Lantiquaria che sfidò i potenti Così Stefania divenne teste Omega
Ariosto story: fu protagonista del processo Sme contro Berlusconi
QUELLO? Ha tradito me e Berlusconi insieme». Stefania Ariosto, che nel
1995 è stata il teste Omega, la grande accusatrice dellavvocato
Cesare Previti e di Berlusconi, e che ha innescato uno dei casi
giudiziari più seguiti della storia italiana, liquida così, con una
semplice battuta, nemmeno una dozzina di parole, il libro scritto dal
suo fidanzato di allora, lavvocato Vittorio Dotti (LAvvocato del diavolo).
Era allora e è ancora una bella signora bionda, spesso vestita solo di
jeans e una maglietta. Rispetto a quei tempi lontani cè che ha preso
due lauree (sociologia e diritto, è avvocato) e che ha cambiato vita.
Fino
a allora era stata la fidanzata (prossima alla convivenza) di Vittorio
Dotti, potente avvocato milanese di Silvio Berlusconi e suo protetto
anche in politica, fino a un certo punto. Ricordo un Natale in cui i
due, invece ci andare in montagna, rimasero a Milano perché cera un
rimpasto di governo e Dotti sperava in un incarico ministeriale. Ogni
tre minuti consultava il telefono, ma la chiamata non arrivò mai.
COME
fidanzata di uno degli uomini più potenti della città faceva una vita
mondana molto intensa. La si incontrava sempre alla Scala e era sempre
di grande eleganza. Gestiva un elegante negozio di antiquariato
allangolo fra via Montenapoleone e via Gesù. Quando non era in giro in
città, era perché partecipava a uno dei tanti riti mondani del clan
Berlusconi. È stata qualche volta anche alle famose feste natalizie a
Arcore. Le signore dei dirigenti e degli amici del Cavaliere (allora si
chiamava così). Le signore si presentavano senza gioielli. Il padrone di
casa, a un certo punto, arriva con un grande vassoio, pieno non di
pasticcini, ma di gioielli e cominciava la distribuzione.
Se non era
alle feste di Arcore, era sulla barca Barbarossa di Cesare Previti,
dove il clan si riuniva con tanto di magliette da marinaio e righe
orizzontali e cappellino con il logo della barca.
Una vita da
signora bene della Milano di quegli anni, ancora da bere (ma non per
molto), bella e corteggiata, ma legatissima al suo Dotti.
Tutto
cambia quando una mattina vanno da lei quelli della Finanza. Hanno in
mano un assegno da 200 milioni che risultava provenire da fondi neri
della Mondadori. Vogliono spiegazioni, sospettano traffici poco chiari.
Allora lei racconta che quellassegno glielo ha dato appunto Dotti come
pagamento di alcuni mobili («gli ho fatto anche lo sconto, visto che
dovevamo andare a vivere insieme»).
Quando viene portata davanti a un
colonnello della Guardia di Finanza e accusata di prendere mazzette,
perde la pazienza e sbotta: «Le mazzette è Previti che le paga ai
giudici di Roma per vincere i processi». Della faccenda, naturalmente,
viene subito informata Ilda Boccassini e comincia una lunghissima serie
di interrogatori. Non solo, la Boccassini non si fida di quellambiente e
quindi mette subito la Ariosto sotto tutela e il suo nome non verrà
rivelato per molti mesi. Nelle carte sarà conosciuta solo con il nome di
teste Omega.
La sua vita, a parte la clamorosa rottura verticale
con il fidanzato Dotti e con il mondo che girava intorno a Berlusconi, è
grosso modo quella stessa di prima. Ma ormai gira con la scorta di
quattro baschi verdi, lunità antiterrorismo della Guardia di Finanza.
È
una sorveglianza molto stretta. Non può più andare in giro in macchina
da sola (la portano loro). Cambia casa e per mesi il suo indirizzo viene
tenuto segreto (come la sua identità). Quando è nella sua abitazione,
lauto dei baschi verdi staziona davanti al portone, con due militari
dentro, un altro sta sul ballatoio davanti alla porta di casa e lultimo
dentro, qualche volta con il mitragliatore appoggiato sul tavolino del
soggiorno.
In quel periodo sta studiando sociologia a Urbino. Una
volta la macchina di servizio si rompe in autostrada e lei viene
piantonata in una piazzola dai quattro militari in attesa che arrivi
unauto a prenderli. Quando è in aula alluniversità a fare esami o a
seguire le lezioni, i baschi verdi laspettano fuori. Appena finito, via
in macchina di corsa. A distanza di anni tutte queste precauzioni
possono sembrare eccessive, ma nemmeno tanto, visto che si stava
decidendo il destino di un presidente del Consiglio e di un ministro
(Previti).
Una sera nella nuova casa segreta dellAriosto vengono
trovate una dozzina di cimici, anche nel bagno. Non si è mai saputo chi
le ha messe: i nemici o gli stessi inquirenti per assicurarsi che non ci
fossero doppi giochi da parte di quella testimone, apparentemente vaga.
Invece la teste Omega era di una memoria di ferro e, soprattutto, una
collezionista seriale di ogni cosa che riguardava la sua vita. Una volta
cita un matrimonio a cui lei e altre persone avevano assistito.
Arrivano subito le smentite: mai vista. Lei va in cantina, tira fuori i
suoi scatoloni e esibisce linvito e anche la lettera di ringraziamento.
MA LA COSA
che tutti scoprono, con sorpresa, è che la signora non molla mai.
Decine di interrogatori e lei continua a accusare Previti, Berlusconi e
decine di magistrati. In fondo erano tutti molto ricchi e molto potenti,
i mezzi per corromperla li avevano. Ma la biondina di via
Montenapoleone, quella che stava sempre sulla porta del suo negozio e
che scherzava con i clienti, anche se poi ha avuto la vita mezza
distrutta e nessuna ricompensa, non ha mai fatto un passo indietro.
Previti
alla fine ha dovuto dimettersi, qualche giudice ha perso il posto e
Berlusconi si è infilato nella vicenda Mondadori, che gli è costata un
patrimonio.
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