosa risaputa.

Lei partori' due gemelli, Esau' e Giacobbe.

Se vuoi sapere il seguito, vai a leggerti l'Artusi alla voce: Lenticchie.

 

 

SILVIOGIUSEPPE

 

15- Silvio, detto il sognatore, all'eta' di diciassette anni pascolava il gregge

coi suoi fratelli. Il papa' Israele gli aveva fatto una tunica con le maniche

lunghe e lui se l'era messa sotto la testa e si era addormentato.

Sogno' di alcuni covoni che si chinavano davanti a un altro covone e quando

tornarono i fratelli e videro che dormiva invece di badare al gregge gli

chiesero:

-Ma che fai, dormi? - e lui rispose: -Si - e si rigiro'.

Fece un altro sogno e vide la luna e le stelle che si inchinavano davanti a una

stella piu' grande. I fratelli arrivarono il mattino dopo e lo trovarono che

ancora dormiva e allora gli chiesero:

-Ma Silvio, che fai, dormi? - e lui rispose:

-         Gia' - e si rigiro' fino al pomeriggio.

-         Arrivati che furono al pomeriggio i fratelli lo svegliarono e gli

chiesero:

-         Ma che fai, Silvio, dormi? -

-         Eccheccazzo, - disse Silvio - certo che dormo, ma se continuate con

queste lunghe conversazioni, non posso certo riposare! - e allora i fratelli

tolleranti, presero amorevolmente Silvio per le corna e lo gettarono in una

cisterna che purtroppo era senz'acqua. Allora inteneriti dalla vista di Silvio

che si era un pochino fatto male precipitando di sotto, lo presero, lo

spogliarono della tunica e lo vendettero ad una carovana di schiavi.

 

Silvio, che ci aveva culo, in un primo tempo venne comprato da Potifarre, famoso

eunuco che ci aveva la moglie bbona ma lui non esercitava. Allora lei andava ai

matti per Silvio ma non c'era trippa per gatti cosi'  lo fece arrestare.

Il carcere della Regione si trovava in un luogo malsano e acquitrinoso che la

gente chiamava con disprezzo Milanodue. Le zanzare erano cosi' grosse che le

facevano atterrare direttamente nel vicino aeroporto di Bresso.

Ma Silvio ci aveva culo e pure qualche soldo che aveva racimolato cantando

canzoni al pesto alla moglie di Putifarre (Veramente erano canzoni di Trenet, ma

si sa che Trenet col pesto sono la morte sua...)

 Il direttore del carcere lo tratto' bene anche perche' il Silvio gli passava

uno stipendio ogni volta che lo vedeva.

Finche' il coppiere del Re fece un sogno e Silvio gli predisse un futuro radioso

vestito di raso, mentre suonava il piano al Costanzo Scio'.

Dopo due anni anche il Faraone fece un sogno e il coppiere si ricordo' di quello

zuzzurellone che interpretava i sogni e cosi' Silvio pote' predire i famosi

sette anni di vacche Mediaset seguiti da sette anni di vacche RAI e il Faraone

rimase cosi' impressionato che lo mise a capo di tutte le vacche della

televisione italiana.

Fu cosi' che Silvio, che ci aveva un culo cosi' ma anche gli sghei, divenne

l'amministratore del regno e per sette anni si fece dare una parte dei raccolti

perche' diceva sarebbero serviti a tutti per i tempi grami.

Aveva inventato le tasse.

La differenza era che le incassava tutte lui!

E quando venne la carestia si fece pregare un poco dai suoi fratelli ma poi li

fece assumere tutti al Giornale.

 

 

ESODO

Parte prima

Silviomose' e la Terra Promessa

 

Era successo che quest'anno per l'esodo estivo avevano deciso di partire prima,

secondo i dettami delle partenze intelligenti, quelle partenze che invece che

stare in fila per ore al casello dalle nove alle undici, ti alzi prima,  meglio

se non vai a letto, e cosi' te ne puoi stare tranquillo e beato a fare la fila

al casello dalle quattro e mezza alle sei e mezza, sentendoti come uno che ha

mangiato pane e volpe a colazione.

 

Erano passati gli anni e i figli di Israele erano entrati tutti in Egitto, con

 

 

Giacobbe, Ruben, Simeone, ai fiati: Levi, Giuda, Issacar, Chitarra solista

Zabulon, pianoforte: Beniamino, agli ottoni: Dan, Neftali, alle percussioni Gad

e Aser.

 

Ma la musica cambio' e il Faraone disse:

-Ma che ebrei d'Egitto! Affogateli tutti -

E un'ebrea che la sapeva lunga invece che affogare il suo bambino lo spedi' in

una cesta fino alla figlia del Faraone che la chiamo' e la pago' per allattare

il bambino in vece sua.

Roba che solo gli ebrei sanno fare.

Non allattare. Ma farsi pagare per allattare il proprio bambino!

 

Insomma Silviomose' crebbe alla corte del Faraone e poi scappo' nel deserto dove

vide un rovo che bruciava ma non si consumava.

-Che sia il metano? - si chiese avvicinandosi ma una voce lo fermo':

"Togliti le scarpe che mi sporchi tutta la moquette" Silviomose' esegui' e

Bettino gli disse:

"Il grido dei figli dello Stivale e' giunto fino a me e ho visto pure

l'oppressione. Va' fanciullo e porta la buona sorte! "

Silviomose' che aveva capito: "Vaffanculo e porta pure a ssorata" si ribello' e

chiese:

-Ma perche' proprio io? -

-Perche' si -

-Gia' adesso io vado dal popolo dello Stivale e gli dico " Scendo in campo!" sai

che risate? -

Allora Bettino gli insegno' un paio di trucchetti  e lo spedi' in Egitto dal

Faraone.

Silviomose' ci ando' con Confalonieri e gli dissero:

-         A Farao', beccate ste piaghe! -

E gli fecero arrivare nove terribili pestilenze, un fiotto di sangue, l'ulcera e

la moria del bestiame. Poi gli fecero mangiare le rane, le cavallette e i

mosconi, lo fecero pungere dalle zanzare. Lo colpirono con la grandine, e

l'uccisione dei primogemiti, ma quando minacciarono di cantargli li' su due

piedi il loro repertorio da crociera, allora il Faraone terrorizzato da quei due

portasfiga, li mando' a quel paese.

 

Partirono per l'esodo di Pasqua e gia' c'era una coda di prima mattina,

seicentomila a piedi, solo gli uomini senza contare i figli, poi gli armenti e

gran quantita' di bestiame, insomma un ingorgo micidiale:

-Ma che Pasqua d'Egitto! - dissero gli ebrei a Silviomose' ma lui disse:

-E noi tireremo sempre dritto! - e gli sembro' che quella frase non fosse

proprio originale, ma non ci fece caso e partirono tutti verso il mare.

 

Ma il Faraone, che era un gran fijo de 'na mignotta, si penti' e volle

raggiungerli al mare ma Silviomose' ed i suoi seguaci ormai erano passati con il

Rosso, cosi' quando arrivarono i carri degli egizi vennero travolti nel piu'

 

 

spaventoso incidente stradale della storia.

Perche' Silviomose' e i suoi venivano da Destra.

Poi finalmente, manna e quaglie, manna e quaglie si attraversarono tutto il

deserto in cerca della Terra Promessa detta anche Campacavallo.

 

 

 

DEUTERONOMIO

Non ne parliamo nemmeno.

 

 

I GIUDICI

Silvione e Dalila

 

Si comincia con Giosue'. Poi viene Otniel, Eud, Debora e Barak, Sisara e

Gedeone.

Poi vennero senza lasciare traccia Abimelech, Iotam, Gaal, Tola, Jair e Iefte,

Efraim e Galaad. Poi Ibsan, Elon, Abdon, e finalmente arrivo' Silvione.

Questo era un tipo da prendere con le molle. Innamorato di una popolana, sulla

strada per andare a sposarsi squarto' vivo un leone e poi brucio' il villaggio

dei Filistei che secondo lui erano un poco comunisti.

I Filistei non se la presero e come segno distensivo gli bruciarono la moglie

Lui ragi' all'inglese e ne massacro' un casino, finche' si ritiro' in una

grotta.

Qui arrivarono tremila bergamaschi in assetto di guerra comandati da un certo

Bossi che lo legarono e lo portarono al campo dei Filistei che ne avevano

ordinato il rapimento.

 

-         Naturalmente i fatti che qui stiamo narrando si riferiscono al Periodo

Intermedio tra Silvio Primo (Quello della calza di seta nera) e il Silvio

Secondo (Quello del cranio dipinto come la Ferrari Testarossa), quando il Bossi

dichiarava su tutte le piazze d'Italia: -Mai e poi mai un'alleanza con quel

fascista di Fini e quel mafioso di Berlusconi! -

 

Allora Silvione che non ci vide piu' prese la mascella di un buttiglione morto e

ne ammazzo' piu' di mille.

Un giorno che ando' al casino, gli chiusero le porte della citta' e lui le

divelse caricandosele sulle spalle.

Finche' non trovo' Dalila, quella fetentona che lo servi' di barba e capelli.

-Che te possino acceca' - gli dissero i Filistei e lui si fece portare a

Montecitorio e lo distrusse facendo un altro dei suoi famosi sfracelli.

 

Poi non successe niente fino a Ruth e Samuele che consacro' Saul Re d'Israele ma

poi si penti' e consacro' anche Davide che amo' Betsabea che era la moglie di

un'altro...

 

 

Ma facciamo un passo indietro.

 

 

 

 

LA LEGGE

Ovvero: dai libri apocrifi il Mose' secondo i comunisti

 

Dopo anni che quei disperati vagavano per il deserto senza meta e senza

speranza, Veltrone' li fece accampare sotto il Monte Sinai e disse loro:

-Adesso lavatevi e pulitevi che andiamo a far visita - e il popolo rispose:

-Ma con che cosa ci laviamo, se siamo nel deserto? -

Mose' che ormai era ispirato disse:

-         E per tre giorni non toccate una donna -

Poi sali' sul Sinai che nel frattempo si era riempito di tuoni, lampi, nuvole

nere che incombevano e il monte fumava e tremava tutto:

-         Un'altra Pasqua di merda - dissero i lavoratori che ormai si erano

rassegnati.

Pero' visto che Veltrone' se ne era andato, visto che non dovevano toccare una

donna per tre giorni, decisero tutti insieme di fare un gioco, una specie di

tuca-tuca dove loro non toccavano una donna ma erano le donne che toccavano

loro!

Geniale.

Pero', sai come vanno queste cose, una ciliegia tira l'altra e si ritrovarono ad

aver fondato una comunita' senza capi, dove ognuno poteva fare quello che gli

pareva, sesso a gogo' e quando avevano fame, andavano un po' piu' in la' e si

prendevano quaglie e manna a seconda del bisogno.

L'anarchia.

Uno ci aveva fame? Quaglie e manna.

Uno non ci aveva fame? Quaglie e manna, ma di meno.

Poiche' con questo sistema non c'era piu' bisogno nemmeno dei soldi, si

liberarono di tutti gli oggetti d'oro e li diedero da custodire ad Aronne che

non sapendo cosa farne, li butto' sul fuoco e col ricavato si fece un

autoritratto che gli venne bene per via delle corna.

Quando torno' Veltrone', addavede' che casino che fece!

Ruppe le tavole che si era portato da leggere e:

-Grandissimi figli di una gran cooperativa - gli disse - ma come, io vado a

scalare una montagna per voi e voi cosi' mi ripagate? -

-Aho', - gli risposero - ma se a te piace fare dell'alpinismo a noi che ce ne

cale? -

-         Ma che alpinismo e alpinismo, io qui sto a darvi la Legge -

-         Ma a che serve la legge? - gli chiesero

-         Serve a fondare lo Stato - disse Veltrone'

-         E a che serve lo Stato? - gli chiesero ancora

-         Ma come a che serve lo Stato - ripete' Veltrone' per prendere tempo,

perche' per la verita' era una domanda che non si era mai posta, ma poi disse:

 

 

-         Serve, per regolare le relazioni tra le persone che appartengono ad

una stessa Terra, serve a regolare i rapporti di proprieta', ad allevare i

figli, a garantire la famiglia...-

-         Ma a noi checce' frega? - disse il piu' ubriaco del gruppo - La terra

e' di nessuno, i figli sono di tutti e vengono allevati da tutti come una

proprieta' comune, non abbiamo bisogno di lavorare perche' non desideriamo

niente, e quando abbiamo fame mangiamo e poi  facciamo sesso come e quando ci

pare. Perche' fondare uno Stato? -

Allora Veltrone' si consulto' prima con Cofferatonne e poi col suo Dio, che

benigno e misericordioso gli ordino':

-         Chiama i figli di Levi e con la spada falli passare da porta a porta,

e uccidano a caso a chi il fratello, a chi il figliolo, affinche' un po' tutti

abbiano a soffrire e poi abbiatevi la mia investitura come popolo di Dio. Il

vostro Dio degli eserciti.

Fu cosi' che quel giorno, Veltrone' a mo' di aperitivo, fece ammazzare tremila

uomini tra il suo popolo e poi gli disse:

-Ragazzi, non fatemi incazzare, o qui fondiamo uno Stato o faccio una strage

E inventarono lo Stato.

 

Ma uno Stato aveva bisogno di un territorio e cosi' Cofferatonne da buon

sindacalista, promise che se avessero camminato per altri quarant'anni,

avrebbero visto la Terra del latte e miele, ma per raggiungerla, dovevano

camminare di giorno, poi la sera avrebbero piantato una tenda fuori

dall'accampamento dove era depositata la Legge e chiunque cercava conforto

poteva uscire dall'accampamento e andare da solo davanti alla tenda a pregare.

Solo Veltrone' poteva entrare nella tenda, perche' diceva che da li' parlava con

Dio a faccia a faccia. Che poi la faccia del suo Dio era un po' cosi'. Ci aveva

il ciuffo alla Kennedy e il pizzetto alla Lenin, pelato come Ghandi e con una

voglia di Cocacola sulla fronte come Gorbachov.

Quando Veltrone' entrava nella tenda di prostravano tutti, e quando Veltrone'

usciva dalla tenda tutti ringraziavano.

E tutti dovevano dare il loro contributo per mantenere la tenda e tutti gli

addetti alla tendatura.

Avevano inventato la Libera Chiesa in Libero Stato.

 

L'ALLEANZA

Ovvero: dai libri apocrifi il Mose' secondo i radicali

 

Ogni volta che Pannelle' entrava nella tenda, bruciava ogni sorta di spezia

profumata che aveva trovato da quelle parti e cosi' si inebriava di fumo e di

incensi, poi usciva un po' fumato e declamava un articolo di quello che secondo

lui era il decalogo, che tutti insieme facevano pressapoco cosi':

 

Primo: Non contrarre alleanze ne' col governo ne' con le opposizioni

Secondo: Libera droga in libero Stato

 

 

Terzo: Mangerai pane azzimo altrimenti l'altro

Quarto: I primogeniti son belli e tutti gli altri son rutelli

Quinto: Riscatterai con un obolo radioradicale

Sesto: Lavorerai sei giorni e il settimo ciccia

Settimo: Fonderai un partito transalpino, transnazionale, transessuale

Ottavio: Porterai al partito le primizie del tuo lavoro

Nonno : Non farai alleanze con le forze plutocratiche antilibertarie

antiliberiste liberticide, liberticole e libertali

Decimo: I versamenti vanno fatti sul c/c numero....

 

Al che i radicali cominciarono a chiedersi:

-Ma non e' una stronzata? E noi tanti sacrifici abbiamo fatto per queste

pinzillacchere? Ma abbiamo bisogno di qualcosa di forte, di leggi che restino

nella storia dell'umanita', via Pannelle', facci sognare!-

 

Al che Pannelle' si ricordo' delle tavole che aveva spaccato in un momento di

rabbia sul monte Sinai e disse:

- Oddio Bonino! Andatele a riprendere! - E fece tornare indietro Negri e la

Faccio che alla vista delle tavole e della gran strada che avrebbero dovuto

percorrere per tornare indietro, si misero in equilibrio su di esse e

scivolarono fino a valle inventando il Surf.

Quando glie le riportarono, Mose' si ritiro' nella sua tenda a leggere il

Levitico e poi dette i Numeri e infine mori' di per una trombata, a Gerico.

 

 

 

 

 

 

GIOSUE'

Potremmo dire senza ombra di smentite che questo sia il personaggio biblico a

cui si ispira Berlusconi. Infatti questo si puo' definire il primo leader

politico della storia. Aveva ereditato un popolo allo sbando, che non sapeva

dove stava andando, e gli aveva fatto vedere la meta che stava al di la' dal

guado. Proprio come Craxi e i socialisti!

Quando il popolo ebbe attraversato il Giordano, prese un coltello di pietra e

mentre faceva il suo discorso programmatico li circoncise TUTTI! Provocando con

il suo discorso la piu' grande rottura di cazzo nella storia di un congresso di

partito, dopo di che celebrarono la Pasqua che come tempo metereologico era

cosi' cosi' ma che agli uomini bruciava non poco.

 

Poi Giosue' ispirato dal suo Dio, fece fare un giro delle mura di Gerico per

ogni giorno per sei giorni e poi il settimo giorno fece fare sette giri delle

mura di Gerico suonando le trombe e cosi' con sole tredici trombate le mura

crollarono, Gerico venne conquistata e tutti gli abitanti massacrati, compresi

muli e cavalli.

 

 

Poi dopo aver maledetto gli abitanti e chi avrebbe ricostruito Gerico, Giosue'

si fece proclamare Giudice e con i suoi buontemponi se ne ando' ad occupare la

Palestina.

Morale: Se vuoi farti una posizione nella vita non basta rompere il cazzo alla

gente ma bisogna farsi anche qualche sana trombata.

Vedi anche alla Voce: Canale 5.

 

 

 

SILVIEDEONE

 

Un giorno Silviedeone, figlio di Ofra, stava contando il grano nel suo Paradiso

fiscale, quando si chiese:

-Ma se Dio e' con noi, che tradotto in tedesco si dice "Got mit uns", chi me lo

fa fare di lavorare come un cretino?

Ma se io sono venuto fino a qui, ho visto la situazione, perche' non vinco, che

in latino si dice: "Veni vidi vici" ?

Ma perche' se non ho voglia di lavorare gli altri devono pensare male che in

francese si dice: " Honi soit qui mal y pense " ?

Insomma pensati che ti ripensa, sta di fatto che in sei e sei dodici Silviedeone

si fece eleggere Monarca dal popolo ed emise la sua Magna Carta dei Diritti dei

Lavoratori, che era costituita da due soli articoli semplicissimi:

 

Primo: Lo Stato sono me

Secondo: Bisogna lavorare per lo Stato

 

Che pero' faceva nascere un problema non da poco:

"Se lo Stato sei te, quando muori tu, perche' non io?"

E Silviedeone rispose benevolo, va bene, allora muori tu.

E ammazzo' tutti i dissidenti politici.

 

Passarono un po' di generazioni e la Monarchia ormai si era consolidata. Alla

morte di un monarca infatti, il popolo sorteggiava il suo prossimo Re e questo

duro' fino alla venuta di Samuele che si  invento' la formula: paghi due e

prendi tre, che consisteva nel:

Uno: prendere l'obolo dal popolo.

Due: ungere il Re.

Tre: prendere l'obolo dal Re.

E le cose andarono bene per un po', finche' Samuele, che in un primo momento

aveva unto Saul, poiche' si era pentito, in seguito aveva unto anche Davide,

scatenando un conflitto che levati, dovuto anche al fatto che Saul, poveretto,

dalla sua parte aveva quel porta sfiga di Gionata, suo figlio, che non passava

giorno che non glie ne combinava una delle sue.

Insomma, era nato il primo Conflitto di interessi tra Samuele e Davide tutti e

due che si ritenevano gli Unti del Signore ma che invece erano solo sporchi.

 

 

 

 

 

 

Questo che segue e' invece il seguito della Bibbia senza Berlusconi.

Lo so, e' una bestemmia, ma io ci ho provato lo stesso.

E' la Bibbia raccontata da un sindacalista scoppiato:

 

***

 

DAVIDE

 

Arrivato Davide al Trono,  perfeziono' la Monarchia emanando la seguente

modifica:

Primo, lo Stato sono me

Secondo, tutti devono lavorare per lo Stato

Terzo, allo Stato devi dare anche il culo, se non il tuo almeno quello di tua

moglie

e a Uria l'Hittita che obiettava, Davide disse benevolo:

-Ma va' ammori' ammazzato! - e cosi' fu.

 

E cosi' Davide, che era un ruttino, cioe' il discendente di Ruth, genero' con

Betsabea un figlio che in un primo momento volevano chiamare

"Contemporaneamente" perche' ci aveva il padre morto che era cornuto e

contemporaneamente era figlio di puttana, pero' poi ci ripensarono e lo

chiamarono Salomone.

 

Davide aveva altri due figli, Assalonne e Tamar, che erano stati generati da

altre due mogli all'insegna del "volemoseme bene" e fedeli al motto di famiglia,

Tamar si era scopato la sorella e Assalonne, che  l'aveva presa bene, prima lo

aveva fatto sgozzare e poi addirittura si era rivoltato contro il padre che

fuggi' credendo che il giovane volesse prendergli il trono. Invece lui, appena

arrivato a Gerusalemme, da fine intenditore, si prese tutte le sue concubine.

Ma qualcosa non dovette andare per il verso giusto, perche' nella seguente

battaglia Assalonne prese la fuga ma gli si impigliarono le corna tra i rami di

una grossa quercia e rimase li' sospeso finche' non lo trafissero come un tordo.

 

Passata la paura, Davide ci penso' su  decise di prendere provvedimenti per la

successione al trono e per il mantenimento delle proprieta' anche dopo la morte

del legittimo proprietario.

Allora fece impiccare tutti i figli di Saul e visto che era rimasto solo il suo

Salomone,  invento' l'eredita', dopo di che si mise a cantare:

"Il signore e' la mia roccia

la mia fortezza,

il mio rifugio,

la mia rocca,

il mio scampo,

 

 

il mio salvatore

il mio scudo

e via cosi' per salmi e salmi, finche' il suo Dio, benevolo e misericordioso, si

accorse del suo umile servo, gli si accosto' e gli disse:

" Ma lo sai che sei proprio un bravo figliolo? Ma lo sai che quasi quasi io ti

tolgo qualche peccatuccio di cui ti sei macchiato come per esempio, l'omicidio,

la strage, il concubinaggio, il tradimento, la bigamia, il furto e

l'usurpazione? Ma lo sai che quasi quasi io nell'immensa mia benevolenza ti

cancello queste colpe? "

Al che Davide riparti' col panegirico:

Il signore e' il mio pastore e nulla mi manchera'  e via per altri duecento

salmi.

Allora Lui, sorridendo benevolo gli disse: "Va bene, ma una piccola

penitenziuccia la vogliamo fare, si' o no?"

-Ma si,- disse Davide - e facciamo questa penitenzuccia! -

" Allora scegli: dire, fare, baciare, lettera o testamento? "

Davide scelse "fare" e Silvio gli chiese:

" Preferisci patire sette anni la fame, fuggire per tre mesi dal tuo nemico che

ti inseguira' senza darti tregua oppure tre bei giorni di peste per il tuo

popolo?"

E Davide che quando c'era da fare l'altruista non lo batteva nessuno disse:

-Ma facciamo tre giorni di peste, e che non se ne parli piu' -

E cosi' Silvio fece una strage, facendo morire settantamila innocenti.

E alla fine Davide, tutto contento eresse un altare sul Monte di Sion.

Questo per dirti che anche Silvio ormai era diventato monarchico.

 

 

 

SALOMONE

 

Quando un uomo invecchia e comincia ad avere cosi' freddo che non riesce piu' a

scaldarsi, di solito in famiglia i parenti cominciano a mormorare " bisogna

ricoverare il nonno". A Davide invece successe che gli misero nel letto una

verginella calda calda ma lui si lamentava lo stesso per il suo destino troppo

duro, ma solo quello.

Dopo una sventata congiura di palazzo, finalmente Salomone sali' al potere e

fece fuori il fratello Adonia e Gioab che avevano tutti e due invocato la

clemenza toccando l'altare nella tenda del loro Dio.

Affinche' il sangue di questi due innocenti non ricadesse sul suo capo, il gran

figlio di una Betsabea li fece uccidere da Benaia', inventando cosi' il sicario

prezzolato, figura benemerita nella storia della monarchia.

Dopo questo misfatto rimasto impunito, Salomone sposo' la figlia del Faraone per

non avere problemi ai confini del regno e comincio' la costruzione del Tempio.

 

Un giorno gli vennero portate davanti due prostitute che litigavano perche' si

 

 

contendevano un bambino. Ognuna di loro diceva di essere la legittima madre e

cioccavano e gridavano e si tiravano i capelli disturbando Salomone che era

tutto preso coi progetti per la costruzione del Tempio.

Lui si infastidi' di tutto quel casino e allora ordino:

-Smettetela di rompermi il cazzo con queste due troie, tagliate il bambino in

due e dategliene un pezzo ad ognuna cosi' imparano -

Al che una delle due si calmo' mentre l'altra grido' di non fare del male al

bambino che non lo voleva piu', ma che lo dessero a quell'altra. Al che Salomone

capi' che l'amministrazione della giustizia e' un'arma micidiale, cosi' lui

diede il bambino a quell'altra e  rinforzo' il suo potere avocando a se' la

giustizia.

Cosi' da quel giorno, chiunque volesse mantenere un privilegio aveva bisogno di

una legge promulgata dal Re, per far applicare la legge aveva bisogno dei

soldati al servizio del Re e per quelli che violavano la legge c'era la chiamata

a giudizio, naturalmente dal Re.

E la madre legittima del bambino conteso? Vi chiederete voi.

Tutto e' bene quel che finisce in bene.

Voleva giustizia e venne giustiziata.

 

 

 

IL MEROLONE DI SALOMONE

 

Piu' il tempo passava e piu' la fama di Salomone varcava ogni confine. E si

parlava delle ricchezze del Re Salomone, favolose.

E le miniere del Re Salomone, infinite.

E le donne di Re Salomone, bellissime

E il Tempio del Re Salomone, inimitabile.

Ma la cosa che a quei tempi lo rese maggiormente famoso, fu l'anello del Re

Salomone che altri non era che un cerchietto d'oro con cui lui aveva fatto il

"piercing" al suo membro e che teneva imprigionato quello scatenato, tanto che

le donne un po' per celia e un po' per non morire, lo maneggiavano tenendolo per

l'anello cosi' come il fattore afferra il naso del toro per portarlo alla monta.

 

La regina di Saba, che era una bbona, avendo udito parlare della fama del Re

Salomone si precipito' per metterlo alla prova e quando finalmente pote' toccare

con mano tanta opulenza disse:

-         Era proprio tutto vero quanto ho udito al mio paese, ma non l'ho

creduto finche' non sono venuta. - e se ne ando' soddisfatta non senza aver

lasciato l'obolo di diamanti, cammelli, tessuti, perche' a quei tempi, erano le

donne che pagavano.

 

 

Salomone ebbe per mogli settecento principesse e trecento concubine e regno' per

quarant'anni in mezzo a tutte queste donne

beato e felice, perche' tutte quelle isteriche intorno a lui gridavano dalla

mattina alla sera si' che sembrava di essere al mercato del pesce, e lui

serafico che diceva a tutte:

- Si', cara - e sorrideva, perche' il suo Dio degli eserciti, lo aveva

benevolmente fatto diventare sordo.

 

Dopo Salomone il regno venne diviso in due tra Roboamo e Geroboamo, poi venne

Abian, Asa Nabad, Baasa, Ela, Zimri, Omri, Acab e Elia ma le cose per il popolo,

ormai restarono sempre le stesse anzi, se si puo' dire, peggiorarono perche' con

la costruzione del Tempio si formo' attorno a Davide e poi a Salomone e a tutti

gli altri Re, una cosiddetta "classe dirigente" che era costituita da

ventiquattromila leviti che dirigevano i lavori del tempio, seimila scribi,

quattromila portieri e quattromila che durante la costruzione lodavano il

Signore.

 

Poi vi erano i Ghersoniti, i Ladaniti e i Simeniti che coi figli della tribu' di

Aronne, furono scelti per consacrare le cose sacrosante loro e i loro figli e i

figli dei figli, grazie all'istituto dell'eredita' tanto benevolmente messo in

pratica da Davide e mantenuto dai Re seguenti.

Poi a questa classe dirigente si affiancarono le classi dei sacerdoti, dei

cantori, dei portieri, i militari, i capi delle tribu' e i loro aiutanti, gli

incaricati alla custodia del tesoro, all'agricoltura, alle vigne, al bestiame, e

alle vendite. Praticamente con la costruzione del Tempio vennero istituiti i

Ministeri, i sottosegretari e i portaborse.

Ma a lavorare, ci andavano sempre gli stessi

 

.

 

L'IMPERO PERSIANO

 

Le cose andarono avanti un bel po' di anni e anche gli altri popoli che non

erano micchi, invece di starsene in pace a godersi i frutti del loro lavoro, si

fecero tutti piu' o meno assoggettare da un Re o Principe o qualcuno insomma che

li proteggesse mentre loro si facevano un culo cosi',  producevano ricchezza per

tutti ma chi se la godeva erano solo i nobili perche' quelli che lavoravano non

avevano tempo ma i nobili di tempo ce ne avevano a iosa, tra una guerra e

l'altra, perche' ogni tanto, per ragioni piu' o meno futili, un Re dichiarava

guerra ad un altro Re e allora diceva alla gente:

-Popolo! - perche' quando la gente la devi intortare e' meglio che la chiami

 

 

popolo - Popolo, i nostri vicini vogliono le nostre terre,  smettetela di

lavorare e prendete in mano i bastoni per difendere la nostra Patria.-

E capirete che questo discorso andava bene per tutti, sia per il Re dei bianchi

contro i neri, che per il Re dei neri contro i bianchi e cosi' il popolo

prendeva in mano i bastoni ed andava a farsi massacrare dai soldati tutti

vestiti di ferro e con lame affilate che li tagliuzzavano come tanti spezzatini.

Finche' i due Re facevano pace e il popolo piangeva i suoi morti.

Poi tornavano tutti a lavorare.

Meno i nobili che andavano a caccia con il Re.

 

Invece successe che Nabuccodonosor che era una lenza, fece una bella pensata:

Perche', si disse, debbo ammazzare gli ebrei quando posso derubarli di ogni loro

avere e deportarli a Babilonia per farli lavorare gratis?

E invento' il bottino di guerra.

 

Quando sali' al potere Ciro il Grande di Persia, chiamo' Mitridate il suo

tesoriere e si fece contare il bottino di guerra degli ebrei che era costituito da:

Trenta bacinelle d'oro, mille d'argento, ventinove coltelli, trenta coppe d'oro,

quattrocentodieci coppe d'argento e altre mille suppellettili.

Allora Ciro si disse: - Ma io per queste quattro cianfrusaglie devo mantenere

quarantatremila persone, seimila asini, milleduecento tra cavalli e cammelli e

cantori, sacerdoti, schiave e puttane? Ma andassero tutti a quel paese! - e li

rimando' tutti a casa loro.

Quello che puo' sembrare un passo indietro per la Monarchia si rivelo' invece

una mossa astuta, perche' una volta tornati a casa loro, gli ebrei nel loro

territorio, dovevano lavorare per il Re di Persia il quale aveva imposto il

cambio della moneta persiana per il doppio della moneta israelita, e cosi' con

le ricchezze che il popolo israelita gli versava, il Re di Persia comprava da

Israele le materie prime pagandole con la moneta locale, invece vendeva

manufatti e servizi accettando solo moneta persiana.

Aveva inventato l'Impero e l'imperialismo.

 

Ora a rigor di logica, questo andazzo non avrebbe potuto durare per molto,

perche' il popolo unito avrebbe potuto ribellarsi in mille modi all'oppressore

straniero, e se non proprio al tempo di Ciro, almeno durante il regno di

Artaserse o almeno a quello successivo di Dario, avrebbero potuto prima o poi

approfittare di un momento di debolezza politica di uno dei Re di Babilonia per

rompere le catene, e invece no. E sapete perche'? Perche' Ciro, non per nulla

detto il Grande, nel mandarli a quel paese, cioe' il loro, gli disse:

-Ma perche' non vi ricostruite il Tempio distrutto da quel buontempone di

Nabuccodionosor? -

E fu cosi' che di fazione in fazione, di opposizione ai lavori, di lotte tra

tribu' che volevano essere le uniche depositarie della costruzione del Tempio,

il Tempio sta ancora li' con tutte le sue belle rovine e Bagdad ha fatto in

tempo a mangiarsi tutto il capitale con Saddam Hussen, senza che si facessero

 

 

concreti passi avanti in nessuna direzione.

Perche' Ciro aveva inventato il confronto politico.

 

E finalmente arrivo' Alessandro Magno, figlio di Filippo il Macedone che dopo

aver battuto Dario, regno' su un impero che dalla Grecia si estendeva su tutto

il mondo allora conosciuto.

Ammalatosi giovane, capi' subito che non avrebbe potuto mantenere da solo tutto

quel ben di Dio e cosi' ebbe un colpo di genio: all'insegna del "Divide et

impera" prese alcuni dei suoi ufficiali piu' illustri che erano stati educati

con lui fin dalla fanciullezza e divise con loro il Grande Impero MENTRE ERA

ANCORA VIVO!.

Che cosa aveva inventato Alessandro Magno?

Aveva inventato il Governo di coalizione.

 

Ma dall'altra parte del Mare Nostrum un'altra Civilta' avanzava.

I Romani, un gruppuscolo di violenti e poco acculturati, dopo aver distrutto le

popolazioni pacifiche dell'Italia centrale, si misero in testa di moltiplicarsi

senza pagare la dote per le legittime mogli e rapirono le Sabine. Poi

distrussero tutto quello che incontrarono sul loro percorso e sui loro commerci

fino a Cartagine.

Dopo di che instaurarono il monopolio.

Alla fine pero' si dissero: ma perche' distruggere gli altri commerci quando

invece possiamo esportare la nostra tecnologia e costringerli a produrre per

noi?

Cosi' ogni soldato romano si mise nello zaino un badile, il filo a piombo e

squadra, e dopo aver combattuto e conquistato nuove terre, insegnava alle

popolazioni locali a costruire le strade, a fare case in muratura, acquedotti et

similia. Poi organizzava i commerci e Roma incassava i tributi.

Avevano inventato il colonialismo.

 

 

PARTE SECONDA

 

A questo punto devo ringraziare la mia buona stella per essere arrivato a questa

parte che come sapete, parte seconda.

Perche' se partiva prima, mi avrebbero gia' bruciato su un rogo alto cosi' per

poi spargere le mie ceneri ai quattro venti.

Perche' arriva adesso la parte difficile da spiegare.

Innanzi tutto una premessa:

Siamo tutti qui ad analizzare l'organizzazione sociale degli ultimi due millenni

e non certo a contestare tutto cio' che e' materia di fede, ma e' arrivato il

momento di parlare di Gesu' Cristo e capirete che adesso ci inoltriamo in un

terreno cosi' minato che per una parola in piu' o in meno, l'Inquisizione ha

pure garrotato gente migliore di me, che non era poca.

Allora, noi crediamo a tutto quello che appartiene alla nostra Religione, e non

 

 

contestiamo affatto che Gesu' Cristo sia figlio di Dio, anche se lui non l'ha

mai detto.

Accettiamo che sia nato da una donna che aveva fatto solo il "petting" col

fidanzato e che fosse rimasta incinta senza penetrazione. Non contestiamo che

Lui  camminasse sulle acque, moltiplicasse derrate, che maledisse un fico che

non faceva frutti fuori stagione, che si alzasse con il corpo e uscisse

dall'orbita terrestre dopo aver superato il punto G.

Ma per continuare la nostra storia abbiamo bisogno di lavorare sull' ipotesi che

Cristo fosse umano, bravo, furbo, appassionato, buono.

E qui casca l'asino. Perche' sono secoli che ci riempiamo tutti la bocca con la

bonta' e con la necessita' di essere piu' buoni, e poi andiamo in giro per il

mondo a sbudellare, torturare, opprimere, con crocefissi e Bibbie in mano.

E se capita poi qualcuno che e' buono davvero, tutti a guardarlo un poco in

cagnesco, ma se lui insiste, alla fine li' a dargli un premio, la caramella, la

pacca sulla spalla,  l'Ambrogino, il Nobel per la Pace...

Ma se per caso capita che sei buono, ma proprio buono, allora dicono di te  che

non e' possibile, che non sei normale, e allora ti fanno Santo.

Ma se anche da Santo sei buono ma buono allora diranno di te che non e'

concepibile che cosi' buono tu possa essere umano, e allora diranno che sei

figlio di Dio.

Quindi per concludere, la prima considerazione: meno male che Gesu' Cristo e'

figlio di Dio e non si mette in dubbio altrimenti, andava a finire che mettevano

in giro la voce.

 

Anche se a pensarci bene, a quei tempi, dopo che i sacerdoti del Tempio ti

avevano estorto i contributi con l'inganno perche' dicevano di essere al

servizio del loro Dio, dopo che Mose' aveva istituito i tributi per la Chiesa

dicendo che lui parlava col vero Dio faccia a faccia, dopo che i Re si facevano

mantenere dalla comunita' perche' dicevano di essere unti del Signore, a un

povero Cristo che arrivava da quelle parti, non rimaneva piu' nulla da dire, e

se voleva veramente attirare l'attenzione sui suoi discorsi, cos'altro poteva

inventarsi?

 

Ma continuando le nostre considerazioni, diciamo che Gesu' Cristo non ha affatto

tentato di cambiare la struttura sociale che gli stava intorno:  venne

circonciso, caccio' i commercianti dal Tempio, insulto' i preti di allora, cioe'

gli scribi e i farisei, e anche quando gli chiesero se bisognava pagare le tasse

lui rispose:

-Date a Cesare quel che e' di Cesare - e i Romani capirono ventun coltellate e

aspettarono le Idi di Marzo per dargliele in Senato.

 

Di fatto, la rivoluzione cristiana si puo' sitetizzare in:

1) Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, che significa

fai un po' quello che ti pare ma fallo con grazia.

2) Ama il tuo prossimo, non questo, il prossimo.

 

 

 

Successe tutto il giorno di Pasqua del 33.  Cominciarono fulmini, tuoni, lampi e

tempesta e Gesu' Cristo, che usci' dal sepolcro, avviandosi verso casa, disse: -

Non ci sono piu' le stagioni di una volta - e ando' a quella famosa cena che era

da venerdi' che la rimandavano.

 

Furono gli Apostoli che nel costituire l'idea di una nuova societa' pensarono a

una comunita' di tutti uguali, dove tutti si amavano e dove ognuno dava alla

societa' secondo le proprie capacita' e prelevava a seconda dei bisogni.

Avevano inventato il socialismo reale.

 

 

L'IMPERO ROMANO

 

Le cose funzionavano cosi': Roma aveva un esercito imbattibile che se ne stava

in giro per il mondo conosciuto a fare sfracelli, a conquistare province, a

sedare rivolte.

Una parte di tutti i beni prodotti nell'Impero veniva convogliata a Roma che

esportava la sua tecnologia, le strade, l'esercito, la lingua latina, la

scrittura.

Un rigido e complicato codice di diritto che e' arrivato pressocche' intatto

fino ai nostri giorni, regolava e difendeva le proprieta' dei pochi eletti,

mentre la stragrande maggioranza degli abitanti dell'impero non aveva e non

contava un cazzo.

In pratica pero' a Roma a lungo andare non si produceva piu' nulla e questo

porto' la decadenza e la rovina dell'impero.

Se ci fate caso, assomiglia brutalmente all'Impero Americano dei nostri giorni.

 

Le due cause principali della caduta dell'impero Romano, furono, a detta degli

esperti,  la perdita dell'Egitto e di conseguenza la mancanza di un supporto per

la scrittura quale il papiro, e la corruzione che venne dalla Grecia, prima di

tutto con le sette segrete che di nascosto diffondevano una strana dottrina

degli schiavi chiamata Cristianesimo, in cui si diceva, udite udite, che siamo

tutti uguali !

Poi perche' perduti i vasi greci, che oltre tutto costituivano un altro prezioso

supporto per la scrittura, cominciarono a stipare il vino in recipienti di

metallo con leghe al piombo e zinco che minarono la salute della popolazione.

 

Poi ci furono altre mille concause, quali l'emigrazione clandestina di popoli

che cercavano climi piu' miti e condizioni di vita migliori, la corruzione della

classe politica, la mancanza di giustizia, insomma uguale uguale a noi, adesso,

qui.

 

Successero molte cose, dalla caduta dell'Impero Romano, la piu' importante delle

quali fu che tale caduta si trascino' dietro un casino di cose, di fatti, di

strutture, di idee.

Ma la cosa piu' importante di quel periodo e di tutto il Medio Evo, la scintilla

 

 

che tenne acceso l'ingegno, il collante che tenne insieme l'Italia e l'Europa,

fu l'odio e la paura.

 

La paura fece si' che intere popolazioni si chiudessero tra le mura di citta'

fortificate, sotto castelli inespugnabili, e l'odio fece in modo che tali citta'

si facessero continuamente la guerra tra di loro, mai andando d'accordo su

niente, e se tu eri nemico del mio vicino allora eri mio amico con cui si

potevano costruire alleanze da tradire alla prima opportunita'.

 

I due imperi limitrofi all'Europa, quello Islamico e quello Mongolo/Cinese,

invece, all'insegna del volemose bbene e siamo tutti figli di dio e

dell'Imperatore, a dispetto di tutta la tecnologia che disponevano, non fecero

molti progressi ed e' facile capire il perche'.

Un giorno l'imperatore della Cina, che per ragioni religiose, voleva tenere il

suo popolo legato alla sua terra, promulgo' un editto con cui

ordinava a tutto l'impero di distruggere la flotta, e tutta la flotta cinese

venne distrutta in un giorno!

Capirete che se la stessa cosa fosse successa in Europa, per esempio,

difficilmente si sarebbe potuto far eseguire lo stesso ordine a Genova, Pisa,

Livorno, Venezia, Amalfi, Londra, Madrid, Oporto, Oslo, Anversa, Edimburgo,

Cipro e Gibilterra.

E cosi' quando l'Islam proibi' le arti figurative, alcune forme di scrittura, e

contatti commerciali con l'Europa tutti obbedirono, chiudendosi in un'autarchia

alla lunga dannosa e improduttiva.

Ma andiamo oltre

 

Diciamo che per lunghi secoli, le cose per il popolo bue non cambiarono di

molto, ci fu l'editto di Costantino per liberalizzare il culto, e qualche

Concilio per dire se Gesu' fosse transustanziale con il Padre o per stabilire se

il Vescovo di Roma fosse superiore a tutti gli altri, ma per la povera gente ci

fu solo  una Carta dei diritti dell'Uomo del 1200 promulgata in Inghilterra, che

non e' molto, ma che fece da riferimento per i Padri fondatori degli Stati Uniti

che la misero nellaCostituzione. Poi fino alla Rivoluzione Francese non successe

un bel niente.

 

 

 

LA REVOLUTION

 

La Rivoluzione Francese insegno' all'umanita' un casino di cose, ma le

fondamentali sono solo un paio:

Primo, appena arrivi al potere con un atto rivoluzionario, taglia la testa a

tutti i perdenti altrimenti, si nascondono sotto terra come le patate e al primo

sole della controriforma, ricicciano.

Secondo: gia' che ci sei, taglia la testa anche ai primi vincitori che si

insediano al potere, cosi' quelli che vengono dopo, ci pensano un po' su prima

di farsi corrompere.

 

Fu cosi' che il vento della rivoluzione spazzo' via tutto il vecchio, dai nomi

delle cose, ai concetti filosofici, e il popolo era sovrano, e tutti potevano

votare per eleggere i propri amministratori meno  le donne, e i palazzi

sequestrati ai nobili diventavano di proprieta' del popolo prendendo ognuno una

funzione sociale, uno dove si andava a scuola, uno per fare l'ospedale, uno per

l'amministrazione. Insomma, c'era da non crderci, il popolo finalmente respirava

una ventata d'aria nuova. Respiro' cosi' tanto che arrivo' Napoleone e restauro'

tutti i privilegi della tirannia.

 

Si fa in fretta adesso a dire che Napoleone era un fetentone, perche' forse non

lo era del tutto. Ma Bonaparte, si'.

Lui voleva un'Europa unita sotto la sua corona, che poi era quello che vollero

Hitler da una parte del mare e Lincoln dall'altra, e tutti e tre sapevano che

unificazioni cosi' drastiche si possono ottenere soltanto tramite una guerra e

cosi' chiamarono il popolo e gli dissero:

-Armiamoci e partite! - e via, coi macelli culminati con le due guerre mondiali

che a tutt'oggi hanno lasciato una situazione che si puo' facilmente

sintetizzare in poche parole:

 

- Non ci sono risorse per tutti

- Allora e' meglio che quelle poche ce le teniamo noi

- E agli altri, ciccia

 

Ma nuovi cataclismi si profilano all'orrizzonte. Nuove orde barbariche bussano

ai confini dell'impero e a noi e alle nostre coscienze si pone di nuovo la

domanda:

E' meglio cacciarli via, a rischio che diventino pericolosi e improduttivi o non

e' meglio accettarli ed emarginarli in lavori umilianti che tanto non vuole fare

piu' nessuno, finche' non imparano a stare in fabbrica a produrre beni a basso

costo?

E' meglio che stiano a casa loro a fabbricare maglioncini e palloni da football

per un pugno di riso o e' meglio che vengano a farli qui cosi' possiamo

togliergli una parte dei guadagni con affitti esosi, cibo esotico importato ad

alto costo esclusivamente per loro, imposte e tasse ?

E' meglio che loro stiano li' e noi andiamo li' in vacanza coi villaggi Alpitour

a fotografarli e adire "pittoresco!" o non e' forse meglio che loro si

accalchino tutti qui cosi' noi poi ci trasferiamo li' dove troviamo tutto pulito

e poco inquinato?

Ai posters l'ardua sentenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPENDICE

 

Da: Il Vangelo secondo Silvio

 

In illo tempore l'Unto del signore si era recato in Gonzolandia insieme con i suoi discepoli:

Duecolli ( un tempo si era chiamato Tremonti ma ora il suo prestigio si era ridotto),

Duecoglioni,( un tempo si era chiamato Maroni ma ora rappresentava anche Bossi) e una vecchia

bagascia, detta Maiscritta ( un tempo era stata Letta ma ora non la leggeva piu' nessuno).

 

Arrivato nei pressi di un monte, Nostro Signorsilvio comincio' lentamente a levitare

finche' rimase sospeso qualche metro al di sopra delle teste di cazzo che erano venute ad

ascoltarlo:

"Beati gli ultimi." diceva " .se i primi sono onesti!

  Beati coloro che hanno fame perche' verranno diffamati

  Beati coloro che hanno la Sette (Tronchetti & Provera) perche' spegnendola verranno

rimborsati

  Beati coloro che vogliono giustizia, perche' saranno giustiziati."

 

Il popolo bue la' sotto ascoltava perplesso, perche' gli avevano promesso il Paese della

Cuccagna, ma si erano accorti che gli stavano crescendo le orecchie d'asino a tutti, meno

che al nostro Unto che pero' mentre parlava ogni tanto gli si allungava il naso a

dismisura:

 

"In verita' in verita' vi dico." e gli cresceva il naso perche' gia' questa era una bugia

".che questa e' una finanziaria senza precedenti!" e il naso si fermava perche' nessuna

finanziaria e' uguale ad un'altra.

" Vi presento la manovra da 20.000 miliardi che non tocca la spesa sociale.

Non ci sono tagli alle spese. Per nessuno. Soprattutto, non solo non aumentano le tasse ma

diminuiscono per 28 milioni di cittadini"

e il naso si allungava.

 

"Abbiamo individuato un innovativo strumento di gestione dei fondi delle aree depresse."

e il naso si fermava perche' Nostro Silviuccio evidentemente si riferiva al CIPE

 

 

 

 che esisteva gia' da trent'anni ma lui, por nano, non lo sapeva.

"Abbiamo sempre considerato il Sud una risorsa di questo paese."

e il naso si allungava.

 

Un discepolo dai modi Urbani ma che aveva dovuto subire Sgarbi quotidiani, se ne stava a naso all'insu' insieme agli altri Gonzi, finche' chiese ad un suo collega di governo:

"Ma cosa sta facendo, il Silvio?"

"La moltiplicazione dei pani e dei pesci" rispose schifato Schifano

"Ma ci aveva promesso il montone" si lamento' l'altro

"Cosa vuoi farci? Sono quei disfattisti della sinistra! Loro promettono mari e monti, e

Silvio deve rispondere promettendo Maroni e Montoni.

Pensa che anche a Cana il Silvio aveva promesso la torta e invece hanno dovuto festeggiare

le nozze coi fichi secchi!"

"Pareggeremo mai il bilancio dello Stato?"

"In questo stato e' piu' facile che pareggi il Milan"

 

 

Duecolli intanto aveva preso un altoparlante e aveva chiesto all'Unto del Signore:

"Maesta', se sai fare una manovra da 20.000 miliardi senza tagli per nessuno e con 436

Euro di risparmio per 23 milioni di Gonzi, perche' non hai fatto una manovra da 100.000

miliardi e davamo 2.000 indietro cosi' vincevamo le elezioni per i prossimi trent'anni?

 

Ma il tempo era scaduto e l'elicottero presidenziale si stava lentamente allontanando

dalla folla per riportare il Gransilvio nel suo sarcofago. Lui si porto' una mano all'

orecchio e fece cenno di non aver capito la domanda, ma il naso gli si allungo' ancora una

volta. Allora sorrise e grido':

" Vedi Collina." (era un segnale che Duecolli era stato ancora una volta degradato) " io

non sono per niente stanco!." e volo' via tra un tripudio di Gonzi che non erano stanchi

nemmeno loro.

Non tutti, almeno, ma qualcuno si'.

 

 

 

FINE ?

 

 

 

 

 

VITA MORTE & MIRACOLI

 

 

 

Nel ’94 c’era anche lo Spirito Santo

 

 

don Gianni Baget Bozzo:

«Io tutto quel che avevo da dire a Berlusconi era che credevo nello Spirito Santo e perciò nelle ispirazioni: e la sua mi pareva tale. Da allora cominciai a considerare Berlusconi come un evento spirituale, cosa che mi è ovviamente rimproverata dal mondo cattolico cui appartengo, ma che stranamente, contro i suoi principi, non crede che lo Spirito Santo agisca anche sui laici e sugli eventi temporali».

: «Ciò che è scritto in me, accade. Non ho sbagliato in nulla. Io dico chi è Berlusconi perché lo vedo». E chi è? «Il più grande politico del secolo»

 

Ferdinando Adornato che nel ’94 ironizzava: «Più che Gesù Cristo Berlusconi mi sembra Lazzaro: il miracolato dal vecchio sistema dei partiti

 

Cominciò rivelando di aver deciso, entrando in politica, di «bere l’amaro calice» dopo aver tastato il terreno mandando in giro Vittorio Sgarbi, «il nostro Giovanni Battista». Continuò lanciando ai deputati del Ppi segnali evangelici: « Sinite parvulos venire ad me , lasciate che i piccoli vengano a me». Insistette confidando: «Porto la croce, ma non mi piace tanto farlo». Proseguì ribadendo: «Ho detto: vade retro Satana a tutti i pastrocchi della Prima Repubblica».

 

Lucio Colletti: «può porgere il polso a Costanzo perché senta l’odore di santità»)

 

Ed eccolo chiamare i funzionari di partito «apostoli» delegati a fare i «missionari», eccolo annunziare che «il programma verrà presentato in dodici disegni di legge», come le dodici tavole, eccolo sancire che «il male di questo Paese è che tutti guardano alle loro parrocchie, invece bisognerebbe stare attenti alla diocesi», eccolo sui referendum «rimettersi serenamente al giudizio di Dio», eccolo spiegare: «Uno che arriva come sono arrivato io alla guida dell’Italia è come se in qualche modo fosse stato Unto dal Signore». Un crescendo irresistibile, che sarebbe sfociato nel monito: «I nostri valori sono gli stessi del Pontificato di Giovanni Paolo II». Tesi prefigurata tempo prima in una mitica udienza in Vaticano raccontata da Massimo Gramellini su Micromega . Udienza che avrebbe reso immortale dicendo al Papa: «Santità, mi lasci dire che lei assomiglia al mio Milan. Infatti lei, come noi, è spesso in trasferta, a portare nel mondo un’idea vincente, che è l’idea di Dio».

 

Berlusconi:  «L’altro giorno nella cappella di Arcore ho visto mia madre in

 

 colloquio diretto col mio angelo custode, con mio padre e anche con le zie che sono dall’altra parte: con accenti accorati li rimproverava di non aiutarmi abbastanza». «Sì, sono religioso, cattolico praticante. Ho cinque zie suore, e la domenica un mio cugino sacerdote viene ad Arcore a celebrare messa nella mia cappella privata. La comunione? Sì, mi comunico spesso. Anche perché se non lo faccio, mia madre mi chiama in disparte e mi rimprovera: "Cos’hai fatto a Dio, che oggi non ti sei comunicato?"».

 

 suor Silviana Berlusconi: «Quando ho letto gli attacchi che Silvio sta subendo, gli ho subito telefonato e gli ho detto: "Dimmi la verità, ti sei pentito di ciò che hai fatto?" "Zia no", mi ha risposto, "te lo dissi anni fa. Ho come una fiamma nel petto che mi suggerisce di fare qualcosa per il mio Paese. Non piangere, zietta"».

 

Berlusconi: «All’Ospedale San Raffaele una madre mi pregò di convincere il figlio bloccato provvisoriamente su una sedie a rotelle a riprendere a camminare. Mi presentai dal ragazzo e gli dissi: "Giacomo, fatti forza. Alzati e cammina...". Lui, dopo alcuni giorni, si alzò». Il fido Bondi, memore del lupo di Gubbio, conferma: «Un giorno due molossi si pararono davanti a Dell’Utri e al Dottore: Egli con un grido li ammansì».

C’è poi da stupirsi se ieri, all’uscita dal Palacongressi, un uomo gli si è gettato davanti in ginocchio? Lui, risorto ieri nel suo firmamento celeste dopo avere srotolato la sindone del lifting , ha sorriso benedicente.

 

Gian Antonio Stella

 

 

 

 

 

 

Una Fiaba moderna

 

C’era una volta un omino piccolo piccolo che era riuscito con l’aiuto di uno stalliere, a costruire una barca, grande, grande e tutti dicevano: “Ma che bella barca!”

E lui: “Ma questo e’ niente. Quasi quasi scendo in campo e vi insegno come si costruiscono le barche,  non solo: io vi firmo un contratto, che se mi date il vostro consenso, vi progetto una barca veloce, ma cosi’ veloce che, vinciamo le Olimpiadi.

 

Il popolo dei formaggini che sognava un mondo migliore, dove le olandesine facevano il bucato e la  Rana dalla bocca larga faceva i tortellini, decise di affidargli tutti i risparmi e si mise ad aspettare.

 

Dopo una legislatura, l’omino piccolo piccolo presento’ il frutto del lavoro dei suoi collaboratori, e mise in acqua una barchetta esile esile, che faceva pure acqua:

Non e’ colpa mia” disse l’omino piccolo piccolo “ sono stati quei proletari comunisti che hanno lasciato un buco nella barca, ma non vi preoccupate, l’imperativo e’ vincere e vinceremo.

 

Arrivarono le olimpiadi e la barca per venire ammessa doveva vincere almeno una qualificazione.

Si schiero’ alla partenza ma arrivo’ ultima e si temette la eliminazione.

Venne aperta un’inchiesta e il direttivo nazionale del partito fondato dall’omino piccolo piccolo, che si chiamava “N.M.P.G.N.T (Nessuno mi puo’ giudicare nemmeno tu) analizzo’ le cause della sconfitta.

 

Conclusione: il difetto stava nel fatto che non si erano distribuiti bene i lavori sulla barca, infatti se negli armi avversari c’erano un capo e otto rematori, nell’equipaggio italiano avevano dovuto metterci un presidente An, un vicepresidente Legaiolo, e un altro Udc, un paio di imboscati, insomma l’equipaggio italiano era composto da otto capi e un rematore.

 

L’omino piccolo piccolo fece ricorso e dopo aver strillato contro la congiura delle toghe rosse olimpiche, per farlo star buono altrimenti non invitava piu’ nessuno nella sua villa in Sardegna, si decise di accogliere il ricorso e di fare una nuova gara, a cui l’equipaggio italiano partecipo’ arrivando ultimo.

 

Il direttivo questa volta analizzo' la situazione e giunse alla seguente conclusione: gli altri avevano mantenuto la loro usuale struttura, cioe’ un capo e otto rematori mente l’equipaggio italiano dopo i correttivi risultava composto da un direttore generale, un amministratore delegato, tre direttori di area, tre capi struttura e un rematore.


”Bisognera’ aumentare le tasse per dotare la barca di un’adeguata tecnologia, ma i soldi non li preleveremo direttamente dalle tasche degli italiani, li andremo a togliere direttamente dalla busta paga.” Disse l’omino.

 

Detto fatto, si preparo’ un nuovo armo e si presento’ un reclamo cosi’ pretestuoso che il comitato olimpico decise di organizzar un ripescaggio.

Si corse a Castel Gandolfo ma malgrado ogni sforzo la barca del popolo dei formaggini arrivo’ ancora ultima.

 

La gente si era un pochino stancata e per la rabbia andava in giro per le strade a cantare:

Giro giro tondo, casca il mondo casca la Terra, questo ci sotterra”

 

Non vi preoccupate, disse l’omino piccolo piccolo, vi giuro sulla testa dei miei figli che vinceremo la prossima gara. Infatti gareggiarono ma ahime’ arrivarono ancora una volta ultimi.

 

Il popolo decise e affidò il nuovo progetto della barca ad un altro omino piccolo piccolo e alquanto decotto che mise insieme una grande coalizione che prese in mano la situazione e analizzo’ gli errori.

Mentre gli altri non avevano cambiato proprio nulla, cioe’ rimanevano con un capo e otto rematori, l’equipaggio italiano aveva optato per una soluzione d’avanguardia: un capo divisione, tre capi area, due responsabili della pianificazione e  due consulenti privati che non distoglievano gli occhi di dosso all'unico rematore, al quale erano stati tolti tutti i bonus e gli incentivi a causa dei precedenti fallimentari risultati. La soluzione era il lavoro co.co.co. ma c’era un piccolo problema: per accontentare sindacati, verdi, rossi, arancioni e cattocomunismi, l’equipaggio doveva essere di dodici elementi e questo era contro il regolamento.

 

Dopo questi fatti ci fu un tremendo ribaltone e si costitui’ un nuovo comitato diretto da un molliccio imbroglione che al grido di “Se po ffà” , affronto’ di petto i problemi relativi alla gara.

Poiche’ si era riscontrato un certo rilassamento nel rematore, specialmente verso il finale della gara, poiche’ il rematore si era dimostrato reattivo invece che proattivo, e il team dirigenziale non era parso capace di lavorare in team, si decise di affidare la scelta del rematore ad un’impresa esterna di lavoro interinale per massificare lo sforzo, fidelizzare alla missione, applicare la strategia di marketing d’impresa ecc. Insomma, partirono in pullman per cercare un nuovo progetto.

 

Come avrete ben capito, malgrado ogni possibile sotterfugio, non ci fu nulla da fare, la barchetta dell’omino piccolo piccolo, progettata dalla sua fervida mente ma costruita con le risorse dei mangiatori di formaggini, e modificata dai “sepoffà” arrivo’ ultima, sempre ultima, inesorabilmente ultima con un PIL attorno allo 0,00 per cento.

 

-          Ve l’avevo detto io, che con questa sinistra mistificatrice non avreste mai e poi mai avuto

risultati.- Disse l’omino piccolo piccolo: Rimettetemi al comando ma non vi prometto nulla.

Il popolo dei formaggini, mormorò deluso.

 

 

-           Cosa? Io vi avrei promesso la vittoria?

Smentisco categoricamente di aver parlato di Vittoria a meno che non mi riferissi alla mia segretaria che appunto si chiama cosi’. Ma se voi mi date ancora cinque anni di fiducia, io ho in mente un progettino che vi fara’ andare alle olimpiadi senza fallo! –

 

Insomma, andare alle olimpiadi senza fallo non era una gran bella prospettiva, ma bisognava fare qualcosa e allora ancora una volta il popolo dei formaggini affido’ le sue sorti all’omino piccolo piccolo che subito attuo’ il progetto che avrebbe aumentato la velocita’ della barca.

Infatti chiamo’ un falegname del varesotto, che aveva in mente di aumentare la velocita’ della barca con un progetto che lui chiamava “devoluscion” che consisteva innanzi tutto nell’accoppiare un rematore per ogni capo. Poi con un paio di mazzate, divise la barca in nove pezzi, uno per ogni capo e uno per ogni rematore. “Ecco, disse, adesso con il federalismo fiscale, ognuno finanzierà il suo pezzo di barca!”

- Soltanto cosi’ – disse il Legaiolo lombardo – si vince!

- Ma galleggia? – chiese l’omino piccolo piccolo

- Certo, la barca e’ di legno!

- No, intendo ma come fa a galleggiare con tutto l’equipaggio?

-  Non ti preoccupare – disse il legaiolo – anche gli stronzi galleggiano, siamo a posto

- Non mi sento sicuro – disse l’omino piccolo piccolo – quasi quasi vado al comitato olimpico e mi faccio cambiare i parametri. Debbo parlarne con Tremonti -

Il sole intanto rideva, tramontando dietro il Resegone...

 

Premier di bugie


Dal conflitto di interessi alla missione in Iraq. Dalle tasse al
lifting. Silvio Berlusconi vanta il governo più longevo della
Repubblica. E si pone al primo posto per il numero di falsi



 Indro Montanelli, dopo averlo avuto come editore per vent'anni, lo
definiva un "mentitore professionale". Maurizio Costanzo addirittura
un "bugiardissimo". Lui invece giura di essere incapace di mentire. E
il suo rapporto con la verità lo ha descritto nel 1994, subito dopo la
discesa in campo: "Io dico sempre cose sincere, anche perché non ho
memoria e dimenticherei le bugie. Come ci si può fidare di chi usa la
menzogna come mezzo della lotta politica? La gente deve fidarsi solo
di chi dice la verità" (2 marzo 1994). Oggi, nel momento in cui il
governo di Silvio Berlusconi diventa il più longevo della storia della
Repubblica, è tempo di bilanci. Davvero il premier è un bugiardo senza
speranza? Per scoprirlo 'L'espresso' ha esaminato i suoi discorsi, le

 


sue interviste, le sue promesse. Il risultato è disarmante.
Negli ultimi quattro anni, escludendo i 115 minuti di deposizione
spontanea al processo Sme-Ariosto (durante il quale Berlusconi riuscì
a pronunciare ben 85 bugie allo straordinario ritmo di una balla ogni
81 secondi), il premier ha mentito quasi cento volte. Per ragioni di
spazio, ecco qui solo l'elenco delle 44 bufale migliori.

1. Interessi sì, conflitto no - 1 "Il conflitto d'interessi sarà
risolto nei primi cento giorni del mio governo" (5-5-2001). "Il
conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (19-12-2003). A
tre anni dalla promessa, la legge sul conflitto d'interessi non è
stata ancora approvata.

2. Interessi sì, conflitto no - 2 "Il conflitto d'interessi esiste
solo nel senso che le mie aziende ci hanno rimesso da quando sono
entrato in politica al servizio del Paese" (21-12-2001). "Il conflitto
d'interessi è una scusa. Tutti vedono bene che non c'è nessun
conflitto d'interessi. Anzi, io non posso fare che cose sfavorevoli al
mio gruppo. Non c'è stata una sola decisione assunta da questa
maggioranza e da questo governo che abbia portato cose a mio favore.
Da quando sono sceso in politica, il mio gruppo ha subìto soltanto
danni enormi" (7-5-2003). In realtà, Mediaset e le altre aziende del
premier hanno guadagnato milioni di euro dai vari condoni fiscali,
dalla legge Tremonti, dalla legge salva-Rete4, dall'accordo
Mediolanum-Poste, dalla pubblicità istituzionale sulle reti del
Biscione, senza contare i continui rialzi in Borsa del titolo Mediaset
a ogni stormir di fronda governativa.

3. Dipendenti Mediaset "Ho messo su un'azienda da 50 mila dipendenti"
(conferenza stampa di fine mandato europeo, 13-12-2003). Ma dal
rapporto R&S 2003 di Mediobanca si apprende che alla fine del 2002 i
dipendenti dell'intera galassia Fininvest erano appena 10.095.

4. Solo 3 leggi ad personam Dice a Strasburgo il 2 luglio 2003 che si
è fatto solo "in tre casi" leggi per lui, mentre invece sono almeno
sette: rogatorie, falso in bilancio, Cirami, lodo Maccanico, tassa
successioni e sulle donazioni, Gasparri, decreto salva Rete 4.

5. Ciampi d'accordo su Gasparri Berlusconi, uscendo dal Quirinale,
annuncia che Ciampi è d'accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale
smentisce: "Non ne abbiamo mai parlato" (2-8-2003), lui deve
rettificare dando la colpa ai giornalisti.

6. Lodo senza padri "Sul Lodo non ho dato parere positivo, ma ci sono
insistenze..." (al Tribunale di Milano, 17-6-2003). "Io non c'entro
nulla con questo Lodo: è stata un'iniziativa autonoma del Parlamento,
sostenuta dal presidente della Repubblica" (30-6-2003). Immediata la
smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario
Paolo Bonaiuti: "Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a
questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo".

7. I pari del Cavaliere "In una democrazia liberale chi governa per
volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e
dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari... Succede così nel
mondo, ma non nel nostro Paese" (29-1-2003). Non è vero. Non accade in
nessuna parte del mondo a partire dagli Usa dove l'ex presidente Bill
Clinton, quando era in carica, finì sotto inchiesta per il caso
Lewinsky.

8. Legge Cirami "Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami
sul legittimo sospetto" (31-7-2002). "La legge sul legittimo sospetto
è una priorità per il governo" (30-8-2002). Senza parole.

9. Rai questa sconosciuta "Dalla Rai io me ne sto fuori come ho sempre
fatto" (1-12-2002). Ma il 26 febbraio 2003 Berlusconi riunisce i
leader della Cdl nella sua casa in via del Plebiscito per decidere il
nuovo Cda Rai. Pera e Casini non ne sanno nulla e vanno su tutte le
furie. Il presidente della Rai, Lucia Annunziata, poi rivela: "So per
certo che Berlusconi alza il telefono e chiama i consiglieri di
amministrazione per suggerire nomine ed influenzare i programmi"
(2-2-2004).

10. Mediaset questa sconosciuta "Da quando sono in politica, non mi
occupo più delle mie aziende" (10-5-1996). "Da dieci anni non mi
interesso più di affari" (15-10-2003). Maurizio Costanzo, in lite con
Mediaset, dichiara: "Mercoledì ho incontrato Berlusconi. Tutto bene,
solo qualche rottura di scatole" ('la Repubblica', 18-1-2003).

11. Condono per gli altri "Mediaset non farà alcun ricorso al condono
fiscale" (30-12-2002). Cinque mesi dopo 'L'espresso' scopre che
Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa
120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

12. Il Milan è tutto mio "Si parla del Milan di Sacchi, di Zaccheroni
e di Ancelotti e non si parla mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono
io che da 18 anni faccio le formazioni, detto le regole e compero i
giocatori" (16-4-2004). "Il Milan non vince più perché, da quando è in
politica, il suo presidente non se ne occupa più" (Ansa, 6-2-1998).
"Il problema del Milan è che io non me ne occupo più di persona"
('Sette', 2-3-2001).

13. Nesta mai "Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più
nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora
basta"(23-8-2002). L'indomani il Milan di Berlusconi annuncia
l'acquisto di Nesta, avvenuto da almeno una settimana.

14. Per il bene di tutti "Nel 1994 sono sceso in campo per salvare
l'Italia da un futuro illiberale" (Ansa, 27-1-2004). Ma Marcello
Dell'Utri, che inventò Forza Italia da una costola di Publitalia, lo
smentisce: "Berlusconi (...) mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un
partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni.' C'era
l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5 mila
miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore
delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo
portare i libri in tribunale'... Oggi posso dire che senza la
decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non
avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con
l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda" (intervista
ad Antonio Galdo per il libro 'Saranno potenti?', Sperling & Kupfer,
2003).

15. Unto e bisunto "Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa
sciocchezza" (9-3-2004). "Quando si assume un ruolo come questo, la
vita cambia. I cattolici la chiamano la 'Grazia dello status'. È una
cosa che ti fa diventare una persona diversa senza che tu te ne
accorga. Già stanotte ho dormito da persona diversa, anche se con lo
stesso pigiama" (30-4-1994). "Io sono l'unto del Signore, c'è qualcosa
di divino nell'essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno
che è stato scelto dalla gente, l'unto del Signore, possa pensare di
tradire il mandato dei cittadini" (25-11-1994).

16. Piduista col trucco "Essere piduista non è un titolo di demerito"
(Telelombardia 6-3-2000). "Neanch'io vorrei un piduista al governo. Ma
io non mi considero legato alla P2. Mi hanno dato la tessera, ma io
l'ho rispedita indietro" (8-3-1994). Berlusconi non rispedì la sua
tessera a Licio Gelli, ma anzi versò regolarmente la quota
d'iscrizione.

17. Le off-shore "Non ci sono stati nomi di copertura né ricorso a
società estere. Tutto si è svolto in Italia alla luce del sole con
operazioni sulle quali sono state pagate tante tasse..." (16-3-2001).
"Le società estere sono cose assolutamente legittime che il mio gruppo
ha poi abbandonato, ma che in un certo momento, affidandosi alla
responsabilità di chi gestiva il sistema estero, si facevano perché si
doveva trovare un modo in Europa per pagare tasse più convenienti"
(Ansa, 3-5-2001).

18. Cecenia, un paradiso Il 6 novembre 2003, in conferenza stampa con
Putin, in visita a Roma, Berlusconi risponde al posto del collega
russo a una domanda sulla Cecenia. E spiega: "In Cecenia c'è stata
un'attività terroristica con molti attentati contro cittadini russi"
senza che ci fosse "una risposta corrispondente della federazione
russa". Tutti gli organismi europei condannano l'affermazione,
ricordando che in Cecenia i russi hanno sterminato 200 mila persone su
un milione di abitanti, radendo al suolo Grozny.

19. Partiam partiam "Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya,
sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica" (26-3-2004). Il
10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

20. Scontro di civiltà "Noi dobbiamo essere consapevoli della
superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due
civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano... La
nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400
anni nella storia i benefici e le conquiste che l'Occidente conosce."
(26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una
serie di governi arabi dice al giornale 'Asharq al-Awsat':"Perché
dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla
di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire
qualche cosa che non ho detto". (2-10-2001)

21. Armi sì, armi no "Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di
distruzione di massa" (16-10-2002). "Non ho mai detto che Saddam non
ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di
distruggerle o di metterle da qualche altra parte" (17-10-2002).

22. Guerra senza Onu "Se Saddam non cede, l'attacco sarà a gennaio e
sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia,
sarebbe un nonsenso" (14-9-2002). "Siamo per una risoluzione dell'Onu
che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l'intervento militare se
Saddam non dovesse accettare la risoluzione" (25-9-2002). "Con
realismo bisogna dire che non c'è alternativa alle due risoluzioni
dell'Onu, vista la posizione di Francia, Cina e Russia" (16-10-2002).

23. L'ordine regna a Baghdad - 1 "In Iraq c'è l'assoluta volontà di
continuare e c'è anche un certo ottimismo. Nel paese molte cose vanno
bene... Dobbiamo far sapere che le scuole funzionano, che gli ospedali
funzionano, che c'è l'elettricità, che l'amministrazione comincia a
svolgere il suo compito... Il paese ricomincia a funzionare"
(29-10-2003). "La situazione in Iraq sta migliorando molto" (Cnn
Italia, 1-11-2003). "Si sono fatti molti passi avanti per la
normalizzazione dell'Iraq" (Adnkronos, 5-11-2003). Il 12 novembre
vengono uccisi 19 italiani a Nassiriya.

24. L'ordine regna a Baghdad - 2 " Oggi l'Iraq è una nazione che sta
progredendo verso la democrazia, verso la normalità. È un paese dove
le scuole, gli ospedali, l'amministrazione pubblica e il governo
provvisorio funzionano" (Ansa, 4-3-2003). Un mese dopo si scatena la
battaglia di Nassiriya e vengono sequestrati decine di occidentali. Un
ostaggio italiano viene assassinato.

25. Ostaggi "Siamo in fiduciosa attesa di eventi che dovrebbero
verificarsi nelle prossime ore" (20-4-2003). Due giorni dopo, davanti
alla mancata liberazione, invita i componenti del suo governo a "un
maggior riserbo". Il 3 maggio chiede il silenzio stampa.

26. Verifica di governo "Il chiarimento c'è stato e non serve alcuna
verifica. Quella è roba da vecchia politica" (15-10-2003). La verifica
si trascina per mesi: la risoluzione è rinviata a dopo le europee.

27. Ok dall'Europa "Ho fatto un'esposizione sommaria della legge
finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia da Prodi sia dal
commissario Pedro Solbes" (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole: "Non
ne abbiamo neanche parlato". Anche Solbes lo smentisce. Berlusconi fa
retromarcia: "Io ho illustrato l'azione del mio governo, Prodi e
Solbes mi hanno ascoltato in silenzio. Ma il club della menzogna della
sinistra mi attribuisce cose mai dette".

28. Riforma della giustizia "Entro tre mesi presenteremo la riforma
della giustizia al Parlamento" (21-12-2001). Lo ha fatto tre anni
dopo.

29. Fiducia, anzi no "Ho assoluta fiducia nella Cassazione, fiducia
che non è mai mancata. Altra cosa sono certi pm che vogliono un ruolo
particolare e imbastiscono processi che finiscono nel nulla"
(26-1-2003). L'indomani la Cassazione gli dà torto e non sposta i suoi
processi da Milano. Allora il premier perde la fiducia e tuona contro
la "magistratura golpista".

30. Persecuzione giudiziaria "Le inchieste sul mio gruppo sono
iniziate soltanto dopo il mio impegno in politica. Prima non avevo mai
subito nulla del genere" (17-6-2003). È vero il contrario: prima
nascono le inchieste sulla Fininvest di Berlusconi, poi Berlusconi
scende in campo. La prima indagine sul Berlusconi imprenditore (per
traffico di droga) fu aperta a Milano nel lontano 1983 e poi
archiviata. Nel 1989 Berlusconi viene processato a Venezia per falsa
testimonianza sulla loggia P2: la Corte d'appello ritiene il reato
dimostrato, ma estinto per amnistia. Quanto a Mani pulite ecco cosa
scrive il gip di Brescia Carlo Bianchetti il 15 maggio 2001: "Risulta
dall'esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle
prospettazioni del denunciante (Berlusconi, ndr), le iniziative
giudiziarie (.) avevano preceduto e non seguito la decisione di
'scendere in campo'...".

31. Improrogabili impegni "Un impegno istituzionale improvviso e
improrogabile mi impedisce di essere presente all'interrogatorio" (al
Tribunale di Palermo davanti al quale Berlusconi dovrebbe testimoniare
sulle origini delle sue fortune e sulla presenza del boss Vittorio
Mangano nella villa di Arcore, 11-7-2002). Ma all'ora indicata per
l'audizione il premier passeggia per il Transatlantico raccontando
barzellette ai giornalisti.

32. Sempre assolto "Sono sempre stato assolto in ogni processo"
(19-1-2002). In realtà, non è stato quasi mai assolto. L'ha fatta
franca grazie ad amnistie, prescrizioni, condoni, depenalizzazioni,
leggi di impunità.

33. Telekom bufala "La vicenda Telekom Serbia è tutta una tangente"
('Porta a Porta', 22-5-2003). La Procura di Torino appurerà che
nessuna tangente è stata dimostrata nell'affare Telekom Serbia e
arresterà i sedicenti testimoni Marini, Volpe e Romanazzi che ne
avevano parlato.

34. Povertà percepita A 'Porta a Porta': "Il ceto medio consuma più di
prima ed è più ricco di prima... 800 mila italiani sono usciti dalla
soglia di povertà... c'è stato un arricchimento generale del Paese",
che però "si percepisce più povero" a causa della disinformazione
comunista (11-2-2004). Ma tutti i dati di tutti gli istituti di
rilevamento economico e statistico indicano un impoverimento del
Paese. Secondo l'Eurispes alle già note 2.500.000 famiglie povere
(circa 8 milioni di persone), va aggiunto un altro 10 per cento di
nuclei a rischio che in valori assoluti vuol dire altre 2.400.000
famiglie. Basti pensare - rileva l'Eurispes nel rapporto 'Italia 2004'
- che, nel biennio 2001-2003, la perdita del potere d'acquisto delle
retribuzioni è stata pari al 19,7 per cento per gli impiegati, al 16
per gli operai, al 15,4 per i dirigenti e al 13,3 per i quadri.

35. Fascismo buono "Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli
oppositori li mandava in vacanza al confino" ('The Spectator',
4-9-2003). In realtà le squadracce del duce uccisero Giacomo
Matteotti, mentre Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci,
don Minzoni morirono in seguito alle percosse e ai maltrattamenti.

36. Colpa dell'alcol Berlusconi smorza l'intervista allo 'Spectator':
"Eravamo alla seconda bottiglia di champagne" (17-9-2003). Gli
intervistatori lo smentiscono: "Abbiamo bevuto solo tè freddo"
(19-9-2003.).

37. Meno sbarchi per tutti "Gli sbarchi di clandestini sono diminuiti
del 247 per cento" (21-12-2001). A parte l'iperbolicità della cifra
(superare il 100 per cento significa inviare gli immigrati residenti
in Italia all'estero), gli sbarchi sono aumentati, anche con episodi
drammatici, sulle coste siciliane. "Durante il 2002", scrive il
Viminale nella relazione sull'attività delle forze dell'ordine, "si è
assistito a un aumento del 23 per cento del flusso di clandestini
diretti alle coste della Sicilia (5.504 persone sbarcate nel 2001,
18.225 nel 2002)".

38. San Giuliano 2 "Ricostruiremo San Giuliano di Puglia (rasa al
suolo dal terremoto in Molise, ndr) con gli architetti di Milano 2:
parchi, case moderne e verde pubblico entro due anni" (4-11-2002).

Non si è visto nulla di tutto questo.

39. Lifting forzato "Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato
tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting"
(27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: "Il lifting è stata un'idea
sua".

40. Meno tasse per tutti "Abbattimento della pressione fiscale" (punto
1 Contratto con gli italiani). Un anno e mezzo dopo il premier ammette
che non esistono i presupposti per mantenere la promessa: "Dobbiamo
fare tutti dei sacrifici, non possiamo prendere in giro i cittadini"
(27-9-2002). Poi però comincerà a ripetere che "la pressione fiscale è
diminuita". L'11 febbraio, a 'Porta a Porta', parla di "pressione
fiscale globale ridotta del 7.5 per cento". Ma, come scrive sul 'Sole
24 ore' l'economista Fiorella Padoa Schioppa citando il Sistan
(Sistema statistico nazionale), "nel 2003 la nostra pressione fiscale,
lungi dall'essere diminuita, è sensibilmente aumentata (al 42.1 per
cento dal 41.7 per cento del 2002, mentre stava al 42.3 nel 2001, al
42.5 nel 2000).

41. Più sicurezza per tutti "Attuazione del 'Piano per la difesa dei
cittadini e la prevenzione dei crimini' (...) con il risultato di una
forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni
(falso, i reati nel 2000 erano 2.563.000, ndr)" (punto 2 del
Contratto). Il 30 marzo 2004, all''Alieno', Berlusconi assicura che "i
reati da strada sono diminuiti del 40 per cento", mentre le denunce
per tutti i reati "sono calate del 12 per cento rispetto al 2001". Ma
la relazione Ordine e sicurezza pubblica del 2002, presentata al
Parlamento il 6 ottobre 2003 dal ministro dell'Interno, evidenzia che
i delitti denunciati sono saliti del 3.13 per cento, in particolare i
furti (+ 0,14), le rapine (+ 5,12) e i tentati omicidi (+ 6,94).
Aumentato anche il totale dei delitti commessi: 70 mila in più fra il
2001 e il 2002.

42. Furti in casa Secondo i poster elettorali di Berlusconi sarebbero
diminuiti del 17 per cento. In realtà, i dati dicono che nel 2003,
dopo cinque anni di calo, sono aumentati dell'1,5 per cento rispetto
al 2002.

43. Pensioni più dignitose "Innalzamento delle pensioni minime ad
almeno 1 milione di lire al mese" (punto 3 del Contratto). Il 29
settembre 2003 il premier proclama che ormai è cosa fatta "l'aumento
delle pensioni sociali a 516 euro al mese". Non dice però che
destinatari dell'aumento sono una piccola quota di pensionati, appena
il 24 per cento degli aventi diritto (1 milione e 700 mila su 9
milioni).

44. Più cemento per tutti Nei manifesti preelettorali Berlusconi
esagera: "Grandi opere attivate per 93 mila miliardi di lire". A oggi
ne sono state finanziate per appena 9,8 miliardi di euro. I soli
cantieri aperti fra le opere previste dalla legge sono quelli per la
terza corsia su 18 km del raccordo anulare di Roma e per un lotto di
28 km della Salerno-Reggio Calabria. Il resto è posa di prime pietre e
seconde pietre, inaugurando opere avviate da precedenti governi
(grottesca la quarta inaugurazione della variante di valico in
Toscana, avviata nel '96 dal ministro Di Pietro).

--
Leftorium, Il blog Riformista -
http://clik.to/leftorium
Sinistra liberal -
http://www.sinistraliberal

 

«Mi rallegro che la guerra è finita e che sia stata rapida e che abbiamo prodotto meno vittime di quanto si poteva temere».

 (Silvio Berlusconi, 10 aprile 2003)

i congiuntivi, signor presidente, i congiuntivi....

 

i costi del lavoro per dipendente a Mediaset nel 2003 sono stati di circa 67 mila euro lordi, mentre il fatturato per dipendente superava i 537 mila euro. In Rai il costo del lavoro ha toccato i 78 mila euro lordi a fronte di un ricavo di 243 mila euro. Per avere lo stesso fatturato di Mediaset, la Rai dovrebbe avere circa 5.200 dipendenti, cioè mandarne a casa 6.200.

 

Tensione tra Italia e Libia: «Tripoli faccia di più».

e Gheddafi: «Roma, faccia di merda»

perche’ sembra che Berlusconi non mantenga le promesse ( e ce lo viene a dire lui)

 

 

Via Berlusconi

Ci salvera’ la toponomastica?

 

Da questo punto di vista, il Bandana-Day è un segnale abbastanza controverso. Da un lato tranquillizza: è difficile immaginare un uomo con la bandana asserragliato a Palazzo per indire un golpe - al massimo starà covando un gavettone. Dall'altro inquieta, come accade ogni volta che un uomo di potere dà segni percettibili di squilibrio.

(Michele Serra su Repubblica)

 

Berlusconi con bandana

ha definito l'attacco a Nassiriya, dove nella notte sono rimasti feriti tre carabinieri, "particolarmente ingiusto e ingeneroso perche', come riconosciuto anche dal segretario generale dell'Onu, ci troviamo la' a svolgere un'operazione di ordine pubblico, di mantenimento della sicurezza, in favore del popolo iracheno"

 

Dopo il ciclo Berlusconi

si prepara il pullman di Prodi.

(Se prima c’era da pedalare, vuoi vedere che adesso ci tocca spingere?)

Fassino: occorre rivolgersi alla «parte del Paese che vuol crescere»

(Basta coi nani ?)

Amato: si tratta di calare il progetto politico in una rete di energie

(Tutti pescatori?)

 

 

"Mamma Mia",

E’ il libro scritto dal leader del partito danese euroscettico "Movimento di giugno", Jans Peter Bond. Il pamphlet, uscito da poco e disponibile anche in inglese, che svela qualche difettuccio anche dei nostri leader.

Scrive del suo viaggio a Roma in occasione del semestre di presidenza italiano ed entra nei particolari della visita a casa Berlusconi.

"Il presidente italiano mi mostrò il bagno, costruito in marmo, e la vista panoramica mozzafiato su Roma. E' lì che passa le sue notti quando la moglie e i figli sono a Milano.”

Ho letto bene?

Passa le notti nel cesso?

Mamma mia!

 

 

 

Berlusconi al salone nautico: «Qui si respira aria di crescita, sono ottimista» e poi:

«Queste bellissime barche dove il genio e il gusto italiano trionfano...

hanno dato alle mie vele un soffio che mi servirà per portare innanzi il programma di governo».

Aria, sempre aria, fortissimamente aria, nei discorsi del presidente...

(Salone nautico di genova 10/10/04)

 

«Nella mia attività quotidiana di cercatore di sprechi e tagliatore di spese, non penso mai siano soldi pubblici, penso invece che siano soldi di tutti. Per questo quando sono a Palazzo Chigi faccio piccole cose: spengo la luce quando esco dall’ufficio e se non l’ho fatto torno indietro a spegnerla. Scrivo sul retro della carta e non su un foglio nuovo. Queste cose me le hanno insegnate mio padre e mia madre, io l’ho insegnato ai miei manager, adesso cerco di insegnarlo ai ministri e ai miei collaboratori».

(Salone nautico di Genova 10/10/2004)

 

 

 

Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato
vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci
con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui
si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioθ la
scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri
comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in
fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in
sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una
repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato
cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignitΰ, e che invece in
Italia θ ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano
morti suicidi per la vergogna".
(Vittorio Feltri, L'Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l'approvazione
della legge Mammμ).

"Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre
emittenti, pubblicitΰ pressochι illimitata, la Mondadori, un quotidiano e
alcuni periodici. Poca roba. Perchι non dargli anche un paio di stazioni
radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così
almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".
(Vittorio Feltri, L'Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori
e l'approvazione della legge Mammμ).

 

 

 

Angelo Maria Perrino e’ il direttore di www.affaritaliani.com , il primo quotidiano telematico in Italia, che ha messo on line nel 1996.

Dal 1997 ha ospitato sulle sue pagine elettroniche alcuni interventi satirici, tra i quali i miei.

Nel 2001 concordammo una rubrica quasi settimanale che si chiamava: FACCE COME IL Q

dalla quale ho riportato qualche brano qui sotto:

 

 

 

 

 

Gennaio 1998

CLAMOROSO: ANCHE IL PAPA CON LE CIMICI!

Destino dei potenti. Prima Berlusconi e adesso il Pastore Polacco.

Microspia, microspia, non e' figlio di Maria

 

 

BERLUSCONI VUOLE UN PARTITO VERO

Congresso bisestile di Forza Italia a Milano per incoronare Silvio Primo  Imperatore.

(bisestile perche' ne fanno uno ogni quattro anni).

Lui dichiara at urbi et orbi: "Voglio un partito vero"

E Tremonti gli consiglia l'Umberto Bossi che ormai e' partito, ma veramente.

Di testa.

 

CLAMOROSO!

HANNO MENATO A BERLUSCONI !!

No, coniglietti miei, non adesso.

Purtroppo gli hanno menato, per ragioni politiche nel 1948, cosi' dice lui, che come sapete, e' uno che piuttosto che dire una bugia lui si compra una villa in Sardegna!

 

MA BERLUSCONI E' UN UOMO DI FEDE?

Ce lo siamo chiesti molte volte guardandolo giurare senza timore sulla testa dei suoi figli o definirsi il vuncione del signore.

Per il momento una cosa sola e' certa: Fede e' uomo di Berlusconi.

 

Maggio 1998

ROSSONERI PER CASO

Il nuovo complesso vocale "Rossoneri per caso" si e' esibita all'Olimpico due volte in tre giorni raccogliendo un sacco di consensi ( e di palle)

Le indiscrezioni da Arcore danno Silvio Berlusconi annichilito per i venti miliardi persi in diritti televisivi ma comunque proiettato verso il futuro, il nuovo progetto Milan non prevede spazio per i sentimenti, rischiano tutti, ma proprio tutti, inclusi i tre nazionali di Cesare Maldini detto Tinto che in tre giorni ha visto i difensori della Nazionale incassare 10 gol (se ci mettiamo anche i due di Buffon ) che ci fa ben sperare per i mondiali.

All'insegna di "Un diavolo per Capello " l'allenatore si e' presentato in conferenza stampa coi polsi fasciati.

Tutto era cominciato col " Derby dei Pelati" cioe' con Milan Lazio. Infatti la Lazio e' sponsorizzata dalla Cirio mentre il Milan e' gestito da Galliani. Se pensate che adesso rimane senza neanche un Capello…

 

Intanto al Governo una domanda serpeggia tra i banchi. A cosa mira realmente Berlusconi? Risposta: non lo sa nemmeno lui, se lo sapesse lo smentirebbe subito.

Ma Berlusconi ha lo stesso carisma di Craxi? Direi di si', reato piu', reato meno;  e perche' pensare che Berlusconi e De Michelis non possono piu’ stare insieme?

San Vittore e' cosi' grande…

Intanto il Berlusca se la ride sotto i baffi, perche' malgrado i guai giudiziari lui ha in mente una cosa da far tremare le manette ai polsi!

Vogliono un Congresso straordinario quelli del Polo della Liberta' perche' vogliono sapere se e' liberta' condizionale o vigilata.

 

 

BERLUSCONI ATTACCA D'ALEMA

D'ALEMA ATTACCA BERLUSCONI

LA BICAMERALE SI ATTACCA AL TRAM

 

 

Giugno 1998

UNA VECCHIA BARZELLETTA

Mi e' tornata tra le mani una vecchia barzelletta che a suo tempo aveva fatto ridere a crepapelle il Benignaccio e qualche mente illuminata. Ve la ripropongo perche' sebbene vecchissima sono dell'opinione che faccia ancora ridere. Ascoltate:

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO : Silvio Berlusconi

SOTTOSERGETARIO AL PRESIDENTE: Gianni Letta

MINISTRO DEGLI ESTERI: Antonio Martino

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: Alfredo Biondi

MINISTERO DELLA DIFESA: Cesare Previti

MINISTERO DELL'AMBIENTE: Altero Matteoli

MINISTRO DELL'ISTRUZIONE: Francesco D'Onofrio

MINISTERO DEL LAVORO: Clemente Mastella

MINISTERO DEI TRASPORTI: Publio Fiori

MINISTERO DELLE RIFORME: Francesco Speroni

RAPPORTI COL PARLAMENTO: Giuliano Ferrara

PRESIDENTE COMMISSIONE CULTURA: Vittorio Sgarbi

PRESIDENTE COMMISSIONE GIUSTIZIA: Tiziana Maiolo

VIGILANZA RAI Marco Taradash

ANTIMAFIA Tiziana Parenti

 

 

CORRIERE

25 Agosto 2000-

 

Anvedi che titolo:

BERLUSCONI: IL MIO PIANO PER L’ITALIA

Che Berlusconi avesse un piano lo si sapeva, che lo sapesse anche suonare per accompagnare il suo repertorio di canzoni francesi si sapeva pure questo.

Ma che ci voglia rifilare il suo piano vecchio per comprarsi magari un organo piu’ grande, questo mi lascia perplesso.

Ma il piano poi, ce lo regala?

 

 

RUTELLI ATTACCA IL CAVALIERE DA SIDNEY

IL CAVALIERE RISPONDE PER LE RIME DA PARIGI

Ma e’ cominciata la campagna elettorale o il giro del mondo in 80 giorni?

 

 

Novembre 2000

ROMA CITTA’ APERTA

Ti ricordi la scena struggente di questo splendido film di Rossellini, quando la Magnani insegue il camion dei tedeschi gridando?

Indimenticabile ed emozionante.

Avresti mai pensato che un giorno qualcuno potesse ridere a crepapelle su questo spezzone di film?

Certo di voleva del Genio.

Innanzi tutto occorreva ricordarsi cosa grida la Magnani inseguendo il camion, poi e’ bastato congiungere spezzoni di un comizio di Rutelli e quando lui le spara grosse ecco che se ne esce la Magnani gridando: “Francescooooo!”

Geniale. Solo il Blob di Grezzi poteva arrivare a tanto.

Ho riso fino alle lacrime.

Del comizio di Rutelli mi e’ piaciuto quando lui ha gridato contro coloro “che continuano a far la Franca” .

Ma la moglie di Berlusconi, non si chiamava Veronica?

 

 

AUMENTANO LE PROTESTE

Per il Grande Fratello. Sembra che faccia male ai pensionati  single.

A Natalia Estrada no. A lei il Grande Fratello ha fatto un gran bene.

La mamma le diceva sempre: “Fatti una famiglia” e lei si e’ fatta i Berlusconi

(l’ha detto quel gran signore di $ua Emittenza)

 

 

 

Gennaio 2001

FINI GRECISTI (Casini mondiali)
"due anni di greco, anziche' 5, sono piu' che sufficienti. Lo dico io
che sono un grecista e declamavo le poesie in greco che io stesso
scrivevo". Silvio Berlusconi, 12-1-2001.

 

Quanto vale Berlusconi
"Se costretto, vendo tutto". Così il Cavaliere va all'attacco sul conflitto
d'interessi. Ma quanto vale Mediaset? Gli analisti di Eptasim le assegnano
un valore di 10,85 euro per azione, poco meno dell'attuale quotazione di
Borsa. Aumento dei costi di produzione e rallentamento della raccolta
pubblicitaria avranno un impatto limitato sui conti, che cresceranno sia
quest'anno che il prossimo.




Milano. "Se mi costringono vendo Mediaset", ha detto ieri Silvio Berlusconi
commentando la legge sul conflitto di interessi per la quale è stata fissata
per martedì prossimo la votazione finale al Senato. Pur di poter restare in
politica, il Cavaliere sarebbe quindi anche disposto a cedere le sue
aziende. Ma quando vale Mediaset? Gli analisti di Eptasim, dopo un recente
incontro con il managemet del gruppo, sono giunti alla conclusione che i
titoli della società valgono 10,85 euro per azione, poco meno quindi degli
11 euro dell'attuale quotazione.

Nel complesso, quindi, il valore che gli analisti assegnano a Mediaset si
aggira attorno ai 13 miliardi di euro, ossia circa 26.000 miliardi di lire.
Tenendo conto che Berlusconi è solo l'azionista di riferimento di Mediaset,
di cui detiene una quota di poco superiore al 47 per cento, da una possibile
cessione della società ricaverebbe qualcosa come 6 miliardi di euro, ovvero
all'incirca 12.000 miliardi di lire. Un valore approssimativo e calcolato
per difetto dal momento che il prezzo di vendita di una società non è mai
uguale alla sua capitalizzazione. Si deve aggiungere infatti il cosiddetto
"premio di maggioranza", che l'acquirente deve pagare al venditore per
entrare in possesso del pacchetto azionario di controllo. Se oltre a
Mediaset Berlusconi fosse costretto a vendere anche le partecipazioni che
detiene in Mondadori e Mediolanum, entrambe quotate, la cifra che
ricaverebbe dalla vendita salirebbe in maniera vertiginosa. Agli attuali
prezzo di Borsa, Mondadori capitalizza 5 mila miliardi di lire circa e
Mediolanum 18.000 miliardi di lire.

In un report che è stato diffuso ieri, Eptasim dà un giudizio neutrale sul
titolo. La valutazione proposta è inoltre in linea con quella dei
comparables tedeschi e francesi, mentre è leggermente sopravalutata rispetto
a quelli britannici. Dal punto di vista dell'espansione internazionale,
sottolineano inoltre gli analisti, i piani di Mediaset sono stati
ridimensionati e l'espansione all'estero potrebbe essere perseguita solo nel
caso di occasioni particolarmente interessanti. Il management del gruppo
ritiene infatti che a livello europeo le sinergie tra reti televisive
generaliste siano molto limitate.

Quanto ai conti, restano critici i costi di palinsesto, che sono stimati da
Eptasim in forte crescita sia nel 2000 che nel 2001 - rispettivamente più
12,5 e 8,5 per cento - a causa della strategia incentrata sulla produzione
interna perseguita dalla società. Sui ricavi potrebbe inoltre incidere
negativamente un prolungamento della congiuntura economica sfavorevole,
mentre l'acquisizione di Tmc da parte di Seat e il suo rilancio potrebbe
portare a tensioni sul lato dei costi, soprattutto per quanto riguarda le
acquisizioni dei diritti e i costi di produzione. Nel complesso però sia
quest'anno che il prossimo il gruppo registrerà un aumento sia dei ricavi
che degli utili.

Un capitolo a parte molto importante merita poi l'incognita della raccolta
pubblicitaria. Nei primi mesi di quest'anno la crescita della raccolta
scrivono ancora gli analisti di Eptasim - dovrebbe attestarsi intorno al 6-7
per cento per Mediaset, anche se pare probabile un'ulteriore ripresa nel
corso dell'anno. Grazie alle campagne pro-euro, sia da parte delle
istituzioni che delle aziende, e agli investimenti dai settori in via di
liberalizzazione (energia elettrica, gas, fondi pensione), la crescita media
della raccolta pubblicitaria per il 2001 dovrebbe attestarsi attorno al 7,5
per cento. Già nella seconda metà del 2000 aveva pesato sulla crescita della
raccolta di Mediaset la turbolenza dei mercati finanziari, che aveva ridotto
il numero delle quotazioni in Borsa, la diminuzione degli investimenti
pubblicitari da parte delle società telefoniche e il rinvio degli stessi da
parte delle società della new economy. Tutti questi fattori nei prossimi
mesi dovrebbero però attenuarsi contribuendo così anch'essi alla
formulazione di previsioni di crescita pubblicitaria più positive per
quest'anno rispetto al dato stimato per il primo trimestre del 2001. Gli
analisti di Eptasim fanno inoltre notare che l'acquisizione di nuovi clienti
consente a Mediaset di alzare i prezzi medi degli spazi pubblicitari in modo
più consistente. I nuovi clienti possono infatti arrivare a pagare fino al
15 per cento in più rispetto ai clienti tradizionali.

(21 febbraio 2001)

 

 Marzo 2001

Viene distribuita in questi giorni la scheda telefonica prepagata con stampata la faccia di Berlusconi e un numero verde che si potra’ chiamare per ascoltare gratuitamente il programma di Governo del Cavaliere. Le schede sono state realizzate dalla Intercall Italia in collaborazione con la Placet Comunication, la stessa che, ricorderete aveva preparato le schede del Rosario in occasione del passato Giubileo. La prima distribuzione gratuita infatti e’ stata effettuata alle beghine che avevano esaurito la scheda del Vaticano e le poverine, al momento di dire il rosario, hanno sentito la voce di Berlusconi e credevano che fosse Padre Pio.

Al manifestarsi dei primi miracoli il Cardinale Ruini ha subito convocato le autorita’ politiche italiane per ribadire con fermezza che il Vaticano non tollerera’ altre ingerenze nella sua politica da parte del Governo italiano. Berlusconi ha risposto con altrettanta fermezza che essendo unto del Signore i miracoli li fa dove capita capita.

Woitila e’ stato colto da malore l’altra notte dopo che Berlusconi gli e’ apparso in sogno e gli ha detto: “Carolo, Carolo, perche’ mi perseguiti…”

Una parrocchia del Trentino ha proposto di scavare una statua nella roccia delle Dolomiti rappresentante il Cavaliere benedicente che con la mano fa il segno dell’OK ma con l’altro dito.

Il Quinto Alpini sta preparando i cannoni.

 

 

MI CONSENTA

$ua $antita’ $ilvio $secondo (secondo solo al Padreterno, secondo lui) e’ passato con disinvoltura dal “Mi consenta” delle prime apparizioni televisive al: “Santoro si contenga!” urlato per telefono al giornalista che voleva togliergli la parola.

Era per il caso “satiricon” se ricordate. Il Polo dice che Luttazzi non puo’ gettare addosso a Berlusconi tutta quella cacca. E’ meglio quando se la mangia.

Intanto $ua Emittenza nasconde il volto dietro le mani per non farsi riprendere dalle tivu’ di Stato

 e secondo me fa bene. Perche’ se per mascherare le prime magagne $ua Emittenza aveva bisogno della calza di seta, adesso necessita di tutta la guepiere !

 

 

SCONTRO TRA TITANI

Alla Confindustria sono andati prima Rutelli e poi Berlusconi a fare la loro comparsata.

Rutelli si e’ esibito in un improbabile inglese subito ripreso dal TG4 pronto a fare gli sberleffi

a quello stupido della sinistra che non conosce le lingue.

Nessun cenno alle migliaia di cartelli stradali in giro per l’Alto Adige tutti con gli slogan di Berlusconi scritti in un tedesco maccheronico.

Chissa’ per quale recondita ragione il popolo italiano deve essere costretto a votare scegliendo tra questi due De Rege!

Dagli ultimi sondaggi sembra che un italiano su tre vota Berlusconi e gli altri due lo prendono per il culo.

Proposta della Bonino: smettiamola di definirci di destra o di sinistra: se vince Berlusconi ci divideremo in quelli che stanno chinati avanti e quelli dietro.

 

 

Alla fine dello scontro alla Confindustria si sono chiesti:

1)

Possiamo credere alle promesse di sgravi fiscali promessi da Rutelli mentre dietro di lui Visco faceva cenno di no con l’indice e con la testa?

2)

Berlusconi mantiene le promesse?

Forse no, ma fino ad ora le promesse hanno mantenuto lui!

 

Un altro vantaggio per Berlusconi e’ che mentre Rutelli non sa dove nascondere i comunisti, Berlusconi sta dimostrando alla Nazione che non tutto il fascismo e’ da buttare, ma che con quello che avanza si puo’ anche farci su un governo.

 

Nessuna reazione dalla sinistra che non sembra nemmeno essere in campagna elettorale.

Ha calato le braghe e finalmente mostra il suo vero volto alla nazione.

Sembra quel condannato alla sedia elettrica che mentre lo rasavano era convinto che lo facessero perche’ aveva preso le piattole!

 

 

PER ADESSO

Attacco concentrico di Berlusconi che in Commissione RAI chiede la sospensione dei programmi satirici (tra cui Santoro hi hi hi ) sulle sue tre reti fa passare parte di un comizio in cui accusa alcuni “attivisti comunisti” di fare satira contro di lui, ha a disposizione le prime pagine dei quotidiani d’Italia dove ribadisce il suo pensiero e buon ultimo, rilascia un’intervista sul “Foglio” il quotidiano dove Veronica Lario avvolge l’insalata, in cui dice che la satira non lo disturba ma anzi, gli piace come lo prendono per il culo.

Con che risultato? Vi chiederete voi.

Con l’unico risultato di occupare tutta l’informazione italiana.

 

BERLUSCONI CONTADINO

Non si e’ nemmeno spenta l’eco del Berlusconi Operaio, che ecco il nostro Eroe Mascarato si fionda alla Col diretti e subito si dichiara contadino.

Lo aveva gia’ fatto con le casalinghe dicendo di essere una di loro, alla confindustria proponendo lo scambio dei ruoli con Amato, alla sede del Milan al Festival di Sanremo, al Conservatorio, al circolo della cacca eccetera.

E’ come Paperino, ogni settimana nuove aventure: Paperino, imprenditore, Paperino Presidente, Paperino illusionista…

 

P.S.

Approfitto per rispondere a tutti quelli che mi accusano di eccedere nella critica a Berlusconi.

Ragazzi, io vi capisco. Capisco anche che in campagna elettorale chi non e’ con voi e contro di voi, ma cosa cazzo si puo’ dire su Rutelli e i comunisti?

Ha gia’ detto tutto Guzzanti/Rutelli, che altro dire?

 

 

VOTATE BERLUSCONI

 

La statistica parla chiaro: Un italiano su tre vota Berlusconi.

E gli altri due lo prendono in giro.

Succedeva anche alla DC e a Orietta Berti a Canzonissima.

Ma vincevano sempre loro.

Lo ha detto anche Montanelli: votate Berlusconi perche’ e’ l’unica maniera per togliercelo di torno.

Ma allo ra  votiamo Brusca, Liggio e Contorno.

Dice, loro no, perche’ ormai sono stati messi dove non possono piu’ nuocere.

Invece, per Dell’Utri e Previti, facciamo ancora in tempo?

Perche’ Montanelli dice che Berlusconi, grande piazzista di promesse, ormai puo’ essere equiparato ad una grave malattia che si combatte solamente con un forte vaccino ed il vaccino sarebbe il Governo.

Ma lui ha gia’ governato! Ricordo che ando’ al governo con quattromila miliardi di debito e dopo qualche mese ne usci’ con un patrimonio personale di diciottomila miliardi.

Che se quello e’ il vaccino, chissa’ la malattia!

 

Adesso ci si mette anche la CEI che finge di essere neutrale ma di fatto compila un decalogo che vale un’istigazione al deliquio. Cioe’ a votare Berlusconi. Vediamolo insieme.

 

1) Occorre votare per chi ha in considerazione la famiglia.

E chi piu’ dei Berlusconi hanno in considerazione la famiglia? Tra Paolo e Silvio ne hanno ben cinque senza contare le scappatelle,  e il giovane Pier Silvio pur non essendo ancora sposato annovera una fazzolettata di fidanzate. Si mormora che in gioventu’ lo stesso Silvio avesse simpatie per alcune famiglie siciliane… ma non e’ mai stato provato.

Se non amano le famiglie loro!

 

2) La Vita e’ bella e va difesa in ogni istante.

Ma chi piu’ di Berlusconi fa la bella vita e pur di difenderla non ha esitato a scendere in campo?

 

3) Sicurezza.

Chi piu’ di Berlusconi e’ sicuro in Italia? Se tentano di incriminarlo, lui sbraita contro i giudici comunisti, dal pretore alla Consulta, ha un pacco di guardie del Corpo e tra poco potra’ anche dichiarare guerra. Se non e’ sicuro lui!

 

4) Riforme.

Basta con le vecchie gerarchie, Gesu’ Cristo, Papa, Agnelli, Presidente del Consiglio e Pippo Baudo.

Occorre una riforma. E se nessuno e’ perfetto, nemmeno Gesu’ Cristo che non sapeva nemmeno scegliersi gli amici, e se il Padre Eterno e’ Uno e Trino, se Agnelli invece e’ Uno, Punto, Panda, Regata e altre quisquilie, $ua $antita’ $ilvio $econdo, aprira’ una nuova era, con giudici piu’ miti, carabinieri piu’ rilassati, istituzioni piu’ ammaestrate, che facciano vivere una vita piu’ rosea.

Per Lui.

 

Insomma, votate Berlusconi e turatevi…. turatevi dove potete!

 

 

 

 

 

 

Gennaio 2003

Cari amici,

Spero, per il vostro bene, che non i sia venuta la pessima idea di trascorrere le vostre vacanze in Italia, il posto piu’ pericoloso del mondo, con i suoi settanta morti sull’autostrada nei tre giorni di Natale, e altrettanti al ritorno. Quasi quanto la Cecenia, ma loro ci hanno avuto bisogno di una tonnellata di esplosivo davanti al palazzo del governo. A noi bastano invece poche utilitarie e il gioco è fatto!

Io, invece, ho passato Feste meravigliose. Mi sono chiuso in casa e mi sono sentito il discorso del nostro Presidente del Consiglio, una, due, tre, tutte le volte che l’hanno dato integralmente in tivu’, e poi notiziari che riportavano il discorso, commenti, frasi riportate, smozzicate, riproposte, analizzate, impanate e ricamate, tanto da costituire un altro corpus di trasmissioni per un totale di ore.

E vi confesso, mi sono lasciato trasportare dall’ottimismo di questo santo uomo, che tanto fa per il Belpaese e Rutelli lo critica, come se fosse facile dividere gordianamente il paese tra quelli che piuttosto che pagare le tasse a Roma, sono disposti a farsi una BMW qui subito, magari a Rovigo, e quelli che non solo la BMW non ce l’hanno e non l’avranno mai, ma gli hanno portato via anche la Fiat.

Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato trasportare dal nostro presidente, in un paese, finalmente riformato, con una meravigliosa riforma fiscale in atto, con la giustizia finalmente giusta, con Urbani che ha smesso di farsi fare i soffloni e sta pensando di vendere i beni dello Stato visto in che stato si trovano, e si apriranno i cantieri, e finalmente avremo il Ponte sullo Stretto, che fara’ piazza pulita della Mafia, e i cittadini gia’ se ne vanno in giro per le strade urbane, tranquilli perché c’è il poliziotto di quartiere, e la scuola con dentro i computer e s’insegna l’inglese alle elementari, e tanti ma tanti nuovi posti di lavoro, e gli operai della Fiat tutti felici perché potranno integrare lo stipendio col lavoro nero, e gli immigrati tutti sistemati, e gli sbarchi clandestini diminuiti, e i poliziotti contenti, i noglobal rinsaviti, e Nanni Moretti forse fa un film e la smettere di girare in giro, e i carcerati contenti per le migliorate condizioni delle carceri, e la burocrazia sconfitta dalla tessera magnetica che riporta tutti ma proprio tutti i dati necessari a non farci fare la fila, e le pensioni risanate, e l’aumento di quelle minime, e una migliore gestione egli ospedali, e poi…e poi…

Insomma, è stato un momento bellissimo, poi purtroppo ho riaperto gli occhi e mi sono chiesto:

MA DOVE CAZZO VIVE BERLUSCONI?

 

 

UN APPELLO

Signor Presidente Cav. Berlusconi,

è ricominciato il campionato di calcio ed io mi rivolgo a Lei perché conosco la modestia e la sete di giustizia che la muove.

La prego, torni in Bulgaria, e lanci uno di quei suoi pacati ammonimenti che aiutano i dirigenti Rai a fare le loro scelte aziendali. La prego, faccia cacciare Giorgio Tosatti dalla Rai!

 

È un cattivo esempio per i giovani e per la categoria dei giornalisti sportivi.

Pensi che poco prima di Natale ha addirittura affermato che il Milan gioca meglio con una punta e che Schevchenko e Inzaghi non possono giocare insieme, lanciando per la prima volta negli ultimi dieci anni in Rai la convinzione che si possa esprimere un’opinione ( sebbene solamente sportiva) non condivisa da Lei, o signor Presidente.

Ma dove andremo a finire di questo passo?

 

Eppoi, ha notato con che superbia si pone davanti ai teleschermi?

Le pare possibile che quando l’amara Mara lo bacia sulla guancia lui arrossisca, dimenticando la lezione aurea di Galeazzi?

E le interviste? Ha notato che durante le interviste lui da’ del lei a tutti, tecnici e dirigenti dimenticando che essere giornalisti vuol dire fare pappa e ciccia con il potente che poi ci scappa un ufficio stampa, un portavoce, una dirigenza di comodo, e in qualche caso addirittura il Parlamento?

Ma come si permette questo signor Tosatti di azzerare tutti gli sforzi degli altri giornalisti e continuare imperterrito a scrivere i suoi articoli, cosi’ asettici, cosi’ tecnici, senza mai un gossip o una letterina, vanificando anni e anni di sano giornalismo in Italia?

La prego, signor Presidente, faccia qualcosa.

Impedisca a questo turpe individuo l’uso criminoso della tivu di Stato!

La prego.

 

 

INCONTRO TRA GIGANTI

Il 21 del mese Berlusconi andra’ ancora in Albania ad incontrare quello la’.

Che si chiama Nano.

E con lui fan due.

 

 

Venerdi’ 17 Gennaio 2003

ALTI E BASSI

Vi ricordate Guzzanti che imitava Veltroni al governo e diceva:

gli elettori non ci seguono? E cambiamoli, questi elettori” e si rideva.

Ieri  S.Berlusconi ha detto: “Il PIL è troppo basso? E cambiamo i parametri!” ma nessuno rideva.

Il ponte sullo Stretto invece si fara’. E per convincere gli italiani ha gia’ stabilito il prezzo del pedaggio: 10 Euro da pagarsi nell’anno 2011, data dell’inaugurazione.

Mi sbagliero’ ma questo ponte fara’ la fine della ricostruzione della Fenice che dopo l’incendio avrebbe dovuto risorgere com’era e dov’era, ma non ci hanno detto in quale Era.

 

Ma te l’immagini nel 2011 o giu’ di li’, quali meravigliose novita’ portera’ il Ponte sullo Stretto che seguira’ la Grande Unificazione dell’Europa?

Pensate, gli operai di Termini Imerese, (se saranno sopravvissuti alla catastrofe) si troveranno davanti a loro spalancate le porte d’Europa e con solo 10 Euro, invece che rimanersene disoccupati a casa, potranno andare a fare i disoccupati in Bulgaria, o in Grecia oppure in Portogallo…

Non è magnifico?

 

 

TOMBALE

Quando si dice che questo governo è coerente, non si scherza.

Prendi il condono fiscale.

Prima lo hanno dichiarato tombale e adesso lo estendono anche ai morti. ( per la verita’ ci sarebbe un trattamento di favore anche per gli evasori non ancora nati, ma di questo rideremo un’altra volta)

Tremonti si dice soddisfatto, invece S.Berlusconi sembra stia prendendo accordi con il Vaticano per una bella indulgenza plenaria per gli evasori pentiti.

Ed i laici?

Nessuna paura, per loro c’è l’anonimato ( da vivi! )

 

 

21 Gennaio 2003-

ARMIAMOCI E PARTITE

Tutto mi sarei aspettato dalla vita, meno che essere alleato di Bush contro Saddam.

Non che nutra particolari simpatie per questo moderno, sanguinario despota, ma trovo indisponente la pretesa americana di farlo fuori senza tener conto di altre 200.000 vite innocenti che verrebbero distrutte ( ricordo che il padre di Bushettino ne ammazzo’ 180.000 e Saddam è ancora li’).

 

Sembra un film gia’ visto, con il capo di governo italiano che si accoda allo straniero forte, sicuro vincitore, per potersi sedere al tavolo delle trattative post belliche.

Sembra un film gia’ visto.

 

Appropo’

S.Berlusconi tra le proposte estemporanee di questo governo ( cancellazione del reato di furto, processi ai giudici, incrementi del pil e quisquilie varie) propone di non abbattere le case abusive, ma di costruirci attorno qualche giardinetto, per abbellirle.

Il nanetto da giardino poi, ce lo mette lui?

 

 

MINACCE

Cominciamo con una bella notizia:

S.Berlusconi ha dichiarato di aver ricevuto 35 minacce di morte.

No, cos’avete capito? La bella notizia non sono le minacce che vanno sempre condannate, ma il fatto che in questo povero e confuso Paese, soltanto 35 italiani ce l’hanno con Lui.

La statistica è ancora dalla parte del presidente. Sono contento.

 

 

Il processo resta a Milano.

Commento del premier: “Non c’è giustizia! Una sentenza corporativa che è un macigno sul dialogo. Ed ora avanti con la riforma”

Si preannuncia un’altra guerra per bande, alla maniera del Basso Impero.

Eppure fu proprio Berlusconi, quando un anno e mezzo fa lo assolse dall’accusa di corruzione che gli era valso il famoso avviso di garanzia napoletano del 1994, a elogiare la Corte suprema; la stessa di cui disse, dopo un’altra assoluzione: «Ci sarà un giudice a Berlino, ogni tanto, e questa volta c’è a Roma».

Ellekappa

-          Che differenza c’è tra una sentenza serena ed una politica?

-          La sentenza politica non si riesce a comprarla!

 

 

 

Certo da’ da pensare che Bush, infoiato dal suo interesse per il conflitto, abbia convocato Berlusconi, noto per il suo conflitto di interessi…

( Mi permetto di ricordare a tutti coloro che hanno perso la memoria e danno del boia al cavaliere, reo secondo loro di andare alla Corte dell’Imperatore senza prima passare dal Parlamento per riferire su cio’ che dira’, che il molto onorevole Massimo Dilemma, scese in guerra e bombardo’ Belgrado, citta’ europea i cui cittadini sono a noi accomunati da fraterno sentire, senza andare in Parlamento e senza neppure il consenso delle Nazioni Unite.)

 

 

-          Saddam mente

-          Bastasse questo per bombardare qualcuno, Berlusconi non avrebbe scampo

 

 

31/1/2003

 

I CAPELLI DEL PREMIER

Come quasi tutti gli anziani uomini di spettacolo italiani, anche il nostro Silvio si sa, ama coprirsi quella voglia di ginocchio che ha in testa con una tinta che va dal color comodino Chippendale fino al nerofumo Manuzio, a seconda dell’umore.

La sinistra, che non ha altri argomenti politici da contrapporgli, in questa mania del premier ci sguazza, fino ad affiggere manifesti con la sua pelata vista dal didietro, e persino Striscia la notizia, ultimamente, lo ha mostrato nelle variazioni colorate con cui Silvio copre i suoi capelli color carne.

Qualche giornalista ha addirittura insinuato che il presidente del consiglio sia arrivato tardi al funerale dell’Avvocato per via della tintura ma il massimo credo si sia raggiunto alla Corte dell’Imperatore Bush, dove il Nostro è arrivato tutto trafelato ma con la Testa Rossa, che non è il Ferrari di Montezufolo, bensi’ il nuovo colore dei capelli del premier.

Allora, sorge spontanea la domanda: ma il Silvio, viaggia all’estero con il tintore appresso?

Aspetto un documentato reportage.

 

 

Febbraio 2003-

 

Mi fa ridere Rutelli quando straparla e dice: “Andiamo al voto e vinceremo. “

Sono le stesse cose che diceva prima che Sua Emittenza lo trombasse.

Trombasse per modo di dire, visto che malgrado la cocente sconfitta ed i proclami vittoriosi, Berlusconi ha vinto le elezioni egli italiani le hanno perse. Ma Rutelli è sempre la’, e la canzoncina è sempre la stessa, come Pierino dentro il bosco, che canta a squarciagola per far passare la paura.

 

 

E PER FINIRE UN QUIZ

Indovinate quale di queste due frasi è stata scritta da Karl Popper e quale attuata da Berlusconi:

 

 

1-  “La televisione non puo’ esistere se non ha sotto controllo la sua democrazia”

 

2-  “La democrazia non puo’ esistere se non ha sotto controllo la sua televisione”

 

 

 

3 marzo 2003

O CHE BEL CASTELLO
S.Berlusconi ha rinunciato a comprare il castello in toscana. Sembra che
passando per le strade di quei luoghi ameni, quei maledetti toscani gli
facevano un sacco di feste. Avevano notato pero' che il premier era senza
ombrello e tutti gli facevano segno che con questi cambi di stagione era
imprudente andare in giro senza e gli mostravano a pieni avambracci, dove lo
doveva portare. Ricevuti cenni d'assenso dal premier, quei maledetti (
magnifici) toscani gli hanno pure fatto segno americano dell'OK, ma con l'
altro dito.

 

Ci sono frasi che capisci molto tempo dopo.
Per esempio, aveva detto:
"Quando si parlera' della RAI, mi alzero' ed usciro' dalla stanza"
Voleva dire che sarebbe andato a casa sua a discuterne con i compagni di
merende.
Chissa' cos'avevo capito.

 

Siamo a crescita zero ed il governo si e' detto soddisfatto.
Se i risultati fossero stati appena appena peggiori, avrebbero dato una
festa, probabilmente.

21 marzo 2003

Il governo in difficolta’ per far approvare l’immunita’ parlamentare, e’ riuscito invece a salvare la faccia del sindaco Albertini, prorogando i termini per la presentazione del bilancio fasullo.

Questo dimostra che se l’illegale lo sanno fare subito, per l’anticostituzionale, hanno bisogno un po’ piu’ tempo...

 

 

Berlusconi porta sfiga, ma tanta!

Va al Governo e comincia la recessione dopo un periodo di boom clamoroso e
contro le regole d'oro dell'economia, ovvero in presenza di tassi
d'interesse e d'inflazione bassissimi.

Si dichiara vicino agli alleati americani al momento della vittoria delle
elezioni e tirano giù le Torri Gemelle.

Si interessa personalmente delle fioriere e dell'organizzazione del G8,
scoppiano moti di piazza e ci scappa il morto. Non accadeva dai lontani anni
'70 . . .

Decide di spostare i voli da Milano a Roma Fiumicino e cade il primo aereo
da sempre a Linate, ma non in giro, sugli hangar!

Vicino alla sua villa di Arcore si scatena un tornado devastante che gli
abitanti non ricordano a memoria d'uomo.

Varato il primo "pacchetto" dei 100 giorni del programma Berlusconi: 6000
licenziamenti nel settore turismo. Aggiungerei a questo proposito che dopo
il varo del pacchetto sul lavoro Berlusconi stesso ha licenziato un
extracomunitario alle sue dipendenze: ..Terim!!!!!

Durante il suo governo l'Italia è travolta da guai di ogni genere: alluvioni
da Nord a Sud, disastri ferroviari, frane, follie omicide, terremoti,
gelate, siccità, perdita di raccolti.

Va a trovare Putin, lo abbraccia, si dichiara suo caro amico e scoppia
l'attacco terrorista nel teatro di Mosca.

Fa approvare il ritorno dei Savoia in Italia e Vittorio Emanuele si rompe la
schiena.

Mette in atto la promessa di fare qualcosa per eliminare la disoccupazione
del sud, e si risveglia l'Etna e poi parte un terremoto.

Storna i soldi del Sud al Nord e la terra trema a Bergamo, Brescia, Verona,
ecc.

A distanza di un anno dal suo insediamento va in rovina la principale
industria meccanica italiana: la Fiat. Promette ad Agnelli di intervenire
per risolvere i problemi della Fiat... Agnelli muore!!!

Quest'ultima promessa pero' l'ha mantenuta. O no?

 

 

 

 

Da SETTE  - n. 15 - 10 aprile 2003

QUELL'EDITORE LIBERALE CHE VOLEVA PRENDERE MONTANELLI A CALCI
"Adesso basta. A questi gli taglio i fondi... Vado al Giornale e batto
i pugni sul tavolo. E se Indro fa le bizze. lo prendo a calci in
culo". E davvero un peccato che il nostro immenso Montanelli se ne sia
andato prima di sentire, al processo contro Dell'Utri di Palermo, la
registrazione delle telefonate intercettate il 27 agosto 1983 nelle
quali Berlusconi parlava di lui. Si sarebbe fatto una risata. Per
carità, le conversazioni non contengono una parola che sembri avere un
rilievo giudiziario. Di più: recuperarle da un altro fascicolo
processuale e farle sentire in aula è stata forse da parte dei
giudici, provocati dall'insistenza con cui i difensori martellavano
sull'assoluta "impermeabilità" dei giornali e delle tivù berlusconiane
alle interferenze d'un editore profondamente liberale, una rasoiata.
L'immagine che ne esce dell'ex Sua Emittenza destinata a diventare
premier, però, è dispettosamente indimenticabile.
Sono anni, infatti, che il Cavaliere spiega di essere l'editore più
tollerante e rispettoso del pianeta. Lo disse nella celebre intervista
ai tg della Fininvest quell'11 gennaio del 1994 in cui di fatto diede
al grande vecchio il suo benservito: "Non ho mai interferito con la
linea del Giornale... Avevo detto che Montanelli poteva scrivere i
suoi articoli di qui all'eternità. Ho anche aggiunto che avrebbe
potuto mandarmeli con un fax speciale che stavo facendo costruire dal
Paradiso".
Lo ridisse dopo aver vinto le elezioni del '94: "Li ho sempre avuti
tutti contro anche in questa campagna elettorale: Scalfari, Repubblica
e l'Espresso perché sono di un altro partito, Mieli al Corriere e
Mauro alla Stampa per le loro convinzioni e quelle dei loro redattori.
E poi Montanelli, che ha lasciato il Giornale senza che io gli dicessi
mai nulla". Lo ribadì nel '97: "Montanelli ha lasciato il Giornale
senza che io gli dicessi mai nulla, solo una frase a colazione su
Segni, che mi pareva uno destinato a perdere". Lo confermò dopo la
morte del grande giornalista che pure aveva definito sprezzantemente
"un mio ex dipendente" incassando in cambio l'accusa di avere "una
voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne": "Piango l'amico
con cui ho condiviso molte battaglie e al quale sono rimasto legato
anche quando ha espresso dissenso dalle mie posizioni, con lo spirito
di libertà che ha sempre animato il suo lavoro e che ho sempre
rispettato".
Certo, non che il Cavaliere abbia mai avuto una grande stima dei
giornalisti... Gli archivi sono pieni di sfuriate. "Il 90% dei
giornalisti italiani milita sotto le bandiere del fronte comunista o
paracomunista. Quanto ai corrispondenti esteri...". "La stampa è
bugiarda, la voglia di scoop prevale troppo spesso sulla verità, tutto
questo non può e non deve avvenire. Non possiamo non condannare la
menzogna". "Anche se un giorno camminassi sulle acque, Stampa,
Corriere, Repubblica e Unità, che si telefonano per concordare i
titoli, scriverebbero che Berlusconi non sa nuotare...".
Ammette, ovvio, delle eccezioni. Come certi titolisti del Giornale
arrivati a scrivere che le corna fatte allo spagnolo Piqué nella foto
dei leader europei a Caceres erano "gesti che servono per creare
amicizia, cordialità, simpatia e rapporti affettuosi". O certi
cronisti plaudenti: "Segreterie e collaboratori si alternano, con
diversi turni, mentre il Cavaliere sembra l'omino delle pile Duracell:
chi scrive riesce a stento a girare lo zucchero nella tazzina del
caffè, nello stesso tempo in cui il presidente di Forza Italia fa
almeno tre cose". O ancora Paolo Liguori, che secondo lui faceva a
Studio Aperto "il tg più sereno e obiettivo", O ancora Emilio Fede il
quale, coperto di elogi per la leggendaria imparzialità, ha ricambiato
giurando: "Berlusconi non mi dà mai ordini. Mai, mai, mai". Ecco: non
essere amato da tutti l'ha sempre in qualche modo stupito: "Io, uomo
delle tivù, sono per essenza l'uomo della democrazia".
Potete dunque immaginare quanto lo abbia amareggiato la diffusione
delle telefonate di quel 1983. Nella prima Craxi, da tre settimane
presidente del Consiglio, si lagna con l'amico Silvio perché
Montanelli gli ha dato del "guappo". Nella seconda il futuro premier,
dopo avere assicurato a Bettino che avrebbe preso il vecchio Indro "a
calci in culo", chiama il condirettore del Giornale Biazzi Vergani,
gli riferisce della sfuriata craxiana e gli raccomanda di trattar bene
il Cinghialone ("Dobbiamo tenercelo buono, fra poco ci farà avere le
concessioni per le tivù") e di starsene zitto: "Per ora a Montanelli
non dire che ti ho chiamato". La terza è di Biazzi Vergani a
Berlusconi: "Tutto a posto". Chissà, se fosse qui, cosa direbbe Indro.
Forse, fatta una risata, racconterebbe di come Berlusconi gli avesse
un giorno spiegato il suo rapporto con la stampa, i critici, i bastian
contrari e il dispiacere che prova quando chi gli è intorno non lo
apprezza quanto lui ritiene di meritare:
"Faccio come zia Marina, che ha 80 anni e siccome nessuno le dice che
è bella un giorno si è messa davanti allo specchio con un vestito a
fiori e si diceva: "Mariiina, cume te se bela"".

 

 

Berluminchiate

 

Se digitate Berlusconi Veltroni dialogo su Google vengono fuori 2.320.000 pagine in Italiano!!

Non riesco a credere che la stampa indipendente abbia calcato la mano in questo modo ma sono riuscito solo a leggere le prime 32 pagine ( per 10 uguale 320 articoli) e poi mi è venuta l’orticaria per tanta melassa.

C’è qualcuno tra i miei amici, così esperto da andare a vedere a pagina mille (totale diecimila articoli) se la melassa italiana su questo kazzo di dialogo continua?

Sì, insomma, vorrei rendermi conto se tanto entusiasmo è spontaneo o se c’è qualche manina dietro…

Capiscimi ammè…

 

Grazz

 

 

 

"Vogliono sabotare il dialogo sulle riforme". Così, un Silvio Berlusconi infuriato, commenta l'inchiesta per corruzione i cui contenuti sono stati riportati da Repubblica.

(Repubblica, 13 Dic 2007)

 

"confronto aperto sul grande tema delle riforme istituzionali e sui principali provvedimenti di programma del governo". (Conferenza stampa dopo l’incontro con Veltroni)

 

Noi siamo pronti: il dialogo puo' e deve cominciare da subito', ha detto Berlusconi. L'auspicio - ha detto il premier nel suo discorso alla Camera 13/5/08

 

mercoledì 14 maggio 2008 

Infoparl - Roma - 16:18 - "Ribadisco e sottolineo che la ricerca del dialogo sara' il nostro metodo di lavoro. Salvo poche eccezioni, ancorate ad una visione della politica antropologica, la strada del dialogo e' stata apprezzata da tutti". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, prendendo la parola nell'Aula del Senato prima del dibattito sul voto di fiducia al governo.

 

 

COLPO DI SPUGNA -

Liana Milella per “Repubblica”

 Doveva essere il decreto legge per garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare l`immigrazione. Rischia di diventare, per una norma che sembra fatta su misura per i processi di Berlusconi, un`altra scatola, un contenitore come lo fu la Cirielli, per risolvere i problemi giudiziari del Cavaliere. In particolare il processo per la falsa testimonianza Mills a Milano.

Che vuol dire: i dibattimenti per violenze e rapine gravi andranno fatti prima di tutti gli altri. Ma non solo: scegliendo la data del 31 dicembre 2001, l`esecutivo decide di riaprire la possibilità, oggi vietata, di accedere al patteggiamento anche per tutti i processi già incorso. Quindi, anche per il processo Mills che è giunto ormai in dirittura finale. Solo «per valutare l`opportunità della richiesta» il decreto concede 60 giorni di tempo, un periodo in cui prescrizione e custodia cautelare restano «sospesi».

 

 

 

"Ronaldinho al Milan? Io spero di sì, penso di sì" (Silvio Berlusconi, Ansa, 5 aprile 2008, prima delle elezioni)

"'Vedremo, speriamo'. Così Silvio Berlusconi, che ieri sera è intervenuto alla festa dei Circoli del Buongoverno, ha risposto a una domanda sull'acquisto o meno del fantasista brasiliano del Barcellona, Ronaldinho. A Berlusconi è stato anche detto che i tifosi si attendono l'arrivo del fuoriclasse brasiliano: 'Bene, anch'io', è stata la risposta" (Silvio Berlusconi, Ansa, 8 aprile 2008, prima delle elezioni)

"Una bellissima notizia mi è arrivata durante Porta a Porta: Ronaldinho ha dichiarato che se il Barcellona lo venderà l'unica squadra in cui è disposto ad andare è il Milan campione del mondo" (Silvio Berlusconi al comizio finale del Pdl prima delle elezioni, Ansa, 10 aprile 2008)

"Ronaldinho ha dichiarato che se dovesse cambiare squadra, lo chiederà al Barcellona e verrà solo al Milan" (Ansa, 10 aprile 2008, prima delle elezioni).
"
Ronaldinho? Per ora è arrivato solo il fratello che ieri sera mi ha portato a casa una maglia di Ronaldinho con una cara dedica" (Silvio Berlusconi, Ansa, 15 aprile 2008, dopo le elezioni)

"Ronaldinho? Noi siamo ancora desiderosi di averlo e sappiamo che lui vuole il Milan. Però il Barcellona ha presentato una richiesta che tutti considerano eccessiva" (Silvio Berlusconi, Ansa, 23 aprile 2008, dopo le elezioni)

"Sono sempre stato dubbioso sul fatto che Ronaldinho servisse, a questo punto penso proprio che non ne abbiamo bisogno" (Silvio Berlusconi, Ansa, 4 maggio 2008, dopo le elezioni).

(8 maggio 2008)

 

"Di Pietro? Con una grammatica come la sua, c'è da credere che la sua laurea non sia altro che un titolo fornito dai servizi segreti" (Silvio Berlusconi, Corriere della sera, 27 marzo 2008).

"L'Unione Europea deve aiutare le cose giuste. Non deve difficoltarle" (Silvio Berlusconi, 24 aprile 2008).

 

"La legge elettorale ha dato risultati storici, vedremo quale sarà il miglioramento possibile. Con il buon risultato di questa legge penso che il referendum possa essere bocciato dagli elettori" (Silvio Berlusconi, Agr, 15 aprile 2008)

"Anche in questo caso ho le idee abbastanza chiare, confermo che terremo a Napoli il primo consiglio dei ministri. Tra le varie soluzioni, il governo si doterà di apposito sottosegretariato destinato esclusivamente alla questione dei rifiuti" (Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Porta a Porta, 15 aprile 2008)

 

"E' stato lamentato uno scambio del nostro portafoglio alla Commissione Europea, ma io penso sia molto più conveniente per noi interessarci invece che di omosessualità di infrastrutture e trasporti visto che abbiamo da riprendere un grande piano di opere pubbliche. Avendo un nostro Commissario possiamo
lavorare meglio" (Silvio Berlusconi, leader Pdl, premier in pectore, Apcom, Roma, 23 aprile 2008)

 

IPSE DIXIT

 

L'aspetto più visibile della blindatura zuccherosa è il tentativo di coinvolgere il Capo dello Stato effettuato da Berlusconi il giorno stesso del giuramento nella sala del Quirinale durante il brindisi augurale con i nuovi ministri e in assenza del presidente Napolitano appena ritiratosi per urgenti impegni istituzionali. "Questa legislatura - ha detto il neo-presidente del Consiglio - procederà sotto il segno di un patto con il presidente della Repubblica che avrà il nostro pieno appoggio e al quale sottoporremo le linee guida del governo per averne consiglio e preventivo incoraggiamento".

(Eugenio Scalari Repubblica 11/5/08)

 

23/4/08

Berlusconi su Alitalia: «Air France ha detto no per il veto dei sindacati»

Il Cavaliere poi corregge il tiro:

«Hanno fatto il loro lavoro, le condizioni erano impossibili da accogliere»

 

Roma, 23 apr. (Adnkronos) - "Se l'ha detto allora e' una barzelletta. Tutti sanno che lui era contrario e Spinetta se ne e' andato per questo motivo". Il leader della Cisl Raffaele Bonanni, risponde cosi' ai cronisti che gli chiedono un commento sulle parole del presidente del consiglio

 

Rai News 24

Ma in serata, Berlusconi ha annunciato che la Brambilla avrà la responsabilità della Salute.

 

Il Tempo:

Potrebbe terminare il giro sull'«ottovolante» per Michela Vittoria Brambilla. Il presidente dei Circoli della Libertà nei giorni scorsi ha cambiato «casella» continuamente nel «puzzle» del governo Berlusconi.

Inizialmente la «Rossa» era in predicato di occupare la poltrona dell'Ambiente o delle Pari opportunità, poi del Welfare e infine dell'Attuazione del programma.

 

16 marzo 2008 alle 20:40 — Fonte: repubblica.it  

Speriamo che Berlusconi non firmi un altro contratto con gli italiani: dovrebbero almeno cambiare la tappezzeria di Porta a Porta, sembrerebbe una replica. Io io ho fatto i capelli bianchi e lui li ha sempre più neri”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Rende (CS).

 

 

Berlusconi ha detto che solo degli ingenui possono votare per il partito democratico.

Farò un nuovo contratto con gli Italiani.

Bisogna prestare attenzione perchè ci saranno brogli ai seggi

Veltroni è come Stalin.

Rifaccio lo scalone di Maroni (il giorno prima).

Non ho mai detto che toccherò le pensioni (il giorno dopo).

 

 

da Repubblica:

Alitalia, Berlusconi duro contro l'Ue

«Basta veti o la comprerà lo Stato»

 

Altolà, Cavagliere!

Kekkazzo di minacce sarebbero queste?

Che se le attua va a finire come dicono a Roma che il cetriolo va sempre in quel posto all’ortolano, che poi saremmo noi.

Se veramente vuol minacciare l’Europa, dica:

Smettetela di fare gli stronzi o l’Alitalia la compro io!”

Così andrebbe meglio...

 

 

ZIGNARE

"Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una minaccia, non una decisione".

 

 

Con buona pace di coloro che hanno classificato questo neologismo del Cavaliere, invito tutti ad andare sul mio vecchio:

BERLUSCONITE http://berlusconite.blog.excite.it/archive/month/200510

Dove troverete che il Cavagliere Bitumato ha già usato questo termine il 28 Ottobre 2005 quando rispondendo ad una giornalista del TG3 usò il termine ZIGNARE e poi specificò che trattasi di fare domande fastidiose come le zanzare sul didietro dell’elefante.

Da registrare come neologismo arcoriano (da Arcore, la capitale d’Italia).

 

 

http://francescorigatelli.nova100.ilsole24ore.com/2008/04/berlusconi-schi.html

 

 

Miriam Raffaella Bartolini

In arte Veronica Lario,

Basta che le scappi una scorreggina e la riportano tutti i giornali, come fosse depositaria di chissà quale Verità. Io l’ho vista solo un paio di volte ed ho avuto l’impressione che a pranzo e cena sedesse troppo vicina alla bottiglia del vino. Così mi permetto un suggerimento ai direttori di quei fogli che attendono il Verbo con orgasmo: quando il reporter vi consegna le dichiarazioni della signora, chiedetegli se esse sono esternazioni del mattino o del dopo pranzo/cena perchè è diverso lo spirito (capiscimi ammè).

 

Stavolta si lamenta della volgarità della nazione che deriverebbe dal Bagaglino. Oddio, non è che brillino di sapienza, ma perchè non si è chiesta se sia più di cattivo gusto recitare quelle indegne scenette od ospitarle in villa per rallegrare gli ospiti?

 

Dice che ormai questo paese considera le donne solo in senso orizzontale. Ma non fu suo marito ad uscire con quella espressione?

Boh

 

Appropò:

 

Niente in questa mano, niente in quest’altra...

Et voilà

È scomparsa l’immondizia da Napoli

(solo dai giornali, naturalmente)

 

 

MISURE ADEGUATE

 

Dal ponte di Messina, al ponte con l’opposizione, al prestito ponte, finalmente un sospiro di sollievo con l’unico ponte concreto che è apparso in Italia: il ponte del 25 Aprile, da dove siete appena rientrati.

Spero ci siate tutti.

Sì, non per portare sfiga, ma speriamo che tra di voi non ci siano quei cinquanta infelici che se ne sono partiti per una vacanza e non sono tornati per via di un incidente dovuto alle pessime condizioni delle nostre strade. Che per carità non è nulla in confronto a quella trentina di infelici che invece ogni settimana muoiono sul lavoro e la vacanza nemmeno se la sognano!

 

Ma via, non lasciamoci prendere dalle paturnie, proprio ora che ricomincia la giostra.

Che vi siete persi?

Vediamo: ALITALIA, Tensione tra Berlusconi e la UE.

Non ditemi che non siete stupiti. “Adesso la fanno difficile... la UE deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà...”

Por Nano, che ci ha ragione, visto che considera LUI le cose giuste.

Il Fondo Monetario lo incalza, por Nano e chiede MISURE ADEGUATE.

 

Quindi:

Dalle grandi prospettive della campagna elettorale:

 

[URL=http://img106.imageshack.us/my.php?image=prolungapz2.jpg][IMG]http://img106.imageshack.us/img106/8439/prolungapz2.th.jpg[/IMG][/URL]

http://img106.imageshack.us/img106/8439/prolungapz2.jpg

 

Alla cruda realtà che poi sarebbe questa:

 

[URL=http://img180.imageshack.us/my.php?image=berlupisellinofy0.jpg][IMG]http://img180.imageshack.us/img180/7051/berlupisellinofy0.th.jpg[/IMG][/URL]

http://img180.imageshack.us/img180/7051/berlupisellinofy0.jpg

 

 

Le vecchie non muoiono mai.

Parlo di barzellette, naturalmente.

Questa era stata scritta (pensate un po’) per il Duce Mussolini.

Adesso gira in nuova forma.

 

 

Se quella notte, per divin consiglio,

la Donna Rosa, concependo Silvio,

avesse dato a un uomo di Milano

invece della figa il deretano

l'avrebbe preso in culo quella sera

sol Donna Rosa e non l'Italia intera.

 

 

 

 

IPSE DIXIT

 

domenica, aprile 27

 

"Questo governo non potrà correre il rischio di essere considerato "leggero". Dovrà dimostrare di cambiare davvero le cose".

 

giovedì, aprile 10, 2008

 

Andate e convertite le genti.

 

Potrei finire qui. L'otorinolaringoiatra mi ha detto che sono pazzo ad andare a fare ancora comizi se voglio salvare la voce per il rush finale. Ma io sono pazzo e vado avanti.

 

Lo vedete anche voi, ovunque vada vengo accolto da tantissimo entusiasmo, come una rockstar.

 

Chiedo al ministro dell'Istruzione se può sottoporre a custodia sicura i documenti che ci sono presso l'università e che attestino che Di Pietro abbia preso laurea. E chiedo al ministro della Giustizia di verificare i documenti con cui Di Pietro si è rivolto per sostenere il concorso.

Non ha mai presentato un diploma originale di laurea, ma solo certificati diversi. Diversi in un caso per il voto di un esame e in un altro caso per la data. Di Pietro non solo mi fa orrore, ma è anche un bugiardo.

 

mercoledì, aprile 09, 2008

 

Ho trovato in giro una passione, un entusiasmo, una partecipazione straordinari. Sono 'assediato' dai giovani e dagli anziani, c'è una sorta di fanatismo nei miei confronti che mi imbarazza. La gente fa la lotta per stringermi la mano e farmi i complimenti. Non vorrei avere la sindrome del candidato, ma se dovessi giudicare da questo entusiasmo dovrei dire che saranno confermati i sondaggi che ci danno vincenti con ampio margine...

 

martedì, aprile 08, 2008

 

Io al Quirinale? Non mi interessa. Mi considero una persona riuscita in tutti i settori: ho fatto bene l'imprenditore; avevo il sogno di fare il presidente del Milan e sono diventato il presidente che nel mondo ha vinto di più con una squadra di calcio. Se sono in politica è perché tutti pensano che io sia l'unico che può tenere insieme il centrodestra. Ma al Quirinale non ho mai pensato.

 

lunedì, aprile 07, 2008

 

Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...

 

Eccolo qui, vivo e vegeto, solo con un po' di abbassamento di voce. Non vorrei che vi avessero detto che sarebbe arrivato il Papa. Il Papa arriverà a settembre e quando verrà vuol dire che tornerò anch'io, ci faremo benedire per averci ridato la Sardegna e l'Italia!

 

Il fatto che vi siano quattro simboli con la falce e il martello sulla scheda e che invece sia stato escluso proprio il simbolo della Democrazia cristiana indica che "c'è stato un ordine dall'alto e la chiara volontà di fare un favore a qualcuno.

 

La loro cultura rende invincibile l'ostilità nei confronti degli imprenditori. L'edilizia privata per loro sembra un atto di ruberia. Sono arrivato alla conclusione che sono antropologicamente diversi da noi, sono geneticamente diversi.

 

Io non credo che ci sia mai stato conflitto d'interessi: dal '94 in poi non mi sono piu' occupato delle vicende del mio gruppo, che ho avuto la fortuna di mettere nelle mani di ottimi manager. E poi se ne occupano i miei figli, ho avuto anche la fortuna di avere figli bravissimi.

 

Il partito democratico è l'ultima mimetizzazione del vecchio Pci, che ha altre volte cercato di mimetizzarsi cambio sigla e nome, prima Pds, poi Ds e ora Pd. Ma è formato dalla stessa nomenclatura di allora, ha le stesse idee e gli stessi modi di condotta.

 

martedì, aprile 01, 2008

 

Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv.

 

mercoledì, marzo 26, 2008

 

Di Pietro si è laureato grazie ai servizi, perché non è possibile che l'abbia presa uno che parla così l'italiano. E' il peggio del peggio del peggio. Ai tempi miei ogni volta che andavo a fare un esame lo sapeva tutto il palazzo. Quando prendevo 30 e lode mia madre invitava tutti a mangiare le frittelle e quando facevo gli ultimi esami c'era il coprifuoco televisivo perché tutti dicevano che Silvio doveva studiare. Di Pietro invece ha fatto esami dopo tre giorni, roba che io ci mettevo mesi e a Montenero di Bisaccia nessuno sapeva che si stava laureando, nemmeno i suoi genitori. Mi fa orrore non tanto perché ha problemi con i congiuntivi ma perché non rispetta gli altri, ha mandato in galera italiani senza prove.

 

Io sono in grado di stracciare qualunque avversario, perche' nella vita ho fatto tutto cio' che gli altri non hanno fatto.

Io sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole, ed i fatti vincono sulle parole

 

giovedì, marzo 13, 2008

 

Com'è possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un reddito fisso? Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere!

 

mercoledì, marzo 12, 2008

 

Ciarrapico è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe, che è anticomunista, antifascista e antitotalitario. Ciarrapico è solo uno dei mille candidati del Popolo delle libertà.

 

giovedì, marzo 06, 2008

 

Gli allibratori inglesi, che sono solitamente molto ben informati, ci danno vincenti solo con un piccolissimo dubbio, tanto è vero che chi punta un euro su di noi in caso di vittoria avrà soltanto 31 centesimi di euro in più. Sono sicuro che vinceremo, mentre chi punta un euro su Veltroni avrebbe addirittura il 310% in più, il che significa che la vittoria di Veltroni viene considerata 10 volte meno probabile della nostra.

 

Sono pronto a firmare un nuovo contratto con gli italiani. Per firmare promesse che realizzerò senza se e senza ma. Ma stavolta realizzeremo tutto, non all'85% ma al 100% perché non ho più un alleato che mi disse di no in tante occasioni.

 

martedì, marzo 04, 2008

 

Se fossi in Veltroni avrei terrore a confrontarmi con me. Io comunque sono disponibilissimo.

 

I dieci punti di Confindustria sono tutti nel nostro programma di governo.

 

lunedì, marzo 03, 2008

 

Dalla nostra parte vedo un grande entusiamo e una grande passione, dall'altra vedo che è iniziato il tempo dei falsi sondaggi perché tutti quelli veri ci danno in vantaggio di 10 punti.

 

Nel Pd ci sono candidature spot tirate fuori per blandire la borghesia. Queste candidature per la sinistra sono come il bikini: lasciano scoperto molto ma coprono le parti essenziali che sono il 70 per cento dei ministri, viceministri e sottosegretari che sono ancora al governo con Prodi.

 

Quelli a La Destra e all'Udc sono voti gettati che possono solo contribuire a rendere meno evidente la vittoria del Popolo delle Libertà.

 

domenica, marzo 02, 2008

 

Sarò vecchio ma non sono ancora rincoglionito.

 

 

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Che vi siete persi?

Vediamo: ALITALIA, Tensione tra Berlusconi e la UE.

Non ditemi che non siete stupiti. “Adesso la fanno difficile... la UE deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà...”

Por Nano, che ci ha ragione, visto che considera LUI le cose giuste.

 

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Devo andare a fare il Guru.

 

Ho sviluppato una dote di preveggenza che ormai mi fa dire le cose un'ora prima degli altri.

Ahimè, purtroppo chi ha ragione un'ora prima degli altri è destinato ad avere torto per un'ora.

Ed io lo fui.

Fortunatamente questa mia dote ormai mi è riconosciuta dalla gente che quando mi incontra, anche da lontano, mi grida:

Aldo, vai a fare il Guru! Aldo vaffa ‘l Guru! Vaffa ‘l Guru, Aldo!”

Eh, sono belle soddisfazioni!

 

Sai, per essere un ottimo autore di satira (ed io lo sii) devi avere tre doti fondamentali: la prima è un’ottima memoria.

La seconda, purtroppo non me la ricordo più ma per il caso Ligresti mi sono avvalso di Google e qualche reazione l’ho registrata, soprattutto tra i miei amici del glorioso Forum di Delucide con i quali ho uno stretto rapporto di fratellanza corsara.

 

Inzomma, scherza che ti scherzo, salta su uno (Moonbeam) che fa:Vedrai che l’alitalia la salva  Moggi...”

Ed io: chissà, io intanto mi aspetto un intervento di Geronzi...

Come presidente di Mediobanca?

No, dico io, come pregiudicato.

E mi aspetto Ciarrapico.

 

Oh, non ho finito di parlare e il Cavagliere Bitumato, che come sapete non festeggia il 25 Aprile, festa della Liberazione perchè a lui che siamo liberi dà perfino fastidio, non ti va a ricevere il Ciarra?

 

Minchia, fratelli, devo andare a fare il Guru!!

Adesso vi sparo là un’altra profezia:

Udite udite:

 

Ma dove kazzo si è cacciato Previti, che non l’ho ancora sentito nominare?

 

 

 

ANVEDI CHICCE'...

Riciccia Sviluppo Italia, al cui confronto le associazioni per delinquere sembrano le Dame di San Vincenzo...

tutta piena di figli di...

 

e anvedi chiccè...

 

 MICCICCHE’ SOTTOSEGRETARIO A PALAZZO CHIGI

Meno male, così siamo a posto anche con la COCAINA...

 

Li sta imbarcando proprio tutti...

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"Un po' meno orgoglioso sono della legge elettorale che si dovrà riscrivere. Glielo dico francamente, l'ho scritta io ma è una porcata. Una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti col popolo che vota" (Roberto Calderoli, Lega Nord, Matrix, 15 marzo 2006)

 

"La legge elettorale ha dato risultati storici, vedremo quale sarà il miglioramento possibile. Con il buon risultato di questa legge penso che il referendum possa essere bocciato dagli elettori" (Silvio Berlusconi, Agr, 15 aprile 2008)

 

"Anche in questo caso ho le idee abbastanza chiare, confermo che terremo a Napoli il primo consiglio dei ministri. Tra le varie soluzioni, il governo si doterà di apposito sottosegretariato destinato esclusivamente alla questione dei rifiuti" (Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Porta a Porta, 15 aprile 2008)

 

 

"Air France si è ritirata in primo luogo per i veti dei sindacati". Queste le parole pronunciate da Silvio Berlusconi. Durissima la replica dei rappresentanti dei lavoratori: per Guglielmo Epifani (Cgil) il suo è uno "scarico di responsabilità che non fa onore". Per Raffaele Bonanni (Cisl) la sua dichiarazione "è una barzelletta". Ma poi il Cavaliere, com'è spesso nel suo stile, corregge il tiro, si autosmentisce: spiega che sulla vicenda "i sindacati hanno fatto il loro mestiere, e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste erano impossibili da accogliere".

(da Repubblica)

23/4/08

 

--

 

Ah ah ah, che ridere, Cavagliere...

 

Tutti a ridere e a mostrare il Cavagliere Bitumato che fa il gesto con la mitraglia nei confronti della giornalista russa che ha fatto una domanda impertinente a Putin.

Nessuno a registrare il pianto a dirotto e la paura della ragazza, terrorizzata dalle conseguenze...

 

 

Inzomma, Silvio, quel gran figlio di Putin (massì diciamocelo, uno crede di essere l’erede dell’altro) gli ha promesso che adesso ci pensa lui per togliere il visto tra Russia e UE, per incrementare turismo e affari, ma soprattutto per non far perdere tempo a quell’altro gran figlio di madre russa, con il passaporto...

Aspettiamo solo che il Berlusca si presenti a Bruxelles...

Ne vedremo delle belle...

 

21/4/08

 

Alitaglia

Idea per una vignetta: Alitalia su di uno sgabello marcato Air France, sta per impiccarsi.

Berlusconi dà un calcio allo sgabello e dice:

“Non c’è problema, se manca  Air France, ci sarà sempre la cordata a sostenerla!”

 

 

Silvio Merlino:

Per salvare l’Alitalia ci vorrebbe un prestito-ponte

E la cordata?

Nella schiena dei contribuenti...

 

 

 

Minchia, ma la satira l’è proprio morta...

 

Tu pensa che ad Olbia arriva Putin che deve fingere di discutere il salvataggio dell’Alitalia (VOLI PINDARICI titola Giannelli) e sempre ad Olbia l’aereo dell’Aeroflot che trasportava un ministro russo e addetti alla protezione civile è andato fuori pista.

E noi dovremmo apparentarci con i Tupolev che cadono come mosche dopo il flit e questi che escono di pista?

Via, se volare è un diritto, atterrare però è necessario!

 

 

 

20/4/08

 

 

Il Cavaliere bitumato e la Banca Centrale europea

Ha risposto stizzito J.C. Junker alle parole del Cavaliere che auspicava funzioni diverse per las Bce.

A $ua Emittenza non piace lo stretto controllo sull’inflazione da parte della banca centrale (e ti pareva!).

Il trattato di Lisbona è appena stato firmato e nessuno ha ritenuto di rimetterlo in discussione. Le parole di Berlusconi, mi fanno venire in mente quello che disse quando lasciò il potere...)

Acc.. io non me lo ricordo quello che disse. Evocò Cambronne? Garibaldi a Teano? Prenotò un nuovo lifting in vista della nuova campagna elettorale?

 

Appropò:

 

Lo vado predicando da tempo: ARRESTATE CESARE RAGAZZI!!

Ogni giorno che ci allontana dalla sua vittoria alle elezioni, l’elmetto bitumato che si porta in capa sta sempre più schiarendo mostrando l’enorme voglia di ginocchio che il Cavaliere si porta da sempre.

L’unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento” disse l’altro piduista che lavora per lui. Ed è vero.

Perchè se veramente ci fosse un prodotto per la ricrescita, il Cavaliere l’avrebbe già comprato e costruito sopra una catena di franchising legata al popolo delle libertà.

Altro che...

 

Praticamente ci ritroviamo che durante la campagna elettorale si presentava COSì

 

 

Ed ora che ha vinto scopriamo che in realtà è così:

 

 

 

MAMMA MIA!!

E’ il titolo dell’Economist a commento del risultato delle elezioni.

RIECCOLO!!

 

 

 

Ipse dixit:

Sono più alto di Putin e Sarkozy. Sono alto come Prodi. Non capisco perchè tutti i vignettisti mi disegnano come un nano.”

E per non smentirsi, alla conferenza stampa post elezioni. Per le foto con Fini e Bossi, lui si è VISIBILMENTE alzato sulle punte, come Carla Fracci.

 

 

19/4/08

 

 

--

 

 

Attenzione! Niente in questa mano…

Niente in quest’altra…

Et voilà

È sparita la cordata Alitalia!

 

Che Mago!

 

Adesso gli va bene Air France

 

Ah dimenticavo:

 

Incidente diplomatico con il Libano.

Sai, Lui (senza l’accordo della Nato ) vorrebbe cambiare le regole d’ingaggio dei nostri militari costì.

Perché ci sono in ballo le vite dei nostri ragazzi, altrimenti ci sarebbe da dire

ehehehehe

 

(18 Aprile 2008)

-

 

La politica estera del Cavaliere

 

Quando venne Chavez gli offrì Yespica su di un piatto d’argento.

Viene Putin e gli offre il Bagaglino.

Ora dice che vuole incontrare Sarkozy.

Vuoi vedere che si presenta con la Garfagna e tutte le veline?

 

 

http://img261.imageshack.us/img261/1640/maracarfagna001fd2.jpg

http://img261.imageshack.us/img261/8499/yespica27ychu2.jpg

 

---

 

PRIMA GAFFE INTERNAZIONALE

La battuta di Silvio Berlusconi sulle donne del governo Zapatero non è piaciuta al Psoe. Elena Valenciano, segretaria per le relazioni internazionali del Partito socialista spagnolo, replica con decisione a quanto affermato dal Cavaliere durante un'intervista a Radio Montecarlo a proposito del nuovo esecutivo iberico, definito «troppo rosa». «In Italia, come in Spagna - spiega la Valenciano - ci sono abbastanza donne qualificate e intelligenti da occupare posti di ministro o per altri impegni di governo».

 

Anche El Paìs parla di battute machiste e racconta che è stata una giornalista di Tele5 (la rete televisiva spagnola proprietà di Mediaset) a fare a Berlusconi una domanda sul governo di Zapatero: il Cavaliere ha scherzato prima sul "conflitto di interessi" e poi ha aggiunto: «Nove donne! Se l'è cercata lui! Gli costerà dominarle». «Battuta machista», scrive appunto El Pais, né basta a redimerla la successiva analisi: «Le donne sono stupende in politica: individuano prima degli uomini le necessità reali della società, dei giovani, degli anziani, delle donne».

LA REPLICA - Nel tardo pomeriggio di mercoledì arriva la precisazione di Berlusconi: «Sono stato frainteso, evidentemente qualche birichino ha riferito male le mie parole sul governo spagnolo di Zapatero a maggioranza femminile». E aggiunge con stupore: «Oggi ho letto che una signora del governo spagnolo si è addirittura offesa, forse qualcuno ha fatto la spia...». Quindi rivolto ai giornalisti: «Vi prego di ricordare che invece io ho grandemente apprezzato il colore rosa di quel governo e che ho detto che vale la pena di seguirlo perché può darsi che le sue componenti femminili, che partono dalla realtà concreta dell'essere madre e moglie e insieme donna che lavora, sappiano provvedere a una serie di provvedimenti a cui daremo molta attenzione».

16 aprile 2008
Corsera

 

 

 

Berlusconi

 

La mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia
storia, gli altri se la sognano. Sono loro che devono dimostrare a me
di essere bravi... («ANSA», 7 marzo 2001) (Silvio Berlusconi)

 

Gli editori dei quotidiani si illudono di prendere la pubblicità della tivù, che invece non finirebbe mai sui giornali perché destinata a un pubblico di massaie. Le massaie guardano la tivù, giusto? Non leggono mai i giornali perché i giornali sono fatti per le élites, il 70 per cento degli articoli vengono letti soltanto dall'autore. A cosa serve sui giornali la pubblicità dei pannolini, del detersivo, del prodotto di bellezza? La carta stampata fa parte di un momento dello sviluppo della tecnologia, oggi è diventata obsoleta. Chi la difende assomiglia a quei produttori di carrozze che in Inghilterra chiesero al Parlamento di vietare la produzione di automobili.

risposta a una domanda di Marcello Sorgi, direttore della stampa, alla presentazione del libro di Bruno Vespa "Il cavaliere e il professore"; 11/12/03

 

"E' stato legittimamente sollevato il problema del conflitto d'interessi che può sorgere nell'attività di governo, in ragione dello status di imprenditore nel campo della comunicazione di chi questo governo presiede. Ci impegniamo a trasformare in disegni di legge le proposte che verranno entro settembre dalla commissione di esperti nominata dal governo"

(Silvio Berlusconi, presentando il suo primo governo alla Camera, 16 maggio 1994).

 

"Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003).

 

«Me ne sono sempre tenuto lontano e continuo a tenermene lontano, ho lasciato la cosa a Gasparri, non ho letto e non leggerò i rilievi dei tecnici del Quirinale, non è vero che mi infurio, l’ira è un sentimento che non mi appartiene, io sono una persona dolce, riflessiva, estroversa, al massimo mi dispiaccio, mi addoloro di certe cose».

 (16/12/03)

 

«Trovatemi una segretaria o un telefonista che possa dire che a Palazzo Chigi mi sono occupato della Fininvest». E ridetto ancora: «Non oso telefonare al mio gruppo perché un solo operatore telefonico potrebbe dire "Berlusconi sta chiamando"». L'ha giurato: «Io, uomo delle tivù, sono per essenza l'uomo della democrazia». Rigiurato: «Ci sono le mie garanzie personali: non compirò mai un gesto che avvantaggi gli interessi del mio gruppo». Rigiurato ancora: «La miglior garanzia è quella che può venire dall'impegno, dalla passione civile, dal disinteresse personale che io mi accingo a mettere in questo incarico».

 

«Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano. La mia vita di imprenditore si sta concludendo». «Non venderò mai le mie televisioni». «Oggi vi annuncio che ho deciso di vendere le mie aziende». «Vendere la Fininvest? Non ci penso nemmeno». «Della Fininvest terrò solo il 30%, una quota di minoranza. S'era pensato anche di vendere tutto ma si sono opposti i miei figli». E tutti lì, a fargli le pulci: e il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? Un assedio. Eppure, appena eletto, era stato chiaro: «Ho preso un impegno a dare una soluzione entro i primi cento giorni, cosa che faremo sicuramente. Immagino di poterlo fare addirittura prima delle ferie estive». Mica aveva specificato di che anno.

(Gianantonio Stella, Corriere 17/12/03)

 

 

 

ELILIO FEDE:

«Il presidente, scriva così perché io non lo chiamo mai Silvio, è l’unico che non ha chiamato in queste ore. Di tv non si occupa più»,

«Le dico che non ha telefonato. Non ci crede? L’ho chiamato io la notte scorsa, me l’hanno passato anche se era in riunione, gli ho detto solo: presidente, ti ringrazio come giornalista e come cittadino per quel che hai fatto per l’Europa».

 

«Non finirà così. Tutto nella vita è perfettibile, pure la legge Gasparri. La miglioreranno, e Ciampi firmerà. Ho per lui rispetto istituzionale e simpatia umana. Ricambiata. Lo conosco da più di vent’anni, lui era governatore della Banca d’Italia e io direttore del Tg1 . Ci diamo del tu. …Ciampi non è uno da lasciare a casa mille lavoratori».

 

Francesca Senette dice «polisinfonia». Al suo direttore dà del lei e un casto bacio sulla guancia, poi dichiara: «Rispetto le prerogative del capo dello Stato, però insomma mica lasceranno senza lavoro i tecnici e le segretarie. Ci considerano una "reterentola", ma abbiamo una nostra complessità, ci sono pure colleghi di sinistra».

«Il nostro pubblico è molto fedele, perché attratto dal codice prossemico del direttore».

 

Fede: «Li ho presi dalla strada. La Senette me la segnalò Berlusconi…

... Se non si trova una soluzione, non sono io che metto la tuta spaziale per andare sul satellite, sono loro che tornano per strada».

 

Avevo vent’anni, facevo Il circolo dei castori con la mia fidanzata Enza Sampò, che mi lasciò per Umberto Eco perché mi ero innamorato della regista, Dada, una donna meravigliosa. Pavese si suicidò per lei, non per la ballerina americana...».

 

"Spero di finire il vertice in tempo per il Milan"

(Costituzione europea 14/12/2003)

 

"Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli
 altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani"
 (Berlusconi Silvio, 17/06/2003, dichiarazioni spontanee al tribunale di  Milano)

 

«Sono stato costretto dal popolo italiano a entrare in politica, la gente veniva da me a migliaia, alle mie finestre, a casa mia, continuavano a chiedermi di candidarmi»

Berlusconi al settimanale New Yorker    (Corriere della Sera3 novembre 2003)

 

"Adesso è il momento del presidente operaio che con l'elmetto in testa avrà il piacere di recarsi là dove si aprono i cantieri" (da: "Una lettera agli italiani per parlare di pensioni")

 

 

"Questo sacrificio (i carabinieri morti a Nassirya) ci consente di
> presentarci sulla scena internazionale con più rispetto"
(S.B. Nov. 2003)

 

Ho ricevuto nell’ultimo anno 37 minacce di morte», frutto di un odio della sinistra talmente intenso, che «per capirlo basta sfogliare un giorno qualsiasi l’Unità , quotidiano che fa capo ai gruppi parlamentari dei Ds». (Bruno Vespa – Il Cavaliere e il Professore - )

 

Berlusconi rivela a Vespa di avere l’intenzione di rivedere il codice di procedura penale e di abolire «quella stortura inaccettabile per uno Stato di diritto che è il concorso esterno in associazione mafiosa», una fattispecie giuridica «che non è neppure prevista dal diritto positivo».
Nel libro il premier insiste nei giudizi assai critici verso una parte della magistratura. «La sinistra - osserva - tramite Magistratura democratica ha infiltrato i suoi uomini in tutta la magistratura, anche in quella giudicante. Il virus politico ha fatto sì che la legge, che dovrebbe essere uguale per tutti, per qualcuno lo fosse di più».

 

12/11/03

MASSACRO DI CARABINIERI IN IRAQ

La risposta di Oliviero Diliberto in Parlamento è stata durissima: il segretario dei
Comunisti italiani ha definito la politica del Governo "preoccupante" e lo
ha accusato di aver mandato i soldati italiani allo sbaraglio senza la
necessaria copertura politico-diplomatica. "La politica estera di questo
governo è quella delle cene nelle ville della Costa Smeralda, delle pacche
sulle spalle e delle canzoni di Apicella. Tutto è sfuggito al controllo, in
una politica estera fondata sulla guerra e sulla cancellazione del diritto
internazionale". "Signori del Governo - ha concluso Diliberto -voi dovreste
soltanto vergognarvi".

 

5 NOVEMBRE 2003-

L’affondo di Putin

«L’impressione è che la Cecenia sia utilizzata come mezzo di influenza per fini diversi. Alle elezioni locali c’erano solo osservatori della Lega Araba e dell’organizzazione della Conferenza islamica. Se si vuol essere più islamici degli islamici, non è l’approccio giusto»

6 NOVEMBRE

La difesa  di Berlusconi

«La verità è che ci sono delle realtà che, in Italia come all’estero, vengono spesso distorte dalla stampa. Per quanto riguarda la Cecenia, il caso Yukos, è la stessa cosa. So di certo, perché mi sono informato con fonti italiane che conoscono bene la realtà russa, che le due questioni sono distorte dai giornali»

 

6 NOVEMBRE

La critica di Prodi

«Mi auguro che Berlusconi sia informato sulla situazione russa meglio di quanto lo è sulla situazione della stampa in Italia»

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"Sono menhir, alti 8 metri, li ho acquistati da vari proprietari e li ho disposti qui"". Tanto poi arriva il condono edilizio.

 

Quando ho visto di recente Bush mi ha abbracciato e mi ha detto di aver discusso con teologi protestanti delle tesi che avevo esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia".


"La vista è impareggiabile e stavolta il cavaliere, vestito di bianco sembra un beduino appena sceso da cavallo. Si abbandona al canto che intona il suo amico Mariano Apicella. Berlusca mette giù i testi ("in due minuti"), l'altro li palpa, li vellica, li musica"

 

"Berlusconi con la maglietta blu e i calzoncini bianchi è del 1936. Ha le gambe che sembrano la réclame del borotalco dei bambini, non oso chiedergli se si depila"

 

(Reportage da Villa Certosa di Renato Farina su Libero 24/8/2003 )

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Nel parco, i piloti dell'elicottero presidenziale giocano a pallone. Daini. Cavalli. Due molossi divoratori di caprette, discendenti da avi africani addestrati alla lotta contro il leone, che un giorno, racconta Bondi camminando a mani giunte, si pararono di fronte a Dell'Utri e a Berlusconi, «che li ammansì con un grido».

(Sandro Bondi, coordinatore di F.I. al Corriere 25/10/03 )

 

 

 

Lettera (VERA!! ) di Paolo Bonaiuti (Portavoce del Presidente del Consiglio)
al Financial Times

Signore, leggo sempre con grande piacere l'articolo della rubrica Observer e
mi fa piacere che citi con tanta frequenza Silvio Berlusconi. Ammetterà che
è per voi un grande vantaggio che il primo ministro italiano (e attuale
presidente dell'Unione Europea) sia così popolare e che, viste le sue
origini da non-politico, abbia mantenuto il suo senso dell'umorismo e la
capacità di ridere di sé. Volevo solo farvi sapere che il "cuscino bianco",
menzionato nell'articolo del 20 ottobre scorso, fu collocato durante la
conferenza stampa non per farlo sembrare più alto, ma per attenuare le
ripercussioni di un incidente capitato il giorno prima (così come riportato
dal Financial Times).


TESTO ORIGINALE
LETTERS TO THE EDITOR: Italy's leader out to cushion a
blow
By Paolo Bonaiuti
Financial Times; Oct 24, 2003
From Mr Paolo Bonaiuti.

Sir, I have always read the Observer column with pleasure and I am pleased
that it cites Silvio Berlusconi so often. You will admit that it is a great
advantage for the column that the Italian prime minister (and currently
president in office of the European Council) is so popular and, given his
non-political origins, has preserved his sense of humour and ability to
laugh at himself. I would only like to note that the "white cushion"
mentioned in the column of October 20 ("Berlusconi reaches new heights") was
put there during the press conference not to make him seem taller but rather
to attenuate the repercussions of an accident that occurred the previous day
(as reported by the Financial Times itself).

 

 

BERLUSCONI PAROLAIO
Massimo Gramellini per La Stampa

Non sarà Mogol, ma neanche Apicella è Battisti. Non sarà De André, però
cerchiamo per una volta di non essere noi i soliti comunisti: forse che De
André ha mai fatto il presidente del Consiglio o vinto la Coppa dei Campioni
e la Scempionlig? Il Berlusconi paroliere, col disco in uscita a inizio
ottobre e il testo dell'ultima canzone rivelato ieri in prima pagina da
«Libero», si colloca fra l'Amedeo Minghi di «Trottolino amoroso dududù
dadadà» e i Ricchi e Poveri di «Sarà perché ti amo».
20.000 copie vendute

Più Ricchi e Poveri, va detto, per l'originalità della forma espressiva che
emerge fin dal titolo, «Col cuore in gola», e prosegue in versi apprezzabili
a un concorso di terza elementare, come «senza di te io non so più vivere».
Raggiungendo poi vette himalaiane in «se tu come una volta sei sincera - se
ancora mi aspetti quando è sera». Passando la cera mentre mangi una pera?
No, ma solo perché si rischiava un conflitto col presidente del Senato.

La canzone racconta le pene di un innamorato. Teme che la sua donna lo ami a
parole, ma mediti di abbandonarlo. Si sprecheranno le dietrologie: la donna
sfuggente è Bossi o Casini? (io mi giocherei Pierferdi). Più illuminante il
finale, romantico in apparenza, minaccioso nella realtà: «Però io non ti
lascerò partire - anche se dovrò lottare - fino alla fine t'amerò». Non s'
illudano amici, alleati, dipendenti e italiani tutti. Questo non molla la
presa. Fino alla fine ci amerà. Agli altri non resta che starlo ad
ascoltare. Col cuore in gola.




3 - GIORNALE COGNATO, FOGLIO CORNUTO
Lettera di Filippo Facci a Il Foglio

Al direttore - Sul Foglio ogni tanto compaiono dei divertimenti che sono
simpatici per tre minuti e noiosi per i successivi trent'anni. Ci sono
eccezioni, ma sono tali. Per quanto riguarda la cosa sul Giornale cognato,
come dire: abbiamo letto, abbiamo capito, va bene. Ora però la prego, ci
restituisca il talento di Mattia Feltri e lo sottragga alle stronzate del
parentado. Oppure, qualora volesse proseguire per altri sessant'anni (tipica
reazione da Elefantino) faccia subentrare qualcun altro. Il gioco e il
divertimento piacciono ai ragazzini come agli adulti, purché non li s'
imponga loro.

Risposta di Giuliano Ferrara

Quando si sia stanchi di una rubrica pubblicata da un quotidiano, le opzioni
sono tre: a) si smette di leggerla; b) si smette di comprare il giornale; c)
se ne assume la direzione responsabile e si decide per il meglio. Che cosa
preferisce?
Dagospia.com 4 Settembre 2003

 

 

 

 

 

 

"ECONOMIST" DOMANDA, "DIARIO"

RISPONDE - LA MARCHESINA CASATI STAMPA

NON FU TRUFFATA MA PAGATA IN NERO.


A inizio agosto, il settimanale "The Economist" poneva a Silvio Berlusconi
28 dettagliate domande. Il presidente del Consiglio non ha risposto. Lo fa
il settimanale "Diario", diretto da Enrico Deraglio, in edicola. Ecco una
risposta. A cura di Gianni Barbacetto.


(La coperina del settimanale Diario)

Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale
e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. («ANSA», 5
ottobre 2002) (Silvio Berlusconi)

CASINO CASATI STAMPA

Enrico Porrà, un invalido di 75 anni colpito da ictus, risulta essere il
titolare di sei o sette società, tra cui la Palina srl, una società fondata
il 19 ottobre 1979 da lui e da Adriana Maranelli, una colf emiliana: altri
prestanome, come il meccanico Maltempo, come la casalinga Crocitto... Porrà,
quando c'è da firmare qualche documento, va dal notaio su una carrozzella
spinta dai Suoi consulenti. Maranelli invece, nel 2000 ha dichiarato: "Fu la
signora Itala Pala, presso cui ero a servizio, a chiedermi di firmare quelle
carte nello studio del suo amico, il ragionier Marzorati, un consulente di
Berlusconi. Mi dissero che non c'era niente di illecito e mi pagarono per
farlo".

Presso l'abitazione della signora Pala erano domiciliate molte società, tra
cui, appunto, la Ponte e la Palina (in onore alla padrona di casa?). Proprio
la Palina il 19 dicembre 1979 è al centro di una delle operazioni più
misteriose e ricche della storia berlusconiana. Quel giorno infatti Palina
versa 27,68 miliardi di lire (oggi sarebbero circa 120 miliardi) alla Saf,
che li trasferisce alle Holding 1-5 e 18-23, che li passano alla Finivest,
che li paracaduta alla Milano 3 srl, che li restituisce alla Palina.

Un giro completo, e apparentemente vizioso. Con quale scopo? Anche in questo
caso, è un circolo contabile chiuso. Rispetto ad altre operazioni circolari
(quella del 7 dicembre 1978, quella della Ponte...), l'operazione Palina ha
però una particolarità: abbiamo a disposizione qualche informazione in più.
Sappiamo che i 27,68 miliardi dati alla Palina dalla Milano 3 risultano
essere il pagamento di 2 mila azioni della Cantieri Riuniti Milanesi,
amministrata da Marcello Dell'Utri. Una bella cifra, se si pensa che quelle
stesse azioni erano state pagate dalla Palina, poche settimane prima,
soltanto 4,26 miliardi: in pochi giorni, una gigantesca plusvalenza fatta in
casa.

Le azioni erano state acquisite in parte (400 mila azioni) dall'Unione
Fiduciaria, in parte (800 mila azioni) da una fiduciaria di nome Siraf, in
parte (altre 800 mila azioni) da Anna Maria Casati Stampa, la marchesina che
Le aveva venduto, grazie ai buoni uffici di Cesare Previti, la villa San
Martino di Arcore e grandi terreni a Cusago. Proprio per quei terreni, la
marchesina era stata pagata con le azioni della Cantieri Riuniti e, quando
aveva chiesto di essere liquidata, nel novembre 1979, Palina le aveva pagato
1,7 miliardi di lire e poi aveva girato quelle azioni, insieme alle altre
acquisite dalla Siraf e (per 860 milioni) dall'Unione Fiduciaria, alla
Milano 3, realizzando una prodigiosa moltiplicazione del loro valore, almeno
sulla carta.

Non ci sono sicurezze su chi ci sia dietro la Siraf, né dietro l'Unione
Fiduciaria, società delle Banche Popolari. Si sa soltanto che i fissati
bollati siglati da Giorgio Bergamasco, il tutore della marchesina Casati
Stampa, fanno riferimento a passaggi d'azioni per 2,56 miliardi: la somma di
quanto pagato ufficialmente alla marchesina più quanto dato all'Unione
Fiduciaria. Ciò apre un'ipotesi: se anche le azioni vendute dall'Unione
Fiduciaria fossero della marchesina, il pagamento reale dei terreni di
Cusago sarebbe un po' meno giugulatorio di quello che appare, perché ci
sarebbe un'aggiunta di "nero". L'alternativa è che Anna Maria Casati Stampa,
nelle mani del tutore ufficiale Giorgio Bergamasco e del tutore di fatto
Cesare Previti, sia stata truffata. Come accadrà con la Sua Villa di Arcore,
pagata soltanto 500 milioni: a meno che anche qui non ci fosse una
consistente parte in nero.

Signor presidente del Consiglio, c'è qualcosa che vorrebbe smentire,
correggere, specificare, aggiungere?

 

Il signore che rubo' una televisione, anzi due.
Tratto dal sito di Dario Fo

Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che
trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi. Era una furbata
che permetteva di violare la legge, visto che allora era vietato a soggetti
privati di possedere televisioni nazionali.
Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto legge
apposta
E fin qui, lo sapevamo già.
Cosi' Berlusconi ha finalmente tre televisioni nazionali vere.
Ma molti storcono il naso perche', essendo possibili solo 11 reti nazionali,
e' un po' anomalo che un solo imprenditore se ne prenda tre.
Non siamo nel Far West che il primo che arriva si prende tutto.
Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in difesa
del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti
nazionali, concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al
legislatore per una soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996.
Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della Corte
Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.
Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non potesse detenere
piu' di due reti, e che, finche' non ci fosse stato un "congruo sviluppo"
via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto
continuare a trasmettere via etere, quest'ultima decisione in palese
contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per
un termine definitivo entro l'agosto 1996.
D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di risolvere la
questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti
nazionali. La commissione nominata dal Ministero e' presieduta da un
avvocato di Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa detenere
legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, le sue tre reti e
relative frequenze. Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per
partecipare si richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno
riuscira' a scombinare i giochi.
Invece, colpo di scena.
Arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti e dice: "Buon
giorno sono Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei due reti nazionali,
grazie."
Panico! E chi e' questo? E' pazzo?
No, non e' pazzo, e' il loro peggior incubo.
Iniziano a mettergli i bastoni tra le ruote: "Le manca il certificato 3457!"

"No e' qui!"
"Il modulo 13 bis compilato in 8 lingue?"
"Ne ho due, bastano?"
Ma poi trovano la furbata: "Il bando di gara richiede di avere 12 miliardi
di capitale versato per rete, lei ne ha solo 12, puo' chiedere una sola tv."
"Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "12 miliardi sono per concorrere,
non per ognuna delle due frequenze".
Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato e vince.
Insomma alla fine gli devono dare una concessione per una rete nazionale e
presto anche una seconda perche' ne ha diritto e a Berlusconi ne tolgono
una. Non che la debba chiudere, deve traslocarla sul satellite, che ormai
e' ricevuto da 18 milioni di italiani.
Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente.
Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad abbattere
i muri con la cerbottana perche' avvia una serie di procedimenti giudiziari
spaventosa.
Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, Commissione Europea.
E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le perizie.
E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza
numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che:
- Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovra' emigrare sul satellite
- le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate a Di Stefano!
L'avete sentito dire al telegiornale?
Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa storia e ci ha
risposto con un lieve sorriso: "Nonostante siano trascorsi ben nove anni
dalla decisione della Corte Costituzionale, Mediaset continua a detenere e
utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni
assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai).
Il fatto che un soggetto, a cui e' stata data una concessione (in
concessione si da' un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non
riceva poi materialmente il bene e' un avvenimento che non ha precedenti al
mondo.
Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni,
una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e' stato un diniego, in
quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito del capitale
sociale.
Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto esistente il requisito
del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda concessione,
anche se il Ministro Gasparri prende tempo.
Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni, si e' dotata di
una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di registrazione per
le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di
programmi e di tutto cio' che e' necessario per una rete televisiva
nazionale con 700 dipendenti.
Questa preparazione e' stata necessaria poiche' la legge stabilisce che,
entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha
l'obbligo di iniziare le trasmissioni.
Attualmente Centro Europa 7 e' una societa' praticamente ferma, non ha alcun
introito, poiche' non e' stata messa in condizione di operare, ma ha avuto,
e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione della struttura,
l'adeguamento della library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese
legali, i costi dei dipendenti..."
Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo per salvare Rete 4.
Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1, realizza in pratica
un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di
titolo" che occupano frequenze in virtu' di provvedimenti temporanei,
discriminando cosi' le imprese come Europa 7 che hanno legittima
concessione, il tutto sempre al fine di salvaguardare Retequattro.
Infatti, quest'ultima potra' continuare a trasmettere, in barba alla
sentenza del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e della legge 249/97,
pur non avendo ormai da quasi quattro anni la concessione, mentre Europa 7
non potra' mai trasmettere, dimenticando che nel luglio 1999 c'e' stata una
regolare gara dello Stato per assegnare le concessioni, gara persa da
Retequattro e vinta da Europa 7.
Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto.
In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) puo' continuare
tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde
definitivamente tale diritto.
Non vi sembra straordinario?
Travolti da un miracoloso afflato civico i deputati del Polo bocciano alla
Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove vuol tagliare la
gola a Europa 7.
E' chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono anche per
ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso...
Ora bisogna vedere cosa fa il Senato, e poi la legge deve tornare alla
Camera.
E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere.
Saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di diritto.
Un conto e' fare una legge per non finire in galera, un conto e' fare una
legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro.
Si comincia cosi' e poi si pretende il Jus Primae Noctis.
Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo momento si sta
giocando una partita incredibile.
Se questa legge passa, quel che e' tuo e' suo.
Vedi tu se riesci a far girare questa mail
Che secondo me, anche solo se si sa in internet un po' li rende nervosi.
Che poi casomai gli viene di fare un altro passo falso.
Che internet non conta niente in borsa ma siamo comunque una decina di
milioni.

 

 

 

BANANAS
Brevi amori a Villa La Certosa
di marco travaglio

E' stato finalmente liberato e restituito all'affetto dei suoi cari Renato
Farina, l'inviato di Libero sequestrato da Silvio Berlusconi allo stadio di
San Siro e tenuto vilmente in ostaggio per ben sei giorni in Sardegna, fra i
cactus e i menhir di Villa La Certosa, con trattamenti disumani vietati
dalla convenzione di Ginevra. Per la vittima si preannuncia però un lungo
periodo di riabilitazione, a causa di una nuova forma di sindrome di
Stoccolma che l'ha fatto perdutamente innamorare del rapitore: gli
specialisti la chiamano Lingua della Costa Smeralda, a causa di un
antipatico effetto collaterale: l'ipersalivazione. Le corrispondenze dalla
reggia del Cavaliere, firmate da questo nuovo esemplare del giornalismo
"embedded", vagamente ispirate a Mario Appelius e pubblicate da Libero il 19
e il 24 agosto, parlano da sole.
Tre cuori, una capanna. "Gli chiedo se posso passare da lui per un saluto.
"Buona idea, organizzo". Ha organizzato. "Venga allo stadio per Milan-Juve.
Poi viene con me in Sardegna". Ho la poltroncina dietro la sua. Faccio
coppia con Fedele Confalonieri. Ci saremo soltanto il presidente di
Fininvest ed io, ospiti a Villa Certosa". Ecco: serviva giusto un cameriere.
La salita al calvario. "Si salta la cena? Si parte con l'aereo di Stato dopo
mezzanotte? Si addormenta placido, con un dolore al costato. Gli offro un
antidolorifico. "No, grazie, i dolori preferisco sopportarli. So che morirò
lavorando. Un ictus, un infarto?". Confalonieri annuisce. Lo contraddico:
ideale è un mese di preparazione alla morte". Serviva pure un infermiere e
un portafortuna.
Asterix e Obelix. "Si sale su uno Shuttle con il motore elettrico. E' lui al
volante. Mostra il parco: sono 700 metri quadri. "Questo territorio l'ho
sottratto agli incendi estirpando i rovi? Questa sarà l'agorà". Ora è
brullo, ma già una decina di grandi pietre puntate verso il cielo creano un
anfiteatro di misticismo ancestrale. "Sono menhir, alti 8 metri, li ho
acquistati da vari proprietari e li ho disposti qui"". Tanto poi arriva il
condono edilizio.
Cinegiornale Luce. "Racconta (Lui, ndr) come preveda una sorta di teatro,
con tre piazze che si sovrappongono e si distendono dinanzi a questi ulivi?
C'è qualcosa di pionieristico in tutto questo. L'uomo che doma la
selvatichezza della natura, magari anche un po' troppo, ma Berlusconi è
così. Gli chiedo se ci sono paragoni con qualche parco. Non ce ne sono -
dice". Torna finalmente a splendere il sole sui colli fatali di Roma.
Il Presidente del Cactus. "Una visione confonde persino Confalonieri. "E' il
museo delle piante grasse e dei cactus". C'è una piscina intorno, Berlusconi
premendo un bottone illumina soffusamente una foresta incredibile di gonfi
rigogli vegetali tra rossastre pietre laviche e bouganvillee addormentate.
Sono duemila esemplari di cinquecento specie. "Accarezzi quella pianta
sudafricana". Il dito va giù come su una levigatissima pelle eburnea, un
burro perlaceo". Sono momenti delicati: fu così che l'ingenuo Farina, fra il
lusco e il brusco, scoprì il sesso.
Il Presidente Creatore. "Perché ha deciso di impegnarsi in questo immenso
cantiere? Non può farne a meno. "Volevo dimostrare a me stesso che non sono
del tutto rincoglionito dal governo. Quando non ho intralci, realizzo,
umanizzo la realtà al meglio, valorizzo le energie italiane". La parola
d'ordine è una sola, perentoria e imperativa per tutti: realizzare,
umanizzare, valorizzare.
Il Presidente Usignolo. "La vista è impareggiabile e stavolta il cavaliere,
vestito di bianco sembra un beduino appena sceso da cavallo. Si abbandona al
canto che intona il suo amico Mariano Apicella. Berlusca mette giù i testi
("in due minuti"), l'altro li palpa, li vellica, li musica". Ecco: anche
palpare, vellicare, musicare.
Silvio Manidiforbice. "Il presidente operaio lavora. Persino la passeggiata
la fa con le cesoie in mano. Il telefono nella sinistra, e la forbiciona
nella destra. Un passo pota qua, il successivo telefona là. Controlla il
ghiaietto, le pale del ventilatore sotto un gazebo azionate da un
telecomando, le cinque piscine per la talassoterapia. Visto sia siamo gente
colta, cito Rimbaud: che ci faccio qui?>. Citando Montanelli, invece, si
potrebbe dire: gente colta, ma mai sul fatto.
Il Presidente Pallonaro. ""Mi tocca sistemare anche il calcio", mi dice. "Ho
telefonato a Ignazio La Russa. E' svelto. Ha capito tutto. Telefonerà al
presidente del Catania Gaucci. In serie B rimarrà il Catania. Sarà un
campionato a 21 squadre. E anche Genoa e Venezia non dovranno lamentarsi"".
Parole profetiche. Alla fine la serie B sarà a 24 squadre e si sono
lamentati tutti. Ma l'importante è che La Russa abbia telefonato a Gaucci.
E' svelto. Ha capito tutto.
Il Presidente Fecondatore. "Qualcuno si è arrampicato sugli scogli dinanzi
alla tenuta. Compare lui in maglietta blu e calzoncini bianchi sul davanzale
a picco sul golfo di Marinella. Le signore si coprono il seno. Lui saluta
con la mano". Fanno bene, le signore, a coprirsi. L'ultima che non lo fece,
appena Lui la salutò con la mano dal davanzale a picco, rimase incinta.


Brevi amori a Villa La Certosa/2
di marco travaglio
Proseguiamo nella pubblicazione del drammatico diario scritto con mezzi di
fortuna dal giornalista "embedded" di Libero, Renato Farina, durante i
lunghi giorni della sua prigionia a villa La Certosa, la sobria residenza
estiva di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda. Per la crudezza delle scene
descritte, se ne sconsiglia la lettura se non a un pubblico adulto.
Made in Italy. "La vita, a Villa La Certosa, comincia presto. E' martedì.
Berlusconi guarda gli zampilli che irrorano un prato che sembra di essere in
Canada a maggio, e il paragone gli fa venire voglia di camminare per i suoi
sentieri insieme frondosi e caraibici che percorrono questo parco di 70
ettari sospeso sul mare". Le discese ardite e le risalite, sul nel cielo
aperto, e poi giù il deserto. I prati come li fa Lui non li fa nessuno,
salvo in Canada. I sentieri come li fa Lui non li fa nessuno, salvo ai
Caraibi. Se non fosse per la saliva del giornalista al seguito, parrebbe
quasi di stare all'estero.
Una lacrima sul viso. "Berlusconi si commuove per l'amico che ha perso il
figlio. Guarda le sperdutezze del mare. "Che cosa devi dire? Le parole non
servono. L'uomo è 'pulvis et umbra'. Chi è che lo ha scritto, Fedele?". Sai,
Fedele, non leggo un libro da vent'anni.
Il Presidente Teologo. "A questo punto inizia una vigorosa discussione
sull'aldilà, sull'esistenza o meno dell'inferno. Ve la risparmio. E su che
cosa sia il peccato. Berlusconi dice: "Ho studiato dai salesiani, ero il
loro oratore. Ora le mostro dove farò una chiesa, dove la domenica dir
messa". Non una discussione qualunque: una discussione vigorosa.
Nuovi posti di lavoro. "Si va all'agorà dei menhir, le pietre modellate da
uomini primitivi. Ferve il lavoro. In tutto il parco ci lavorano in 50 tra
tecnici e muratori. Le guardie del corpo hanno una divisa coloniale, e
mentre noi evitiamo con abilità gli zampilli rotanti per l'innaffiatura,
loro per lavoro non possono, e si fanno docce ogni due minuti". Lui li vuole
tutti così: pirla.
I forum del guru. . Magari smettendola di trattare affari con i mafiosi.
Faccia da perno. "A Genova, l'ultima sera del G8, ho visto i grandi capi
delle nazioni fare davvero amicizia? Però io posi una premessa: il bene più
prezioso è la libertà? Bush fu molto colpito, accettò questo ragionamento.
Dopo l'11 settembre questo è stato il suo perno ideologico". Bush che impara
la dottrina della democrazia da lei, non è un po' troppo? "E' andata così"".
Ora si capiscono molte cose.
La volpe di Baghdad. "Saddam ha dimostrato di essere debole, con un esercito
scarso. Le armi di distruzione di massa non si trovano, le hanno trasferite
all'estero". Astuto, questo rais: accumula armi di distruzione di massa per
vent'anni e poi, quando finalmente lo attaccano, che fa? Non le usa, le
nasconde all'estero e si lascia spodestare senza sparare un colpo. Geniale.
Il Presidente Mosè. "I dittatori se ne devono andare. Altrimenti si può
minacciare l'uso della forza. Quando ho visto di recente Bush mi ha
abbracciato e mi ha detto di aver discusso con teologi protestanti delle
tesi che avevo esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia". L'hanno assicurato
i teologi protestanti a Bush. Che poi ha abbracciato Berlusconi. Quindi
dev'essere vero.
Un Uomo, un calzino. "L'uomo pensa a tutto. Ghe pensi mi. Proprio così.
Berlusconi guarda i miei piedi e dice: "Mi aspetti. Le do un paio delle mie
calze, le sue non vanno bene". E dire che erano di lusso, marca Gallo.
"Provi queste". Eccomi dunque a passeggiare con le calze di Berlusconi. Le
conversazioni, giuro, vengono meglio". Soprattutto per chi parla coi piedi.
Comunque, da quel giorno, non le ha più lavate.
Un Uomo, un toupè. "A un certo punto Berlusconi nota che ho pochi capelli,
ma sparati in su: "Faccia come me, li tenga giù. Vendono un prodotto
della?". Non dico la marca, non vorrei che la boicottassero". Noi siamo in
grado di rivelare almeno il prodotto: è il pennarello con cui Carlo
Rossella, nel dopo-lavoro, arrotonda lo stipendio dipingendo i capelli al
principale.
Un Uomo, una scarpa. "Sulle scarpe invece c'è scritto 'Silvio'. Ma si
capisce lo stesso che è lui: sta sempre davanti, come nella famosa foto
delle Bermude". Si capisce lo stesso.
La giovane marmotta. "Tremonti, che si aggiungerà a Confalonieri e al
sottoscritto il giorno dopo, è arrivato con i calzoni a mezza gamba da
esploratore tropicale. Veniva giù dalle Alpi e qui per lui è un po' Africa".
E Farina subito lì pronto con le valigie: "Sì, buana".
Gambe di velluto. "Berlusconi con la maglietta blu e i calzoncini bianchi è
del 1936. Ha le gambe che sembrano la réclame del borotalco dei bambini, non
oso chiedergli se si depila". A questo punto, per pudore e discrezione, non
resta che il silenzio. Spegniamo le luci e lasciamoli soli.

 

 

Un tempo accadeva con Andreotti: appena apriva bocca e proferiva un
monosillabo accompagnato dal sorrisetto d'ordinanza, tutti i giornalisti al
seguito scoppiavano a ridere, anche quando (quasi sempre) la battuta non
faceva ridere. Questa gara di servilismo è durata cinquant'anni. Ora che si
sperava fosse finita, ricomincia con Berlusconi. Ieri il Corriere ha
dedicato gran parte di un lungo articolo a una sua frase che non fa ridere:
«Vedo che qui c'è ancora qualcuno con i capelli ». Chissà le risate.
Eppure - avverte il Corriere - «la battuta evidentemente autoironica con cui
il premier ha accolto la delegazione dell'Udc, dove peraltro l'unica testa
calva era quella del segretario Follini, aveva un bersaglio preciso: cioè la
capigliatura fluente di Sergio D'Antoni».
Perbacco, che sense of humour. Da
scompisciarsi.

Berlusconi. Prima il premier ha scherzato con i giornalisti al seguito:
«Attenti, sono il Duce...» (risate a crepapelle). Poi ha aggiunto: «Bondi
sarà nominato coordinatore di Forza Italia. Le nomine le decido io». Se
qualcuno trova un altro partito, escluso il Partito nazionale fascista, che
in dieci anni è riuscito a tenere un solo congresso e in cui gli organismi
dirigenti li decide uno solo, ce lo faccia sapere.

(Marco Travaglio   L'Unita' )

Dalla famosa intervista a "The Spectator", una frase di Silvio
Berlusconi: "Vi dico la verità, se vivessi in un paese dove non ci fossero
le elezioni, diventerei un rivoluzionario, se non un terrorista..."

«Sono un musicista, non un politico - ha detto al termine del suo breve intervento - ma di recente ho letto questo testo dello scrittore tedesco Peter Schneider: "Ci chiediamo se sia compatibile con i valori costitutivi dell’Europa il fatto che, proprio nella sua parte più bella e antica, una persona controlli l’80% dei media e sia per inciso anche presidente del Consiglio". Trovo che queste cose siano importanti e vadano conosciute nel mondo».

 

«Ho parlato di un dato di fatto innegabile che ciascuno può interpretare come vuole. Ci sono cose giuste, che non sono né di destra né di sinistra, e che vanno dette perché sono fatti importanti, non solo per l’Italia, ma per il mondo».
Ha poi aggiunto che «nel nostro governo abbiamo ministri che non conoscono la ricchezza delle culture fuori e dentro l’Italia; ci sono poi persone che magnificano la guerra umanitaria, che è un controsenso; capita inoltre che da un Paese come gli Stati Uniti, con valori altissimi come la ricerca scientifica, ci siano persone che importano pubblicità e soap opera in Italia propinandole a tutti grazie al possesso delle reti tv. Dalle quali però scompare gradualmente la cultura e la musica, sommerse da spot pubblicitari e altro».

(Claudio Abbado, Tokio 22/10 )

 

«La mafia oggi non ha paura e non per responsabilità delle forze dell’ordine, ma per responsabilità del presidente del Consiglio». (Luciano Violante 14/10/03)

 

C’era un’organizzazione che fungeva da banca e che serviva tutti coloro che frequentavano il palazzo di giustizia di Roma (Ansa 24 maggio 2003)

 

Ad un certo punto la Fininvest ha continuato a pagare le parcelle allo studio Previti. Quei 500 milioni sono stati uno dei tanti pagmenti…NOI abbiamo versato ad una banca

(All Iberian? Mai conosciuta… 7’12’2000 )

 

I retori del berlusconismo sono impegnati a sostenere presunti privilegi di un governo senza opposizione ( Mario Pirani Repubblica 26-5-2003)

 

L’emergenza terrorismo non ci coglierà impreparati: abbiamo due anni di governo Berlusconi. Siamo ben allenati. (Ellekappa)

 

Comizio virtuale di Berlusconi. Si rivolgeva al popolo dei pannoloni e dentiere gratuite, ma nei controcampi faceva vedere un pubblico di giovani yuppies applaudenti. Che sia arrivato il fratello piccolo del Grande Fratello? (Vincent)

 

Sciopero dei penalisti se il Presidente del Consiglio non fornirà risposte adeguate. Un po’ come quel tale che si tagliò il pisello per far dispetto alla moglie. (Vincent)

 

Portate pazienza. Il governo Berlusconi sarà ricordato dai posteri come l’inserto satirico de La Repubblica ( Italiana).  Vincent

 

E’ ora che ognuno si assuma le sue responsabilità. Che avete capito? Le Sue, di Berlusconi.

(Vincent)

 

Riflettere prima di esprimere il proprio pensiero politico ha rovinato il carattere di molti nostri leader, ne seppero qualcosa Berlinguer, La Malfa, e persino il povero Andreotti.

Fa impressione vedere com’è sempre gioviale Berlusconi, trova persino il tempo per raccontare barzellette! D’altronde dire scemenze mentre tutti gli altri fanno attenzione a quello che dicono è una bella manifestazione di libertà e indipendenza di pensiero.

 

Dicono che abbia collusioni con la Mafia. Assolutamente falso. Semmai è vero il contrario!!

 

Ha dichiarato che ora che arrivano le prossime elezioni avrà fatto tante di quelle grandi opere da poter abolire la sua campagna elettorale. Speriamo solo la sua.

 

Non è detto che la maggioranza degli italiani abbia sempre torto.

 

Silvio, what the fuck have you done

Pat Cox, Presidente del Parlamento Europeo 2/7/03

 

Quei tre disegni di legge sono stati la risposta, con gli strumenti della democrazia, un voto parlamentare, a chi invece profitta del suo ruolo di funzionario di giustizia per attaccare con la giustizia dei nemici politici. Comunque è stato fatto soltanto in tre casi.

 

Probabilmente gli amici e colleghi socialdemocratici dovrebbero ampliare le loro frequentazioni aldi là dei colleghi italiani che trovano qui in parlamento e dovrebbero ampliare le loro letture al di là dei giornali di estrema sinistra che evidentemente hanno formato i loro convincimenti.

 

Forse i signori verdi non sanno che l'hobbyprincipale del presidente Berlusconi è quello dei fiori, del verde, dei giardini, dei parchi..

 

Forse non avete la conoscenza del fatto che in Italia i giornali ma soprattutto le televisioni che ancora appartengono al mio gruppo e alla mia famiglia sono tra i nostri più decisi critici.

( risa te da vasti settori del Parlamento)

Evidentemente vi manca il sole d'Italia e non avete mai acceso la televisione italiana. Dovreste sapere che ogni giornalista ha come massima sua preoccupazione quella di apparire indipendente nei confroti dei suoi colleghi e questa indipendenza lo porta ad essere ogni giorno critico nei confronti di colui che considera il padrone.

 

( gli eurodeputati socialisti battono con le mani sui banchi)

 

Se questa è la forma di democrazia che volete usare per chiudere le parole del presidente del consiglio europeo vi posso dire che potreste venire come turisti in Italia ma che qui sembrate turisti della democrazia. Sono stato capo dell'opposizione per sei qanni enon mi fanno paura questi interventi, ho l'abitudine ad essere contraddetto

 

Se non siete in grado di capire l'ironia mi dispiace ma non ritiro, non ritiro quello che ho detto

 

Ai nostri avversari vorrei dire con un sorriso che non devono fare una tragedia di questa nostra presidenza, sei mesi passano molto in fretta. Stamattina abbiamo cominciato a divertirci.

 

 

 

Frasi celebri di Silvio Berlusconi

1. Alla Presidenza della Repubblica non potevamo votare la Russo
Jervolino: come dice il proverbio, anche l'orecchio vuole la sua
parte.
2. Bertinotti dice di amare tanto i poveri: li ama cosi' tanto che li
vuole raddoppiare.
3. Quando Bossi parla di peronismo io credo che si riferisca alla
birra Peroni che e' l'unico peronismo che conosce.
4. Se camminassi sull'acqua direbbero che non so nuotare.
5. L'europeismo è nel sangue degli italiani, risale ai tempi
dell'Impero romano.
6. Forza Italia potrebbe ragionevolmente perfino essere descritta come
un partito di centrosinistra. (al Times)
7. Sono dalla parte dell'America prima di sapere da che parte sta
l'America.
8. I fondatari di Roma sono Romolo e REMOLO!  (al vertice della NATO a
Roma, nel maggio 2002) (E Brontolo, Mammolo, Pisolo, Eolo, Cucciolo...
Gongolo???)
9. Vi presento l'on. Giuseppe Palumbo, di Forza Italia. Ecco un uomo
che ha le mani in pasta: fa il ginecologo.
10. Nel 1988 Silvio Berlusconi e' ricevuto da papa Wojtyla, insieme ad
altri colleghi, come Presidente del Milan. Quando e' davanti al
pontefice dice: "Cara Santita', mi lasci dire che lei assomiglia al
mio Milan. Infatti, lei, come noi, e' spesso all'estero, cioe' in
trasferta, a portare in giro per il mondo un'idea vincente. Che e'
l'idea di Dio".
11. L'unico conflitto di interessi, in Italia, è quello della sinistra
con la verità.
12. Noi non siamo qui per governare, per l'ordinaria amministrazione.
(marzo 2002) 
13. Sei povero? Colpa tua! (05/09/01) 
14. Siamo pronti ad eliminare il Comunismo in Italia. (13/06/01) 
15. Nella vita, senza fortuna, non si combina nulla.
16. L'anticomunismo è un dovere morale.  (discorso al meeting di C.L.
Rimini 2000)
17. La gente deve spendere. Non deve risparmiare, deve spendere.
18. Cinquecento cubani scappati negli Stati Uniti guadagnano di più di
novemila cubani rimasti a Cuba. Ricordatevelo quando D'Alema dice che
nell'Ulivo non ci sono più comunisti. (13/4/96)
19. Non capisco la ragione di tanta urgenza in Parlamento per
l'approvazione del legittimo sospetto. (ANSA, 31 luglio 2002)
20. Prodi, quello che dovrebbe essere il leader delle opposizioni,
l'ho sentito parlare della sua ricetta economica. Risibile. Siamo a
livelli di comicità pura (Silvio Berlusconi, 10 marzo 1995)
21. Io sono unto dal Signore.
22. E' difficile non andare d'accordo con me, perchè quando c'è
qualcuno che ha delle punte mi faccio concavo, quando c'è qualcuno che
si ritrae mi faccio convesso. (24/1/96) 
23. Il conflitto di interessi riguarda quei partiti che in questi
decenni hanno profittato del loro peso per distribuire pensioni.
(19/3/96)
24. Quando mi arrivò la tessera della P2 rimasi offeso perchè sopra
c'era scritto "apprendista muratore" : ma come, io ero un costruttore
affermato! (19/1/96) 
25. Par condicio? Solo a sentir parlare di queste cose mi viene
l'orticaria. (18/2/96)
26. Quando tornerò a Palazzo Chigi, vi prometto che mi abbronzerò di
meno, ma voi lo sapete che in una giornata io lavoro 27 ore. (18/4/96)

27. Prodi è la protesi di D'Alema. (15/4/96)
28. Siamo sicuri che, se l'Ulivo vince, il 21 aprile avremo ancora la
possibilità di elezioni veramente libere? Io non rispondo, fatevi voi
questa domanda. (17/4/96)
29. No, non ho parlato di pena di morte con i leader cinesi. D'altra
parte bisogna pensare al rapporto col numero degli abitanti. I cinesi
sono talmente tanti.  (Radio Radicale, 2 settembre 2002)
30. Ah, finalmente siete in gabbia giornalisti, siete nel posto
giusto, così capite cosa vi sarebbe successo se fosse andato in porto
un certo disegno... (17/1/96)
31. Il gruppo Fininvest, di cui non mi occupo più, è stato costretto a
vendere gli Euromercati perchè i compagni avevano smesso di
frequentarli. (25/3/96)
32. Nel frattempo i piu' volenterosi anche se in Cassa Integrazione
troveranno un lavoro, magari non ufficiale, dal quale deriverebbero
entrate in più in famiglia. (in un'intervista di Fede riferendosi ai
cassaintegrati Fiat)
33. Sono quasi un santo. (Silvio Berlusconi 5/12/2002)
34. Per fortuna che ci sono qui io. (Silvio Berlusconi a Vespa)
35. Cara Santità, mi lasci dire che lei assomiglia molto al mio Milan.
Infatti, lei, come noi, è spesso all'estero, cioè in trasferta, a
portare in giro per il mondo un'idea vincente. Che è l'idea di Dio
(1988, Città del Vaticano).
36. "Pagare moneta, vedere cammello." (Silvio Berlusconi a Chirac
sull'affare Airbus)
37. Il governo non è bello se non è litigarello. (al vertice europeo
di Laeken.
38. Erano non più di 700.000. C'era tanta gente che ha fatto una
scampagnata per il semplice motivo che gli è stato offerto il viaggio
gratis, la colazione gratis e di visitare i musei la domenica
pomeriggio.  (parlando della mega manifestazione della Cgil a Roma)
39. Arafat mi ha chiesto di dargli una TV per la striscia di Gaza; gli
mandero' Striscia la notizia. (7 marzo 1997 sul 'Corriera della Sera')

40. Non e' vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo
fa... Io invece uso delle storielle per scolpire meglio dei concetti.
(27 sett. 2002)
41. Non leggero' il mio discorso, tanto ce lo avete gia' scritto. (22
nov. 2002 sul Venerdi' di Repubblica)
42. Io sono una persona moderata, ma il 62 % dei miei elettori e' di
sinistra. (su 'El Mundo', 21 lug. 2002)
43. Sono incapace di dire no. Per fortuna sono un uomo e non una
donna. (ANSA, 22 aprile 1999)
44. Non e' vero che dopo tutte le interviste mi e' venuta una voce
piu' sexy?  (Corriere della Sera, 23 aprile 1996)
45. Sono un lupo solitario che pero' vive nel sistema.  (da
"Repubblica', 28-nov-1991)
46. Accusare di corruzione me e' come arrestare madre Teresa di
calcutta perche' una bambina del suo istituto ha rubato una mela. (da
"La Stampa', 28-ott-1995)
47. Io ho sempre fiducia, perche' ho la fiducia incorporata.  (ANSA,
24-ott 1997)
48. Mi sono accorto che l'Italia era poco considerata. Ho telefonato
ai leader degli altri paesi e gli ho detto: se fate cosi' non contate
piu' sull'Italia! L'atmosfera da quel momento cambio'. (da 'L'Unita',
25-ago-2002)
49. Guardando in giro vedo che non c'e' un governo migliore: ho un
complesso di superiorita' che devo frenare. (da 'La Stampa',
22-lug-1994)
50. Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio. (ANSA, 23-mar-2001)
51. Mi si accusa di aver detto che i comunisti mangiano i bambini. Ma
se volete posso organizzare un convegno in cui dimostrero' che i
comunisti hanno realmente mangiato i bambini e fatto anche di peggio.
(ANSA, 20-ott-2000)
52. Chi salvo fra Dini, D'Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li
butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace. (da 'La
Stampa', 30-ott-1995)

 

"Io non mi siederò mai più a un tavolo in cui ci sia il signor
> Bossi". (Berlusconi nei confronti di Bossi)

> 93. "Bossi e' un criminale. Con lui non sono disposto a prendere piu'
> nemmeno un caffe' ". (Gianfranco Fini, dicembre 1994)

       

 

 

 

 

 

 

Da Il Foglio


Felice Cav. Una spanna sopra il Bagaglino, molto al di là di Zelig, da tenutario del marchio ben oltre l’Ottavo nano. Ora un libro (“Berlusconate”, di Alessandro Corbi e Pietro Criscuoli, edizioni Nutrimenti) rende onore al Cav. show man, perché “di tutto lo si può accusare, meno di essere un gufo impagliato”. E’ una dettagliatissima raccolta di battute, gaffe, barzellette e, diciamo così, aforismi del capo del governo. Ovviamente, siccome la selezione è crudele e l’occhio felice, tutto si trasforma contemporaneamente in una presa per il culo in una sorta di inespressa ammirazione. Se il grande battutista sia pure un grande statista, è questione che si discute. Ma intanto sui meriti del primo non si transige. Basta lasciare stare le sortite che ormai sono nella leggenda (“l’Unto del Signore”), e avvicinarsi a quelle meno note per ritrovare lo stesso e rinnovato stupore. L’approccio con gli interlocutori, intanto. Su Eltsin: “Assolutamente in palla”. Sulla Thatcher: “L’ho trovata molto in palla”. Su Kohl: “Sapete, la mamma l’ha fatto senza risparmi”. Al direttore della Fao, il senegalese Jacques Diouf: “Dovreste dimagrire un po”. Al presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro: “Avete visto come è dimagrito? Ora non ha più ritenzione idrica”. Sul Papa: “Un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol. Ha la stessa idea vincente del mio Milan, che è poi l’idea di Dio, la vittoria del bene sul male”. Al Papa: “Santità, l’ammiro molto perché Lei porta in giro per il mondo, cioè in trasferta, un’idea vincente, l’idea di Dio”. Alle figlie di Putin: “Chiamatemi zio”.

 

 


Agli
albanesi: “Manderò qui la Rai a riprendere le vostre magnifiche coste, così gli italiani verranno in vacanza”. A San Giuliano di Puglia: “Guardate che belli chalet…”. A se stesso: “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”. A Clinton (una barzelletta): “Un tale dice all’altro: mi sono fatto disegnare un neo sul pene…”. Ai ministri: “Non mi va di partire per Bruxelles e lasciarvi con questi volti tesi. Ora vi racconto una barzelletta così vi metto di buon umore…”. Agli industriali turchi: “Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”. Agli schizzinosi d’Oltralpe: “Con i francesi sono popolarissimo, basta contare le fidanzate che ho avuto lì”. Alla folla, illustrando le virtù di un candidato senatore: “Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”. Sul fratello Paolo: “E’ un ragazzo low profile, per natura”. Certo non di ipocrisia pecca il Cav. Tutte quelle ville in Sardegna? “Ma ho cinque figli: devo pur pensare al loro futuro”. Ai torinesi: “Discutibili decisioni prese per la zona vicino al porto”. Di Bossi: “E’ un po’ la Wanna Marchi della politica italiana”. Di se stesso: “Visto come mi ha ridotto la politica? ‘Che bel fiol che xeri’, come dice la mia mamma”. Oppure: “Sono un miracolo che cammina”. Trucco in tv: “Qui sul naso ho un riflesso che non mi piace”. Sul beauty case: “Vorrei vedere se ciascuno di voi quando si sposta, viaggia, non si porta dietro lo spazzolino da denti, una lavanda, un pettine…”. Giornalista: “Che ci fa col pettine?”. Il Cav. “E’ proprio quando si comincia a chiamare per nome i capelli che il pettine deve essere ancora più raffinato, con i denti ben fitti”. Gli impegni: “Sto filmando i bulbaggi di molte piante”. Infine: “Adesso scusatemi, vado a raccogliere un po’ di voti”. Un momento: ha un modello? “No. Berlusconi mi basta e mi avanza”.


 

HO AVUTO UNA FIDANZATA TURCA

Capitolo tratto dal libro “Berlusconate” di Alessandro Corbi e Pietro Criscuoli - prefazione di Paolo Rossi.

Per gentile concessione della casa editrice Nutrimenti (www.nutrimenti.net)

 

1 - “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”.

(Ansa, 22 aprile 1999, ore 12.37)

 

2 - “Dicono che io sia un donnaiolo? Sì, lo dicono. Che dicano…”.

(La Repubblica, 29 aprile 1994)

 

3 - Berlusconi non nasconde le sue storie d’amore. Le rivela anche agli industriali turchi, che incontra a Roma:

Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”.

(La Repubblica, 13 novembre 2002)

 

4 - Qualche mese prima, rispondendo a chi gli chiedeva perché non fosse popolare in Francia, racconta:

Non sono popolare con i vostri colleghi e con coloro che ne subiscono il fascino, ma con i francesi sono popolarissimo; basta contare le fidanzate che ho avuto lì”.

(Ansa, 18 aprile 2002, ore 20.00)

 

5 - Catania, comizio, presentando l’onorevole Palumbo alla folla:

Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”.

(Corriere della Sera, 4 aprile 2000)

 

Luglio, Transatlantico di Montecitorio, caldo torrido. Rivolto ad una giornalista:

Ha l’ombelico scoperto, stia attenta che prende freddo”.

(Agi, 11 luglio 2002, ore 11.16)


(Pensieri di un Cavaliere senza macchia...)

 

6 - Avvocato Prisco:

La politica e il sesso dopo 50 anni possono far male”.

Silvio Berlusconi:

Sarà forse che lui è incappato in defaillance che invece io non conosco”.

(La Repubblica, 21 dicembre 1993)

 

7 - Domanda:

Interromperebbe di fare l’amore per guardare uno spot pubblicitario?

Risposta:

Che razza di domanda è questa? Certamente no”.

(Il Messaggero, 20 novembre 1986)

 

8 - Vertice FAO, Roma:

Ringrazio tutti voi, ma in particolare le belle delegate”.

(Ansa, 13 giugno 2002, ore 17.57)

 

9 - Saxa Rubra, Roma, atrio palazzina B, rivolto a due truccatrici Rai che lo accolgono:

Volevo portarvi una scatola di cioccolatini ma Marinella, la mia segretaria, dice che non fa fine. La prossima volta però le disobbedisco”.

(La Stampa, 10 giugno 1994)

 

10 - Rivolto a due donne sindaco del centrosinistra, Paola Pessina (Rho) e Angela Fioroni (Pero):

Anche se siete espressioni di giunte di sinistra, io, da Presidente del Consiglio, vi ho baciato”.

(Ansa, 6 ottobre 2002, ore 16.22)

 

11 - Visita a Santa Venerina (Catania), una poliziotta del servizio d’ordine rischia di essere travolta dalla folla, Berlusconi l’abbraccia:

Io, che difendo la polizia…”.

(Ansa, 27 dicembre 2002, ore 15.49)

 

12 - Dialogo con la pianista Rita Forte, allora a TMC:

Lei è troppo brava! Perché non viene da noi?”.

Ma se lei non mi chiama…”.

Quando ci vediamo?”.

Quando vuole lei”.

(La Stampa, 30 ottobre 1995)

 

13 - Confidenze:

Dopo una vita da peccatore, ho dovuto imparare a vivere nella trasparenza. Vivo circondato da guardie, non ho più segreti, non mangio al ristorante da due anni. A parte, forse, un pranzo… con Tatarella, si figuri!”.

(La Repubblica, 12 luglio 1997)

 

 

Ci sono meccanismi di resistenza e di rigetto delle novita’. Erasmo da Arcore: la vera saggezza non sta nella prudenza e nella moderazione, ma nella visionaria lungimirante follia.

 

I comunisti o chi e’ stato comunista non potranno mai piu’ tornare al governo. Siamo stati eletti anche per questo: per difendere la liberta’.

 

La sinistra agisce grazie al collaborazionismo di un manipolo di magistrati combattenti. Questi signori dell’opposizione sono irresistibilmente attratti da tutto cio’ che democratico non e’.

 

La Cirami e’ una legge sacrosanta che consente di trasferire i processi, perche’ magari uno ha fregato la fidanzata al presidente del tribunale, e a noi succede, dal momento che siamo tombeurs de famme.

 

Non esiste alternativa democratica al centrodestra.

 

Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto un uso criminoso della tivu. E’ dovere della dirigenza Rai di non permettere che cio’ avvenga ancora ( Bulgaria 18/4/2002)

 

Scaiola ha dovuto dimettersi per una parola dal sen fuggita, che non era campata in aria…( aveva dato del rompicoglioni al povero Biagi)

 

D’Antona: vittima di un regolamento di conti della sinistra.

 

18/5/2003 IL MANIFESTO: Uno stralcio d’uomo ( dopo lo stralcio nel processo di Milano)

 

Operazione dentiere gratis. Lo slogan: regala un sorriso a chi porta i capelli grigi

 

perché il mio, il nostro paese è in pericolo…

La difesa della liberta’ e’ l’impresa più nobile che ci sia e io mi congratulo con voi che siete apostoli missionari, anzi guerrieri della libertà.

(Repubblica, lunedi’ 19-3-2003)

 

Anche se mi condannano, non mi dimetto. (Porta a Porta 23/5/03)

 

(dichiarazione di Massimo D’Alema) «il Paese è nelle mani di una persona totalmente inadeguata sotto ogni profilo».

 

Vengono in mente gli anni di scuola quando gli insegnanti dicevano ai genitori dei ragazzi in difficoltà: «Gli mancano le basi», ed è un inconveniente in più per uno che ha già l’ossessione dell’altezza oltre a quella delle inchieste giudiziarie. «Excalibur», si sa, è tutt’altra cosa: intanto c’è l’aiuto di un copione, col finale previsto e ottimista. (Enzo Biagi, Il Corriere 25/5/03)

 

«Dalle toghe false prove, andrò in aula e sulla Sme ci divertiremo». (Bruxelles 24/5)

 

 

 

Berlusconi: all’Arena erano pronte azioni incivili

«Il mio è stato un sacrificio giusto. Opposizione antidemocratica e antiliberale». La «pace» con Schröder

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VERONA - La pace con Schröder, la pace con la città, una nuova dichiarazione di guerra all’opposizione «antidemocratica e antiliberale». C’è voluta una mezza giornata e qualche eccesso di precisazioni. Ma Silvio Berlusconi può ripartire da Verona e tornare nella sua villa della Costa Smeralda certo di aver raggiunto il triplice obiettivo. Prima Schröder, come è naturale. Alle 9.50 è già stretta di mano davanti alle telecamere, prima di cominciare l’incontro bilaterale nel palazzo prefettizio in piazza dei Signori. Sarà però solo la gran risata del Cancelliere, un’ora più tardi, a incontro concluso, a suggellare in conferenza stampa la fine dei cinquantuno giorni di incomprensioni estive.
Berlusconi risponde con aria grave a una domanda dicendo che «i rapporti con il Cancelliere non sono migliorati perché non sono mai peggiorati» e Schröder si scioglie nel risatone tonante a cui fa seguire la ripetizione in tedesco della frase del Cavaliere per far sapere che la condivide. Poi però parla di «irritazioni» con il nostro premier perché non vuole abbandonare il realismo, perché vuole si sappia che non è il tipo da rinunciare a una vacanza programmata in Italia solo per le intemperanze di un sottosegretario e una battuta infelice del premier all’Europarlamento. Ma le «irritazioni» non hanno «influito sul rapporto personale né sul rapporto tra governi».
Se Schröder ha già archiviato anche il forfait improvviso alla Carmen della sera prima, l’Italia e Verona però restano piene di dubbi sulla scelta di Berlusconi. Ma lui vuole dimostrare che la spiegazione è semplice: «La mia rinuncia si è resa necessaria». Confessa che gli «è dispiaciuto di dover rinunciare alla rappresentazione della Carmen dell'amico Franco Zeffirelli», ma «se fossi venuto io probabilmente la rappresentazione non ci sarebbe stata». Il «no» del presidente del Consiglio è legato a «un assetto di fischietti», organizzato da chi «voleva creare un caso internazionale». Cita il ministro dell’Interno Pisanu e il Cesis (il coordinamento dei Servizi segreti), che l’hanno informato dei rischi giovedì e venerdì mattina. Biasima «i comportamenti che si spingono oltre nella polemica e raggiungono vette di inciviltà». Il suo obiettivo è non «lasciare che questi comportamenti abbiano successo». E allora tutto è bene quel che finisce bene: «La Carmen si è svolta, il cancelliere vi ha assistito e Verona non è stata al centro di un caso internazionale». Verona non può neppure continuare a essere al centro di qualche piccola «disattenzione» del premier. Così, dopo aver fatto attendere il sindaco dell’Ulivo Paolo Zanotto dalle 8 alle 8.45 in Comune prime di dare forfait alla visita annunciata a mezzanotte di venerdì, il premier lo raggiunge dopo l’incontro con Schröder. Poi va dal vescovo e si concede al bagno di folla in centro («Non sento fischi ma solo applausi come nel resto d’Italia») pranzando in città in modo «epocale».
Berlusconi non rivolge esplicite accuse a nessuno sulla «possibile, probabile contestazione» all’Arena. Nel corso della conferenza stampa al termine dell’incontro bilaterale, però, abbandona il ruolo di statista sopra le parti per andare all’assalto della sinistra: «La differenza tra noi e l’opposizione che ci troviamo è che il nostro comportamento è democratico e liberale, mentre loro hanno un comportamento antidemocratico e antiliberale». Immediate le reazioni. Non tanto contro il premier. Ma contro il Tg1 che il Verde Pecoraro Scanio e il portavoce del leader ds Fassino accusano di non aver «dato diritto di replica agli accusati».

Enrico Caiano

 

 

Fa tutto lui. E quel "lui" è riferito a Silvio Berlusconi: premier,
presidente del Milan, gran capo di Mediaset, cantante nei giorni di gioventù
e ora, giusto per tornare al vecchio amore, anche compositore.

Ecco il testo di una delle canzoni "made by Berlusconi":

Io davvero non so più
Se crederti quando mi dici che
Mi ami ancora
Sento che la vita vuol dividerci
E ho paura
Di restare con te
Perché senza te... io non so più vivere
Solo se ci penso sento di morire
E' un pensiero che non vuol andarsene
Sto male quando penso che...
Che tu... forse ore tu... mi puoi mentire
Non so se mi ami ancora come prima
Se tu come una volta sei sincera
Se ancora mi aspetti quando è sera
Col cuore in gola come allora
Perché tutto mi viene dal tuo amore
Io so che forse mi farai soffrire
Però io non ti lascerò partire
Anche se dovrò lottare
Fino alla fine t'amerò!...

Berlusconi come Mogol? No, il Cavaliere guarda oltralpe per trovare fonte di
ispirazione: è Charles Aznavour, con il suo repertorio di canzoni d'amore,
ad essere musa ispiratrice.

E sì, perché il Cavaliere, dentro di sé, ha l'animo del poeta e ha voluto
dimostrarlo a tutti, amici e nemici.

Così, ad inizio ottobre partirà la nuova carriera del leader di Forza
Italia, grazie al lancio del cd "Meglio 'na canzone" di Mariano Apicella,
prodotto dalla casa discografica di Andrea Bocelli, nel quale il premier ha
messo lo zampino in almeno sette canzoni.

Grandi nomi, grande partnership e progetti ambiziosi, nella mente del
Berlusca: altro che giudici e mani pulite varie, king Silvio stavolta gliele
canterà a tutti gli italiani...

12/9/2003

 

«Mussolini non ha mai ammazzato nessuno»

«Non ci sono paragoni con Saddam. Il regime fascista non era così feroce. Il Duce mandava la gente in vacanza al confino»

«APOLOGIA DI FASCISMO» - «Tecnicamente la nuova esternazione di Berlusconi si chiama "apologia di fascismo"», dice Fabio Mussi, vicepresidente della Camera e altro esponente di spicco dei Ds. «E nel nostro ordinamento è un reato - aggiunge -. Così com'è spregevole lo spergiuro: il Capo del Governo non dimentichi che ha giurato sulla Costituzione italiana, democratica, repubblicana ed antifascista». «Giacomo Matteotti e i fratelli Rosselli sono morti, com'è noto, di vecchiaia. E il Tribunale Speciale era indubbiamente una specie di Alpitour dell'epoca...», conclude Mussi.

Un tempo accadeva con Andreotti: appena apriva bocca e proferiva un monosillabo accompagnato dal sorrisetto d'ordinanza, tutti i giornalisti al seguito scoppiavano a ridere, anche quando (quasi sempre) la battuta non faceva ridere. Questa gara di servilismo è durata cinquant'anni. Ora che si sperava fosse finita, ricomincia con Berlusconi. Ieri il Corriere ha dedicato gran parte di un lungo articolo a una sua frase che non fa ridere: «Vedo che qui c'è ancora qualcuno con i capelli ». Chissà le risate. Eppure - avverte il Corriere - «la battuta evidentemente autoironica con cui il premier ha accolto la delegazione dell'Udc, dove peraltro l'unica testa calva era quella del segretario Follini, aveva un bersaglio preciso: cioè la capigliatura fluente di Sergio D'Antoni».
Perbacco, che sense of humour. Da scompisciarsi.

 

Berlusconi. Prima il premier ha scherzato con i giornalisti al seguito: «Attenti, sono il Duce...» (risate a crepapelle). Poi ha aggiunto: «Bondi sarà nominato coordinatore di Forza Italia. Le nomine le decido io». Se qualcuno trova un altro partito, escluso il Partito nazionale fascista, che in dieci anni è riuscito a tenere un solo congresso e in cui gli organismi dirigenti li decide uno solo, ce lo faccia sapere. (Marco Travaglio   L’Unita’)



25/9

 

Venite a morire in Italia! ( discorso a Wall Street) «Ora ci sono meno comunisti e imprenditrici e segretarie sono bellissime».

 

«Vi dò due motivi in più per venire a investire in Italia. Il primo è che oggi abbiamo meno comunisti. Sono soltanto il 16 per cento e i leader dicono: "Non siamo più comunisti"». Pausa con parentesi: secondo certi dati in suo possesso, il Pci da solo assorbiva il 60 per cento dei fondi destinati dal Kgb ai partiti fratelli. Incassata questa preziosa informazione, i banchieri americani ricevono il secondo motivo per cui devono correre a investire in Italia: «Il presidente del Consiglio ha messo lì tutti i suoi soldi. Anzi, i miei oppositori dicono che sono troppi». La battuta consente di lodare la mancanza di invidia degli Stati Uniti dove un self made man viene apprezzato: «In Europa purtroppo non è così. Si chiedono subito: "Chissà come ha fatto i soldi"».


  “Questo fatto che riguarda regolamenti di conti tutto interno delle sinistre…

(Conferenza stampa in occasione del delitto Biagi)  

 

Con un’altra dichiarazione il premier torna sulla questione delle riforme per spiegare che «se qualcuno ha intenzione, per linee dirette o storte, di cacciare di nuovo il governo eletto e sostituirlo con un governo scelto da settori politicizzati della magistratura e dai loro alleati, se lo tolga dalla testa». Rilancia il progetto del governo, che «non è, come si dice talvolta con rozzezza, di stabilire una qualche immunità per i politici venuta da non si sa dove, ma di tornare allo spirito e alla lettera della Costituzione, che fu violata platealmente a partire dal giorno nero della nostra democrazia il 29 aprile 1993»

 

Ma non era una Costituzione “sovietica”?

      

 

 

 

 

Sciocchezzaio 2003

 

Il Cavalier gaffe: sciocchezzario del 2003


Chiamarle gaffes sarebbe sbagliato. Lui pensa davvero come parla.
«Berlusconi è l'unico bugiardo sincero che io conosca», diceva di lui Indro
Montanelli, che lo conosceva bene: «Crede davvero alle scempiaggini che dice
e che fa». Spesso si tratta di parole in libertà, pronunciate soprattutto
all'estero, quando l'uomo sfugge al controllo dei suoi consiglieri e parla a
braccio, lontano dai ghost writer.
Più spesso ancora sono forzature volute, per alzare il livello dello scontro
e abbassare sempre più quello di reazione. O magari per minacciare vergogne
impossibili allo scopo di farne accettare di un pochino meno impossibili. In
ogni caso, quest'anno il Cavaliere ha superato se stesso. E non era facile.

Gennaio. Comincia bene, il 2003. La legge Lunardi sulle opere pubbliche, all
'articolo 28 (edificabilità nelle zone limitrofe ad aree cimiteriali),
riforma la legge napoleonica che vietava di seppellire i morti fuori dai
cimiteri: Berlusconi potrà finalmente dare degna sepoltura ad amici, parenti
e infine a se stesso nel celebre mausoleo del Cascella, liberamente ispirato
alla tomba di Tutankamen nel giardino della sua villa di Arcore. Il premier
ipotizza un "condono creativo" per gli abusi edilizi: anziché abbattere gli
eco-mostri, basterà abbellirli con «giardini e parchi giochi». Ai funerali
di Gianni Agnelli, Berlusconi si presenta a bordo di una fiammante Mercedes
e protesta perché non gli hanno riservato una poltrona in prima fila nel
Duomo di Torino: fischi dalla folla. Solo il Tg3 dà la notizia. La
Cassazione respinge la richiesta di trasferire i processi "toghe sporche" da
Milano a Brescia e condanna Berlusconi e Previti a pagare 1500 euro di spese
processuali; il giorno prima il Cavaliere aveva assicurato «assoluta fiducia
nella Suprema Corte»; il giorno dopo appare in tv a reti unificate per
attaccare la Cassazione e la magistratura tutta («si giudica da sé e si
autoassolve in ogni sede»), chiedere di essere giudicato solo dai suoi
 "pari", invocare il ritorno all'immunità parlamentare.

Febbraio. Ultimi preparativi per la guerra all'Iraq. Berlusconi incontra
Bush e, uscendo dalla Casa Bianca, preannuncia una «terribile strage con le
armi di Saddam Hussein». Imbarazzo al Pentagono. «L'Italia è perfettamente
allineata a Washington», garantisce il premier. Poi concede agli Usa basi
aeree, strade, porti e ferrovie per trasportare armamenti e uomini in Iraq.
I pacifisti manifestano a Roma in 2 milioni, ma la Rai oscura l'evento
(«potrebbe influenzare il voto del Parlamento», spiega il dg Rai, Agostino
Saccà). Per Berlusconi, «i pacifisti fanno il gioco di Saddam». E per il
ministro della Difesa Antonio Martino «l'Italia è con gli americani anche
fuori dall'Onu». Ma il premier, alla Camera, riesce a schierarsi
contemporaneamente con Bush, il Papa, l'Onu, l'Europa e Pannella (che chiede
l'esilio di Saddam). Il governo vara un decreto per sanare i debiti delle
società di calcio (fra le quali il suo Milan), fra le proteste dell'Unione
europea. Berlusconi riunisce in casa sua i leader della Cdl per decidere il
nuovo Cda Rai. Ma poi Pera e Casini ne nominano un altro.

Marzo. Fuoco di sbarramento polista contro Paolo Mieli presidente della Rai.
Alla fine la spunta Lucia Annunziata. Maggioranza spaccata alla Camera sull'
indultino: Lega e An contro, Fi e Udc a favore. Berlusconi annuncia il lodo
Maccanico per abolire i suoi processi. Gli angloamericani invadono l'Iraq: l
'Italia di Berlusconi è "non belligerante" e viene esclusa sia dal vertice
dei paesi pro-guerra sia da quello degli anti-guerra.

Aprile. La Corte dei Conti boccia come «irrealistiche» le previsioni di
crescita formulate dal governo. Berlusconi si presenta il Venerdì Santo in
tribunale per chiedere di essere sentito e interrompere la contumacia: ma
manca un avvocato, e prima che venga sostituito il premier se ne va: «Ho un
impegno a Roma». Dopo la Santa Pasqua e un'ultima raffica di ricusazioni,
Previti viene condannato a 11 anni per corruzione dei giudici nel processo
Imi-Sir/Mondadori. Il Cavaliere la prende male e strilla ai «giudici
golpisti» e alla «sentenza politica».

Maggio. Berlusconi torna in tribunale e stavolta parla, per accusare Prodi
di «svendita della Sme» e addirittura di tangenti da De Benedetti. Poi,
nervosissimo, chiede ai carabinieri di identificare un cittadino che in
tribunale gli ha detto: «Buffone, fatti processare». Berlusconi annuncia che
chiunque lo contesterà sarà denunciato da Palazzo Chigi per vilipendio delle
istituzioni: subito i casi di contestazione si moltiplicano in tutta Italia.
La commissione Telekom Serbia estrae dal cilindro Igor Marini e manda una
delegazione a Lugano, subito arrestata in blocco appena passata la
frontiera. Berlusconi inventa gli «impedimenti istituzionali» più impensati
(compreso un vertice col prefetto di Belluno sulla criminalità nel Mare
Adriatico e la finalissima di Champions League) per disertare il Tribunale.
Poi invita i suoi a insidiare le mogli dei magistrati. Persino gli avvocati
delle Camere penali scioperano contro il governo.

Giugno. Nuovi disperati tentativi del premier di fuggire al processo,
compresa una visita a sorpresa in Lussemburgo, seguita da un lungo incontro
con la stampa e da un'imbarazzante ammissione: «Non scappo dalla giustizia,
semmai dall'ingiustizia». Comunque scappa. Il giorno 9 la Cdl tracolla alle
amministrative, dal Friuli a Brescia. Il 17 Berlusconi torna finalmente in
aula, seconda puntata delle dichiarazioni spontanee (85 bugie in 115
minuti). Il 18 passa il lodo Maccanico che abroga il processo. Il 19
Berlusconi comunica: «Io ero contrario il lodo, l'ha voluto Ciampi».
Imbarazzo al Quirinale.

Luglio. Comincia bene il semestre europeo a presidenza italiana: nella
seduta inaugurale a Bruxelles, Berlusconi insulta il socialdemocratico
tedesco Shulz che aveva osato porgli due domande («la proporrò per il ruolo
di kapò nazista») e l'intero europarlamento: «Siete dei turisti della
democrazia». Proteste corali di tutte le cancellerie e dell'intera stampa
continentale. Altre proteste per un'uscita del sottosegretario al Turismo
Stefano Stefani sui tedeschi «famosi per la birra e le gare di rutti».
Stefani si dimette. Berlusconi è costretto a scusarsi con Schroeder. Poi
annuncia che la mafia è sconfitta perché «tutti i mafiosi sono in carcere».
I giudici antimafia smentiscono. Dossier dell'Economist con le domande a cui
il premier italiano non risponde: lo staff del premier parla di «spazzatura»
e annuncia una querela al settimanale britannico.

Agosto. Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d'accordo
sulla legge Gasparri. Ciampi smentisce: «Non ne abbiamo mai parlato». Il
Tribunale di Milano deposita la sentenza Imi-Sir/Mondadori e parla del «più
grave caso di corruzione della storia d'Italia e forse non solo». La
commissione Telekom si riconvoca d'urgenza per ridare la parola a Igor
Marini, che accusa anche Rutelli, Veltroni, Mastella, Bordon. Il premier
diserta la "prima" dell'Arena di Verona, dove avrebbe dovuto incontrare
Prodi e Schroeder, perché corre voce che i "disobbedienti" vorrebbero
contestarlo armati di terribili fischietti. In compenso partecipa alle nozze
del figlio del premier turco e si produce in un baciamano della sposa che,
essendo musulmana, è coperta di veli e non può essere neppure sfiorata.
Imbarazzo ad Ankara.

Settembre. Intervista a puntate a due giornalisti dello Spectator.
Berlusconi afferma che i giudici italiani sono «matti, mentalmente
disturbati, antropologicamente estranei alla razza umana»; che Montanelli e
Biagi l'hanno criticano perché «sono invidiosi di me»; e che «Mussolini non
ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino».
Ciampi esprime «piena fiducia nella magistratura», ricorda gli orrori del
fascismo e rammenta che la Repubblica è nata dalla Resistenza. L'Italia
viene esclusa dal vertice Francia-Gran Bretagna-Germania-Spagna sull'Iraq.
Berlusconi parla a Wall Street e invita a investire in Italia dove «non ci
sono più comunisti», ma in compenso «abbiamo segretarie bellissime». Poi
tiene un messaggio a reti unificate per magnificare la sua riforma delle
pensioni, che non piace e nessuno, nemmeno agli alleati.

Ottobre. Mentre Giuliano Ferrara definisce «omicida» l'Unità e accusa Furio
Colombo e Antonio Tabucchi di essere i «mandanti linguistici del mio
prossimo assassinio», Berlusconi minaccia le elezioni anticipate per sedare
le risse ormai quotidiane fra Lega da una parte e An e Udc dall'altra. Fini
propone di far votare gl'immigrati e la Lega minaccia la crisi. Attacchi al
governo anche da Bankitalia e Confindustria. Un telesondaggio di Domenica In
chiede agli italiani a che cosa dicono basta. Vince la risposta «Basta con
Berlusconi e con i politici che dicono e poi non fanno». Ma viene letta in
diretta una sola volta: dalla domenica successiva la Rai cambia la domanda e
proibisce quelle politiche.

Novembre. Previti condannato ad altri 5 anni di galera (totale: 16 anni, in
primo grado) per corruzione dei giudici nel processo Sme-Ariosto. Condannato
anche Squillante, assolto il giudice Verde: il centrodestra,
incredibilmente, esulta. La Rai censura RaiOt di Sabina Guzzanti per aver
raccontato la legge Gasparri. La Rai vieta a Bonolis di intervistare Enzo
Biagi e Paolo Rossi, che vorrebbe leggere un passo di Tucidide sulla
democrazia ateniese. Riesplodono in tutte le piazze d'Italia i girotondi.
Berlusconi, reduce da un imbarazzante viaggio in Cina, comunica: «La
situazione in Iraq sta migliorando molto. Si parla molto di attentati
terroristici che prevalgono sulla immagine globale della situazione. Ormai l
'Iraq sta andando verso la normalità e la democrazia». Pochi giorni dopo, a
Nassiriya, la guerriglia irachena fa strage di carabinieri italiani. Il
Cavaliere riceve l'amico Putin e, in conferenza stampa, risponde per lui:
giurando che la Russia è un modello di diritti umani, in Cecenia non è
successo niente di grave, «ci sono attentati della guerriglia, ma Mosca non
ha mai risposto». Cancellati 200mila morti per i bombardamenti russi su un
milione di abitanti. L'indomani la commissione e il parlamento europei
condannano quei deliri, ma i telegiornali oscurano la notizia. Berlusconi
annuncia al New York Times che bisogna abbattere tutti i regimi non
democratici nel mondo, anche con le armi, modificando il concetto di
sovranità nazionale. Poi dice che l'hanno frainteso.

Dicembre. «Se fossi un dittatore, sarei il più sfigato», spiega il Cavaliere
a fine anno. In effetti, nel giro di pochi giorni, gli tornano sul muso
tutti i boomerang lanciati durante l'anno: Igor Marini incriminato per
calunnia ai danni di Prodi, Fassino & C; archiviata l'inchiesta di Brescia
sui pm Colombo e Boccassini per il fascicolo 9520/95; fallita miseramente la
convenzione europea, ultima debacle del semestre italiano; contestata da un
milione di persone a Roma la riforma delle pensioni; bocciata financo da
Casini la legge finanziaria, parzialmente priva di copertura finanziaria;
colossi come Parmalat e Cirio che affondano nei trucchi contabili dopo la
depenalizzazione del falso in bilancio; prezzi più alti che nel resto d'
Europa; crescita ridotta allo zero virgola qualcosa; un paese che si sente
sempre più povero (fonte Istat); scioperi selvaggi nel settore dei
trasporti; bocciata da Ciampi la legge Gasparri per manifesta
incostituzionalità; rischi analoghi per il lodo Maccanico, trascinato
dinanzi alla Consulta dal Tribunale di Milano. Sempre più nervoso e
impopolare, Berlusconi se la prende con la carta stampata («è obsoleta,
superata da internet, e pende per l'85 per cento a sinistra: il vero regime
è quello»). Poi, alla conferenza stampa di fine anno, si supera: «Il
conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana... Ciampi non ha firmato
la Gasparri per le pressioni dalla lobby degli editori... Gli aumenti dei
prezzi sono colpa dell'euro... Chi lavora all'Unità dovrebbe
vergognarsi...». E minaccia: «Governerò per altri 10-15 anni». Il suo
augurio per un sereno Natale a tutti gli italiani.

 

 

 

BERLUSCONITE

(e’ una malattia?)

 

*

 

E’ uscito un altro libro su Berlusconi.

Lo ha scritto Franco Cordelli (Il Duca di Mantova) e ha goduto di una bellissima recensione di Sebastiano Vassalli sul Corriere.

 

Ora che gli scritti su questo fenomeno massmediologico sembra stiano tracimando

(abbiamo oltrepassato la quarantina di titoli) e poiche’ sono tra gli eroici autori che hanno osato per primi ( IL LIBRO AZZURRO DI BERLUSCONI Scipioni Editore

www.leggendogodendo.com ) e nella piu’ che probabile ipotesi che non segua una seconda edizione disperdendo tutto il materiale che ho raccolto in questi ultimi anni, ho deciso di aprire questo blog per metterci tutto quanto.

 

Per dare organicita’ al lavoro di raccolta svolto, sarebbe stato giusto ed onesto dividere i reperti in almeno tre sezioni:

 

IPSE DIXIT cioe’ cos’ha detto Lui

COSA HANNO DETTO di Lui

SATIRA su Lui

BARZELLETTE attorno a Lui

COSE REALMENTE SUCCESSE con Lui

FANTAPOLITICA il Paese visto da Lui

 

Ho invece deciso di mettere tutto insieme, come un blog letterario, perche’ e’ tanto sottile la distinzione tra realta’ e immaginario che non riuscire a distinguere e’ un altro motivo per riderci sopra.

Per non piangere, forse.

 

Chi volesse l’opera completa e’ pregato di richiedermela qui:

http://guide.supereva.it/satira

 

 

 

 

 

......................... 

 

29/11/04

"Una manovra che si paga tutta con una riduzione degli sprechi", Berlusconi,
25 novembre 2004, TG1, ore 20 e 5. Geniale! E nessuno di quegli imbecilli che hanno "governato" in precedenza ci aveva mai pensato prima!

 

Secondo Marco Travaglio

tutti gli attuali incensati consiglieri economici del Cavaliere (Siniscalco, Tremonti, Brunetta)
gravitavano proprio nell' orbita di Bettino Craxi, il cui governo riuscì ad aumentare il debito pubblico del 90% in soli 4 anni, un vero e proprio record assoluto nella nostra storia repubblicana.

 

 

REPLAY:

Hanno imparato a fare replay come con i gol del campionato:

dal TG5 di Rossella

la Cesara Buonamici:

Per coloro che si fossero sintonizzati solo ora ripetiamo la notizia che potrebbe definirsi storica: il presidente del consiglio Berlusconi ha tagliato le tasse....”

 

Il mare con la scopa

Con uno dei suoi giochi pirotecnici con cui da tempo ci abbaglia, il presidente-Mandrake ha operato uno dei soliti giochi di prestigio: con una mano ci ha fatto intravedere il taglio delle imposte mentre con l’altra si metteva in saccoccia l’aumento delle tariffe pubblicitarie televisive, quelle, tanto per parlare chiaro, che lo hanno reso il quarto uomo piu’ ricco ed influente del pianeta.

Confusione e marasma della sinistra che non sa piu’ come argomentare l’opposizione ad un taglio del ½ per cento del Pil che non aiutera’ nessuno se non qualche riccastro, contro un pizzo fisso del 11% di ogni prodotto che per essere venduto sul mercato italiano deve versare a $ua Emittenza per comparire in televisione.  Va da se’, che quell’11 per cento poi si va ad aggiungere al prezzo del prodotto finito...

 

I pubblicitari, d’altronde, sono altri manipolatori della realta’ e pagano per convincerci con frasi effetto a comprare prodotti sempre piu’ inutili o artefatti. Vi ricordate il dentifricio a strisce rosse, con l’esaclorofene? Era diossina. Oppure: la Fanta Lemon che contiene essenza al sapore di limone e lo shampoo con dentro vero lime dei Caraibi non fa pensare? Certo, se nella limonata mettiamo un prodotto chimico e nello shampoo limone vero, dovrebbe esserci qualcosa di sbagliato, e invece non ci accorgiamo di nulla.

Siamo come ipnotizzati.

Un articolo di Goldoni sul Corriere di oggi, ci ricorda di come il processo aggiuntivo sulla qualita’ delle merci, che funzionava fino ad ieri, oggi si sta ribaltando, e ci vendono cocacola SENZA zucchero, merendine SENZA grassi, bibite SENZA coloranti, automobili SENZA interessi, mentre movimenti di opinioni mobilitano le masse per avere un mondo SENZA inquinamento, SENZA guerre, SENZA discriminazioni...

 

Chissa’ come andra’ a finire.

Intanto c’e’ da aspettare. Forse si venderanno pure Palazzo Chigi, ma chi se ne importa?

Se sono rose, sfioriranno diceva il Maestro.

Io so solo che con la proposta dell’effimero taglio sulle imposte il Bandana si e’ preso un vantaggio considerevole sulle masse acefale e sul popolo dei formaggini e detersivi che rappresenta il suo elettorato onesto e credulone. Perche’ piu’ che le proposte, secondo me occorre guardare chi le fa e quest’ultima sparata viene da un Uomo che per risolvere la crisi della Fiat propose di vendere le medesime automobili ma di chiamarle Ferrari.

Se tanto mi da’ tanto...

Sembra l’orchestrina che suona sul Titanic paurosamente inclinato per la falla letale e il comandante che entra nella sala dei candelabri e fa distribuire alla gente scope e ramazze affinche’ passi il tempo che rimane a scopare il ponte dall’acqua che lo sta invadendo...

 

P.S.

Leggo della proclamazione di sciopero generale. Finalmente entreremo nel libro dei primati ( le scimmie ). Non credo infatti che si sia mai verificato nella Storia dell’Umanita’

di un Sovrano che abbia tagliato le tasse al popolo e che questi, riconoscente, abbia proclamato uno sciopero generale per protesta.

Forza eTaglia

 

 

 

«Io? Lavoro sempre, in dieci anni mai stato a Roma in un ristorante...»

25/11/04

 

19/11

Nei primi nove mesi di questo che dovrebbe essere il suo annus horribilis , Mediaset realizza un utile prima delle imposte e degli interessi dei terzi pari a 722 milioni su 2,4 miliardi di fatturato, con un incremento del 60%. Un'esplosione di profitti che deriva dall'aumento dei ricavi (13,7%) assai più forte di quello dei costi (3,8%). Nel periodo, si noti bene, Mediaset imbarca come se niente fosse 37 milioni di perdite per l'avviamento del digitale terrestre che l'anno scorso quasi non aveva. Sul piano patrimoniale, com'era facile prevedere, Mediaset cancella il debito. Al 30 settembre esibisce un avanzo di oltre 200 milioni.

 

 

16/11/04

 

L’interpretazione dei conti

E il rapporto fra il Presidente Bandana e via XX Settembre è al limite minimo della sintonia istituzionale. «Non mi fido più, ora i conti li voglio rivedere io, sino in fondo, personalmente». Fonti del Tesoro riferiscono che nelle ultime ore $ua Emittenza ha espresso tutta la sua diffidenza nei confronti dei calcoli e delle coperture messi nero su bianco dal ministero dell’Economia. «Si è rotto un rapporto - conferma la fonte -, il Presidente è convinto che i numeri che gli vengono sottoposti abbiamo qualcosa di poco chiaro».

 

«Poco chiaro» nei conti dello Stato. Ma dove siamo, in Grecia?

Certo che dopo la finanza creativa e le continue accuse di falso in bilancio, annullate dalla legge-Litrico sul falso in bilancio (Legge-Litrico = fatta su misura come il famoso sarto N.d’A.) ogni scrittura contabile risulta perversamente sospetta agli occhi del presidente prestidigitatore.

Leggo:

si è già rivolto - per avere una lettura «indipendente» dei numeri - «ad una valanga di soggetti esterni al ministero», aggiunge la fonte”

Si stanno infatti precipitando verso Palazzo Chigi per dare la loro consulenza: Dell’Utri, Previti, Berruti, Otelma, il mago Forrest, Vanna Marchi e un paio di valenti medium che lo mettano in contatto con Sindona, Calvi, Cefis e altri insigni Massoni che l’hanno preceduto.

 

appropo’

 

Nel processo Sme il pm Ilda Boccassini ha chiesto la condanna dell’ «imprenditore Silvio Berlusconi» a 8 anni di carcere per corruzione dei giudici Renato Squillante e Filippo Verde «tramite l’avvocato Previti». Il pm ha proposto al Tribunale di negare a Berlusconi le attenuanti generiche: «Non le merita perché, nella sua attuale veste di presidente del Consiglio, l’imputato ha mentito al Paese più volte in questo processo».

IN QUESTO PROCESSO?

 

 

14/11/04

Isabella Bertolini: ''Ancora una volta siamo di fronte ad uno scandaloso uso politico della giustizia. Un accanimento persecutorio che non ha precedenti e che non a caso arriva a distanza di soli due giorni dall' approvazione al Senato della riforma dell'ordinamento giudiziario. Silvio Berlusconi e' completamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati. Nonostante una incivile giustizia ad orologeria e il protagonismo mediatico di un magistrato in cerca di notorieta' da tg, sapra' dimostrare la sua completa innocenza''. (ANSA).
Rispondendo invece a Clemente Mastella, la vicepresidente dei deputati di FI ha chiarito che ''Berlusconi ha onorato con largo anticipo il contratto con gli italiani. Mastella stia tranquillo. La Cdl vincerà le politiche del 2006, quelle dove il suo elettorato si mobilita e corre alle urne".

 

13/11/04

Berlusconi progetta di ridurre le tasse anche nella prossima legislatura. Sembra un pokerista che, perdendo, chiede una nuova posta da giocare.

(Gianni Pardo su www.affaritaliani.it )

 

12/11/04

 

CRONACHE
Classifica del Financial Time dei 25  piu’ ricchi e influenti del pianeta
«Berlusconi e’ il 4° uomo piu’ ricco e potente al mondo»
Il premier italiano dopo Bill Gates, Rupert Murdoch e George Soros e’ l'uomo
che «piu’ sta influenzando il corso del pianeta»

 

PAROLE DI SILVIO
da Alberto Arienti
"C'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo, dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora - continua Berlusconi - ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole".
Quale diritto naturale? Perchè un terzo si e 2/5 no? E' un precetto biblico?

 

 

Se Berlusconi fosse solo a comandare, avrebbe gia’ tagliato le tasse”

E’ la democrazia che gli rema contro ! “

(Ellekappa)

 

 

Il caso Mentana?
La prova che il sistema e’ nelle mani del premier»
». Angelo Guglielmi, ex direttore Rai, interviene sul "caso Mentana".
«Il cambiamento in zona "elezioni" e’ sempre un gesto politico indipendentemente dal giudizio che si puo’ formulare sulla sostituzione del direttore del Tg5

 

 

 

Il fatto che Berlusconi non abbia più bisogno di una foglia di fico non è una prova dell´indipendenza di Mentina.
Sabina Guzzanti su Dagospia 14 Novembre 2004

 

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«Sono circondato da filibustieri».

(Silvio Berlusconi a Libero ): 14/11/04

 

11/11/04

Davanti al comando generale della Guardia di Finanza, in un passaggio del suo discorso, Berlusconi ha giustificato quanti, potendo, non pagano le tasse. Una sorta di esproprio proletario di governo sintetizzato in questo modo: «Lo stato deve chiedere ai propri

cittadini non piu’ di un terzo di quanto guadagnano altrimenti si tratta di una sopraffazione» contro cui bisogna ingegnarsi «per trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralita’, che non ti fanno sentire colpevole».

 

Commento di Vincent: secondo me la visita di Berlusconi alla guardia di Finanza non e’ altro che un fatto di buone maniere. Il Presidente Bandana non ha fatto altro che restituire le numerose visite che la Guardia di Finanza aveva fatto alla fininvest

 

Berlusconi, contro di me 85% della stampa e parte delle tv

12/11/2004 - 14:51

Unita' m'insulta ma anche grandi giornali negano meriti

(ANSA) - ROMA, 12 NOV –

'Debbo ripetere che l'85% della stampa e anche una quota di televisione sono rivolti contro di noi', si sfoga Berlusconi. 'Per gli insulti potrei limitarmi a citare l'Unita', ma anche nei giornali piu' importanti e' difficile veder riconoscere meriti al governo', aggiunge il premier,

rispondendo a Bruno Vespa che nel suo libro gli ha chiesto come si spiegano i toni durissimi che talvolta l'opposizione usa nei suoi confronti.

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"Nell'altro processo i coimputati sono stati condannati. Deve essere condannato anche l'imprenditore che per conto di Fininvest aveva a libro paga il giudice Squillante". Lo ha detto il Pm Ilda Boccassini durante la sua requisitoria del processo stralcio Sme che vede come unico imputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con l'accusa di corruzione in atti giudiziari in relazione alla compravendita della Sme.

"La corruzione di un magistrato - ha concluso il pm - tocca il pilastro su cui si regge uno Stato democratico".

 

Conversando con i giornalisti poco prima di partecipare alla cerimonia per i caduti di Nassiriya il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che "la cosa che vorrei fosse chiara e’ che con questa Finanziaria si e’ adempiuto al contratto con gli italiani".

 

 

Pinocchietto d’oro 2004/5/6

In occasione della nominescion del prestigioso premio politico, Berlusconi ha indetto una conferenza stampa in cui ha dichiarato che tagliera’ le tasse ma solo dal 2006.

Rutelli sono anni ormai che va in giro a far ridere la gente con le fotocopie dei titoli di giornale su questo argomento e precisamente:

 

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LA STAMPA DEL 26 MAGGIO 1999

 

"Berlusconi lancia la crociata contro le tasse"

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IL GIORNALE del 23 settembre 2000

 

"Berlusconi lancia la sfida fiscale: cosi’ ridurro’ le tasse per tutti "

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LA STAMPA del 8 giugno 2001

 

"Marzano: tagli alle tasse solo dal 2002"

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MILANO FINANZA del 25 luglio 2002

 

"Imprese, tasse piu’ leggere nel 2004"

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LA STAMPA del 3 aprile 2004

 

"Berlusconi conferma: meno tasse entro il 2005"

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IL GIORNALE del marzo 2004

 

"Rispetteremo i patti: meno tasse entro il 2006"

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LIBERO del 31 marzo 2004

 

"Vi taglio te tasse se lavorate tutti un po' di piu’ "

 

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Adesso potra’ aggiungere alla sua collezione i titoli dei giornali di oggi:

 

Le nuove aliquote dal 2006”

 

Pero’ questa volta c’e’ qualcosuccia in piu’, che se prima la colpa era del buco lasciatogli dai sinistri del precedente governo, ora, visto che di buchi da sfrugugliare gli e’ rimasto solo il nostro, si giustifica citando i parametri di Maastricht, che «non consentono politiche di riduzione fiscale in grado di dare impulso all’economia», e poi rilancia: «Ma non decido da solo. Non ho il 51%, ho trovato resistenze.»

«Ho dovuto cambiare convincimento», ha detto il premier. «Fosse stato per me avrei fatto diversamente, ma le guerre si fanno con i soldati che si hanno....».

Capito?

Ha detto che se vuoi che Lui ti riduca le tasse, devi fare in modo che Lui abbia il 51% dei voti, cosi’ potra’ fare a meno di tutte le pastoie che gli impediscono di governare, tipo il Parlamento, la Democrazia, i partiti, e altri ammennicoli del genere.

 

Adesso decidi tu...

PINOCCHIETTO D’ORO

Sempre nell’ambito della conferenza stampa nella quale il Presidente Pinocchio ha detto che tagliera’ le tasse nel 2006, brilla per serieta’ e coerenza anche la seguente dichiarazione:

«La scorsa legislatura ha visto quattro governi. Qui siamo a tre anni e mezzo di governo con una coalizione nella stessa situazione di partenza... »

Ora, non so voi, ma io non credo che questo governo sia lo stesso di quello che ha cominciato la legislatura. Intanto si sono succeduti quattro ministri degli esteri (li ricordate? Ruggiero, Bandana vasa vasa, sciolina Frattini e adesso quel fannigottone di Fini) un paio di ministri dell’economia, un altro paio agli interni, un paio alle riforme, e sono certo che mi sfugge qualcosa.

Poi ha detto:

«Se potessi decidere da solo, certe scelte sarebbero state più coraggiose».

E questa dichiarazione la dice lunga sui suoi progetti. Altro che presidenza della repubblica, altro che il 51 per cento dei voti. Lui aspetta al varco Woitila e quando sara’ il momento, potrebbe scendere in campo per il Soglio Pontificio !!

 

 

 

«Vi assicuro che le famiglie italiane non arrivano alla fine del mese e questa non è certo leggenda metropolitana».

(Domenico Siniscalco, Ministro dell’Economia del governo Berlusconi durante la Giornata del Risparmio, 5 novembre 2004)

 

 

 

11/11/04

Berlusconi: tasse, volevo osare di più

«Ma non decido da solo. Non ho il 51%, ho trovato resistenze. Nuove aliquote dal 2006» Le imposte sul reddito saranno decurtate solo da gennaio 2006. Previsti per subito, invece, i tagli sull’Irap e i sostegni alle famiglie. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi. Il rimpianto. «Ho dovuto cambiare convincimento», ha detto il premier. «Fosse stato per me avrei fatto diversamente, ma le guerre si fanno con i soldati che si hanno. Quando si guardano i conti, le resistenze che abbiamo trovato...».

 

 

 

 

25/10

Una bella notizia:

Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi che controlla Mediaset, ha chiuso il primo semestre dell’anno con numeri tutti in crescita. Il risultato pre-imposte, approvato dal consiglio di amministrazione che si è tenuto ieri sotto la presidenza di Aldo Bonomi, è salito per il gruppo a quota 410 milioni di euro, con una crescita del 90% rispetto ai 216 del primo semestre del 2003.”

Certo, allarga il cuore, sapere che in un paese allo sbando l’azienda del presidente aumenta gli utili del 90 per cento!

 

Dal sito: http://guide.supereva.it/satira

 

La voce è impastata per l’intervento dentistico subito in mattinata (un dente del giudizio bizzoso, pare), ma i messaggi che Silvio Berlusconi lancia in collegamento telefonico da Arcore con il convegno degli «Azzurri nel mondo» di Lugano sono chiari:

«La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. Credo - è il suggerimento del premier - che anche rilasciando interviste ai giornali e ai media dei Paesi dove vivete, creando amicizie con direttori e giornalisti, si possa far raccontare qual è la realtà vera del nostro Paese e della nostra azione di governo». (25/10/2004)

 

Per la chiusura della campagna elettorale ad Ischia, si e’ presentato il nostro presidente del consiglio senza bandana, mostrando una forte ricrescita sulla sua Testarossa, che non e’ l’utilitaria donatagli da Montezufolo, bensi’ quella voglia di ginocchio sopra la fronte che un truccatore benevolo gli tinge con il colore dei comodini cippendal.

La parte politicamente avversa, ha organizzato un comizio con D’Antona, Rutelli e Bassolino. Presenta Pippo Baudo.

Poi la gente si chiede perche’ vince sempre Berlusconi...

 

Mi viene da vomitare”  Giuliano Ferrara dixit.

Se volete capire Berlusconi dovete guardare Giuliano Ferrara:

Uno e’ bulimico con il danaro alla stessa maniera in cui l’altro lo e’ con il cibo. La differenza e’ che di Ferrara si vedono le conseguenze sul suo corpo debordante, per Silvio invece, la bulimia gli ingigantisce l’Io nascosto, ma le nefaste conseguenze si vedono sugli italiani.

 

25 ottobre 2004
Il Corriere della Sera
pubblica un sondaggio di Renato Manneheimer che non farà piacere a Silvio Berlusconi. "Tasse meno pesanti. Scettici sette su dieci". Mannheimer spiega che i più increduli sono quelli del Centrosinistra, ma anche nel Centrodestra guardano con scetticismo. "In particolare non credono alla realizzazione della promessa di tagli fiscali il 60% dell'elettorato della Lega e metà di quello di Alleanza Nazionale. Perfino più di un terzo di Forza Italia è scettico.

«Non possiamo mantenere tutte le promesse, dobbiamo impegnarci su un nuovo programma. Se An me lo chiede lascio l’esecutivo e ritorno al mio partito».

(Gianfranco Fini)

La pacata reazione del Bandana:

«Una coltellata politica, autolesionistica, inutile, dannosa e controproducente».

 

Votantonio votantonio

 

Ciampi bypassato, Berlusconi operato per quattro ore e mezzo per un dente del giudizio (mioddio, quanto era grande?) la Venier fa il replay con la gambona a Domenica In, Castro operato senza anestesia al ginocchio... Clinton infartato, e pure

io non mi sento troppo bene.

Insomma, e’ un momentaccio ma mi ha commosso l’attenzione del GAD per la salute del presidente, confezionandogli un cappotto autunnale per impedirgli di raffreddarsi.

Che mi ero dimenticato di queste supplettive, ma quando ho visto Mannoni che le commentava, mi sono subito sintonizzato su Rete4 per aspettare Fede con le bandierine. E invece non si e’ nemmeno presentato. Non solo, ma il suo telegiornale ha bucato letteralmente la notizia per quattro giorni!

E persino Vespa ha preferito la Ventura ( la soubrette, non la sorte, il destino, nel loro inevitabile accadere) alle schede.

Come se le elezioni non fossero avvenute.

Democratico, davvero.

Occorre subito sgomberare il campo da alcune perplessita’, anticipando il pensiero del presidente del consiglio: non e’ assolutamente possibile che gli elettori abbiano votato in modo cosi’ massiccio per il centrosinistra. Questo risultato e’ sicuramente una manovra dei comunisti che hanno infiltrato i loro osservatori professionisti che hanno avuto il sopravvento sugli ingenui coniglietti della Casa delle Liberta’.

Ed ora i commenti. Il piu’ pacato:

''L'entusiasmo del centrosinistra per la conquista di 3 collegi in piu' su 475 e' davvero patetico. Il significato politico di questa micro-consultazione e' praticamente uguale a zero''. (Isabella Bertolini vicepresidente dei deputati di Forza Italia - ANSA )

Il piu’ cinico:

Tutto questo entusiasmo per i milanesi che hanno votato ZaccaRai e’ quantomeno fuori luogo. alle scorse politiche scelsero DELLUTRI, il pregiudicato mafioso, invece della nobile BONINO” firmato Barabba! Barabba!

E per finire: La jena sul Manifesto

Ottimo il risultato del centrosinistra, ha vinto in sei collegi perdendo solo a Ischia dove è stato eletto D'Antoni.”

amen

 

Berlusconi e’ come quegli alberghetti ad una stella dove tutto il lustro che vedi e’ nella sala della reception... (Tratto da:  Il filosofo Aldo Vincent parafrasava Paul-Jean Toulet.)  http://web.tiscalinet.it/vincentsatira

 

 

 

 

 

Dal Sito: http://silvioberlusconi.splinder.com

 

 

sabato, ottobre 16, 2004

Oggi ho tirato un bel respiro di sollievo. Il voto alla camera è stato importantissimo. Adesso si, mi posso permettere di comprare i regali per le mie segretarie che compiono gli anni. Anche loro, come voi, invecchiano...io no!

 

sabato, ottobre 09, 2004

Non credete a tutto quello che si dice su questa legge Finanziaria. Io trasecolo leggendo e sentendo quello che da molti parti si dice.

 

lunedì, ottobre 04, 2004

"Meno tasse per tutti" non è stato solo uno slogan elettorale, ma una linea costante dell'azione di governo in questi tre anni.

 

martedì, settembre 21, 2004

Fra 20 mesi saremo l'unico governo della storia repubblicana che avrà potuto governare per l'intera legislatura mantenendo così l'impegno con gli elettori mantenendo quello che era il nostro slogan: "La forza di un sogno: cambiare l'Italia". Nel 2006 lo slogan sarà "La forza dei fatti, l'Italia è cambiata".

I vecchietti devono avere anche il pregio di sapersi ritirare al momento opportuno. Attenzione, lo dico agli amici giornalisti: non è un annuncio di ritiro o di dimissioni. Il momento opportuno arriverà.

Sembro essere l'unico italiano a pensare che si debbano ridurre le tasse. Sembro essere rimasto solo, ma andrò avanti lo stesso.

 

domenica, settembre 05, 2004

Mi trovo a dover fare il presidente del Consiglio di un governo di coalizione in cui ci sono dei partiti costituiti da protagonisti, che mi guardano ancora considerandomi un alieno. Immaginatevi il piacere che posso avere io ad operare da premier che ha, come arma di governo, solo la moral suasion.

 

giovedì, settembre 02, 2004

Elezioni nel 2005? Un'ipotesi mai presa in considerazione!

 

Posso anticipare che non ci saranno tasse e non ci saranno tagli, che sarà una legge Finanziaria di sviluppo.

 

lunedì, luglio 12, 2004
Marco, (Follini) continua così e vedrai come ti tratteranno nei prossimi giorni le mie televisioni...

Con le vostre manovre state tentando di offuscare il mio carisma, di indebolire la mia leadership. Vorrei vedere se tornassi a fare l’imprenditore, vorrei vedere come fareste a vincere le elezioni.

 

giovedì, luglio 08, 2004

Vogliamo più soldi nelle tasche degli italiani.

 

La cosa più importante è la stabilità del governo. Solo così si possono avere persone che capiscono i problemi e che sanno tradurre dalla progettualità ai fatti. E' per questo che il presidente del Consiglio non risponde alle provocazioni ed esercita la pazienza. Per non riconsegnare l'Italia al passato. Per non riconsegnare l'Italia alla sinistra incapace di poter prospettare un futuro sereno e di cambiamento.

 

sabato, luglio 03, 2004

Gianfranco, (Fini) io voglio più bene a te che a Giulio (Tremonti).

 

lunedì, giugno 28, 2004

Un Berlusconi-bis? Certo, sarebbe utile, nel senso che mi servirebbe un secondo Berlusconi per fare tutto ciò che va fatto.

 

mercoledì, giugno 23, 2004

Verifica, verifica... Sono io che dico basta! Questi termini della vecchia politica con me non attaccano, ormai dovreste averlo imparato. Vi sembra il momento di attaccarsi alle forme, di fronte a un provvedimento tecnico di questa urgenza?

 

Sono come un padre di famiglia e se voglio rimbrottare un figliuolo, chiudo la finestra, lo richiamo e gli chiedo conto della marachella e magari gli dò un scappellotto affettuoso. Così dovrò fare io con i miei compagni di governo.

 

Guarda Follini che in fondo se le elezioni sono andate come sono andate, è colpa tua che non mi hai permesso di abolire la par condicio. I comunisti non hanno mai cambiato pelle, sono dei professionisti, cosa credi? So per certo che ci hanno annullato migliaia di schede, i nostri sono solo dei dilettanti, basta un niente a farli fessi...

 

Il calo elettorale di Forza Italia è un voto dovuto in gran parte agli effetti distorcenti della cosiddetta 'par condicio' a favore delle tante liste improvvisate (che hanno goduto, uniche in Italia, di uno spazio televisivo e radiofonico pari a quello dei grandi movimenti) ed anche all'essere stato come capo del Governo il bersaglio di tutti gli attacchi e di tutte le aggressioni dell'opposizione e dei suoi media.

 

Nel nostro Paese la maggioranza tiene le sue posizioni, unica in Europa tra i governi in carica da più anni.

 

 

Ed ora la brutta notizia:

 

1- Dio non esiste.

Se esistesse, quando Berlusconi ha detto alla radio: “sono immortale” avrebbe dovuto incenerirlo in diretta, come faceva Zeus con i malfattori. E avrebbe dovuto incenerire pure Prodi che ha scritto ai giornali:”Io non mi tingo i capelli” smentendo centinaia di fotografie che lo immortalano brizzolato. E avrebbe dovuto incenerire pure quell’imbroglione di Cesare Ragazzi perche’ se ci fosse qualcosa per fa ricrescere i capelli, Berlusconi lo avrebbe gia’ comprato!!

 

 

 

da Bananas:

Ricapitolando. Il presidente del Consiglio può dare dei "criminali" a
Biagi, Santoro e Luttazzi. Può dare dei "matti, antropologicamente diversi
dal resto della razza umana" a tutti i magistrati, italiani e non. Può
dare del "kapò nazista" al capo dell'opposizione al Parlamento europeo e
dei "turisti della democrazia" a tutti gli eurodeputati (salvo lui). Può
dire che il pool di Milano è golpista, comunista, fascista, terrorista
come la banda della Uno Bianca. Può rispondere a una signora di Rimini,
che gli dice di andarsene a casa, "lei ha una bella faccia di merda".
Vittorio Sgarbi può dare degli "assassini" ai magistrati milanesi, del
"mafioso" e del mandante morale dell'assassinio di don Puglisi a Giancarlo
Caselli e della "scoreggia fritta" al presidente della Repubblica
Scalfaro. Il ministro Tremaglia può definire "culattoni" gli eurodeputati
(anzi, soltanto la maggioranza di essi). Il ministro Scajola può elogiare
come "rompicoglioni" il professor Biagi appena ucciso dalla Br. Il
sottosegretario Taormina può chiedere l'arresto di due interi collegi del
Tribunale di Milano che processano Previti e Berlusconi (Carfì,
Balzarotti, Consolandi, Ponti, D'Elia, Brambilla). Il ministro Bossi può
dare dei "bingo bongo" agli immigrati africani e dei "pedofili" agli
abitanti del Belgio. Tiziana Parenti, in veste di presidente
dell'Antimafia, può definire "nazisti" i giudici di Palermo che condannano
Bruno Contrada. Vittorio Feltri può qualificare di "pirlacchione" il
giornalista Enzo Baldoni, rapito e poi assassinato dai terroristi
iracheni, e minacciare "ceffoni" a Simona Pari e Simona Torretta,
anch'esse sequestrate a Baggdad. I famigli del premier possono insultare
per anni Stefania Ariosto con epiteti in dolce stil novo quali "Pompadour"
(Di Muccio), "mitomane" (Berlusconi), "boccuccia di rosa come lady Golpe
(Pisanu), "cortigiana" (Il Foglio e Ombretta Colli), "esaltata" (Biondi),
"serial killer" (Silvana Previti). Giuliano Ferrara può definire l'Unità
"giornale tecnicamente omicida", Furio Colombo e Antonio Tabucchi
"mandanti del mio prossimo assassinio" e Antonio Di Pietro "scespiriana
baldracca", "troia dagli occhi ferrigni", "secondino di Montenero",
"trafficante di Mercedes usate", "protettore di biscazzieri", "megalomane
golpista", "uno che fa vomitare".
Ma se il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, poi
costretto alle dimissioni, si permette di chiamare "onorevoli
avvocaticchi" gli onorevoli avvocati del premier, che per mesi hanno
insultato e intimidito lui e i suoi cronisti giudiziari con lettere
untuose e telefonate minatorie, viene condannato a risarcirli con 10 mila
euro a testa dallo stesso Tribunale di Milano che, a dire del premier e
dei suoi cari, sarebbe infestato di toghe rosse al punto da dover essere
ricusato in blocco (500 magistrati su 500) per legittimo sospetto.
Intendiamoci: probabilmente, con la vigente normativa sulla diffamazione,
il giudice Giuseppe Tarantola, uomo mite ed equilibrato (lo conosciamo per
il processo Cusani), non poteva fare altrimenti. D'altronde la sua
sentenza - come ha spiegato Susanna Ripamonti - riconosce che De Bortoli
aveva ragione su tre dei quattro punti denunciati dagli onorevoli
avvocatoni Niccolò Ghedini e Gaetano Pecorella. Aveva tutto il diritto di
notare come costoro scambino chi li critica per "un pericoloso e
prezzolato nemico"; di preoccuparsi per il "tasso di legalità" minacciato
da una gragnuola di leggi su misura per i bisogni urgenti del premier; di
augurarsi che, fra un impedimento parlamentare e l'altro, gli onorevoli
avvocatoni trovassero il tempo di far processare l'illustre cliente. E
aveva pure ragione a risentirsi di una lettera insinuante di Ghedini,
"certamente idonea a suscitare una reazione". Ma questa reazione è stata
esagerata: dire "onorevoli avvocaticchi" non si può.

M.Travaglio

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Floris  a Ballaro’ (19/10/04)  su RAITRE: "Signor Schults, come a Buttiglione,
anche lei ha fatto una domanda sugli affari personali a Berlusconi..." -
Schultz: "Quale domanda sugli affari personali? Ho domandato al Presidente di
turno per il semestre europeo solo cosa ne pensava sulla legge del mandato
di cattura europeo, per mezzora non ha risposto e poi mi ha risposto
parlando di un film..."
- come se la legge per il mandato di cattura fosse personale per Berlusconi
hahahaha –

 

 

«Il governo Berlusconi ha mostrato grande impegno in politica estera grazie ai numerosi viaggi e alle iniziative diplomatiche del premier. Il governo italiano si è schierato a fianco del Presidente Bush entrando nella “coalizione dei volenterosi” senza poter partecipare alla guerra per la diffusa ostilità popolare».

(Atlante De Agostini, 2004, pag. 157)

 

Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana"

(Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003)

 

Berlusconi è un reggiseno.
Opprime quelli dentro e inganna quelli fuori.
(MM)

Non credo. Il reggiseno tiene insieme la destra con la sinistra, invece Berlusconi le divide, come un tanga!

(Vincent)

 

"Abbiamo sempre ritenuto che, per il ricorso alla procedura prevista
dall'articolo 138 della Costituzione, si debba ricercare una vasta
concorrenza di consensi, perché, com'è evidente, ogni riforma della
nostra legge fondamentale deve essere largamente condivisa".
Silvio Berlusconi, ai microfoni di Radio Radicale, 28/02/2001

 

 

Berlusconi, durante un giorno di riposo, passeggia per le vie di Roma
con la moglie Veronica, quando si sofferma davanti a una vetrina e le
dice: "Mi consenta, Veronica, amore mio, guarda qua. Pantaloni 20
Euro. Camicia 17 Euro. Giubbotto in pelle 55 Euro... Vedi? E poi
parlano di crisi! Ma quale crisi?". E Veronica: "Tesoro, questo non è
un negozio di abbigliamento, è una lavanderia".
(Mauroemme)

 

 

 

La sai l’ultima?

 

 

Berlusconi, indispettito dall'imponente numero di barzellette
circolanti sul suo conto, decide di commissionare (con i soldi
risparmiati grazie al "bilancio creativo"!) ad un noto istituto di
ricerche statistiche il difficile calcolo di quante siano
effettivamente le barzellette messe in giro.
Grande sorpresa quando si vede recapitare il risultato dell'indagine:
le barzellette riguardanti Berlusconi risultavano essere solodue...

tutte le altre sono storie vere!

 

Un ubriaco è nei pressi di Palazzo Chigi e inizia a gridare:
"Il presidente è un coglione! Il presidente è un coglione!"
Rapidamente, compaiono due poliziotti che lo prendono e lo riempiono
di botte, poi lo trascinano verso il cellulare.
Il povero ubriaco allora implora:
"Ma io non mi riferivo al presidente italiano!"
"Adesso non cercare di confonderci, stronzo. Sappiamo bene chi è il
coglione, qui."

 

Qual è la differenza tra Pertini, Craxi e Berlusconi?
Che Pertini non era capace di dire una bugia, Craxi di dire la verità
e Berlusconi non sa distinguerle.

 

 

Berlusconi va in una discoteca. Lì incontra tre belle ragazze. Si
siede accanto a loro e chiede alla prima:
"Mi consenta, sono il Presidente del Consiglio, quanto chiede per
passare una notte con me?"
"Duemila euro"
Poi lui si rivolge alla seconda:
"Mi consenta, sono il Presidente del Consiglio, e lei quanto chiede
per passare una notte con me?"
"Mille euro"
Allora si rivolge alla terza, che gli sembrava la più interessata:
"Mi consenta, sono il Presidente del Consiglio, quanto chiede per
passare una notte con me?"
"Signor Presidente, se lei può sollevarmi la gonna così in alto come
le imposte, abbassarmi le mutande tanto in basso come sono i salari,
estrarre quella sua cosa e infilarla così dura come è la vita,
mantenerla così alta come sono i prezzi, e fottermi con così tanta
forza come sta facendo con il popolo, per lei, Signor Presidente, è
gratis"

 

Il Cavaliere informato di una manifestazione dei NO-GLOBAL decide di
andare a vedere di persona il numero dei presenti al corteo. Prende il
suo elicottero personale e porta con se la moglie ed il figlio.
Arrivato a destinazione nota che la piazza e popolata da circa 300.000
persone. Ad un certo punto esclama : quasi quasi gli butto giù una
moneta da 50 euro cosi faccio felice una persona. La moglie allora gli
dice :Ma silvio perchè non ne butti giù 2 da 20 euro cosi ne fai
felici 2 di persone. Il figlio allora esclama: ma papà perchè non ne
butti giù 5 da 10 euro cosi ne fai felice 5 di persone. A quel punto
si gira il pilota dell'elicottero che dice:
"A cavalie'... ma perchè nun se bbutta giù lei, così ne fa contente
trecento mila""

 

Un ragazzo alle prime esperienze di politica domanda al padre:
"Ma sull'opuscolo che Berlusconi ha mandato a casa dei cittadini non
c'era scritto: "Se vinco le elezioni gli italiani molte tasse non le
pagheranno più"?". Il padre gli risponde sconsolato: "È vero, ma
subito dopo le elezioni ha precisato che si trattava di un errore di
stampa, infatti il testo originale era: "Se vinco le elezioni molti
italiani le tasse non le pagheranno più"".

 

"La sai l'ultima su Berlusconi?"
"Magari!"

 

 

 

Le dieci cose più incredibili da raccontare ad un amico che si sveglia
dal coma dopo dieci anni:

10. Non chiedermi come è stato possibile, ma sì, è così, è proprio lui
il nostro Presidente del Consiglio.
9. Il presidente degli Stati Uniti è ancora George Bush, ma anche
questa sarebbe una lunga storia.
8. Tu eri laureato in diritto penale vero? Con una tesi sulle
rogatorie per i reati di falso in bilancio. Non credo ti servirà
molto.
7. Anche la procedura penale è cambiata. Adesso metti che un padre ha
moglie e due figli, la bambina ammazza madre e fratello. La mettono
dentro, ma appena confessa: "Volevo uccidere anche papà!", ALE', la
rimandano a casa a finire il lavoro.
6. Bologna batte New York, nessun altro ha le Due Torri.
5. Oltre a te si è risvegliata anche Oriana Fallaci, ma credo che lei
abbia riposato male.
4. Come sarebbe a dire che FINE ha fatto Andreotti?
3. Abbiamo avuto al governo quelli che da studenti erano comunisti,
abbiamo quelli che erano fascisti, stiamo ancora aspettando quelli che
a scuola erano bravi.
2. Oh, scusa, devo rispondere a un SMS.
1. Adesso ti parlo del Lecce di Zeman ...

 

 

 

Un uomo ricchissimo compra una Ferrari Incanto, l'auto più innovativa,
lussuosa e tecnologica esistente. Fatti pochi chilometri, decide di
accendere la radio, ma non riesce a trovarla. Il cruscotto, progettato
dalla NASA, contiene migliaia di dispositivi di tutti i tipi, ma nulla
che somigli a un'autoradio. Inquieto, torna dal concessionario:
"Mi avete venduto una macchina costosissima quanto un Concorde, ma non
ha la radio!" Il venditore gli spiega che la radio, incorporata
nell'infonavigatore satellitare, sfrutta un sofisticatissimo congegno
di riconoscimento vocale, per cui basta dire il tipo di musica che ci
vuole e lei la suona. Il tizio riprende la macchina, fa pochi metri e
dice: "Blues!" Subito la radio trasmette un bellissimo pezzo di B. B.
King in dodecafonia dolby stereo surrond, che neanche al Madison
Square Garden si sente cosi. Dopo un po' decide di cambiare musica.
Pronuncia: "Rock!"e la radio commuta su un esaltante pezzo dei Deep
Purple. Dopo qualche minuto prova ancora: "Bach!" e, incredibilmente,
subito parte il secondo Concerto Brandeburghese.
Beato dalla musica, non fa molta attenzione alla strada e quasi
investe un motociclista spericolato. Incazzatissimo, gli grida:
"FARABUTTO !" Immediatamente dalla radio intelligente si sente:
"E adesso, dai nostri microfoni, la parola al Presidente Silvio
Berlusconi..."

 


Non temo Berlusconi in sè, temo Berlusconi in me! (Giorgio Gaber)
(MM su IHU)

--

 

 

OTTOBRE 2010

 

BUNGA BUNGA

Un direttore di telegiornale fa assoldare una minorenne da un agente gay plurinquisito, ma la ragazza si fa sorprendere dalla polizia che non l’arresta perchè passa per la nipote di Mubarak. L’igienista mentale la porta a casa del primo ministro che l’ha fatta eleggere come assessore e tutti insieme si scatenano nudi in una danza lasciva...

No, se è la trama del prossimo cine-panettone, quest’anno non incassano un Euro...

 

In una nota il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: "ormai è chiaro a tutti che c'è un obiettivo preciso di alcuni ambienti: tenere in costante fibrillazione il governo Berlusconi e la maggioranza, impedire che ci sia anche una sola settimana di lavoro sereno. A questo scopo, tutto fa brodo: gossip, campagne scandalistiche, aggressioni mediatiche, lanci di fango".....

 "esprimo al premier, a Emilio Fede, alle altre persone impropriamente coinvolte, la mia vicinanza. E' inaccettabile che, ancora una volta, nomi e cognomi siano sbattuti sui giornali, secondo una 'logica' che è ormai fin troppo chiara".

 

Berlusconi:
"Sono una persona di cuore mi muovo per aiutare chi ha bisogno".
Ruby Hood.

 

Mediaset, «Evasione e reati tributari» convocati in Pretura Berlusconi Padre ed il Figliolo.

Lo Spirito Santo per il momento sembra estraneo ai fatti.

 

DALL'ALBUM DEI RICORDI DI SILVIO BERLUSCONI

 

Non ha solo fatto finire la Guerra Fredda, salvato le banche USA, fermato i carri armati in Cecenia, evitato l'esecuzione del premier georgiano...  QUI la copertina di Sergent Pepper ideata da lui per i Beatles ai quali aveva suggerito di cambiare stile...

 

IPSE DIXIT:
Daniela Santanchè: “Il voto più inutile che le donne italiane possono esprimere è quello per Berlusconi visto che sappiamo bene cosa pensa davvero delle donne. Le ha sempre utilizzate come il predellino della sua Mercedes: un punto d’appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda”.

 

 “Berlusconi? È ossessionato da me. Tanto non gliela do... Le ragazze che vogliono fare carriera non devono darla, non serve, bisogna darla solo per amore. È inutile dare il voto a Berlusconi, uno che vede noi donne sempre in posizione orizzontale, e mai verticale”.

 

POICHè NE PARLO DA TEMPO, SEGUO IL FILONE RUSSO, PER NON FARMI SCAVALCARE DALLE NOTIZIE. Berlusconi è in Russia per tentare di fare il pacco all'amico Putin vendendogli una parte di Fininvest che fa acqua perchè il pacco lo ha preso lui... seguitemi che vi spiego:

Dopo aver ingessato le produzioni RAI, avevano avuto la bella pensata di comprarsi la ENDEMOL che produceva programmi chiavi in mano tipo Grande Fratello (Mediaset) o I PACCHI (Rai). Credevano di fare il pacco ma il pacco gliel’ha fatto Stefania Craxi con il marito Marco Bassetti, che ha tolto la Endemol dal guano ed è diventato presidente della Endemol Italia coi soldi di Papi. Adesso la società perde miliardi e Berlusconi vuole liberarsene vendendo la quota Fininvest alla russa NMG (National Mediagoup, un nome americano per una compagnia russa, ehehehe) che è una partecipata di banca, gas, e off shore il tutto facente capo a Putin il quale ha messo come presidente l’atleta russa Alina Kabaeva, la ricordate? Ci scherzammo sopra tempo fa, mentre Berlusconi ci ha piazzato come direttore generale Angelo Codignoni che aiutò Silvio Berlusconi a rubare al socio de La Cinq francese e promosso sul campo sottocoso di mignotta paranome e paracula di Putin. La solita storia berlusconiana, fatta di illeciti, off shore, puttane e prestanome...

Con una novità: se Putin abbocca, Berlusconi gli fa il pacco...
Guardati dagli amici, vecchio figlio della Steppa...

ehehehe

 

 AL PRIMO INCIDENTE SI VOTA 2 Agosto 2010

MAI MINACCIATO ELEZIONI      6 OTTOBRE 2010

 

 

La Carfagna ha troncato con Bocchino..

è rimasta incinta.
Dice che ha fatto l'amore
solo con Mezzaroma...
Sarà un problema
attribuire la paternità...
(secondo me doverebbe
dare la pari opportunità

anche
all'altra mezza...)

Dopo 5 mesi di interim finalmente Silvio Berlusconi ha partorito il topolino Romani in un Ministero ormai senza portafoglio: Tremonti gli ha tolto 900 Mil., Fitto si è fottuto i fondi FAS, la Brambilla si fotte 800 Mil per il turismo e il fondo industriale è stato soppresso... Però deve rinnovare le licenze a Mediaset   ehehehe

Ci sono due Berlusconi:
c’è quello cattivo e impresentabile
che si trova sui giornali italiani,
che sono quasi tutti di sinistra,
 e quello apprezzato statista che
viene elogiato nei vertici internazionali.
(Silvio Berlusconi, 13 settembre)

 

 

DI PIETRO VERRA’ SOSPESO ALLA CAMERA....

Ieri sera mi è stato notificato che inizieranno in Parlamento un procedimento disciplinare nei miei confronti, per valutare se posso stare o no in Parlamento". Lo riferisce Antonio Di Pietro, arrivando a piazza della Repubblica per il No B-day 2. Mercoledì scorso in aula a Montecitorio, il leader dell'Idv aveva rivolto al presidente del Consiglio durissime frasi, appellandolo come "stupratore della democrazia", "serpente a sonagli", "venditore di tappeti", "uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista"...

(SEGUE)

 

..."non uno dei tanti tentacoli della piovra ma la testa della piovra", retta da una "maggioranza farlocca, venduta, comprata o ricattata", fatta di gente che "vota la fiducia per mantenere la propria poltrona".

 

"L'altro giorno ho fotografato il personaggio Berlusconi. La colpa non è del fotografo ma di chi pensa a violentare le istituzioni. In Parlamento io non ho detto il falso, ho fatto la fotografia di quello che sono Berlusconi e il suo Governo. Non è colpa mia se da quella fotografia esce una rappresentazione squallida. E’ l'immagine depravata di chi invece di governare il Paese pensa soltanto a violentare le istituzioni usandole a proprio uso e consumo e che mette sempre al primo posto la vendetta nei confronti dei magistrati e la ricerca di leggi per la propria impunità". Poi arriva la minaccia: "Appena rientro alla Camera, se mi dovessero sospendere, lo ripeterò pari pari. E’ previsto che ogni parlamentare alla fine della seduta possa prendere la parola, lo riprendo e lo rileggo pari pari".

 

 

L’ironia è l’ultima

L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmio di energia psichica e consente a una semplice battuta di bloccare l’irrompere di emozioni spiacevoli. (Sigmund Freud)

 

 

Morgan ha scritto a Napolitano perchè vuole rivedere sua figlia...

OKKAZZ...

Napolitano ha una figlia?

O peggio:

Morgan e Napolitano hanno avuto una figlia?

Ma lo sai che questo sessantotto è ancora pieno di misteri?

 

 

 

Antonio Di Pietro Attenti tutti al panettone ripieno al veleno che Silvio Berlusconi ha consegnato stamattina a tutti gli italiani. L'accordo che lui esalta, quello del suo degno compare Marchionne, è un danno per l'Italia, non solo per le migliaia di lavoratori Fiat. L'obiettivo di Berlusconi è applicare il modello Fiat al resto d'Italia: accordi separati, fare carta straccia della Costituzione, diritti negati e salari da fame.

 

 

"Per D'Alema la magistratura è la più grande minaccia allo Stato". Un cable datato 2008 dell'ambasciatore Usa Spogli (si chiamava così) smutanda definitivamente "l'avversario" preferito del CaiNano. Uno così compiaciuto della propria intelligenza da farsi regolarmente fottere. Poi si dispiace se a sinistra non lo ama più nessuno. Perderebbe le primarie anche nel proprio condominio.

 

 

UN VISIONARIO A PALAZZO CHIGI...

"Non ho debolezze faccio una vita che può essere portata a esempio" (Stampa, p. 13). Un Banana da sballo - o sballato? - ha sequestrato ieri per ore la stampa registrata e accettata. Ha dipinto il solito Paese delle Meraviglie.

Purtroppo condivisibile il paragone tracciato da Massimo Giannini: "Come Charlie Chaplin con un gigantesco mappamondo tra le mani, Silvio Berlusconi contempla un orribile 2010 esaltando gli splendori del pianeta "pacificato" grazie alle sue virtuali capacità taumaturgiche, e non vede le reali miserie politiche ed economiche nelle quali sta precipitando il Paese che governa" (Repubblica, p. 1).

 

 

 

"Pensate, oggi è stato il giorno più buio degli ultimi 400 anni. Ma a portare un po' di luce qui nello studio è venuto, e lo ringrazio, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio. Questo è un regalo che ci fa e la ringrazio davvero!". Nemmeno Ugo Fantozzi quando siede dinanzi al megadirettore galattico su una sedia che non c'è, nemmeno Giandomenico Fracchia quando si accascia dolcemente sulla poltrona a sacco, avrebbero saputo studiare un benvenuto così virile e urticante per il loro padrone.

 

 

a in quali radici affondano le intese tra reduci del PCI e Berlusconi? Temporalmente parlando si risale a prima della caduta del muro di Berlino. A quando, secondo la storia alla Orwell di oggi, il PCI prendeva montagne di rubli da Mosca e Berlusconi sosteneva il mondo libero. Ma rubli e "mondo libero" sono questioni degli anni '50 mentre negli anni '80 l'integerrimo anticomunista Berlusconi il PCI lo finanziava eccome. E finanziava proprio la corrente del PCI di Giorgio Napolitano, per capire come i protagonisti del decreto di oggi non solo si conoscano da tempo ma abbiano storiche intese suggellate da finanziamenti e da convergenze di interessi di potere.
Del resto, proprio nel 1987 a Roma il PCI organizzò un convegno sul futuro della televisione italiana. I tre principali relatori furono Massimo D'Alema, Walter Veltroni e..Silvio Berlusconi. Il quale, lungi dallo scatenarsi contro i comunisti, fece una relazione densa di elogi verso il PCI per il ruolo che questo aveva assunto per lo sviluppo della comunicazione e del pluralismo in Italia.
Per capire il clima dell'epoca è utile la lettura di un libro Il Baratto (Il PCI e le televisioni: le intese e gli scambi fra il comunista Veltroni e l’affarista Berlusconi negli anni Ottanta. Kaos edizioni, 2008) di Michele De Lucia.

http://www.scuolanticoli.com/libri/pagelibri_016.htm

E soprattutto sono utili gli estratti del libro per comprendere subito i rapporti materiali ed ideologici che intercorrevano tra Napolitano e Berlusconi nel 1987.
Materiali, perchè la Fininvest finanziava con la pubblicità la strategica corrente milanese di Napolitano, ideologici perchè la corrente di Napolitano magnificava il tipo di capitalismo rappresentato dal cavaliere di Arcore.
Questo per far capire la storia reale d'Italia, le radici antiche delle intese tra Berlusconi ed i reduci del PCI e per comprendere che se l'Italia si vuol liberare dal ducetto di Arcore deve anche tagliare le antiche radici di certi accordi. Che rappresentano una assicurazione sulla vita per Berlusconi e sulla carriera per i personaggi appena

citati.la

fonte Napolitano viene da lontano. Era migliorista e berlusconiano. Gli articoli del suo settimanale "Il Moderno" (con pubblicità Finivest anni '80) superano persino le poesie di Bondi al "caro

leader".

"Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della corrente “migliorista” del Pci (la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Napolitano). Animato da Gianni Cervetti… all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’economia, nella cultura” (p. 104)."
"Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno… scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115)".
«Il numero di aprile 1987 ... esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’inserzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie… Intanto uno dei fondatori del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca… E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5… (pp 126 -- 127)".
"A giugno 1989 ... pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: adesso la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148)".(*)

(*) Testi tratti dal libro: "Il Baratto" dal blog www.dirittodicritica.com.

 

 

Seconda parafrasi Carducciana: Nanicidio

Paga prebende, e stimola

Con foga, e orsù cavilla;

Torna a la pingue villa

Che Previti rubò!

Via! ne le case italiche

Niun più ti difende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

Tuo "Ammor" fè molti martiri,

Fra ninfe e analfabeti,

A botta di decreti

L'Italia alfin perì:

Ne uscì pessima immagine

Del bunga bunga al suono,

Porcella al mezzo uomo

Dalla procùr sfuggì.

Mentì il bastardo; e sordido

Vecchio malato e infido

Mandò l'Emilio Fido

Dal schermo a millantar:

E da incazzato popolo

Ostaggio del Tremonte,

Da tua cornuta fronte

Un sangue al bozzo appar.

Di statuette e tuberi

Bersaglio le tue ciglia:

Ridotto fu in poltiglia

Lo sozzo tuo didiè!

E la Carfagna involasi

Con la cretin Lussana:

Ministra una puttana

Gelmini o Santanché.

L'ombre de' ladri assorgono

Ringhianti ne' cancelli;

La schiatta di Castelli

Dal Lambro alfin schiumò.

Iroso e ipocondriaco

Sbotta scorreggia e spende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

Pien di mondezza l'aura

Da Napoli a te move;

Una bestemmia piove

Da tutta la città.

Dalle tue tempie, o cerbero,

L'asfalto diè alla testa

L'antica età spodesta

La non novella età.

Vedi: pur se pelame accumuli

Chiuso nella latrina

Defunto è il pisellino

E piange nel calzon.

La Lega a mò di fulgure,

Ti sguscia come anguilla;

Da Fini a la Brambilla

Ti lascia il carrozzon.

Ecco: PierFerdi d'impeto

Lo suo culetto para

Tutta la cocuzzara

Di te a votar si astien.

Delle sue brume pallido

rutta il razzista Umberto:

Co 'l figlio di sesso incerto

Sol con il Trota ei vien;

I porci infidi scalciano

Servetti furibondi

Alfano con il Bondi,

Cicchitto con Scajol.

Tolte le vesti affondano

Te dal Carroccio ai porti:

Anch'essi sono morti,

Trombano in Rai dal cul.

Di vecchi e innovati palpiti

La voce si diffonde,

L'unica idea si espande

"Rompiamogli il popò!"

Tutta una massa anonima

In ogni piazza scende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

E tu, signor di Libero,

e del Giornale armato,

Di fango sì ne hai gittato,

Quasi a riempire il mar.

Perì Vittorio: a l'ultima

Feltri sua gogna ascende;

Il popolo lo stende

Un altro da scacciar.

Ti si sequestrin pubblici

Diritti e le fortune,

Le zozze bionde e brune,

Il letto di Putìn:

Per mafia, stragi e Gladio

la fin farai del ladro,

Col sindaco di Adro,

Olindo e Rosa al cuor.

Vedi: anche i nostri parvoli

Ti riempion d'escrementi

Dei tuoi lazzi saccenti

Ridevi solo te.

Ti assalgan con la Folgore

Va' a lavorar nei campi,

Prenda il tuo posto Ciampi

Tua Morte salvi me.

Va' via, nato col forcipe

Ch'è il popolar desio

Tradisti l'Italia e Dio:

Chi più te la darà?

Fuori dall'abitacolo

Manovrator, t'affretta!

Che 'l Mausoleo t' aspetta

Cessata è la tua età.

Bananier, fila via al margine

Gran lutto ti sovrasti

Le palle ci scassasti:

Dio il dittator fiaccò.

La tua oppressione è al culmine

L'inferno ormai t'attende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

 

pubblicata da Andrea Vanacore il giorno martedì 14 dicembre 2010 alle ore 4.40

 

 

 

 

 

 

 

 

LA BERLUBIBBIA

E ALTRE SCRITTURE

 

 

 

Fratelli prediletti,

E' cominciato tutto da Vespa, quando $ua Emittenza aveva espresso il desiderio di stringere la mano al padre dei fratelli Cervi, che e' morto da un pezzo.

Cosi' ho  riscritto LAZZARO e poi la storia dei Talenti.

 

 

LA CAMPAGNA ELETTORALE

SECONDO GIOVANNI (11)

 

11. Silvio, la Resurrezione e la vita.

 

      Decise di andare allora in Credulonia, il paese di Siano e di sua sorella Vespa.  Sentito che Silvio veniva a Credulonia, il popolo tutto gli ando' incontro con rami di palma cantando Osanna Osanna tu che vieni dall'alto dei cieli  e visto il Silvio che il popolo lo chiedeva, decise di librarsi per un poco al di sopra delle loro teste.

 "Anvedi, il Silvio vola!" disse la folla in Giubilo 

"E te credo, ci ha l'elicottero!" e la folla:" Ma che strano, lui ci ha l'elicottero e le pale ce le fa girare a noi!.

 

    Vespa&Siano gli andarono incontro e gli dissero: "Vedi o Signore, che l'incontro che tanto hai anelato, non puotesi"

"Ma come parlano?" chiese un pastore col mantello di cachemire che si era fatto tessere dagli operai usando la lana pregiata del suo gregge.

 "Come ti chiami?" gli chiese il Silvio, l'unto e il bisunto. "Sono Bertinotti" gli rispose il cachemirista

 "Vade retro comunista" gli disse il Silvio "che devo stringere la mano al padre dei fratelli Cervi, ma solo se qualcuno mi dice che sono parenti certi, altrimenti il Bossi s'incazza."

 "Ma e' morto da tempo" gli disse Vespa  "Ma cosa dite? Il nostro amico dorme e si risvegliera' ve lo giuro sulla testa dei miei figli. E ci saranno 400.000 nuovi posti di lavoro all'anno, e tagliero' le tasse di 300.000 miliardi, e vendero' tutte le mie televisioni e mi ritirero' a fare vita ascetica..."  parlava mentre si allontanava e la folla di Credulonia lo seguiva con le palme mentre Tajani lo precedeva pulendo la strada polverosa con la lingua.

"Ma da dove vieni, Maestro?" gli chiese Vespa che era una prostituta che sapeva fare le domande giuste al momento giusto ;-))

"Da Cana" rispose il Slvio barcollando

"Ecco, il Maestro e' ancora ubriaco."

 

 

 

I TRIBUTI A CESARE

Secondo Matteo

 

 In illo tempore Silvio vagava per Credulonia portando il giro il Verbo e prendendo in giro la gente.

Incontro' uno storpio della gamba sinistra e gli fece conoscere uno storpio della gamba destra poi li mando' ad una telepromozione per comprare un paio di scarpe.

 Incontro' un paralitico sulla carrozzina e gli fece le gomme nuove.

Incontro' un cieco e gli disse:"Vedrai, vedrai" e il cieco:"Si'?" "Se non mi voti vedrai che culo che ti faccio!"

 Si sparse la voce fino al Sinedrio e venne il Cardinale Biffi per metterlo alla prova. Quando l'Unto lo riconobbe gli disse: "Sei tu quello che predica contro gli altri figli di Dio?" "Io no" rispose l'alto prelato. E il Silvio: "Ma non sta scritto: 'ama il tuo prossimo?' "Certo" rispose l'alto prelato "Ma non questo, il prossimo"

E il Silvio lo incalzo':"Predichi dunque contro i tuoi fratelli?" Al che rispose l'altro pelato ( Si', perche' erano in due: l'alto

prelato e l'altro che aveva chiesto di essere guarito dalla forfora e il Silvio lo aveva ridotto in quelle condizioni)

"Ma che dici? Per noi sono tutti fratelli! Sono LORO che sono Musulmani!

 

 Dopo una pausa di riflessione fu la volta dell'altro pelato che volle metterlo alla prova e gli chiese: "Secondo te, e' buona cosa pagare i tributi a Cesare?


Al che il Silvio che su questo tema era molto sensibile, per non cadere nella loro trappola chiese:

"Avete una moneta da cinquanta lire? Si'? Ebbene mostratemela!" Vedete qui nel retro quest'uomo nudo che lavora? Questo rappresenta l'italiano medio che lavora, lavora, e non ha nemmeno i soldi per vestirsi ma non ci bada e per fare

un dispetto al Governo si martella le palle sull'incudine!

Date a Cesare quel che e' di Cesare!"

 

 I prelati se ne tornarono al Sinedrio perplessi, perche' secondo loro l'unico Cesare che Silvio riconosceva era quel Previti che se gli devi dare quel che si merita, allora ci vogliono almeno tredici anni di galera.

Oppure si  trattava di Romiti...

 Invece i Romani capirono la lezione al volo e rientrarono immediatamente nella Capitale per dare a Cesare quel che era di Cesare. Infatti erano le Idi di Marzo e quando arrivo' Cesare in Senato, gli diedero ventun coltellate.

 Cadde Cesare ma quando gli venne incontro il suo figlioccio Quoque per dargli l'ultimo definitivo colpo, Cesare lo guardo' e disse la frase storica: "Ah Quoque, pure tu bruto figlio di...." E cadde come corpo morto cade*

 

 

*Si', lo so. La storia ha tramandato una traduzione diversa della frase di

Cesare, riferita a Bruto e Cassio ma qui non ci sono Cassi, la vera traduzione

e' questa.

 

 

 

LA BERLUBIBBIA

 

Mi sono fatto prendere la mano e ho riscritto un po' tutta la Bibbia ma ho

smesso perche' mi hanno accusato di accanimento elettorale.

Peccato.

Comunque, a futura memoria, eccoti i primi capitoli del Pentateuco.

 

 

Si chiama il Foglio e gia' dal nome capisci subito che ci potresti avvolgere

l'insalata senza nemmeno leggerlo. E' il giornale di Partito del Ferrara, che

per sottolineare la leggerezza con cui interviene nel dibattito politico su

quelle pagine, si firma con la silouette di un ippopotamo. Grande uomo Ferrara

in tutti i sensi. Dotato anche di grande coerenza politica, pensa che e' stato a

scuola a Mosca, si e' formato al Cremlino, e' sceso a Botteghe oscure, si e'

imbarcato con Craxi per finire in un governo Berlusconi ed ora (dietro congruo

finanziamento per l'editoria ) e' alla corte della biondissima moglie. Un po',

nella mole e nella sostanza come quelle corriere di montagna col conducente

ubriaco che segnalano per tutto il percorso di voler andare a sinistra e poi

svoltano a destra e ti mandan fuori strada

.

Ha pubblicato recentemente la notizia di un significativo ritrovamento

archeologico pari per importanza ai papiri del Mar Morto.

Ecco, lo scoop sarebbe questo ed io sono in grado, grazie alle mie conoscenze di

aramaico ( avevo uno zio farmacista e con lui ho imparato la decrittazione delle

ricette scritte dai medici) che nelle Antiche Scritture, tra i profeti, c'erano

gia' accenni alla figura del padrone di Ferrara.

Te ne spedisco qualche stralcio.

 

 

SILVIO

PARTE PRIMA

(Peccato, perche' se partiva in orario forse ci andavo anch'io)

 

 

1- SILVIO

 

In principio era un casino.

La Terra era deserta e Silvio vagava sulle acque.

Allora disse: FIAT LUX ma non successe niente.

Allora ripete': "Fiat! Fiat Lux!" e senti' dall'alto la voce dell'Avvocato che

gli diceva:

"A nanevottolo! Guavda che la FIAT non si tocca! Che se pev Fiat Lux intendi

invece il nuovo modello di lusso della Duna che fabbvichiamo in Etiopia, allova

te ne favo' aveve una copia"

A sentire questa frase al Silvio girarono tanto le palle che invento' la dinamo.

E allora Silvio si accorse che poteva avere la luce addirittura prima del

 

 

firmamento e del Sole, vide che quella luce era buona, e la chiamo' Luce

Elettrica.

Se ne jette a cucca' e passo' il primo giorno.

 

 

2- Il secondo giorno Silvio voleva costruire un quartiere ideale dove tutti gli

abitanti potessero usufruire dei servizi migliori, strade pulite, fogne inodori,

verde e giardini.

E fece l'Edilnord.

Tutti gli altri abitanti dell'Hinterland milanese vennero a lamentarsi perche'

non era giusto che in quella zona acquitrinosa, insana, nebbiosa, lombarda

insomma, vi fosse un luogo che assomigliasse al Paradiso Terrestre e allora il

Silvio che capiva i desideri della gente, decise di fare giustizia e

all'Edilnord ci mise ad abitare i giornalisti.

 

 

3- Il terzo giorno separo' le acque, fece emergere la terra dal mare, poi fece

crescere la verdura e gli alberi da frutto, mise gli uccelli in cielo e i pesci

nel mare, vide che cio' era buono e fece pure gli altri animali e disse: -

Cazzo! Ma qui sto a lavorare solo io! E' ora che mi inventi almeno

quattrocentomila nuovi posti di lavoro all'anno altrimenti non lo so.-

 

E volle plasmare un Uomo a sua immagine e somiglianza prese un po' d'argilla ma

l'Uomo veniva argillino, allora prese la mota ma veniva motino, finalmente prese

la creta, vide che veniva cretino e che era cosa buona. Gli sputo' in faccia e

disse:

-         Fedele-

L'uomo si dette una pulita e da quel grande leccaculo che era non reagi' ma

rispose:

-         Si' mio signore io saro' nei secoli fedele - perche' si sentiva

citrullo e credeva di essere stato promosso carabiniere

-         No, cosa hai capito. Tu sei Fedele, Fedele Confalonieri, guarda un po'

che casino c'e' qui intorno, vai e da' il nome a tutte le cose.

Poi visto che era gia' sei giorni che lavorava e che un certo Rutelli non aveva

lavorato nemmeno uno, si invento' la domenica e se ne andette a cucca'.

 

4- Passa un giorno e passa un'altro, sta di fatto che il povero Fedele a furia

di dare il nome a tutte le cose si era un po' stancato e gli era preso un certo

non so che, e cosi' aveva deciso di astenersi dal lavoro e la prima volta che

vide Silvio glielo disse:

-         Tu mi hai rapito per portarmi qui a lavorare, e ti ringrazio.

Mi hai dato il primo contratto della storia come bracciante e sono contento, mi

hai promesso la pensione a duecentoventicinque anni e te ne sono grato, ma "di

non solo pane vive l'uomo", bella frase, eh? Si, insomma avrei qualche

 

 

 richiesta

sindacale da fare: vorrei un contratto di mezzadria, eppoi sento la mancanza di

una compagna, un esserino tutto rosa che mi tenga compagnia e mi rilassi durante

le pause di riposo. -

Silvio lo guarda e dice: "Capisco, ma purtroppo ho finito la creazione. Potrei

trasformare qualcosa di gia' esistente, ma creare ex novo, proprio non me la

sento "

-Va bene - disse Fedele - cosa vorresti trasformare?

"Potrei darti una magnifica compagna se tu fossi disposto a rinunciare chesso'

ad un braccio ad una gamba, ad un piede"

Fedele non si immaginava come potesse vivere senza la simmetria

" Potresti rinunciare al pisello? "

-         No - disse Fedele deciso, che non sapeva ancora precisamente cosa

farsene del pisello, ma nei momenti di solitudine aveva cominciato a

tintillarselo con discreto sollazzo. Ci penso' su e disse:

-         Cosa mi potresti dare per una costola? -

"Una costola?" disse Silvio perplesso. "Vediamo, " disse e lo addormento', prese

la costola e gli condusse davanti la donna:

"Che ne pensi?" gli chiese soddisfatto?

-         Ma non so. Io veramente quando dicevo che sentivo la mancanza di una

compagna rosa, che mi tenesse compagnia, avevo pensato alla Gazzetta dello

Sport, ma visto che non c'e' di meglio... - e comincio' a guardarsela

tutta nuda senza provare piacere. Solo quando lei si chinava, lui guardandola da

dietro sentiva un formicolio e cominciava a sudare e a sentirsi le gambe e la

testa molli ma duro tutto il resto.

 

5- Ora il serpente era la piu' astuta di tutte le bestie e quando Eva si

avvicino' all'albero del bene e del male lui le disse:

-Ma dove vai tutta nuda? Ma perche' non ti copri con un po' di foglie?

Vieni che qui c'e' tutta la collezione autunno-inverno.-

Eva si avvicino' e non solo trovo' un modello tanto carino e a poco prezzo, ma

imparo' che per avere il piacere da Fedele, bastava girarsi...

 

Cosi', Fedele ed Eva se ne stavano li' a passare il tempo infrattati a godere

dei frutti... del loro amore quando arrivo' Silvio che lo chiamo':

"Fedeleeeee, aho, ma dove siete? Ma che fate li' tutti infrattati?

E il contratto collettivo di lavoro?

Ma tu Eva, non ti sarai cuccata la mela proibita? -

-Altro che mela! Qui mi e' toccata una banana tanta! -

Mele glie ne incolse, perche' queste furono le ultime parole che lei riusci' a

dire perche' poco dopo Silvio le dette lo sfratto:

-         E tu Eva ti guadagnerai da vivere col sudore della fronte -

-         Guarda che se lasci fare a lei, quella e' un tipo dalla fronte bassa!

disse Fedele.

 

 

-         Davvero? Allora sfruttiamo il suo talento!

-         Si puo' fare - disse Fedele- basta trovare un serraglio dove metterla

dentro a mostrare le sue grazie e la sua lascivia!-

Silvio, che quando sentiva la parola lascivia gli veniva in mente il sapone per

il bucato con il quale si masturbava da piccolo, disse:

-         Ve bene, inventiamo il casino! - e fondarono la Fininvest

 

 

 

SILVIO PARTE SECONDO

 

6- E cosi' alla Fininvest Fedele conobbe Eva ed ebbero due figli poi il terzo lo

chiamarono Set, cosi' per vere un Set completo di figli ma Caino

spariglio' il Set spiaccicando il capoccione di Abele, il buono.

Fedele mise i figli a lavorare e invento' cosi' il proletariato.

- Svelti! - disse - che qui bisogna occupare quattrocento mila nuovi posti di

lavoro e per farlo bisogna scopare come pazzi! - e si dettero da fare.

 

Allora Caino genero' Enoch, da cui venne Irad e Irad genero' Mecuiaiel che

genero' Matusael che genero' Lamech che fece Iabal e Tublaikan da cui venne

Kenan da cui venne Malaleel che fece Iared, che ebbe Enoch il quale non appena

venne al mondo si chiese: Ma io non ero gia' passato di qui?

E poi e' mai possibile che non ce ne sia uno con un nome da cristiano?

 

E finalmente venne Mike Bongiorno che si porto' Corrado che prese la Carra'

dalla quale derivarono la Cuccarini la Brigliadori e le ragazze del Drive Inn

che generarono i Trettre, Faletti Boldi Teocoli e Tajani (che non era un comico

ma faceva ridere lo stesso)

 

 

 L'ARCA

 

7- Ora la Terra era corrotta e Silvioe' ando' in paese e disse:

-         Qui lo dico e qui lo annego! Costruiamo una barca di trecento cubiti

di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza -  ma in paese nessuno

sapeva quanto era lunga una barca di trecento cubiti:

-         Silvioe' e' ancora ubriaco - dissero, senza sapere che non era ancora

stato inventato il vino. Cosi' non se ne fece niente e persero un'occasione

storica: quella di costruire navi senza profitto come la Fincantieri..

 

Ma la voce di Bettino squarcio' le nuvole e disse a Silvioe':

" Guarda che qui e' un casino. Se nessuno fermera' il Pool, pioveranno mandati

di cattura per giorni e giorni.

Entra nell'arca con tutta la famiglia e porta con te chi ti e' piu' fedele".

 

Silvioe', che nel frattempo aveva inventato il vino ed era ubriaco come una

 

 

cucuzza capi' di portare Fedele con tutta la famiglia, cosi' si imbarco'

nell'avventura politica con questo popo' di Corte dei Miracoli al seguito,  con

le conseguenze che ormai tutti sappiamo.

E piovvero magistrati per quaranta giorni e quaranta notti e tutti a guardare

fuori dall'Arca e a dire, ma che Pasqua di merda quest'anno, ma quando finira'.

Finche' finalmente se ne ando' Di Pietro, arrivo' Colombo con un ramoscello

d'ulivo nel becco e ritornarono tutti a scopare con l'intento di generare quei

famosi quattrocento mila che andassero a lavorare.

 

I discendenti di Silvioe'.

Sem Cam Jafet.

I discendenti di Jafet:

Gomer, Magog,  Madai,

Al centrocampo Iavan, Tubal, Mesech e Tiras all'ala destra.

 Askenaz, Rifat mediani di spinta e due punte: Rifat e Togarma.

La squadra di Cam invece giocava quattro due quattro:

Etiopia, Egitto, Put e Canan, in linea.

Al centro Seba Avila Sabra Raama e Sabteca

Le punte: Saba e Dedan.

Sem invece schiero':

Elam,  ,  Arpacsad

Lud,  Aram,  Uz

Cul Ghester e Maz

E due oriundi all'attacco.

Presero un allenatore che aveva un Diavolo per Capello e vinsero tutto.

Avevano inventato il Milan.

 

 

 

 

LA BABELE

8- Ora tutta la terra era un labbro solo e uguali imprese.

Nel senso che tutti parlavano la stessa lingua e guardavano la stessa

televisione, e quando nella pianura del Sennaar, dalle parti di via Teulada,

capirono che l'impero del Silvio stava diventando pericoloso, i dirigenti della

RAI vollero costruire una torre di mattoni e bitume, per dimostrare il loro

talento,  furono tutti d'accordo e fondarono la prima cooperativa del lavoro.

 

I problemi sorsero quando la torre si alzo' un pochino perche' la fornace dove

cuocevano i mattoni si trovava in via del Babuino mentre gli ordini del

capomastro arrivavano da Piazza Mazzini, cosi' le cose andavano a rilento

perche' allora non c'erano i telefonini.

Inventarono allora il tubofono. Questo consisteva in un tubo lungo un paio di

metri che andava da uno schiavo all'altro per ripetere gli ordini, da cui

derivo' il famoso gioco: il telefono senza fili.

Alla RAI capirono presto che le frasi da ripetere non dovevano essere lunghe

perche' un giorno che il capomastro dall'alto della torre disse nel tubofono:

 

 

-         Dobbiamo alzare il muro, portateci la calce - il tubofono comincio' a

ripetere questa frase di bocca in bocca, distorcendosi un pochino ogni volta che

scendeva verso gli uomini che aspettavano a terra. A meta' percorso sembrava di

capire: - Dobbiamo ammazzare il mulo, portateci un calice - poi via via la frase

si trasformo' e gli uomini a terra ricevettero il messaggio: - Andiamo a fare in

culo, prendeteci a calci -

Quando l'Ufficio Stampa di via Mazzini diramo' il comunicato, il Governo di

allora credendo di fare cosa buona e giusta, cambio' tutto il Consiglio

d'Amministrazione, cosi' il Silvio da quel gran cuore che era, ci mise i suoi

amici, e comincio' a gridare al complotto, ma adesso lo faceva a reti unificate,

cosa che al Presidente della Repubblica era concesso una sola volta all'anno

invece a lui, un giorno si' e l'altro pure.

 

9- Allora decisero di usare il tubofono solo per la richiesta di strumenti per

il lavoro. Fu cosi' che in un passaggio difficile della costruzione il

capomastro chiese un martello grosso.

-         -Una pala .... Una pala ... Una pala... - riecheggio' la richiesta fino di

sotto.

-          Ecco la pala... ecco la pala... ecco la pala... -

Arrivo' la pala, e il capo mastro chiese:

-         Cazzuola... cazzuola... cazzuola... - riecheggio' l'ordine fino di sotto e

torno' la voce di bocca in bocca con lo strumento adatto alla bisogna:

-         La cazzuola... la cazzuola... la cazzuola... - e arrivo' lo strumento.

Fu allora che il capomastro si accorse che bisognava tagliare una grossa trave e

poi inchiodarla, cosi'chiese attraverso il tubofono:

- Martelli e sega... martelli e sega... martelli e sega... - ma da qui in poi l'ordine

degenero' fino a diventare:

-Martelli e' sega?, ...Martelli e' una mezza sega... mezza sega a chi?... allora Craxi

e'cretino... De Mita Pirla!...Cossiga mammutone col piccone!- fino a culminare in

una rissa gigantesca. Praticamente, la prima discussione fra deputati.

Una Babele, apputo.

 

 

SILVIO PARTE TERZO

Silvioabramo

 

10- Silvio aveva settantacinque anni quando parti' insieme a Paolo verso il

Negreb. Veronica ne aveva una sessantina e quando il Faraone la vide ancora

avvenente, lui che era gerontofilo, con una tendenza feticistica per le gengive

vuote e la pelle flaccida, disse:

-Ma che bella fighetta - al che Silvio in un impeto di virile coraggio e con

grave sprezzo cel pericolo gli disse:

 

 

-Ti piace? E' mia sorella. Prendila e' tua! -

Dopo un poco che la conosceva al Faraone vennero delle piaghe proprio li' e

chiamo' Silvio e gli disse:

-Ma che mi hai fatto? Ma perche' non mi hai detto che era impestata? -

poi gli ridiede indietro Veronica e tutto il suo avere e gli disse:

-         -Mboccassorata - e lo accomiato'

 

Arrivati giu' a valle Silvio e Paolo si domandarono:

-         Non sara' mica la Valle degli Orti?

-         Ma no, non li vedi gli spot sulle nostre televisioni?

-         Non sara' mica Valleverde, quella delle scarpe?

-         Ma va'?

-         Il galletto Vallespluga?

-         No.

-         Non sara' mica Anna Valle?

-         Ma se non ci ha nemmeno le tette...

-         Questa o quella?

Finalmente domandarono e seppero che quella era la valle del Giordano e 

domandarono:

-   C'e' Giordano? -

-   No -

-         E la cremeria? -

 

11- Si divisero, Silvio ando' a Canaan e Paolo ando' nel paese dei sodomiti e

gomorriti, che i gomorriti non so, ma i sodomiti ci avevano una brutta fama e

lui sospettava che qualcuno glie lo avrebbe messo in quel posto una volta o

l'altra. Sospiro' e disse:

-Andiamo, che l'Estrada e' lunga! -

 

Intanto Silvio, da buon padrone, avva messo incinta la serva e scoppio' un tale

casino in casa che lui, per dimostrare di amare tanto la famiglia, da quel

giorno ne ebbe due.

 

A questo punto scese dall'alto dei Cieli, Bettino che non ci aveva un cazzo da

fare  e gli chiese:

"Ma che ci fai cosi' lontano da casa?"

"Parli tu che stai ad Hammamet?"

"Insomma, in attesa di tempi migliori allenati qui con una bella campagna di

consensi e vedi di fare pratica con questi Ebrei.

"Hai ragione" disse Silvio e stabili' un'alleanza con Bettino, ma come fare per

farsi ricordare dagli ebrei per omnia secula e seculorum?

"Mettiamogli tre televisioni" disse il primo " No, facciamogli la telefonia

mobile" propose il secondo "Ivece mettiamogli l'assicurazione Mediolanum

obbligatoria!" disse il terzo, perche' erano in due, ma come sai Bettino da solo

ne valeva Tre.

Pensa che ti ripensa, ando' a finire che come segno tangibile instituirono  la

circoncisione.

Cosi' da quel giorno, in segno di una antica alleanza, agli ebrei, come nascono,

gli rompono il cazzo.

 

 

12- Dopo qualche tempo Bettino torno' da Silvio per mangiare qualcosa e mise

incinta Veronica che disse:

-Non ho riso - 

-Nemmeno io! - le rispose Silvio che trovando la moglie incinta non capiva cosa

ci fosse da ridere.

-Ma cosa hai capito, non ho riso vi faccio due spaghetti!-

Mangiarono vitello in latte acido, poi Bettino usci' dalla tenda e mostro' a

Silvio Sodoma e Gomorra:

-         Quasi quasi questi qui, li brucio. - disse, anticipando di molto quel

buontempone di Hitler, al che Silvio rispose:

-         Per i sodomiti sono d'accordo perche' non bisogna avere pieta' per chi

te lo mette in quel posto, ma i Gomorrei, cosa ti hanno fatto i gomorrei? -

-         Niente, mi hanno fatto, ma mi fa schifo a pronunciare il loro nome -

-         Separiamo l'empio dal giusto. - E Silvio mando' ex finanzieri, Berruti

e Fratello, da Paolo per portarlo via prima del patatrac.

Arrivarono i finanzieri a Sodoma e trovarono Paolo che prudentemente ne ne stava

seduto per terra per non esporsi a rappresaglie, e i Sodomiti  gli chiesero di

mandargli giu' i finanzieri che se li volevano inchiappettare.

Paolo da quel gran generoso che era disse loro:

-Ma perche' inchiappettarvi Berruti? Aspettate e vedrete che quello se lo

inchiappettano i giudici. Prendete invece le mie due figlie vergini che vi

divertite di piu', -  ma loro niente.

Allora Paolo, che aveva capito che non era cosa,  se ne scappo' con la moglie

mentre veniva giu' un'ira di Dio.

A sentire tanto bordello la moglie di Paolo si giro' e non fece in tempo nemmeno

a dire:

-Anvedi che casino...- che ci rimase di sale.

 

 

 

13- Veronica genero' Isacco,  allora Silvio, da quel gran generosone che era,

diede un pezzo di pane e un'otre d'acqua a quell'altra e la caccio' di casa.

 

Un giorno che Bettino aveva voglia di pazziare disse ad Silvio, prenditi

Piersilvio e portalo in montagna dove si respira l'aria buona.

Silvio chiamo' Piersilvio e gli disse che andavano la' sopra per fare una

scampagnata con sorpresa.

Arrivati che furono, lo mise sulla scrivania e gli disse:

-Sta calmo e guarda da quella parte che ti faccio vedere l'anteprima del

Bagaglino - Aveva alzato il pugnale per colpirlo, quando Bettino gli fermo' il

braccio e gli disse:

-A sciroccato! Ma con voi non si puo' mai scherzare ! -

 

 

 

-Eh no, che non si puo'! Non lo sai? Scherzo da umano, scherzo da villano -

 

 

14- Passo' un po' di tempo e a Piersilvio, che non era ancora andato a lavorare

alla Fininvest,   raccontarono di come Rebecca  dava da bere ai cammelli e lui

la volle sposare. Cosi' per dirti quali erano le cose che facevano arrapare i

Patriarchi di una volta.

Al che il padre lo chiamo' e gli disse:

-         Mettimi una mano sotto la coscia, figlio mio.

    Un giorno tutto questo sara' tuo (Ma al Piersilvio che stava tastando un    

par di palle, la cosa non fece impressione) vai un poco a lavorare, si fa per

dire, alla Fininvest cosi' ti sollazzi un poco! Poi, a suo tempo, ti sposerai -

-         Alla Fininvest no, perche' e' un casino!

-         Va bene, allora la chiameremo Mediaset -

-         Sara' come andare a squola! - disse il Piersilvio che gia' gli veniva

duro

-         Speriamo che tu non Marini!

-         Ma la Estrada e' tortuosa

-         E la paura fa Noventa

-         Per prima cosa faro' pulizia della corruzione e dei bilanci

-         Bravo, comincia a scopare!

Cosi' il Piersilvio prese il coraggio (si fa per dire) a due mani ed entro' a

lavorare (si fa sempre per dire) in Mediaset facendo una brillante e rapida

carriera, tanto che quando passava lui la gente mormorava ammirata:

- Pensa, cia' solo trent'anni ma e' gia' figlio del Silvio!

 

La storia con Rebecca poi e' cosa risaputa.

Lei partori' due gemelli, Esau' e Giacobbe.

Se vuoi sapere il seguito, vai a leggerti l'Artusi alla voce: Lenticchie.

 

 

SILVIOGIUSEPPE

 

15- Silvio, detto il sognatore, all'eta' di diciassette anni pascolava il gregge

coi suoi fratelli. Il papa' Israele gli aveva fatto una tunica con le maniche

lunghe e lui se l'era messa sotto la testa e si era addormentato.

Sogno' di alcuni covoni che si chinavano davanti a un altro covone e quando

tornarono i fratelli e videro che dormiva invece di badare al gregge gli

chiesero:

-Ma che fai, dormi? - e lui rispose: -Si - e si rigiro'.

Fece un altro sogno e vide la luna e le stelle che si inchinavano davanti a una

stella piu' grande. I fratelli arrivarono il mattino dopo e lo trovarono che

ancora dormiva e allora gli chiesero:

-Ma Silvio, che fai, dormi? - e lui rispose:

-         Gia' - e si rigiro' fino al pomeriggio.

-         Arrivati che furono al pomeriggio i fratelli lo svegliarono e gli

chiesero:

-         Ma che fai, Silvio, dormi? -

-         Eccheccazzo, - disse Silvio - certo che dormo, ma se continuate con

queste lunghe conversazioni, non posso certo riposare! - e allora i fratelli

tolleranti, presero amorevolmente Silvio per le corna e lo gettarono in una

cisterna che purtroppo era senz'acqua. Allora inteneriti dalla vista di Silvio

che si era un pochino fatto male precipitando di sotto, lo presero, lo

spogliarono della tunica e lo vendettero ad una carovana di schiavi.

 

Silvio, che ci aveva culo, in un primo tempo venne comprato da Potifarre, famoso

eunuco che ci aveva la moglie bbona ma lui non esercitava. Allora lei andava ai

matti per Silvio ma non c'era trippa per gatti cosi'  lo fece arrestare.

Il carcere della Regione si trovava in un luogo malsano e acquitrinoso che la

gente chiamava con disprezzo Milanodue. Le zanzare erano cosi' grosse che le

facevano atterrare direttamente nel vicino aeroporto di Bresso.

Ma Silvio ci aveva culo e pure qualche soldo che aveva racimolato cantando

canzoni al pesto alla moglie di Putifarre (Veramente erano canzoni di Trenet, ma

si sa che Trenet col pesto sono la morte sua...)

 Il direttore del carcere lo tratto' bene anche perche' il Silvio gli passava

uno stipendio ogni volta che lo vedeva.

Finche' il coppiere del Re fece un sogno e Silvio gli predisse un futuro radioso

vestito di raso, mentre suonava il piano al Costanzo Scio'.

Dopo due anni anche il Faraone fece un sogno e il coppiere si ricordo' di quello

zuzzurellone che interpretava i sogni e cosi' Silvio pote' predire i famosi

sette anni di vacche Mediaset seguiti da sette anni di vacche RAI e il Faraone

rimase cosi' impressionato che lo mise a capo di tutte le vacche della

televisione italiana.

Fu cosi' che Silvio, che ci aveva un culo cosi' ma anche gli sghei, divenne

l'amministratore del regno e per sette anni si fece dare una parte dei raccolti

perche' diceva sarebbero serviti a tutti per i tempi grami.

Aveva inventato le tasse.

La differenza era che le incassava tutte lui!

E quando venne la carestia si fece pregare un poco dai suoi fratelli ma poi li

fece assumere tutti al Giornale.

 

 

ESODO

Parte prima

Silviomose' e la Terra Promessa

 

Era successo che quest'anno per l'esodo estivo avevano deciso di partire prima,

secondo i dettami delle partenze intelligenti, quelle partenze che invece che

stare in fila per ore al casello dalle nove alle undici, ti alzi prima,  meglio

se non vai a letto, e cosi' te ne puoi stare tranquillo e beato a fare la fila

al casello dalle quattro e mezza alle sei e mezza, sentendoti come uno che ha

mangiato pane e volpe a colazione.

 

Erano passati gli anni e i figli di Israele erano entrati tutti in Egitto, con

 

 

Giacobbe, Ruben, Simeone, ai fiati: Levi, Giuda, Issacar, Chitarra solista

Zabulon, pianoforte: Beniamino, agli ottoni: Dan, Neftali, alle percussioni Gad

e Aser.

 

Ma la musica cambio' e il Faraone disse:

-Ma che ebrei d'Egitto! Affogateli tutti -

E un'ebrea che la sapeva lunga invece che affogare il suo bambino lo spedi' in

una cesta fino alla figlia del Faraone che la chiamo' e la pago' per allattare

il bambino in vece sua.

Roba che solo gli ebrei sanno fare.

Non allattare. Ma farsi pagare per allattare il proprio bambino!

 

Insomma Silviomose' crebbe alla corte del Faraone e poi scappo' nel deserto dove

vide un rovo che bruciava ma non si consumava.

-Che sia il metano? - si chiese avvicinandosi ma una voce lo fermo':

"Togliti le scarpe che mi sporchi tutta la moquette" Silviomose' esegui' e

Bettino gli disse:

"Il grido dei figli dello Stivale e' giunto fino a me e ho visto pure

l'oppressione. Va' fanciullo e porta la buona sorte! "

Silviomose' che aveva capito: "Vaffanculo e porta pure a ssorata" si ribello' e

chiese:

-Ma perche' proprio io? -

-Perche' si -

-Gia' adesso io vado dal popolo dello Stivale e gli dico " Scendo in campo!" sai

che risate? -

Allora Bettino gli insegno' un paio di trucchetti  e lo spedi' in Egitto dal

Faraone.

Silviomose' ci ando' con Confalonieri e gli dissero:

-         A Farao', beccate ste piaghe! -

E gli fecero arrivare nove terribili pestilenze, un fiotto di sangue, l'ulcera e

la moria del bestiame. Poi gli fecero mangiare le rane, le cavallette e i

mosconi, lo fecero pungere dalle zanzare. Lo colpirono con la grandine, e

l'uccisione dei primogemiti, ma quando minacciarono di cantargli li' su due

piedi il loro repertorio da crociera, allora il Faraone terrorizzato da quei due

portasfiga, li mando' a quel paese.

 

Partirono per l'esodo di Pasqua e gia' c'era una coda di prima mattina,

seicentomila a piedi, solo gli uomini senza contare i figli, poi gli armenti e

gran quantita' di bestiame, insomma un ingorgo micidiale:

-Ma che Pasqua d'Egitto! - dissero gli ebrei a Silviomose' ma lui disse:

-E noi tireremo sempre dritto! - e gli sembro' che quella frase non fosse

proprio originale, ma non ci fece caso e partirono tutti verso il mare.

 

Ma il Faraone, che era un gran fijo de 'na mignotta, si penti' e volle

raggiungerli al mare ma Silviomose' ed i suoi seguaci ormai erano passati con il

Rosso, cosi' quando arrivarono i carri degli egizi vennero travolti nel piu'

 

 

spaventoso incidente stradale della storia.

Perche' Silviomose' e i suoi venivano da Destra.

Poi finalmente, manna e quaglie, manna e quaglie si attraversarono tutto il

deserto in cerca della Terra Promessa detta anche Campacavallo.

 

 

 

DEUTERONOMIO

Non ne parliamo nemmeno.

 

 

I GIUDICI

Silvione e Dalila

 

Si comincia con Giosue'. Poi viene Otniel, Eud, Debora e Barak, Sisara e

Gedeone.

Poi vennero senza lasciare traccia Abimelech, Iotam, Gaal, Tola, Jair e Iefte,

Efraim e Galaad. Poi Ibsan, Elon, Abdon, e finalmente arrivo' Silvione.

Questo era un tipo da prendere con le molle. Innamorato di una popolana, sulla

strada per andare a sposarsi squarto' vivo un leone e poi brucio' il villaggio

dei Filistei che secondo lui erano un poco comunisti.

I Filistei non se la presero e come segno distensivo gli bruciarono la moglie

Lui ragi' all'inglese e ne massacro' un casino, finche' si ritiro' in una

grotta.

Qui arrivarono tremila bergamaschi in assetto di guerra comandati da un certo

Bossi che lo legarono e lo portarono al campo dei Filistei che ne avevano

ordinato il rapimento.

 

-         Naturalmente i fatti che qui stiamo narrando si riferiscono al Periodo

Intermedio tra Silvio Primo (Quello della calza di seta nera) e il Silvio

Secondo (Quello del cranio dipinto come la Ferrari Testarossa), quando il Bossi

dichiarava su tutte le piazze d'Italia: -Mai e poi mai un'alleanza con quel

fascista di Fini e quel mafioso di Berlusconi! -

 

Allora Silvione che non ci vide piu' prese la mascella di un buttiglione morto e

ne ammazzo' piu' di mille.

Un giorno che ando' al casino, gli chiusero le porte della citta' e lui le

divelse caricandosele sulle spalle.

Finche' non trovo' Dalila, quella fetentona che lo servi' di barba e capelli.

-Che te possino acceca' - gli dissero i Filistei e lui si fece portare a

Montecitorio e lo distrusse facendo un altro dei suoi famosi sfracelli.

 

Poi non successe niente fino a Ruth e Samuele che consacro' Saul Re d'Israele ma

poi si penti' e consacro' anche Davide che amo' Betsabea che era la moglie di

un'altro...

 

 

Ma facciamo un passo indietro.

 

 

 

 

LA LEGGE

Ovvero: dai libri apocrifi il Mose' secondo i comunisti

 

Dopo anni che quei disperati vagavano per il deserto senza meta e senza

speranza, Veltrone' li fece accampare sotto il Monte Sinai e disse loro:

-Adesso lavatevi e pulitevi che andiamo a far visita - e il popolo rispose:

-Ma con che cosa ci laviamo, se siamo nel deserto? -

Mose' che ormai era ispirato disse:

-         E per tre giorni non toccate una donna -

Poi sali' sul Sinai che nel frattempo si era riempito di tuoni, lampi, nuvole

nere che incombevano e il monte fumava e tremava tutto:

-         Un'altra Pasqua di merda - dissero i lavoratori che ormai si erano

rassegnati.

Pero' visto che Veltrone' se ne era andato, visto che non dovevano toccare una

donna per tre giorni, decisero tutti insieme di fare un gioco, una specie di

tuca-tuca dove loro non toccavano una donna ma erano le donne che toccavano

loro!

Geniale.

Pero', sai come vanno queste cose, una ciliegia tira l'altra e si ritrovarono ad

aver fondato una comunita' senza capi, dove ognuno poteva fare quello che gli

pareva, sesso a gogo' e quando avevano fame, andavano un po' piu' in la' e si

prendevano quaglie e manna a seconda del bisogno.

L'anarchia.

Uno ci aveva fame? Quaglie e manna.

Uno non ci aveva fame? Quaglie e manna, ma di meno.

Poiche' con questo sistema non c'era piu' bisogno nemmeno dei soldi, si

liberarono di tutti gli oggetti d'oro e li diedero da custodire ad Aronne che

non sapendo cosa farne, li butto' sul fuoco e col ricavato si fece un

autoritratto che gli venne bene per via delle corna.

Quando torno' Veltrone', addavede' che casino che fece!

Ruppe le tavole che si era portato da leggere e:

-Grandissimi figli di una gran cooperativa - gli disse - ma come, io vado a

scalare una montagna per voi e voi cosi' mi ripagate? -

-Aho', - gli risposero - ma se a te piace fare dell'alpinismo a noi che ce ne

cale? -

-         Ma che alpinismo e alpinismo, io qui sto a darvi la Legge -

-         Ma a che serve la legge? - gli chiesero

-         Serve a fondare lo Stato - disse Veltrone'

-         E a che serve lo Stato? - gli chiesero ancora

-         Ma come a che serve lo Stato - ripete' Veltrone' per prendere tempo,

perche' per la verita' era una domanda che non si era mai posta, ma poi disse:

 

 

-         Serve, per regolare le relazioni tra le persone che appartengono ad

una stessa Terra, serve a regolare i rapporti di proprieta', ad allevare i

figli, a garantire la famiglia...-

-         Ma a noi checce' frega? - disse il piu' ubriaco del gruppo - La terra

e' di nessuno, i figli sono di tutti e vengono allevati da tutti come una

proprieta' comune, non abbiamo bisogno di lavorare perche' non desideriamo

niente, e quando abbiamo fame mangiamo e poi  facciamo sesso come e quando ci

pare. Perche' fondare uno Stato? -

Allora Veltrone' si consulto' prima con Cofferatonne e poi col suo Dio, che

benigno e misericordioso gli ordino':

-         Chiama i figli di Levi e con la spada falli passare da porta a porta,

e uccidano a caso a chi il fratello, a chi il figliolo, affinche' un po' tutti

abbiano a soffrire e poi abbiatevi la mia investitura come popolo di Dio. Il

vostro Dio degli eserciti.

Fu cosi' che quel giorno, Veltrone' a mo' di aperitivo, fece ammazzare tremila

uomini tra il suo popolo e poi gli disse:

-Ragazzi, non fatemi incazzare, o qui fondiamo uno Stato o faccio una strage

E inventarono lo Stato.

 

Ma uno Stato aveva bisogno di un territorio e cosi' Cofferatonne da buon

sindacalista, promise che se avessero camminato per altri quarant'anni,

avrebbero visto la Terra del latte e miele, ma per raggiungerla, dovevano

camminare di giorno, poi la sera avrebbero piantato una tenda fuori

dall'accampamento dove era depositata la Legge e chiunque cercava conforto

poteva uscire dall'accampamento e andare da solo davanti alla tenda a pregare.

Solo Veltrone' poteva entrare nella tenda, perche' diceva che da li' parlava con

Dio a faccia a faccia. Che poi la faccia del suo Dio era un po' cosi'. Ci aveva

il ciuffo alla Kennedy e il pizzetto alla Lenin, pelato come Ghandi e con una

voglia di Cocacola sulla fronte come Gorbachov.

Quando Veltrone' entrava nella tenda di prostravano tutti, e quando Veltrone'

usciva dalla tenda tutti ringraziavano.

E tutti dovevano dare il loro contributo per mantenere la tenda e tutti gli

addetti alla tendatura.

Avevano inventato la Libera Chiesa in Libero Stato.

 

L'ALLEANZA

Ovvero: dai libri apocrifi il Mose' secondo i radicali

 

Ogni volta che Pannelle' entrava nella tenda, bruciava ogni sorta di spezia

profumata che aveva trovato da quelle parti e cosi' si inebriava di fumo e di

incensi, poi usciva un po' fumato e declamava un articolo di quello che secondo

lui era il decalogo, che tutti insieme facevano pressapoco cosi':

 

Primo: Non contrarre alleanze ne' col governo ne' con le opposizioni

Secondo: Libera droga in libero Stato

 

 

Terzo: Mangerai pane azzimo altrimenti l'altro

Quarto: I primogeniti son belli e tutti gli altri son rutelli

Quinto: Riscatterai con un obolo radioradicale

Sesto: Lavorerai sei giorni e il settimo ciccia

Settimo: Fonderai un partito transalpino, transnazionale, transessuale

Ottavio: Porterai al partito le primizie del tuo lavoro

Nonno : Non farai alleanze con le forze plutocratiche antilibertarie

antiliberiste liberticide, liberticole e libertali

Decimo: I versamenti vanno fatti sul c/c numero....

 

Al che i radicali cominciarono a chiedersi:

-Ma non e' una stronzata? E noi tanti sacrifici abbiamo fatto per queste

pinzillacchere? Ma abbiamo bisogno di qualcosa di forte, di leggi che restino

nella storia dell'umanita', via Pannelle', facci sognare!-

 

Al che Pannelle' si ricordo' delle tavole che aveva spaccato in un momento di

rabbia sul monte Sinai e disse:

- Oddio Bonino! Andatele a riprendere! - E fece tornare indietro Negri e la

Faccio che alla vista delle tavole e della gran strada che avrebbero dovuto

percorrere per tornare indietro, si misero in equilibrio su di esse e

scivolarono fino a valle inventando il Surf.

Quando glie le riportarono, Mose' si ritiro' nella sua tenda a leggere il

Levitico e poi dette i Numeri e infine mori' di per una trombata, a Gerico.

 

 

 

 

 

 

GIOSUE'

Potremmo dire senza ombra di smentite che questo sia il personaggio biblico a

cui si ispira Berlusconi. Infatti questo si puo' definire il primo leader

politico della storia. Aveva ereditato un popolo allo sbando, che non sapeva

dove stava andando, e gli aveva fatto vedere la meta che stava al di la' dal

guado. Proprio come Craxi e i socialisti!

Quando il popolo ebbe attraversato il Giordano, prese un coltello di pietra e

mentre faceva il suo discorso programmatico li circoncise TUTTI! Provocando con

il suo discorso la piu' grande rottura di cazzo nella storia di un congresso di

partito, dopo di che celebrarono la Pasqua che come tempo metereologico era

cosi' cosi' ma che agli uomini bruciava non poco.

 

Poi Giosue' ispirato dal suo Dio, fece fare un giro delle mura di Gerico per

ogni giorno per sei giorni e poi il settimo giorno fece fare sette giri delle

mura di Gerico suonando le trombe e cosi' con sole tredici trombate le mura

crollarono, Gerico venne conquistata e tutti gli abitanti massacrati, compresi

muli e cavalli.

 

 

Poi dopo aver maledetto gli abitanti e chi avrebbe ricostruito Gerico, Giosue'

si fece proclamare Giudice e con i suoi buontemponi se ne ando' ad occupare la

Palestina.

Morale: Se vuoi farti una posizione nella vita non basta rompere il cazzo alla

gente ma bisogna farsi anche qualche sana trombata.

Vedi anche alla Voce: Canale 5.

 

 

 

SILVIEDEONE

 

Un giorno Silviedeone, figlio di Ofra, stava contando il grano nel suo Paradiso

fiscale, quando si chiese:

-Ma se Dio e' con noi, che tradotto in tedesco si dice "Got mit uns", chi me lo

fa fare di lavorare come un cretino?

Ma se io sono venuto fino a qui, ho visto la situazione, perche' non vinco, che

in latino si dice: "Veni vidi vici" ?

Ma perche' se non ho voglia di lavorare gli altri devono pensare male che in

francese si dice: " Honi soit qui mal y pense " ?

Insomma pensati che ti ripensa, sta di fatto che in sei e sei dodici Silviedeone

si fece eleggere Monarca dal popolo ed emise la sua Magna Carta dei Diritti dei

Lavoratori, che era costituita da due soli articoli semplicissimi:

 

Primo: Lo Stato sono me

Secondo: Bisogna lavorare per lo Stato

 

Che pero' faceva nascere un problema non da poco:

"Se lo Stato sei te, quando muori tu, perche' non io?"

E Silviedeone rispose benevolo, va bene, allora muori tu.

E ammazzo' tutti i dissidenti politici.

 

Passarono un po' di generazioni e la Monarchia ormai si era consolidata. Alla

morte di un monarca infatti, il popolo sorteggiava il suo prossimo Re e questo

duro' fino alla venuta di Samuele che si  invento' la formula: paghi due e

prendi tre, che consisteva nel:

Uno: prendere l'obolo dal popolo.

Due: ungere il Re.

Tre: prendere l'obolo dal Re.

E le cose andarono bene per un po', finche' Samuele, che in un primo momento

aveva unto Saul, poiche' si era pentito, in seguito aveva unto anche Davide,

scatenando un conflitto che levati, dovuto anche al fatto che Saul, poveretto,

dalla sua parte aveva quel porta sfiga di Gionata, suo figlio, che non passava

giorno che non glie ne combinava una delle sue.

Insomma, era nato il primo Conflitto di interessi tra Samuele e Davide tutti e

due che si ritenevano gli Unti del Signore ma che invece erano solo sporchi.

 

 

 

 

 

 

Questo che segue e' invece il seguito della Bibbia senza Berlusconi.

Lo so, e' una bestemmia, ma io ci ho provato lo stesso.

E' la Bibbia raccontata da un sindacalista scoppiato:

 

***

 

DAVIDE

 

Arrivato Davide al Trono,  perfeziono' la Monarchia emanando la seguente

modifica:

Primo, lo Stato sono me

Secondo, tutti devono lavorare per lo Stato

Terzo, allo Stato devi dare anche il culo, se non il tuo almeno quello di tua

moglie

e a Uria l'Hittita che obiettava, Davide disse benevolo:

-Ma va' ammori' ammazzato! - e cosi' fu.

 

E cosi' Davide, che era un ruttino, cioe' il discendente di Ruth, genero' con

Betsabea un figlio che in un primo momento volevano chiamare

"Contemporaneamente" perche' ci aveva il padre morto che era cornuto e

contemporaneamente era figlio di puttana, pero' poi ci ripensarono e lo

chiamarono Salomone.

 

Davide aveva altri due figli, Assalonne e Tamar, che erano stati generati da

altre due mogli all'insegna del "volemoseme bene" e fedeli al motto di famiglia,

Tamar si era scopato la sorella e Assalonne, che  l'aveva presa bene, prima lo

aveva fatto sgozzare e poi addirittura si era rivoltato contro il padre che

fuggi' credendo che il giovane volesse prendergli il trono. Invece lui, appena

arrivato a Gerusalemme, da fine intenditore, si prese tutte le sue concubine.

Ma qualcosa non dovette andare per il verso giusto, perche' nella seguente

battaglia Assalonne prese la fuga ma gli si impigliarono le corna tra i rami di

una grossa quercia e rimase li' sospeso finche' non lo trafissero come un tordo.

 

Passata la paura, Davide ci penso' su  decise di prendere provvedimenti per la

successione al trono e per il mantenimento delle proprieta' anche dopo la morte

del legittimo proprietario.

Allora fece impiccare tutti i figli di Saul e visto che era rimasto solo il suo

Salomone,  invento' l'eredita', dopo di che si mise a cantare:

"Il signore e' la mia roccia

la mia fortezza,

il mio rifugio,

la mia rocca,

il mio scampo,

 

 

il mio salvatore

il mio scudo

e via cosi' per salmi e salmi, finche' il suo Dio, benevolo e misericordioso, si

accorse del suo umile servo, gli si accosto' e gli disse:

" Ma lo sai che sei proprio un bravo figliolo? Ma lo sai che quasi quasi io ti

tolgo qualche peccatuccio di cui ti sei macchiato come per esempio, l'omicidio,

la strage, il concubinaggio, il tradimento, la bigamia, il furto e

l'usurpazione? Ma lo sai che quasi quasi io nell'immensa mia benevolenza ti

cancello queste colpe? "

Al che Davide riparti' col panegirico:

Il signore e' il mio pastore e nulla mi manchera'  e via per altri duecento

salmi.

Allora Lui, sorridendo benevolo gli disse: "Va bene, ma una piccola

penitenziuccia la vogliamo fare, si' o no?"

-Ma si,- disse Davide - e facciamo questa penitenzuccia! -

" Allora scegli: dire, fare, baciare, lettera o testamento? "

Davide scelse "fare" e Silvio gli chiese:

" Preferisci patire sette anni la fame, fuggire per tre mesi dal tuo nemico che

ti inseguira' senza darti tregua oppure tre bei giorni di peste per il tuo

popolo?"

E Davide che quando c'era da fare l'altruista non lo batteva nessuno disse:

-Ma facciamo tre giorni di peste, e che non se ne parli piu' -

E cosi' Silvio fece una strage, facendo morire settantamila innocenti.

E alla fine Davide, tutto contento eresse un altare sul Monte di Sion.

Questo per dirti che anche Silvio ormai era diventato monarchico.

 

 

 

SALOMONE

 

Quando un uomo invecchia e comincia ad avere cosi' freddo che non riesce piu' a

scaldarsi, di solito in famiglia i parenti cominciano a mormorare " bisogna

ricoverare il nonno". A Davide invece successe che gli misero nel letto una

verginella calda calda ma lui si lamentava lo stesso per il suo destino troppo

duro, ma solo quello.

Dopo una sventata congiura di palazzo, finalmente Salomone sali' al potere e

fece fuori il fratello Adonia e Gioab che avevano tutti e due invocato la

clemenza toccando l'altare nella tenda del loro Dio.

Affinche' il sangue di questi due innocenti non ricadesse sul suo capo, il gran

figlio di una Betsabea li fece uccidere da Benaia', inventando cosi' il sicario

prezzolato, figura benemerita nella storia della monarchia.

Dopo questo misfatto rimasto impunito, Salomone sposo' la figlia del Faraone per

non avere problemi ai confini del regno e comincio' la costruzione del Tempio.

 

Un giorno gli vennero portate davanti due prostitute che litigavano perche' si

 

 

contendevano un bambino. Ognuna di loro diceva di essere la legittima madre e

cioccavano e gridavano e si tiravano i capelli disturbando Salomone che era

tutto preso coi progetti per la costruzione del Tempio.

Lui si infastidi' di tutto quel casino e allora ordino:

-Smettetela di rompermi il cazzo con queste due troie, tagliate il bambino in

due e dategliene un pezzo ad ognuna cosi' imparano -

Al che una delle due si calmo' mentre l'altra grido' di non fare del male al

bambino che non lo voleva piu', ma che lo dessero a quell'altra. Al che Salomone

capi' che l'amministrazione della giustizia e' un'arma micidiale, cosi' lui

diede il bambino a quell'altra e  rinforzo' il suo potere avocando a se' la

giustizia.

Cosi' da quel giorno, chiunque volesse mantenere un privilegio aveva bisogno di

una legge promulgata dal Re, per far applicare la legge aveva bisogno dei

soldati al servizio del Re e per quelli che violavano la legge c'era la chiamata

a giudizio, naturalmente dal Re.

E la madre legittima del bambino conteso? Vi chiederete voi.

Tutto e' bene quel che finisce in bene.

Voleva giustizia e venne giustiziata.

 

 

 

IL MEROLONE DI SALOMONE

 

Piu' il tempo passava e piu' la fama di Salomone varcava ogni confine. E si

parlava delle ricchezze del Re Salomone, favolose.

E le miniere del Re Salomone, infinite.

E le donne di Re Salomone, bellissime

E il Tempio del Re Salomone, inimitabile.

Ma la cosa che a quei tempi lo rese maggiormente famoso, fu l'anello del Re

Salomone che altri non era che un cerchietto d'oro con cui lui aveva fatto il

"piercing" al suo membro e che teneva imprigionato quello scatenato, tanto che

le donne un po' per celia e un po' per non morire, lo maneggiavano tenendolo per

l'anello cosi' come il fattore afferra il naso del toro per portarlo alla monta.

 

La regina di Saba, che era una bbona, avendo udito parlare della fama del Re

Salomone si precipito' per metterlo alla prova e quando finalmente pote' toccare

con mano tanta opulenza disse:

-         Era proprio tutto vero quanto ho udito al mio paese, ma non l'ho

creduto finche' non sono venuta. - e se ne ando' soddisfatta non senza aver

lasciato l'obolo di diamanti, cammelli, tessuti, perche' a quei tempi, erano le

donne che pagavano.

 

 

Salomone ebbe per mogli settecento principesse e trecento concubine e regno' per

quarant'anni in mezzo a tutte queste donne

beato e felice, perche' tutte quelle isteriche intorno a lui gridavano dalla

mattina alla sera si' che sembrava di essere al mercato del pesce, e lui

serafico che diceva a tutte:

- Si', cara - e sorrideva, perche' il suo Dio degli eserciti, lo aveva

benevolmente fatto diventare sordo.

 

Dopo Salomone il regno venne diviso in due tra Roboamo e Geroboamo, poi venne

Abian, Asa Nabad, Baasa, Ela, Zimri, Omri, Acab e Elia ma le cose per il popolo,

ormai restarono sempre le stesse anzi, se si puo' dire, peggiorarono perche' con

la costruzione del Tempio si formo' attorno a Davide e poi a Salomone e a tutti

gli altri Re, una cosiddetta "classe dirigente" che era costituita da

ventiquattromila leviti che dirigevano i lavori del tempio, seimila scribi,

quattromila portieri e quattromila che durante la costruzione lodavano il

Signore.

 

Poi vi erano i Ghersoniti, i Ladaniti e i Simeniti che coi figli della tribu' di

Aronne, furono scelti per consacrare le cose sacrosante loro e i loro figli e i

figli dei figli, grazie all'istituto dell'eredita' tanto benevolmente messo in

pratica da Davide e mantenuto dai Re seguenti.

Poi a questa classe dirigente si affiancarono le classi dei sacerdoti, dei

cantori, dei portieri, i militari, i capi delle tribu' e i loro aiutanti, gli

incaricati alla custodia del tesoro, all'agricoltura, alle vigne, al bestiame, e

alle vendite. Praticamente con la costruzione del Tempio vennero istituiti i

Ministeri, i sottosegretari e i portaborse.

Ma a lavorare, ci andavano sempre gli stessi

 

.

 

L'IMPERO PERSIANO

 

Le cose andarono avanti un bel po' di anni e anche gli altri popoli che non

erano micchi, invece di starsene in pace a godersi i frutti del loro lavoro, si

fecero tutti piu' o meno assoggettare da un Re o Principe o qualcuno insomma che

li proteggesse mentre loro si facevano un culo cosi',  producevano ricchezza per

tutti ma chi se la godeva erano solo i nobili perche' quelli che lavoravano non

avevano tempo ma i nobili di tempo ce ne avevano a iosa, tra una guerra e

l'altra, perche' ogni tanto, per ragioni piu' o meno futili, un Re dichiarava

guerra ad un altro Re e allora diceva alla gente:

-Popolo! - perche' quando la gente la devi intortare e' meglio che la chiami

 

 

popolo - Popolo, i nostri vicini vogliono le nostre terre,  smettetela di

lavorare e prendete in mano i bastoni per difendere la nostra Patria.-

E capirete che questo discorso andava bene per tutti, sia per il Re dei bianchi

contro i neri, che per il Re dei neri contro i bianchi e cosi' il popolo

prendeva in mano i bastoni ed andava a farsi massacrare dai soldati tutti

vestiti di ferro e con lame affilate che li tagliuzzavano come tanti spezzatini.

Finche' i due Re facevano pace e il popolo piangeva i suoi morti.

Poi tornavano tutti a lavorare.

Meno i nobili che andavano a caccia con il Re.

 

Invece successe che Nabuccodonosor che era una lenza, fece una bella pensata:

Perche', si disse, debbo ammazzare gli ebrei quando posso derubarli di ogni loro

avere e deportarli a Babilonia per farli lavorare gratis?

E invento' il bottino di guerra.

 

Quando sali' al potere Ciro il Grande di Persia, chiamo' Mitridate il suo

tesoriere e si fece contare il bottino di guerra degli ebrei che era costituito da:

Trenta bacinelle d'oro, mille d'argento, ventinove coltelli, trenta coppe d'oro,

quattrocentodieci coppe d'argento e altre mille suppellettili.

Allora Ciro si disse: - Ma io per queste quattro cianfrusaglie devo mantenere

quarantatremila persone, seimila asini, milleduecento tra cavalli e cammelli e

cantori, sacerdoti, schiave e puttane? Ma andassero tutti a quel paese! - e li

rimando' tutti a casa loro.

Quello che puo' sembrare un passo indietro per la Monarchia si rivelo' invece

una mossa astuta, perche' una volta tornati a casa loro, gli ebrei nel loro

territorio, dovevano lavorare per il Re di Persia il quale aveva imposto il

cambio della moneta persiana per il doppio della moneta israelita, e cosi' con

le ricchezze che il popolo israelita gli versava, il Re di Persia comprava da

Israele le materie prime pagandole con la moneta locale, invece vendeva

manufatti e servizi accettando solo moneta persiana.

Aveva inventato l'Impero e l'imperialismo.

 

Ora a rigor di logica, questo andazzo non avrebbe potuto durare per molto,

perche' il popolo unito avrebbe potuto ribellarsi in mille modi all'oppressore

straniero, e se non proprio al tempo di Ciro, almeno durante il regno di

Artaserse o almeno a quello successivo di Dario, avrebbero potuto prima o poi

approfittare di un momento di debolezza politica di uno dei Re di Babilonia per

rompere le catene, e invece no. E sapete perche'? Perche' Ciro, non per nulla

detto il Grande, nel mandarli a quel paese, cioe' il loro, gli disse:

-Ma perche' non vi ricostruite il Tempio distrutto da quel buontempone di

Nabuccodionosor? -

E fu cosi' che di fazione in fazione, di opposizione ai lavori, di lotte tra

tribu' che volevano essere le uniche depositarie della costruzione del Tempio,

il Tempio sta ancora li' con tutte le sue belle rovine e Bagdad ha fatto in

tempo a mangiarsi tutto il capitale con Saddam Hussen, senza che si facessero

 

 

concreti passi avanti in nessuna direzione.

Perche' Ciro aveva inventato il confronto politico.

 

E finalmente arrivo' Alessandro Magno, figlio di Filippo il Macedone che dopo

aver battuto Dario, regno' su un impero che dalla Grecia si estendeva su tutto

il mondo allora conosciuto.

Ammalatosi giovane, capi' subito che non avrebbe potuto mantenere da solo tutto

quel ben di Dio e cosi' ebbe un colpo di genio: all'insegna del "Divide et

impera" prese alcuni dei suoi ufficiali piu' illustri che erano stati educati

con lui fin dalla fanciullezza e divise con loro il Grande Impero MENTRE ERA

ANCORA VIVO!.

Che cosa aveva inventato Alessandro Magno?

Aveva inventato il Governo di coalizione.

 

Ma dall'altra parte del Mare Nostrum un'altra Civilta' avanzava.

I Romani, un gruppuscolo di violenti e poco acculturati, dopo aver distrutto le

popolazioni pacifiche dell'Italia centrale, si misero in testa di moltiplicarsi

senza pagare la dote per le legittime mogli e rapirono le Sabine. Poi

distrussero tutto quello che incontrarono sul loro percorso e sui loro commerci

fino a Cartagine.

Dopo di che instaurarono il monopolio.

Alla fine pero' si dissero: ma perche' distruggere gli altri commerci quando

invece possiamo esportare la nostra tecnologia e costringerli a produrre per

noi?

Cosi' ogni soldato romano si mise nello zaino un badile, il filo a piombo e

squadra, e dopo aver combattuto e conquistato nuove terre, insegnava alle

popolazioni locali a costruire le strade, a fare case in muratura, acquedotti et

similia. Poi organizzava i commerci e Roma incassava i tributi.

Avevano inventato il colonialismo.

 

 

PARTE SECONDA

 

A questo punto devo ringraziare la mia buona stella per essere arrivato a questa

parte che come sapete, parte seconda.

Perche' se partiva prima, mi avrebbero gia' bruciato su un rogo alto cosi' per

poi spargere le mie ceneri ai quattro venti.

Perche' arriva adesso la parte difficile da spiegare.

Innanzi tutto una premessa:

Siamo tutti qui ad analizzare l'organizzazione sociale degli ultimi due millenni

e non certo a contestare tutto cio' che e' materia di fede, ma e' arrivato il

momento di parlare di Gesu' Cristo e capirete che adesso ci inoltriamo in un

terreno cosi' minato che per una parola in piu' o in meno, l'Inquisizione ha

pure garrotato gente migliore di me, che non era poca.

Allora, noi crediamo a tutto quello che appartiene alla nostra Religione, e non

 

 

contestiamo affatto che Gesu' Cristo sia figlio di Dio, anche se lui non l'ha

mai detto.

Accettiamo che sia nato da una donna che aveva fatto solo il "petting" col

fidanzato e che fosse rimasta incinta senza penetrazione. Non contestiamo che

Lui  camminasse sulle acque, moltiplicasse derrate, che maledisse un fico che

non faceva frutti fuori stagione, che si alzasse con il corpo e uscisse

dall'orbita terrestre dopo aver superato il punto G.

Ma per continuare la nostra storia abbiamo bisogno di lavorare sull' ipotesi che

Cristo fosse umano, bravo, furbo, appassionato, buono.

E qui casca l'asino. Perche' sono secoli che ci riempiamo tutti la bocca con la

bonta' e con la necessita' di essere piu' buoni, e poi andiamo in giro per il

mondo a sbudellare, torturare, opprimere, con crocefissi e Bibbie in mano.

E se capita poi qualcuno che e' buono davvero, tutti a guardarlo un poco in

cagnesco, ma se lui insiste, alla fine li' a dargli un premio, la caramella, la

pacca sulla spalla,  l'Ambrogino, il Nobel per la Pace...

Ma se per caso capita che sei buono, ma proprio buono, allora dicono di te  che

non e' possibile, che non sei normale, e allora ti fanno Santo.

Ma se anche da Santo sei buono ma buono allora diranno di te che non e'

concepibile che cosi' buono tu possa essere umano, e allora diranno che sei

figlio di Dio.

Quindi per concludere, la prima considerazione: meno male che Gesu' Cristo e'

figlio di Dio e non si mette in dubbio altrimenti, andava a finire che mettevano

in giro la voce.

 

Anche se a pensarci bene, a quei tempi, dopo che i sacerdoti del Tempio ti

avevano estorto i contributi con l'inganno perche' dicevano di essere al

servizio del loro Dio, dopo che Mose' aveva istituito i tributi per la Chiesa

dicendo che lui parlava col vero Dio faccia a faccia, dopo che i Re si facevano

mantenere dalla comunita' perche' dicevano di essere unti del Signore, a un

povero Cristo che arrivava da quelle parti, non rimaneva piu' nulla da dire, e

se voleva veramente attirare l'attenzione sui suoi discorsi, cos'altro poteva

inventarsi?

 

Ma continuando le nostre considerazioni, diciamo che Gesu' Cristo non ha affatto

tentato di cambiare la struttura sociale che gli stava intorno:  venne

circonciso, caccio' i commercianti dal Tempio, insulto' i preti di allora, cioe'

gli scribi e i farisei, e anche quando gli chiesero se bisognava pagare le tasse

lui rispose:

-Date a Cesare quel che e' di Cesare - e i Romani capirono ventun coltellate e

aspettarono le Idi di Marzo per dargliele in Senato.

 

Di fatto, la rivoluzione cristiana si puo' sitetizzare in:

1) Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, che significa

fai un po' quello che ti pare ma fallo con grazia.

2) Ama il tuo prossimo, non questo, il prossimo.

 

 

 

Successe tutto il giorno di Pasqua del 33.  Cominciarono fulmini, tuoni, lampi e

tempesta e Gesu' Cristo, che usci' dal sepolcro, avviandosi verso casa, disse: -

Non ci sono piu' le stagioni di una volta - e ando' a quella famosa cena che era

da venerdi' che la rimandavano.

 

Furono gli Apostoli che nel costituire l'idea di una nuova societa' pensarono a

una comunita' di tutti uguali, dove tutti si amavano e dove ognuno dava alla

societa' secondo le proprie capacita' e prelevava a seconda dei bisogni.

Avevano inventato il socialismo reale.

 

 

L'IMPERO ROMANO

 

Le cose funzionavano cosi': Roma aveva un esercito imbattibile che se ne stava

in giro per il mondo conosciuto a fare sfracelli, a conquistare province, a

sedare rivolte.

Una parte di tutti i beni prodotti nell'Impero veniva convogliata a Roma che

esportava la sua tecnologia, le strade, l'esercito, la lingua latina, la

scrittura.

Un rigido e complicato codice di diritto che e' arrivato pressocche' intatto

fino ai nostri giorni, regolava e difendeva le proprieta' dei pochi eletti,

mentre la stragrande maggioranza degli abitanti dell'impero non aveva e non

contava un cazzo.

In pratica pero' a Roma a lungo andare non si produceva piu' nulla e questo

porto' la decadenza e la rovina dell'impero.

Se ci fate caso, assomiglia brutalmente all'Impero Americano dei nostri giorni.

 

Le due cause principali della caduta dell'impero Romano, furono, a detta degli

esperti,  la perdita dell'Egitto e di conseguenza la mancanza di un supporto per

la scrittura quale il papiro, e la corruzione che venne dalla Grecia, prima di

tutto con le sette segrete che di nascosto diffondevano una strana dottrina

degli schiavi chiamata Cristianesimo, in cui si diceva, udite udite, che siamo

tutti uguali !

Poi perche' perduti i vasi greci, che oltre tutto costituivano un altro prezioso

supporto per la scrittura, cominciarono a stipare il vino in recipienti di

metallo con leghe al piombo e zinco che minarono la salute della popolazione.

 

Poi ci furono altre mille concause, quali l'emigrazione clandestina di popoli

che cercavano climi piu' miti e condizioni di vita migliori, la corruzione della

classe politica, la mancanza di giustizia, insomma uguale uguale a noi, adesso,

qui.

 

Successero molte cose, dalla caduta dell'Impero Romano, la piu' importante delle

quali fu che tale caduta si trascino' dietro un casino di cose, di fatti, di

strutture, di idee.

Ma la cosa piu' importante di quel periodo e di tutto il Medio Evo, la scintilla

 

 

che tenne acceso l'ingegno, il collante che tenne insieme l'Italia e l'Europa,

fu l'odio e la paura.

 

La paura fece si' che intere popolazioni si chiudessero tra le mura di citta'

fortificate, sotto castelli inespugnabili, e l'odio fece in modo che tali citta'

si facessero continuamente la guerra tra di loro, mai andando d'accordo su

niente, e se tu eri nemico del mio vicino allora eri mio amico con cui si

potevano costruire alleanze da tradire alla prima opportunita'.

 

I due imperi limitrofi all'Europa, quello Islamico e quello Mongolo/Cinese,

invece, all'insegna del volemose bbene e siamo tutti figli di dio e

dell'Imperatore, a dispetto di tutta la tecnologia che disponevano, non fecero

molti progressi ed e' facile capire il perche'.

Un giorno l'imperatore della Cina, che per ragioni religiose, voleva tenere il

suo popolo legato alla sua terra, promulgo' un editto con cui

ordinava a tutto l'impero di distruggere la flotta, e tutta la flotta cinese

venne distrutta in un giorno!

Capirete che se la stessa cosa fosse successa in Europa, per esempio,

difficilmente si sarebbe potuto far eseguire lo stesso ordine a Genova, Pisa,

Livorno, Venezia, Amalfi, Londra, Madrid, Oporto, Oslo, Anversa, Edimburgo,

Cipro e Gibilterra.

E cosi' quando l'Islam proibi' le arti figurative, alcune forme di scrittura, e

contatti commerciali con l'Europa tutti obbedirono, chiudendosi in un'autarchia

alla lunga dannosa e improduttiva.

Ma andiamo oltre

 

Diciamo che per lunghi secoli, le cose per il popolo bue non cambiarono di

molto, ci fu l'editto di Costantino per liberalizzare il culto, e qualche

Concilio per dire se Gesu' fosse transustanziale con il Padre o per stabilire se

il Vescovo di Roma fosse superiore a tutti gli altri, ma per la povera gente ci

fu solo  una Carta dei diritti dell'Uomo del 1200 promulgata in Inghilterra, che

non e' molto, ma che fece da riferimento per i Padri fondatori degli Stati Uniti

che la misero nellaCostituzione. Poi fino alla Rivoluzione Francese non successe

un bel niente.

 

 

 

LA REVOLUTION

 

La Rivoluzione Francese insegno' all'umanita' un casino di cose, ma le

fondamentali sono solo un paio:

Primo, appena arrivi al potere con un atto rivoluzionario, taglia la testa a

tutti i perdenti altrimenti, si nascondono sotto terra come le patate e al primo

sole della controriforma, ricicciano.

Secondo: gia' che ci sei, taglia la testa anche ai primi vincitori che si

insediano al potere, cosi' quelli che vengono dopo, ci pensano un po' su prima

di farsi corrompere.

 

Fu cosi' che il vento della rivoluzione spazzo' via tutto il vecchio, dai nomi

delle cose, ai concetti filosofici, e il popolo era sovrano, e tutti potevano

votare per eleggere i propri amministratori meno  le donne, e i palazzi

sequestrati ai nobili diventavano di proprieta' del popolo prendendo ognuno una

funzione sociale, uno dove si andava a scuola, uno per fare l'ospedale, uno per

l'amministrazione. Insomma, c'era da non crderci, il popolo finalmente respirava

una ventata d'aria nuova. Respiro' cosi' tanto che arrivo' Napoleone e restauro'

tutti i privilegi della tirannia.

 

Si fa in fretta adesso a dire che Napoleone era un fetentone, perche' forse non

lo era del tutto. Ma Bonaparte, si'.

Lui voleva un'Europa unita sotto la sua corona, che poi era quello che vollero

Hitler da una parte del mare e Lincoln dall'altra, e tutti e tre sapevano che

unificazioni cosi' drastiche si possono ottenere soltanto tramite una guerra e

cosi' chiamarono il popolo e gli dissero:

-Armiamoci e partite! - e via, coi macelli culminati con le due guerre mondiali

che a tutt'oggi hanno lasciato una situazione che si puo' facilmente

sintetizzare in poche parole:

 

- Non ci sono risorse per tutti

- Allora e' meglio che quelle poche ce le teniamo noi

- E agli altri, ciccia

 

Ma nuovi cataclismi si profilano all'orrizzonte. Nuove orde barbariche bussano

ai confini dell'impero e a noi e alle nostre coscienze si pone di nuovo la

domanda:

E' meglio cacciarli via, a rischio che diventino pericolosi e improduttivi o non

e' meglio accettarli ed emarginarli in lavori umilianti che tanto non vuole fare

piu' nessuno, finche' non imparano a stare in fabbrica a produrre beni a basso

costo?

E' meglio che stiano a casa loro a fabbricare maglioncini e palloni da football

per un pugno di riso o e' meglio che vengano a farli qui cosi' possiamo

togliergli una parte dei guadagni con affitti esosi, cibo esotico importato ad

alto costo esclusivamente per loro, imposte e tasse ?

E' meglio che loro stiano li' e noi andiamo li' in vacanza coi villaggi Alpitour

a fotografarli e adire "pittoresco!" o non e' forse meglio che loro si

accalchino tutti qui cosi' noi poi ci trasferiamo li' dove troviamo tutto pulito

e poco inquinato?

Ai posters l'ardua sentenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPENDICE

 

Da: Il Vangelo secondo Silvio

 

In illo tempore l'Unto del signore si era recato in Gonzolandia insieme con i suoi discepoli:

Duecolli ( un tempo si era chiamato Tremonti ma ora il suo prestigio si era ridotto),

Duecoglioni,( un tempo si era chiamato Maroni ma ora rappresentava anche Bossi) e una vecchia

bagascia, detta Maiscritta ( un tempo era stata Letta ma ora non la leggeva piu' nessuno).

 

Arrivato nei pressi di un monte, Nostro Signorsilvio comincio' lentamente a levitare

finche' rimase sospeso qualche metro al di sopra delle teste di cazzo che erano venute ad

ascoltarlo:

"Beati gli ultimi." diceva " .se i primi sono onesti!

  Beati coloro che hanno fame perche' verranno diffamati

  Beati coloro che hanno la Sette (Tronchetti & Provera) perche' spegnendola verranno

rimborsati

  Beati coloro che vogliono giustizia, perche' saranno giustiziati."

 

Il popolo bue la' sotto ascoltava perplesso, perche' gli avevano promesso il Paese della

Cuccagna, ma si erano accorti che gli stavano crescendo le orecchie d'asino a tutti, meno

che al nostro Unto che pero' mentre parlava ogni tanto gli si allungava il naso a

dismisura:

 

"In verita' in verita' vi dico." e gli cresceva il naso perche' gia' questa era una bugia

".che questa e' una finanziaria senza precedenti!" e il naso si fermava perche' nessuna

finanziaria e' uguale ad un'altra.

" Vi presento la manovra da 20.000 miliardi che non tocca la spesa sociale.

Non ci sono tagli alle spese. Per nessuno. Soprattutto, non solo non aumentano le tasse ma

diminuiscono per 28 milioni di cittadini"

e il naso si allungava.

 

"Abbiamo individuato un innovativo strumento di gestione dei fondi delle aree depresse."

e il naso si fermava perche' Nostro Silviuccio evidentemente si riferiva al CIPE

 

 

 

 che esisteva gia' da trent'anni ma lui, por nano, non lo sapeva.

"Abbiamo sempre considerato il Sud una risorsa di questo paese."

e il naso si allungava.

 

Un discepolo dai modi Urbani ma che aveva dovuto subire Sgarbi quotidiani, se ne stava a naso all'insu' insieme agli altri Gonzi, finche' chiese ad un suo collega di governo:

"Ma cosa sta facendo, il Silvio?"

"La moltiplicazione dei pani e dei pesci" rispose schifato Schifano

"Ma ci aveva promesso il montone" si lamento' l'altro

"Cosa vuoi farci? Sono quei disfattisti della sinistra! Loro promettono mari e monti, e

Silvio deve rispondere promettendo Maroni e Montoni.

Pensa che anche a Cana il Silvio aveva promesso la torta e invece hanno dovuto festeggiare

le nozze coi fichi secchi!"

"Pareggeremo mai il bilancio dello Stato?"

"In questo stato e' piu' facile che pareggi il Milan"

 

 

Duecolli intanto aveva preso un altoparlante e aveva chiesto all'Unto del Signore:

"Maesta', se sai fare una manovra da 20.000 miliardi senza tagli per nessuno e con 436

Euro di risparmio per 23 milioni di Gonzi, perche' non hai fatto una manovra da 100.000

miliardi e davamo 2.000 indietro cosi' vincevamo le elezioni per i prossimi trent'anni?

 

Ma il tempo era scaduto e l'elicottero presidenziale si stava lentamente allontanando

dalla folla per riportare il Gransilvio nel suo sarcofago. Lui si porto' una mano all'

orecchio e fece cenno di non aver capito la domanda, ma il naso gli si allungo' ancora una

volta. Allora sorrise e grido':

" Vedi Collina." (era un segnale che Duecolli era stato ancora una volta degradato) " io

non sono per niente stanco!." e volo' via tra un tripudio di Gonzi che non erano stanchi

nemmeno loro.

Non tutti, almeno, ma qualcuno si'.

 

 

 

FINE ?

 

 

 

 

 

VITA MORTE & MIRACOLI

 

 

 

Nel ’94 c’era anche lo Spirito Santo

 

 

don Gianni Baget Bozzo:

«Io tutto quel che avevo da dire a Berlusconi era che credevo nello Spirito Santo e perciò nelle ispirazioni: e la sua mi pareva tale. Da allora cominciai a considerare Berlusconi come un evento spirituale, cosa che mi è ovviamente rimproverata dal mondo cattolico cui appartengo, ma che stranamente, contro i suoi principi, non crede che lo Spirito Santo agisca anche sui laici e sugli eventi temporali».

: «Ciò che è scritto in me, accade. Non ho sbagliato in nulla. Io dico chi è Berlusconi perché lo vedo». E chi è? «Il più grande politico del secolo»

 

Ferdinando Adornato che nel ’94 ironizzava: «Più che Gesù Cristo Berlusconi mi sembra Lazzaro: il miracolato dal vecchio sistema dei partiti

 

Cominciò rivelando di aver deciso, entrando in politica, di «bere l’amaro calice» dopo aver tastato il terreno mandando in giro Vittorio Sgarbi, «il nostro Giovanni Battista». Continuò lanciando ai deputati del Ppi segnali evangelici: « Sinite parvulos venire ad me , lasciate che i piccoli vengano a me». Insistette confidando: «Porto la croce, ma non mi piace tanto farlo». Proseguì ribadendo: «Ho detto: vade retro Satana a tutti i pastrocchi della Prima Repubblica».

 

Lucio Colletti: «può porgere il polso a Costanzo perché senta l’odore di santità»)

 

Ed eccolo chiamare i funzionari di partito «apostoli» delegati a fare i «missionari», eccolo annunziare che «il programma verrà presentato in dodici disegni di legge», come le dodici tavole, eccolo sancire che «il male di questo Paese è che tutti guardano alle loro parrocchie, invece bisognerebbe stare attenti alla diocesi», eccolo sui referendum «rimettersi serenamente al giudizio di Dio», eccolo spiegare: «Uno che arriva come sono arrivato io alla guida dell’Italia è come se in qualche modo fosse stato Unto dal Signore». Un crescendo irresistibile, che sarebbe sfociato nel monito: «I nostri valori sono gli stessi del Pontificato di Giovanni Paolo II». Tesi prefigurata tempo prima in una mitica udienza in Vaticano raccontata da Massimo Gramellini su Micromega . Udienza che avrebbe reso immortale dicendo al Papa: «Santità, mi lasci dire che lei assomiglia al mio Milan. Infatti lei, come noi, è spesso in trasferta, a portare nel mondo un’idea vincente, che è l’idea di Dio».

 

Berlusconi:  «L’altro giorno nella cappella di Arcore ho visto mia madre in

 

 colloquio diretto col mio angelo custode, con mio padre e anche con le zie che sono dall’altra parte: con accenti accorati li rimproverava di non aiutarmi abbastanza». «Sì, sono religioso, cattolico praticante. Ho cinque zie suore, e la domenica un mio cugino sacerdote viene ad Arcore a celebrare messa nella mia cappella privata. La comunione? Sì, mi comunico spesso. Anche perché se non lo faccio, mia madre mi chiama in disparte e mi rimprovera: "Cos’hai fatto a Dio, che oggi non ti sei comunicato?"».

 

 suor Silviana Berlusconi: «Quando ho letto gli attacchi che Silvio sta subendo, gli ho subito telefonato e gli ho detto: "Dimmi la verità, ti sei pentito di ciò che hai fatto?" "Zia no", mi ha risposto, "te lo dissi anni fa. Ho come una fiamma nel petto che mi suggerisce di fare qualcosa per il mio Paese. Non piangere, zietta"».

 

Berlusconi: «All’Ospedale San Raffaele una madre mi pregò di convincere il figlio bloccato provvisoriamente su una sedie a rotelle a riprendere a camminare. Mi presentai dal ragazzo e gli dissi: "Giacomo, fatti forza. Alzati e cammina...". Lui, dopo alcuni giorni, si alzò». Il fido Bondi, memore del lupo di Gubbio, conferma: «Un giorno due molossi si pararono davanti a Dell’Utri e al Dottore: Egli con un grido li ammansì».

C’è poi da stupirsi se ieri, all’uscita dal Palacongressi, un uomo gli si è gettato davanti in ginocchio? Lui, risorto ieri nel suo firmamento celeste dopo avere srotolato la sindone del lifting , ha sorriso benedicente.

 

Gian Antonio Stella

 

 

 

 

 

 

Una Fiaba moderna

 

C’era una volta un omino piccolo piccolo che era riuscito con l’aiuto di uno stalliere, a costruire una barca, grande, grande e tutti dicevano: “Ma che bella barca!”

E lui: “Ma questo e’ niente. Quasi quasi scendo in campo e vi insegno come si costruiscono le barche,  non solo: io vi firmo un contratto, che se mi date il vostro consenso, vi progetto una barca veloce, ma cosi’ veloce che, vinciamo le Olimpiadi.

 

Il popolo dei formaggini che sognava un mondo migliore, dove le olandesine facevano il bucato e la  Rana dalla bocca larga faceva i tortellini, decise di affidargli tutti i risparmi e si mise ad aspettare.

 

Dopo una legislatura, l’omino piccolo piccolo presento’ il frutto del lavoro dei suoi collaboratori, e mise in acqua una barchetta esile esile, che faceva pure acqua:

Non e’ colpa mia” disse l’omino piccolo piccolo “ sono stati quei proletari comunisti che hanno lasciato un buco nella barca, ma non vi preoccupate, l’imperativo e’ vincere e vinceremo.

 

Arrivarono le olimpiadi e la barca per venire ammessa doveva vincere almeno una qualificazione.

Si schiero’ alla partenza ma arrivo’ ultima e si temette la eliminazione.

Venne aperta un’inchiesta e il direttivo nazionale del partito fondato dall’omino piccolo piccolo, che si chiamava “N.M.P.G.N.T (Nessuno mi puo’ giudicare nemmeno tu) analizzo’ le cause della sconfitta.

 

Conclusione: il difetto stava nel fatto che non si erano distribuiti bene i lavori sulla barca, infatti se negli armi avversari c’erano un capo e otto rematori, nell’equipaggio italiano avevano dovuto metterci un presidente An, un vicepresidente Legaiolo, e un altro Udc, un paio di imboscati, insomma l’equipaggio italiano era composto da otto capi e un rematore.

 

L’omino piccolo piccolo fece ricorso e dopo aver strillato contro la congiura delle toghe rosse olimpiche, per farlo star buono altrimenti non invitava piu’ nessuno nella sua villa in Sardegna, si decise di accogliere il ricorso e di fare una nuova gara, a cui l’equipaggio italiano partecipo’ arrivando ultimo.

 

Il direttivo questa volta analizzo' la situazione e giunse alla seguente conclusione: gli altri avevano mantenuto la loro usuale struttura, cioe’ un capo e otto rematori mente l’equipaggio italiano dopo i correttivi risultava composto da un direttore generale, un amministratore delegato, tre direttori di area, tre capi struttura e un rematore.


”Bisognera’ aumentare le tasse per dotare la barca di un’adeguata tecnologia, ma i soldi non li preleveremo direttamente dalle tasche degli italiani, li andremo a togliere direttamente dalla busta paga.” Disse l’omino.

 

Detto fatto, si preparo’ un nuovo armo e si presento’ un reclamo cosi’ pretestuoso che il comitato olimpico decise di organizzar un ripescaggio.

Si corse a Castel Gandolfo ma malgrado ogni sforzo la barca del popolo dei formaggini arrivo’ ancora ultima.

 

La gente si era un pochino stancata e per la rabbia andava in giro per le strade a cantare:

Giro giro tondo, casca il mondo casca la Terra, questo ci sotterra”

 

Non vi preoccupate, disse l’omino piccolo piccolo, vi giuro sulla testa dei miei figli che vinceremo la prossima gara. Infatti gareggiarono ma ahime’ arrivarono ancora una volta ultimi.

 

Il popolo decise e affidò il nuovo progetto della barca ad un altro omino piccolo piccolo e alquanto decotto che mise insieme una grande coalizione che prese in mano la situazione e analizzo’ gli errori.

Mentre gli altri non avevano cambiato proprio nulla, cioe’ rimanevano con un capo e otto rematori, l’equipaggio italiano aveva optato per una soluzione d’avanguardia: un capo divisione, tre capi area, due responsabili della pianificazione e  due consulenti privati che non distoglievano gli occhi di dosso all'unico rematore, al quale erano stati tolti tutti i bonus e gli incentivi a causa dei precedenti fallimentari risultati. La soluzione era il lavoro co.co.co. ma c’era un piccolo problema: per accontentare sindacati, verdi, rossi, arancioni e cattocomunismi, l’equipaggio doveva essere di dodici elementi e questo era contro il regolamento.

 

Dopo questi fatti ci fu un tremendo ribaltone e si costitui’ un nuovo comitato diretto da un molliccio imbroglione che al grido di “Se po ffà” , affronto’ di petto i problemi relativi alla gara.

Poiche’ si era riscontrato un certo rilassamento nel rematore, specialmente verso il finale della gara, poiche’ il rematore si era dimostrato reattivo invece che proattivo, e il team dirigenziale non era parso capace di lavorare in team, si decise di affidare la scelta del rematore ad un’impresa esterna di lavoro interinale per massificare lo sforzo, fidelizzare alla missione, applicare la strategia di marketing d’impresa ecc. Insomma, partirono in pullman per cercare un nuovo progetto.

 

Come avrete ben capito, malgrado ogni possibile sotterfugio, non ci fu nulla da fare, la barchetta dell’omino piccolo piccolo, progettata dalla sua fervida mente ma costruita con le risorse dei mangiatori di formaggini, e modificata dai “sepoffà” arrivo’ ultima, sempre ultima, inesorabilmente ultima con un PIL attorno allo 0,00 per cento.

 

-          Ve l’avevo detto io, che con questa sinistra mistificatrice non avreste mai e poi mai avuto

risultati.- Disse l’omino piccolo piccolo: Rimettetemi al comando ma non vi prometto nulla.

Il popolo dei formaggini, mormorò deluso.

 

 

-           Cosa? Io vi avrei promesso la vittoria?

Smentisco categoricamente di aver parlato di Vittoria a meno che non mi riferissi alla mia segretaria che appunto si chiama cosi’. Ma se voi mi date ancora cinque anni di fiducia, io ho in mente un progettino che vi fara’ andare alle olimpiadi senza fallo! –

 

Insomma, andare alle olimpiadi senza fallo non era una gran bella prospettiva, ma bisognava fare qualcosa e allora ancora una volta il popolo dei formaggini affido’ le sue sorti all’omino piccolo piccolo che subito attuo’ il progetto che avrebbe aumentato la velocita’ della barca.

Infatti chiamo’ un falegname del varesotto, che aveva in mente di aumentare la velocita’ della barca con un progetto che lui chiamava “devoluscion” che consisteva innanzi tutto nell’accoppiare un rematore per ogni capo. Poi con un paio di mazzate, divise la barca in nove pezzi, uno per ogni capo e uno per ogni rematore. “Ecco, disse, adesso con il federalismo fiscale, ognuno finanzierà il suo pezzo di barca!”

- Soltanto cosi’ – disse il Legaiolo lombardo – si vince!

- Ma galleggia? – chiese l’omino piccolo piccolo

- Certo, la barca e’ di legno!

- No, intendo ma come fa a galleggiare con tutto l’equipaggio?

-  Non ti preoccupare – disse il legaiolo – anche gli stronzi galleggiano, siamo a posto

- Non mi sento sicuro – disse l’omino piccolo piccolo – quasi quasi vado al comitato olimpico e mi faccio cambiare i parametri. Debbo parlarne con Tremonti -

Il sole intanto rideva, tramontando dietro il Resegone...

 

Premier di bugie


Dal conflitto di interessi alla missione in Iraq. Dalle tasse al
lifting. Silvio Berlusconi vanta il governo più longevo della
Repubblica. E si pone al primo posto per il numero di falsi



 Indro Montanelli, dopo averlo avuto come editore per vent'anni, lo
definiva un "mentitore professionale". Maurizio Costanzo addirittura
un "bugiardissimo". Lui invece giura di essere incapace di mentire. E
il suo rapporto con la verità lo ha descritto nel 1994, subito dopo la
discesa in campo: "Io dico sempre cose sincere, anche perché non ho
memoria e dimenticherei le bugie. Come ci si può fidare di chi usa la
menzogna come mezzo della lotta politica? La gente deve fidarsi solo
di chi dice la verità" (2 marzo 1994). Oggi, nel momento in cui il
governo di Silvio Berlusconi diventa il più longevo della storia della
Repubblica, è tempo di bilanci. Davvero il premier è un bugiardo senza
speranza? Per scoprirlo 'L'espresso' ha esaminato i suoi discorsi, le

 


sue interviste, le sue promesse. Il risultato è disarmante.
Negli ultimi quattro anni, escludendo i 115 minuti di deposizione
spontanea al processo Sme-Ariosto (durante il quale Berlusconi riuscì
a pronunciare ben 85 bugie allo straordinario ritmo di una balla ogni
81 secondi), il premier ha mentito quasi cento volte. Per ragioni di
spazio, ecco qui solo l'elenco delle 44 bufale migliori.

1. Interessi sì, conflitto no - 1 "Il conflitto d'interessi sarà
risolto nei primi cento giorni del mio governo" (5-5-2001). "Il
conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (19-12-2003). A
tre anni dalla promessa, la legge sul conflitto d'interessi non è
stata ancora approvata.

2. Interessi sì, conflitto no - 2 "Il conflitto d'interessi esiste
solo nel senso che le mie aziende ci hanno rimesso da quando sono
entrato in politica al servizio del Paese" (21-12-2001). "Il conflitto
d'interessi è una scusa. Tutti vedono bene che non c'è nessun
conflitto d'interessi. Anzi, io non posso fare che cose sfavorevoli al
mio gruppo. Non c'è stata una sola decisione assunta da questa
maggioranza e da questo governo che abbia portato cose a mio favore.
Da quando sono sceso in politica, il mio gruppo ha subìto soltanto
danni enormi" (7-5-2003). In realtà, Mediaset e le altre aziende del
premier hanno guadagnato milioni di euro dai vari condoni fiscali,
dalla legge Tremonti, dalla legge salva-Rete4, dall'accordo
Mediolanum-Poste, dalla pubblicità istituzionale sulle reti del
Biscione, senza contare i continui rialzi in Borsa del titolo Mediaset
a ogni stormir di fronda governativa.

3. Dipendenti Mediaset "Ho messo su un'azienda da 50 mila dipendenti"
(conferenza stampa di fine mandato europeo, 13-12-2003). Ma dal
rapporto R&S 2003 di Mediobanca si apprende che alla fine del 2002 i
dipendenti dell'intera galassia Fininvest erano appena 10.095.

4. Solo 3 leggi ad personam Dice a Strasburgo il 2 luglio 2003 che si
è fatto solo "in tre casi" leggi per lui, mentre invece sono almeno
sette: rogatorie, falso in bilancio, Cirami, lodo Maccanico, tassa
successioni e sulle donazioni, Gasparri, decreto salva Rete 4.

5. Ciampi d'accordo su Gasparri Berlusconi, uscendo dal Quirinale,
annuncia che Ciampi è d'accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale
smentisce: "Non ne abbiamo mai parlato" (2-8-2003), lui deve
rettificare dando la colpa ai giornalisti.

6. Lodo senza padri "Sul Lodo non ho dato parere positivo, ma ci sono
insistenze..." (al Tribunale di Milano, 17-6-2003). "Io non c'entro
nulla con questo Lodo: è stata un'iniziativa autonoma del Parlamento,
sostenuta dal presidente della Repubblica" (30-6-2003). Immediata la
smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario
Paolo Bonaiuti: "Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a
questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo".

7. I pari del Cavaliere "In una democrazia liberale chi governa per
volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e
dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari... Succede così nel
mondo, ma non nel nostro Paese" (29-1-2003). Non è vero. Non accade in
nessuna parte del mondo a partire dagli Usa dove l'ex presidente Bill
Clinton, quando era in carica, finì sotto inchiesta per il caso
Lewinsky.

8. Legge Cirami "Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami
sul legittimo sospetto" (31-7-2002). "La legge sul legittimo sospetto
è una priorità per il governo" (30-8-2002). Senza parole.

9. Rai questa sconosciuta "Dalla Rai io me ne sto fuori come ho sempre
fatto" (1-12-2002). Ma il 26 febbraio 2003 Berlusconi riunisce i
leader della Cdl nella sua casa in via del Plebiscito per decidere il
nuovo Cda Rai. Pera e Casini non ne sanno nulla e vanno su tutte le
furie. Il presidente della Rai, Lucia Annunziata, poi rivela: "So per
certo che Berlusconi alza il telefono e chiama i consiglieri di
amministrazione per suggerire nomine ed influenzare i programmi"
(2-2-2004).

10. Mediaset questa sconosciuta "Da quando sono in politica, non mi
occupo più delle mie aziende" (10-5-1996). "Da dieci anni non mi
interesso più di affari" (15-10-2003). Maurizio Costanzo, in lite con
Mediaset, dichiara: "Mercoledì ho incontrato Berlusconi. Tutto bene,
solo qualche rottura di scatole" ('la Repubblica', 18-1-2003).

11. Condono per gli altri "Mediaset non farà alcun ricorso al condono
fiscale" (30-12-2002). Cinque mesi dopo 'L'espresso' scopre che
Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa
120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

12. Il Milan è tutto mio "Si parla del Milan di Sacchi, di Zaccheroni
e di Ancelotti e non si parla mai del Milan di Berlusconi. Eppure sono
io che da 18 anni faccio le formazioni, detto le regole e compero i
giocatori" (16-4-2004). "Il Milan non vince più perché, da quando è in
politica, il suo presidente non se ne occupa più" (Ansa, 6-2-1998).
"Il problema del Milan è che io non me ne occupo più di persona"
('Sette', 2-3-2001).

13. Nesta mai "Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più
nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora
basta"(23-8-2002). L'indomani il Milan di Berlusconi annuncia
l'acquisto di Nesta, avvenuto da almeno una settimana.

14. Per il bene di tutti "Nel 1994 sono sceso in campo per salvare
l'Italia da un futuro illiberale" (Ansa, 27-1-2004). Ma Marcello
Dell'Utri, che inventò Forza Italia da una costola di Publitalia, lo
smentisce: "Berlusconi (...) mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un
partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni.' C'era
l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5 mila
miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore
delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo
portare i libri in tribunale'... Oggi posso dire che senza la
decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non
avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con
l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda" (intervista
ad Antonio Galdo per il libro 'Saranno potenti?', Sperling & Kupfer,
2003).

15. Unto e bisunto "Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa
sciocchezza" (9-3-2004). "Quando si assume un ruolo come questo, la
vita cambia. I cattolici la chiamano la 'Grazia dello status'. È una
cosa che ti fa diventare una persona diversa senza che tu te ne
accorga. Già stanotte ho dormito da persona diversa, anche se con lo
stesso pigiama" (30-4-1994). "Io sono l'unto del Signore, c'è qualcosa
di divino nell'essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno
che è stato scelto dalla gente, l'unto del Signore, possa pensare di
tradire il mandato dei cittadini" (25-11-1994).

16. Piduista col trucco "Essere piduista non è un titolo di demerito"
(Telelombardia 6-3-2000). "Neanch'io vorrei un piduista al governo. Ma
io non mi considero legato alla P2. Mi hanno dato la tessera, ma io
l'ho rispedita indietro" (8-3-1994). Berlusconi non rispedì la sua
tessera a Licio Gelli, ma anzi versò regolarmente la quota
d'iscrizione.

17. Le off-shore "Non ci sono stati nomi di copertura né ricorso a
società estere. Tutto si è svolto in Italia alla luce del sole con
operazioni sulle quali sono state pagate tante tasse..." (16-3-2001).
"Le società estere sono cose assolutamente legittime che il mio gruppo
ha poi abbandonato, ma che in un certo momento, affidandosi alla
responsabilità di chi gestiva il sistema estero, si facevano perché si
doveva trovare un modo in Europa per pagare tasse più convenienti"
(Ansa, 3-5-2001).

18. Cecenia, un paradiso Il 6 novembre 2003, in conferenza stampa con
Putin, in visita a Roma, Berlusconi risponde al posto del collega
russo a una domanda sulla Cecenia. E spiega: "In Cecenia c'è stata
un'attività terroristica con molti attentati contro cittadini russi"
senza che ci fosse "una risposta corrispondente della federazione
russa". Tutti gli organismi europei condannano l'affermazione,
ricordando che in Cecenia i russi hanno sterminato 200 mila persone su
un milione di abitanti, radendo al suolo Grozny.

19. Partiam partiam "Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya,
sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica" (26-3-2004). Il
10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

20. Scontro di civiltà "Noi dobbiamo essere consapevoli della
superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due
civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano... La
nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400
anni nella storia i benefici e le conquiste che l'Occidente conosce."
(26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una
serie di governi arabi dice al giornale 'Asharq al-Awsat':"Perché
dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla
di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire
qualche cosa che non ho detto". (2-10-2001)

21. Armi sì, armi no "Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di
distruzione di massa" (16-10-2002). "Non ho mai detto che Saddam non
ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di
distruggerle o di metterle da qualche altra parte" (17-10-2002).

22. Guerra senza Onu "Se Saddam non cede, l'attacco sarà a gennaio e
sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia,
sarebbe un nonsenso" (14-9-2002). "Siamo per una risoluzione dell'Onu
che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l'intervento militare se
Saddam non dovesse accettare la risoluzione" (25-9-2002). "Con
realismo bisogna dire che non c'è alternativa alle due risoluzioni
dell'Onu, vista la posizione di Francia, Cina e Russia" (16-10-2002).

23. L'ordine regna a Baghdad - 1 "In Iraq c'è l'assoluta volontà di
continuare e c'è anche un certo ottimismo. Nel paese molte cose vanno
bene... Dobbiamo far sapere che le scuole funzionano, che gli ospedali
funzionano, che c'è l'elettricità, che l'amministrazione comincia a
svolgere il suo compito... Il paese ricomincia a funzionare"
(29-10-2003). "La situazione in Iraq sta migliorando molto" (Cnn
Italia, 1-11-2003). "Si sono fatti molti passi avanti per la
normalizzazione dell'Iraq" (Adnkronos, 5-11-2003). Il 12 novembre
vengono uccisi 19 italiani a Nassiriya.

24. L'ordine regna a Baghdad - 2 " Oggi l'Iraq è una nazione che sta
progredendo verso la democrazia, verso la normalità. È un paese dove
le scuole, gli ospedali, l'amministrazione pubblica e il governo
provvisorio funzionano" (Ansa, 4-3-2003). Un mese dopo si scatena la
battaglia di Nassiriya e vengono sequestrati decine di occidentali. Un
ostaggio italiano viene assassinato.

25. Ostaggi "Siamo in fiduciosa attesa di eventi che dovrebbero
verificarsi nelle prossime ore" (20-4-2003). Due giorni dopo, davanti
alla mancata liberazione, invita i componenti del suo governo a "un
maggior riserbo". Il 3 maggio chiede il silenzio stampa.

26. Verifica di governo "Il chiarimento c'è stato e non serve alcuna
verifica. Quella è roba da vecchia politica" (15-10-2003). La verifica
si trascina per mesi: la risoluzione è rinviata a dopo le europee.

27. Ok dall'Europa "Ho fatto un'esposizione sommaria della legge
finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia da Prodi sia dal
commissario Pedro Solbes" (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole: "Non
ne abbiamo neanche parlato". Anche Solbes lo smentisce. Berlusconi fa
retromarcia: "Io ho illustrato l'azione del mio governo, Prodi e
Solbes mi hanno ascoltato in silenzio. Ma il club della menzogna della
sinistra mi attribuisce cose mai dette".

28. Riforma della giustizia "Entro tre mesi presenteremo la riforma
della giustizia al Parlamento" (21-12-2001). Lo ha fatto tre anni
dopo.

29. Fiducia, anzi no "Ho assoluta fiducia nella Cassazione, fiducia
che non è mai mancata. Altra cosa sono certi pm che vogliono un ruolo
particolare e imbastiscono processi che finiscono nel nulla"
(26-1-2003). L'indomani la Cassazione gli dà torto e non sposta i suoi
processi da Milano. Allora il premier perde la fiducia e tuona contro
la "magistratura golpista".

30. Persecuzione giudiziaria "Le inchieste sul mio gruppo sono
iniziate soltanto dopo il mio impegno in politica. Prima non avevo mai
subito nulla del genere" (17-6-2003). È vero il contrario: prima
nascono le inchieste sulla Fininvest di Berlusconi, poi Berlusconi
scende in campo. La prima indagine sul Berlusconi imprenditore (per
traffico di droga) fu aperta a Milano nel lontano 1983 e poi
archiviata. Nel 1989 Berlusconi viene processato a Venezia per falsa
testimonianza sulla loggia P2: la Corte d'appello ritiene il reato
dimostrato, ma estinto per amnistia. Quanto a Mani pulite ecco cosa
scrive il gip di Brescia Carlo Bianchetti il 15 maggio 2001: "Risulta
dall'esame degli atti che, contrariamente a quanto si desume dalle
prospettazioni del denunciante (Berlusconi, ndr), le iniziative
giudiziarie (.) avevano preceduto e non seguito la decisione di
'scendere in campo'...".

31. Improrogabili impegni "Un impegno istituzionale improvviso e
improrogabile mi impedisce di essere presente all'interrogatorio" (al
Tribunale di Palermo davanti al quale Berlusconi dovrebbe testimoniare
sulle origini delle sue fortune e sulla presenza del boss Vittorio
Mangano nella villa di Arcore, 11-7-2002). Ma all'ora indicata per
l'audizione il premier passeggia per il Transatlantico raccontando
barzellette ai giornalisti.

32. Sempre assolto "Sono sempre stato assolto in ogni processo"
(19-1-2002). In realtà, non è stato quasi mai assolto. L'ha fatta
franca grazie ad amnistie, prescrizioni, condoni, depenalizzazioni,
leggi di impunità.

33. Telekom bufala "La vicenda Telekom Serbia è tutta una tangente"
('Porta a Porta', 22-5-2003). La Procura di Torino appurerà che
nessuna tangente è stata dimostrata nell'affare Telekom Serbia e
arresterà i sedicenti testimoni Marini, Volpe e Romanazzi che ne
avevano parlato.

34. Povertà percepita A 'Porta a Porta': "Il ceto medio consuma più di
prima ed è più ricco di prima... 800 mila italiani sono usciti dalla
soglia di povertà... c'è stato un arricchimento generale del Paese",
che però "si percepisce più povero" a causa della disinformazione
comunista (11-2-2004). Ma tutti i dati di tutti gli istituti di
rilevamento economico e statistico indicano un impoverimento del
Paese. Secondo l'Eurispes alle già note 2.500.000 famiglie povere
(circa 8 milioni di persone), va aggiunto un altro 10 per cento di
nuclei a rischio che in valori assoluti vuol dire altre 2.400.000
famiglie. Basti pensare - rileva l'Eurispes nel rapporto 'Italia 2004'
- che, nel biennio 2001-2003, la perdita del potere d'acquisto delle
retribuzioni è stata pari al 19,7 per cento per gli impiegati, al 16
per gli operai, al 15,4 per i dirigenti e al 13,3 per i quadri.

35. Fascismo buono "Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli
oppositori li mandava in vacanza al confino" ('The Spectator',
4-9-2003). In realtà le squadracce del duce uccisero Giacomo
Matteotti, mentre Pietro Gobetti, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci,
don Minzoni morirono in seguito alle percosse e ai maltrattamenti.

36. Colpa dell'alcol Berlusconi smorza l'intervista allo 'Spectator':
"Eravamo alla seconda bottiglia di champagne" (17-9-2003). Gli
intervistatori lo smentiscono: "Abbiamo bevuto solo tè freddo"
(19-9-2003.).

37. Meno sbarchi per tutti "Gli sbarchi di clandestini sono diminuiti
del 247 per cento" (21-12-2001). A parte l'iperbolicità della cifra
(superare il 100 per cento significa inviare gli immigrati residenti
in Italia all'estero), gli sbarchi sono aumentati, anche con episodi
drammatici, sulle coste siciliane. "Durante il 2002", scrive il
Viminale nella relazione sull'attività delle forze dell'ordine, "si è
assistito a un aumento del 23 per cento del flusso di clandestini
diretti alle coste della Sicilia (5.504 persone sbarcate nel 2001,
18.225 nel 2002)".

38. San Giuliano 2 "Ricostruiremo San Giuliano di Puglia (rasa al
suolo dal terremoto in Molise, ndr) con gli architetti di Milano 2:
parchi, case moderne e verde pubblico entro due anni" (4-11-2002).

Non si è visto nulla di tutto questo.

39. Lifting forzato "Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato
tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting"
(27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: "Il lifting è stata un'idea
sua".

40. Meno tasse per tutti "Abbattimento della pressione fiscale" (punto
1 Contratto con gli italiani). Un anno e mezzo dopo il premier ammette
che non esistono i presupposti per mantenere la promessa: "Dobbiamo
fare tutti dei sacrifici, non possiamo prendere in giro i cittadini"
(27-9-2002). Poi però comincerà a ripetere che "la pressione fiscale è
diminuita". L'11 febbraio, a 'Porta a Porta', parla di "pressione
fiscale globale ridotta del 7.5 per cento". Ma, come scrive sul 'Sole
24 ore' l'economista Fiorella Padoa Schioppa citando il Sistan
(Sistema statistico nazionale), "nel 2003 la nostra pressione fiscale,
lungi dall'essere diminuita, è sensibilmente aumentata (al 42.1 per
cento dal 41.7 per cento del 2002, mentre stava al 42.3 nel 2001, al
42.5 nel 2000).

41. Più sicurezza per tutti "Attuazione del 'Piano per la difesa dei
cittadini e la prevenzione dei crimini' (...) con il risultato di una
forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni
(falso, i reati nel 2000 erano 2.563.000, ndr)" (punto 2 del
Contratto). Il 30 marzo 2004, all''Alieno', Berlusconi assicura che "i
reati da strada sono diminuiti del 40 per cento", mentre le denunce
per tutti i reati "sono calate del 12 per cento rispetto al 2001". Ma
la relazione Ordine e sicurezza pubblica del 2002, presentata al
Parlamento il 6 ottobre 2003 dal ministro dell'Interno, evidenzia che
i delitti denunciati sono saliti del 3.13 per cento, in particolare i
furti (+ 0,14), le rapine (+ 5,12) e i tentati omicidi (+ 6,94).
Aumentato anche il totale dei delitti commessi: 70 mila in più fra il
2001 e il 2002.

42. Furti in casa Secondo i poster elettorali di Berlusconi sarebbero
diminuiti del 17 per cento. In realtà, i dati dicono che nel 2003,
dopo cinque anni di calo, sono aumentati dell'1,5 per cento rispetto
al 2002.

43. Pensioni più dignitose "Innalzamento delle pensioni minime ad
almeno 1 milione di lire al mese" (punto 3 del Contratto). Il 29
settembre 2003 il premier proclama che ormai è cosa fatta "l'aumento
delle pensioni sociali a 516 euro al mese". Non dice però che
destinatari dell'aumento sono una piccola quota di pensionati, appena
il 24 per cento degli aventi diritto (1 milione e 700 mila su 9
milioni).

44. Più cemento per tutti Nei manifesti preelettorali Berlusconi
esagera: "Grandi opere attivate per 93 mila miliardi di lire". A oggi
ne sono state finanziate per appena 9,8 miliardi di euro. I soli
cantieri aperti fra le opere previste dalla legge sono quelli per la
terza corsia su 18 km del raccordo anulare di Roma e per un lotto di
28 km della Salerno-Reggio Calabria. Il resto è posa di prime pietre e
seconde pietre, inaugurando opere avviate da precedenti governi
(grottesca la quarta inaugurazione della variante di valico in
Toscana, avviata nel '96 dal ministro Di Pietro).

--
Leftorium, Il blog Riformista -
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Sinistra liberal -
http://www.sinistraliberal

 

«Mi rallegro che la guerra è finita e che sia stata rapida e che abbiamo prodotto meno vittime di quanto si poteva temere».

 (Silvio Berlusconi, 10 aprile 2003)

i congiuntivi, signor presidente, i congiuntivi....

 

i costi del lavoro per dipendente a Mediaset nel 2003 sono stati di circa 67 mila euro lordi, mentre il fatturato per dipendente superava i 537 mila euro. In Rai il costo del lavoro ha toccato i 78 mila euro lordi a fronte di un ricavo di 243 mila euro. Per avere lo stesso fatturato di Mediaset, la Rai dovrebbe avere circa 5.200 dipendenti, cioè mandarne a casa 6.200.

 

Tensione tra Italia e Libia: «Tripoli faccia di più».

e Gheddafi: «Roma, faccia di merda»

perche’ sembra che Berlusconi non mantenga le promesse ( e ce lo viene a dire lui)

 

 

Via Berlusconi

Ci salvera’ la toponomastica?

 

Da questo punto di vista, il Bandana-Day è un segnale abbastanza controverso. Da un lato tranquillizza: è difficile immaginare un uomo con la bandana asserragliato a Palazzo per indire un golpe - al massimo starà covando un gavettone. Dall'altro inquieta, come accade ogni volta che un uomo di potere dà segni percettibili di squilibrio.

(Michele Serra su Repubblica)

 

Berlusconi con bandana

ha definito l'attacco a Nassiriya, dove nella notte sono rimasti feriti tre carabinieri, "particolarmente ingiusto e ingeneroso perche', come riconosciuto anche dal segretario generale dell'Onu, ci troviamo la' a svolgere un'operazione di ordine pubblico, di mantenimento della sicurezza, in favore del popolo iracheno"

 

Dopo il ciclo Berlusconi

si prepara il pullman di Prodi.

(Se prima c’era da pedalare, vuoi vedere che adesso ci tocca spingere?)

Fassino: occorre rivolgersi alla «parte del Paese che vuol crescere»

(Basta coi nani ?)

Amato: si tratta di calare il progetto politico in una rete di energie

(Tutti pescatori?)

 

 

"Mamma Mia",

E’ il libro scritto dal leader del partito danese euroscettico "Movimento di giugno", Jans Peter Bond. Il pamphlet, uscito da poco e disponibile anche in inglese, che svela qualche difettuccio anche dei nostri leader.

Scrive del suo viaggio a Roma in occasione del semestre di presidenza italiano ed entra nei particolari della visita a casa Berlusconi.

"Il presidente italiano mi mostrò il bagno, costruito in marmo, e la vista panoramica mozzafiato su Roma. E' lì che passa le sue notti quando la moglie e i figli sono a Milano.”

Ho letto bene?

Passa le notti nel cesso?

Mamma mia!

 

 

 

Berlusconi al salone nautico: «Qui si respira aria di crescita, sono ottimista» e poi:

«Queste bellissime barche dove il genio e il gusto italiano trionfano...

hanno dato alle mie vele un soffio che mi servirà per portare innanzi il programma di governo».

Aria, sempre aria, fortissimamente aria, nei discorsi del presidente...

(Salone nautico di genova 10/10/04)

 

«Nella mia attività quotidiana di cercatore di sprechi e tagliatore di spese, non penso mai siano soldi pubblici, penso invece che siano soldi di tutti. Per questo quando sono a Palazzo Chigi faccio piccole cose: spengo la luce quando esco dall’ufficio e se non l’ho fatto torno indietro a spegnerla. Scrivo sul retro della carta e non su un foglio nuovo. Queste cose me le hanno insegnate mio padre e mia madre, io l’ho insegnato ai miei manager, adesso cerco di insegnarlo ai ministri e ai miei collaboratori».

(Salone nautico di Genova 10/10/2004)

 

 

 

Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato
vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci
con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui
si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioθ la
scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri
comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in
fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in
sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una
repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato
cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignitΰ, e che invece in
Italia θ ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano
morti suicidi per la vergogna".
(Vittorio Feltri, L'Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l'approvazione
della legge Mammμ).

"Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre
emittenti, pubblicitΰ pressochι illimitata, la Mondadori, un quotidiano e
alcuni periodici. Poca roba. Perchι non dargli anche un paio di stazioni
radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così
almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".
(Vittorio Feltri, L'Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori
e l'approvazione della legge Mammμ).

 

 

 

Angelo Maria Perrino e’ il direttore di www.affaritaliani.com , il primo quotidiano telematico in Italia, che ha messo on line nel 1996.

Dal 1997 ha ospitato sulle sue pagine elettroniche alcuni interventi satirici, tra i quali i miei.

Nel 2001 concordammo una rubrica quasi settimanale che si chiamava: FACCE COME IL Q

dalla quale ho riportato qualche brano qui sotto:

 

 

 

 

 

Gennaio 1998

CLAMOROSO: ANCHE IL PAPA CON LE CIMICI!

Destino dei potenti. Prima Berlusconi e adesso il Pastore Polacco.

Microspia, microspia, non e' figlio di Maria

 

 

BERLUSCONI VUOLE UN PARTITO VERO

Congresso bisestile di Forza Italia a Milano per incoronare Silvio Primo  Imperatore.

(bisestile perche' ne fanno uno ogni quattro anni).

Lui dichiara at urbi et orbi: "Voglio un partito vero"

E Tremonti gli consiglia l'Umberto Bossi che ormai e' partito, ma veramente.

Di testa.

 

CLAMOROSO!

HANNO MENATO A BERLUSCONI !!

No, coniglietti miei, non adesso.

Purtroppo gli hanno menato, per ragioni politiche nel 1948, cosi' dice lui, che come sapete, e' uno che piuttosto che dire una bugia lui si compra una villa in Sardegna!

 

MA BERLUSCONI E' UN UOMO DI FEDE?

Ce lo siamo chiesti molte volte guardandolo giurare senza timore sulla testa dei suoi figli o definirsi il vuncione del signore.

Per il momento una cosa sola e' certa: Fede e' uomo di Berlusconi.

 

Maggio 1998

ROSSONERI PER CASO

Il nuovo complesso vocale "Rossoneri per caso" si e' esibita all'Olimpico due volte in tre giorni raccogliendo un sacco di consensi ( e di palle)

Le indiscrezioni da Arcore danno Silvio Berlusconi annichilito per i venti miliardi persi in diritti televisivi ma comunque proiettato verso il futuro, il nuovo progetto Milan non prevede spazio per i sentimenti, rischiano tutti, ma proprio tutti, inclusi i tre nazionali di Cesare Maldini detto Tinto che in tre giorni ha visto i difensori della Nazionale incassare 10 gol (se ci mettiamo anche i due di Buffon ) che ci fa ben sperare per i mondiali.

All'insegna di "Un diavolo per Capello " l'allenatore si e' presentato in conferenza stampa coi polsi fasciati.

Tutto era cominciato col " Derby dei Pelati" cioe' con Milan Lazio. Infatti la Lazio e' sponsorizzata dalla Cirio mentre il Milan e' gestito da Galliani. Se pensate che adesso rimane senza neanche un Capello…

 

Intanto al Governo una domanda serpeggia tra i banchi. A cosa mira realmente Berlusconi? Risposta: non lo sa nemmeno lui, se lo sapesse lo smentirebbe subito.

Ma Berlusconi ha lo stesso carisma di Craxi? Direi di si', reato piu', reato meno;  e perche' pensare che Berlusconi e De Michelis non possono piu’ stare insieme?

San Vittore e' cosi' grande…

Intanto il Berlusca se la ride sotto i baffi, perche' malgrado i guai giudiziari lui ha in mente una cosa da far tremare le manette ai polsi!

Vogliono un Congresso straordinario quelli del Polo della Liberta' perche' vogliono sapere se e' liberta' condizionale o vigilata.

 

 

BERLUSCONI ATTACCA D'ALEMA

D'ALEMA ATTACCA BERLUSCONI

LA BICAMERALE SI ATTACCA AL TRAM

 

 

Giugno 1998

UNA VECCHIA BARZELLETTA

Mi e' tornata tra le mani una vecchia barzelletta che a suo tempo aveva fatto ridere a crepapelle il Benignaccio e qualche mente illuminata. Ve la ripropongo perche' sebbene vecchissima sono dell'opinione che faccia ancora ridere. Ascoltate:

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO : Silvio Berlusconi

SOTTOSERGETARIO AL PRESIDENTE: Gianni Letta

MINISTRO DEGLI ESTERI: Antonio Martino

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: Alfredo Biondi

MINISTERO DELLA DIFESA: Cesare Previti

MINISTERO DELL'AMBIENTE: Altero Matteoli

MINISTRO DELL'ISTRUZIONE: Francesco D'Onofrio

MINISTERO DEL LAVORO: Clemente Mastella

MINISTERO DEI TRASPORTI: Publio Fiori

MINISTERO DELLE RIFORME: Francesco Speroni

RAPPORTI COL PARLAMENTO: Giuliano Ferrara

PRESIDENTE COMMISSIONE CULTURA: Vittorio Sgarbi

PRESIDENTE COMMISSIONE GIUSTIZIA: Tiziana Maiolo

VIGILANZA RAI Marco Taradash

ANTIMAFIA Tiziana Parenti

 

 

CORRIERE

25 Agosto 2000-

 

Anvedi che titolo:

BERLUSCONI: IL MIO PIANO PER L’ITALIA

Che Berlusconi avesse un piano lo si sapeva, che lo sapesse anche suonare per accompagnare il suo repertorio di canzoni francesi si sapeva pure questo.

Ma che ci voglia rifilare il suo piano vecchio per comprarsi magari un organo piu’ grande, questo mi lascia perplesso.

Ma il piano poi, ce lo regala?

 

 

RUTELLI ATTACCA IL CAVALIERE DA SIDNEY

IL CAVALIERE RISPONDE PER LE RIME DA PARIGI

Ma e’ cominciata la campagna elettorale o il giro del mondo in 80 giorni?

 

 

Novembre 2000

ROMA CITTA’ APERTA

Ti ricordi la scena struggente di questo splendido film di Rossellini, quando la Magnani insegue il camion dei tedeschi gridando?

Indimenticabile ed emozionante.

Avresti mai pensato che un giorno qualcuno potesse ridere a crepapelle su questo spezzone di film?

Certo di voleva del Genio.

Innanzi tutto occorreva ricordarsi cosa grida la Magnani inseguendo il camion, poi e’ bastato congiungere spezzoni di un comizio di Rutelli e quando lui le spara grosse ecco che se ne esce la Magnani gridando: “Francescooooo!”

Geniale. Solo il Blob di Grezzi poteva arrivare a tanto.

Ho riso fino alle lacrime.

Del comizio di Rutelli mi e’ piaciuto quando lui ha gridato contro coloro “che continuano a far la Franca” .

Ma la moglie di Berlusconi, non si chiamava Veronica?

 

 

AUMENTANO LE PROTESTE

Per il Grande Fratello. Sembra che faccia male ai pensionati  single.

A Natalia Estrada no. A lei il Grande Fratello ha fatto un gran bene.

La mamma le diceva sempre: “Fatti una famiglia” e lei si e’ fatta i Berlusconi

(l’ha detto quel gran signore di $ua Emittenza)

 

 

 

Gennaio 2001

FINI GRECISTI (Casini mondiali)
"due anni di greco, anziche' 5, sono piu' che sufficienti. Lo dico io
che sono un grecista e declamavo le poesie in greco che io stesso
scrivevo". Silvio Berlusconi, 12-1-2001.

 

Quanto vale Berlusconi
"Se costretto, vendo tutto". Così il Cavaliere va all'attacco sul conflitto
d'interessi. Ma quanto vale Mediaset? Gli analisti di Eptasim le assegnano
un valore di 10,85 euro per azione, poco meno dell'attuale quotazione di
Borsa. Aumento dei costi di produzione e rallentamento della raccolta
pubblicitaria avranno un impatto limitato sui conti, che cresceranno sia
quest'anno che il prossimo.




Milano. "Se mi costringono vendo Mediaset", ha detto ieri Silvio Berlusconi
commentando la legge sul conflitto di interessi per la quale è stata fissata
per martedì prossimo la votazione finale al Senato. Pur di poter restare in
politica, il Cavaliere sarebbe quindi anche disposto a cedere le sue
aziende. Ma quando vale Mediaset? Gli analisti di Eptasim, dopo un recente
incontro con il managemet del gruppo, sono giunti alla conclusione che i
titoli della società valgono 10,85 euro per azione, poco meno quindi degli
11 euro dell'attuale quotazione.

Nel complesso, quindi, il valore che gli analisti assegnano a Mediaset si
aggira attorno ai 13 miliardi di euro, ossia circa 26.000 miliardi di lire.
Tenendo conto che Berlusconi è solo l'azionista di riferimento di Mediaset,
di cui detiene una quota di poco superiore al 47 per cento, da una possibile
cessione della società ricaverebbe qualcosa come 6 miliardi di euro, ovvero
all'incirca 12.000 miliardi di lire. Un valore approssimativo e calcolato
per difetto dal momento che il prezzo di vendita di una società non è mai
uguale alla sua capitalizzazione. Si deve aggiungere infatti il cosiddetto
"premio di maggioranza", che l'acquirente deve pagare al venditore per
entrare in possesso del pacchetto azionario di controllo. Se oltre a
Mediaset Berlusconi fosse costretto a vendere anche le partecipazioni che
detiene in Mondadori e Mediolanum, entrambe quotate, la cifra che
ricaverebbe dalla vendita salirebbe in maniera vertiginosa. Agli attuali
prezzo di Borsa, Mondadori capitalizza 5 mila miliardi di lire circa e
Mediolanum 18.000 miliardi di lire.

In un report che è stato diffuso ieri, Eptasim dà un giudizio neutrale sul
titolo. La valutazione proposta è inoltre in linea con quella dei
comparables tedeschi e francesi, mentre è leggermente sopravalutata rispetto
a quelli britannici. Dal punto di vista dell'espansione internazionale,
sottolineano inoltre gli analisti, i piani di Mediaset sono stati
ridimensionati e l'espansione all'estero potrebbe essere perseguita solo nel
caso di occasioni particolarmente interessanti. Il management del gruppo
ritiene infatti che a livello europeo le sinergie tra reti televisive
generaliste siano molto limitate.

Quanto ai conti, restano critici i costi di palinsesto, che sono stimati da
Eptasim in forte crescita sia nel 2000 che nel 2001 - rispettivamente più
12,5 e 8,5 per cento - a causa della strategia incentrata sulla produzione
interna perseguita dalla società. Sui ricavi potrebbe inoltre incidere
negativamente un prolungamento della congiuntura economica sfavorevole,
mentre l'acquisizione di Tmc da parte di Seat e il suo rilancio potrebbe
portare a tensioni sul lato dei costi, soprattutto per quanto riguarda le
acquisizioni dei diritti e i costi di produzione. Nel complesso però sia
quest'anno che il prossimo il gruppo registrerà un aumento sia dei ricavi
che degli utili.

Un capitolo a parte molto importante merita poi l'incognita della raccolta
pubblicitaria. Nei primi mesi di quest'anno la crescita della raccolta
scrivono ancora gli analisti di Eptasim - dovrebbe attestarsi intorno al 6-7
per cento per Mediaset, anche se pare probabile un'ulteriore ripresa nel
corso dell'anno. Grazie alle campagne pro-euro, sia da parte delle
istituzioni che delle aziende, e agli investimenti dai settori in via di
liberalizzazione (energia elettrica, gas, fondi pensione), la crescita media
della raccolta pubblicitaria per il 2001 dovrebbe attestarsi attorno al 7,5
per cento. Già nella seconda metà del 2000 aveva pesato sulla crescita della
raccolta di Mediaset la turbolenza dei mercati finanziari, che aveva ridotto
il numero delle quotazioni in Borsa, la diminuzione degli investimenti
pubblicitari da parte delle società telefoniche e il rinvio degli stessi da
parte delle società della new economy. Tutti questi fattori nei prossimi
mesi dovrebbero però attenuarsi contribuendo così anch'essi alla
formulazione di previsioni di crescita pubblicitaria più positive per
quest'anno rispetto al dato stimato per il primo trimestre del 2001. Gli
analisti di Eptasim fanno inoltre notare che l'acquisizione di nuovi clienti
consente a Mediaset di alzare i prezzi medi degli spazi pubblicitari in modo
più consistente. I nuovi clienti possono infatti arrivare a pagare fino al
15 per cento in più rispetto ai clienti tradizionali.

(21 febbraio 2001)

 

 Marzo 2001

Viene distribuita in questi giorni la scheda telefonica prepagata con stampata la faccia di Berlusconi e un numero verde che si potra’ chiamare per ascoltare gratuitamente il programma di Governo del Cavaliere. Le schede sono state realizzate dalla Intercall Italia in collaborazione con la Placet Comunication, la stessa che, ricorderete aveva preparato le schede del Rosario in occasione del passato Giubileo. La prima distribuzione gratuita infatti e’ stata effettuata alle beghine che avevano esaurito la scheda del Vaticano e le poverine, al momento di dire il rosario, hanno sentito la voce di Berlusconi e credevano che fosse Padre Pio.

Al manifestarsi dei primi miracoli il Cardinale Ruini ha subito convocato le autorita’ politiche italiane per ribadire con fermezza che il Vaticano non tollerera’ altre ingerenze nella sua politica da parte del Governo italiano. Berlusconi ha risposto con altrettanta fermezza che essendo unto del Signore i miracoli li fa dove capita capita.

Woitila e’ stato colto da malore l’altra notte dopo che Berlusconi gli e’ apparso in sogno e gli ha detto: “Carolo, Carolo, perche’ mi perseguiti…”

Una parrocchia del Trentino ha proposto di scavare una statua nella roccia delle Dolomiti rappresentante il Cavaliere benedicente che con la mano fa il segno dell’OK ma con l’altro dito.

Il Quinto Alpini sta preparando i cannoni.

 

 

MI CONSENTA

$ua $antita’ $ilvio $secondo (secondo solo al Padreterno, secondo lui) e’ passato con disinvoltura dal “Mi consenta” delle prime apparizioni televisive al: “Santoro si contenga!” urlato per telefono al giornalista che voleva togliergli la parola.

Era per il caso “satiricon” se ricordate. Il Polo dice che Luttazzi non puo’ gettare addosso a Berlusconi tutta quella cacca. E’ meglio quando se la mangia.

Intanto $ua Emittenza nasconde il volto dietro le mani per non farsi riprendere dalle tivu’ di Stato

 e secondo me fa bene. Perche’ se per mascherare le prime magagne $ua Emittenza aveva bisogno della calza di seta, adesso necessita di tutta la guepiere !

 

 

SCONTRO TRA TITANI

Alla Confindustria sono andati prima Rutelli e poi Berlusconi a fare la loro comparsata.

Rutelli si e’ esibito in un improbabile inglese subito ripreso dal TG4 pronto a fare gli sberleffi

a quello stupido della sinistra che non conosce le lingue.

Nessun cenno alle migliaia di cartelli stradali in giro per l’Alto Adige tutti con gli slogan di Berlusconi scritti in un tedesco maccheronico.

Chissa’ per quale recondita ragione il popolo italiano deve essere costretto a votare scegliendo tra questi due De Rege!

Dagli ultimi sondaggi sembra che un italiano su tre vota Berlusconi e gli altri due lo prendono per il culo.

Proposta della Bonino: smettiamola di definirci di destra o di sinistra: se vince Berlusconi ci divideremo in quelli che stanno chinati avanti e quelli dietro.

 

 

Alla fine dello scontro alla Confindustria si sono chiesti:

1)

Possiamo credere alle promesse di sgravi fiscali promessi da Rutelli mentre dietro di lui Visco faceva cenno di no con l’indice e con la testa?

2)

Berlusconi mantiene le promesse?

Forse no, ma fino ad ora le promesse hanno mantenuto lui!

 

Un altro vantaggio per Berlusconi e’ che mentre Rutelli non sa dove nascondere i comunisti, Berlusconi sta dimostrando alla Nazione che non tutto il fascismo e’ da buttare, ma che con quello che avanza si puo’ anche farci su un governo.

 

Nessuna reazione dalla sinistra che non sembra nemmeno essere in campagna elettorale.

Ha calato le braghe e finalmente mostra il suo vero volto alla nazione.

Sembra quel condannato alla sedia elettrica che mentre lo rasavano era convinto che lo facessero perche’ aveva preso le piattole!

 

 

PER ADESSO

Attacco concentrico di Berlusconi che in Commissione RAI chiede la sospensione dei programmi satirici (tra cui Santoro hi hi hi ) sulle sue tre reti fa passare parte di un comizio in cui accusa alcuni “attivisti comunisti” di fare satira contro di lui, ha a disposizione le prime pagine dei quotidiani d’Italia dove ribadisce il suo pensiero e buon ultimo, rilascia un’intervista sul “Foglio” il quotidiano dove Veronica Lario avvolge l’insalata, in cui dice che la satira non lo disturba ma anzi, gli piace come lo prendono per il culo.

Con che risultato? Vi chiederete voi.

Con l’unico risultato di occupare tutta l’informazione italiana.

 

BERLUSCONI CONTADINO

Non si e’ nemmeno spenta l’eco del Berlusconi Operaio, che ecco il nostro Eroe Mascarato si fionda alla Col diretti e subito si dichiara contadino.

Lo aveva gia’ fatto con le casalinghe dicendo di essere una di loro, alla confindustria proponendo lo scambio dei ruoli con Amato, alla sede del Milan al Festival di Sanremo, al Conservatorio, al circolo della cacca eccetera.

E’ come Paperino, ogni settimana nuove aventure: Paperino, imprenditore, Paperino Presidente, Paperino illusionista…

 

P.S.

Approfitto per rispondere a tutti quelli che mi accusano di eccedere nella critica a Berlusconi.

Ragazzi, io vi capisco. Capisco anche che in campagna elettorale chi non e’ con voi e contro di voi, ma cosa cazzo si puo’ dire su Rutelli e i comunisti?

Ha gia’ detto tutto Guzzanti/Rutelli, che altro dire?

 

 

VOTATE BERLUSCONI

 

La statistica parla chiaro: Un italiano su tre vota Berlusconi.

E gli altri due lo prendono in giro.

Succedeva anche alla DC e a Orietta Berti a Canzonissima.

Ma vincevano sempre loro.

Lo ha detto anche Montanelli: votate Berlusconi perche’ e’ l’unica maniera per togliercelo di torno.

Ma allo ra  votiamo Brusca, Liggio e Contorno.

Dice, loro no, perche’ ormai sono stati messi dove non possono piu’ nuocere.

Invece, per Dell’Utri e Previti, facciamo ancora in tempo?

Perche’ Montanelli dice che Berlusconi, grande piazzista di promesse, ormai puo’ essere equiparato ad una grave malattia che si combatte solamente con un forte vaccino ed il vaccino sarebbe il Governo.

Ma lui ha gia’ governato! Ricordo che ando’ al governo con quattromila miliardi di debito e dopo qualche mese ne usci’ con un patrimonio personale di diciottomila miliardi.

Che se quello e’ il vaccino, chissa’ la malattia!

 

Adesso ci si mette anche la CEI che finge di essere neutrale ma di fatto compila un decalogo che vale un’istigazione al deliquio. Cioe’ a votare Berlusconi. Vediamolo insieme.

 

1) Occorre votare per chi ha in considerazione la famiglia.

E chi piu’ dei Berlusconi hanno in considerazione la famiglia? Tra Paolo e Silvio ne hanno ben cinque senza contare le scappatelle,  e il giovane Pier Silvio pur non essendo ancora sposato annovera una fazzolettata di fidanzate. Si mormora che in gioventu’ lo stesso Silvio avesse simpatie per alcune famiglie siciliane… ma non e’ mai stato provato.

Se non amano le famiglie loro!

 

2) La Vita e’ bella e va difesa in ogni istante.

Ma chi piu’ di Berlusconi fa la bella vita e pur di difenderla non ha esitato a scendere in campo?

 

3) Sicurezza.

Chi piu’ di Berlusconi e’ sicuro in Italia? Se tentano di incriminarlo, lui sbraita contro i giudici comunisti, dal pretore alla Consulta, ha un pacco di guardie del Corpo e tra poco potra’ anche dichiarare guerra. Se non e’ sicuro lui!

 

4) Riforme.

Basta con le vecchie gerarchie, Gesu’ Cristo, Papa, Agnelli, Presidente del Consiglio e Pippo Baudo.

Occorre una riforma. E se nessuno e’ perfetto, nemmeno Gesu’ Cristo che non sapeva nemmeno scegliersi gli amici, e se il Padre Eterno e’ Uno e Trino, se Agnelli invece e’ Uno, Punto, Panda, Regata e altre quisquilie, $ua $antita’ $ilvio $econdo, aprira’ una nuova era, con giudici piu’ miti, carabinieri piu’ rilassati, istituzioni piu’ ammaestrate, che facciano vivere una vita piu’ rosea.

Per Lui.

 

Insomma, votate Berlusconi e turatevi…. turatevi dove potete!

 

 

 

 

 

 

Gennaio 2003

Cari amici,

Spero, per il vostro bene, che non i sia venuta la pessima idea di trascorrere le vostre vacanze in Italia, il posto piu’ pericoloso del mondo, con i suoi settanta morti sull’autostrada nei tre giorni di Natale, e altrettanti al ritorno. Quasi quanto la Cecenia, ma loro ci hanno avuto bisogno di una tonnellata di esplosivo davanti al palazzo del governo. A noi bastano invece poche utilitarie e il gioco è fatto!

Io, invece, ho passato Feste meravigliose. Mi sono chiuso in casa e mi sono sentito il discorso del nostro Presidente del Consiglio, una, due, tre, tutte le volte che l’hanno dato integralmente in tivu’, e poi notiziari che riportavano il discorso, commenti, frasi riportate, smozzicate, riproposte, analizzate, impanate e ricamate, tanto da costituire un altro corpus di trasmissioni per un totale di ore.

E vi confesso, mi sono lasciato trasportare dall’ottimismo di questo santo uomo, che tanto fa per il Belpaese e Rutelli lo critica, come se fosse facile dividere gordianamente il paese tra quelli che piuttosto che pagare le tasse a Roma, sono disposti a farsi una BMW qui subito, magari a Rovigo, e quelli che non solo la BMW non ce l’hanno e non l’avranno mai, ma gli hanno portato via anche la Fiat.

Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato trasportare dal nostro presidente, in un paese, finalmente riformato, con una meravigliosa riforma fiscale in atto, con la giustizia finalmente giusta, con Urbani che ha smesso di farsi fare i soffloni e sta pensando di vendere i beni dello Stato visto in che stato si trovano, e si apriranno i cantieri, e finalmente avremo il Ponte sullo Stretto, che fara’ piazza pulita della Mafia, e i cittadini gia’ se ne vanno in giro per le strade urbane, tranquilli perché c’è il poliziotto di quartiere, e la scuola con dentro i computer e s’insegna l’inglese alle elementari, e tanti ma tanti nuovi posti di lavoro, e gli operai della Fiat tutti felici perché potranno integrare lo stipendio col lavoro nero, e gli immigrati tutti sistemati, e gli sbarchi clandestini diminuiti, e i poliziotti contenti, i noglobal rinsaviti, e Nanni Moretti forse fa un film e la smettere di girare in giro, e i carcerati contenti per le migliorate condizioni delle carceri, e la burocrazia sconfitta dalla tessera magnetica che riporta tutti ma proprio tutti i dati necessari a non farci fare la fila, e le pensioni risanate, e l’aumento di quelle minime, e una migliore gestione egli ospedali, e poi…e poi…

Insomma, è stato un momento bellissimo, poi purtroppo ho riaperto gli occhi e mi sono chiesto:

MA DOVE CAZZO VIVE BERLUSCONI?

 

 

UN APPELLO

Signor Presidente Cav. Berlusconi,

è ricominciato il campionato di calcio ed io mi rivolgo a Lei perché conosco la modestia e la sete di giustizia che la muove.

La prego, torni in Bulgaria, e lanci uno di quei suoi pacati ammonimenti che aiutano i dirigenti Rai a fare le loro scelte aziendali. La prego, faccia cacciare Giorgio Tosatti dalla Rai!

 

È un cattivo esempio per i giovani e per la categoria dei giornalisti sportivi.

Pensi che poco prima di Natale ha addirittura affermato che il Milan gioca meglio con una punta e che Schevchenko e Inzaghi non possono giocare insieme, lanciando per la prima volta negli ultimi dieci anni in Rai la convinzione che si possa esprimere un’opinione ( sebbene solamente sportiva) non condivisa da Lei, o signor Presidente.

Ma dove andremo a finire di questo passo?

 

Eppoi, ha notato con che superbia si pone davanti ai teleschermi?

Le pare possibile che quando l’amara Mara lo bacia sulla guancia lui arrossisca, dimenticando la lezione aurea di Galeazzi?

E le interviste? Ha notato che durante le interviste lui da’ del lei a tutti, tecnici e dirigenti dimenticando che essere giornalisti vuol dire fare pappa e ciccia con il potente che poi ci scappa un ufficio stampa, un portavoce, una dirigenza di comodo, e in qualche caso addirittura il Parlamento?

Ma come si permette questo signor Tosatti di azzerare tutti gli sforzi degli altri giornalisti e continuare imperterrito a scrivere i suoi articoli, cosi’ asettici, cosi’ tecnici, senza mai un gossip o una letterina, vanificando anni e anni di sano giornalismo in Italia?

La prego, signor Presidente, faccia qualcosa.

Impedisca a questo turpe individuo l’uso criminoso della tivu di Stato!

La prego.

 

 

INCONTRO TRA GIGANTI

Il 21 del mese Berlusconi andra’ ancora in Albania ad incontrare quello la’.

Che si chiama Nano.

E con lui fan due.

 

 

Venerdi’ 17 Gennaio 2003

ALTI E BASSI

Vi ricordate Guzzanti che imitava Veltroni al governo e diceva:

gli elettori non ci seguono? E cambiamoli, questi elettori” e si rideva.

Ieri  S.Berlusconi ha detto: “Il PIL è troppo basso? E cambiamo i parametri!” ma nessuno rideva.

Il ponte sullo Stretto invece si fara’. E per convincere gli italiani ha gia’ stabilito il prezzo del pedaggio: 10 Euro da pagarsi nell’anno 2011, data dell’inaugurazione.

Mi sbagliero’ ma questo ponte fara’ la fine della ricostruzione della Fenice che dopo l’incendio avrebbe dovuto risorgere com’era e dov’era, ma non ci hanno detto in quale Era.

 

Ma te l’immagini nel 2011 o giu’ di li’, quali meravigliose novita’ portera’ il Ponte sullo Stretto che seguira’ la Grande Unificazione dell’Europa?

Pensate, gli operai di Termini Imerese, (se saranno sopravvissuti alla catastrofe) si troveranno davanti a loro spalancate le porte d’Europa e con solo 10 Euro, invece che rimanersene disoccupati a casa, potranno andare a fare i disoccupati in Bulgaria, o in Grecia oppure in Portogallo…

Non è magnifico?

 

 

TOMBALE

Quando si dice che questo governo è coerente, non si scherza.

Prendi il condono fiscale.

Prima lo hanno dichiarato tombale e adesso lo estendono anche ai morti. ( per la verita’ ci sarebbe un trattamento di favore anche per gli evasori non ancora nati, ma di questo rideremo un’altra volta)

Tremonti si dice soddisfatto, invece S.Berlusconi sembra stia prendendo accordi con il Vaticano per una bella indulgenza plenaria per gli evasori pentiti.

Ed i laici?

Nessuna paura, per loro c’è l’anonimato ( da vivi! )

 

 

21 Gennaio 2003-

ARMIAMOCI E PARTITE

Tutto mi sarei aspettato dalla vita, meno che essere alleato di Bush contro Saddam.

Non che nutra particolari simpatie per questo moderno, sanguinario despota, ma trovo indisponente la pretesa americana di farlo fuori senza tener conto di altre 200.000 vite innocenti che verrebbero distrutte ( ricordo che il padre di Bushettino ne ammazzo’ 180.000 e Saddam è ancora li’).

 

Sembra un film gia’ visto, con il capo di governo italiano che si accoda allo straniero forte, sicuro vincitore, per potersi sedere al tavolo delle trattative post belliche.

Sembra un film gia’ visto.

 

Appropo’

S.Berlusconi tra le proposte estemporanee di questo governo ( cancellazione del reato di furto, processi ai giudici, incrementi del pil e quisquilie varie) propone di non abbattere le case abusive, ma di costruirci attorno qualche giardinetto, per abbellirle.

Il nanetto da giardino poi, ce lo mette lui?

 

 

MINACCE

Cominciamo con una bella notizia:

S.Berlusconi ha dichiarato di aver ricevuto 35 minacce di morte.

No, cos’avete capito? La bella notizia non sono le minacce che vanno sempre condannate, ma il fatto che in questo povero e confuso Paese, soltanto 35 italiani ce l’hanno con Lui.

La statistica è ancora dalla parte del presidente. Sono contento.

 

 

Il processo resta a Milano.

Commento del premier: “Non c’è giustizia! Una sentenza corporativa che è un macigno sul dialogo. Ed ora avanti con la riforma”

Si preannuncia un’altra guerra per bande, alla maniera del Basso Impero.

Eppure fu proprio Berlusconi, quando un anno e mezzo fa lo assolse dall’accusa di corruzione che gli era valso il famoso avviso di garanzia napoletano del 1994, a elogiare la Corte suprema; la stessa di cui disse, dopo un’altra assoluzione: «Ci sarà un giudice a Berlino, ogni tanto, e questa volta c’è a Roma».

Ellekappa

-          Che differenza c’è tra una sentenza serena ed una politica?

-          La sentenza politica non si riesce a comprarla!

 

 

 

Certo da’ da pensare che Bush, infoiato dal suo interesse per il conflitto, abbia convocato Berlusconi, noto per il suo conflitto di interessi…

( Mi permetto di ricordare a tutti coloro che hanno perso la memoria e danno del boia al cavaliere, reo secondo loro di andare alla Corte dell’Imperatore senza prima passare dal Parlamento per riferire su cio’ che dira’, che il molto onorevole Massimo Dilemma, scese in guerra e bombardo’ Belgrado, citta’ europea i cui cittadini sono a noi accomunati da fraterno sentire, senza andare in Parlamento e senza neppure il consenso delle Nazioni Unite.)

 

 

-          Saddam mente

-          Bastasse questo per bombardare qualcuno, Berlusconi non avrebbe scampo

 

 

31/1/2003

 

I CAPELLI DEL PREMIER

Come quasi tutti gli anziani uomini di spettacolo italiani, anche il nostro Silvio si sa, ama coprirsi quella voglia di ginocchio che ha in testa con una tinta che va dal color comodino Chippendale fino al nerofumo Manuzio, a seconda dell’umore.

La sinistra, che non ha altri argomenti politici da contrapporgli, in questa mania del premier ci sguazza, fino ad affiggere manifesti con la sua pelata vista dal didietro, e persino Striscia la notizia, ultimamente, lo ha mostrato nelle variazioni colorate con cui Silvio copre i suoi capelli color carne.

Qualche giornalista ha addirittura insinuato che il presidente del consiglio sia arrivato tardi al funerale dell’Avvocato per via della tintura ma il massimo credo si sia raggiunto alla Corte dell’Imperatore Bush, dove il Nostro è arrivato tutto trafelato ma con la Testa Rossa, che non è il Ferrari di Montezufolo, bensi’ il nuovo colore dei capelli del premier.

Allora, sorge spontanea la domanda: ma il Silvio, viaggia all’estero con il tintore appresso?

Aspetto un documentato reportage.

 

 

Febbraio 2003-

 

Mi fa ridere Rutelli quando straparla e dice: “Andiamo al voto e vinceremo. “

Sono le stesse cose che diceva prima che Sua Emittenza lo trombasse.

Trombasse per modo di dire, visto che malgrado la cocente sconfitta ed i proclami vittoriosi, Berlusconi ha vinto le elezioni egli italiani le hanno perse. Ma Rutelli è sempre la’, e la canzoncina è sempre la stessa, come Pierino dentro il bosco, che canta a squarciagola per far passare la paura.

 

 

E PER FINIRE UN QUIZ

Indovinate quale di queste due frasi è stata scritta da Karl Popper e quale attuata da Berlusconi:

 

 

1-  “La televisione non puo’ esistere se non ha sotto controllo la sua democrazia”

 

2-  “La democrazia non puo’ esistere se non ha sotto controllo la sua televisione”

 

 

 

3 marzo 2003

O CHE BEL CASTELLO
S.Berlusconi ha rinunciato a comprare il castello in toscana. Sembra che
passando per le strade di quei luoghi ameni, quei maledetti toscani gli
facevano un sacco di feste. Avevano notato pero' che il premier era senza
ombrello e tutti gli facevano segno che con questi cambi di stagione era
imprudente andare in giro senza e gli mostravano a pieni avambracci, dove lo
doveva portare. Ricevuti cenni d'assenso dal premier, quei maledetti (
magnifici) toscani gli hanno pure fatto segno americano dell'OK, ma con l'
altro dito.

 

Ci sono frasi che capisci molto tempo dopo.
Per esempio, aveva detto:
"Quando si parlera' della RAI, mi alzero' ed usciro' dalla stanza"
Voleva dire che sarebbe andato a casa sua a discuterne con i compagni di
merende.
Chissa' cos'avevo capito.

 

Siamo a crescita zero ed il governo si e' detto soddisfatto.
Se i risultati fossero stati appena appena peggiori, avrebbero dato una
festa, probabilmente.

21 marzo 2003

Il governo in difficolta’ per far approvare l’immunita’ parlamentare, e’ riuscito invece a salvare la faccia del sindaco Albertini, prorogando i termini per la presentazione del bilancio fasullo.

Questo dimostra che se l’illegale lo sanno fare subito, per l’anticostituzionale, hanno bisogno un po’ piu’ tempo...

 

 

Berlusconi porta sfiga, ma tanta!

Va al Governo e comincia la recessione dopo un periodo di boom clamoroso e
contro le regole d'oro dell'economia, ovvero in presenza di tassi
d'interesse e d'inflazione bassissimi.

Si dichiara vicino agli alleati americani al momento della vittoria delle
elezioni e tirano giù le Torri Gemelle.

Si interessa personalmente delle fioriere e dell'organizzazione del G8,
scoppiano moti di piazza e ci scappa il morto. Non accadeva dai lontani anni
'70 . . .

Decide di spostare i voli da Milano a Roma Fiumicino e cade il primo aereo
da sempre a Linate, ma non in giro, sugli hangar!

Vicino alla sua villa di Arcore si scatena un tornado devastante che gli
abitanti non ricordano a memoria d'uomo.

Varato il primo "pacchetto" dei 100 giorni del programma Berlusconi: 6000
licenziamenti nel settore turismo. Aggiungerei a questo proposito che dopo
il varo del pacchetto sul lavoro Berlusconi stesso ha licenziato un
extracomunitario alle sue dipendenze: ..Terim!!!!!

Durante il suo governo l'Italia è travolta da guai di ogni genere: alluvioni
da Nord a Sud, disastri ferroviari, frane, follie omicide, terremoti,
gelate, siccità, perdita di raccolti.

Va a trovare Putin, lo abbraccia, si dichiara suo caro amico e scoppia
l'attacco terrorista nel teatro di Mosca.

Fa approvare il ritorno dei Savoia in Italia e Vittorio Emanuele si rompe la
schiena.

Mette in atto la promessa di fare qualcosa per eliminare la disoccupazione
del sud, e si risveglia l'Etna e poi parte un terremoto.

Storna i soldi del Sud al Nord e la terra trema a Bergamo, Brescia, Verona,
ecc.

A distanza di un anno dal suo insediamento va in rovina la principale
industria meccanica italiana: la Fiat. Promette ad Agnelli di intervenire
per risolvere i problemi della Fiat... Agnelli muore!!!

Quest'ultima promessa pero' l'ha mantenuta. O no?

 

 

 

 

Da SETTE  - n. 15 - 10 aprile 2003

QUELL'EDITORE LIBERALE CHE VOLEVA PRENDERE MONTANELLI A CALCI
"Adesso basta. A questi gli taglio i fondi... Vado al Giornale e batto
i pugni sul tavolo. E se Indro fa le bizze. lo prendo a calci in
culo". E davvero un peccato che il nostro immenso Montanelli se ne sia
andato prima di sentire, al processo contro Dell'Utri di Palermo, la
registrazione delle telefonate intercettate il 27 agosto 1983 nelle
quali Berlusconi parlava di lui. Si sarebbe fatto una risata. Per
carità, le conversazioni non contengono una parola che sembri avere un
rilievo giudiziario. Di più: recuperarle da un altro fascicolo
processuale e farle sentire in aula è stata forse da parte dei
giudici, provocati dall'insistenza con cui i difensori martellavano
sull'assoluta "impermeabilità" dei giornali e delle tivù berlusconiane
alle interferenze d'un editore profondamente liberale, una rasoiata.
L'immagine che ne esce dell'ex Sua Emittenza destinata a diventare
premier, però, è dispettosamente indimenticabile.
Sono anni, infatti, che il Cavaliere spiega di essere l'editore più
tollerante e rispettoso del pianeta. Lo disse nella celebre intervista
ai tg della Fininvest quell'11 gennaio del 1994 in cui di fatto diede
al grande vecchio il suo benservito: "Non ho mai interferito con la
linea del Giornale... Avevo detto che Montanelli poteva scrivere i
suoi articoli di qui all'eternità. Ho anche aggiunto che avrebbe
potuto mandarmeli con un fax speciale che stavo facendo costruire dal
Paradiso".
Lo ridisse dopo aver vinto le elezioni del '94: "Li ho sempre avuti
tutti contro anche in questa campagna elettorale: Scalfari, Repubblica
e l'Espresso perché sono di un altro partito, Mieli al Corriere e
Mauro alla Stampa per le loro convinzioni e quelle dei loro redattori.
E poi Montanelli, che ha lasciato il Giornale senza che io gli dicessi
mai nulla". Lo ribadì nel '97: "Montanelli ha lasciato il Giornale
senza che io gli dicessi mai nulla, solo una frase a colazione su
Segni, che mi pareva uno destinato a perdere". Lo confermò dopo la
morte del grande giornalista che pure aveva definito sprezzantemente
"un mio ex dipendente" incassando in cambio l'accusa di avere "una
voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne": "Piango l'amico
con cui ho condiviso molte battaglie e al quale sono rimasto legato
anche quando ha espresso dissenso dalle mie posizioni, con lo spirito
di libertà che ha sempre animato il suo lavoro e che ho sempre
rispettato".
Certo, non che il Cavaliere abbia mai avuto una grande stima dei
giornalisti... Gli archivi sono pieni di sfuriate. "Il 90% dei
giornalisti italiani milita sotto le bandiere del fronte comunista o
paracomunista. Quanto ai corrispondenti esteri...". "La stampa è
bugiarda, la voglia di scoop prevale troppo spesso sulla verità, tutto
questo non può e non deve avvenire. Non possiamo non condannare la
menzogna". "Anche se un giorno camminassi sulle acque, Stampa,
Corriere, Repubblica e Unità, che si telefonano per concordare i
titoli, scriverebbero che Berlusconi non sa nuotare...".
Ammette, ovvio, delle eccezioni. Come certi titolisti del Giornale
arrivati a scrivere che le corna fatte allo spagnolo Piqué nella foto
dei leader europei a Caceres erano "gesti che servono per creare
amicizia, cordialità, simpatia e rapporti affettuosi". O certi
cronisti plaudenti: "Segreterie e collaboratori si alternano, con
diversi turni, mentre il Cavaliere sembra l'omino delle pile Duracell:
chi scrive riesce a stento a girare lo zucchero nella tazzina del
caffè, nello stesso tempo in cui il presidente di Forza Italia fa
almeno tre cose". O ancora Paolo Liguori, che secondo lui faceva a
Studio Aperto "il tg più sereno e obiettivo", O ancora Emilio Fede il
quale, coperto di elogi per la leggendaria imparzialità, ha ricambiato
giurando: "Berlusconi non mi dà mai ordini. Mai, mai, mai". Ecco: non
essere amato da tutti l'ha sempre in qualche modo stupito: "Io, uomo
delle tivù, sono per essenza l'uomo della democrazia".
Potete dunque immaginare quanto lo abbia amareggiato la diffusione
delle telefonate di quel 1983. Nella prima Craxi, da tre settimane
presidente del Consiglio, si lagna con l'amico Silvio perché
Montanelli gli ha dato del "guappo". Nella seconda il futuro premier,
dopo avere assicurato a Bettino che avrebbe preso il vecchio Indro "a
calci in culo", chiama il condirettore del Giornale Biazzi Vergani,
gli riferisce della sfuriata craxiana e gli raccomanda di trattar bene
il Cinghialone ("Dobbiamo tenercelo buono, fra poco ci farà avere le
concessioni per le tivù") e di starsene zitto: "Per ora a Montanelli
non dire che ti ho chiamato". La terza è di Biazzi Vergani a
Berlusconi: "Tutto a posto". Chissà, se fosse qui, cosa direbbe Indro.
Forse, fatta una risata, racconterebbe di come Berlusconi gli avesse
un giorno spiegato il suo rapporto con la stampa, i critici, i bastian
contrari e il dispiacere che prova quando chi gli è intorno non lo
apprezza quanto lui ritiene di meritare:
"Faccio come zia Marina, che ha 80 anni e siccome nessuno le dice che
è bella un giorno si è messa davanti allo specchio con un vestito a
fiori e si diceva: "Mariiina, cume te se bela"".

 

 

Berluminchiate

 

Se digitate Berlusconi Veltroni dialogo su Google vengono fuori 2.320.000 pagine in Italiano!!

Non riesco a credere che la stampa indipendente abbia calcato la mano in questo modo ma sono riuscito solo a leggere le prime 32 pagine ( per 10 uguale 320 articoli) e poi mi è venuta l’orticaria per tanta melassa.

C’è qualcuno tra i miei amici, così esperto da andare a vedere a pagina mille (totale diecimila articoli) se la melassa italiana su questo kazzo di dialogo continua?

Sì, insomma, vorrei rendermi conto se tanto entusiasmo è spontaneo o se c’è qualche manina dietro…

Capiscimi ammè…

 

Grazz

 

 

 

"Vogliono sabotare il dialogo sulle riforme". Così, un Silvio Berlusconi infuriato, commenta l'inchiesta per corruzione i cui contenuti sono stati riportati da Repubblica.

(Repubblica, 13 Dic 2007)

 

"confronto aperto sul grande tema delle riforme istituzionali e sui principali provvedimenti di programma del governo". (Conferenza stampa dopo l’incontro con Veltroni)

 

Noi siamo pronti: il dialogo puo' e deve cominciare da subito', ha detto Berlusconi. L'auspicio - ha detto il premier nel suo discorso alla Camera 13/5/08

 

mercoledì 14 maggio 2008 

Infoparl - Roma - 16:18 - "Ribadisco e sottolineo che la ricerca del dialogo sara' il nostro metodo di lavoro. Salvo poche eccezioni, ancorate ad una visione della politica antropologica, la strada del dialogo e' stata apprezzata da tutti". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, prendendo la parola nell'Aula del Senato prima del dibattito sul voto di fiducia al governo.

 

 

COLPO DI SPUGNA -

Liana Milella per “Repubblica”

 Doveva essere il decreto legge per garantire la sicurezza dei cittadini e contrastare l`immigrazione. Rischia di diventare, per una norma che sembra fatta su misura per i processi di Berlusconi, un`altra scatola, un contenitore come lo fu la Cirielli, per risolvere i problemi giudiziari del Cavaliere. In particolare il processo per la falsa testimonianza Mills a Milano.

Che vuol dire: i dibattimenti per violenze e rapine gravi andranno fatti prima di tutti gli altri. Ma non solo: scegliendo la data del 31 dicembre 2001, l`esecutivo decide di riaprire la possibilità, oggi vietata, di accedere al patteggiamento anche per tutti i processi già incorso. Quindi, anche per il processo Mills che è giunto ormai in dirittura finale. Solo «per valutare l`opportunità della richiesta» il decreto concede 60 giorni di tempo, un periodo in cui prescrizione e custodia cautelare restano «sospesi».

 

 

 

"Ronaldinho al Milan? Io spero di sì, penso di sì" (Silvio Berlusconi, Ansa, 5 aprile 2008, prima delle elezioni)

"'Vedremo, speriamo'. Così Silvio Berlusconi, che ieri sera è intervenuto alla festa dei Circoli del Buongoverno, ha risposto a una domanda sull'acquisto o meno del fantasista brasiliano del Barcellona, Ronaldinho. A Berlusconi è stato anche detto che i tifosi si attendono l'arrivo del fuoriclasse brasiliano: 'Bene, anch'io', è stata la risposta" (Silvio Berlusconi, Ansa, 8 aprile 2008, prima delle elezioni)

"Una bellissima notizia mi è arrivata durante Porta a Porta: Ronaldinho ha dichiarato che se il Barcellona lo venderà l'unica squadra in cui è disposto ad andare è il Milan campione del mondo" (Silvio Berlusconi al comizio finale del Pdl prima delle elezioni, Ansa, 10 aprile 2008)

"Ronaldinho ha dichiarato che se dovesse cambiare squadra, lo chiederà al Barcellona e verrà solo al Milan" (Ansa, 10 aprile 2008, prima delle elezioni).
"
Ronaldinho? Per ora è arrivato solo il fratello che ieri sera mi ha portato a casa una maglia di Ronaldinho con una cara dedica" (Silvio Berlusconi, Ansa, 15 aprile 2008, dopo le elezioni)

"Ronaldinho? Noi siamo ancora desiderosi di averlo e sappiamo che lui vuole il Milan. Però il Barcellona ha presentato una richiesta che tutti considerano eccessiva" (Silvio Berlusconi, Ansa, 23 aprile 2008, dopo le elezioni)

"Sono sempre stato dubbioso sul fatto che Ronaldinho servisse, a questo punto penso proprio che non ne abbiamo bisogno" (Silvio Berlusconi, Ansa, 4 maggio 2008, dopo le elezioni).

(8 maggio 2008)

 

"Di Pietro? Con una grammatica come la sua, c'è da credere che la sua laurea non sia altro che un titolo fornito dai servizi segreti" (Silvio Berlusconi, Corriere della sera, 27 marzo 2008).

"L'Unione Europea deve aiutare le cose giuste. Non deve difficoltarle" (Silvio Berlusconi, 24 aprile 2008).

 

"La legge elettorale ha dato risultati storici, vedremo quale sarà il miglioramento possibile. Con il buon risultato di questa legge penso che il referendum possa essere bocciato dagli elettori" (Silvio Berlusconi, Agr, 15 aprile 2008)

"Anche in questo caso ho le idee abbastanza chiare, confermo che terremo a Napoli il primo consiglio dei ministri. Tra le varie soluzioni, il governo si doterà di apposito sottosegretariato destinato esclusivamente alla questione dei rifiuti" (Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Porta a Porta, 15 aprile 2008)

 

"E' stato lamentato uno scambio del nostro portafoglio alla Commissione Europea, ma io penso sia molto più conveniente per noi interessarci invece che di omosessualità di infrastrutture e trasporti visto che abbiamo da riprendere un grande piano di opere pubbliche. Avendo un nostro Commissario possiamo
lavorare meglio" (Silvio Berlusconi, leader Pdl, premier in pectore, Apcom, Roma, 23 aprile 2008)

 

IPSE DIXIT

 

L'aspetto più visibile della blindatura zuccherosa è il tentativo di coinvolgere il Capo dello Stato effettuato da Berlusconi il giorno stesso del giuramento nella sala del Quirinale durante il brindisi augurale con i nuovi ministri e in assenza del presidente Napolitano appena ritiratosi per urgenti impegni istituzionali. "Questa legislatura - ha detto il neo-presidente del Consiglio - procederà sotto il segno di un patto con il presidente della Repubblica che avrà il nostro pieno appoggio e al quale sottoporremo le linee guida del governo per averne consiglio e preventivo incoraggiamento".

(Eugenio Scalari Repubblica 11/5/08)

 

23/4/08

Berlusconi su Alitalia: «Air France ha detto no per il veto dei sindacati»

Il Cavaliere poi corregge il tiro:

«Hanno fatto il loro lavoro, le condizioni erano impossibili da accogliere»

 

Roma, 23 apr. (Adnkronos) - "Se l'ha detto allora e' una barzelletta. Tutti sanno che lui era contrario e Spinetta se ne e' andato per questo motivo". Il leader della Cisl Raffaele Bonanni, risponde cosi' ai cronisti che gli chiedono un commento sulle parole del presidente del consiglio

 

Rai News 24

Ma in serata, Berlusconi ha annunciato che la Brambilla avrà la responsabilità della Salute.

 

Il Tempo:

Potrebbe terminare il giro sull'«ottovolante» per Michela Vittoria Brambilla. Il presidente dei Circoli della Libertà nei giorni scorsi ha cambiato «casella» continuamente nel «puzzle» del governo Berlusconi.

Inizialmente la «Rossa» era in predicato di occupare la poltrona dell'Ambiente o delle Pari opportunità, poi del Welfare e infine dell'Attuazione del programma.

 

16 marzo 2008 alle 20:40 — Fonte: repubblica.it  

Speriamo che Berlusconi non firmi un altro contratto con gli italiani: dovrebbero almeno cambiare la tappezzeria di Porta a Porta, sembrerebbe una replica. Io io ho fatto i capelli bianchi e lui li ha sempre più neri”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Rende (CS).

 

 

Berlusconi ha detto che solo degli ingenui possono votare per il partito democratico.

Farò un nuovo contratto con gli Italiani.

Bisogna prestare attenzione perchè ci saranno brogli ai seggi

Veltroni è come Stalin.

Rifaccio lo scalone di Maroni (il giorno prima).

Non ho mai detto che toccherò le pensioni (il giorno dopo).

 

 

da Repubblica:

Alitalia, Berlusconi duro contro l'Ue

«Basta veti o la comprerà lo Stato»

 

Altolà, Cavagliere!

Kekkazzo di minacce sarebbero queste?

Che se le attua va a finire come dicono a Roma che il cetriolo va sempre in quel posto all’ortolano, che poi saremmo noi.

Se veramente vuol minacciare l’Europa, dica:

Smettetela di fare gli stronzi o l’Alitalia la compro io!”

Così andrebbe meglio...

 

 

ZIGNARE

"Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se si mettono a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. E' una minaccia, non una decisione".

 

 

Con buona pace di coloro che hanno classificato questo neologismo del Cavaliere, invito tutti ad andare sul mio vecchio:

BERLUSCONITE http://berlusconite.blog.excite.it/archive/month/200510

Dove troverete che il Cavagliere Bitumato ha già usato questo termine il 28 Ottobre 2005 quando rispondendo ad una giornalista del TG3 usò il termine ZIGNARE e poi specificò che trattasi di fare domande fastidiose come le zanzare sul didietro dell’elefante.

Da registrare come neologismo arcoriano (da Arcore, la capitale d’Italia).

 

 

http://francescorigatelli.nova100.ilsole24ore.com/2008/04/berlusconi-schi.html

 

 

Miriam Raffaella Bartolini

In arte Veronica Lario,

Basta che le scappi una scorreggina e la riportano tutti i giornali, come fosse depositaria di chissà quale Verità. Io l’ho vista solo un paio di volte ed ho avuto l’impressione che a pranzo e cena sedesse troppo vicina alla bottiglia del vino. Così mi permetto un suggerimento ai direttori di quei fogli che attendono il Verbo con orgasmo: quando il reporter vi consegna le dichiarazioni della signora, chiedetegli se esse sono esternazioni del mattino o del dopo pranzo/cena perchè è diverso lo spirito (capiscimi ammè).

 

Stavolta si lamenta della volgarità della nazione che deriverebbe dal Bagaglino. Oddio, non è che brillino di sapienza, ma perchè non si è chiesta se sia più di cattivo gusto recitare quelle indegne scenette od ospitarle in villa per rallegrare gli ospiti?

 

Dice che ormai questo paese considera le donne solo in senso orizzontale. Ma non fu suo marito ad uscire con quella espressione?

Boh

 

Appropò:

 

Niente in questa mano, niente in quest’altra...

Et voilà

È scomparsa l’immondizia da Napoli

(solo dai giornali, naturalmente)

 

 

MISURE ADEGUATE

 

Dal ponte di Messina, al ponte con l’opposizione, al prestito ponte, finalmente un sospiro di sollievo con l’unico ponte concreto che è apparso in Italia: il ponte del 25 Aprile, da dove siete appena rientrati.

Spero ci siate tutti.

Sì, non per portare sfiga, ma speriamo che tra di voi non ci siano quei cinquanta infelici che se ne sono partiti per una vacanza e non sono tornati per via di un incidente dovuto alle pessime condizioni delle nostre strade. Che per carità non è nulla in confronto a quella trentina di infelici che invece ogni settimana muoiono sul lavoro e la vacanza nemmeno se la sognano!

 

Ma via, non lasciamoci prendere dalle paturnie, proprio ora che ricomincia la giostra.

Che vi siete persi?

Vediamo: ALITALIA, Tensione tra Berlusconi e la UE.

Non ditemi che non siete stupiti. “Adesso la fanno difficile... la UE deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà...”

Por Nano, che ci ha ragione, visto che considera LUI le cose giuste.

Il Fondo Monetario lo incalza, por Nano e chiede MISURE ADEGUATE.

 

Quindi:

Dalle grandi prospettive della campagna elettorale:

 

[URL=http://img106.imageshack.us/my.php?image=prolungapz2.jpg][IMG]http://img106.imageshack.us/img106/8439/prolungapz2.th.jpg[/IMG][/URL]

http://img106.imageshack.us/img106/8439/prolungapz2.jpg

 

Alla cruda realtà che poi sarebbe questa:

 

[URL=http://img180.imageshack.us/my.php?image=berlupisellinofy0.jpg][IMG]http://img180.imageshack.us/img180/7051/berlupisellinofy0.th.jpg[/IMG][/URL]

http://img180.imageshack.us/img180/7051/berlupisellinofy0.jpg

 

 

Le vecchie non muoiono mai.

Parlo di barzellette, naturalmente.

Questa era stata scritta (pensate un po’) per il Duce Mussolini.

Adesso gira in nuova forma.

 

 

Se quella notte, per divin consiglio,

la Donna Rosa, concependo Silvio,

avesse dato a un uomo di Milano

invece della figa il deretano

l'avrebbe preso in culo quella sera

sol Donna Rosa e non l'Italia intera.

 

 

 

 

IPSE DIXIT

 

domenica, aprile 27

 

"Questo governo non potrà correre il rischio di essere considerato "leggero". Dovrà dimostrare di cambiare davvero le cose".

 

giovedì, aprile 10, 2008

 

Andate e convertite le genti.

 

Potrei finire qui. L'otorinolaringoiatra mi ha detto che sono pazzo ad andare a fare ancora comizi se voglio salvare la voce per il rush finale. Ma io sono pazzo e vado avanti.

 

Lo vedete anche voi, ovunque vada vengo accolto da tantissimo entusiasmo, come una rockstar.

 

Chiedo al ministro dell'Istruzione se può sottoporre a custodia sicura i documenti che ci sono presso l'università e che attestino che Di Pietro abbia preso laurea. E chiedo al ministro della Giustizia di verificare i documenti con cui Di Pietro si è rivolto per sostenere il concorso.

Non ha mai presentato un diploma originale di laurea, ma solo certificati diversi. Diversi in un caso per il voto di un esame e in un altro caso per la data. Di Pietro non solo mi fa orrore, ma è anche un bugiardo.

 

mercoledì, aprile 09, 2008

 

Ho trovato in giro una passione, un entusiasmo, una partecipazione straordinari. Sono 'assediato' dai giovani e dagli anziani, c'è una sorta di fanatismo nei miei confronti che mi imbarazza. La gente fa la lotta per stringermi la mano e farmi i complimenti. Non vorrei avere la sindrome del candidato, ma se dovessi giudicare da questo entusiasmo dovrei dire che saranno confermati i sondaggi che ci danno vincenti con ampio margine...

 

martedì, aprile 08, 2008

 

Io al Quirinale? Non mi interessa. Mi considero una persona riuscita in tutti i settori: ho fatto bene l'imprenditore; avevo il sogno di fare il presidente del Milan e sono diventato il presidente che nel mondo ha vinto di più con una squadra di calcio. Se sono in politica è perché tutti pensano che io sia l'unico che può tenere insieme il centrodestra. Ma al Quirinale non ho mai pensato.

 

lunedì, aprile 07, 2008

 

Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...

 

Eccolo qui, vivo e vegeto, solo con un po' di abbassamento di voce. Non vorrei che vi avessero detto che sarebbe arrivato il Papa. Il Papa arriverà a settembre e quando verrà vuol dire che tornerò anch'io, ci faremo benedire per averci ridato la Sardegna e l'Italia!

 

Il fatto che vi siano quattro simboli con la falce e il martello sulla scheda e che invece sia stato escluso proprio il simbolo della Democrazia cristiana indica che "c'è stato un ordine dall'alto e la chiara volontà di fare un favore a qualcuno.

 

La loro cultura rende invincibile l'ostilità nei confronti degli imprenditori. L'edilizia privata per loro sembra un atto di ruberia. Sono arrivato alla conclusione che sono antropologicamente diversi da noi, sono geneticamente diversi.

 

Io non credo che ci sia mai stato conflitto d'interessi: dal '94 in poi non mi sono piu' occupato delle vicende del mio gruppo, che ho avuto la fortuna di mettere nelle mani di ottimi manager. E poi se ne occupano i miei figli, ho avuto anche la fortuna di avere figli bravissimi.

 

Il partito democratico è l'ultima mimetizzazione del vecchio Pci, che ha altre volte cercato di mimetizzarsi cambio sigla e nome, prima Pds, poi Ds e ora Pd. Ma è formato dalla stessa nomenclatura di allora, ha le stesse idee e gli stessi modi di condotta.

 

martedì, aprile 01, 2008

 

Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv.

 

mercoledì, marzo 26, 2008

 

Di Pietro si è laureato grazie ai servizi, perché non è possibile che l'abbia presa uno che parla così l'italiano. E' il peggio del peggio del peggio. Ai tempi miei ogni volta che andavo a fare un esame lo sapeva tutto il palazzo. Quando prendevo 30 e lode mia madre invitava tutti a mangiare le frittelle e quando facevo gli ultimi esami c'era il coprifuoco televisivo perché tutti dicevano che Silvio doveva studiare. Di Pietro invece ha fatto esami dopo tre giorni, roba che io ci mettevo mesi e a Montenero di Bisaccia nessuno sapeva che si stava laureando, nemmeno i suoi genitori. Mi fa orrore non tanto perché ha problemi con i congiuntivi ma perché non rispetta gli altri, ha mandato in galera italiani senza prove.

 

Io sono in grado di stracciare qualunque avversario, perche' nella vita ho fatto tutto cio' che gli altri non hanno fatto.

Io sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole, ed i fatti vincono sulle parole

 

giovedì, marzo 13, 2008

 

Com'è possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un reddito fisso? Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere!

 

mercoledì, marzo 12, 2008

 

Ciarrapico è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe, che è anticomunista, antifascista e antitotalitario. Ciarrapico è solo uno dei mille candidati del Popolo delle libertà.

 

giovedì, marzo 06, 2008

 

Gli allibratori inglesi, che sono solitamente molto ben informati, ci danno vincenti solo con un piccolissimo dubbio, tanto è vero che chi punta un euro su di noi in caso di vittoria avrà soltanto 31 centesimi di euro in più. Sono sicuro che vinceremo, mentre chi punta un euro su Veltroni avrebbe addirittura il 310% in più, il che significa che la vittoria di Veltroni viene considerata 10 volte meno probabile della nostra.

 

Sono pronto a firmare un nuovo contratto con gli italiani. Per firmare promesse che realizzerò senza se e senza ma. Ma stavolta realizzeremo tutto, non all'85% ma al 100% perché non ho più un alleato che mi disse di no in tante occasioni.

 

martedì, marzo 04, 2008

 

Se fossi in Veltroni avrei terrore a confrontarmi con me. Io comunque sono disponibilissimo.

 

I dieci punti di Confindustria sono tutti nel nostro programma di governo.

 

lunedì, marzo 03, 2008

 

Dalla nostra parte vedo un grande entusiamo e una grande passione, dall'altra vedo che è iniziato il tempo dei falsi sondaggi perché tutti quelli veri ci danno in vantaggio di 10 punti.

 

Nel Pd ci sono candidature spot tirate fuori per blandire la borghesia. Queste candidature per la sinistra sono come il bikini: lasciano scoperto molto ma coprono le parti essenziali che sono il 70 per cento dei ministri, viceministri e sottosegretari che sono ancora al governo con Prodi.

 

Quelli a La Destra e all'Udc sono voti gettati che possono solo contribuire a rendere meno evidente la vittoria del Popolo delle Libertà.

 

domenica, marzo 02, 2008

 

Sarò vecchio ma non sono ancora rincoglionito.

 

 

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Che vi siete persi?

Vediamo: ALITALIA, Tensione tra Berlusconi e la UE.

Non ditemi che non siete stupiti. “Adesso la fanno difficile... la UE deve aiutare le cose giuste e non fare difficoltà...”

Por Nano, che ci ha ragione, visto che considera LUI le cose giuste.

 

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Devo andare a fare il Guru.

 

Ho sviluppato una dote di preveggenza che ormai mi fa dire le cose un'ora prima degli altri.

Ahimè, purtroppo chi ha ragione un'ora prima degli altri è destinato ad avere torto per un'ora.

Ed io lo fui.

Fortunatamente questa mia dote ormai mi è riconosciuta dalla gente che quando mi incontra, anche da lontano, mi grida:

Aldo, vai a fare il Guru! Aldo vaffa ‘l Guru! Vaffa ‘l Guru, Aldo!”

Eh, sono belle soddisfazioni!

 

Sai, per essere un ottimo autore di satira (ed io lo sii) devi avere tre doti fondamentali: la prima è un’ottima memoria.

La seconda, purtroppo non me la ricordo più ma per il caso Ligresti mi sono avvalso di Google e qualche reazione l’ho registrata, soprattutto tra i miei amici del glorioso Forum di Delucide con i quali ho uno stretto rapporto di fratellanza corsara.

 

Inzomma, scherza che ti scherzo, salta su uno (Moonbeam) che fa:Vedrai che l’alitalia la salva  Moggi...”

Ed io: chissà, io intanto mi aspetto un intervento di Geronzi...

Come presidente di Mediobanca?

No, dico io, come pregiudicato.

E mi aspetto Ciarrapico.

 

Oh, non ho finito di parlare e il Cavagliere Bitumato, che come sapete non festeggia il 25 Aprile, festa della Liberazione perchè a lui che siamo liberi dà perfino fastidio, non ti va a ricevere il Ciarra?

 

Minchia, fratelli, devo andare a fare il Guru!!

Adesso vi sparo là un’altra profezia:

Udite udite:

 

Ma dove kazzo si è cacciato Previti, che non l’ho ancora sentito nominare?

 

 

 

ANVEDI CHICCE'...

Riciccia Sviluppo Italia, al cui confronto le associazioni per delinquere sembrano le Dame di San Vincenzo...

tutta piena di figli di...

 

e anvedi chiccè...

 

 MICCICCHE’ SOTTOSEGRETARIO A PALAZZO CHIGI

Meno male, così siamo a posto anche con la COCAINA...

 

Li sta imbarcando proprio tutti...

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"Un po' meno orgoglioso sono della legge elettorale che si dovrà riscrivere. Glielo dico francamente, l'ho scritta io ma è una porcata. Una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà una destra e una sinistra che devono fare i conti col popolo che vota" (Roberto Calderoli, Lega Nord, Matrix, 15 marzo 2006)

 

"La legge elettorale ha dato risultati storici, vedremo quale sarà il miglioramento possibile. Con il buon risultato di questa legge penso che il referendum possa essere bocciato dagli elettori" (Silvio Berlusconi, Agr, 15 aprile 2008)

 

"Anche in questo caso ho le idee abbastanza chiare, confermo che terremo a Napoli il primo consiglio dei ministri. Tra le varie soluzioni, il governo si doterà di apposito sottosegretariato destinato esclusivamente alla questione dei rifiuti" (Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con Porta a Porta, 15 aprile 2008)

 

 

"Air France si è ritirata in primo luogo per i veti dei sindacati". Queste le parole pronunciate da Silvio Berlusconi. Durissima la replica dei rappresentanti dei lavoratori: per Guglielmo Epifani (Cgil) il suo è uno "scarico di responsabilità che non fa onore". Per Raffaele Bonanni (Cisl) la sua dichiarazione "è una barzelletta". Ma poi il Cavaliere, com'è spesso nel suo stile, corregge il tiro, si autosmentisce: spiega che sulla vicenda "i sindacati hanno fatto il loro mestiere, e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste erano impossibili da accogliere".

(da Repubblica)

23/4/08

 

--

 

Ah ah ah, che ridere, Cavagliere...

 

Tutti a ridere e a mostrare il Cavagliere Bitumato che fa il gesto con la mitraglia nei confronti della giornalista russa che ha fatto una domanda impertinente a Putin.

Nessuno a registrare il pianto a dirotto e la paura della ragazza, terrorizzata dalle conseguenze...

 

 

Inzomma, Silvio, quel gran figlio di Putin (massì diciamocelo, uno crede di essere l’erede dell’altro) gli ha promesso che adesso ci pensa lui per togliere il visto tra Russia e UE, per incrementare turismo e affari, ma soprattutto per non far perdere tempo a quell’altro gran figlio di madre russa, con il passaporto...

Aspettiamo solo che il Berlusca si presenti a Bruxelles...

Ne vedremo delle belle...

 

21/4/08

 

Alitaglia

Idea per una vignetta: Alitalia su di uno sgabello marcato Air France, sta per impiccarsi.

Berlusconi dà un calcio allo sgabello e dice:

“Non c’è problema, se manca  Air France, ci sarà sempre la cordata a sostenerla!”

 

 

Silvio Merlino:

Per salvare l’Alitalia ci vorrebbe un prestito-ponte

E la cordata?

Nella schiena dei contribuenti...

 

 

 

Minchia, ma la satira l’è proprio morta...

 

Tu pensa che ad Olbia arriva Putin che deve fingere di discutere il salvataggio dell’Alitalia (VOLI PINDARICI titola Giannelli) e sempre ad Olbia l’aereo dell’Aeroflot che trasportava un ministro russo e addetti alla protezione civile è andato fuori pista.

E noi dovremmo apparentarci con i Tupolev che cadono come mosche dopo il flit e questi che escono di pista?

Via, se volare è un diritto, atterrare però è necessario!

 

 

 

20/4/08

 

 

Il Cavaliere bitumato e la Banca Centrale europea

Ha risposto stizzito J.C. Junker alle parole del Cavaliere che auspicava funzioni diverse per las Bce.

A $ua Emittenza non piace lo stretto controllo sull’inflazione da parte della banca centrale (e ti pareva!).

Il trattato di Lisbona è appena stato firmato e nessuno ha ritenuto di rimetterlo in discussione. Le parole di Berlusconi, mi fanno venire in mente quello che disse quando lasciò il potere...)

Acc.. io non me lo ricordo quello che disse. Evocò Cambronne? Garibaldi a Teano? Prenotò un nuovo lifting in vista della nuova campagna elettorale?

 

Appropò:

 

Lo vado predicando da tempo: ARRESTATE CESARE RAGAZZI!!

Ogni giorno che ci allontana dalla sua vittoria alle elezioni, l’elmetto bitumato che si porta in capa sta sempre più schiarendo mostrando l’enorme voglia di ginocchio che il Cavaliere si porta da sempre.

L’unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento” disse l’altro piduista che lavora per lui. Ed è vero.

Perchè se veramente ci fosse un prodotto per la ricrescita, il Cavaliere l’avrebbe già comprato e costruito sopra una catena di franchising legata al popolo delle libertà.

Altro che...

 

Praticamente ci ritroviamo che durante la campagna elettorale si presentava COSì

 

 

Ed ora che ha vinto scopriamo che in realtà è così:

 

 

 

MAMMA MIA!!

E’ il titolo dell’Economist a commento del risultato delle elezioni.

RIECCOLO!!

 

 

 

Ipse dixit:

Sono più alto di Putin e Sarkozy. Sono alto come Prodi. Non capisco perchè tutti i vignettisti mi disegnano come un nano.”

E per non smentirsi, alla conferenza stampa post elezioni. Per le foto con Fini e Bossi, lui si è VISIBILMENTE alzato sulle punte, come Carla Fracci.

 

 

19/4/08

 

 

--

 

 

Attenzione! Niente in questa mano…

Niente in quest’altra…

Et voilà

È sparita la cordata Alitalia!

 

Che Mago!

 

Adesso gli va bene Air France

 

Ah dimenticavo:

 

Incidente diplomatico con il Libano.

Sai, Lui (senza l’accordo della Nato ) vorrebbe cambiare le regole d’ingaggio dei nostri militari costì.

Perché ci sono in ballo le vite dei nostri ragazzi, altrimenti ci sarebbe da dire

ehehehehe

 

(18 Aprile 2008)

-

 

La politica estera del Cavaliere

 

Quando venne Chavez gli offrì Yespica su di un piatto d’argento.

Viene Putin e gli offre il Bagaglino.

Ora dice che vuole incontrare Sarkozy.

Vuoi vedere che si presenta con la Garfagna e tutte le veline?

 

 

http://img261.imageshack.us/img261/1640/maracarfagna001fd2.jpg

http://img261.imageshack.us/img261/8499/yespica27ychu2.jpg

 

---

 

PRIMA GAFFE INTERNAZIONALE

La battuta di Silvio Berlusconi sulle donne del governo Zapatero non è piaciuta al Psoe. Elena Valenciano, segretaria per le relazioni internazionali del Partito socialista spagnolo, replica con decisione a quanto affermato dal Cavaliere durante un'intervista a Radio Montecarlo a proposito del nuovo esecutivo iberico, definito «troppo rosa». «In Italia, come in Spagna - spiega la Valenciano - ci sono abbastanza donne qualificate e intelligenti da occupare posti di ministro o per altri impegni di governo».

 

Anche El Paìs parla di battute machiste e racconta che è stata una giornalista di Tele5 (la rete televisiva spagnola proprietà di Mediaset) a fare a Berlusconi una domanda sul governo di Zapatero: il Cavaliere ha scherzato prima sul "conflitto di interessi" e poi ha aggiunto: «Nove donne! Se l'è cercata lui! Gli costerà dominarle». «Battuta machista», scrive appunto El Pais, né basta a redimerla la successiva analisi: «Le donne sono stupende in politica: individuano prima degli uomini le necessità reali della società, dei giovani, degli anziani, delle donne».

LA REPLICA - Nel tardo pomeriggio di mercoledì arriva la precisazione di Berlusconi: «Sono stato frainteso, evidentemente qualche birichino ha riferito male le mie parole sul governo spagnolo di Zapatero a maggioranza femminile». E aggiunge con stupore: «Oggi ho letto che una signora del governo spagnolo si è addirittura offesa, forse qualcuno ha fatto la spia...». Quindi rivolto ai giornalisti: «Vi prego di ricordare che invece io ho grandemente apprezzato il colore rosa di quel governo e che ho detto che vale la pena di seguirlo perché può darsi che le sue componenti femminili, che partono dalla realtà concreta dell'essere madre e moglie e insieme donna che lavora, sappiano provvedere a una serie di provvedimenti a cui daremo molta attenzione».

16 aprile 2008
Corsera

 

 

 

Berlusconi

 

La mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia
storia, gli altri se la sognano. Sono loro che devono dimostrare a me
di essere bravi... («ANSA», 7 marzo 2001) (Silvio Berlusconi)

 

Gli editori dei quotidiani si illudono di prendere la pubblicità della tivù, che invece non finirebbe mai sui giornali perché destinata a un pubblico di massaie. Le massaie guardano la tivù, giusto? Non leggono mai i giornali perché i giornali sono fatti per le élites, il 70 per cento degli articoli vengono letti soltanto dall'autore. A cosa serve sui giornali la pubblicità dei pannolini, del detersivo, del prodotto di bellezza? La carta stampata fa parte di un momento dello sviluppo della tecnologia, oggi è diventata obsoleta. Chi la difende assomiglia a quei produttori di carrozze che in Inghilterra chiesero al Parlamento di vietare la produzione di automobili.

risposta a una domanda di Marcello Sorgi, direttore della stampa, alla presentazione del libro di Bruno Vespa "Il cavaliere e il professore"; 11/12/03

 

"E' stato legittimamente sollevato il problema del conflitto d'interessi che può sorgere nell'attività di governo, in ragione dello status di imprenditore nel campo della comunicazione di chi questo governo presiede. Ci impegniamo a trasformare in disegni di legge le proposte che verranno entro settembre dalla commissione di esperti nominata dal governo"

(Silvio Berlusconi, presentando il suo primo governo alla Camera, 16 maggio 1994).

 

"Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003).

 

«Me ne sono sempre tenuto lontano e continuo a tenermene lontano, ho lasciato la cosa a Gasparri, non ho letto e non leggerò i rilievi dei tecnici del Quirinale, non è vero che mi infurio, l’ira è un sentimento che non mi appartiene, io sono una persona dolce, riflessiva, estroversa, al massimo mi dispiaccio, mi addoloro di certe cose».

 (16/12/03)

 

«Trovatemi una segretaria o un telefonista che possa dire che a Palazzo Chigi mi sono occupato della Fininvest». E ridetto ancora: «Non oso telefonare al mio gruppo perché un solo operatore telefonico potrebbe dire "Berlusconi sta chiamando"». L'ha giurato: «Io, uomo delle tivù, sono per essenza l'uomo della democrazia». Rigiurato: «Ci sono le mie garanzie personali: non compirò mai un gesto che avvantaggi gli interessi del mio gruppo». Rigiurato ancora: «La miglior garanzia è quella che può venire dall'impegno, dalla passione civile, dal disinteresse personale che io mi accingo a mettere in questo incarico».

 

«Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano. La mia vita di imprenditore si sta concludendo». «Non venderò mai le mie televisioni». «Oggi vi annuncio che ho deciso di vendere le mie aziende». «Vendere la Fininvest? Non ci penso nemmeno». «Della Fininvest terrò solo il 30%, una quota di minoranza. S'era pensato anche di vendere tutto ma si sono opposti i miei figli». E tutti lì, a fargli le pulci: e il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? E il conflitto d'interessi? Un assedio. Eppure, appena eletto, era stato chiaro: «Ho preso un impegno a dare una soluzione entro i primi cento giorni, cosa che faremo sicuramente. Immagino di poterlo fare addirittura prima delle ferie estive». Mica aveva specificato di che anno.

(Gianantonio Stella, Corriere 17/12/03)

 

 

 

ELILIO FEDE:

«Il presidente, scriva così perché io non lo chiamo mai Silvio, è l’unico che non ha chiamato in queste ore. Di tv non si occupa più»,

«Le dico che non ha telefonato. Non ci crede? L’ho chiamato io la notte scorsa, me l’hanno passato anche se era in riunione, gli ho detto solo: presidente, ti ringrazio come giornalista e come cittadino per quel che hai fatto per l’Europa».

 

«Non finirà così. Tutto nella vita è perfettibile, pure la legge Gasparri. La miglioreranno, e Ciampi firmerà. Ho per lui rispetto istituzionale e simpatia umana. Ricambiata. Lo conosco da più di vent’anni, lui era governatore della Banca d’Italia e io direttore del Tg1 . Ci diamo del tu. …Ciampi non è uno da lasciare a casa mille lavoratori».

 

Francesca Senette dice «polisinfonia». Al suo direttore dà del lei e un casto bacio sulla guancia, poi dichiara: «Rispetto le prerogative del capo dello Stato, però insomma mica lasceranno senza lavoro i tecnici e le segretarie. Ci considerano una "reterentola", ma abbiamo una nostra complessità, ci sono pure colleghi di sinistra».

«Il nostro pubblico è molto fedele, perché attratto dal codice prossemico del direttore».

 

Fede: «Li ho presi dalla strada. La Senette me la segnalò Berlusconi…

... Se non si trova una soluzione, non sono io che metto la tuta spaziale per andare sul satellite, sono loro che tornano per strada».

 

Avevo vent’anni, facevo Il circolo dei castori con la mia fidanzata Enza Sampò, che mi lasciò per Umberto Eco perché mi ero innamorato della regista, Dada, una donna meravigliosa. Pavese si suicidò per lei, non per la ballerina americana...».

 

"Spero di finire il vertice in tempo per il Milan"

(Costituzione europea 14/12/2003)

 

"Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli
 altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani"
 (Berlusconi Silvio, 17/06/2003, dichiarazioni spontanee al tribunale di  Milano)

 

«Sono stato costretto dal popolo italiano a entrare in politica, la gente veniva da me a migliaia, alle mie finestre, a casa mia, continuavano a chiedermi di candidarmi»

Berlusconi al settimanale New Yorker    (Corriere della Sera3 novembre 2003)

 

"Adesso è il momento del presidente operaio che con l'elmetto in testa avrà il piacere di recarsi là dove si aprono i cantieri" (da: "Una lettera agli italiani per parlare di pensioni")

 

 

"Questo sacrificio (i carabinieri morti a Nassirya) ci consente di
> presentarci sulla scena internazionale con più rispetto"
(S.B. Nov. 2003)

 

Ho ricevuto nell’ultimo anno 37 minacce di morte», frutto di un odio della sinistra talmente intenso, che «per capirlo basta sfogliare un giorno qualsiasi l’Unità , quotidiano che fa capo ai gruppi parlamentari dei Ds». (Bruno Vespa – Il Cavaliere e il Professore - )

 

Berlusconi rivela a Vespa di avere l’intenzione di rivedere il codice di procedura penale e di abolire «quella stortura inaccettabile per uno Stato di diritto che è il concorso esterno in associazione mafiosa», una fattispecie giuridica «che non è neppure prevista dal diritto positivo».
Nel libro il premier insiste nei giudizi assai critici verso una parte della magistratura. «La sinistra - osserva - tramite Magistratura democratica ha infiltrato i suoi uomini in tutta la magistratura, anche in quella giudicante. Il virus politico ha fatto sì che la legge, che dovrebbe essere uguale per tutti, per qualcuno lo fosse di più».

 

12/11/03

MASSACRO DI CARABINIERI IN IRAQ

La risposta di Oliviero Diliberto in Parlamento è stata durissima: il segretario dei
Comunisti italiani ha definito la politica del Governo "preoccupante" e lo
ha accusato di aver mandato i soldati italiani allo sbaraglio senza la
necessaria copertura politico-diplomatica. "La politica estera di questo
governo è quella delle cene nelle ville della Costa Smeralda, delle pacche
sulle spalle e delle canzoni di Apicella. Tutto è sfuggito al controllo, in
una politica estera fondata sulla guerra e sulla cancellazione del diritto
internazionale". "Signori del Governo - ha concluso Diliberto -voi dovreste
soltanto vergognarvi".

 

5 NOVEMBRE 2003-

L’affondo di Putin

«L’impressione è che la Cecenia sia utilizzata come mezzo di influenza per fini diversi. Alle elezioni locali c’erano solo osservatori della Lega Araba e dell’organizzazione della Conferenza islamica. Se si vuol essere più islamici degli islamici, non è l’approccio giusto»

6 NOVEMBRE

La difesa  di Berlusconi

«La verità è che ci sono delle realtà che, in Italia come all’estero, vengono spesso distorte dalla stampa. Per quanto riguarda la Cecenia, il caso Yukos, è la stessa cosa. So di certo, perché mi sono informato con fonti italiane che conoscono bene la realtà russa, che le due questioni sono distorte dai giornali»

 

6 NOVEMBRE

La critica di Prodi

«Mi auguro che Berlusconi sia informato sulla situazione russa meglio di quanto lo è sulla situazione della stampa in Italia»

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"Sono menhir, alti 8 metri, li ho acquistati da vari proprietari e li ho disposti qui"". Tanto poi arriva il condono edilizio.

 

Quando ho visto di recente Bush mi ha abbracciato e mi ha detto di aver discusso con teologi protestanti delle tesi che avevo esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia".


"La vista è impareggiabile e stavolta il cavaliere, vestito di bianco sembra un beduino appena sceso da cavallo. Si abbandona al canto che intona il suo amico Mariano Apicella. Berlusca mette giù i testi ("in due minuti"), l'altro li palpa, li vellica, li musica"

 

"Berlusconi con la maglietta blu e i calzoncini bianchi è del 1936. Ha le gambe che sembrano la réclame del borotalco dei bambini, non oso chiedergli se si depila"

 

(Reportage da Villa Certosa di Renato Farina su Libero 24/8/2003 )

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Nel parco, i piloti dell'elicottero presidenziale giocano a pallone. Daini. Cavalli. Due molossi divoratori di caprette, discendenti da avi africani addestrati alla lotta contro il leone, che un giorno, racconta Bondi camminando a mani giunte, si pararono di fronte a Dell'Utri e a Berlusconi, «che li ammansì con un grido».

(Sandro Bondi, coordinatore di F.I. al Corriere 25/10/03 )

 

 

 

Lettera (VERA!! ) di Paolo Bonaiuti (Portavoce del Presidente del Consiglio)
al Financial Times

Signore, leggo sempre con grande piacere l'articolo della rubrica Observer e
mi fa piacere che citi con tanta frequenza Silvio Berlusconi. Ammetterà che
è per voi un grande vantaggio che il primo ministro italiano (e attuale
presidente dell'Unione Europea) sia così popolare e che, viste le sue
origini da non-politico, abbia mantenuto il suo senso dell'umorismo e la
capacità di ridere di sé. Volevo solo farvi sapere che il "cuscino bianco",
menzionato nell'articolo del 20 ottobre scorso, fu collocato durante la
conferenza stampa non per farlo sembrare più alto, ma per attenuare le
ripercussioni di un incidente capitato il giorno prima (così come riportato
dal Financial Times).


TESTO ORIGINALE
LETTERS TO THE EDITOR: Italy's leader out to cushion a
blow
By Paolo Bonaiuti
Financial Times; Oct 24, 2003
From Mr Paolo Bonaiuti.

Sir, I have always read the Observer column with pleasure and I am pleased
that it cites Silvio Berlusconi so often. You will admit that it is a great
advantage for the column that the Italian prime minister (and currently
president in office of the European Council) is so popular and, given his
non-political origins, has preserved his sense of humour and ability to
laugh at himself. I would only like to note that the "white cushion"
mentioned in the column of October 20 ("Berlusconi reaches new heights") was
put there during the press conference not to make him seem taller but rather
to attenuate the repercussions of an accident that occurred the previous day
(as reported by the Financial Times itself).

 

 

BERLUSCONI PAROLAIO
Massimo Gramellini per La Stampa

Non sarà Mogol, ma neanche Apicella è Battisti. Non sarà De André, però
cerchiamo per una volta di non essere noi i soliti comunisti: forse che De
André ha mai fatto il presidente del Consiglio o vinto la Coppa dei Campioni
e la Scempionlig? Il Berlusconi paroliere, col disco in uscita a inizio
ottobre e il testo dell'ultima canzone rivelato ieri in prima pagina da
«Libero», si colloca fra l'Amedeo Minghi di «Trottolino amoroso dududù
dadadà» e i Ricchi e Poveri di «Sarà perché ti amo».
20.000 copie vendute

Più Ricchi e Poveri, va detto, per l'originalità della forma espressiva che
emerge fin dal titolo, «Col cuore in gola», e prosegue in versi apprezzabili
a un concorso di terza elementare, come «senza di te io non so più vivere».
Raggiungendo poi vette himalaiane in «se tu come una volta sei sincera - se
ancora mi aspetti quando è sera». Passando la cera mentre mangi una pera?
No, ma solo perché si rischiava un conflitto col presidente del Senato.

La canzone racconta le pene di un innamorato. Teme che la sua donna lo ami a
parole, ma mediti di abbandonarlo. Si sprecheranno le dietrologie: la donna
sfuggente è Bossi o Casini? (io mi giocherei Pierferdi). Più illuminante il
finale, romantico in apparenza, minaccioso nella realtà: «Però io non ti
lascerò partire - anche se dovrò lottare - fino alla fine t'amerò». Non s'
illudano amici, alleati, dipendenti e italiani tutti. Questo non molla la
presa. Fino alla fine ci amerà. Agli altri non resta che starlo ad
ascoltare. Col cuore in gola.




3 - GIORNALE COGNATO, FOGLIO CORNUTO
Lettera di Filippo Facci a Il Foglio

Al direttore - Sul Foglio ogni tanto compaiono dei divertimenti che sono
simpatici per tre minuti e noiosi per i successivi trent'anni. Ci sono
eccezioni, ma sono tali. Per quanto riguarda la cosa sul Giornale cognato,
come dire: abbiamo letto, abbiamo capito, va bene. Ora però la prego, ci
restituisca il talento di Mattia Feltri e lo sottragga alle stronzate del
parentado. Oppure, qualora volesse proseguire per altri sessant'anni (tipica
reazione da Elefantino) faccia subentrare qualcun altro. Il gioco e il
divertimento piacciono ai ragazzini come agli adulti, purché non li s'
imponga loro.

Risposta di Giuliano Ferrara

Quando si sia stanchi di una rubrica pubblicata da un quotidiano, le opzioni
sono tre: a) si smette di leggerla; b) si smette di comprare il giornale; c)
se ne assume la direzione responsabile e si decide per il meglio. Che cosa
preferisce?
Dagospia.com 4 Settembre 2003

 

 

 

 

 

 

"ECONOMIST" DOMANDA, "DIARIO"

RISPONDE - LA MARCHESINA CASATI STAMPA

NON FU TRUFFATA MA PAGATA IN NERO.


A inizio agosto, il settimanale "The Economist" poneva a Silvio Berlusconi
28 dettagliate domande. Il presidente del Consiglio non ha risposto. Lo fa
il settimanale "Diario", diretto da Enrico Deraglio, in edicola. Ecco una
risposta. A cura di Gianni Barbacetto.


(La coperina del settimanale Diario)

Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale
e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. («ANSA», 5
ottobre 2002) (Silvio Berlusconi)

CASINO CASATI STAMPA

Enrico Porrà, un invalido di 75 anni colpito da ictus, risulta essere il
titolare di sei o sette società, tra cui la Palina srl, una società fondata
il 19 ottobre 1979 da lui e da Adriana Maranelli, una colf emiliana: altri
prestanome, come il meccanico Maltempo, come la casalinga Crocitto... Porrà,
quando c'è da firmare qualche documento, va dal notaio su una carrozzella
spinta dai Suoi consulenti. Maranelli invece, nel 2000 ha dichiarato: "Fu la
signora Itala Pala, presso cui ero a servizio, a chiedermi di firmare quelle
carte nello studio del suo amico, il ragionier Marzorati, un consulente di
Berlusconi. Mi dissero che non c'era niente di illecito e mi pagarono per
farlo".

Presso l'abitazione della signora Pala erano domiciliate molte società, tra
cui, appunto, la Ponte e la Palina (in onore alla padrona di casa?). Proprio
la Palina il 19 dicembre 1979 è al centro di una delle operazioni più
misteriose e ricche della storia berlusconiana. Quel giorno infatti Palina
versa 27,68 miliardi di lire (oggi sarebbero circa 120 miliardi) alla Saf,
che li trasferisce alle Holding 1-5 e 18-23, che li passano alla Finivest,
che li paracaduta alla Milano 3 srl, che li restituisce alla Palina.

Un giro completo, e apparentemente vizioso. Con quale scopo? Anche in questo
caso, è un circolo contabile chiuso. Rispetto ad altre operazioni circolari
(quella del 7 dicembre 1978, quella della Ponte...), l'operazione Palina ha
però una particolarità: abbiamo a disposizione qualche informazione in più.
Sappiamo che i 27,68 miliardi dati alla Palina dalla Milano 3 risultano
essere il pagamento di 2 mila azioni della Cantieri Riuniti Milanesi,
amministrata da Marcello Dell'Utri. Una bella cifra, se si pensa che quelle
stesse azioni erano state pagate dalla Palina, poche settimane prima,
soltanto 4,26 miliardi: in pochi giorni, una gigantesca plusvalenza fatta in
casa.

Le azioni erano state acquisite in parte (400 mila azioni) dall'Unione
Fiduciaria, in parte (800 mila azioni) da una fiduciaria di nome Siraf, in
parte (altre 800 mila azioni) da Anna Maria Casati Stampa, la marchesina che
Le aveva venduto, grazie ai buoni uffici di Cesare Previti, la villa San
Martino di Arcore e grandi terreni a Cusago. Proprio per quei terreni, la
marchesina era stata pagata con le azioni della Cantieri Riuniti e, quando
aveva chiesto di essere liquidata, nel novembre 1979, Palina le aveva pagato
1,7 miliardi di lire e poi aveva girato quelle azioni, insieme alle altre
acquisite dalla Siraf e (per 860 milioni) dall'Unione Fiduciaria, alla
Milano 3, realizzando una prodigiosa moltiplicazione del loro valore, almeno
sulla carta.

Non ci sono sicurezze su chi ci sia dietro la Siraf, né dietro l'Unione
Fiduciaria, società delle Banche Popolari. Si sa soltanto che i fissati
bollati siglati da Giorgio Bergamasco, il tutore della marchesina Casati
Stampa, fanno riferimento a passaggi d'azioni per 2,56 miliardi: la somma di
quanto pagato ufficialmente alla marchesina più quanto dato all'Unione
Fiduciaria. Ciò apre un'ipotesi: se anche le azioni vendute dall'Unione
Fiduciaria fossero della marchesina, il pagamento reale dei terreni di
Cusago sarebbe un po' meno giugulatorio di quello che appare, perché ci
sarebbe un'aggiunta di "nero". L'alternativa è che Anna Maria Casati Stampa,
nelle mani del tutore ufficiale Giorgio Bergamasco e del tutore di fatto
Cesare Previti, sia stata truffata. Come accadrà con la Sua Villa di Arcore,
pagata soltanto 500 milioni: a meno che anche qui non ci fosse una
consistente parte in nero.

Signor presidente del Consiglio, c'è qualcosa che vorrebbe smentire,
correggere, specificare, aggiungere?

 

Il signore che rubo' una televisione, anzi due.
Tratto dal sito di Dario Fo

Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che
trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi. Era una furbata
che permetteva di violare la legge, visto che allora era vietato a soggetti
privati di possedere televisioni nazionali.
Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto legge
apposta
E fin qui, lo sapevamo già.
Cosi' Berlusconi ha finalmente tre televisioni nazionali vere.
Ma molti storcono il naso perche', essendo possibili solo 11 reti nazionali,
e' un po' anomalo che un solo imprenditore se ne prenda tre.
Non siamo nel Far West che il primo che arriva si prende tutto.
Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in difesa
del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti
nazionali, concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al
legislatore per una soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996.
Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della Corte
Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.
Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non potesse detenere
piu' di due reti, e che, finche' non ci fosse stato un "congruo sviluppo"
via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto
continuare a trasmettere via etere, quest'ultima decisione in palese
contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per
un termine definitivo entro l'agosto 1996.
D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di risolvere la
questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti
nazionali. La commissione nominata dal Ministero e' presieduta da un
avvocato di Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa detenere
legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, le sue tre reti e
relative frequenze. Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per
partecipare si richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno
riuscira' a scombinare i giochi.
Invece, colpo di scena.
Arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti e dice: "Buon
giorno sono Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei due reti nazionali,
grazie."
Panico! E chi e' questo? E' pazzo?
No, non e' pazzo, e' il loro peggior incubo.
Iniziano a mettergli i bastoni tra le ruote: "Le manca il certificato 3457!"

"No e' qui!"
"Il modulo 13 bis compilato in 8 lingue?"
"Ne ho due, bastano?"
Ma poi trovano la furbata: "Il bando di gara richiede di avere 12 miliardi
di capitale versato per rete, lei ne ha solo 12, puo' chiedere una sola tv."
"Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "12 miliardi sono per concorrere,
non per ognuna delle due frequenze".
Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato e vince.
Insomma alla fine gli devono dare una concessione per una rete nazionale e
presto anche una seconda perche' ne ha diritto e a Berlusconi ne tolgono
una. Non che la debba chiudere, deve traslocarla sul satellite, che ormai
e' ricevuto da 18 milioni di italiani.
Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente.
Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad abbattere
i muri con la cerbottana perche' avvia una serie di procedimenti giudiziari
spaventosa.
Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, Commissione Europea.
E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le perizie.
E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza
numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che:
- Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovra' emigrare sul satellite
- le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate a Di Stefano!
L'avete sentito dire al telegiornale?
Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa storia e ci ha
risposto con un lieve sorriso: "Nonostante siano trascorsi ben nove anni
dalla decisione della Corte Costituzionale, Mediaset continua a detenere e
utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni
assegnate sulle undici assegnabili (comprese quelle Rai).
Il fatto che un soggetto, a cui e' stata data una concessione (in
concessione si da' un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non
riceva poi materialmente il bene e' un avvenimento che non ha precedenti al
mondo.
Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di due concessioni,
una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e' stato un diniego, in
quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito del capitale
sociale.
Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto esistente il requisito
del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda concessione,
anche se il Ministro Gasparri prende tempo.
Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni, si e' dotata di
una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di registrazione per
le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di
programmi e di tutto cio' che e' necessario per una rete televisiva
nazionale con 700 dipendenti.
Questa preparazione e' stata necessaria poiche' la legge stabilisce che,
entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha
l'obbligo di iniziare le trasmissioni.
Attualmente Centro Europa 7 e' una societa' praticamente ferma, non ha alcun
introito, poiche' non e' stata messa in condizione di operare, ma ha avuto,
e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione della struttura,
l'adeguamento della library, l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese
legali, i costi dei dipendenti..."
Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo per salvare Rete 4.
Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1, realizza in pratica
un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di
titolo" che occupano frequenze in virtu' di provvedimenti temporanei,
discriminando cosi' le imprese come Europa 7 che hanno legittima
concessione, il tutto sempre al fine di salvaguardare Retequattro.
Infatti, quest'ultima potra' continuare a trasmettere, in barba alla
sentenza del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e della legge 249/97,
pur non avendo ormai da quasi quattro anni la concessione, mentre Europa 7
non potra' mai trasmettere, dimenticando che nel luglio 1999 c'e' stata una
regolare gara dello Stato per assegnare le concessioni, gara persa da
Retequattro e vinta da Europa 7.
Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto.
In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) puo' continuare
tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde
definitivamente tale diritto.
Non vi sembra straordinario?
Travolti da un miracoloso afflato civico i deputati del Polo bocciano alla
Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove vuol tagliare la
gola a Europa 7.
E' chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono anche per
ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso...
Ora bisogna vedere cosa fa il Senato, e poi la legge deve tornare alla
Camera.
E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere.
Saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di diritto.
Un conto e' fare una legge per non finire in galera, un conto e' fare una
legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro.
Si comincia cosi' e poi si pretende il Jus Primae Noctis.
Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo momento si sta
giocando una partita incredibile.
Se questa legge passa, quel che e' tuo e' suo.
Vedi tu se riesci a far girare questa mail
Che secondo me, anche solo se si sa in internet un po' li rende nervosi.
Che poi casomai gli viene di fare un altro passo falso.
Che internet non conta niente in borsa ma siamo comunque una decina di
milioni.

 

 

 

BANANAS
Brevi amori a Villa La Certosa
di marco travaglio

E' stato finalmente liberato e restituito all'affetto dei suoi cari Renato
Farina, l'inviato di Libero sequestrato da Silvio Berlusconi allo stadio di
San Siro e tenuto vilmente in ostaggio per ben sei giorni in Sardegna, fra i
cactus e i menhir di Villa La Certosa, con trattamenti disumani vietati
dalla convenzione di Ginevra. Per la vittima si preannuncia però un lungo
periodo di riabilitazione, a causa di una nuova forma di sindrome di
Stoccolma che l'ha fatto perdutamente innamorare del rapitore: gli
specialisti la chiamano Lingua della Costa Smeralda, a causa di un
antipatico effetto collaterale: l'ipersalivazione. Le corrispondenze dalla
reggia del Cavaliere, firmate da questo nuovo esemplare del giornalismo
"embedded", vagamente ispirate a Mario Appelius e pubblicate da Libero il 19
e il 24 agosto, parlano da sole.
Tre cuori, una capanna. "Gli chiedo se posso passare da lui per un saluto.
"Buona idea, organizzo". Ha organizzato. "Venga allo stadio per Milan-Juve.
Poi viene con me in Sardegna". Ho la poltroncina dietro la sua. Faccio
coppia con Fedele Confalonieri. Ci saremo soltanto il presidente di
Fininvest ed io, ospiti a Villa Certosa". Ecco: serviva giusto un cameriere.
La salita al calvario. "Si salta la cena? Si parte con l'aereo di Stato dopo
mezzanotte? Si addormenta placido, con un dolore al costato. Gli offro un
antidolorifico. "No, grazie, i dolori preferisco sopportarli. So che morirò
lavorando. Un ictus, un infarto?". Confalonieri annuisce. Lo contraddico:
ideale è un mese di preparazione alla morte". Serviva pure un infermiere e
un portafortuna.
Asterix e Obelix. "Si sale su uno Shuttle con il motore elettrico. E' lui al
volante. Mostra il parco: sono 700 metri quadri. "Questo territorio l'ho
sottratto agli incendi estirpando i rovi? Questa sarà l'agorà". Ora è
brullo, ma già una decina di grandi pietre puntate verso il cielo creano un
anfiteatro di misticismo ancestrale. "Sono menhir, alti 8 metri, li ho
acquistati da vari proprietari e li ho disposti qui"". Tanto poi arriva il
condono edilizio.
Cinegiornale Luce. "Racconta (Lui, ndr) come preveda una sorta di teatro,
con tre piazze che si sovrappongono e si distendono dinanzi a questi ulivi?
C'è qualcosa di pionieristico in tutto questo. L'uomo che doma la
selvatichezza della natura, magari anche un po' troppo, ma Berlusconi è
così. Gli chiedo se ci sono paragoni con qualche parco. Non ce ne sono -
dice". Torna finalmente a splendere il sole sui colli fatali di Roma.
Il Presidente del Cactus. "Una visione confonde persino Confalonieri. "E' il
museo delle piante grasse e dei cactus". C'è una piscina intorno, Berlusconi
premendo un bottone illumina soffusamente una foresta incredibile di gonfi
rigogli vegetali tra rossastre pietre laviche e bouganvillee addormentate.
Sono duemila esemplari di cinquecento specie. "Accarezzi quella pianta
sudafricana". Il dito va giù come su una levigatissima pelle eburnea, un
burro perlaceo". Sono momenti delicati: fu così che l'ingenuo Farina, fra il
lusco e il brusco, scoprì il sesso.
Il Presidente Creatore. "Perché ha deciso di impegnarsi in questo immenso
cantiere? Non può farne a meno. "Volevo dimostrare a me stesso che non sono
del tutto rincoglionito dal governo. Quando non ho intralci, realizzo,
umanizzo la realtà al meglio, valorizzo le energie italiane". La parola
d'ordine è una sola, perentoria e imperativa per tutti: realizzare,
umanizzare, valorizzare.
Il Presidente Usignolo. "La vista è impareggiabile e stavolta il cavaliere,
vestito di bianco sembra un beduino appena sceso da cavallo. Si abbandona al
canto che intona il suo amico Mariano Apicella. Berlusca mette giù i testi
("in due minuti"), l'altro li palpa, li vellica, li musica". Ecco: anche
palpare, vellicare, musicare.
Silvio Manidiforbice. "Il presidente operaio lavora. Persino la passeggiata
la fa con le cesoie in mano. Il telefono nella sinistra, e la forbiciona
nella destra. Un passo pota qua, il successivo telefona là. Controlla il
ghiaietto, le pale del ventilatore sotto un gazebo azionate da un
telecomando, le cinque piscine per la talassoterapia. Visto sia siamo gente
colta, cito Rimbaud: che ci faccio qui?>. Citando Montanelli, invece, si
potrebbe dire: gente colta, ma mai sul fatto.
Il Presidente Pallonaro. ""Mi tocca sistemare anche il calcio", mi dice. "Ho
telefonato a Ignazio La Russa. E' svelto. Ha capito tutto. Telefonerà al
presidente del Catania Gaucci. In serie B rimarrà il Catania. Sarà un
campionato a 21 squadre. E anche Genoa e Venezia non dovranno lamentarsi"".
Parole profetiche. Alla fine la serie B sarà a 24 squadre e si sono
lamentati tutti. Ma l'importante è che La Russa abbia telefonato a Gaucci.
E' svelto. Ha capito tutto.
Il Presidente Fecondatore. "Qualcuno si è arrampicato sugli scogli dinanzi
alla tenuta. Compare lui in maglietta blu e calzoncini bianchi sul davanzale
a picco sul golfo di Marinella. Le signore si coprono il seno. Lui saluta
con la mano". Fanno bene, le signore, a coprirsi. L'ultima che non lo fece,
appena Lui la salutò con la mano dal davanzale a picco, rimase incinta.


Brevi amori a Villa La Certosa/2
di marco travaglio
Proseguiamo nella pubblicazione del drammatico diario scritto con mezzi di
fortuna dal giornalista "embedded" di Libero, Renato Farina, durante i
lunghi giorni della sua prigionia a villa La Certosa, la sobria residenza
estiva di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda. Per la crudezza delle scene
descritte, se ne sconsiglia la lettura se non a un pubblico adulto.
Made in Italy. "La vita, a Villa La Certosa, comincia presto. E' martedì.
Berlusconi guarda gli zampilli che irrorano un prato che sembra di essere in
Canada a maggio, e il paragone gli fa venire voglia di camminare per i suoi
sentieri insieme frondosi e caraibici che percorrono questo parco di 70
ettari sospeso sul mare". Le discese ardite e le risalite, sul nel cielo
aperto, e poi giù il deserto. I prati come li fa Lui non li fa nessuno,
salvo in Canada. I sentieri come li fa Lui non li fa nessuno, salvo ai
Caraibi. Se non fosse per la saliva del giornalista al seguito, parrebbe
quasi di stare all'estero.
Una lacrima sul viso. "Berlusconi si commuove per l'amico che ha perso il
figlio. Guarda le sperdutezze del mare. "Che cosa devi dire? Le parole non
servono. L'uomo è 'pulvis et umbra'. Chi è che lo ha scritto, Fedele?". Sai,
Fedele, non leggo un libro da vent'anni.
Il Presidente Teologo. "A questo punto inizia una vigorosa discussione
sull'aldilà, sull'esistenza o meno dell'inferno. Ve la risparmio. E su che
cosa sia il peccato. Berlusconi dice: "Ho studiato dai salesiani, ero il
loro oratore. Ora le mostro dove farò una chiesa, dove la domenica dir
messa". Non una discussione qualunque: una discussione vigorosa.
Nuovi posti di lavoro. "Si va all'agorà dei menhir, le pietre modellate da
uomini primitivi. Ferve il lavoro. In tutto il parco ci lavorano in 50 tra
tecnici e muratori. Le guardie del corpo hanno una divisa coloniale, e
mentre noi evitiamo con abilità gli zampilli rotanti per l'innaffiatura,
loro per lavoro non possono, e si fanno docce ogni due minuti". Lui li vuole
tutti così: pirla.
I forum del guru. . Magari smettendola di trattare affari con i mafiosi.
Faccia da perno. "A Genova, l'ultima sera del G8, ho visto i grandi capi
delle nazioni fare davvero amicizia? Però io posi una premessa: il bene più
prezioso è la libertà? Bush fu molto colpito, accettò questo ragionamento.
Dopo l'11 settembre questo è stato il suo perno ideologico". Bush che impara
la dottrina della democrazia da lei, non è un po' troppo? "E' andata così"".
Ora si capiscono molte cose.
La volpe di Baghdad. "Saddam ha dimostrato di essere debole, con un esercito
scarso. Le armi di distruzione di massa non si trovano, le hanno trasferite
all'estero". Astuto, questo rais: accumula armi di distruzione di massa per
vent'anni e poi, quando finalmente lo attaccano, che fa? Non le usa, le
nasconde all'estero e si lascia spodestare senza sparare un colpo. Geniale.
Il Presidente Mosè. "I dittatori se ne devono andare. Altrimenti si può
minacciare l'uso della forza. Quando ho visto di recente Bush mi ha
abbracciato e mi ha detto di aver discusso con teologi protestanti delle
tesi che avevo esposto: ci sono fondamenti nella Bibbia". L'hanno assicurato
i teologi protestanti a Bush. Che poi ha abbracciato Berlusconi. Quindi
dev'essere vero.
Un Uomo, un calzino. "L'uomo pensa a tutto. Ghe pensi mi. Proprio così.
Berlusconi guarda i miei piedi e dice: "Mi aspetti. Le do un paio delle mie
calze, le sue non vanno bene". E dire che erano di lusso, marca Gallo.
"Provi queste". Eccomi dunque a passeggiare con le calze di Berlusconi. Le
conversazioni, giuro, vengono meglio". Soprattutto per chi parla coi piedi.
Comunque, da quel giorno, non le ha più lavate.
Un Uomo, un toupè. "A un certo punto Berlusconi nota che ho pochi capelli,
ma sparati in su: "Faccia come me, li tenga giù. Vendono un prodotto
della?". Non dico la marca, non vorrei che la boicottassero". Noi siamo in
grado di rivelare almeno il prodotto: è il pennarello con cui Carlo
Rossella, nel dopo-lavoro, arrotonda lo stipendio dipingendo i capelli al
principale.
Un Uomo, una scarpa. "Sulle scarpe invece c'è scritto 'Silvio'. Ma si
capisce lo stesso che è lui: sta sempre davanti, come nella famosa foto
delle Bermude". Si capisce lo stesso.
La giovane marmotta. "Tremonti, che si aggiungerà a Confalonieri e al
sottoscritto il giorno dopo, è arrivato con i calzoni a mezza gamba da
esploratore tropicale. Veniva giù dalle Alpi e qui per lui è un po' Africa".
E Farina subito lì pronto con le valigie: "Sì, buana".
Gambe di velluto. "Berlusconi con la maglietta blu e i calzoncini bianchi è
del 1936. Ha le gambe che sembrano la réclame del borotalco dei bambini, non
oso chiedergli se si depila". A questo punto, per pudore e discrezione, non
resta che il silenzio. Spegniamo le luci e lasciamoli soli.

 

 

Un tempo accadeva con Andreotti: appena apriva bocca e proferiva un
monosillabo accompagnato dal sorrisetto d'ordinanza, tutti i giornalisti al
seguito scoppiavano a ridere, anche quando (quasi sempre) la battuta non
faceva ridere. Questa gara di servilismo è durata cinquant'anni. Ora che si
sperava fosse finita, ricomincia con Berlusconi. Ieri il Corriere ha
dedicato gran parte di un lungo articolo a una sua frase che non fa ridere:
«Vedo che qui c'è ancora qualcuno con i capelli ». Chissà le risate.
Eppure - avverte il Corriere - «la battuta evidentemente autoironica con cui
il premier ha accolto la delegazione dell'Udc, dove peraltro l'unica testa
calva era quella del segretario Follini, aveva un bersaglio preciso: cioè la
capigliatura fluente di Sergio D'Antoni».
Perbacco, che sense of humour. Da
scompisciarsi.

Berlusconi. Prima il premier ha scherzato con i giornalisti al seguito:
«Attenti, sono il Duce...» (risate a crepapelle). Poi ha aggiunto: «Bondi
sarà nominato coordinatore di Forza Italia. Le nomine le decido io». Se
qualcuno trova un altro partito, escluso il Partito nazionale fascista, che
in dieci anni è riuscito a tenere un solo congresso e in cui gli organismi
dirigenti li decide uno solo, ce lo faccia sapere.

(Marco Travaglio   L'Unita' )

Dalla famosa intervista a "The Spectator", una frase di Silvio
Berlusconi: "Vi dico la verità, se vivessi in un paese dove non ci fossero
le elezioni, diventerei un rivoluzionario, se non un terrorista..."

«Sono un musicista, non un politico - ha detto al termine del suo breve intervento - ma di recente ho letto questo testo dello scrittore tedesco Peter Schneider: "Ci chiediamo se sia compatibile con i valori costitutivi dell’Europa il fatto che, proprio nella sua parte più bella e antica, una persona controlli l’80% dei media e sia per inciso anche presidente del Consiglio". Trovo che queste cose siano importanti e vadano conosciute nel mondo».

 

«Ho parlato di un dato di fatto innegabile che ciascuno può interpretare come vuole. Ci sono cose giuste, che non sono né di destra né di sinistra, e che vanno dette perché sono fatti importanti, non solo per l’Italia, ma per il mondo».
Ha poi aggiunto che «nel nostro governo abbiamo ministri che non conoscono la ricchezza delle culture fuori e dentro l’Italia; ci sono poi persone che magnificano la guerra umanitaria, che è un controsenso; capita inoltre che da un Paese come gli Stati Uniti, con valori altissimi come la ricerca scientifica, ci siano persone che importano pubblicità e soap opera in Italia propinandole a tutti grazie al possesso delle reti tv. Dalle quali però scompare gradualmente la cultura e la musica, sommerse da spot pubblicitari e altro».

(Claudio Abbado, Tokio 22/10 )

 

«La mafia oggi non ha paura e non per responsabilità delle forze dell’ordine, ma per responsabilità del presidente del Consiglio». (Luciano Violante 14/10/03)

 

C’era un’organizzazione che fungeva da banca e che serviva tutti coloro che frequentavano il palazzo di giustizia di Roma (Ansa 24 maggio 2003)

 

Ad un certo punto la Fininvest ha continuato a pagare le parcelle allo studio Previti. Quei 500 milioni sono stati uno dei tanti pagmenti…NOI abbiamo versato ad una banca

(All Iberian? Mai conosciuta… 7’12’2000 )

 

I retori del berlusconismo sono impegnati a sostenere presunti privilegi di un governo senza opposizione ( Mario Pirani Repubblica 26-5-2003)

 

L’emergenza terrorismo non ci coglierà impreparati: abbiamo due anni di governo Berlusconi. Siamo ben allenati. (Ellekappa)

 

Comizio virtuale di Berlusconi. Si rivolgeva al popolo dei pannoloni e dentiere gratuite, ma nei controcampi faceva vedere un pubblico di giovani yuppies applaudenti. Che sia arrivato il fratello piccolo del Grande Fratello? (Vincent)

 

Sciopero dei penalisti se il Presidente del Consiglio non fornirà risposte adeguate. Un po’ come quel tale che si tagliò il pisello per far dispetto alla moglie. (Vincent)

 

Portate pazienza. Il governo Berlusconi sarà ricordato dai posteri come l’inserto satirico de La Repubblica ( Italiana).  Vincent

 

E’ ora che ognuno si assuma le sue responsabilità. Che avete capito? Le Sue, di Berlusconi.

(Vincent)

 

Riflettere prima di esprimere il proprio pensiero politico ha rovinato il carattere di molti nostri leader, ne seppero qualcosa Berlinguer, La Malfa, e persino il povero Andreotti.

Fa impressione vedere com’è sempre gioviale Berlusconi, trova persino il tempo per raccontare barzellette! D’altronde dire scemenze mentre tutti gli altri fanno attenzione a quello che dicono è una bella manifestazione di libertà e indipendenza di pensiero.

 

Dicono che abbia collusioni con la Mafia. Assolutamente falso. Semmai è vero il contrario!!

 

Ha dichiarato che ora che arrivano le prossime elezioni avrà fatto tante di quelle grandi opere da poter abolire la sua campagna elettorale. Speriamo solo la sua.

 

Non è detto che la maggioranza degli italiani abbia sempre torto.

 

Silvio, what the fuck have you done

Pat Cox, Presidente del Parlamento Europeo 2/7/03

 

Quei tre disegni di legge sono stati la risposta, con gli strumenti della democrazia, un voto parlamentare, a chi invece profitta del suo ruolo di funzionario di giustizia per attaccare con la giustizia dei nemici politici. Comunque è stato fatto soltanto in tre casi.

 

Probabilmente gli amici e colleghi socialdemocratici dovrebbero ampliare le loro frequentazioni aldi là dei colleghi italiani che trovano qui in parlamento e dovrebbero ampliare le loro letture al di là dei giornali di estrema sinistra che evidentemente hanno formato i loro convincimenti.

 

Forse i signori verdi non sanno che l'hobbyprincipale del presidente Berlusconi è quello dei fiori, del verde, dei giardini, dei parchi..

 

Forse non avete la conoscenza del fatto che in Italia i giornali ma soprattutto le televisioni che ancora appartengono al mio gruppo e alla mia famiglia sono tra i nostri più decisi critici.

( risa te da vasti settori del Parlamento)

Evidentemente vi manca il sole d'Italia e non avete mai acceso la televisione italiana. Dovreste sapere che ogni giornalista ha come massima sua preoccupazione quella di apparire indipendente nei confroti dei suoi colleghi e questa indipendenza lo porta ad essere ogni giorno critico nei confronti di colui che considera il padrone.

 

( gli eurodeputati socialisti battono con le mani sui banchi)

 

Se questa è la forma di democrazia che volete usare per chiudere le parole del presidente del consiglio europeo vi posso dire che potreste venire come turisti in Italia ma che qui sembrate turisti della democrazia. Sono stato capo dell'opposizione per sei qanni enon mi fanno paura questi interventi, ho l'abitudine ad essere contraddetto

 

Se non siete in grado di capire l'ironia mi dispiace ma non ritiro, non ritiro quello che ho detto

 

Ai nostri avversari vorrei dire con un sorriso che non devono fare una tragedia di questa nostra presidenza, sei mesi passano molto in fretta. Stamattina abbiamo cominciato a divertirci.

 

 

 

Frasi celebri di Silvio Berlusconi

1. Alla Presidenza della Repubblica non potevamo votare la Russo
Jervolino: come dice il proverbio, anche l'orecchio vuole la sua
parte.
2. Bertinotti dice di amare tanto i poveri: li ama cosi' tanto che li
vuole raddoppiare.
3. Quando Bossi parla di peronismo io credo che si riferisca alla
birra Peroni che e' l'unico peronismo che conosce.
4. Se camminassi sull'acqua direbbero che non so nuotare.
5. L'europeismo è nel sangue degli italiani, risale ai tempi
dell'Impero romano.
6. Forza Italia potrebbe ragionevolmente perfino essere descritta come
un partito di centrosinistra. (al Times)
7. Sono dalla parte dell'America prima di sapere da che parte sta
l'America.
8. I fondatari di Roma sono Romolo e REMOLO!  (al vertice della NATO a
Roma, nel maggio 2002) (E Brontolo, Mammolo, Pisolo, Eolo, Cucciolo...
Gongolo???)
9. Vi presento l'on. Giuseppe Palumbo, di Forza Italia. Ecco un uomo
che ha le mani in pasta: fa il ginecologo.
10. Nel 1988 Silvio Berlusconi e' ricevuto da papa Wojtyla, insieme ad
altri colleghi, come Presidente del Milan. Quando e' davanti al
pontefice dice: "Cara Santita', mi lasci dire che lei assomiglia al
mio Milan. Infatti, lei, come noi, e' spesso all'estero, cioe' in
trasferta, a portare in giro per il mondo un'idea vincente. Che e'
l'idea di Dio".
11. L'unico conflitto di interessi, in Italia, è quello della sinistra
con la verità.
12. Noi non siamo qui per governare, per l'ordinaria amministrazione.
(marzo 2002) 
13. Sei povero? Colpa tua! (05/09/01) 
14. Siamo pronti ad eliminare il Comunismo in Italia. (13/06/01) 
15. Nella vita, senza fortuna, non si combina nulla.
16. L'anticomunismo è un dovere morale.  (discorso al meeting di C.L.
Rimini 2000)
17. La gente deve spendere. Non deve risparmiare, deve spendere.
18. Cinquecento cubani scappati negli Stati Uniti guadagnano di più di
novemila cubani rimasti a Cuba. Ricordatevelo quando D'Alema dice che
nell'Ulivo non ci sono più comunisti. (13/4/96)
19. Non capisco la ragione di tanta urgenza in Parlamento per
l'approvazione del legittimo sospetto. (ANSA, 31 luglio 2002)
20. Prodi, quello che dovrebbe essere il leader delle opposizioni,
l'ho sentito parlare della sua ricetta economica. Risibile. Siamo a
livelli di comicità pura (Silvio Berlusconi, 10 marzo 1995)
21. Io sono unto dal Signore.
22. E' difficile non andare d'accordo con me, perchè quando c'è
qualcuno che ha delle punte mi faccio concavo, quando c'è qualcuno che
si ritrae mi faccio convesso. (24/1/96) 
23. Il conflitto di interessi riguarda quei partiti che in questi
decenni hanno profittato del loro peso per distribuire pensioni.
(19/3/96)
24. Quando mi arrivò la tessera della P2 rimasi offeso perchè sopra
c'era scritto "apprendista muratore" : ma come, io ero un costruttore
affermato! (19/1/96) 
25. Par condicio? Solo a sentir parlare di queste cose mi viene
l'orticaria. (18/2/96)
26. Quando tornerò a Palazzo Chigi, vi prometto che mi abbronzerò di
meno, ma voi lo sapete che in una giornata io lavoro 27 ore. (18/4/96)

27. Prodi è la protesi di D'Alema. (15/4/96)
28. Siamo sicuri che, se l'Ulivo vince, il 21 aprile avremo ancora la
possibilità di elezioni veramente libere? Io non rispondo, fatevi voi
questa domanda. (17/4/96)
29. No, non ho parlato di pena di morte con i leader cinesi. D'altra
parte bisogna pensare al rapporto col numero degli abitanti. I cinesi
sono talmente tanti.  (Radio Radicale, 2 settembre 2002)
30. Ah, finalmente siete in gabbia giornalisti, siete nel posto
giusto, così capite cosa vi sarebbe successo se fosse andato in porto
un certo disegno... (17/1/96)
31. Il gruppo Fininvest, di cui non mi occupo più, è stato costretto a
vendere gli Euromercati perchè i compagni avevano smesso di
frequentarli. (25/3/96)
32. Nel frattempo i piu' volenterosi anche se in Cassa Integrazione
troveranno un lavoro, magari non ufficiale, dal quale deriverebbero
entrate in più in famiglia. (in un'intervista di Fede riferendosi ai
cassaintegrati Fiat)
33. Sono quasi un santo. (Silvio Berlusconi 5/12/2002)
34. Per fortuna che ci sono qui io. (Silvio Berlusconi a Vespa)
35. Cara Santità, mi lasci dire che lei assomiglia molto al mio Milan.
Infatti, lei, come noi, è spesso all'estero, cioè in trasferta, a
portare in giro per il mondo un'idea vincente. Che è l'idea di Dio
(1988, Città del Vaticano).
36. "Pagare moneta, vedere cammello." (Silvio Berlusconi a Chirac
sull'affare Airbus)
37. Il governo non è bello se non è litigarello. (al vertice europeo
di Laeken.
38. Erano non più di 700.000. C'era tanta gente che ha fatto una
scampagnata per il semplice motivo che gli è stato offerto il viaggio
gratis, la colazione gratis e di visitare i musei la domenica
pomeriggio.  (parlando della mega manifestazione della Cgil a Roma)
39. Arafat mi ha chiesto di dargli una TV per la striscia di Gaza; gli
mandero' Striscia la notizia. (7 marzo 1997 sul 'Corriera della Sera')

40. Non e' vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo
fa... Io invece uso delle storielle per scolpire meglio dei concetti.
(27 sett. 2002)
41. Non leggero' il mio discorso, tanto ce lo avete gia' scritto. (22
nov. 2002 sul Venerdi' di Repubblica)
42. Io sono una persona moderata, ma il 62 % dei miei elettori e' di
sinistra. (su 'El Mundo', 21 lug. 2002)
43. Sono incapace di dire no. Per fortuna sono un uomo e non una
donna. (ANSA, 22 aprile 1999)
44. Non e' vero che dopo tutte le interviste mi e' venuta una voce
piu' sexy?  (Corriere della Sera, 23 aprile 1996)
45. Sono un lupo solitario che pero' vive nel sistema.  (da
"Repubblica', 28-nov-1991)
46. Accusare di corruzione me e' come arrestare madre Teresa di
calcutta perche' una bambina del suo istituto ha rubato una mela. (da
"La Stampa', 28-ott-1995)
47. Io ho sempre fiducia, perche' ho la fiducia incorporata.  (ANSA,
24-ott 1997)
48. Mi sono accorto che l'Italia era poco considerata. Ho telefonato
ai leader degli altri paesi e gli ho detto: se fate cosi' non contate
piu' sull'Italia! L'atmosfera da quel momento cambio'. (da 'L'Unita',
25-ago-2002)
49. Guardando in giro vedo che non c'e' un governo migliore: ho un
complesso di superiorita' che devo frenare. (da 'La Stampa',
22-lug-1994)
50. Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio. (ANSA, 23-mar-2001)
51. Mi si accusa di aver detto che i comunisti mangiano i bambini. Ma
se volete posso organizzare un convegno in cui dimostrero' che i
comunisti hanno realmente mangiato i bambini e fatto anche di peggio.
(ANSA, 20-ott-2000)
52. Chi salvo fra Dini, D'Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li
butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace. (da 'La
Stampa', 30-ott-1995)

 

"Io non mi siederò mai più a un tavolo in cui ci sia il signor
> Bossi". (Berlusconi nei confronti di Bossi)

> 93. "Bossi e' un criminale. Con lui non sono disposto a prendere piu'
> nemmeno un caffe' ". (Gianfranco Fini, dicembre 1994)

       

 

 

 

 

 

 

Da Il Foglio


Felice Cav. Una spanna sopra il Bagaglino, molto al di là di Zelig, da tenutario del marchio ben oltre l’Ottavo nano. Ora un libro (“Berlusconate”, di Alessandro Corbi e Pietro Criscuoli, edizioni Nutrimenti) rende onore al Cav. show man, perché “di tutto lo si può accusare, meno di essere un gufo impagliato”. E’ una dettagliatissima raccolta di battute, gaffe, barzellette e, diciamo così, aforismi del capo del governo. Ovviamente, siccome la selezione è crudele e l’occhio felice, tutto si trasforma contemporaneamente in una presa per il culo in una sorta di inespressa ammirazione. Se il grande battutista sia pure un grande statista, è questione che si discute. Ma intanto sui meriti del primo non si transige. Basta lasciare stare le sortite che ormai sono nella leggenda (“l’Unto del Signore”), e avvicinarsi a quelle meno note per ritrovare lo stesso e rinnovato stupore. L’approccio con gli interlocutori, intanto. Su Eltsin: “Assolutamente in palla”. Sulla Thatcher: “L’ho trovata molto in palla”. Su Kohl: “Sapete, la mamma l’ha fatto senza risparmi”. Al direttore della Fao, il senegalese Jacques Diouf: “Dovreste dimagrire un po”. Al presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro: “Avete visto come è dimagrito? Ora non ha più ritenzione idrica”. Sul Papa: “Un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol. Ha la stessa idea vincente del mio Milan, che è poi l’idea di Dio, la vittoria del bene sul male”. Al Papa: “Santità, l’ammiro molto perché Lei porta in giro per il mondo, cioè in trasferta, un’idea vincente, l’idea di Dio”. Alle figlie di Putin: “Chiamatemi zio”.

 

 


Agli
albanesi: “Manderò qui la Rai a riprendere le vostre magnifiche coste, così gli italiani verranno in vacanza”. A San Giuliano di Puglia: “Guardate che belli chalet…”. A se stesso: “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”. A Clinton (una barzelletta): “Un tale dice all’altro: mi sono fatto disegnare un neo sul pene…”. Ai ministri: “Non mi va di partire per Bruxelles e lasciarvi con questi volti tesi. Ora vi racconto una barzelletta così vi metto di buon umore…”. Agli industriali turchi: “Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”. Agli schizzinosi d’Oltralpe: “Con i francesi sono popolarissimo, basta contare le fidanzate che ho avuto lì”. Alla folla, illustrando le virtù di un candidato senatore: “Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”. Sul fratello Paolo: “E’ un ragazzo low profile, per natura”. Certo non di ipocrisia pecca il Cav. Tutte quelle ville in Sardegna? “Ma ho cinque figli: devo pur pensare al loro futuro”. Ai torinesi: “Discutibili decisioni prese per la zona vicino al porto”. Di Bossi: “E’ un po’ la Wanna Marchi della politica italiana”. Di se stesso: “Visto come mi ha ridotto la politica? ‘Che bel fiol che xeri’, come dice la mia mamma”. Oppure: “Sono un miracolo che cammina”. Trucco in tv: “Qui sul naso ho un riflesso che non mi piace”. Sul beauty case: “Vorrei vedere se ciascuno di voi quando si sposta, viaggia, non si porta dietro lo spazzolino da denti, una lavanda, un pettine…”. Giornalista: “Che ci fa col pettine?”. Il Cav. “E’ proprio quando si comincia a chiamare per nome i capelli che il pettine deve essere ancora più raffinato, con i denti ben fitti”. Gli impegni: “Sto filmando i bulbaggi di molte piante”. Infine: “Adesso scusatemi, vado a raccogliere un po’ di voti”. Un momento: ha un modello? “No. Berlusconi mi basta e mi avanza”.


 

HO AVUTO UNA FIDANZATA TURCA

Capitolo tratto dal libro “Berlusconate” di Alessandro Corbi e Pietro Criscuoli - prefazione di Paolo Rossi.

Per gentile concessione della casa editrice Nutrimenti (www.nutrimenti.net)

 

1 - “Sono incapace di dire di no. Per fortuna sono un uomo e non una donna”.

(Ansa, 22 aprile 1999, ore 12.37)

 

2 - “Dicono che io sia un donnaiolo? Sì, lo dicono. Che dicano…”.

(La Repubblica, 29 aprile 1994)

 

3 - Berlusconi non nasconde le sue storie d’amore. Le rivela anche agli industriali turchi, che incontra a Roma:

Io sono con voi anche perché da giovane ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”.

(La Repubblica, 13 novembre 2002)

 

4 - Qualche mese prima, rispondendo a chi gli chiedeva perché non fosse popolare in Francia, racconta:

Non sono popolare con i vostri colleghi e con coloro che ne subiscono il fascino, ma con i francesi sono popolarissimo; basta contare le fidanzate che ho avuto lì”.

(Ansa, 18 aprile 2002, ore 20.00)

 

5 - Catania, comizio, presentando l’onorevole Palumbo alla folla:

Ecco un uomo che ha sempre le mani in pasta… è ginecologo”.

(Corriere della Sera, 4 aprile 2000)

 

Luglio, Transatlantico di Montecitorio, caldo torrido. Rivolto ad una giornalista:

Ha l’ombelico scoperto, stia attenta che prende freddo”.

(Agi, 11 luglio 2002, ore 11.16)


(Pensieri di un Cavaliere senza macchia...)

 

6 - Avvocato Prisco:

La politica e il sesso dopo 50 anni possono far male”.

Silvio Berlusconi:

Sarà forse che lui è incappato in defaillance che invece io non conosco”.

(La Repubblica, 21 dicembre 1993)

 

7 - Domanda:

Interromperebbe di fare l’amore per guardare uno spot pubblicitario?

Risposta:

Che razza di domanda è questa? Certamente no”.

(Il Messaggero, 20 novembre 1986)

 

8 - Vertice FAO, Roma:

Ringrazio tutti voi, ma in particolare le belle delegate”.

(Ansa, 13 giugno 2002, ore 17.57)

 

9 - Saxa Rubra, Roma, atrio palazzina B, rivolto a due truccatrici Rai che lo accolgono:

Volevo portarvi una scatola di cioccolatini ma Marinella, la mia segretaria, dice che non fa fine. La prossima volta però le disobbedisco”.

(La Stampa, 10 giugno 1994)

 

10 - Rivolto a due donne sindaco del centrosinistra, Paola Pessina (Rho) e Angela Fioroni (Pero):

Anche se siete espressioni di giunte di sinistra, io, da Presidente del Consiglio, vi ho baciato”.

(Ansa, 6 ottobre 2002, ore 16.22)

 

11 - Visita a Santa Venerina (Catania), una poliziotta del servizio d’ordine rischia di essere travolta dalla folla, Berlusconi l’abbraccia:

Io, che difendo la polizia…”.

(Ansa, 27 dicembre 2002, ore 15.49)

 

12 - Dialogo con la pianista Rita Forte, allora a TMC:

Lei è troppo brava! Perché non viene da noi?”.

Ma se lei non mi chiama…”.

Quando ci vediamo?”.

Quando vuole lei”.

(La Stampa, 30 ottobre 1995)

 

13 - Confidenze:

Dopo una vita da peccatore, ho dovuto imparare a vivere nella trasparenza. Vivo circondato da guardie, non ho più segreti, non mangio al ristorante da due anni. A parte, forse, un pranzo… con Tatarella, si figuri!”.

(La Repubblica, 12 luglio 1997)

 

 

Ci sono meccanismi di resistenza e di rigetto delle novita’. Erasmo da Arcore: la vera saggezza non sta nella prudenza e nella moderazione, ma nella visionaria lungimirante follia.

 

I comunisti o chi e’ stato comunista non potranno mai piu’ tornare al governo. Siamo stati eletti anche per questo: per difendere la liberta’.

 

La sinistra agisce grazie al collaborazionismo di un manipolo di magistrati combattenti. Questi signori dell’opposizione sono irresistibilmente attratti da tutto cio’ che democratico non e’.

 

La Cirami e’ una legge sacrosanta che consente di trasferire i processi, perche’ magari uno ha fregato la fidanzata al presidente del tribunale, e a noi succede, dal momento che siamo tombeurs de famme.

 

Non esiste alternativa democratica al centrodestra.

 

Biagi, Santoro e Luttazzi hanno fatto un uso criminoso della tivu. E’ dovere della dirigenza Rai di non permettere che cio’ avvenga ancora ( Bulgaria 18/4/2002)

 

Scaiola ha dovuto dimettersi per una parola dal sen fuggita, che non era campata in aria…( aveva dato del rompicoglioni al povero Biagi)

 

D’Antona: vittima di un regolamento di conti della sinistra.

 

18/5/2003 IL MANIFESTO: Uno stralcio d’uomo ( dopo lo stralcio nel processo di Milano)

 

Operazione dentiere gratis. Lo slogan: regala un sorriso a chi porta i capelli grigi

 

perché il mio, il nostro paese è in pericolo…

La difesa della liberta’ e’ l’impresa più nobile che ci sia e io mi congratulo con voi che siete apostoli missionari, anzi guerrieri della libertà.

(Repubblica, lunedi’ 19-3-2003)

 

Anche se mi condannano, non mi dimetto. (Porta a Porta 23/5/03)

 

(dichiarazione di Massimo D’Alema) «il Paese è nelle mani di una persona totalmente inadeguata sotto ogni profilo».

 

Vengono in mente gli anni di scuola quando gli insegnanti dicevano ai genitori dei ragazzi in difficoltà: «Gli mancano le basi», ed è un inconveniente in più per uno che ha già l’ossessione dell’altezza oltre a quella delle inchieste giudiziarie. «Excalibur», si sa, è tutt’altra cosa: intanto c’è l’aiuto di un copione, col finale previsto e ottimista. (Enzo Biagi, Il Corriere 25/5/03)

 

«Dalle toghe false prove, andrò in aula e sulla Sme ci divertiremo». (Bruxelles 24/5)

 

 

 

Berlusconi: all’Arena erano pronte azioni incivili

«Il mio è stato un sacrificio giusto. Opposizione antidemocratica e antiliberale». La «pace» con Schröder

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VERONA - La pace con Schröder, la pace con la città, una nuova dichiarazione di guerra all’opposizione «antidemocratica e antiliberale». C’è voluta una mezza giornata e qualche eccesso di precisazioni. Ma Silvio Berlusconi può ripartire da Verona e tornare nella sua villa della Costa Smeralda certo di aver raggiunto il triplice obiettivo. Prima Schröder, come è naturale. Alle 9.50 è già stretta di mano davanti alle telecamere, prima di cominciare l’incontro bilaterale nel palazzo prefettizio in piazza dei Signori. Sarà però solo la gran risata del Cancelliere, un’ora più tardi, a incontro concluso, a suggellare in conferenza stampa la fine dei cinquantuno giorni di incomprensioni estive.
Berlusconi risponde con aria grave a una domanda dicendo che «i rapporti con il Cancelliere non sono migliorati perché non sono mai peggiorati» e Schröder si scioglie nel risatone tonante a cui fa seguire la ripetizione in tedesco della frase del Cavaliere per far sapere che la condivide. Poi però parla di «irritazioni» con il nostro premier perché non vuole abbandonare il realismo, perché vuole si sappia che non è il tipo da rinunciare a una vacanza programmata in Italia solo per le intemperanze di un sottosegretario e una battuta infelice del premier all’Europarlamento. Ma le «irritazioni» non hanno «influito sul rapporto personale né sul rapporto tra governi».
Se Schröder ha già archiviato anche il forfait improvviso alla Carmen della sera prima, l’Italia e Verona però restano piene di dubbi sulla scelta di Berlusconi. Ma lui vuole dimostrare che la spiegazione è semplice: «La mia rinuncia si è resa necessaria». Confessa che gli «è dispiaciuto di dover rinunciare alla rappresentazione della Carmen dell'amico Franco Zeffirelli», ma «se fossi venuto io probabilmente la rappresentazione non ci sarebbe stata». Il «no» del presidente del Consiglio è legato a «un assetto di fischietti», organizzato da chi «voleva creare un caso internazionale». Cita il ministro dell’Interno Pisanu e il Cesis (il coordinamento dei Servizi segreti), che l’hanno informato dei rischi giovedì e venerdì mattina. Biasima «i comportamenti che si spingono oltre nella polemica e raggiungono vette di inciviltà». Il suo obiettivo è non «lasciare che questi comportamenti abbiano successo». E allora tutto è bene quel che finisce bene: «La Carmen si è svolta, il cancelliere vi ha assistito e Verona non è stata al centro di un caso internazionale». Verona non può neppure continuare a essere al centro di qualche piccola «disattenzione» del premier. Così, dopo aver fatto attendere il sindaco dell’Ulivo Paolo Zanotto dalle 8 alle 8.45 in Comune prime di dare forfait alla visita annunciata a mezzanotte di venerdì, il premier lo raggiunge dopo l’incontro con Schröder. Poi va dal vescovo e si concede al bagno di folla in centro («Non sento fischi ma solo applausi come nel resto d’Italia») pranzando in città in modo «epocale».
Berlusconi non rivolge esplicite accuse a nessuno sulla «possibile, probabile contestazione» all’Arena. Nel corso della conferenza stampa al termine dell’incontro bilaterale, però, abbandona il ruolo di statista sopra le parti per andare all’assalto della sinistra: «La differenza tra noi e l’opposizione che ci troviamo è che il nostro comportamento è democratico e liberale, mentre loro hanno un comportamento antidemocratico e antiliberale». Immediate le reazioni. Non tanto contro il premier. Ma contro il Tg1 che il Verde Pecoraro Scanio e il portavoce del leader ds Fassino accusano di non aver «dato diritto di replica agli accusati».

Enrico Caiano

 

 

Fa tutto lui. E quel "lui" è riferito a Silvio Berlusconi: premier,
presidente del Milan, gran capo di Mediaset, cantante nei giorni di gioventù
e ora, giusto per tornare al vecchio amore, anche compositore.

Ecco il testo di una delle canzoni "made by Berlusconi":

Io davvero non so più
Se crederti quando mi dici che
Mi ami ancora
Sento che la vita vuol dividerci
E ho paura
Di restare con te
Perché senza te... io non so più vivere
Solo se ci penso sento di morire
E' un pensiero che non vuol andarsene
Sto male quando penso che...
Che tu... forse ore tu... mi puoi mentire
Non so se mi ami ancora come prima
Se tu come una volta sei sincera
Se ancora mi aspetti quando è sera
Col cuore in gola come allora
Perché tutto mi viene dal tuo amore
Io so che forse mi farai soffrire
Però io non ti lascerò partire
Anche se dovrò lottare
Fino alla fine t'amerò!...

Berlusconi come Mogol? No, il Cavaliere guarda oltralpe per trovare fonte di
ispirazione: è Charles Aznavour, con il suo repertorio di canzoni d'amore,
ad essere musa ispiratrice.

E sì, perché il Cavaliere, dentro di sé, ha l'animo del poeta e ha voluto
dimostrarlo a tutti, amici e nemici.

Così, ad inizio ottobre partirà la nuova carriera del leader di Forza
Italia, grazie al lancio del cd "Meglio 'na canzone" di Mariano Apicella,
prodotto dalla casa discografica di Andrea Bocelli, nel quale il premier ha
messo lo zampino in almeno sette canzoni.

Grandi nomi, grande partnership e progetti ambiziosi, nella mente del
Berlusca: altro che giudici e mani pulite varie, king Silvio stavolta gliele
canterà a tutti gli italiani...

12/9/2003

 

«Mussolini non ha mai ammazzato nessuno»

«Non ci sono paragoni con Saddam. Il regime fascista non era così feroce. Il Duce mandava la gente in vacanza al confino»

«APOLOGIA DI FASCISMO» - «Tecnicamente la nuova esternazione di Berlusconi si chiama "apologia di fascismo"», dice Fabio Mussi, vicepresidente della Camera e altro esponente di spicco dei Ds. «E nel nostro ordinamento è un reato - aggiunge -. Così com'è spregevole lo spergiuro: il Capo del Governo non dimentichi che ha giurato sulla Costituzione italiana, democratica, repubblicana ed antifascista». «Giacomo Matteotti e i fratelli Rosselli sono morti, com'è noto, di vecchiaia. E il Tribunale Speciale era indubbiamente una specie di Alpitour dell'epoca...», conclude Mussi.

Un tempo accadeva con Andreotti: appena apriva bocca e proferiva un monosillabo accompagnato dal sorrisetto d'ordinanza, tutti i giornalisti al seguito scoppiavano a ridere, anche quando (quasi sempre) la battuta non faceva ridere. Questa gara di servilismo è durata cinquant'anni. Ora che si sperava fosse finita, ricomincia con Berlusconi. Ieri il Corriere ha dedicato gran parte di un lungo articolo a una sua frase che non fa ridere: «Vedo che qui c'è ancora qualcuno con i capelli ». Chissà le risate. Eppure - avverte il Corriere - «la battuta evidentemente autoironica con cui il premier ha accolto la delegazione dell'Udc, dove peraltro l'unica testa calva era quella del segretario Follini, aveva un bersaglio preciso: cioè la capigliatura fluente di Sergio D'Antoni».
Perbacco, che sense of humour. Da scompisciarsi.

 

Berlusconi. Prima il premier ha scherzato con i giornalisti al seguito: «Attenti, sono il Duce...» (risate a crepapelle). Poi ha aggiunto: «Bondi sarà nominato coordinatore di Forza Italia. Le nomine le decido io». Se qualcuno trova un altro partito, escluso il Partito nazionale fascista, che in dieci anni è riuscito a tenere un solo congresso e in cui gli organismi dirigenti li decide uno solo, ce lo faccia sapere. (Marco Travaglio   L’Unita’)



25/9

 

Venite a morire in Italia! ( discorso a Wall Street) «Ora ci sono meno comunisti e imprenditrici e segretarie sono bellissime».

 

«Vi dò due motivi in più per venire a investire in Italia. Il primo è che oggi abbiamo meno comunisti. Sono soltanto il 16 per cento e i leader dicono: "Non siamo più comunisti"». Pausa con parentesi: secondo certi dati in suo possesso, il Pci da solo assorbiva il 60 per cento dei fondi destinati dal Kgb ai partiti fratelli. Incassata questa preziosa informazione, i banchieri americani ricevono il secondo motivo per cui devono correre a investire in Italia: «Il presidente del Consiglio ha messo lì tutti i suoi soldi. Anzi, i miei oppositori dicono che sono troppi». La battuta consente di lodare la mancanza di invidia degli Stati Uniti dove un self made man viene apprezzato: «In Europa purtroppo non è così. Si chiedono subito: "Chissà come ha fatto i soldi"».


  “Questo fatto che riguarda regolamenti di conti tutto interno delle sinistre…

(Conferenza stampa in occasione del delitto Biagi)  

 

Con un’altra dichiarazione il premier torna sulla questione delle riforme per spiegare che «se qualcuno ha intenzione, per linee dirette o storte, di cacciare di nuovo il governo eletto e sostituirlo con un governo scelto da settori politicizzati della magistratura e dai loro alleati, se lo tolga dalla testa». Rilancia il progetto del governo, che «non è, come si dice talvolta con rozzezza, di stabilire una qualche immunità per i politici venuta da non si sa dove, ma di tornare allo spirito e alla lettera della Costituzione, che fu violata platealmente a partire dal giorno nero della nostra democrazia il 29 aprile 1993»

 

Ma non era una Costituzione “sovietica”?

      

 

 

 

 

Sciocchezzaio 2003

 

Il Cavalier gaffe: sciocchezzario del 2003


Chiamarle gaffes sarebbe sbagliato. Lui pensa davvero come parla.
«Berlusconi è l'unico bugiardo sincero che io conosca», diceva di lui Indro
Montanelli, che lo conosceva bene: «Crede davvero alle scempiaggini che dice
e che fa». Spesso si tratta di parole in libertà, pronunciate soprattutto
all'estero, quando l'uomo sfugge al controllo dei suoi consiglieri e parla a
braccio, lontano dai ghost writer.
Più spesso ancora sono forzature volute, per alzare il livello dello scontro
e abbassare sempre più quello di reazione. O magari per minacciare vergogne
impossibili allo scopo di farne accettare di un pochino meno impossibili. In
ogni caso, quest'anno il Cavaliere ha superato se stesso. E non era facile.

Gennaio. Comincia bene, il 2003. La legge Lunardi sulle opere pubbliche, all
'articolo 28 (edificabilità nelle zone limitrofe ad aree cimiteriali),
riforma la legge napoleonica che vietava di seppellire i morti fuori dai
cimiteri: Berlusconi potrà finalmente dare degna sepoltura ad amici, parenti
e infine a se stesso nel celebre mausoleo del Cascella, liberamente ispirato
alla tomba di Tutankamen nel giardino della sua villa di Arcore. Il premier
ipotizza un "condono creativo" per gli abusi edilizi: anziché abbattere gli
eco-mostri, basterà abbellirli con «giardini e parchi giochi». Ai funerali
di Gianni Agnelli, Berlusconi si presenta a bordo di una fiammante Mercedes
e protesta perché non gli hanno riservato una poltrona in prima fila nel
Duomo di Torino: fischi dalla folla. Solo il Tg3 dà la notizia. La
Cassazione respinge la richiesta di trasferire i processi "toghe sporche" da
Milano a Brescia e condanna Berlusconi e Previti a pagare 1500 euro di spese
processuali; il giorno prima il Cavaliere aveva assicurato «assoluta fiducia
nella Suprema Corte»; il giorno dopo appare in tv a reti unificate per
attaccare la Cassazione e la magistratura tutta («si giudica da sé e si
autoassolve in ogni sede»), chiedere di essere giudicato solo dai suoi
 "pari", invocare il ritorno all'immunità parlamentare.

Febbraio. Ultimi preparativi per la guerra all'Iraq. Berlusconi incontra
Bush e, uscendo dalla Casa Bianca, preannuncia una «terribile strage con le
armi di Saddam Hussein». Imbarazzo al Pentagono. «L'Italia è perfettamente
allineata a Washington», garantisce il premier. Poi concede agli Usa basi
aeree, strade, porti e ferrovie per trasportare armamenti e uomini in Iraq.
I pacifisti manifestano a Roma in 2 milioni, ma la Rai oscura l'evento
(«potrebbe influenzare il voto del Parlamento», spiega il dg Rai, Agostino
Saccà). Per Berlusconi, «i pacifisti fanno il gioco di Saddam». E per il
ministro della Difesa Antonio Martino «l'Italia è con gli americani anche
fuori dall'Onu». Ma il premier, alla Camera, riesce a schierarsi
contemporaneamente con Bush, il Papa, l'Onu, l'Europa e Pannella (che chiede
l'esilio di Saddam). Il governo vara un decreto per sanare i debiti delle
società di calcio (fra le quali il suo Milan), fra le proteste dell'Unione
europea. Berlusconi riunisce in casa sua i leader della Cdl per decidere il
nuovo Cda Rai. Ma poi Pera e Casini ne nominano un altro.

Marzo. Fuoco di sbarramento polista contro Paolo Mieli presidente della Rai.
Alla fine la spunta Lucia Annunziata. Maggioranza spaccata alla Camera sull'
indultino: Lega e An contro, Fi e Udc a favore. Berlusconi annuncia il lodo
Maccanico per abolire i suoi processi. Gli angloamericani invadono l'Iraq: l
'Italia di Berlusconi è "non belligerante" e viene esclusa sia dal vertice
dei paesi pro-guerra sia da quello degli anti-guerra.

Aprile. La Corte dei Conti boccia come «irrealistiche» le previsioni di
crescita formulate dal governo. Berlusconi si presenta il Venerdì Santo in
tribunale per chiedere di essere sentito e interrompere la contumacia: ma
manca un avvocato, e prima che venga sostituito il premier se ne va: «Ho un
impegno a Roma». Dopo la Santa Pasqua e un'ultima raffica di ricusazioni,
Previti viene condannato a 11 anni per corruzione dei giudici nel processo
Imi-Sir/Mondadori. Il Cavaliere la prende male e strilla ai «giudici
golpisti» e alla «sentenza politica».

Maggio. Berlusconi torna in tribunale e stavolta parla, per accusare Prodi
di «svendita della Sme» e addirittura di tangenti da De Benedetti. Poi,
nervosissimo, chiede ai carabinieri di identificare un cittadino che in
tribunale gli ha detto: «Buffone, fatti processare». Berlusconi annuncia che
chiunque lo contesterà sarà denunciato da Palazzo Chigi per vilipendio delle
istituzioni: subito i casi di contestazione si moltiplicano in tutta Italia.
La commissione Telekom Serbia estrae dal cilindro Igor Marini e manda una
delegazione a Lugano, subito arrestata in blocco appena passata la
frontiera. Berlusconi inventa gli «impedimenti istituzionali» più impensati
(compreso un vertice col prefetto di Belluno sulla criminalità nel Mare
Adriatico e la finalissima di Champions League) per disertare il Tribunale.
Poi invita i suoi a insidiare le mogli dei magistrati. Persino gli avvocati
delle Camere penali scioperano contro il governo.

Giugno. Nuovi disperati tentativi del premier di fuggire al processo,
compresa una visita a sorpresa in Lussemburgo, seguita da un lungo incontro
con la stampa e da un'imbarazzante ammissione: «Non scappo dalla giustizia,
semmai dall'ingiustizia». Comunque scappa. Il giorno 9 la Cdl tracolla alle
amministrative, dal Friuli a Brescia. Il 17 Berlusconi torna finalmente in
aula, seconda puntata delle dichiarazioni spontanee (85 bugie in 115
minuti). Il 18 passa il lodo Maccanico che abroga il processo. Il 19
Berlusconi comunica: «Io ero contrario il lodo, l'ha voluto Ciampi».
Imbarazzo al Quirinale.

Luglio. Comincia bene il semestre europeo a presidenza italiana: nella
seduta inaugurale a Bruxelles, Berlusconi insulta il socialdemocratico
tedesco Shulz che aveva osato porgli due domande («la proporrò per il ruolo
di kapò nazista») e l'intero europarlamento: «Siete dei turisti della
democrazia». Proteste corali di tutte le cancellerie e dell'intera stampa
continentale. Altre proteste per un'uscita del sottosegretario al Turismo
Stefano Stefani sui tedeschi «famosi per la birra e le gare di rutti».
Stefani si dimette. Berlusconi è costretto a scusarsi con Schroeder. Poi
annuncia che la mafia è sconfitta perché «tutti i mafiosi sono in carcere».
I giudici antimafia smentiscono. Dossier dell'Economist con le domande a cui
il premier italiano non risponde: lo staff del premier parla di «spazzatura»
e annuncia una querela al settimanale britannico.

Agosto. Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d'accordo
sulla legge Gasparri. Ciampi smentisce: «Non ne abbiamo mai parlato». Il
Tribunale di Milano deposita la sentenza Imi-Sir/Mondadori e parla del «più
grave caso di corruzione della storia d'Italia e forse non solo». La
commissione Telekom si riconvoca d'urgenza per ridare la parola a Igor
Marini, che accusa anche Rutelli, Veltroni, Mastella, Bordon. Il premier
diserta la "prima" dell'Arena di Verona, dove avrebbe dovuto incontrare
Prodi e Schroeder, perché corre voce che i "disobbedienti" vorrebbero
contestarlo armati di terribili fischietti. In compenso partecipa alle nozze
del figlio del premier turco e si produce in un baciamano della sposa che,
essendo musulmana, è coperta di veli e non può essere neppure sfiorata.
Imbarazzo ad Ankara.

Settembre. Intervista a puntate a due giornalisti dello Spectator.
Berlusconi afferma che i giudici italiani sono «matti, mentalmente
disturbati, antropologicamente estranei alla razza umana»; che Montanelli e
Biagi l'hanno criticano perché «sono invidiosi di me»; e che «Mussolini non
ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino».
Ciampi esprime «piena fiducia nella magistratura», ricorda gli orrori del
fascismo e rammenta che la Repubblica è nata dalla Resistenza. L'Italia
viene esclusa dal vertice Francia-Gran Bretagna-Germania-Spagna sull'Iraq.
Berlusconi parla a Wall Street e invita a investire in Italia dove «non ci
sono più comunisti», ma in compenso «abbiamo segretarie bellissime». Poi
tiene un messaggio a reti unificate per magnificare la sua riforma delle
pensioni, che non piace e nessuno, nemmeno agli alleati.

Ottobre. Mentre Giuliano Ferrara definisce «omicida» l'Unità e accusa Furio
Colombo e Antonio Tabucchi di essere i «mandanti linguistici del mio
prossimo assassinio», Berlusconi minaccia le elezioni anticipate per sedare
le risse ormai quotidiane fra Lega da una parte e An e Udc dall'altra. Fini
propone di far votare gl'immigrati e la Lega minaccia la crisi. Attacchi al
governo anche da Bankitalia e Confindustria. Un telesondaggio di Domenica In
chiede agli italiani a che cosa dicono basta. Vince la risposta «Basta con
Berlusconi e con i politici che dicono e poi non fanno». Ma viene letta in
diretta una sola volta: dalla domenica successiva la Rai cambia la domanda e
proibisce quelle politiche.

Novembre. Previti condannato ad altri 5 anni di galera (totale: 16 anni, in
primo grado) per corruzione dei giudici nel processo Sme-Ariosto. Condannato
anche Squillante, assolto il giudice Verde: il centrodestra,
incredibilmente, esulta. La Rai censura RaiOt di Sabina Guzzanti per aver
raccontato la legge Gasparri. La Rai vieta a Bonolis di intervistare Enzo
Biagi e Paolo Rossi, che vorrebbe leggere un passo di Tucidide sulla
democrazia ateniese. Riesplodono in tutte le piazze d'Italia i girotondi.
Berlusconi, reduce da un imbarazzante viaggio in Cina, comunica: «La
situazione in Iraq sta migliorando molto. Si parla molto di attentati
terroristici che prevalgono sulla immagine globale della situazione. Ormai l
'Iraq sta andando verso la normalità e la democrazia». Pochi giorni dopo, a
Nassiriya, la guerriglia irachena fa strage di carabinieri italiani. Il
Cavaliere riceve l'amico Putin e, in conferenza stampa, risponde per lui:
giurando che la Russia è un modello di diritti umani, in Cecenia non è
successo niente di grave, «ci sono attentati della guerriglia, ma Mosca non
ha mai risposto». Cancellati 200mila morti per i bombardamenti russi su un
milione di abitanti. L'indomani la commissione e il parlamento europei
condannano quei deliri, ma i telegiornali oscurano la notizia. Berlusconi
annuncia al New York Times che bisogna abbattere tutti i regimi non
democratici nel mondo, anche con le armi, modificando il concetto di
sovranità nazionale. Poi dice che l'hanno frainteso.

Dicembre. «Se fossi un dittatore, sarei il più sfigato», spiega il Cavaliere
a fine anno. In effetti, nel giro di pochi giorni, gli tornano sul muso
tutti i boomerang lanciati durante l'anno: Igor Marini incriminato per
calunnia ai danni di Prodi, Fassino & C; archiviata l'inchiesta di Brescia
sui pm Colombo e Boccassini per il fascicolo 9520/95; fallita miseramente la
convenzione europea, ultima debacle del semestre italiano; contestata da un
milione di persone a Roma la riforma delle pensioni; bocciata financo da
Casini la legge finanziaria, parzialmente priva di copertura finanziaria;
colossi come Parmalat e Cirio che affondano nei trucchi contabili dopo la
depenalizzazione del falso in bilancio; prezzi più alti che nel resto d'
Europa; crescita ridotta allo zero virgola qualcosa; un paese che si sente
sempre più povero (fonte Istat); scioperi selvaggi nel settore dei
trasporti; bocciata da Ciampi la legge Gasparri per manifesta
incostituzionalità; rischi analoghi per il lodo Maccanico, trascinato
dinanzi alla Consulta dal Tribunale di Milano. Sempre più nervoso e
impopolare, Berlusconi se la prende con la carta stampata («è obsoleta,
superata da internet, e pende per l'85 per cento a sinistra: il vero regime
è quello»). Poi, alla conferenza stampa di fine anno, si supera: «Il
conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana... Ciampi non ha firmato
la Gasparri per le pressioni dalla lobby degli editori... Gli aumenti dei
prezzi sono colpa dell'euro... Chi lavora all'Unità dovrebbe
vergognarsi...». E minaccia: «Governerò per altri 10-15 anni». Il suo
augurio per un sereno Natale a tutti gli italiani.

 

 

 

BERLUSCONITE

(e’ una malattia?)

 

*

 

E’ uscito un altro libro su Berlusconi.

Lo ha scritto Franco Cordelli (Il Duca di Mantova) e ha goduto di una bellissima recensione di Sebastiano Vassalli sul Corriere.

 

Ora che gli scritti su questo fenomeno massmediologico sembra stiano tracimando

(abbiamo oltrepassato la quarantina di titoli) e poiche’ sono tra gli eroici autori che hanno osato per primi ( IL LIBRO AZZURRO DI BERLUSCONI Scipioni Editore

www.leggendogodendo.com ) e nella piu’ che probabile ipotesi che non segua una seconda edizione disperdendo tutto il materiale che ho raccolto in questi ultimi anni, ho deciso di aprire questo blog per metterci tutto quanto.

 

Per dare organicita’ al lavoro di raccolta svolto, sarebbe stato giusto ed onesto dividere i reperti in almeno tre sezioni:

 

IPSE DIXIT cioe’ cos’ha detto Lui

COSA HANNO DETTO di Lui

SATIRA su Lui

BARZELLETTE attorno a Lui

COSE REALMENTE SUCCESSE con Lui

FANTAPOLITICA il Paese visto da Lui

 

Ho invece deciso di mettere tutto insieme, come un blog letterario, perche’ e’ tanto sottile la distinzione tra realta’ e immaginario che non riuscire a distinguere e’ un altro motivo per riderci sopra.

Per non piangere, forse.

 

Chi volesse l’opera completa e’ pregato di richiedermela qui:

http://guide.supereva.it/satira

 

 

 

 

 

......................... 

 

29/11/04

"Una manovra che si paga tutta con una riduzione degli sprechi", Berlusconi,
25 novembre 2004, TG1, ore 20 e 5. Geniale! E nessuno di quegli imbecilli che hanno "governato" in precedenza ci aveva mai pensato prima!

 

Secondo Marco Travaglio

tutti gli attuali incensati consiglieri economici del Cavaliere (Siniscalco, Tremonti, Brunetta)
gravitavano proprio nell' orbita di Bettino Craxi, il cui governo riuscì ad aumentare il debito pubblico del 90% in soli 4 anni, un vero e proprio record assoluto nella nostra storia repubblicana.

 

 

REPLAY:

Hanno imparato a fare replay come con i gol del campionato:

dal TG5 di Rossella

la Cesara Buonamici:

Per coloro che si fossero sintonizzati solo ora ripetiamo la notizia che potrebbe definirsi storica: il presidente del consiglio Berlusconi ha tagliato le tasse....”

 

Il mare con la scopa

Con uno dei suoi giochi pirotecnici con cui da tempo ci abbaglia, il presidente-Mandrake ha operato uno dei soliti giochi di prestigio: con una mano ci ha fatto intravedere il taglio delle imposte mentre con l’altra si metteva in saccoccia l’aumento delle tariffe pubblicitarie televisive, quelle, tanto per parlare chiaro, che lo hanno reso il quarto uomo piu’ ricco ed influente del pianeta.

Confusione e marasma della sinistra che non sa piu’ come argomentare l’opposizione ad un taglio del ½ per cento del Pil che non aiutera’ nessuno se non qualche riccastro, contro un pizzo fisso del 11% di ogni prodotto che per essere venduto sul mercato italiano deve versare a $ua Emittenza per comparire in televisione.  Va da se’, che quell’11 per cento poi si va ad aggiungere al prezzo del prodotto finito...

 

I pubblicitari, d’altronde, sono altri manipolatori della realta’ e pagano per convincerci con frasi effetto a comprare prodotti sempre piu’ inutili o artefatti. Vi ricordate il dentifricio a strisce rosse, con l’esaclorofene? Era diossina. Oppure: la Fanta Lemon che contiene essenza al sapore di limone e lo shampoo con dentro vero lime dei Caraibi non fa pensare? Certo, se nella limonata mettiamo un prodotto chimico e nello shampoo limone vero, dovrebbe esserci qualcosa di sbagliato, e invece non ci accorgiamo di nulla.

Siamo come ipnotizzati.

Un articolo di Goldoni sul Corriere di oggi, ci ricorda di come il processo aggiuntivo sulla qualita’ delle merci, che funzionava fino ad ieri, oggi si sta ribaltando, e ci vendono cocacola SENZA zucchero, merendine SENZA grassi, bibite SENZA coloranti, automobili SENZA interessi, mentre movimenti di opinioni mobilitano le masse per avere un mondo SENZA inquinamento, SENZA guerre, SENZA discriminazioni...

 

Chissa’ come andra’ a finire.

Intanto c’e’ da aspettare. Forse si venderanno pure Palazzo Chigi, ma chi se ne importa?

Se sono rose, sfioriranno diceva il Maestro.

Io so solo che con la proposta dell’effimero taglio sulle imposte il Bandana si e’ preso un vantaggio considerevole sulle masse acefale e sul popolo dei formaggini e detersivi che rappresenta il suo elettorato onesto e credulone. Perche’ piu’ che le proposte, secondo me occorre guardare chi le fa e quest’ultima sparata viene da un Uomo che per risolvere la crisi della Fiat propose di vendere le medesime automobili ma di chiamarle Ferrari.

Se tanto mi da’ tanto...

Sembra l’orchestrina che suona sul Titanic paurosamente inclinato per la falla letale e il comandante che entra nella sala dei candelabri e fa distribuire alla gente scope e ramazze affinche’ passi il tempo che rimane a scopare il ponte dall’acqua che lo sta invadendo...

 

P.S.

Leggo della proclamazione di sciopero generale. Finalmente entreremo nel libro dei primati ( le scimmie ). Non credo infatti che si sia mai verificato nella Storia dell’Umanita’

di un Sovrano che abbia tagliato le tasse al popolo e che questi, riconoscente, abbia proclamato uno sciopero generale per protesta.

Forza eTaglia

 

 

 

«Io? Lavoro sempre, in dieci anni mai stato a Roma in un ristorante...»

25/11/04

 

19/11

Nei primi nove mesi di questo che dovrebbe essere il suo annus horribilis , Mediaset realizza un utile prima delle imposte e degli interessi dei terzi pari a 722 milioni su 2,4 miliardi di fatturato, con un incremento del 60%. Un'esplosione di profitti che deriva dall'aumento dei ricavi (13,7%) assai più forte di quello dei costi (3,8%). Nel periodo, si noti bene, Mediaset imbarca come se niente fosse 37 milioni di perdite per l'avviamento del digitale terrestre che l'anno scorso quasi non aveva. Sul piano patrimoniale, com'era facile prevedere, Mediaset cancella il debito. Al 30 settembre esibisce un avanzo di oltre 200 milioni.

 

 

16/11/04

 

L’interpretazione dei conti

E il rapporto fra il Presidente Bandana e via XX Settembre è al limite minimo della sintonia istituzionale. «Non mi fido più, ora i conti li voglio rivedere io, sino in fondo, personalmente». Fonti del Tesoro riferiscono che nelle ultime ore $ua Emittenza ha espresso tutta la sua diffidenza nei confronti dei calcoli e delle coperture messi nero su bianco dal ministero dell’Economia. «Si è rotto un rapporto - conferma la fonte -, il Presidente è convinto che i numeri che gli vengono sottoposti abbiamo qualcosa di poco chiaro».

 

«Poco chiaro» nei conti dello Stato. Ma dove siamo, in Grecia?

Certo che dopo la finanza creativa e le continue accuse di falso in bilancio, annullate dalla legge-Litrico sul falso in bilancio (Legge-Litrico = fatta su misura come il famoso sarto N.d’A.) ogni scrittura contabile risulta perversamente sospetta agli occhi del presidente prestidigitatore.

Leggo:

si è già rivolto - per avere una lettura «indipendente» dei numeri - «ad una valanga di soggetti esterni al ministero», aggiunge la fonte”

Si stanno infatti precipitando verso Palazzo Chigi per dare la loro consulenza: Dell’Utri, Previti, Berruti, Otelma, il mago Forrest, Vanna Marchi e un paio di valenti medium che lo mettano in contatto con Sindona, Calvi, Cefis e altri insigni Massoni che l’hanno preceduto.

 

appropo’

 

Nel processo Sme il pm Ilda Boccassini ha chiesto la condanna dell’ «imprenditore Silvio Berlusconi» a 8 anni di carcere per corruzione dei giudici Renato Squillante e Filippo Verde «tramite l’avvocato Previti». Il pm ha proposto al Tribunale di negare a Berlusconi le attenuanti generiche: «Non le merita perché, nella sua attuale veste di presidente del Consiglio, l’imputato ha mentito al Paese più volte in questo processo».

IN QUESTO PROCESSO?

 

 

14/11/04

Isabella Bertolini: ''Ancora una volta siamo di fronte ad uno scandaloso uso politico della giustizia. Un accanimento persecutorio che non ha precedenti e che non a caso arriva a distanza di soli due giorni dall' approvazione al Senato della riforma dell'ordinamento giudiziario. Silvio Berlusconi e' completamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati. Nonostante una incivile giustizia ad orologeria e il protagonismo mediatico di un magistrato in cerca di notorieta' da tg, sapra' dimostrare la sua completa innocenza''. (ANSA).
Rispondendo invece a Clemente Mastella, la vicepresidente dei deputati di FI ha chiarito che ''Berlusconi ha onorato con largo anticipo il contratto con gli italiani. Mastella stia tranquillo. La Cdl vincerà le politiche del 2006, quelle dove il suo elettorato si mobilita e corre alle urne".

 

13/11/04

Berlusconi progetta di ridurre le tasse anche nella prossima legislatura. Sembra un pokerista che, perdendo, chiede una nuova posta da giocare.

(Gianni Pardo su www.affaritaliani.it )

 

12/11/04

 

CRONACHE
Classifica del Financial Time dei 25  piu’ ricchi e influenti del pianeta
«Berlusconi e’ il 4° uomo piu’ ricco e potente al mondo»
Il premier italiano dopo Bill Gates, Rupert Murdoch e George Soros e’ l'uomo
che «piu’ sta influenzando il corso del pianeta»

 

PAROLE DI SILVIO
da Alberto Arienti
"C'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo, dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora - continua Berlusconi - ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole".
Quale diritto naturale? Perchè un terzo si e 2/5 no? E' un precetto biblico?

 

 

Se Berlusconi fosse solo a comandare, avrebbe gia’ tagliato le tasse”

E’ la democrazia che gli rema contro ! “

(Ellekappa)

 

 

Il caso Mentana?
La prova che il sistema e’ nelle mani del premier»
». Angelo Guglielmi, ex direttore Rai, interviene sul "caso Mentana".
«Il cambiamento in zona "elezioni" e’ sempre un gesto politico indipendentemente dal giudizio che si puo’ formulare sulla sostituzione del direttore del Tg5

 

 

 

Il fatto che Berlusconi non abbia più bisogno di una foglia di fico non è una prova dell´indipendenza di Mentina.
Sabina Guzzanti su Dagospia 14 Novembre 2004

 

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«Sono circondato da filibustieri».

(Silvio Berlusconi a Libero ): 14/11/04

 

11/11/04

Davanti al comando generale della Guardia di Finanza, in un passaggio del suo discorso, Berlusconi ha giustificato quanti, potendo, non pagano le tasse. Una sorta di esproprio proletario di governo sintetizzato in questo modo: «Lo stato deve chiedere ai propri

cittadini non piu’ di un terzo di quanto guadagnano altrimenti si tratta di una sopraffazione» contro cui bisogna ingegnarsi «per trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralita’, che non ti fanno sentire colpevole».

 

Commento di Vincent: secondo me la visita di Berlusconi alla guardia di Finanza non e’ altro che un fatto di buone maniere. Il Presidente Bandana non ha fatto altro che restituire le numerose visite che la Guardia di Finanza aveva fatto alla fininvest

 

Berlusconi, contro di me 85% della stampa e parte delle tv

12/11/2004 - 14:51

Unita' m'insulta ma anche grandi giornali negano meriti

(ANSA) - ROMA, 12 NOV –

'Debbo ripetere che l'85% della stampa e anche una quota di televisione sono rivolti contro di noi', si sfoga Berlusconi. 'Per gli insulti potrei limitarmi a citare l'Unita', ma anche nei giornali piu' importanti e' difficile veder riconoscere meriti al governo', aggiunge il premier,

rispondendo a Bruno Vespa che nel suo libro gli ha chiesto come si spiegano i toni durissimi che talvolta l'opposizione usa nei suoi confronti.

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"Nell'altro processo i coimputati sono stati condannati. Deve essere condannato anche l'imprenditore che per conto di Fininvest aveva a libro paga il giudice Squillante". Lo ha detto il Pm Ilda Boccassini durante la sua requisitoria del processo stralcio Sme che vede come unico imputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con l'accusa di corruzione in atti giudiziari in relazione alla compravendita della Sme.

"La corruzione di un magistrato - ha concluso il pm - tocca il pilastro su cui si regge uno Stato democratico".

 

Conversando con i giornalisti poco prima di partecipare alla cerimonia per i caduti di Nassiriya il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che "la cosa che vorrei fosse chiara e’ che con questa Finanziaria si e’ adempiuto al contratto con gli italiani".

 

 

Pinocchietto d’oro 2004/5/6

In occasione della nominescion del prestigioso premio politico, Berlusconi ha indetto una conferenza stampa in cui ha dichiarato che tagliera’ le tasse ma solo dal 2006.

Rutelli sono anni ormai che va in giro a far ridere la gente con le fotocopie dei titoli di giornale su questo argomento e precisamente:

 

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LA STAMPA DEL 26 MAGGIO 1999

 

"Berlusconi lancia la crociata contro le tasse"

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IL GIORNALE del 23 settembre 2000

 

"Berlusconi lancia la sfida fiscale: cosi’ ridurro’ le tasse per tutti "

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LA STAMPA del 8 giugno 2001

 

"Marzano: tagli alle tasse solo dal 2002"

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MILANO FINANZA del 25 luglio 2002

 

"Imprese, tasse piu’ leggere nel 2004"

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LA STAMPA del 3 aprile 2004

 

"Berlusconi conferma: meno tasse entro il 2005"

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IL GIORNALE del marzo 2004

 

"Rispetteremo i patti: meno tasse entro il 2006"

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LIBERO del 31 marzo 2004

 

"Vi taglio te tasse se lavorate tutti un po' di piu’ "

 

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Adesso potra’ aggiungere alla sua collezione i titoli dei giornali di oggi:

 

Le nuove aliquote dal 2006”

 

Pero’ questa volta c’e’ qualcosuccia in piu’, che se prima la colpa era del buco lasciatogli dai sinistri del precedente governo, ora, visto che di buchi da sfrugugliare gli e’ rimasto solo il nostro, si giustifica citando i parametri di Maastricht, che «non consentono politiche di riduzione fiscale in grado di dare impulso all’economia», e poi rilancia: «Ma non decido da solo. Non ho il 51%, ho trovato resistenze.»

«Ho dovuto cambiare convincimento», ha detto il premier. «Fosse stato per me avrei fatto diversamente, ma le guerre si fanno con i soldati che si hanno....».

Capito?

Ha detto che se vuoi che Lui ti riduca le tasse, devi fare in modo che Lui abbia il 51% dei voti, cosi’ potra’ fare a meno di tutte le pastoie che gli impediscono di governare, tipo il Parlamento, la Democrazia, i partiti, e altri ammennicoli del genere.

 

Adesso decidi tu...

PINOCCHIETTO D’ORO

Sempre nell’ambito della conferenza stampa nella quale il Presidente Pinocchio ha detto che tagliera’ le tasse nel 2006, brilla per serieta’ e coerenza anche la seguente dichiarazione:

«La scorsa legislatura ha visto quattro governi. Qui siamo a tre anni e mezzo di governo con una coalizione nella stessa situazione di partenza... »

Ora, non so voi, ma io non credo che questo governo sia lo stesso di quello che ha cominciato la legislatura. Intanto si sono succeduti quattro ministri degli esteri (li ricordate? Ruggiero, Bandana vasa vasa, sciolina Frattini e adesso quel fannigottone di Fini) un paio di ministri dell’economia, un altro paio agli interni, un paio alle riforme, e sono certo che mi sfugge qualcosa.

Poi ha detto:

«Se potessi decidere da solo, certe scelte sarebbero state più coraggiose».

E questa dichiarazione la dice lunga sui suoi progetti. Altro che presidenza della repubblica, altro che il 51 per cento dei voti. Lui aspetta al varco Woitila e quando sara’ il momento, potrebbe scendere in campo per il Soglio Pontificio !!

 

 

 

«Vi assicuro che le famiglie italiane non arrivano alla fine del mese e questa non è certo leggenda metropolitana».

(Domenico Siniscalco, Ministro dell’Economia del governo Berlusconi durante la Giornata del Risparmio, 5 novembre 2004)

 

 

 

11/11/04

Berlusconi: tasse, volevo osare di più

«Ma non decido da solo. Non ho il 51%, ho trovato resistenze. Nuove aliquote dal 2006» Le imposte sul reddito saranno decurtate solo da gennaio 2006. Previsti per subito, invece, i tagli sull’Irap e i sostegni alle famiglie. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi. Il rimpianto. «Ho dovuto cambiare convincimento», ha detto il premier. «Fosse stato per me avrei fatto diversamente, ma le guerre si fanno con i soldati che si hanno. Quando si guardano i conti, le resistenze che abbiamo trovato...».

 

 

 

 

25/10

Una bella notizia:

Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi che controlla Mediaset, ha chiuso il primo semestre dell’anno con numeri tutti in crescita. Il risultato pre-imposte, approvato dal consiglio di amministrazione che si è tenuto ieri sotto la presidenza di Aldo Bonomi, è salito per il gruppo a quota 410 milioni di euro, con una crescita del 90% rispetto ai 216 del primo semestre del 2003.”

Certo, allarga il cuore, sapere che in un paese allo sbando l’azienda del presidente aumenta gli utili del 90 per cento!

 

Dal sito: http://guide.supereva.it/satira

 

La voce è impastata per l’intervento dentistico subito in mattinata (un dente del giudizio bizzoso, pare), ma i messaggi che Silvio Berlusconi lancia in collegamento telefonico da Arcore con il convegno degli «Azzurri nel mondo» di Lugano sono chiari:

«La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. Credo - è il suggerimento del premier - che anche rilasciando interviste ai giornali e ai media dei Paesi dove vivete, creando amicizie con direttori e giornalisti, si possa far raccontare qual è la realtà vera del nostro Paese e della nostra azione di governo». (25/10/2004)

 

Per la chiusura della campagna elettorale ad Ischia, si e’ presentato il nostro presidente del consiglio senza bandana, mostrando una forte ricrescita sulla sua Testarossa, che non e’ l’utilitaria donatagli da Montezufolo, bensi’ quella voglia di ginocchio sopra la fronte che un truccatore benevolo gli tinge con il colore dei comodini cippendal.

La parte politicamente avversa, ha organizzato un comizio con D’Antona, Rutelli e Bassolino. Presenta Pippo Baudo.

Poi la gente si chiede perche’ vince sempre Berlusconi...

 

Mi viene da vomitare”  Giuliano Ferrara dixit.

Se volete capire Berlusconi dovete guardare Giuliano Ferrara:

Uno e’ bulimico con il danaro alla stessa maniera in cui l’altro lo e’ con il cibo. La differenza e’ che di Ferrara si vedono le conseguenze sul suo corpo debordante, per Silvio invece, la bulimia gli ingigantisce l’Io nascosto, ma le nefaste conseguenze si vedono sugli italiani.

 

25 ottobre 2004
Il Corriere della Sera
pubblica un sondaggio di Renato Manneheimer che non farà piacere a Silvio Berlusconi. "Tasse meno pesanti. Scettici sette su dieci". Mannheimer spiega che i più increduli sono quelli del Centrosinistra, ma anche nel Centrodestra guardano con scetticismo. "In particolare non credono alla realizzazione della promessa di tagli fiscali il 60% dell'elettorato della Lega e metà di quello di Alleanza Nazionale. Perfino più di un terzo di Forza Italia è scettico.

«Non possiamo mantenere tutte le promesse, dobbiamo impegnarci su un nuovo programma. Se An me lo chiede lascio l’esecutivo e ritorno al mio partito».

(Gianfranco Fini)

La pacata reazione del Bandana:

«Una coltellata politica, autolesionistica, inutile, dannosa e controproducente».

 

Votantonio votantonio

 

Ciampi bypassato, Berlusconi operato per quattro ore e mezzo per un dente del giudizio (mioddio, quanto era grande?) la Venier fa il replay con la gambona a Domenica In, Castro operato senza anestesia al ginocchio... Clinton infartato, e pure

io non mi sento troppo bene.

Insomma, e’ un momentaccio ma mi ha commosso l’attenzione del GAD per la salute del presidente, confezionandogli un cappotto autunnale per impedirgli di raffreddarsi.

Che mi ero dimenticato di queste supplettive, ma quando ho visto Mannoni che le commentava, mi sono subito sintonizzato su Rete4 per aspettare Fede con le bandierine. E invece non si e’ nemmeno presentato. Non solo, ma il suo telegiornale ha bucato letteralmente la notizia per quattro giorni!

E persino Vespa ha preferito la Ventura ( la soubrette, non la sorte, il destino, nel loro inevitabile accadere) alle schede.

Come se le elezioni non fossero avvenute.

Democratico, davvero.

Occorre subito sgomberare il campo da alcune perplessita’, anticipando il pensiero del presidente del consiglio: non e’ assolutamente possibile che gli elettori abbiano votato in modo cosi’ massiccio per il centrosinistra. Questo risultato e’ sicuramente una manovra dei comunisti che hanno infiltrato i loro osservatori professionisti che hanno avuto il sopravvento sugli ingenui coniglietti della Casa delle Liberta’.

Ed ora i commenti. Il piu’ pacato:

''L'entusiasmo del centrosinistra per la conquista di 3 collegi in piu' su 475 e' davvero patetico. Il significato politico di questa micro-consultazione e' praticamente uguale a zero''. (Isabella Bertolini vicepresidente dei deputati di Forza Italia - ANSA )

Il piu’ cinico:

Tutto questo entusiasmo per i milanesi che hanno votato ZaccaRai e’ quantomeno fuori luogo. alle scorse politiche scelsero DELLUTRI, il pregiudicato mafioso, invece della nobile BONINO” firmato Barabba! Barabba!

E per finire: La jena sul Manifesto

Ottimo il risultato del centrosinistra, ha vinto in sei collegi perdendo solo a Ischia dove è stato eletto D'Antoni.”

amen

 

Berlusconi e’ come quegli alberghetti ad una stella dove tutto il lustro che vedi e’ nella sala della reception... (Tratto da:  Il filosofo Aldo Vincent parafrasava Paul-Jean Toulet.)  http://web.tiscalinet.it/vincentsatira

 

 

 

 

 

Dal Sito: http://silvioberlusconi.splinder.com

 

 

sabato, ottobre 16, 2004

Oggi ho tirato un bel respiro di sollievo. Il voto alla camera è stato importantissimo. Adesso si, mi posso permettere di comprare i regali per le mie segretarie che compiono gli anni. Anche loro, come voi, invecchiano...io no!

 

sabato, ottobre 09, 2004

Non credete a tutto quello che si dice su questa legge Finanziaria. Io trasecolo leggendo e sentendo quello che da molti parti si dice.

 

lunedì, ottobre 04, 2004

"Meno tasse per tutti" non è stato solo uno slogan elettorale, ma una linea costante dell'azione di governo in questi tre anni.

 

martedì, settembre 21, 2004

Fra 20 mesi saremo l'unico governo della storia repubblicana che avrà potuto governare per l'intera legislatura mantenendo così l'impegno con gli elettori mantenendo quello che era il nostro slogan: "La forza di un sogno: cambiare l'Italia". Nel 2006 lo slogan sarà "La forza dei fatti, l'Italia è cambiata".

I vecchietti devono avere anche il pregio di sapersi ritirare al momento opportuno. Attenzione, lo dico agli amici giornalisti: non è un annuncio di ritiro o di dimissioni. Il momento opportuno arriverà.

Sembro essere l'unico italiano a pensare che si debbano ridurre le tasse. Sembro essere rimasto solo, ma andrò avanti lo stesso.

 

domenica, settembre 05, 2004

Mi trovo a dover fare il presidente del Consiglio di un governo di coalizione in cui ci sono dei partiti costituiti da protagonisti, che mi guardano ancora considerandomi un alieno. Immaginatevi il piacere che posso avere io ad operare da premier che ha, come arma di governo, solo la moral suasion.

 

giovedì, settembre 02, 2004

Elezioni nel 2005? Un'ipotesi mai presa in considerazione!

 

Posso anticipare che non ci saranno tasse e non ci saranno tagli, che sarà una legge Finanziaria di sviluppo.

 

lunedì, luglio 12, 2004
Marco, (Follini) continua così e vedrai come ti tratteranno nei prossimi giorni le mie televisioni...

Con le vostre manovre state tentando di offuscare il mio carisma, di indebolire la mia leadership. Vorrei vedere se tornassi a fare l’imprenditore, vorrei vedere come fareste a vincere le elezioni.

 

giovedì, luglio 08, 2004

Vogliamo più soldi nelle tasche degli italiani.

 

La cosa più importante è la stabilità del governo. Solo così si possono avere persone che capiscono i problemi e che sanno tradurre dalla progettualità ai fatti. E' per questo che il presidente del Consiglio non risponde alle provocazioni ed esercita la pazienza. Per non riconsegnare l'Italia al passato. Per non riconsegnare l'Italia alla sinistra incapace di poter prospettare un futuro sereno e di cambiamento.

 

sabato, luglio 03, 2004

Gianfranco, (Fini) io voglio più bene a te che a Giulio (Tremonti).

 

lunedì, giugno 28, 2004

Un Berlusconi-bis? Certo, sarebbe utile, nel senso che mi servirebbe un secondo Berlusconi per fare tutto ciò che va fatto.

 

mercoledì, giugno 23, 2004

Verifica, verifica... Sono io che dico basta! Questi termini della vecchia politica con me non attaccano, ormai dovreste averlo imparato. Vi sembra il momento di attaccarsi alle forme, di fronte a un provvedimento tecnico di questa urgenza?

 

Sono come un padre di famiglia e se voglio rimbrottare un figliuolo, chiudo la finestra, lo richiamo e gli chiedo conto della marachella e magari gli dò un scappellotto affettuoso. Così dovrò fare io con i miei compagni di governo.

 

Guarda Follini che in fondo se le elezioni sono andate come sono andate, è colpa tua che non mi hai permesso di abolire la par condicio. I comunisti non hanno mai cambiato pelle, sono dei professionisti, cosa credi? So per certo che ci hanno annullato migliaia di schede, i nostri sono solo dei dilettanti, basta un niente a farli fessi...

 

Il calo elettorale di Forza Italia è un voto dovuto in gran parte agli effetti distorcenti della cosiddetta 'par condicio' a favore delle tante liste improvvisate (che hanno goduto, uniche in Italia, di uno spazio televisivo e radiofonico pari a quello dei grandi movimenti) ed anche all'essere stato come capo del Governo il bersaglio di tutti gli attacchi e di tutte le aggressioni dell'opposizione e dei suoi media.

 

Nel nostro Paese la maggioranza tiene le sue posizioni, unica in Europa tra i governi in carica da più anni.

 

 

Ed ora la brutta notizia:

 

1- Dio non esiste.

Se esistesse, quando Berlusconi ha detto alla radio: “sono immortale” avrebbe dovuto incenerirlo in diretta, come faceva Zeus con i malfattori. E avrebbe dovuto incenerire pure Prodi che ha scritto ai giornali:”Io non mi tingo i capelli” smentendo centinaia di fotografie che lo immortalano brizzolato. E avrebbe dovuto incenerire pure quell’imbroglione di Cesare Ragazzi perche’ se ci fosse qualcosa per fa ricrescere i capelli, Berlusconi lo avrebbe gia’ comprato!!

 

 

 

da Bananas:

Ricapitolando. Il presidente del Consiglio può dare dei "criminali" a
Biagi, Santoro e Luttazzi. Può dare dei "matti, antropologicamente diversi
dal resto della razza umana" a tutti i magistrati, italiani e non. Può
dare del "kapò nazista" al capo dell'opposizione al Parlamento europeo e
dei "turisti della democrazia" a tutti gli eurodeputati (salvo lui). Può
dire che il pool di Milano è golpista, comunista, fascista, terrorista
come la banda della Uno Bianca. Può rispondere a una signora di Rimini,
che gli dice di andarsene a casa, "lei ha una bella faccia di merda".
Vittorio Sgarbi può dare degli "assassini" ai magistrati milanesi, del
"mafioso" e del mandante morale dell'assassinio di don Puglisi a Giancarlo
Caselli e della "scoreggia fritta" al presidente della Repubblica
Scalfaro. Il ministro Tremaglia può definire "culattoni" gli eurodeputati
(anzi, soltanto la maggioranza di essi). Il ministro Scajola può elogiare
come "rompicoglioni" il professor Biagi appena ucciso dalla Br. Il
sottosegretario Taormina può chiedere l'arresto di due interi collegi del
Tribunale di Milano che processano Previti e Berlusconi (Carfì,
Balzarotti, Consolandi, Ponti, D'Elia, Brambilla). Il ministro Bossi può
dare dei "bingo bongo" agli immigrati africani e dei "pedofili" agli
abitanti del Belgio. Tiziana Parenti, in veste di presidente
dell'Antimafia, può definire "nazisti" i giudici di Palermo che condannano
Bruno Contrada. Vittorio Feltri può qualificare di "pirlacchione" il
giornalista Enzo Baldoni, rapito e poi assassinato dai terroristi
iracheni, e minacciare "ceffoni" a Simona Pari e Simona Torretta,
anch'esse sequestrate a Baggdad. I famigli del premier possono insultare
per anni Stefania Ariosto con epiteti in dolce stil novo quali "Pompadour"
(Di Muccio), "mitomane" (Berlusconi), "boccuccia di rosa come lady Golpe
(Pisanu), "cortigiana" (Il Foglio e Ombretta Colli), "esaltata" (Biondi),
"serial killer" (Silvana Previti). Giuliano Ferrara può definire l'Unità
"giornale tecnicamente omicida", Furio Colombo e Antonio Tabucchi
"mandanti del mio prossimo assassinio" e Antonio Di Pietro "scespiriana
baldracca", "troia dagli occhi ferrigni", "secondino di Montenero",
"trafficante di Mercedes usate", "protettore di biscazzieri", "megalomane
golpista", "uno che fa vomitare".
Ma se il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, poi
costretto alle dimissioni, si permette di chiamare "onorevoli
avvocaticchi" gli onorevoli avvocati del premier, che per mesi hanno
insultato e intimidito lui e i suoi cronisti giudiziari con lettere
untuose e telefonate minatorie, viene condannato a risarcirli con 10 mila
euro a testa dallo stesso Tribunale di Milano che, a dire del premier e
dei suoi cari, sarebbe infestato di toghe rosse al punto da dover essere
ricusato in blocco (500 magistrati su 500) per legittimo sospetto.
Intendiamoci: probabilmente, con la vigente normativa sulla diffamazione,
il giudice Giuseppe Tarantola, uomo mite ed equilibrato (lo conosciamo per
il processo Cusani), non poteva fare altrimenti. D'altronde la sua
sentenza - come ha spiegato Susanna Ripamonti - riconosce che De Bortoli
aveva ragione su tre dei quattro punti denunciati dagli onorevoli
avvocatoni Niccolò Ghedini e Gaetano Pecorella. Aveva tutto il diritto di
notare come costoro scambino chi li critica per "un pericoloso e
prezzolato nemico"; di preoccuparsi per il "tasso di legalità" minacciato
da una gragnuola di leggi su misura per i bisogni urgenti del premier; di
augurarsi che, fra un impedimento parlamentare e l'altro, gli onorevoli
avvocatoni trovassero il tempo di far processare l'illustre cliente. E
aveva pure ragione a risentirsi di una lettera insinuante di Ghedini,
"certamente idonea a suscitare una reazione". Ma questa reazione è stata
esagerata: dire "onorevoli avvocaticchi" non si può.

M.Travaglio

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Floris  a Ballaro’ (19/10/04)  su RAITRE: "Signor Schults, come a Buttiglione,
anche lei ha fatto una domanda sugli affari personali a Berlusconi..." -
Schultz: "Quale domanda sugli affari personali? Ho domandato al Presidente di
turno per il semestre europeo solo cosa ne pensava sulla legge del mandato
di cattura europeo, per mezzora non ha risposto e poi mi ha risposto
parlando di un film..."
- come se la legge per il mandato di cattura fosse personale per Berlusconi
hahahaha –

 

 

«Il governo Berlusconi ha mostrato grande impegno in politica estera grazie ai numerosi viaggi e alle iniziative diplomatiche del premier. Il governo italiano si è schierato a fianco del Presidente Bush entrando nella “coalizione dei volenterosi” senza poter partecipare alla guerra per la diffusa ostilità popolare».

(Atlante De Agostini, 2004, pag. 157)

 

Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana"

(Silvio Berlusconi, 19 dicembre 2003)

 

Berlusconi è un reggiseno.
Opprime quelli dentro e inganna quelli fuori.
(MM)

Non credo. Il reggiseno tiene insieme la destra con la sinistra, invece Berlusconi le divide, come un tanga!

(Vincent)

 

"Abbiamo sempre ritenuto che, per il ricorso alla procedura prevista
dall'articolo 138 della Costituzione, si debba ricercare una vasta
concorrenza di consensi, perché, com'è evidente, ogni riforma della
nostra legge fondamentale deve essere largamente condivisa".
Silvio Berlusconi, ai microfoni di Radio Radicale, 28/02/2001

 

 

Berlusconi, durante un giorno di riposo, passeggia per le vie di Roma
con la moglie Veronica, quando si sofferma davanti a una vetrina e le
dice: "Mi consenta, Veronica, amore mio, guarda qua. Pantaloni 20
Euro. Camicia 17 Euro. Giubbotto in pelle 55 Euro... Vedi? E poi
parlano di crisi! Ma quale crisi?". E Veronica: "Tesoro, questo non è
un negozio di abbigliamento, è una lavanderia".
(Mauroemme)

 

 

 

La sai l’ultima?

 

 

Berlusconi, indispettito dall'imponente numero di barzellette
circolanti sul suo conto, decide di commissionare (con i soldi
risparmiati grazie al "bilancio creativo"!) ad un noto istituto di
ricerche statistiche il difficile calcolo di quante siano
effettivamente le barzellette messe in giro.
Grande sorpresa quando si vede recapitare il risultato dell'indagine:
le barzellette riguardanti Berlusconi risultavano essere solodue...

tutte le altre sono storie vere!

 

Un ubriaco è nei pressi di Palazzo Chigi e inizia a gridare:
"Il presidente è un coglione! Il presidente è un coglione!"
Rapidamente, compaiono due poliziotti che lo prendono e lo riempiono
di botte, poi lo trascinano verso il cellulare.
Il povero ubriaco allora implora:
"Ma io non mi riferivo al presidente italiano!"
"Adesso non cercare di confonderci, stronzo. Sappiamo bene chi è il
coglione, qui."

 

Qual è la differenza tra Pertini, Craxi e Berlusconi?
Che Pertini non era capace di dire una bugia, Craxi di dire la verità
e Berlusconi non sa distinguerle.

 

 

Berlusconi va in una discoteca. Lì incontra tre belle ragazze. Si
siede accanto a loro e chiede alla prima:
"Mi consenta, sono il Presidente del Consiglio, quanto chiede per
passare una notte con me?"
"Duemila euro"
Poi lui si rivolge alla seconda:
"Mi consenta, sono il Presidente del Consiglio, e lei quanto chiede
per passare una notte con me?"
"Mille euro"
Allora si rivolge alla terza, che gli sembrava la più interessata:
"Mi consenta, sono il Presidente del Consiglio, quanto chiede per
passare una notte con me?"
"Signor Presidente, se lei può sollevarmi la gonna così in alto come
le imposte, abbassarmi le mutande tanto in basso come sono i salari,
estrarre quella sua cosa e infilarla così dura come è la vita,
mantenerla così alta come sono i prezzi, e fottermi con così tanta
forza come sta facendo con il popolo, per lei, Signor Presidente, è
gratis"

 

Il Cavaliere informato di una manifestazione dei NO-GLOBAL decide di
andare a vedere di persona il numero dei presenti al corteo. Prende il
suo elicottero personale e porta con se la moglie ed il figlio.
Arrivato a destinazione nota che la piazza e popolata da circa 300.000
persone. Ad un certo punto esclama : quasi quasi gli butto giù una
moneta da 50 euro cosi faccio felice una persona. La moglie allora gli
dice :Ma silvio perchè non ne butti giù 2 da 20 euro cosi ne fai
felici 2 di persone. Il figlio allora esclama: ma papà perchè non ne
butti giù 5 da 10 euro cosi ne fai felice 5 di persone. A quel punto
si gira il pilota dell'elicottero che dice:
"A cavalie'... ma perchè nun se bbutta giù lei, così ne fa contente
trecento mila""

 

Un ragazzo alle prime esperienze di politica domanda al padre:
"Ma sull'opuscolo che Berlusconi ha mandato a casa dei cittadini non
c'era scritto: "Se vinco le elezioni gli italiani molte tasse non le
pagheranno più"?". Il padre gli risponde sconsolato: "È vero, ma
subito dopo le elezioni ha precisato che si trattava di un errore di
stampa, infatti il testo originale era: "Se vinco le elezioni molti
italiani le tasse non le pagheranno più"".

 

"La sai l'ultima su Berlusconi?"
"Magari!"

 

 

 

Le dieci cose più incredibili da raccontare ad un amico che si sveglia
dal coma dopo dieci anni:

10. Non chiedermi come è stato possibile, ma sì, è così, è proprio lui
il nostro Presidente del Consiglio.
9. Il presidente degli Stati Uniti è ancora George Bush, ma anche
questa sarebbe una lunga storia.
8. Tu eri laureato in diritto penale vero? Con una tesi sulle
rogatorie per i reati di falso in bilancio. Non credo ti servirà
molto.
7. Anche la procedura penale è cambiata. Adesso metti che un padre ha
moglie e due figli, la bambina ammazza madre e fratello. La mettono
dentro, ma appena confessa: "Volevo uccidere anche papà!", ALE', la
rimandano a casa a finire il lavoro.
6. Bologna batte New York, nessun altro ha le Due Torri.
5. Oltre a te si è risvegliata anche Oriana Fallaci, ma credo che lei
abbia riposato male.
4. Come sarebbe a dire che FINE ha fatto Andreotti?
3. Abbiamo avuto al governo quelli che da studenti erano comunisti,
abbiamo quelli che erano fascisti, stiamo ancora aspettando quelli che
a scuola erano bravi.
2. Oh, scusa, devo rispondere a un SMS.
1. Adesso ti parlo del Lecce di Zeman ...

 

 

 

Un uomo ricchissimo compra una Ferrari Incanto, l'auto più innovativa,
lussuosa e tecnologica esistente. Fatti pochi chilometri, decide di
accendere la radio, ma non riesce a trovarla. Il cruscotto, progettato
dalla NASA, contiene migliaia di dispositivi di tutti i tipi, ma nulla
che somigli a un'autoradio. Inquieto, torna dal concessionario:
"Mi avete venduto una macchina costosissima quanto un Concorde, ma non
ha la radio!" Il venditore gli spiega che la radio, incorporata
nell'infonavigatore satellitare, sfrutta un sofisticatissimo congegno
di riconoscimento vocale, per cui basta dire il tipo di musica che ci
vuole e lei la suona. Il tizio riprende la macchina, fa pochi metri e
dice: "Blues!" Subito la radio trasmette un bellissimo pezzo di B. B.
King in dodecafonia dolby stereo surrond, che neanche al Madison
Square Garden si sente cosi. Dopo un po' decide di cambiare musica.
Pronuncia: "Rock!"e la radio commuta su un esaltante pezzo dei Deep
Purple. Dopo qualche minuto prova ancora: "Bach!" e, incredibilmente,
subito parte il secondo Concerto Brandeburghese.
Beato dalla musica, non fa molta attenzione alla strada e quasi
investe un motociclista spericolato. Incazzatissimo, gli grida:
"FARABUTTO !" Immediatamente dalla radio intelligente si sente:
"E adesso, dai nostri microfoni, la parola al Presidente Silvio
Berlusconi..."

 


Non temo Berlusconi in sè, temo Berlusconi in me! (Giorgio Gaber)
(MM su IHU)

--

 

 

OTTOBRE 2010

 

BUNGA BUNGA

Un direttore di telegiornale fa assoldare una minorenne da un agente gay plurinquisito, ma la ragazza si fa sorprendere dalla polizia che non l’arresta perchè passa per la nipote di Mubarak. L’igienista mentale la porta a casa del primo ministro che l’ha fatta eleggere come assessore e tutti insieme si scatenano nudi in una danza lasciva...

No, se è la trama del prossimo cine-panettone, quest’anno non incassano un Euro...

 

In una nota il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: "ormai è chiaro a tutti che c'è un obiettivo preciso di alcuni ambienti: tenere in costante fibrillazione il governo Berlusconi e la maggioranza, impedire che ci sia anche una sola settimana di lavoro sereno. A questo scopo, tutto fa brodo: gossip, campagne scandalistiche, aggressioni mediatiche, lanci di fango".....

 "esprimo al premier, a Emilio Fede, alle altre persone impropriamente coinvolte, la mia vicinanza. E' inaccettabile che, ancora una volta, nomi e cognomi siano sbattuti sui giornali, secondo una 'logica' che è ormai fin troppo chiara".

 

Berlusconi:
"Sono una persona di cuore mi muovo per aiutare chi ha bisogno".
Ruby Hood.

 

Mediaset, «Evasione e reati tributari» convocati in Pretura Berlusconi Padre ed il Figliolo.

Lo Spirito Santo per il momento sembra estraneo ai fatti.

 

DALL'ALBUM DEI RICORDI DI SILVIO BERLUSCONI

 

Non ha solo fatto finire la Guerra Fredda, salvato le banche USA, fermato i carri armati in Cecenia, evitato l'esecuzione del premier georgiano...  QUI la copertina di Sergent Pepper ideata da lui per i Beatles ai quali aveva suggerito di cambiare stile...

 

IPSE DIXIT:
Daniela Santanchè: “Il voto più inutile che le donne italiane possono esprimere è quello per Berlusconi visto che sappiamo bene cosa pensa davvero delle donne. Le ha sempre utilizzate come il predellino della sua Mercedes: un punto d’appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda”.

 

 “Berlusconi? È ossessionato da me. Tanto non gliela do... Le ragazze che vogliono fare carriera non devono darla, non serve, bisogna darla solo per amore. È inutile dare il voto a Berlusconi, uno che vede noi donne sempre in posizione orizzontale, e mai verticale”.

 

POICHè NE PARLO DA TEMPO, SEGUO IL FILONE RUSSO, PER NON FARMI SCAVALCARE DALLE NOTIZIE. Berlusconi è in Russia per tentare di fare il pacco all'amico Putin vendendogli una parte di Fininvest che fa acqua perchè il pacco lo ha preso lui... seguitemi che vi spiego:

Dopo aver ingessato le produzioni RAI, avevano avuto la bella pensata di comprarsi la ENDEMOL che produceva programmi chiavi in mano tipo Grande Fratello (Mediaset) o I PACCHI (Rai). Credevano di fare il pacco ma il pacco gliel’ha fatto Stefania Craxi con il marito Marco Bassetti, che ha tolto la Endemol dal guano ed è diventato presidente della Endemol Italia coi soldi di Papi. Adesso la società perde miliardi e Berlusconi vuole liberarsene vendendo la quota Fininvest alla russa NMG (National Mediagoup, un nome americano per una compagnia russa, ehehehe) che è una partecipata di banca, gas, e off shore il tutto facente capo a Putin il quale ha messo come presidente l’atleta russa Alina Kabaeva, la ricordate? Ci scherzammo sopra tempo fa, mentre Berlusconi ci ha piazzato come direttore generale Angelo Codignoni che aiutò Silvio Berlusconi a rubare al socio de La Cinq francese e promosso sul campo sottocoso di mignotta paranome e paracula di Putin. La solita storia berlusconiana, fatta di illeciti, off shore, puttane e prestanome...

Con una novità: se Putin abbocca, Berlusconi gli fa il pacco...
Guardati dagli amici, vecchio figlio della Steppa...

ehehehe

 

 AL PRIMO INCIDENTE SI VOTA 2 Agosto 2010

MAI MINACCIATO ELEZIONI      6 OTTOBRE 2010

 

 

La Carfagna ha troncato con Bocchino..

è rimasta incinta.
Dice che ha fatto l'amore
solo con Mezzaroma...
Sarà un problema
attribuire la paternità...
(secondo me doverebbe
dare la pari opportunità

anche
all'altra mezza...)

Dopo 5 mesi di interim finalmente Silvio Berlusconi ha partorito il topolino Romani in un Ministero ormai senza portafoglio: Tremonti gli ha tolto 900 Mil., Fitto si è fottuto i fondi FAS, la Brambilla si fotte 800 Mil per il turismo e il fondo industriale è stato soppresso... Però deve rinnovare le licenze a Mediaset   ehehehe

Ci sono due Berlusconi:
c’è quello cattivo e impresentabile
che si trova sui giornali italiani,
che sono quasi tutti di sinistra,
 e quello apprezzato statista che
viene elogiato nei vertici internazionali.
(Silvio Berlusconi, 13 settembre)

 

 

DI PIETRO VERRA’ SOSPESO ALLA CAMERA....

Ieri sera mi è stato notificato che inizieranno in Parlamento un procedimento disciplinare nei miei confronti, per valutare se posso stare o no in Parlamento". Lo riferisce Antonio Di Pietro, arrivando a piazza della Repubblica per il No B-day 2. Mercoledì scorso in aula a Montecitorio, il leader dell'Idv aveva rivolto al presidente del Consiglio durissime frasi, appellandolo come "stupratore della democrazia", "serpente a sonagli", "venditore di tappeti", "uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista"...

(SEGUE)

 

..."non uno dei tanti tentacoli della piovra ma la testa della piovra", retta da una "maggioranza farlocca, venduta, comprata o ricattata", fatta di gente che "vota la fiducia per mantenere la propria poltrona".

 

"L'altro giorno ho fotografato il personaggio Berlusconi. La colpa non è del fotografo ma di chi pensa a violentare le istituzioni. In Parlamento io non ho detto il falso, ho fatto la fotografia di quello che sono Berlusconi e il suo Governo. Non è colpa mia se da quella fotografia esce una rappresentazione squallida. E’ l'immagine depravata di chi invece di governare il Paese pensa soltanto a violentare le istituzioni usandole a proprio uso e consumo e che mette sempre al primo posto la vendetta nei confronti dei magistrati e la ricerca di leggi per la propria impunità". Poi arriva la minaccia: "Appena rientro alla Camera, se mi dovessero sospendere, lo ripeterò pari pari. E’ previsto che ogni parlamentare alla fine della seduta possa prendere la parola, lo riprendo e lo rileggo pari pari".

 

 

L’ironia è l’ultima

L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmio di energia psichica e consente a una semplice battuta di bloccare l’irrompere di emozioni spiacevoli. (Sigmund Freud)

 

 

Morgan ha scritto a Napolitano perchè vuole rivedere sua figlia...

OKKAZZ...

Napolitano ha una figlia?

O peggio:

Morgan e Napolitano hanno avuto una figlia?

Ma lo sai che questo sessantotto è ancora pieno di misteri?

 

 

 

Antonio Di Pietro Attenti tutti al panettone ripieno al veleno che Silvio Berlusconi ha consegnato stamattina a tutti gli italiani. L'accordo che lui esalta, quello del suo degno compare Marchionne, è un danno per l'Italia, non solo per le migliaia di lavoratori Fiat. L'obiettivo di Berlusconi è applicare il modello Fiat al resto d'Italia: accordi separati, fare carta straccia della Costituzione, diritti negati e salari da fame.

 

 

"Per D'Alema la magistratura è la più grande minaccia allo Stato". Un cable datato 2008 dell'ambasciatore Usa Spogli (si chiamava così) smutanda definitivamente "l'avversario" preferito del CaiNano. Uno così compiaciuto della propria intelligenza da farsi regolarmente fottere. Poi si dispiace se a sinistra non lo ama più nessuno. Perderebbe le primarie anche nel proprio condominio.

 

 

UN VISIONARIO A PALAZZO CHIGI...

"Non ho debolezze faccio una vita che può essere portata a esempio" (Stampa, p. 13). Un Banana da sballo - o sballato? - ha sequestrato ieri per ore la stampa registrata e accettata. Ha dipinto il solito Paese delle Meraviglie.

Purtroppo condivisibile il paragone tracciato da Massimo Giannini: "Come Charlie Chaplin con un gigantesco mappamondo tra le mani, Silvio Berlusconi contempla un orribile 2010 esaltando gli splendori del pianeta "pacificato" grazie alle sue virtuali capacità taumaturgiche, e non vede le reali miserie politiche ed economiche nelle quali sta precipitando il Paese che governa" (Repubblica, p. 1).

 

 

 

"Pensate, oggi è stato il giorno più buio degli ultimi 400 anni. Ma a portare un po' di luce qui nello studio è venuto, e lo ringrazio, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio. Questo è un regalo che ci fa e la ringrazio davvero!". Nemmeno Ugo Fantozzi quando siede dinanzi al megadirettore galattico su una sedia che non c'è, nemmeno Giandomenico Fracchia quando si accascia dolcemente sulla poltrona a sacco, avrebbero saputo studiare un benvenuto così virile e urticante per il loro padrone.

 

 

a in quali radici affondano le intese tra reduci del PCI e Berlusconi? Temporalmente parlando si risale a prima della caduta del muro di Berlino. A quando, secondo la storia alla Orwell di oggi, il PCI prendeva montagne di rubli da Mosca e Berlusconi sosteneva il mondo libero. Ma rubli e "mondo libero" sono questioni degli anni '50 mentre negli anni '80 l'integerrimo anticomunista Berlusconi il PCI lo finanziava eccome. E finanziava proprio la corrente del PCI di Giorgio Napolitano, per capire come i protagonisti del decreto di oggi non solo si conoscano da tempo ma abbiano storiche intese suggellate da finanziamenti e da convergenze di interessi di potere.
Del resto, proprio nel 1987 a Roma il PCI organizzò un convegno sul futuro della televisione italiana. I tre principali relatori furono Massimo D'Alema, Walter Veltroni e..Silvio Berlusconi. Il quale, lungi dallo scatenarsi contro i comunisti, fece una relazione densa di elogi verso il PCI per il ruolo che questo aveva assunto per lo sviluppo della comunicazione e del pluralismo in Italia.
Per capire il clima dell'epoca è utile la lettura di un libro Il Baratto (Il PCI e le televisioni: le intese e gli scambi fra il comunista Veltroni e l’affarista Berlusconi negli anni Ottanta. Kaos edizioni, 2008) di Michele De Lucia.

http://www.scuolanticoli.com/libri/pagelibri_016.htm

E soprattutto sono utili gli estratti del libro per comprendere subito i rapporti materiali ed ideologici che intercorrevano tra Napolitano e Berlusconi nel 1987.
Materiali, perchè la Fininvest finanziava con la pubblicità la strategica corrente milanese di Napolitano, ideologici perchè la corrente di Napolitano magnificava il tipo di capitalismo rappresentato dal cavaliere di Arcore.
Questo per far capire la storia reale d'Italia, le radici antiche delle intese tra Berlusconi ed i reduci del PCI e per comprendere che se l'Italia si vuol liberare dal ducetto di Arcore deve anche tagliare le antiche radici di certi accordi. Che rappresentano una assicurazione sulla vita per Berlusconi e sulla carriera per i personaggi appena

citati.la

fonte Napolitano viene da lontano. Era migliorista e berlusconiano. Gli articoli del suo settimanale "Il Moderno" (con pubblicità Finivest anni '80) superano persino le poesie di Bondi al "caro

leader".

"Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della corrente “migliorista” del Pci (la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Napolitano). Animato da Gianni Cervetti… all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’economia, nella cultura” (p. 104)."
"Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno… scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si ostina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente di modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale televisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115)".
«Il numero di aprile 1987 ... esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’inserzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie… Intanto uno dei fondatori del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca… E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5… (pp 126 -- 127)".
"A giugno 1989 ... pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: adesso la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148)".(*)

(*) Testi tratti dal libro: "Il Baratto" dal blog www.dirittodicritica.com.

 

 

Seconda parafrasi Carducciana: Nanicidio

Paga prebende, e stimola

Con foga, e orsù cavilla;

Torna a la pingue villa

Che Previti rubò!

Via! ne le case italiche

Niun più ti difende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

Tuo "Ammor" fè molti martiri,

Fra ninfe e analfabeti,

A botta di decreti

L'Italia alfin perì:

Ne uscì pessima immagine

Del bunga bunga al suono,

Porcella al mezzo uomo

Dalla procùr sfuggì.

Mentì il bastardo; e sordido

Vecchio malato e infido

Mandò l'Emilio Fido

Dal schermo a millantar:

E da incazzato popolo

Ostaggio del Tremonte,

Da tua cornuta fronte

Un sangue al bozzo appar.

Di statuette e tuberi

Bersaglio le tue ciglia:

Ridotto fu in poltiglia

Lo sozzo tuo didiè!

E la Carfagna involasi

Con la cretin Lussana:

Ministra una puttana

Gelmini o Santanché.

L'ombre de' ladri assorgono

Ringhianti ne' cancelli;

La schiatta di Castelli

Dal Lambro alfin schiumò.

Iroso e ipocondriaco

Sbotta scorreggia e spende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

Pien di mondezza l'aura

Da Napoli a te move;

Una bestemmia piove

Da tutta la città.

Dalle tue tempie, o cerbero,

L'asfalto diè alla testa

L'antica età spodesta

La non novella età.

Vedi: pur se pelame accumuli

Chiuso nella latrina

Defunto è il pisellino

E piange nel calzon.

La Lega a mò di fulgure,

Ti sguscia come anguilla;

Da Fini a la Brambilla

Ti lascia il carrozzon.

Ecco: PierFerdi d'impeto

Lo suo culetto para

Tutta la cocuzzara

Di te a votar si astien.

Delle sue brume pallido

rutta il razzista Umberto:

Co 'l figlio di sesso incerto

Sol con il Trota ei vien;

I porci infidi scalciano

Servetti furibondi

Alfano con il Bondi,

Cicchitto con Scajol.

Tolte le vesti affondano

Te dal Carroccio ai porti:

Anch'essi sono morti,

Trombano in Rai dal cul.

Di vecchi e innovati palpiti

La voce si diffonde,

L'unica idea si espande

"Rompiamogli il popò!"

Tutta una massa anonima

In ogni piazza scende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

E tu, signor di Libero,

e del Giornale armato,

Di fango sì ne hai gittato,

Quasi a riempire il mar.

Perì Vittorio: a l'ultima

Feltri sua gogna ascende;

Il popolo lo stende

Un altro da scacciar.

Ti si sequestrin pubblici

Diritti e le fortune,

Le zozze bionde e brune,

Il letto di Putìn:

Per mafia, stragi e Gladio

la fin farai del ladro,

Col sindaco di Adro,

Olindo e Rosa al cuor.

Vedi: anche i nostri parvoli

Ti riempion d'escrementi

Dei tuoi lazzi saccenti

Ridevi solo te.

Ti assalgan con la Folgore

Va' a lavorar nei campi,

Prenda il tuo posto Ciampi

Tua Morte salvi me.

Va' via, nato col forcipe

Ch'è il popolar desio

Tradisti l'Italia e Dio:

Chi più te la darà?

Fuori dall'abitacolo

Manovrator, t'affretta!

Che 'l Mausoleo t' aspetta

Cessata è la tua età.

Bananier, fila via al margine

Gran lutto ti sovrasti

Le palle ci scassasti:

Dio il dittator fiaccò.

La tua oppressione è al culmine

L'inferno ormai t'attende:

Leva, o negrier, le tende!

La tirannia cessò.

 

pubblicata da Andrea Vanacore il giorno martedì 14 dicembre 2010 alle ore 4.40

 

 

 

 

 

 

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